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0370-scuole-siciliane-a-rischio

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/02/2018-06:00
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Scuole siciliane ad alto rischio

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Secondo l’Anagrafe regionale sull’edilizia scolastica 2017: 2.902 istituti su 3.869 n
on sono adeguati alla normativa antisismica
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Sono 4.358 gli edifici scolastici nella Regione Siciliana, registrati all’Anagrafe siciliana sull’edilizia scolastica (dai del 2017), ma di essi 3 su 4 sono a rischio, perché non adeguati alla normativa antisismica, il 71% è senza certificato di agibilità, il 56% è senza certificato antincendio. Un quadro davvero inquietante che però potrebbe migliorare già da quest’anno e negli anni successivi, come afferma l’assessore regionale Roberto Lagalla, perché entro l’anno saranno disponibili 300 milioni di euro (tra trasferimenti statali e risorse regionali del PON-FERS) per l’adeguamento degli istituti scolastici.
Secondo quanto riporta il “Quotidiano di Sicilia” dl 15/02/2018, 1.856 edifici scolastici (44,68%) sono stati costruiti tra il 1946 e il 1975; 257 (6,19%) è stato costruito tra l’inizio del secolo e il 1945; 87 (2,09%) sono stati realizzati prima dell’inizio del ‘900 e 1.478 (35,34%) sono le scuole edificate dopo il 1976.
Altro aspetto importante riguarda i criteri di progettazione antisismica degli edifici: sono 2.902 le scuole non adeguate alla normativa sismica (75,01%) ch superano di gran lunga quelli a norma, i quali raggiungono le 967 unità (24,99%); il certificato di conformità relativo ai vincoli sismici è presente in 480 strutture (12,41%) e gli edifici che hanno effettuato le verifiche  sismiche sono 791 (20,44%).
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SCUOLE VECCHIE
Anagrafe, a livello nazionale, è stata istituita dal MIUR mediante la legge n. 23/96 (art. 7). Sono in totale 4.358 gli edifici registrati nell’Anagrafe siciliana, il 44,68% di essi sono stati costruiti tra il 1946 e il 1975.

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VERIFICHE SISMICHE
Il Certificato di conformità relativo ai vincoli sismici è presente solo in 480 strutture (12,41%) e gli edifici scolastici che hanno effettuato le verifiche sismiche sono 791 (20,44%).

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ASSESSORE LAGALLA
Entro l’anno saranno disponibili 300 milioni di euro (tra trasferimenti statali e risorse regionali del PON-FERS) per l’adeguamento degli istituti scolastici.


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Sempre leggendo il quotidiano già citato, apprendiamo che secondo i dati dell’Ares il documento relativo al collaudo statico è assente in 2.188 istituti (52,67%), mentre è presente in 1.789 strutture (43,07%); il certificato di agibilità è assente in 2.949 edifici (70,99%) mentre lo troviamo in 1.010 strutture (24,31%). In 2.324 istituti non è presente il certificato di impianto antincendio (55.95%), che invece si trova in 1.162 edifici scolastici (27,97%); il certificato attinente all’impianto di messa a terra è assente in 2.265 scuole (54,53%), ed  è presente solo in 1.463 istituti (35,22%). La situazione è migliore relativamente alla certificazione sulla conformità dell’impianto elettrico con 2.371 documenti presenti (57,08%), mentre risulta assente in 1.46 edifici (37,22%).
Gli edifici soggetti al certificato di prevenzione incendio (C.p.i.) sono 2.547 (61,31%), in numero maggiore rispetto a quelli non soggetti, che raggiungono le 1.122 unità (27,01%). In 570 casi (13,72%) il documento risulta scaduto e deve essere rinnovato per 341 edifici invece (8,21%) è in  corso di validità. Riguardo ancora alle certificazioni antincendio, i documenti relativi al Collaudo impianto rilevamento fumi, spegnimento e reti idranti si trovano rispettivamente 283, 321 e 718 edifici (6,81%, 7,73% e 17,28%). Il Certificato Omologazione installazione porte tagliafuoco è in 477 edifici (11,48%), la Certificazione prevenzione incendi è presente in 467 istituti (11,24%), il Nullaosta provvisorio in 419 scuole (10,09%).
Le strutture scolastiche con Documento di valutazione rischi (Dvr) sono 3.237 (77,92%), mentre è assente in 864 istituti (20,80%); il Piano di emergenza si trova in 3.369 scuole (81,10%), è assente in 732 scuole (17,62%).

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0371-fp-sicilia

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/02/2018-06:00
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Fp Sicilia, verso un nuovo bando

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Previsto l’inserimento di nuovi profili nel Catalogo dell’offerta formativa
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Gli incontri in corso tra Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla ed i rappresentanti delle sigle sindacali e le associazioni di categoria potrebbe portare alla bozza del nuovo bando che sarà pubblicato, probabilmente, entro fine mese e che avrà l’obiettivo di rimettere in moto l’intero sistema della formazione professionale.
Inoltre si discute sulla
definizione del Catalogo dell’offerta formativa della Regione Siciliana, con la validazione dei profili già presenti in Catalogo e nuovi profili non contemplati dal Repertorio Regionale, ma presenti nell’Atlante del Lavoro: tecnico per la sicurezza delle reti, operatore termale, lingue straniere – inglese intermedio e avanzato, restauro dei libri. Altri profili, fra quelli richiesti, ma non presenti in alcun Repertorio, saranno inseriti in una fase successiva.
(Fonte: http://www.blogsicilia.it/palermo/formazione-professionale-allorizzonte-un-nuovo-bando-e-linserimento-di-nuovi-profili-nel-catalogo-dellofferta-formativa/429137/)

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0375-dalla-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Studente colpisce professoressa // Sconnessi per un giorno //
Sequestrati 4 scuolabus irregolari // Corso-concorso per Ds in provincia di Bolzano
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Studente colpisce professoressa
La docente non ha sporto denuncia
Uno studente di una scuola media di Sondrio ha lanciato un oggetto contundente contro la professoressa colpendola, perché aveva osato rimproverarlo perché durante la lezione usava il cellulare. L’insegnante ha dovuto fare ricorso alle cure mediche del pronto soccorso, ma non ha sporto denuncia perché “non sarebbe il modo migliore per punirlo”.
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Sconnessi per un giorno
Ci proviamo il 22 febbraio prossimo?
Un giorno senza wi-fi il 22 febbraio prossimo: è lo #sconnessiday un esperimento sociale per sensibilizzare all'uso corretto delle nuove tecnologie. L'idea del 22 febbraio viene lanciata in occasione dell'arrivo in sala del film Sconnessi, opera prima scritta e diretta da Christian Marazziti. L'invito è di tutto il cast viene rivolto alle famiglie, ai Ds ed agli insegnanti delle scuole italiane, istituendo la Prima Giornata Mondiale della s-connessione, da celebrare il 22 febbraio di ogni anno. Il film infatti tratta con toni da commedia il tema sempre più serio della dipendenza da Internet e smartphone.
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Sequestrati 4 scuolabus irregolari
Bus privi delle necessarie autorizzazioni e violazioni al codice della strada
Gli agenti del distaccamento della Polstrada di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) hanno sequestrato 4 scuolabus privi delle necessarie autorizzazioni e per violazioni al codice della strada. I mezzi erano utilizzati per trasportare gli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e media nei plessi di Gioiosa Marea e della frazione di San Giorgio. Per il servizio di trasporto adesso restano solo altri 4 mezzi che risulterebbero in regola.
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Corso-concorso per Ds in provincia di Bolzano
Termine presentazione delle domande: 9 marzo 2018, ore 12:00
Sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino – Alto Adige è stato pubblicato il Decreto della Sovrintendente scolastica di Bolzano n. 1828/2018 con il quale viene bandito un concorso per Dirigenti scolatici, a livello provinciale, per n. 6 posti. Il termine di presentazione delle domande all’Intendenza scolastica italiana è il 9 marzo 2018 alle ore 12:00. Per l’iscrizione è stato predisposto un modulo di domanda stampabile. (FONTE: http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=100476&print=1)

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0364-bando-di-concorso

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/02/2018-06:00
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Bando di concorso per docenti abilitati

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 33/2018 // Domande dal 20 febbraio al 22 marzo 2018
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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 33/2018 è stato pubblicato il Decreto del 15/1202017 “Modalità di espletamento della procedura concorsuale di cui all’art. 17, co. 2, lett. b) e co. 3,4,5, e 6 del D. Lgs. 13/04/2017, n. 59 per il reclutamento a tempo interminato di personale docente nella scuola secondaria di primo e secondo grado in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento o di specializzazione all’insegnamento di sostegno per i medesimi gradi di istruzione.
PER  LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  17-02-18-BANDO- CONCORSO-ABILITATI

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0365-fondi-per-orientamento

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/02/2018-06:00
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Fondi per l’orientamento

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Sono stati previsti con la legge di Stabilità 2017
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Il MIUR, appena il decreto che destina fondi per l’orientamento sarà registrato dalla Corte dei Conti pubblicherà il bando che attribuirà i fondi sulla base dei progetti presentati dalle università in collaborazione con le scuole. I progetti dovranno essere destinati a integrare le azioni di orientamento all’ingresso delle università con particolare riferimento agli ultimi due anni di corso della scuola secondaria di secondo grado o nel periodo intercorrente tra il conseguimento del diploma e l’immatricolazione. In pista anche attività di tutorato destinate a studenti iscritti al primo o al secondo anno di un corso di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico, rivolte in particolare a coloro che abbiano riscontrato ostacoli formativi iniziali. Un Comitato tecnico scientifico nominato dal MIUR valuterà i progetti in base a chiarezza e coerenza del progetto agli obiettivi, grado di fattibilità, adeguatezza economica e cofinanziamento diretto aggiuntivo, capacità dell’intervento di apportare un reale miglioramento rispetto alla situazione di partenza.

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0366-indebitati-fino-al-collo

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/02/2018-06:00
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Indebitati fino al collo!

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Per la Commissione Europea il debito italiano resta esposto a rischi sfavorevoli
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Secondo Bankitalia a fine 2017 il debito pubblico è schizzato in alto toccando 2.256,1 miliardi di euro contro i 2.219,5 del dicembre 2016 e i 2.1773 di fine 2015 e i 2.137 di fine 2014. Una gran brutta notizia già percepita dalla Commissione Europea che nel suo Rapporto annuale sull’andamento del 2017, sottolineava che il debito italiano resta esposto rischi sfavorevoli.

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0358-consiglio-di-stato

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/02/2018-06:00
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Il Consiglio di Stato apre ai docenti laureati in Scienze della formazione primaria e agli Itp, respinto il ricorso del Miur

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Nel primo caso, il MIUR ha erroneamente tralasciato la posizione dei docenti laureati; nel secondo, il CdS ha respinto il ricorso del MIUR contro i tecnico-pratici

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GaE per i docenti laureati in Sdf
Il MIUR ha erroneamente tralasciato la posizione dei docenti
Gli insegnanti iscritti e frequentanti i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria dal 2008 al 2011 deve essere inseriti nella graduatoria aggiuntiva di IV fascia delle GaE. Lo afferma il Consiglio di Stato con ordinanza n. 624 del 12/02/2018 che chiude la fase cautelare, anche se si è in attesa della udienza di merito. Per il CdS “il MIUR ha erroneamente tralasciato la posizione di questi docenti abilitati, pertanto il loro interesse all’iscrizione alle GaE si attualizza man mano che pervengono all’abilitazione ed in relazione al primo decreto ministeriale utile”.

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Itp, altra sentenza a favore
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso
del MIUR

Dopo la sentenza a favore del TAR Lazio del 6 dicembre scorso, gli insegnanti tecnico-pratici (Itp) incassano il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso del MIUR, dando ragione ai docenti esclusi dalla seconda fascia delle graduatorie perché privi di abilitazione all’insegnamento (Tfa) in cui corsi, dal 2010, il MIUR non ha mai attivato!
Tuttavia, pur se consapevole dell’omissione, il MIUR con grande disinvoltura aveva iscritti gli Itp in terza fascia della graduatoria che raccoglie solo i non abilitati. Adesso la svolta, che potrebbe anche portare all’assunzione in ruolo.

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0359-scuola-ad-alto-rischio

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/02/2018-06:00
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La scuola ad alto rischio

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Arriva il docente-tutor contro il bullismo
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Di nuovo violenza a scuola, stavolta nel Piacentino, dove un’insegnante è stata colpita più volte a un braccio da uno alunno di prima media, ed è finita al Pronto Soccorso con 7 giorni di prognosi. L’alunno è stato subito sospeso per 2 settimane, ma con obbligo di frequenza alle lezioni.
Il fatto è accaduto qualche tempo addietro ma adesso si è appreso che la scuola ha anche presentato una denuncia per infortunio su lavoro e una segnalazione ai servizi sociali, anche perché nel passato il ragazzino aveva creato qualche problema.
Dopo i tanti episodi, resta ancora nella memoria di tutti l’aggressione del 16enne di Acerra che ha sfregiato il volto della professoressa e l’aggressione subita dal vicepreside di una scuola di Foggia, ecco le contromisure adottate dal MIUR: in ogni scuola ci sarà un docente contro il bullismo, una specie di tutor appositamente formato come previsto da Piano nazionale per l’educazione al rispetto. Lo stanziamento previsto è di 3 milioni di euro per la formazione di almeno un docente per ciascuna scuola.
Compito del tutor sarà quello di intervenire, in caso di necessità, di notare le prime avvisaglie e gestire al meglio eventuali criticità, ascoltare le persone coinvolte e mettere fine al conflitto.
Personalmente non credo possa bastare se parallelamente non si ripristina la formazione civile del sociale e il rispetto del diritto, delle istituzioni e dei docenti che in esse operano.
Per evitare la regressione di massa, solo ripristinando le regole di fondo del vivere civile e anche le sanzioni destinate a punire chi le trasgredisce, la scuola potrà ripensare al suo ruolo educativo piuttosto che vivere sulla difensiva (peraltro legittimamente!) per contrastare l’attacco fisico e/o il dileggio anche attraverso i social. (La Redazione)

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0346-fondo-garanzia-edilizia-scolastica

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-15/02/2018-06:00
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Fondo di garanzia per l’edilizia scolastica

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Due milioni di euro per finanziare i progetti degli EE.LL.
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Firmato un protocollo d’intesa tra la Fondazione Inarcassa e Miur propedeutico al lancio di #FondAzioneScuola, un fondo di rotazione e garanzia, da 2 milioni di euro, per la concessione agli EE.LL. di prestiti per progetti destinati all’edilizia scolastica.
Gli EE.LL., in particolare i Comuni, secondo la normativa vigente, potranno fruire dei finanziamenti stanziati per la messa in sicurezza, l’adeguamento e il miglioramento sismico delle scuole laddove siano in grado di presentare un progetto, preliminare, definitivo o esecutivo, così come richiesto dai bandi specifici.

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0347-istat-molestie

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-15/02/2018-06:00
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Istat: oltre 12 mln di italiani, di cui 1/3 uomini molestati
almeno una volta nella vita

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Gli abusi più frequenti sono verbali, ma le denunce sono pochissime
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Il report dell’Istat sulle molestie ed i ricatti sessuali nel periodo 2015/2016 stima che siano oltre 3 milioni le vittime negli ultimi 3 anni e circa 8 milioni e 816mila sono state le donne interessate nella loro vita da qualche molestia sessuale (pedinamenti, esibizionismo, telefonate oscene, abusi verbali e fisici).
Pesantissima la situazione sul posto di lavoro: 1 milione e 173mila donne sono state oggetti di ricatti sessuali per essere assunte, per non perdere il lavoro o per ottenere progressioni nella carriera.
L’Istat informa anche che per la prima volta sono state rilevate le molestie sessuali anche ai danni di persone di sesso maschile: circa 3,7 milioni sono stati oggetto di molestie sessuali nel corso della loro vita (19%), 274 mila (6,4%) negli ultimi 3 anni.

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0352-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-15/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola e oltre

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Le notizie: Iscrizioni alunni, gli adempimenti delle scuole // Formazione obbligatoria
dei docenti
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Il Piano annuale delle attività del personale ATA va pubblicato on line //
Torna “M’illumino di meno”
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Iscrizioni alunni, gli adempimenti delle scuole
Diramata la nota n. 314 dell’8 febbraio 2018
Il Miur, con nota n. 314 dell’8 febbraio 2018 ha dettato gli adempimenti delle scuole al termine delle iscrizioni on line. Il calendario delle attività per la gestione e la verifica delle iscrizioni va dall’8 febbraio 2018 fino al/03/2018 quando verranno nuovamente messe a disposizione delle segreterie scolastiche e dei CFP le funzioni SIDI per la gestione delle iscrizioni.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  15-02-18-ISCRIZIONI-ALUNNI-ADEMPIMENTI-SCUOLE
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Formazione obbligatoria dei docenti
Nulla di nuovo con il nuovo contratto

Sul sito
www.orizzontescuola.it/formazione-docenti-deve-rientrare-nelle-riunioni-collegiali-retribuita-1750-euro-lora/
viene precisato che non c’è nulla di nuovo sul contratto relativamente alla formazione dei docenti, che resta obbligatoria in termini di impegno etico e professionale. Insomma, per la formazione dei docenti resta tutto come prima, dopo la firma del contratto di venerdì scorso. Quindi, le ore che i docenti “obbligatoriamente” dedicheranno alla formazione dovranno rientrare nelle ore funzionali, all’insegnamento (attività collegiali, di programmazione, verifica e informazione alla famiglia).
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Il Piano annuale delle attività del personale ATA va pubblicato on-line

Le scuole sono obbligate ad inserire on line il Piano annuale delle attività di lavoro del personale ATA per due buoni motivi: primo, per la trasparenza della Pubblica Amministrazione; secondo, perché così facendo diventa palese l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni. In tal senso va pubblicato on line.
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Torna “M’illumino di meno”
Appuntamento previsto per il 23 febbraio p.v.
Il 23 febbraio p.v. torna la 14ª edizione di “M’illumino di meno”, la campagna sul risparmio energetico, in prossimità dell’anniversario del Protocollo di Kyoto, tentativo dell’umanità di salvare la Terra dalla distruzione indotta dai cambiamenti climatici. L’appuntamento con “M’illumino di meno” è diventata una giornata dedicata agli stili di vita sostenibili, quelli che fanno stare bene senza consumare il pianeta. Per un giorno, il 23 febbraio, “pensiamo con i piedi”. In questa legislatura appena finita c’è mancato poco che la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili non diventasse legge attraverso due proposte presentate alla Camera e al Senato.

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0353-finannziamenti-miur

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-15/02/2018-06:00
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Finanziamenti Miur per progetti su bullismo e cyberbullismo

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Stanziamento totale € 1.000.000,00; alla Sicilia assegnati € 94.602,39
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Il Miur ha comunicato l’assegnazione di  € 1.000.000,00 (euro un milione/00), ripartiti tra le regioni, finalizzati alla realizzazione e diffusione di iniziative e progetti a supporto del Piano nazionale avviato nell’anno scolastico 2016/2017 su bullismo e cyberbullismo.
Le iniziative ed i progetti sono tesi allo sviluppo di attività di comunicazione, informazione e formazione, al fine di sensibilizzare gli studenti, le famiglie e tutte le componenti della comunità scolastica e territoriale sul tema della prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.
Gli Uffici Scolatici Regionali  individuano una scuola polo per regione e tal fine provvedono a:
a) acquisire le candidature delle istituzioni scolastiche;
b) valutare le candidature con una apposita commissione nominata dal Direttore Generale di ciascun Ufficio Scolastico Regionale e composta da personale in servizio presso gli Uffici Scolastici Regionali, dotato di specifica professionalità nelle materie oggetto dell’avviso di selezione. Ai componenti della commissione non spettano compensi, emolumenti, indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altre utilità, comunque, denominate.
I dati della scuole individuata (codice meccanografico, dati dei Conti di Tesoreria e di un referente dell’attività progettuale) vanno trasmessi all’indirizzo:  
dgsip@postacert.istruzione.it

PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  15-02-18-NOTA-MIUR

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0339-contratto-scuola-e-bonus

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/02/2018-06:00
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Contratto scuola e bonus: un capolavoro di pasticci!

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Reginaldo Palermo (La Tecnica della Scuola) commenta il “bonus premiale” // Primi “mal di pancia”: no dell’opposizione Cgil all’Accordo confederale e adesione allo sciopero del 23 febbraio  proclamato dai sindacati di base // I nostri articoli sul Contratto Istruzione e Ricerca
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Il collega Reginaldo Palermo, vicedirettore della testata “La Tecnica della Scuola” interviene sulla questione del bonus premiale che definisce un “capolavoro da azzeccagarbugli”.
L’articolista, descrive le posizioni del Miur e delle OO.SS. sulla questione e poi commenta.
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La Ministra
La ministra Fedeli ha precisato che l’accordo “prevede che le scuole contrattino i criteri generali per la determinazione dei compensi previsti dal cosiddetto bonus dei docenti; quindi non i criteri valutativi, ma i criteri per la determinazione del suo ammontare: ad esempio, il dirigente scolastico e la parte sindacale potranno convenire, in sede di trattativa, di prevedere un valore economico minimo o massimo per il premio individuale”.
“Resta ferma 
– continua la Fedeli –
 la procedura prevista dalle legge 107 del 2015 per la determinazione dei criteri per la valutazione (è previsto un apposito comitato per la valutazione) che non sono soggetti a contrattazione, nonché la competenza del dirigente per l’individuazione dei docenti meritevoli”.

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I Sindacati
I sindacati a loro volta replicano che le cose stanno in modo completamente diverso: “Le risorse residue del bonus [una parte infatti saranno utilizzate per incrementare la retribuzione professionale docente, n.d.r.] sono poi soggette alla contrattazione di scuola che contratterà i criteri generali per determinare i compensi. Non vi è nessuna valutazione dei docenti ma una valorizzazione del lavoro svolto al pari della valorizzazione che si consegue con il Fondo dell’Istituzione Scolastica”.
E, giusto per essere ancora più chiari, aggiungono: “Il dirigente scolastico contratterà con la parte sindacale e le RSU le attività da compensare e necessariamente gli importi da attribuire”.
I sindacati non hanno dubbi: il fondo per il merito sarà gestito “come avviene esattamente per il FIS”.
A latere va anche rilevato che i sindacati, a proposito della sovrapposizione di competenze che si creerà fra comitato di valutazione e tavolo contrattuale di istituto, tentano di risolvere il problema dicendo che “il comitato di valutazione indicherà i suoi criteri che si arricchiranno del passaggio della contrattazione d’istituto” pensando che sia sufficiente l’uso del termine “arricchire” per superare risolvere i contrasti che potranno crearsi fra comitato e contrattazione di scuola.

In conclusione – osserva Reginaldo Palermo - si tratta di un contratto da azzeccagarbugli dato che la soluzione che è stata individuata nel contratto per il “bonus premiale” apre la strada al contenzioso a livello di istituzione scolastica, perché non ci vuole molto a capire che siamo di fronte a due interpretazioni opposte, anzi antitetiche.
Vedremo cosa accadrà nelle scuole, conclude il collega Palermo: i dirigenti scolastici seguiranno la linea interpretativa dei tre sindacati firmatari del contratto o quella della ministra Fedeli?
Per intanto una cosa è certa: quando si firma un contratto le due parti dovrebbero essere d’accordo sul significato delle clausole. Se questo non accade è semplicemente perchè non si tratta di un “buon contratto”, ma di una esercitazione da azzeccagarbugli.
Intanto sul contratto scuola iniziano i “mal di pancia” con l’opposizione Cgil annuncia lo sciopero per il 23 febbraio e contesta la sottoscrizione dell’accordo che”aumenta la forbice retributiva”
L’opposizione Cgil “Il sindacato è un’altra cosa”, che chiedeva 300 euro di aumento per tutti in documento analizza i diversi aspetti  del contratto, sia quelli economici sia quelli normativi.
“Larga parte dei lavoratori e delle lavoratrici (una parte consistente dei docenti, ma soprattutto il personale ATA della scuola) si legge nel documento riceveranno quindi aumenti sul tabellare (per 13 mensilità e con TFR) solo tra i 45 ed i 60 euro lordi al mese”
“Per evitare che emerga l’evidente differenza con gli 85 euro ‘promessi’ (dall’Accordo del 30 novembre e la propaganda di questi mesi), è stato utilizzato un artificio contabile (la cosiddetta ‘perequazione’): gli aumenti partono solo dal primo marzo (invece che dall’inizio del 2018) e con i soldi di gennaio e febbraio si aggiunge ad alcuni un compenso temporaneo (anche questo senza TFR), per far arrivare tutti/e più o meno sugli 80 euro”.
Un compenso che però svanirà come neve al sole il 31 dicembre 2018 (le risorse utilizzate, infatti, venendo da quel risparmio sui primi mesi del 2018, esistono solo sino alla fine dell’anno)!
Inoltre all’
area di opposizione Cgil non piace neppure la soluzione adottata per il “bonus premiale” dato che si è passati dalla rivendicazione dell’abrogazione del bonus al suo inserimento, anche formale, nel corpo del contratto.
Il sindacato d’opposizione
rileva anche una incongruenza non da poco nella decisione della Flc Cgil di firmare l’Accordo: nel 2011, la Flc-Cgil non aveva firmato il contratto che rivedeva gli scatti stipendiali con l’eliminazione della fascia 3-8 anni, adesso la stessa Flc Cgil si allinea a Cisl e Uil nel riconoscere lo scippo del primo gradone!
Critiche anche alla parte normativa: a fronte di una parte salariale così modesta e di una differenziazione degli aumenti così pericolosa 
conclude l’area di opposizione interna alla Flc, ci si sarebbe aspettati una parte normativa avanzata, che recepisse le rivendicazioni dei movimenti degli insegnanti degli ultimi anni contro la “Buona Scuola” di Renzi e contro le riforme della P.a. di Brunetta e Madia. Niente di tutto questo. Dal punto di vista normativo, se i sindacati (firmatari) riconquistano un ruolo nella contrattazione su vari aspetti, i provvedimenti tanto contestati della legge 107/2015 vengono confermati e ricondotti nel CCNL.
Per questo motivo il sindacato d’opposizione della Cgil aderisce allo sciopero dei sindacati di base proclamato per il prossimo 23 febbraio p.v. per protestare contro questo impianto normativo e salariale.

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  TUTTO SUL CONTRATTO ISTRUZIONE E RICERCA

Contratto scuola e bonus: un capolavoro di pasticci!
Reginaldo Palermo (La Tecnica della Scuola) commenta il “bonus premiale” // Primi “mal di pancia”: no dell’opposizione Cgil all’Accordo confederale e adesione allo sciopero del 23 febbraio  proclamato dai sindacati di base
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0339-contratto-scuola-e-bonus

Polemiche sul Contratto Istruzione e Ricerca
Scontro a distanza tra Miur e Sindacati sul “merito // La posizione di ANCODIS sul CCNL 2016/2018
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0336-polemiche-contratto
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Dichiarazioni contro sul contratto Istruzione e Ricerca
I motivi che hanno spinto lo Snals e la Gilda a non firmare // Le dichiarazioni dell’Anief-Cisal  e di Sinistra Italiana  // Come calcolare arretrati ed aumenti
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0327-dichiarazioni-contro

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Prime anticipazioni sul Contratto scuola
Arretrati e aumenti in  busta paga forse ad aprile // Il testo dell’Accordo
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0320-prime-anticipazioni-sul-contratto-scuola
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Il testo dell’Accordo
http://www.ceripnews.it/IMMAGINI/10-02-18-ccnl-scuola.pdf
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Siglato il contratto scuola
Il comunicato unitario Flc Cgil – Cisl Fsur – Uil Scuola Rua
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0317-siglato-contratto-scuola

 

 

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0340-la-non-razionalizzazione

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/02/2018-06:00
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La non-razionalizzazione della rete scolastica siciliana

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Cosa non funziona nella decisione di rinvio dell’assessore Lagalla //
La lettera di un Ds messinese ed il nostro commento
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Un Ds reggente di una scuola messinese ha scritto, per posta certificata, all’Assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana, Roberto Lagalla, e per conoscenza al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al Direttore Generale dell’USR Sicilia, Maria Luisa Altomonte, ed anche alla Procura Generale della Corte dei Conti della Regione Siciliana, chiedendo chiarimenti sulla non-razionalizzazione della rete scolastica siciliana.
Di seguito un ampio stralcio della nota, che sintetizziamo solo per esigenze di spazio, in cui il Ds esprime “il suo più totale sconcerto”:
1) Nella Sua nota del 31.1.18 la S.V. gli rappresenta di aver  dovuto sconfessare quanto sancito al Tavolo Tecnico Regionale dell’8.1.18 e dalle Conferenze Provinciali che, al contrario,  pur doveva accogliere  e che, anzi e proprio in quella sede, ad inizio lavori,  aveva personalmente dichiarato di voler rispettare;
2) Il sottoscritto non ha compreso a quale “circolarità delle informazioni ” delle proposte delle Conferenze  la S.V. si riferisca, atteso che sulle determinazioni  istituzionali  conseguite  nei modi partecipativi, regolari e prescritti, non crede vi siamo particolari ulteriori  adempimenti o, peggio, obblighi vincolanti di condivisione plebiscitaria che solo  un regime autoritario potrebbe assicurare;
3) Le “procedure partecipate ” per giungere alla Razionalizzazione che la  S.V. gli  dichiara quasi come poco partecipate  non hanno fatto altro  che  tener conto assai scrupolosamente  di principi e procedure dettate dall’Assessorato in quest’anno, come in quelli passati. Nel caso di Messina, poi, diverse soluzioni erano state assunte addirittura all’unanimità, anche da parte di chi ha poi ritenuto utile cavalcare e sfruttare il malcontento prevedibile di una parte;   di quella parte che sa gridare nelle piazze  e che,   in Italia,  solo per questo, è maggioranza, attualmente non al potere in Sicilia.
Non è il caso,  poi,   di soffermarsi   su quanto  la   S.V.   determina  con il   D.A. 394  del 9.2.2018   giacché,   per esempio,  le scuole per le quali  ha  “ ritenuto per l’anno scolastico 2018/19   di provvedere al riconoscimento dell’autonomia e della personalità giuridica ” (ivi compreso questo Istituto)   di tali   elementi  già   disponevano   per effetto  di  legge  e  certo  non necessitavano di un  tale  provvedimento di riconoscimento per quanto era già loro attribuito.
Per quanto sopra, sia pur nella  propria modestissima  veste di  rappresentante  dell’ Amministrazione scolastica, il sottoscritto non può che invitare la S.V. a voler riconsiderare la Sua posizione  - oltre che in punto di diritto - anche in quella di amministratore attento agli alti  costi - ben 170 mila euro per esercizio (almeno e/o  solo a Messina) - che la Sua attuale determinazione  continua a comportare per le Amministrazioni Locali e per la Comunità, in pericolo default, non trascurando la mancata assegnazione di posti operata dal MIUR alle scuole sottodimensionate (per ognuna delle quali non viene assegnato un posto di Dirigente e uno di Dsga)  ed anche  perché, senza alcuna perdita di posti o  cattedre, il Contratto di mobilità del personale Scuola assicura ai docenti, con l'espressione di una semplice opzione, di continuare ad  insegnare ai propri alunni.
”””
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Fin qui la lettera inviataci in copia dal Ds messinese, ma la situazione riguarda parecchie scuole dell’Isola sottodimensionate
(leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0326-piano-dimensionamento), e se a tanto aggiungiamo che lo stallo di un anno comporterà delle conseguenze negative enormi nelle scuole che aggregano succursali/plessi in ambiti diversi (e quindi contra legem!), per quanto riguarda l’assegnazione dei docenti alle classi e ai plessi, la cui operazione è in capo ai dirigenti scolastici che spesso operano con molta autorità ed altrettanta disinvoltura, allora la situazione diventa pesante ed a rischio di conflitto. Se poi si aggiunge anche che nell’anno del concorso per Ds sarebbe stato opportuno, anzi doveroso, stabilizzare quante più scuole possibili per assicurare nuove presidenze ed almeno un triennio di titolarità nella nostra Regione, non si può dire che la frittata non sia completamente bruciata!
Ci permettiamo di suggerire alle OO.SS. Scuola della Sicilia, compreso quelle l’Area V, di aprire sollecitamente un tavolo presso l’USR Sicilia per definire un modello criteriale accettabile e condiviso che, fermo restando la potestà decisoria del Ds, predisponga una sorta di griglia sulle priorità, l’anzianità di servizio, le esigenze di famiglia, ed ogni altro elemento utile a facilitare il compito dei Ds e ridurre l’eventuale possibile contenzioso.
(n.b.)   
 

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0341-contratto-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/02/2018-06:00
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Contratto scuola: introdotto il congedo per violenza di genere

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Il commento di Lucio Ficara sulla testata on line “La Tecnica della Scuola”
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Nell’ipotesi del CCNL Istruzione e Ricerca valido per il triennio 2016/2018, è stato introdotto all’art.18 i congedi per le donne vittime di violenza. Lo scrive Lucio Ficara sulla testata on line “La Tecnica della Scuola” (https://www.tecnicadellascuola.it/contratto-scuola-introdotto-congedo-la-violenza-genere ) precisando che “la lavoratrice, inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati, ai sensi dell’art. 24 del D. Lgs. n. 80/2015, ha diritto ad astenersi dal lavoro, per motivi connessi a tali percorsi, per un periodo massimo di congedo di 90 giorni lavorativi, da fruire nell’arco temporale di tre anni, decorrenti dalla data di inizio del percorso di protezione certificato”.
Lucio Ficara, nel suo articolo precisa anche che “una docente che per esempio subisce stalking da un suo ex compagno, potrebbe fruire del suddetto congedo lavorativo, richiedendolo al Dirigente Scolastico con un preavviso non inferiore a sette giorni di calendario e con l’indicazione dell’inizio e della fine del relativo periodo.
Il trattamento economico spettante alla lavoratrice è quello previsto per il congedo di maternità, secondo la disciplina di riferimento. Il periodo di cui ai commi precedenti è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, non riduce le ferie ed è utile ai fini della tredicesima mensilità”.
Quali sono le modalità di fruizione? Lo spiega sempre Lucio Ficara nell’articolo sopra citato. “La lavoratrice può scegliere di fruire del congedo su base oraria o giornaliera nell’ambito del triennio, fatta eccezione per le dipendenti AFAM che possono solo fruire del congedo su base giornaliera. La fruizione su base oraria avviene in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del mese immediatamente precedente a quello in cui ha inizio il congedo.
La dipendente ha diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale secondo la disciplina di riferimento. Il rapporto a tempo parziale è nuovamente trasformato in rapporto di lavoro a tempo pieno, a richiesta della lavoratrice.
La dipendente vittima di violenza di genere inserita nei suddetti specifici percorsi di protezione, può presentare domanda di trasferimento ad altra amministrazione pubblica ubicata in un comune diverso da quello di residenza, previa comunicazione all’amministrazione di appartenenza. Entro quindici giorni dalla suddetta comunicazione l’amministrazione di appartenenza, nel rispetto delle norme in materia di riservatezza, dispone il trasferimento presso l’amministrazione indicata dalla dipendente, ove vi siano posti vacanti corrispondenti al suo livello di inquadramento giuridico.
I congedi di cui al presente comma possono essere cumulati con l’aspettativa per motivi personali e familiari per un periodo di ulteriori trenta giorni. Le amministrazioni, ove non ostino specifiche esigenze di servizio, agevolano la concessione dell’aspettativa, anche in deroga alle previsioni in materia di cumulo delle aspettative”.

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0342-p-a-firma-finale

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/02/2018-06:00
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P.a. firma finale contratto statali

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Hanno firmato Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Cisal (non hanno firmato Usb e Cgs)
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È stato firmato in via definitiva il nuovo contratto degli statali, i circa 250 mila dipendenti della P.a. centrale. La sottoscrizione arriva dopo l'accordo del 23 dicembre, il passaggio in Consiglio dei Ministri e alla Corte dei Conti.
Hanno firmato Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Cisal (non hanno firmato Usb e Cgs). Lo scatto medio è di 85 euro mensili scatterà da marzo, mentre l'una tantum degli arretrati (dai 370 ai 712 euro) potrebbe arrivare già alla fine di questo mese.
Il contratto Istruzione Ricerca potrebbe essere firmato già la prossima settimana.

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0336-polemiche-contratto

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/02/2018-06:00
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Polemiche sul Contratto Istruzione e Ricerca

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Scontro a distanza tra Miur e Sindacati sul “merito // L’affondo del sottosegretario Gabriele Toccafondi // La posizione di ANCODIS sul CCNL 2016/2018  
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La guerra sul “merito”
Miur: Nessuna spallata alla 107, criteri immutati e potrebbe crescere! Sbagliato parlare di dimezzamento!
È scoppiata la guerra sul “merito” tra amministrazione e sindacati maggioritari.
In un lungo comunicato stampa il Miur (leggi:
http://www.miur.gov.it/web/guest/-/contratto-sulla-valorizzazione-del-merito-nessun-dimezzamento-e-regole-per-l-assegnazione-restano-quelle-della-legge-107 ) precisa che non c’è nessun presunto ridimensionamento del Bonus sul “merito” da 200 milioni di euro annui introdotto dal comma 126 della Legge 107/15.
Il bonus “merito”, in pratica, non cambierà; anzi, per il Miur non solo i criteri rimangono immutati, ma gli importi in futuro potrebbero addirittura crescere. I destinatari di tale specifica, sono soprattutto i sindacati firmatari di contratto, quindi i Confederali, che a turno e poi unitariamente avevano lasciato intendere di aver mandato una bella “spallata” ad uno dei punti cardine della Buona Scuola”.
In buona sostanza, secondo il Miur è sbagliato parlare di dimezzamento perché sempre secondo il Miur “
non si tratta di 80 milioni confluiti negli stipendi del personale, ma di 40 milioni a regime e di 60 milioni solo per questo primo anno. Quindi, è sbagliato parlare di “dimezzamento della valorizzazione del merito delle/degli insegnanti”.
A rincarare la dose ed invelenire i rapporti pseudo idilliaci con i sindacati confederali c’è anche la sottolineatura, sempre da Viale Trastevere, che “ad assegnare il cosiddetto bonus per i docenti previsto dalla legge 107 del 2015, che ha riformato il sistema di istruzione, saranno sempre i dirigenti scolastici”.
Secondo il Miur, quindi, le cose stanno diversamente. “Poiché l’articolo 40 del D. Lgs. n. 165/2001 fa rientrare tra le materie di contrattazione anche la valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione dei premi, il testo siglato venerdì scorso, che, va ricordato, è il primo rinnovo che arriva dopo l’approvazione della legge 107, prevede che le scuole contrattino i criteri generali per la determinazione dei compensi previsti dal cosiddetto bonus dei docenti. Quindi non i criteri valutativi, ma i criteri per la determinazione del suo ammontare: ad esempio, il dirigente scolastico e la parte sindacale potranno convenire, in sede di trattativa, di prevedere un valore economico minimo o massimo per il premio individuale”.
Il Miur ribadisce anche che resta ferma la procedura prevista dalla legge 107/2015 per la determinazione dei criteri per la valutazione (è previsto un apposito comitato per la valutazione) che non sono soggetti a contrattazione, nonché la competenza del dirigente per l’individuazione dei docenti meritevoli.
Rincara la dose il sottosegretario Gabriele Toccafondi (che però da candidato dovrebbe avere il buon gusto di starsene zitto!) che si rammarica perché “una parte dei fondi destinati al merito ed inserire in contrattazione i criteri con i quali sono destinati questi fondi, rappresenta un mezzo passo indietro”. Come letto sopra, sono stati tolti 70 milioni quest’anno e 40 milioni a regime al fondo di 200 milioni che era una delle “perle” della legge 107/2015, ma assicura che si impegnerà a ricostituire per intero il fondo del merito, ovviamente se sarà eletto e se ricoprirà cariche governative. In buona sostanza per Toccafondi  il processo meritocratico non si tocca, nemmeno se gli stipendi di tutto il personale sono, e resteranno, tra i più bassi d’Europa!

Giusto per ricordarlo a Toccafondi, perché il personale della scuola lo sa bene, l’Accordo del 9 febbraio garantisce da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro lordi e quindi da decurtare di almeno il 40 per cento.
Le cifre
L’importo disponibile per il bonus passa da 200 milioni annui a 160 milioni a regime (140 milioni solo nel 2018), pari all’80% di quanto riconosciuto sino ad oggi, ma potrà crescere, anche superando il valore di 200 milioni, con le contrattazioni future, anche grazie alla costituzione di un unico fondo nel quale confluiscono tutte le risorse accessorie, introdotto all’articolo 39-bis del nuovo contratto. Questo intervento è tra quelli che hanno consentito di giungere ad aumenti medi mensili di 96 euro per i docenti, rispetto al valore medio di 85 euro previsto dall’intesa del 30 novembre 2016.
Le schede
Il Miur, nei prossimi giorni pubblicherà sul proprio sito Internet una nota completa e complessiva con le principali novità previste dal nuovo contratto di categoria.

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ANCODIS: CCNL 2016-2018, un passo avanti e tre indietro
I Collaboratori del Ds e i Responsabili di plesso annunciano azioni di lotta // Tutto sul contratto Istruzione e Ricerca: i link utili
Al coro delle proteste di sindacati e associazioni che non hanno condiviso la scelta confederale di siglare il nuovo CCNL per l’Istruzione e la Ricerca si associa l’Associazione Nazionale Collaboratori dei Dirigenti Scolastici (ANCODIS).
Pubblichiamo il comunicato stampa che ci hanno inviato, precisando che nei giorni scorsi abbiamo dato ampio spazio ai comunicati pro e contro (link in calce).
“”” Venerdì 9 febbraio 2018 le principali OO.SS. (CISL, CGIL, UIL) hanno sottoscritto il testo per il rinnovo del CCNL relativo ai comparti Scuola, Università, Ricerca ed AFAM.
Dopo 10 anni di blocco e di paziente attesa, il contratto viene firmato nel pieno svolgimento della campagna elettorale per le elezioni politiche e per il rinnovo delle RSU.
Una coincidenza a dir poco sospetta …
Governo e OO.SS. propongono come un successo il riconoscimento di una “mancetta” in un contratto che mantiene in gran parte la struttura precedente con elementi “conservatori ma spacciati per innovativi” che ci riportano al periodo antecedente la 107. 
Si inneggia con soddisfazione al un risultato che di fatto NON rende giustizia ai nostri stipendi (che restano tra i più bassi in Europa) sacrificando – per interessi elettorali - una visione moderna della scuola fondata anche sulla valorizzazione del merito di ogni docente che vuol essere protagonista nella didattica, nella formazione e, in ultimo, nella collaborazione ai sensi del comma 83 della Legge 107/2015.
Si è voluto fare non uno ma tre passi indietro sulla base del principio “i docenti sono tutti uguali” oppure “lavorano tutti allo stesso modo” per cui il principio della valorizzazione del merito individuale ed il suo conseguente riconoscimento economico è stato di fatto sacrificato al “principio della pioggerellina per tutti”, vista la media di 12 € mensili lordi quale “grande risultato” conseguente alla tanto declamata riduzione (60%) del fondo destinato al merito.
Il Governo cede alla forza elettoralistica delle OO.SS. che così avranno modo di propagandare un modestissimo risultato economico quale grande vittoria (che ricorda quella di Pirro!)
In questa partita contrattuale non ci sono vincitori ma una sola sconfitta: la visione di una scuola moderna fondata sul merito per alunni e docenti.
Quella visione che ci porta ogni giorno a parlare ai nostri alunni di merito e di valore; quella scuola che è aperta alle pari opportunità per tutti i suoi operatori ma non dovrebbe porre freni a chi vuole impegnarsi in termini di tempo e di ruolo; quella scuola che va avanti quotidianamente grazie al lavoro di tanti docenti che – oltre l’attività di docenza – si impegnano intensamente per garantire il migliore servizio possibile per alunni e famiglie.
In questo “vecchio” rinnovo contrattuale, Governo e OO.SS. non hanno voluto dare la meritata attenzione contrattuale ai tanti docenti (almeno 60000 unità) che si occupano delle attività di cui al comma 4 dell’Art. 28 del neonato contratto!  
Un contratto arcaico e conservatore che dà un chiaro messaggio: lavorate e faticate pure, dedicate anche tanto tempo alla formazione, il vostro impegno NON merita alcun riconoscimento oltre lo stipendio!
Questa logica egualitaria non ci convince: oltre l’intervento a pioggia, avremmo voluto leggere un comma che illuminasse con un raggio di sole il lavoro di questi docenti!
In questo specifico aspetto, il contratto presenta l’imprimatur di una scelta politica e sindacale che – a partire dal comma 83 della Legge 107 - non ha avuto il coraggio di andare avanti con determinazione sulla strada del riconoscimento giuridico, della apertura ad una carriera integrata, del riconoscimento economico, della valorizzazione del merito di questi docenti.
Vogliamo dirlo senza indugi: questo contratto guarda ai docenti soltanto come tali e non tiene per nulla conto di ruoli ed incarichi che in ciascuna istituzione integrano questa funzione.
Ruoli e incarichi che verranno ulteriormente mortificati dalla nuova pesante riduzione del Fondo per il miglioramento dell’Offerta Formativa prevista dal comma 3 dell’art. 39-bis (Al fine di finanziare quota parte degli incrementi della retribuzione professionale docente di cui all’art. 38, il Fondo di cui ai commi 1 e 2 è ridotto stabilmente, per l’anno 2018 di 80,00 milioni di Euro e a decorrere dal 2019 di 100 milioni di Euro, anche ( ma non solo n.d.r.) a valere sulle disponibilità dell’art. 1, comma 126 della legge n. 107/2015, in misura pari a 70 milioni per il 2018, 50 milioni per il 2019 e 40 milioni a regime).
Il che significa far pagare a quei docenti che liberamente e volontariamente si rendono disponibili a svolgere attività aggiuntive per compensi già assai modesti (Collaboratori del DS, Responsabile di Plesso, Referenti commissioni di lavoro, Referenti di dipartimento, Tutor dei docenti neo-assunti, Tutor dell’alternanza scuola-lavoro, animatori digitali, lavoro straordinario per accompagnamento alunni in gita…… ) il raggiungimento della strabiliante cifra di 12€ mensili di incremento della RPD!
ANCODIS manifesta la sua insoddisfazione per questa visione degli anni 90 sostenendo la necessità che si riconosca in sede giuridica e contrattuale l’impegno, il servizio ed il merito di quanti – oltre l’attività didattica – consentono al sistema scuola di garantire in ciascun giorno dell’anno (scolastico e solare) in stretta collaborazione con i DS il regolare funzionamento didattico, organizzativo e gestionale.
Per queste ragioni, ANCODIS ritiene inadeguato, discriminatorio, con i caratteri di un conservatorismo sindacale il CCNL 2016-2018; informa che metterà in campo tutte quelle azioni ritenute utili e necessarie a tutela della professionalità di quanti collaborano con i DS nelle diverse forme e preannuncia l’intenzione di procedere in giudizio avverso qualsivoglia atto o provvedimento che riterrà lesivo per i propri iscritti.
“””

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  TUTTO SUL CONTRATTO ISTRUZIONE E RICERCA

Dichiarazioni contro sul contratto Istruzione e Ricerca
I motivi che hanno spinto lo Snals e la Gilda a non firmare // Le dichiarazioni dell’Anief-Cisal  e di Sinistra Italiana  // Come calcolare arretrati ed aumenti
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0327-dichiarazioni-contro


Prime anticipazioni sul Contratto scuola

Arretrati e aumenti in  busta paga forse ad aprile // Il testo dell’Accordo
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0320-prime-anticipazioni-sul-contratto-scuola

Il testo dell’Accordo
http://www.ceripnews.it/IMMAGINI/10-02-18-ccnl-scuola.pdf

Siglato il contratto scuola
Il comunicato unitario Flc Cgil – Cisl Fsur – Uil Scuola Rua
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0317-siglato-contratto-scuola
 

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0337-a-proposito

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/02/2018-06:00
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A proposito di novità contrattuali

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Le notizie: Disconnessi per contratto // Allontanamenti dalla scuola
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Disconnessi per contratto
Tra diritti sanciti e civiltà perduta
Il dubbio amletico se dobbiamo essere sempre connessi o meno è stato risolto, inaudito dictum, nell’Accordo sul CCNL Istruzione e Ricerca. Un concetto inedito che fa già discutere, in quanto il nuovo contratto prevede fasce orarie protette per poter contattare via mail o via telefono gli insegnanti che non saranno più reperibili H24.

La dirigente scolastica Licia Cinfriglia, membro del CSPI, ritiene che prevedere il diritto alla disconnessione è sintomo dell’incapacità di comprendere la portata innovativa del digitale e uno dei tanti elementi di conservatorismo di cui è pieno questo pessimo contratto. A sua volta il Ds Ludovico Arte di Firenze, che usa molto le mail, ritiene che non gli sembra la cosa più importante da fare nella scuola, ma la trovo giusta.

Gianluca Pallai, presidente dell’Age Roma (Associazione italiana genitori) ritiene che il vero dramma dietro questa norma sia la mancanza di educazione. Non si tratta di garanzie sindacali, ma solo di civiltà.
 

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Allontanamenti dalla scuola
Dopo i casi dei professori indagati e arrestati a Roma e Riccione, che sono accusati di aver abusato delle loro studentesse minorenni, è arrivata la stretta che riguarda “comportamenti e molestie a carattere sessuale”, come si legge nel nuovo contratto degli insegnanti. Saranno sufficienti sms a sfondo sessuale accertati o avances denunciate a scuola perché un docente venga licenziato. La nuova norma vale “anche dove non sussista la gravità o la reiterazione dei comportamenti”. Il professore potrà tornare il cattedra se riconosciuto innocente nei tribunali. In arrivo, entro luglio, un Codice etico degli insegnanti sull’uso dei social per comunicare con gli studenti e sarà collegato alle sanzioni disciplinari. Saranno previste misure per chi fa un uso improprio, quindi un uso non educativo, dei social network e/o dei canali di comunicazione informatici per relazionarsi con gli studenti.

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0338-la-fedeli-invierà-ispettori

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/02/2018-06:00
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La Fedeli invierà ispettori nei licei “classisti”

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Annunciate possibili sanzioni, ma alcuni licei (2 per l’esattezza) hanno già rettificato i passaggi censurabili // C’entra la Buona Scuola in tutto questo? Parrebbe di sì!

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La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha annunciato che invierà gli ispettori nei quattro licei che hanno pubblicato autovalutazioni classiste ed ha anche chiesto all’Invalsi, l’Istituto di valutazione della scuola italiana, un controllo puntuale su tutti i rapporti pubblicati su “ La scuola in chiaro” e minaccia possibili sanzioni.

Per giusta informazione precisiamo che due dei quattro licei classici chiamati in causa hanno già rettificato i passaggi censurabili. Gli altri due, a quanto pare, la pensano diversamente: il primo si dichiara «democratico, antifascista e interclassista»; il secondo vanta «il quotidiano impegno per l’inclusione e per la lotta contro il disagio».
Tutti affermano, comunque, che si è trattato di un gigantesco equivoco di fondo ed affermano che le scuole da sempre sono aperte a tutti, a prescindere dalle condizioni socio-economiche, culturali e delle professioni delle figure parentali.

Va anche sottolineato che molti ritengono che proprio la griglia di domande induceva a risposte tranchant e quindi ad alto rischio e vedono nell’eccesso di concorrenza instaurato dalla cosiddetta  Buona Scuola una delle ragioni che spingono i Ds ed i Docenti a “vendere” la propria scuola come priva di problemi, «senza disabili né stranieri». Sempre per dovere di cronaca va anche detto che altri istituti, anche licei di fama, hanno presentato autovalutazioni in cui multiculturalità e interclassismo sono definiti «opportunità».

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0339-la-flc-cgil-contesta

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/02/2018-06:00
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La Flc Cgil contesta i licei brevi

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Accorciare di un anno il secondo ciclo di istruzione non risolve i numerosi problemi
della scuola italiana, né tanto meno quello del calo dei diplomati o dei laureati
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Invece di occuparsi delle criticità della scuola italiana la ministra Valeria Fedeli si occupa di accorciare di un anno il secondo ciclo di istruzione in altri 92 istituti superiori che si sommano ai 100 già autorizzati. Lo afferma la Flc Cgil che sostiene che si tratta di una palese operazione di cassa che a regime provocherà una riduzione degli organici e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro tra i docenti e il personale ATA, oltre che ad impoverire l’offerta formativa. Peraltro accorciare di un anno il secondo ciclo di istruzione non risolve i numerosi problemi della scuola italiana, né tanto meno quello del calo dei diplomati o dei laureati.
Sarebbe d’uopo, osserva ancora la Flc Cgil, che la Ministra predisponesse azioni tese a ridurre/risolvere la dispersione scolastica, il tempo pieno, l’edilizia scolastica, la stabilizzazione i precari, l’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole private.

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0326-piano-dimensionamento

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/02/2018-06:00
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Piano di dimensionamento della rete scolastica siciliana

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Pubblicato il Decreto Assessoriale n. 394 del 09/02/2018
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Sul sito dell’Assessorato dell’istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana è stato pubblicato il D.A. del 9 febbraio 2018 relativo al Piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica della Sicilia per l’anno scolastico 2018/2019 (il link è in calce alla notizia).
Fermo restando il rinvio al prossimo anno scolastico per più concrete operazioni di dimensionamento, con il presente provvedimento che riguarda n. 36 istituzioni scolastiche si mantiene l’autonomia, fermo restando le condizioni di sofferenza che non consentono la preposizione di un Ds e un Dsga titolari.
In parole povere continuano le reggenze anno dopo anno, per certe scuole, come se esse non abbiano titolo ad avere un assetto stabile e duraturo!

Provincia

N° Istituzioni

Agrigento

6

Caltanissetta

4

Catania

6

Enna

1

Messina

7

Palermo

7

Ragusa

1

Siracusa

3

Trapani

1


Eppure nell’anno del concorso per Ds sarebbe stato opportuno procedere all’eliminazione di alcune macro patologie che abbiamo segnalato in più sedi e creare condizioni di stabilità pluriennale alle scuole.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL DECRETO:  12-02-18-DIMENSIONAMENTO.PDF

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0327-dichiarazioni-contro

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/02/2018-06:00
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Dichiarazioni contro sul contratto Istruzione e Ricerca

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I motivi che hanno spinto lo Snals e la Gilda a non firmare // Le dichiarazioni dell’Anief-Cisal
e di Sinistra Italiana  // Come calcolare arretrati ed aumenti
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Dopo aver pubblicato la dichiarazione unitaria di Flc Cgil, Cisl, Scuola e Uil Scuola a favore dell’ipotesi di contratto sottoscritto (http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0317-siglato-contratto-scuola), pubblichiamo oggi le dichiarazioni contro dello Snals Confsal e della Gilda degli Insegnanti e un commento sul contratto di Sinistra Italiana.

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Serafini (Snals-Confsal: “No ad un contratto al ribasso che tradisce Scuola, Università, Ricerca e Afam”
Dopo una lunga trattativa lo Snals-Confsal ha deciso di non firmare il contratto del comparto Istruzione e Ricerca.

Per lo Snals i miglioramenti retributivi sono, in concreto, irrisori mentre davvero problematica risulta il testo nella parte normativa.

Il Segretario Generale Elvira Serafini ha dichiarato: “La svolta che doveva ridare dignità ai lavoratori della scuola non c’è stata. Dato che attendevamo questo rinnovo da quasi dieci anni abbiamo portato avanti la trattativa fino allo stremo, in una notte da incubo, ma non abbiamo potuto firmare un rinnovo contrattuale che rischia di svendere l’intera nostra categoria. Abbiamo preferito dire di no”.

“Il nostro è un gesto di coraggio, tra l’altro non facile, - ha proseguito Serafini - ma abbiamo voluto dire basta a questa politica al ribasso che non investe nella Scuola, nell’Università, nell’Afam e nella Ricerca.
Speravamo che il governo desse un segnale d’inversione di tendenza, fatto di rispetto, considerazione, investimento, ma così non è stato. Questa politica ha dimostrato di non saper volare alto: l’accordo firmato questa mattina è insoddisfacente”.

Il Segretario Snals ha concluso: “Proseguiremo nel nostro impegno a difesa di tutti i lavoratori del comparto, impegno oggi forse ancora più difficile a fronte di quello che consideriamo, con la mente e il cuore, un vero e proprio tradimento delle giuste aspettative dei lavoratori”.
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Il NO della Federazione Gilda-Unams // Di Meglio: “Contratto bocciato per insufficienza”
Dopo una lunga ed estenuante trattativa all’Aran la FGU ha deciso di non firmare il rinnovo contrattuale perché le risorse economiche stanziate dal Governo non consentono di colmare la forbice stipendiale tra il personale della scuola e quello degli altri comparti del pubblico impiego.
“Soltanto 80 dei 200 milioni del bonus per il merito sono confluiti nella retribuzione - spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti - mentre tutto il resto è stato destinato alla contrattazione di istituto per la valorizzazione del personale. Inoltre, per quanto riguarda la mobilità, giudichiamo negativamente l’obbligo di permanenza triennale nella sede ottenuta per il trasferimento”.
La trattativa serrata ha comunque consentito di raggiungere importanti miglioramenti per la parte normativa rispetto alla prima bozza e di evitare ricadute negative della legge 107 sul contratto.
Resta, dunque, invariato l’orario di servizio (comprese le 40+40), non vengono introdotti compiti aggiuntivi obbligatori e non retribuiti né per la formazione, né per l’Alternanza Scuola-Lavoro, il Collegio dei Docenti mantiene la prerogativa di deliberare il piano delle attività e non viene modificata la funzione docente. Per quanto concerne la delicata materia disciplinare, è stato stabilito il rinvio ad una successiva sequenza contrattuale. 

“Per la FGU, la valutazione complessiva del contratto - conclude Di Meglio - non raggiunge la sufficienza”. 

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Anief-Cisal (Pacifico): “Contratto vergognoso
e aumenti netti ridicoli. Ecco tutte le vere cifre”
Quanto andrà effettivamente in tasca ogni mese in più ai dipendenti del comparto che attendevano questo momento da quasi un decennio? In base ai calcoli dell’Anief-Cisal, davvero poco. In termini economici, stando alle tabelle ufficiali del rinnovo del contratto, si prevedono incrementi stipendiali a regime tra gli 85 e i 110 euro. Si tratta, tuttavia, di somme lorde che necessitano di essere decurtate. Qualora si tratti di lordo dipendente, applicando una tassazione media del 35%, la somma che effettivamente il personale della scuola si ritroverà in più in busta paga tra un mese sarà tra i 55 e i 71 euro. Qualora, invece, quelle somme indicate si riferiscano al netto del lordo Stato, quindi da dividere per 1,3838, dunque soggette anche ad altre ritenute fiscali e previdenziali, il discorso cambia. Purtroppo in peggio. Perché, applicando il coefficiente dell’1,3838, si scenderebbe subito a meno di 62 euro e poi, tassando la quota sempre del 35% medio, la cifra finale netta si fermerebbe a 40 euro. Con differenze in base a categorie e fascia di collocazione stipendiale.
Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), l’aumento massimo effettivo dovrebbe essere di appena 52 euro netti e riguarda i docenti della scuola superiore a fine carriera. Sempre rimanendo nella categoria dei docenti, si scende man mano, fino ad arrivare ad un incremento medio netto di appena 41 euro riguardante i maestri della scuola dell’infanzia neo assunti. Tra il personale Ata le somme sono ancora più modeste e la forbice è ancora più piccola: si va dai 50 euro netti di un Direttore dei servizi generali ed amministrativi a fine carriera, quindi con oltre 35 anni di anzianità, fino ai 37 euro del collaboratore scolastico con una anzianità di servizio inferiore agli otto anni. Comprendiamo che i sindacati rappresentativi potevano fare ben poco dinanzi a degli stanziamenti inadeguati da parte della politica, tuttavia potevano esimersi dal sottoscrivere 
questo contratto vergognoso e pure di dirsi realizzati per il risultato raggiunto.
In termini economici, stando alle 
tabelle ufficiali del rinnovo del contratto, si prevedono incrementi stipendiali a regime, tra gli 85 e i 110 euro. Si tratta, tuttavia, di somme lorde che necessitano di essere decurtate. Qualora si tratti di lordo dipendente, applicando una tassazione media del 35%, la somma che effettivamente il personale della scuola si ritroverà in più in busta paga tra un mese sarà tra i 55 e i 71 euro.
Qualora, invece, quelle somme indicate si riferiscano al netto del lordo Stato, quindi da dividere per 1,3838, dunque soggette anche ad altre ritenute fiscali e previdenziali, il discorso cambia. Purtroppo in peggio. Perché, applicando il coefficiente dell’1,3838, si scenderebbe subito a meno di 62 euro e poi, tassando la quota sempre del 35% medio, la cifra finale netta si attesterebbe attorno ai 40 euro.
Questo significa che l’incremento previsto per un maestro dell’infanzia ad inizio carriera, comprensivo dell’elemento perequativo mensile, garantito peraltro sino a dicembre 2018, passerà dagli 85,50 ad almeno 55 euro. Gli stessi 110,70 euro assegnati ai docenti laureati della scuola secondaria di secondo grado si traducono in meno di 72 euro. E non abbiamo sottratto altre “trattenute”, da applicare per legge. Quindi, gli aumenti lordi che circolano in queste ore vanno fortemente decurtati. Francamente, si tratta di cifre così miserevoli che non meritano commenti.
“Abbiamo calcolato – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che, applicando il lordo Stato, quindi tutte le percentuali che finiscono nelle casse pubbliche e dell’ente previdenziale, gli aumenti di cui si parla in queste ore risultano fortemente ridimensionati: in pratica, l’aumento massimo effettivo dovrebbe essere di appena 52 euro netti e riguarda i docenti della scuola superiore a fine carriera. Sempre rimanendo nella categoria dei docenti, si scende man mano, fino ad arrivare ad un incremento medio netto di appena 41 euro riguardante i maestri della scuola dell’infanzia neo assunti”.
“Tra il personale Ata le somme sono ancora più modeste e la forbice è ancora più piccola: si va dai 50 euro netti di un Direttore dei servizi generali ed amministrativi a fine carriera, quindi con oltre 35 anni di anzianità, fino ai 37 euro del collaboratore scolastico con una anzianità di servizio inferiore agli otto anni. Comprendiamo che i sindacati rappresentativi potevano fare ben poco dinanzi a degli stanziamenti inadeguati da parte della politica; tuttavia – conclude Pacifico – potevano esimersi dal sottoscrivere 
questo contratto vergognoso
 e pure di dirsi realizzati per il risultato raggiunto”.


Concludiamo questa rassegna con
una dichiarazione di Sinistra Italiana. Dopo dieci anni, afferma Claudia Pratelli di SI, ci si aspettava aumenti contrattuali più robusti, invece i salari restano al di sotto di quelli dei colleghi europei e della funzione che queste lavoratrici e questi lavoratori svolgono. L’unica buona notizia – afferma la Pratelli - è che si inizia a sgretolarsi la legge 107/2015: sostanzialmente smontato il Bonus del merito, che era la mancia nelle mani dei Ds per premiare gli amici e punire gli insubordinati; uno dei cardini della legge 107/2015, sintesi estrema del modello autoritario e aziendalistico imposto da quella legge; è stata sconfessata la chiamata diretta.
“Il Miur – afferma la Pratelli - ha dovuto cedere alla pressione del mondo della scuola, che ha difeso la libertà di insegnamento e il valore della cooperazione dentro una comunità educante. Ora il Governo suona la grancassa, ma la verità è che questo contratto ha sconfessato le sue politiche”.
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Come calcolare arretrati e aumenti
https://www.tecnicadellascuola.it/contratto-scuola-arretrati-modesti
https://www.tecnicadellascuola.it/contratto-scuola-anief-attacca-aumenti-netti-ridicoli-tutte-le-vere-cifre
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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/02/2018-06:00
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Da Padova il monito di Mattarella

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“Atenei rallentati da una sorta di giungla normativa”
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto parole importanti per parlare del ruolo delle università in Italia che però aspettano ancora una riflessione necessaria dal punto di vista normativo ed ha affermato che “da troppo tempo gli atenei italiani sono rallentati da una giungla normativa”.
Il Capo dello Stato, all’apertura dell’anno accademico a Padova, ha usato parole “pesanti” che meritano la necessari riflessione. A suo volta il Rettore ha espresso la speranza che “chi governerà l’Italia nei prossimi anni consideri l’università un impegno prioritario”.

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0332-dalla-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Finanziamento per l’edilizia scolastica siciliana // Vaccini, nessuna proroga //
L’Europa del Nord vuole “spegnere” l’ora legale // Stop allo spreco alimentare
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Finanziamento per l’edilizia scolastica siciliana
La Regione Siciliana a seguito della Legge di Bilancio nazionale 2017 e dei provvedimenti Miur, ha stanziato 76,8 milioni di euro per l’edilizia scolastica finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture, di messa in sicurezza e per l’adeguamento alla normativa antincendio. Alla provincia di Messina andranno 20 mln/euro, circa 17 per le province di Agrigento e Palermo, 8 alla provincia di Catania, 5 a quella di Enna, circa 2 ai comuni dei nisseno, 1,5 mln/euro per le province di Siracusa e Trapani.
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Vaccini, nessuna proroga
Resta fissata al 10 marzo p.v. la data ultima per rispettare l’obbligo delle vaccinazioni per le iscrizioni a scuola. I trasgressori pagheranno la sanzione, a meno che non dimostrino la prenotazione fatta nei termini all’Asl di appartenenza. Intanto cresce la copertura vaccinale: in Veneto, nonostante il ricorso del governatore Zaia sull’obbligo, si sfiora il 95,5% per antipolio e il 94,7 per morbillo; in Emilia Romagna la copertura tocca il 97,1%; notevole anche l’incremento delle vaccinazioni in Sicilia per morbillo, parotite, rosolia, meningococco di tipo B, meno per la meningite di tipo C;  notevole anche l’incremento delle vaccinazioni non obbligatorie.
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L’Europa del Nord vuole “spegnere” l’ora legale
L’eurodeputata finlandese Heide Hautala a nome di parecchi colleghi aveva proposto al parlamento di Strasburgo l’abolizione dell’ora legale che due volte l’anno turba l’orologio interno degli individui e porta danni alla salute. La proposta è stata bocciata, ma la minaccia rimane alla luce delle testimonianze cliniche portate a sostegno della tesi abolizionista.
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Stop allo spreco alimentare
La Costa crociere si sta impegnando a limitare lo spreco alimentare a bordo delle sue navi con il programma “4goodfood”. L’obiettivo è ridurre gli sprechi dl 50% entro il 2020. È un impegno in linea con l’Agenda 2030 Onu, che ha definito 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile. In particolare il punto 12 si focalizza sul consumo responsabile, nell’ottica della riduzione dello spreco alimentare.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/02/2018-06:00
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Rav ad alto rischio!

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I licei “classisti” cancellano ogni dichiarata vocazione/capacità di inclusione o integrazione
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La ministra Valeria Fedeli è furente per i licei “classisti” che hanno arricchito il Rapporto di autovalutazione (Rav) di pubblicità classista come ha denunciato il quotidiano “la Repubblica”.
Dopo “spelacchio”, la “monnezza” ed i crolli delle scuole, Roma si distingue anche per un liceo classico che assicura che “nella scuola non ci sono studenti con cittadinanza non italiana” (sic!) ed un liceo paritario arriva ad affermare di “difficoltà di convivenza sociale dati gli stili di vita molto diversi tra studenti benestanti e figli di portinai”.
A ruota sulle imbecillità segue Genova con un liceo classico che ritiene “un problema didattico” i poveri ed i disagiati! Ma ci sono “perle” anche a Milano: un liceo afferma che “gli studenti hanno per tradizione una provenienza sociale più elevata rispetto alla media”.
La Ministra, come detto sopra, ha prontamente osservato che “quando nella sezione del Rav dedicata al contesto in cui opera la scuola, si inseriscono, alla voce “Opportunità”, frasi che descrivono come un vantaggio l’assenza di stranieri o di studentesse e studenti provenienti da zone svantaggiate o di condizione socio-culturale non elevata si travisa completamente il ruolo della scuola”.
In ogni caso, aggiungiamo noi, che è vero che la sezione chiede di indicare anche dati economici e sociali, ma c’è modo e modo di esprimerli, ed escludendo una poco felice espressione perché diffusa in tanti licei italiani, resta l’amara considerazione che, così facendo, si cancella ogni dichiarata vocazione/capacità di inclusione e integrazione. (La Redazione)

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0320-prime-anticipazioni-sul-contratto-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/02/2018-06:00
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Prime anticipazioni sul Contratto scuola

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Arretrati e aumenti in busta paga forse ad aprile // Il testo dell'Accordo
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Con l’accordo tra Sindacati e Governo sul rinnovo del contratto e degli aumenti stipendiali siglato ieri (leggi: Ceripnews / Edizione straordinaria del 09/02/2018 / 09:30 - http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0317-siglato-contratto-scuola ) si chiude una lunga e complessa trattativa che fino all’ultimo ha rischiato di saltare. Come è già noto, lo Snals-Cobfsal e la Federazione Gilda Unams-Cgs non hanno firmato l’Ipotesi contrattuale.
Per la parte economica gli aumenti andranno da un minimo di 81 euro ad un massimo di 111 a cui aggiungere anche il Bonus premiale di 200 milioni di euro per il merito di cui una parte (100 milioni) andrà direttamente negli stipendi, l’altra parte andrà a contrattazione e servirà per valutare i docenti e premiarli. Arretrati e aumenti in busta paga forse ad aprile.

Alcuni esempi:
- per i docenti dell’infanzia ed elementare gli aumenti andranno da 85,50 euro per chi ha fino a 8 anni di servizio, fino ad un massimo di 97,70 euro per chi ha 35 anni di servizio;
- per i diplomati che insegnano alle superiori gli aumenti andranno da 85,50 euro a 99,70;
- per i docenti di scuola media da 85,50 euro a 106,70 (inclusi i docenti di educazione fisica);
- per i docenti laureati gli aumenti andranno da 85,50 euro fino a 110,70.
Relativamente ai collaboratori scolastici, gli aumenti andranno da 80,40 euro, per chi ha fino a 8 anni di servizio, fino a 88,40 euro, per chi ha 35 anni di servizio; ai collaboratori scolastici dei servizi/addetto alle aziende agrarie vanno 81,20 (da 0 a 8 anni di servizio) a 89,20 (con 35 ed oltre anni di servizio).
Per gli assistenti amministrativi e tecnico/infermiere/cuoco/guardarobiere gli aumenti vanno da 81,20 (0-8 anni di servizio) a 89,20 (35 anni ed oltre).
Ai coordinatori amministrativi e tecnici andranno dagli 81,20 euro fino a 90,20 euro.
Dsga avranno aumenti da 81,50 euro fino a 105,50.
Il contratto per la mobilità diventa triennale, ma si potrà presentare domanda ogni anno. Tuttavia sarà impedito ai docenti che hanno ottenuto posto su scuola, dopo le operazioni di mobilità, di presentare domanda per i successivi tre anni.
È stata stralciata dal contratto la parte che dava libertà ai Ds di assegnare incarichi ai docenti, senza che questi ultimi potessero rifiutarli; stralciata anche la proposta che voleva portare le ore di attività funzionali ad un monte comune di 80 (resta in vigore la distinzione 40 + 40).
Viene ribadito nel contratto che le ore di potenziamento comprendono le attività didattiche che hanno quale obiettivo di perseguire gli obiettivi dell’art. 1, co.7, della Legge 107/2015 che vengono previste dal PTOF.
Nessun intervento di modifica per i permessi del personale della scuola, ma solo adeguamenti alla normativa.
Tolta dal testo l’introduzione della formazione obbligatoria nel contratto; la formazione resterà facoltativa.
Per quanto riguarda le sanzioni i sindacati hanno chiesto una sequenza contrattuale specifica.
Ma i docenti non sono tutti d’accordo a quanto pare. Riportiamo una dura nota dell’
Associazione Nazionale Docenti, diffusa poche ore prima della chiusura del contratto e il comunicato unitario di Flc Cgil – Cisl Fsur – Uil Scuola Rua dopo la sigla del contratto.

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Associazione Nazionale Docenti
La farsa del rinnovo del contratto della scuola sta per volgere al termine e dalle notizie che si susseguono c’è da scommettere che verranno disattese tutte le legittime aspettative dei docenti.
La verità è che le condizioni verranno unilateralmente dettate dal MIUR secondo i noti criteri del risparmio di spesa e nulla sarà lasciato alla libera trattativa sindacale se non la sigla finale. Ciò, nonostante che all’inizio dell’anno scolastico molto si fosse promesso: di migliorare le condizioni lavorative dei docenti, di parificarne il trattamento economico ai colleghi europei, di porre rimedio ai deleteri interventi legislativi succedutisi negli anni, tra i quali primeggiano la legge 107/2015 e i relativi decreti legislativi.
Esprimiamo, a riguardo, fin da ora, il nostro pieno dissenso verso l’ennesima beffa che, a breve, verrà gabellata per trionfo dalle organizzazioni sindacali, prossime firmatarie delle proposte contrattuali governative.
Respingiamo con forza l’idea di una professione docente, per come delineata nell’atto di indirizzo Aran, sempre più marginalizzata e sottomessa al potere dirigenziale e rivendichiamo la piena autonomia dei docenti nelle scelte didattico metodologiche, in esplicazione della loro libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione.  Pertanto, non accetteremo che venga aggravato l’orario di servizio dei docenti con aggiunta di attività che lo trasformerebbero in un ottuso burocrate, impedendogli il pieno e libero esercizio dei suoi compiti intellettuali, né il rafforzamento del potere sanzionatorio in capo al Dirigente, che avvierebbe verso una deriva autoritaria i rapporti tra le parti, mentre la scuola deve essere concepita come comunità democratica.  Riteniamo, inoltre, che l’aumento prefigurato di soli 85,00 euro, per giunta lordi, costituiscano una mortificazione del lavoro dei docenti, non essendo tale cifra minimamente commisurata alla quantità e qualità delle prestazioni che oggi loro sono richieste.
Invero, non sono più credibili le storielle sulla mancanza di fondi adeguati alla giusta retribuzione della categoria, poiché basterebbe destinare all’incremento della busta paga l’iniquo bonus premiale che ha solo sortito l’effetto di alimentare le disparità di trattamento, i privilegi di pochi sul sacrificio di molti, e lo strapotere del Preside sceriffo che sovente ne fa arma di ricatto, mettendo i docenti gli uni contro gli altri. Ugualmente, l’importo del bonus previsto per la formazione obbligatoria, dovrebbe essere destinato in via definitiva all’aumento stipendiale, poiché se vero che all’insegnante compete l’aggiornamento esso deve essere libero e gratuito.  Senza contare lo spreco di risorse per l’attuazione di progetti di ogni tipo cui si coartano i docenti, in ossequio ad una didattica per competenze frutto della logica del “saper fare” nemica delle teste pensanti, progetti spesso di dubbia utilità che, invece di arricchire la didattica, costituiscono una sterile distrazione degli allievi dai contenuti disciplinari. Basterebbero tali risorse, ed altre potrebbero essere destinate alla scuola riducendo sprechi in ogni altro settore della p.a., ma è evidente che la valorizzazione della scuola pubblica mal si concilia con l’idea dominante di una società silente ed analfabetizzata i cui i valori sono solo di tipo economico.
Ci duole, ma il rinnovo del contratto avrebbe potuto costituire la grande occasione per le organizzazioni sindacali firmatarie, di riconquistare la fiducia dei docenti, dopo il basso profilo, le ambiguità se non addirittura l’accondiscendenza, verso scelte di politica scolastica che stanno mettendo in ginocchio la martoriata scuola italiana.
Alle organizzazioni sindacali rivolgiamo l’appello, di fermarsi, ancora possono farlo, e di avviare una vera consultazione con tutta la categoria su ogni proposta che provenga dal Governo, anzi di farsi esse stesse promotrici di una proposta discussa e condivisa con tutta la categoria. Nel frattempo, di rimettere al mittente quella indecente che il Governo vuol calare sui già flebili diritti dei docenti, senza alcun avvertibile miglioramento sulle loro già precarie condizioni economiche che, ormai, non hanno pari in Europa e, in Italia, anche con altre categorie professionali.

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Flc Cgil – Cisl Fsur – Uil Scuola Rua
Firmato all’ARAN oggi, 9 febbraio , il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca.
Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.
Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016; per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro.
Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.
Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale.
Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo.
Tra le altre novità di rilievo il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.
Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità.
Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca.
Si chiude cosi una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale.

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PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  10-02-18-ccnl-scuola.pdf

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0323-dalla-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Che fine hanno fatto i soldi donati alla scuola? // Nasce l’Università dell’olio //
Prof sospeso per maltrattamenti
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Che fine hanno fatto i soldi donati alla scuola?
Che fine hanno fatto i 5.500 euro donati dal senatore Camparella al Liceo delle Scienze umane “Danilo Dolci” di Palermo? Se lo chiede il Ds che li attendeva per rifare la pavimentazione della palestra esterna dell’istituto, ma dal Miur c’è silenzio tombale.
Da parte nostra l’amara considerazione che solo un ingegnaccio poteva sperimentare un circuito tanto lento (o vizioso!) sulle donazioni liberali!
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Nasce l’Università dell’olio
Un’azienda murgiana la creato il Frantoio Ragusa – Scuola di olio, che punta a rilanciare il prodotto rigorosamente extravergine. La cerimonia d’apertura dell’anno accademico avverrà oggi alle ore 11:00, alla presenza di numerose autorità. Previsto l’intervento dello chef stellato Michelin, Felice Sgarra, docente alla Scuola internazionale di cucina italiana, che illustrerà l’offerta formativa del corso.
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Prof sospeso per maltrattamenti
Un insegnante friulano è stato sospeso dal servizio a seguito di indagine di Polizia nell’ambito della quale è stata avanzata l’ipotesi di maltrattamento ai anni di alcuni studenti. Gli agenti della Squadra Mobile hanno notificato la misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Udine in cui si dispone anche il divieto di avvicinamento ai luoghi delle persone offese, ossia alcuni ragazzi iscritti in due scuole medie della provincia.

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0317-siglato-contratto-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-09/02/2018-09:30
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Siglato il contratto scuola

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Il comunicato unitario Flc Cgil – Cisl Fsur – Uil Scuola Rua
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Firmato all’Aran oggi, 9 febbraio , il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca che riguarda un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.
Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016; per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro.
Qualche esempio:
Per i docenti dell’infanzia ed elementare gli aumenti andranno da 85,50 euro per chi ha fino a 8 anni di servizio, fino ad un massimo di 97,70 euro per chi ha 35 anni di servizio.
Per i diplomati che insegnano alle superiori gli aumenti andranno da 85,50 euro a 99,70.
Per i docenti di scuola media da 85,50 euro a 106,70 (inclusi i docenti di educazione fisica).
Per i docenti laureati gli aumenti andranno da 85,50 euro fino a 110,70.
Relativamente ai collaboratori scolastici, gli aumenti andranno da 80,40 euro, per chi ha fino a 8 anni di servizio, fino a 88,40 euro, per chi ha 35 anni di servizio.
coordinatori amministrativi e tecnici andranno dagli 81,20 euro fino a 90,20 euro.
Dsga, infine, avranno aumenti da 81,50 euro fino a 105,50.
A livello normativo, nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.
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Il comunicato unitario confederale
FLC CGIL            CISL FSUR          UIL SCUOLA RUA

RINNOVATO IL CONTRATTO, PIÙ TUTELE AL LAVORO NEL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA

 Firmato all’ARAN oggi, 9 febbraio , il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.
Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016; per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro. Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.
Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo.
Tra le altre novità di rilievo il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie.
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Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità.
Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude cosi una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale. 
Roma, 9 febbraio 2018
Francesco Sinopoli Flc Cgil
Franco Martini Cgil
Maddalena Gissi, Cisl FSUR
Ignazio Ganga Cisl
Giuseppe Turi, Uil Scuola RUA
Antonio Foccillo Uil

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0309-iscrizioni-alunni

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-09/02/2018-06:00
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Le iscrizioni on line per il nuovo anno scolastico 2018/2019

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Sempre più in calo gli istituti tecnici e professionali
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Le scelte fatte da studentesse e studenti:
Licei classici: 12,9%,
Licei scientifici: 25,7%,
Licei linguistici: 7,5%,
Liceo scienze umane: 10,8%,
Licei artistici: 4,1%,
Licei musicali e coreutici: 1,9%))
Istituti tecnici: 20,7%
Istituti professionali: 16,4%
La procedura ha riguardato 1.455.850 studentesse e studenti dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Per l’infanzia la domanda, anche quest’anno, era cartacea.

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0310-novità-730

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-09/02/2018-06:00
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Le novità del Modello 730

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Il “precompilato” si arricchisce di nuove voci
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A partire da quest’anno i contribuenti troveranno nel Modello 730 precompilato anche i costi sostenuti per la frequenza dei minori nei servizi formativi dei nidi. A tale scopo i soggetti gestori dei nidi dovranno trasmettere all’Agenzia delle entrate entro il prossimo 28 febbraio una comunicazione contenente i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dai genitori (detraibili ai fini Irpef al 19%). Lo prevede un decreto del Mef del 30/01/2018 e pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale.
Altra novità prevede l’inserimento nel precompilato delle erogazioni liberali in favore delle onlus, delle associazioni promozione sociale, delle fondazioni e delle associazioni attive nella tutela dei beni artistici, storici e paesaggistici.

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0313-dalla-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-09/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Alunno escluso dallo scrutinio finale // Sedicenne padovana vince sul velo //
Alunna sfiorata da intonaco
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Alunno escluso dallo scrutinio finale
L’alunno 17enne casertano che ha aggredito al prof in classe sfregiandola con una coltello è stato allontanato dalla comunità scolastica con esclusione dallo scrutinio finale, su decisione del Consiglio di Istituto. L’alunno è in carcere su disposizione del Gip.
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Sedicenne padovana vince sul velo
È tornata a scuola la 16enne studentessa padovana che non voleva più frequentarla perché i genitori le imponevano di portare il velo islamico. Una condizione, quest’ultima, che la faceva sentire diversa dalle compagne di classe. La mediazione del Ds e dei professori è stata strategica per far vincere la battaglia alla studentessa che si “ribellava” ai dictat dei genitori.
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Alunna sfiorata da intonaco
Momenti di paura nel liceo romano “Lucio Seneca” dove martedì scorsi durante le lezioni, si è staccato parte dell’intonaco dal muro esterno della scuola, adiacente al campo sportivo, che ha sfiorato un’alunna che si trovava lì assieme ad altri compagni di classe. Le scuole romane, a quanto pare, non hanno pace: nelle scorse settimane una parte di intonaco era caduta al liceo “Bertrand Russell” mentre al liceo “Virgilio”, in autunno, ha ceduto una parte di tetto.

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0307-ultimora-bambini-e-militari-intossicati

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-08/02/2018-15:00 ULTIMORA
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Trapani, 35 bambini e alcuni militari intossicati

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I Nas hanno prelevato il cibo per eseguire esami tossicologici
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Trentacinque scolari dell'IC "Pitrè-Manzoni" di Buseto Palizzolo in provincia di Trapani sono rimasti intossicati dopo aver consumato i pasti in mensa. Anche alcuni militari in stanza presso la caserma "Giannettino" di Trapani sono rimasti intossicati. I Nas dei Carabinieri hanno prelevato i campioni di cibo per eseguire gli esami tossicologici. La scuola e la caserma pare siano rifornite dalla stessa ditta. Sono in corso accertamenti, ma si potrebbe trattare solo di sintomi influenzali.

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0298-concorso-ds

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-08/02/2018-06:00
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Concorso Ds, l’esclusione dei precari può far saltare la tempistica?

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Cosa deciderà il Miur dopo la sentenza del Tar del Lazio? Se lo chiede Fabrizio De Angelis su “La Tecnica della Scuola” // Anp: Prova preselettiva ad aprile
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Fabrizio De Angelis su “La Tecnica della Scuola” ( www.tecnicadellascuola.it ) si chiede se e quanto la sentenza del Tar Lazio che ha ritenuto illegittima l’esclusione dei precari e dei docenti che hanno superato il periodo di prova al concorso per Ds possa compromettere il crono programma quasi definito, mentre si approssima la data del 27 febbraio in cui dovrebbe essere pubblicato il calendario della prova preselettiva del concorso e della successiva prova scritta.
In ogni caso il Miur dovrà pur trovare una soluzione e De Angelis ne ipotizza tre:
1) Modificare il DM al punto in cui vengono esclusi i precari e chi non ha superato l’anno di prova e permettere l’ammissione a queste categorie di aspiranti riaprendo i termini per accedere alle prove;
2) Ammettere con riserva gli aspiranti esclusi;
3) Decidere di impugnare l’ordinanza.
Allo stato attuale non possiamo dire quale strada verrà intrapresa, ma delle tre forse la più percorribile potrebbe essere quella dell’ammissione con riserva, ma ovviamente si tratta solo ed esclusivamente di ipotesi!
Il rischio è che anche questo concorso per Dirigenti scolastici possa ripercorrere le orme dell’ultimo del 2011, quando anche in quel caso, furono esclusi i precari dalla procedura e poi vennero successivamente ammessi a colpo di ricorsi.
Ma ci potrebbe anche essere il rischio che il presunto cronoprogramma che tutti azzardano in questo periodo possa slittare, con pesanti conseguenze sull’avvio e la conclusione delle complesse procedure selettive per arrivare a conoscere i vincitori e le rispettive sedi non prima dell’apertura dell’anno scolastico 2019/2020.
Ritardo che andrebbe ad incidere sul problema delle reggenze e sulla copertura dei posti nel triennio 2018-2021. Infatti, come riportato dal Miur, attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali.
Il concorso, conclude Fabrizio De Angelis, nelle intenzioni di Viale Trastevere, dovrebbe consentire di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021 (anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011), ma con questi intoppi, tutto potrebbe essere messo in discussione.
Da fonte Anp si apprende intanto che la prova preselettiva si terrà probabilmente nel mese di aprile 2018; l’obiettivo è di concludere tutte le fasi del concorso in tempo utile per assumere i vincitori il 1 settembre 2019.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-08/02/2018-06:00
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Corsi di laurea ad accesso programmato

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Pubblicato dal Miur il calendario per l’anno accademico 2018/2019

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Ecco le date delle prove d’accesso programmato all’università per l'anno accademico 2018/2019:
4 settembre: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria;
5 settembre: Medicina Veterinaria;
6 settembre: Architettura;
12 settembre: Professioni sanitarie;
13 settembre: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese;
14 settembre: Scienze della formazione primaria;
26 ottobre: Professioni sanitarie (laurea magistrale).
Le modalità e i contenuti della prova e il numero di posti disponibili per le immatricolazioni saranno definiti con successivi decreti.

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0303-dalla-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-08/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Protocollo Miur-Agcom // Prove invalsi solo on line // Inglese nei corsi universitari
con utilizzo parziale // Maestra condannata per maltrattamenti ai bambini
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Protocollo Miur-Agcom
Promuovere tra le nuove generazioni un uso critico e consapevole delle tecnologie digitali
Promuovere tra le nuove generazioni un uso critico e consapevole delle tecnologie digitali è lo scopo del protocollo d’intesa firmato al Miur tra la ministra Valeria Fedeli e il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Angelo Marcello Cardani.
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Prove Invalsi solo on line
Il cartaceo non è previsto dal D. Lgs. N. 62/2017
Le prove Invalsi saranno somministrate tutte on line e non possono essere utilizzate altre forme (fascicoli cartacei) perché il Decreto Legislativo n. 62/2017 ne fa espresso divieto. Le possibili disfunzioni (problemi al pc, connessioni lente o inesistenti) a quanto pare non interessano all’Invalsi, sono un problema delle scuole! Aveva avanzato legittime riserve sulla modalità solo on line, il presidente dell’Anp Lazio che, guarda caso, conosce le scuole meglio dell’Invalsi e della ministra Fedeli che ha emanato il Decreto sopra citato, e che a fronte di un’attrezzatura insufficiente o carente, suggeriva il cartaceo. L’Invalsi, tuttavia, pur dichiarando ogni disponibilità alla flessibilità, non può derogare dalla legge e conta sulla finestra temporale ampia (dal 4 al 21 aprile p.v.) per consentire alle scuole di operare con i mezzi che hanno a disposizione. Inoltre precisa che la durata delle prove sarà di 75’ per Italiano e Matematica e di 90’ per l’Inglese.
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Inglese nei corsi universitari con utilizzo parziale
Il Coordinatore della Commissione per l’internazionalizzazione della Crui smorza i toni delle polemica Consiglio di Stato-Conferenza dei Rettori lombardi e Politecnico di Milano
Il Coordinatore della Commissione della Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui) per l’internazionalizzazione, Fabio Rugge, Rettore a Pavia, smorza i toni sulla polemica Consiglio di Stato – Conferenza dei Rettori lombardi – Politecnico di Milano sui corsi tenuti esclusivamente in lingua inglese ed osserva che bisogna prevedere un utilizzo parziale del corso di laurea in lingua inglese e quindi non a tappeto, ma solo in termini ragionevoli, anche perché – secondo Rugge – bisogna escludere ambiti in cui l’insegnamento in inglese potrebbe essere meno necessario o meno facile, come ad esempio, la Giurisprudenza, i cui termini potrebbero essere scarsamente traducibili.
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Maestra condannata per maltrattamenti ai bambini
Disposta la reclusione per tre anni e mezzo e un risarcimento di 37mila euro
È stata condannata ieri a tre anni e mezzo di reclusione la maestra 55enne di Trepuzzi, in provincia di Lecce (Puglia) che dal 2011 al 2012 nella scuola di Giorgilorio e Surbo aveva creato un clima di terrore in sezione maltrattando i bambini con insulti, schiaffi, bestemmie, punture di matita sulle mani, polpette caduta a terra e fatte mangiare comunque, bambini chiusi in bagno perché no n erano riusciti a trattenere i bisogni. È stati anche disposto il risarcimento di 12mila euro a due famiglie, 15mila euro ad un’altra e 10mila al Miur.

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0286-situazione-contratto

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/02/2018-06:00
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Situazione sempre più complicata per il contratto scuola

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Raggiungere un accordo non può e non deve sottrarre alla contrattazione punti strategici:
orario, salario e della disciplina del rapporto del lavoro
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In attesa di una nuova formale convocazione dell’Aran, mentre la data del 4 marzo si avvicina, non sembra possibile almeno alla luce delle odierne risultanze, che si riesca a firmare nulla, con buona pace delle ministre Fedeli e Madia che davano per scontato una pronta chiusura che sarebbe conseguente all’integrazione dell’Atto di Indirizzo e che però, di per sé, non significa concludere positivamente un difficile negoziato.
L’accordo contrattuale, la cui vigenza scade il 31 dicembre 2018, non può e non deve sottrarre alla contrattazione: orario, salario e della disciplina del rapporto del lavoro. Fare ciò significa smontare pezzi strategici (almeno per il segretario del PD, Matteo Renzi e per l’ex ministra Stefania Giannini!) della legge 107/2015 e ripristinare la dialettica fra le parti negoziali. E tutto questo non sarà davvero facile, almeno prima del voto, soprattutto alla luce della proposta Aran che da alcuni sindacati viene valutata come irricevibile:
non convince il possibile aumento dell’orario di lavoro dei docenti senza quantificazione alcuna;
- non convince l’inserimento nelle attività funzionali all’insegnamento del ruolo di Tutor di ASL e delle ore di formazione (obbligatorie);
- non convince il blocco triennale a partire dall’anno scolastico 2019/2020 della mobilità territoriale;
- non convince l’indisponibilità dell’Aran di inserire le risorse economiche della legge 107/2015 sul tabellare degli stipendi o comunque in contrattazione;
- non convince il maggiore potere al Ds per sanzionare i docenti, arrivando alla sospensione dal servizio fino a 10 giorni, in palese contrasto con la Legge 297/94 che non dà questo potere ai Ds;
- non convince la mobilità triennale per i docenti e il vincolo triennale di permanenza nella provincia di assunzione per i docenti neo immessi in ruolo. Nelle prossime riunioni sarà possibile capire bene quali vincoli saranno introdotti e soprattutto a partire da quando.

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0287-prove-invalsi

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/02/2018-06:00
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Prove Invalsi: scuole polo e osservatori esterni

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Le scadenze dei bandi e di presentazione delle domande
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Con nota del 30/01/2018, prot. n. 1201, l’Invalsi ha comunicato che le scuole polo andranno individuate utilizzando le consuete procedure di selezione già utilizzate negli scorsi anni.
La selezione del profilo di osservatore sarà avviata dagli UU.SS.RR. con apposito bando. I bandi saranno pubblicati entro e non oltre il 9 febbraio ed entro il 5 marzo si potranno presentare le domande di partecipazione. La pubblicazione degli elenchi è prevista entro il 19 marzo per la classe terza della scuola secondaria di primo grado ed entro il 29 marzo per le classi seconde e quinte della scuola primaria e per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado.
Gli estremi identificativi della scuola polo vanno comunicati al seguente indirizzo PEC: protocollo.invalsi@legalmail.it.

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0288-asl-tutor-controllori

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/02/2018-06:00
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ASL, arrivano i tutor-controllori

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Saranno presenti (una volta la settimana) nelle scuole individuate per cercare di creare
un raccordo con le aziende e per controllare l’efficacia del patto formativo
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Avvio lento, 400 scuole su 5.000, dei tutor-controllori inviati dall’Agenzia nazionale per le politiche del lavoro per mettere in contatto imprese e istituti oltre che aiutare i Ds nella parte burocratica.
Si tratta di persone in parte già impegnate in questa operazione e in parte selezionate ad hoc: laureati che hanno fatto una formazione specifica interna ed esterna sullo specifico compito del tutoraggio all’alternanza.
Entro la fine dell’anno l’Anpal conta di entrare in 1.300 realtà scolastiche per arrivare nel 2019 a dare una mano a 2.500 istituti.
Una volta la settimana il tutor sarà presente negli uffici di segreteria e di presidenza per cercare di creare un raccordo con le aziende e per controllare l’efficacia del patto formativo.
Nessuno di loro si occuperà di incontrare gli studenti la cui competenza ricade sul tutor scolastico.
 L’Agenzia punta soprattutto a sostenere i licei che sono quelli meno dotati di strumenti per rispondere alle necessità del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro.

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0292-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Ai Pedagogisti basta solo la laurea // Adeguamento antisismico delle scuole //
Giornata della Ricerca italiana // Gentiloni incontra la prof accoltellata
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Ai Pedagogisti basta solo la laurea
L’Associazione delle professioni pedagogiche in merito agli effetti che produrrà il riconoscimento normativo della professione operato con la legge di bilancio n. 205/2017, precisa che è sufficiente la laurea per esercitare la professione di pedagogista  non è necessario alcun esame di abilitazione.
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Adeguamento antisismico delle scuole
Sul sito del Miur è stato pubblicato l’elenco del comuni beneficiari delle risorse per l’adeguamento delle scuole alla normativa antisismica. Si tratta di 1.058 miliardi di euro che consentono di avviare subito i lavori con 1.739 interventi. Per leggere l’elenco: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/edilizia-scolastica-1-058-mld-per-antisismica-pubblicato-l-elenco-dei-comuni-beneficiari-possibili-oltre-1-700-interventi
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Giornata della Ricerca italiana
La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che istituisce la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo che si celebrerà ogni anno il 15 aprile. Il giorno non è scelto a caso: è quello in cui, nel 1452, è nato Leonardo da Vinci.
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Gentiloni incontra la prof accoltellata
La professoressa di Italiano dell’I.S. “Bachelet-Majorana di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, che era stata accoltellata da uno studente 17enne in classe, appena dimessa dall’ospedale ha incontrato il premier Gentiloni. La ministra Fedeli proporrà la prof per un’onorificenza come Cavaliere della Repubblica. Lo studente è stato rinchiuso in carcere, ma è probabile che ancora non si sia reso conto della gravità del fatto commesso.

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0278-rettori-lombardi

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/02/2018-06:00
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I Rettori lombardi all’assalto

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Incontro Fedeli – Crui per programmare l’offerta formativa degli Atenei
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Contro la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha stoppato l’insegnamento esclusivo in lingua inglese nei corsi universitari, con in testa il Politecnico, ma non solo, vanno alla carica i Rettori degli Atenei lombardi che, riuniti in comitato, rivendicano attraverso l’insegnamento in lingua inglese una presunta internazionalizzazione delle università lombarde. A loro avviso gli Atenei lombardi non sarebbero in grado di reggere il confronto che quotidianamente sostengono con l’Europa e il mondo! Nessuno ha raccontato al Comitato dei Rettori lombardi che la sentenza del CdS – a prescindere se intendesse difendere o meno l’italianità, come qualche testata giornalistica lombarda ha affermato ieri  - ha solo negato l’esclusività dell’insegnamento in lingua inglese, e nulla di più. Come pure nessuno ha raccontato ai Rettori lombardi riuniti in comitato, che oltre ai corsi in lingua inglese, se vogliono davvero confrontarsi con l’estero, bisogna elevare la qualità dell’offerta formativa!
Intanto la ministra Valeria Fedeli ha annunciato un incontro per programmare l’offerta formativa degli Atenei dei prossimi due anni alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato sui corsi di laurea solo in lingua inglese.
Il Miur, nella lettera inviata ai Rettori, precisa che “alla luce di questa importante pronuncia giurisprudenziale, si ritiene necessario e urgente un incontro per ‘condividere’ le modalità più opportune per programmare l’offerta formativa dei prossimi anni accademici anche in considerazione del fatto che l’offerta formativa per l’anno accademico 2018-2019 è ormai stata avviata” e, dunque, resta invariata.

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0279-contrattazione-rsu

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/02/2018-06:00
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Contrattazione d’istituto va pubblicata sui siti delle scuole

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La Rsu deve attivarsi perché venga rispettato tale obbligo!
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La collega Katjuscia Pitino su OrizzonteScuola.it pubblica un interessante articolo relativo all’onere delle scuole di pubblicare nel sito istituzionale la contrattazione d’istituto, cosa che non sempre accade, e precisa anche che è compito delle Rsu attivarsi perché tale adempimento, peraltro previsto dalla legge, venga assolto (leggi: https://www.orizzontescuola.it/guida/contrattazione-distituto-va-pubblicata-sui-siti-delle-scuole-la-rsu-deve-attivarsi-obbligo/ ).
La Pitino, nel corpo del suo articolo osserva che la pubblicazione della Contrattazione integrativa di istituto, sui siti delle istituzioni scolastiche, costituisce un obbligo di legge, rintracciabile nell’art.21 del D.Lgs. n.33 del 2013, di recente modificato dal D.Lgs. n.97 del 2016, ma sono molti i Ds che non adempiono a tale prescrizione.
È utile sottolineare – osserva la Pitino - che l’obbligo di pubblicazione è ricavabile anche nell’Allegato alle Prime linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazione, contenute nel D. Lgs. n.33 del 2013 come modificato dal D.Lgs. n.97 del 2016 (Delibera ANAC 1310 del 28/12/2016) e per chi fosse ancora convinto che l’obbligo di pubblicazione non sia applicabile alle scuole, Pubbliche Amministrazioni, ai sensi dell’art.1 comma 2 del decreto legislativo n.165 del 2001, si rinvia alla lettura della Delibera ANAC n.430/2016 che ha determinato le Linee guida sull’applicazione alle istituzioni scolastiche delle disposizioni di cui alla Legge 06/11/2012, n. 190 e al D. Lgs. 14/03/2013, n. 33 (Allegato n. 2 alle Linee guida, Elenco degli obblighi di pubblicazione applicabili alle istituzioni scolastiche).
La collega Pitino osserva che l’allegato 2 presenta una lunga lista di altri documenti soggetti a pubblicazione, ma visitando i siti di molte istituzioni scolastiche e cliccando sulla sezione “Amministrazione trasparente” si trova spesso la dicitura “Sottosezione in allestimento”. Ricorda infine che nella Delibera n.430, l’ANAC ha individuato nel Ds il Responsabile della Trasparenza di ogni Istituzione scolastica e nel caso in cui egli non assolva a tale obbligo di pubblicazione, è sempre esperibile l’istanza di accesso civico ai sensi dell’art.5 del D. Lgs. n.33/2013, fermo restando che nel caso in cui il RT non ottemperi alla richiesta, il titolare del potere sostitutivo è individuato nel Dirigente dell’Ambito Territoriale di competenza.
Nel caso della contrattazione integrativa, in prima istanza, spetta alla RSU della scuola attivarsi affinché tale obbligo sia adempiuto, secondo quanto previsto dalle norme di legge.

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0280-prime-notizie-mobilità

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/02/2018-06:00
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Prime notizie sulla mobilità

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Fornita informativa alle OO.SS. Scuola
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Nel corso della recente informativa alle OO.SS. Scuola sulla mobilità 2018/2019 il Miur ha fornito alcune indicazioni:
- Mobilità docenti: domande dal 3 aprile p.v.; Ata dal 23 aprile.
I sindacati però hanno chiesto di modificare le date perché troppo vicine al rinnovo delle Rsu nelle scuole;
- Presentazione on line delle domande anche per il personale educativo;
- Costituzione di cattedre orarie esterne anche tra ambiti diversi, evitando così la costituzione di cattedre tra scuole dello stesso ambito ma molto distanti tra loro e permettendo al contrario la costituzione di cattedre tra istituti appartenenti ad ambiti diversi ma vicini tra loro.

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0282-dalla-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola e oltre

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Le notizie: Vaccini, per essere accolti a scuola dopo il 10 marzo basta la richiesta // I tablet fasulli, o quasi // Scadono oggi le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado
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Vaccini, per essere accolti a scuola dopo il 10 marzo basta la richiesta
Saranno esclusi dai servizi educativi per l’infanzia solo i bambini i cui genitori, o tutori o affidatari non siano in regola con l’adempimento
Dopo il 10 marzo i bambini non ancora vaccinati potranno frequentare servizi educativi e scuole per l’infanzia se i genitori presenteranno la documentazione dell’Asl locale che attesta la richiesta di vaccinazione e che la data è stata fissata dopo il giorno di scadenza. Lo scrive in una nota ufficiale il Ministro della Salute rispondendo a una richiesta di chiarimento arrivata dall’Associazione nazionale dei comuni italiani, dando anche una risposta indiretta ala sindaca di Roma.
Nella missiva inviata all’Anci, Lorenzin specifica che dopo il 10 marzo saranno esclusi dai servizi educativi per l’infanzia solo i bambini i cui genitori, o tutori o affidatari non siano in regola con l’adempimento. E questo vale per tutti i comuni italiani.
Il 10 marzo, come è noto, scade il termine ultimo per presentare alle scuole le certificazioni che attestano l’avvenuta vaccinazione dei bambini per i vaccini obbligatori previsti dal Decreto legge n. 73/2017.
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I tablet fasulli, o quasi
L’iniziativa lombarda del voting machine non serve alle scuole!
I 24.400 tablet lombardi acquistati dalla Regione per la modica somma di 50 milioni di euro e utilizzati per il referendum sull’autonomia del 22 ottobre scorso e che dovevano finire alle scuole (5mila pezzi) e alle questure lombarde, sono quasi fasulli: sono pesanti, è difficile trasferire i dati sulle chiavette Usb, hanno un sistema touch poco sensibile, un sistema operativo non immediato e sono mal funzionanti! Insomma, per dirla tutta, non servono per l’uso didattico.
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Scadono oggi le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado
Per la scuola dell’infanzia, come è noto, le iscrizioni non si effettuano on line
Scadono oggi (6 febbraio) le iscrizioni degli alunni alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2018/2019. Per la scuola dell’infanzia, come è noto, le iscrizioni non si effettuano on line; per tutte le altre basta collegarsi sito del Miur: www.istruzione.it e utilizzando il servizio Iscrizioni.

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0272-concorso-docenti-abilitati

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-05/02/2018-06:00
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Concorso per docenti abilitati della scuola secondaria

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Le domande per partecipare al concorso saranno disponibili dal 20 febbraio 2018;
ma c’è attesa per il bando ancora non pubblicato in G.U.
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I docenti abilitati della scuola secondaria interessati al concorso riservato potranno presentare la domanda dal 20 febbraio p.v. anche se sono ancora da sciogliere alcuni nodi problematici: scelta della regione senza conoscere l’effettiva disponibilità dei posti per singola classe di concorso nonostante il Miur avesse promesso di rendere pubblici i dati sulle disponibilità per classe di concorso, posto comune e di sostegno sul Portale Unico dei dati della Scuola.
Il concorso dovrebbe (ma il condizionale è d’obbligo!) per tutte le classi di concorso della scuola secondaria; in caso di un numero esiguo di partecipanti le procedure saranno accorpate in un’unica regione.
Restano al palo – come è noto - gli insegnanti della scuola per l’infanzia e primaria nonostante ci siano numerosi laureati in Scienze della formazione primaria che, dopo il concorso 2016, non hanno un percorso che li porti a diventare insegnanti di ruolo. A questi vanno aggiunti i circa 50mila docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che avevano prodotto il ricorso per l’inserimento in GaE, la cui sorte si saprà dopo aver acquisito il parere dell’Avvocatura dello Stato previsto per il 23 marzo e che dovrebbe interpretare la sentenza del dicembre scorso.
Scontato l’ennesimo ricorso dell’Anief e altri sindacati autonomi che impugneranno il mancato bando né per i posti comuni della scuola dell’infanzia e primaria, né per il sostegno in questo ordine di scuola.
Possono invece partecipare al concorso 2018 i docenti di infanzia e primaria, sia precari che di ruolo che siano in possesso della specifica abilitazione per la scuola secondaria, per la classe di concorso richiesta e/o specializzazione sostegno.
Secondo le prime stime del Miur, la procedura potrà interessare 100mila potenziali candidati, ma c’è attesa per il bando che forse sarà pubblicato il 6 febbraio prossimo in Gazzetta Ufficiale.
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LA PROVA ORALE NON SELETTIVA
Come è già noto il concorso prevede una prova orale non selettiva e la costituzione, nelle varie regioni, di una graduatoria di merito per ogni classe di concorso/ambito e per il sostegno in base al punteggio della prova (max 40 punti) a cui si aggiunge quello di titoli e servizi (max 60 punti).
La prova orale consiste in una lezione simulata e nell’esplicitazione delle scelte didattiche e metodologiche in relazione ai contenuti disciplinari e al contesto scolastico indicati dalla commissione.
La prova orale, che verte sui contenuti indicati nell’allegato A al DM n.95/2016 relativamente alla scuola secondaria, valuterà anche la capacità di comprensione e conversazione nella lingua straniera prescelta dal candidato almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue.
Per il posto comune la prova valuta la padronanza delle discipline in relazione alle competenze metodologiche e di progettazione didattica e curricolare anche mediante l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Per i posti di sostegno la prova valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno alla studentessa e allo studente con disabilità volte alla definizione di ambienti di apprendimento, alla progettazione didattica e curricolare per garantire l’inclusione e il raggiungimento di obiettivi adeguati alle possibili potenzialità e alle differenti tipologie di disabilità, anche mediante l’impiego delle tecnologie normalmente in uso presso le istituzioni scolastiche.

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0273-affondano-it-ip

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-05/02/2018-06:00
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Affondano gli Istituti tecnici e professionali

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Fondazione Agnelli: “Meno di uno studente su tre riesce a lavorare
almeno sei mesi a due anni dal diploma”
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Soltanto il 28% di chi ha conseguito un diploma in un Istituto tecnico o professionale ha lavorato per almeno sei mesi nei primi due anni post-maturità; quasi altrettanto consistente (27,4%) - nello stesso periodo – la quota dei Neet, ossia di chi non studia  non lavora. A due anni dal diploma oltre la metà dei ragazzi svolge lavori che non hanno molto a che fare con gli studi affrontati, mentre solo il 34% ne svolge uno coerente col diploma conseguito.
Sono alcuni risultati del Rapporto della Fondazione Agnelli sull’occupazione dei diplomati negli Istituti tecnici e professionali che è stato presentato al Ministero dell’Istruzione mentre domani (6 febbraio) scade il termine delle iscrizioni per il prossimo anno.
L’analisi fornisce un quadro completo, finora mai delineato su oltre 500mila giovani che hanno finito le scuole superiori nei tre anni scolastici 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014 che incrocia i dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti del Ministro del Lavoro.
Secondo la Fondazione Agnelli ha pesato molto la riforma Fornero dell’apprendistato prima e il Jobs Act che hanno cambiato le convenienze dei datori di lavoro. Con l’attuale normativa – ha sottolineato il direttore della Fondazione Andrea Gavosto – sono cresciuti i contratti a tempo indeterminato e sono diminuiti quelli di apprendistato, a cui si era fatto massiccio ricorso dopo la riforma Fornero; i contratti a tempo determinato, invece, non hanno registrato sostanziali variazioni.
Giova sapere che tra i diversi settori del segmento di istruzione esaminato, quello che sembra garantire migliori chance occupazioni e contratti più stabili è il corso professionale del settore Industria e Artigianato, mentre il settore che permette una coerenza tra le competenze acquisite nel corso degli studi fatti ed il lavoro svolto è quello dei Servizi.

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0274-decreto-categorie-usuranti

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-05/02/2018-06:00
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Arriva il decreto sulle categorie usuranti

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Per loro resta il limite di età di 66 anni e 7 mesi
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Pubblicato il Decreto attuativo che individua le 15 categorie di lavoratori che svolgono compiti particolarmente gravosi e che sono esentati dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni nel 2019. Per loro resta il limite di età di 66 anni e 7 mesi e anche in caso di ulteriori aumenti dell’età per andare a riposo potranno godere di un “vantaggio” di cinque mesi sugli altri lavoratori.
L’accordo sulle categorie da esentare riguarda anche gli insegnanti della scuola dell’infanzia e gli educatori degli asili nido.

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0262-concorso-docenti-superiori

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-03/02/2018-06:00
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Concorso docenti superiori

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Le domande dal 20 febbraio p.v.
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Si svolgerà a dicembre il nuovo concorso per docenti, già abilitati, di scuola secondaria di primo e secondo grado. Il decreto è stato firmato dalla ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli, e nei prossimi giorni il bando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Le domande si potranno presentare dalle ore 09:00 del 20/02/2018 alle 23:59 del 22/03/2018.
Con l’emanazione del bando il Miur attiverà una pagina telematica dedicata al concorso sul proprio sito con tutte le informazioni per i candidati e con l’apposita sezione per poter presentare la domanda per via telematica.

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0263-fp-sicilia-ex-sportellisti

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-03/02/2018-06:00
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Fp Sicilia - Ex sportellisti al Governatore: “Urgente riavvio a lavoro operatori inattivi da tre anni”

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L’Assessore alla Famiglia e al Lavoro ha confermato la volontà di trovare
immediatamente una soluzione all’annoso problema
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Le segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Sicilia hanno incontrato l’Assessore alla Famiglia, Politiche sociali e Lavoro della Regione Siciliana per discutere della vertenza degli ex sportellisti chiedendo la ripresa di politiche attive del lavoro e il celere riavvio al lavoro degli operatori, inattivi dal 2015.
L’assessore ha confermato la volontà del governo regionale di trovare immediatamente una soluzione all’annoso problema, e di ripartire dalla ricognizione dei lavoratori inseriti nell’Elenco unico ad esaurimento, e dalla stessa ricognizione delle risorse stanziate e disponibili, di fonte regionale, statale e comunitaria, per la attuazione di progetti utili al riavvio al lavoro degli operatori.
Bisognerà vedere ora se oltre alle dichiarazioni di buona volontà arriveranno i fatti!

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0265-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-03/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: La Raggi contro legge // Niente menu vegano a scuola
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La Raggi contro legge
La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha scritto al Governo e alla Regione per chiedere non di applicare la legge che impone come requisito per la frequenza alla scuola dell’infanzia ed ai nidi di essere in regola con la vaccinazione (scadenza: 10 marzo 2018). Nel Lazio circa 10mila bambini su 300mila non sono ancora in regola. A parte l’irresponsabilità e la pericolosità dell’iniziativa che va respinta alla mittente, appare del tutto ovvia la spettacolazione mediatica e la speculazione politica pre-elettorale con strizzata dell’occhio ai “no vax”, ma mettendo a rischio la salute del minori. Ma questo, a quanto pare, non importa!
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Niente menu vegano a scuola
Il Tar di Bolzano ha respinto il ricorso presentato da una famiglia del capoluogo altoatesino che rivendicava per la propria bambina, che frequenta l’asilo, pasti vegani. I giudici amministrativi hanno rigettato la richiesta anche alla luce del fatto che in atto vengono garantiti ben 4 menu: dietetici, vegetariani, oppure senza carne suina o bovina. Il caso ha riacceso i fanali dei pediatri della Sip (Società italiana di pediatrica) sulla dieta vegana priva di proteine che può essere rischiosa per i bambini in quanto non sufficiente e va integrata.

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0252-diplomati-magistrali

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-02/02/2018-06:00
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Diplomati magistrali col fiato sospeso

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Forse il 24 marzo si conoscerà il parere dell’Avvocatura dello Stato
sull’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato
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La sorte dei diplomati magistrali di ruolo e inseriti nelle GaE sarà decisa con il governo che uscirà dalle urne il 4 marzo, dato che il parere dell’Avvocatura dello Stato sulla sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso sarà pubblicata forse il 23 marzo prossimo.
I diplomati magistrali chiedere:
- la riapertura delle GaE e mantenere la stabilità in forza diploma magistrale conseguito entro il 2002 che era pienamente abilitante per la professione docente nei gradi di infanzia e primaria,
- l’abolizione del
comma 131 della Legge 107/2015 che stabilisce che a partire dal 01/09/16 non sarà possibile avere più di tre incarichi su organico di diritto.

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0253-concorso-docenti-abilitati

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-02/02/2018-06:00
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Concorso docenti abilitati

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Le domande di partecipazione on line previste dal 20 febbraio al 22 marzo
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È imminente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto ministeriale relativo alla procedura concorsuale per docenti abilitati. Le domande di partecipazione on line previste dal 20 febbraio al 22 marzo p.v.
Come abbiamo anticipato ieri (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0241-concorso-riservato ) il bando di concorso è riservato ai docenti abilitati e specializzati per il sostegno. I candidati potranno presentare domanda in un’unica regione per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per i quali posseggono i requisiti. Il concorso prevede una prova orale non selettiva e la costituzione, nelle varie regioni, di una graduatoria di merito per ogni classe di concorso/ambito e per il sostegno in base al punteggio della prova (max 40 punti) a cui si aggiunge quello di titoli e servizi (max 60 punti).
Maggiori dettagli ed una scheda di lettura analitica appena saranno disponibili il testo del regolamento e del bando. I docenti inclusi in queste graduatorie saranno individuati sul 100/100 dei posti rimasti liberi dopo le assunzioni dal concorso 2016 e dalle graduatorie da esaurimento sia nel 2018/2109 che nel 2019/2020.
Negli anni successivi la percentuale si riduce a favore del concorso riservato a chi ha tre anni di servizio e del concorso ordinario. I docenti individuati saranno avviati al terzo anno del FIT (anno di prova): avranno una supplenza annuale in una scuola della regione, svolgeranno le attività previste dal Decreto sul 3° anno del FIT e saranno soggetti alla valutazione finale dell’anno di prova.
Superato l’anno di prova saranno assunti, l’anno scolastico successivo, a tempo indeterminato.

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0258-dalla-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-02/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Dirigenza a-rischio // Studente accoltella prof // Insegnante somara //
Concorso hard in magistratura  // Un ministro d’assalto
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Dirigenza a-rischio
Poteva finire peggio l’aggressione verbale che ha subito un Ds di Avola (Sr) che aveva osato sospendere uno studente che si era allontanato durante una lezione in palestra assieme ad un compagno, ovviamente senza dire nulla al docente. Secondo i genitori dell’alunno la sospensione sarebbe stata spropositata. Quanto al fatto che l’alunno abbia anche scagliato una sedia dell’aula contro la vetrata rompendola, poco importa per la famiglia! Sempre ad Avola qualche mese addietro ad un altro Ds era finito peggio: era stato picchiato riportando una lesione ad una costola.
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Studente accoltella prof
Uno studente casertano di 17enne, poco soddisfatto del ripetuto invito dell'insegnante a farsi interrogare, con un coltello a serramanico l’ha ferita al volto e poi - dopo aver consegnato il coltello al vice preside prontamente intervenuto - s’è dato alla fuga rifugiandosi nel bar che era solito frequentare e dove è stato rintracciato poco dopo dalla Polizia prontamente intervenuta. Alla professoressa sono stati dati 15 punti di sutura. La Polizia sta svolgendo indagini ed interrogatori fra i compagni di classe dell’aggressore.
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Insegnante somara
Il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di un’insegnante che sconosce la grammatica italiana e per la quale tre anni addietro era scattato il licenziamento. I giudici amministrativi hanno bollato la docente come "didatticamente incapace". Dall’ispezione disposta dal competente Ufficio Scolastico Regionale è emerso che la docente non sapesse neppure scrivere correttamente alcune parole e ne scrivesse altre così: "squola", "sciaquone", "accua" e "accuazzone".
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Concorso hard in magistratura
Una candidata al concorso in magistratura, che si è tenuto dal 23 al 26 gennaio scorso alla Fiera di Roma, ha svelato la sua allucinante esperienza concorsuale subita nel corso della prova d’esame, con spogliarello o quasi imposto dalle agenti di vigilanza. In corso della prova s’è verificato il blitz delle agenti che hanno imposto alle candidate di recarsi in bagno e spogliarsi totalmente per verificare se avessero o meno biglietti addosso. Scontato l’esposto al Csm e alla Procura.
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Un ministro d’assalto
Il ministro francese Jean Michel Balnquer, punto forte del governo Macron, è balzato agli onori della cronaca nostrana per la sua rigidità che sta rivoluzionando la scuola d’oltralpe con ricette che sanno di antico: i professori non devono esitare a bocciare ove necessario, grembiuli e divise in classe, cellulari bandite dalle aule, ecc.

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0240-contratto-scontro-sul-merito

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-01/02/2018-06:00
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Contratto: scontro sul merito

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In discussione l'effettivo utilizzo del "bonus premiale" //
Comunicato Flc Cgil - Cisl Scuola - Uil Scuola Rua
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Se da un lato le OO.SS. Scuola tirano un sospeso di sollievo perché i fondi del “bonus premiale” agli insegnanti “migliori” finanziato con 200 milioni di euro entrano nel tabellare, dall’altro c’è scontro sul loro effettivo utilizzo, ma soprattutto c’è scontro tra OO.SS. e Aran sulla effettiva ripartizione che resterebbe sempre in mano ai Ds. Insomma, saltata l’ipotesi della Carta del Docente in busta paga e adesso il “bonus” sempre gestito dal Ds, è evidente che il Governo non intende mollare le parti essenziali della Buona Scuola renziana-gianniniana.
In sostanza, nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei giorni scorsi della ministra Valeria Fedeli, la conclusione positiva del contratto appare molto dubbia e certamente lontana anche perché in sede di confronto le OO.SS. parlano di autonomia e di collegialità della scuola in opposizione all’autoritarismo della renziana legge 107/2015 e l’Agenzia – per conto dell’Amministrazione – parla di altro: prestazioni aggiuntive, poteri del Ds nelle sanzioni, ecc. (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0226-scuola-nella-bufera ).
Su tutto incombe anche la grana dei docenti diplomati magistrali ora a rischio licenziamento per effetto del pronunciamento del dicembre scorso del Consiglio di Stato.
Va anche detto che lo stesso CdS, intervenendo sul diploma magistrale sperimentale ad indirizzo linguistico ha smentito il, Tar Lazio ed ha riconosciuto pienamente legittimo il titolo. Va anche detto, per correttezza di informazione, che si tratta di una sentenza cautelare, perché quella di merito si avrà l’8 novembre 2018. Intanto i giudici hanno condannato il Miur a rifondere le spese della fase cautelare in favore della parte appellante (1.500 euro, oltre accessori di legge).
A difesa dei diplomati magistrali di area pedagogica, ha preso posizione l’Anief che, oltre a proclamare 2 giorni di sciopero il 6 e 7 febbraio p.v. (leggi: http://www.ceripnews.it/in_evidenza.htm#0221-sciopero-scuola ), preso atto della mancanza di volontà politica di trovare una soluzione immediata in favore degli insegnanti interessati ha proposto reclamo al Consiglio d’Europa. La decisione della Corte di Strasburgo, come è noto, è vincolante per lo Stato italiano.
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Comunicato Flc Cgil  – Cisl Scuola – Uil Scuola Rua
E’ nell’interesse della scuola oltre che dei lavoratori chiudere positivamente, e quanto prima, la trattativa contrattuale della scuola. Le richieste sindacali sono state poste da subito in modo molto chiaro all’ARAN.
Su alcuni nodi importanti (risorse e spazi di contrattazione) è stata chiesta e ottenuta un’integrazione dell’Atto di Indirizzo; ci sono pertanto le condizioni per riprendere anche sostanzialmente il negoziato e puntare a una soluzione positiva in tempi brevissimi
Concludere positivamente un difficile negoziato, quando siamo alla fine della sua vigenza, significa mettere i paletti di una prima fase di un percorso, che deve proseguire con l’obiettivo di mantenere la piena tutela del ruolo e della dignità dei lavoratori della Scuola.
Infatti, l’accordo contrattuale, la cui vigenza è in scadenza al 31 dicembre 2018, nel ricondurre nell’alveo negoziale le materie che sono state sottratte alla sede naturale della contrattazione (orario, salario e della disciplina del rapporto del lavoro), rappresenta la premessa per riprendere un cammino di confronto interrotto da più di dieci anni, con grave danno alla scuola, alla partecipazione, alla democrazia e alla qualità dell’offerta formativa.
Lo strumento contrattuale, è necessario  che sia accompagnato da una politica di investimenti in istruzione, formazione e ricerca, che riallinei il nostro Paese anche nel confronto con quanto avviene nel resto d’Europa.
Questo il terreno su cui sarà indispensabile incalzare la politica con un’azione forte, puntuale e costante. Ecco perché il nuovo contratto chiuderà una fase lunga e difficile, ma ne riaprirà immediatamente un’altra da affrontare con intelligenza e determinazione.  Farlo avendo riconquistato spazi di contrattazione sulle condizioni di lavoro del personale, dal punto di vista economico e normativo, riportando alla contrattazione elementi sottratti da norme legislative, a partire dall’utilizzo pieno dei 200 milioni,  significa  ripristinare la normale dialettica fra forze politiche e sociali indipendentemente dal quadro politico che si determinerà all’indomani delle imminenti elezioni politiche del 4 marzo.
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Concorso riservato ai docenti abilitati

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Oggi informativa sul bando che prevede una sola prova orale non selettiva
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Il MIUR ha convocato le OO.SS. Scuola per una informativa sul bando di concorso riservato per i docenti abilitati e specializzati per il sostegno. I candidati potranno presentare domanda in un’unica regione per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per i quali posseggono i requisiti. Il concorso prevede una prova orale non selettiva e la costituzione, nelle varie regioni, di una graduatoria di merito per ogni classe di concorso/ambito e per il sostegno in base al punteggio della prova (max 40 punti) a cui si aggiunge quello di titoli e servizi (max 60 punti). Maggiori dettagli ed una scheda di lettura analitica appena saranno disponibili il testo del regolamento e del bando. I docenti inclusi in queste graduatorie saranno individuati sul 100/100 dei posti rimasti liberi dopo le assunzioni dal concorso 2016 e dalle graduatorie da esaurimento sia nel 2018/2109 che nel 2019/2020. Negli anni successivi la percentuale si riduce a favore del concorso riservato a chi ha tre anni di servizio e del concorso ordinario. I docenti individuati saranno avviati al terzo anno del FIT (anno di prova): avranno una supplenza annuale in una scuola della regione, svolgeranno le attività previste dal Decreto sul 3° anno del FIT e saranno soggetti alla valutazione finale dell’anno di prova. Superato l’anno di prova saranno assunti, l’anno scolastico successivo, a tempo indeterminato.

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0242-dirigenti-a-metà

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-01/02/2018-06:00
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Dirigenti a metà

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Torna in ballo la questione della presidenza degli Esami di Stato vietata ai Ds
titolari in istituti del 1° ciclo
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Quando (e se) il Miur sbloccherà la penosa vicenda dei Ds in servizio, spesso casualmente, nel 1° ciclo di istruzione che sarebbero nuovamente esclusi dalla presidenza agli esami di Stato.
La protesta, la prima in ordine di tempo, viene dall’Anp che, a ragione, pubblica sul sito il possibile divieto, imposto dal Miur per mera via amministrativa, di nominare alla presidenza delle commissioni degli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo i colleghi dirigenti delle istituzioni scolastiche del primo ciclo.
Come è ampiamente noto e disquisito negli anni passati, compreso il ricorso prodotto da alcuni Ds palermitani, con connessa presa in carico del problema da parecchi sindacati di categoria, non c’è alcuna norma che stabilisca tale divieto, bensì la circolare ministeriale annuale di formazione delle commissioni per gli Esami di Stato!
La suddetta circolare, pur riconoscendo la facoltà per i Ds di presentare domanda per entrambi i gradi di istruzione, ha però contemporaneamente introdotto il divieto di nomina a Presidente del “personale utilizzato” negli esami del 1° ciclo. Negli anni passati alcuni Uffici di Ambito Territoriale hanno interpretato la circolare attuando un’inaccettabile esclusione di principio dei Ds dalla presidenza di commissione negli Esami di Stato, sia pure con il pretesto che così gli esami del 1° ciclo rimarrebbero privi di Ds, senza tenere presente che il Decreto Legislativo n. 62/2017 sancisce l’affidamento della presidenza della commissione degli Esami del 1° ciclo al Ds dello stesso Istituto o a un docente suo Collaboratore!

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0246-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-01/02/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: La scuola non insegna a scrivere // I diritti del docente //
Competenze digitali carenti // Relazioni pericolose a scuola
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La scuola non insegna a scrivere
Secondo il presidente onorario dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, la scuola cedendo al corsivo con lo stampatello e il digitale, determina gravi conseguenze sul processo di apprendimento, limita la buona comprensione della lingua italiana nella sua forma più strutturata. Si tratta di una “patologia” che origina nella scuola primaria dove viene insegnata una lingua italiana sempre più approssimativa per la mancata considerazione del complicato processo cerebrale che consente il suo apprendimento, attraverso l’attivazione, a fini linguistici, di un nuovo canale sensoriale, la vista, in aggiunta all’udito, con l’apporto fondamentale delle operazioni nella mano.   
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I diritti del docente
Il Consiglio di Stato ha dato ragione ad un docente che aveva chiesto copia del verbale della riunione del Collegio dei docenti alla quale non aveva partecipato e che però la scuola gli aveva negato. Secondo il CdS è legittimo che il componente di un organo collegiale dell’amministrazione ha titolo concreto e diretto ad acquisire copia degli atti inerenti l’attività collegiale di cui fa parte in quanto può essere funzionale a future proposte per il migliore perseguimento degli interessi di rilievo pubblico che fanno capo all’istituzione stessa. [Fonte: ItaliaOggi/L’esperto risponde, pag. 39 del 30/01/2018].
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Competenze digitali carenti
I ministri della Ue nel primo Vertice europeo sull’istruzione, a Bruxelles, hanno ribadito l’esigenza di migliorare le tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento attraverso un percorso virtuoso che in primissimo piano pone il problema dell’adozione della banda larga ad altissima capacità in tutte le scuole, per ridurre il divario di connettività tra gli Stati membri, supportando la connettività attraverso uno schema di voucher incentrato sulle are svantaggiate e assicurando la piena implementazione del toolkit per le aree rurali.
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Relazioni pericolose a scuola
Due casi gravissimi riempiono le cronache dei quotidiani: a Rimini un docente di un istituto superiore è stato accusato di aver fatto sesso con una studentessa di 15 anni, fidanzatina del figlio maggiorenne e studentessa dello stesso istituto dove insegna; a Bari un collaboratore scolastico di un istituto comprensivo ha molestato 4 studentesse nei corridoi e abusava di loro quando tornavano dal bagno. Nel corso delle indagini anche altre due alunne hanno confermato gli abusi da parte dell’uomo. Adesso è ai domiciliari.

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