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01095-elezioni-rsu

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-08:00  2ª EDIZIONE
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Elezioni RSU: aggiornamento dati

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Il 60% del dato complessivo
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Sigla

Prima proiezione

Seconda proiezione

FLC CGIL

28,42%

28,57%

CISL SCUOLA

25,57%

25,77%

UIL SCUOLA

17,80%

17,80%

SNALS CONFSAL

13,03%

13,03%

ANIEF

5,21%

5,21%

GILDA

5,07%

5,07%

COBAS+ALTRI

4,9%

4,9%

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01066-sanzione-nulla

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-06:00
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Sanzione nulla del Ds se il Codice disciplinare non è affisso all’Albo

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Gli elementi di censura devono essere dettagliatamente elencati e motivati
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Il Giudice del Lavoro de L’Aquila ha annullato una sanzione irrogata ad una docente di ruolo di scuola primaria dal Dirigente scolastico perché non era affisso all’Albo il Codice disciplinare, per genericità della contestazione oltre che l’infondatezza per travisamento dei fatti e manifesta illogicità.
Per il Ds, viceversa, la sanzione era pienamente legittima, in quanto la docente aveva interrotto le attività di un laboratorio creativo per intrattenersi con i genitori dei bambini della scuola dell’infanzia, in tal modo disobbedendo anche all’ordine dirigenziale di non conferire con i genitori ed eludendo un obbligo di lavoro che causava un disservizio. Un’affermazione generica e non documentata che ha spinto il Giudice ad annullare la sanzione.
[ FONTE: https://www.tecnicadellascuola.it/dirigente-scolastico-punisce-docente-ma-il-giudice-del-lavoro-annulla-sanzione ]

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01067-ata-proroga

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-06:00
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Ata, possibile proroga delle supplenze

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Nei casi di effettiva necessità i Ds possono prorogare al 31 agosto i contratti di supplenza del personale Ata inizialmente stipulati al 30 giugno; la richiesta deve essere motivata e inviata agli UU.SS.RR. per l’autorizzazione
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Nei casi di effettiva necessità i Dirigenti Scolastici possono prorogare al 31 agosto i contratti di supplenza del personale ATA inizialmente stipulati al 30 giugno. La richiesta deve essere motivata e inviata agli Uffici Scolastici regionali per l’autorizzazione.
Le possibili motivazioni, indicate nella nota Miur, sono: 
- attività connesse allo svolgimento degli esami di stato,
- debiti di recupero nelle scuole secondarie di secondo grado,
- situazioni eccezionali che possano pregiudicare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto con riflessi sull’ordinato avvio dell’anno scolastico (p.e. adempimenti legati all’aggiornamento delle graduatorie di istituto ATA, allo svolgimento delle procedure concorsuali in atto, etc.).
I riferimenti normativi sono l’art.1 co. 7 del Regolamento supplenze del personale Ata, e le istruzioni impartite con la nota Miur del 10 giugno 2009 prot. n. 8556 reiterata negli anni successivi.
PER LEGGERE LA NOTA MIUR:  2018-04-23-proroga-supplenze

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01068-buoni-pasto

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-06:00
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Buoni pasto, il giudice dà ragione ai docenti e al personale Ata

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Il Comune di Quarto d’Altino condannato a coprire parte dell'indennità per il personale scolastico il cui costo si riteneva a carico dello Stato / Condannato anche il Miur e le scuole, ciascuno per quanto di competenza
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insegnanti della scuola statale. Lo ha deciso una sentenza del Giudice del Lavoro che ha dato ragione ai dipendenti della scuola che alcuni mesi fa avevano presentato ricorso contro la decisione del sindaco di fornire ai dipendenti della scuola statale un "mini pasto" (solo un primo, con frutta, acqua e contorno, senza il secondo).
La causa è stata supportata dai sindacati Cgil, Cisl e Snals. Il personale scolastico da un anno e mezzo si trova di fronte:  primo, contorno, frutta, pane e acqua.
Il Giudice del Lavoro ha riconosciuto il diritto al pasto completo gratuito a tutto il personale docente e Ata, ma ha specificato anche che tale diritto consiste in un pasto completo: primo e secondo piatto, contorno, frutta e pane.
Il Giudice del Lavoro oltre al Comune ha condannato anche il Miur e le scuole «ciascuno per quanto di competenza», ad erogare «ai ricorrenti il predetto servizio di mensa gratuito consistente nella fruizione di pasto completo durante il servizio di sorveglianza alla refezione scolastica».

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-06:00
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Il Pil in crescita

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Inderogabile la scadenza del 30 aprile prossimo per l’invio del Def alla Commissione Ue
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ROMA - Il Pil nel 2018 sale dall’1,5% all’1,6% e potrebbe essere previsto nel Def “tecnico” predisposto dal Mef ed ora in attesa di ottenere l’ok da Palazzo Chigi per essere inviato alla Commissione Ue entro il 30 aprile prossimo.
La mancata individuazione di una maggioranza,almeno per ora, capace di sostenere il nuovo Esecutivo, complica le cose, ma la scadenza di questo mese va comunque rispettata, anche perché dopo il rinvio del 10 aprile da parte del premier Gentiloni, per “garbo istituzionale”, non si può più rinviare, sperando, forse, in situazioni diversi, se non migliori. (c.c.)

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01070-sentenza-corte-costituzionale

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-06:00
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Interessante sentenza della Suprema Corte

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Dichiarato illegittimo l’articolo 92 del Codice di procedura civile, riformulato nel 2014
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La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 92 del Codice di procedura civile, riformulato nel 2014 e pertanto un lavoratore che si rivolge al giudice per un contenzioso di lavoro non è più obbligato a pagare le spese legali in caso di una decisione sfavorevole. Insomma i diritti dei lavoratori si allargano così un po’ di più.
Il principio può sembrare scontato ma il problema si è posto frequentemente durante le cause di lavoro. E proprio su questo la Suprema Corte ha scritto la sua ultima sentenza in cui afferma un principio importante: il lavoratore deve avere la possibilità di promuovere una causa senza poter conoscere elementi di fatto, rilevanti e decisivi, che sono nella disponibilità del solo datore di lavoro. Proprio quelli che spesso rischiano di determinare la sentenza finale.
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01071-universita-saltano-esami

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-06:00
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Università, saltano gli esami

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Appelli estivi a rischio e sempre proteste
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La Commissione di Garanzia dell’esercizio del diritto di sciopero ha dato il via libera, e quindi gli appelli estivi (dal 1° giugno al 31 luglio) negli Atenei sono a rischio.
Nella precedente mobilitazione, durante la sessione invernale, si sono registrate 5.400 adesioni su 12mila interessati. Ora, a quanto pare, adesione si prevede maggiore e più articolata.
Il primo movente dello sciopero è il blocco degli scatti stipendiali, il secondo punto riguarda i ricercatori (14mila) con la carriera bloccata e lasciati nel limbo, il terzo punto riguarda invece i ricercatori precari e gli studenti per i quali vengono chiesti 80 milioni di euro, e non i 50 stanziati nel 2016, con l’obiettivo di coprire tutte le borse di studio degli idonei.

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01072-giornata-mondiale-terra

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/04/2018-06:00
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Celebrata ieri la Giornata mondiale della Terra

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Il focus del 2018 è stato dedicato ai danni causati dalla plastica all’ambiente e alla salute
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Si è celebrata ieri, 22 aprile, la Giornata mondiale della Terra che è stata dedicata all’inquinamento causato dalla plastica. L’obiettivo è stato quello di innescare uno sforzo globale per eliminare la plastica monouso ed una regolamentazione uniforme per lo smaltimento di materie plastiche con processo di riciclaggio al 100%.
Purtroppo assistiamo che lo smaltimento spesso avviene in mare che è diventato una vera e propria pattumiera e spesso un “plasticidio” per gli animali viventi in mare. Pochi giorni addietro, in Spagna, è stato ritrovato morto un capodoglio che aveva ingerito 29 chili di plastica compreso un bidone ancora integro! Ma per i sacchetti di plastica muoiono anche parecchi delfini che li scambia per meduse di cui sono ghiotti.
Occorre fare qualcosa tutti insieme, altrimenti nel 2050 nei mari che saranno più detriti di plastica che pesci!

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01051-rinnovo-rsu-sicilia

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CERIPNEWS NOTIZIE   XVIII-21/04/2018-18:00   3ª EDIZIONE
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Rinnovo Rsu Sicilia e prime proiezioni nazionali

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Primi dati pervenuti alle ore 17:00 (439 su 856 scuole)
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CISL SCUOLA: 29,4%

GILDA: 9,18%

FLC CGIL: 25,18%

SNALS: 7,41%

UIL SCUOLA : 13,64%

COBAS: 1,12%

ANIEF: 10,19

ALTRI: 0,86

Dati non pervenuti dalla provincia di Catania
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Secondo i primi dati raccolti su scala nazionale le posizioni sarebbero le seguenti:
 
FLC CGIL: 28,42%

ANIEF: 5,21%

CISL SCUOLA: 25,77%

GILDA: 5,07%

UIL SCUOLA: 17,80%

COBAS+ALTRI: 4,9%

SNALS: 13,03%

 

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01055tutto-sicilia

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-21/04/2018-08:00  2ª EDIZIONE
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Tutto Sicilia

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Le notizie: Completata l’anagrafe sull’edilizia scolastica / ARS, cammino ad ostacoli
della Finanziaria / Piano infanzia in Sicilia
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Completata l’anagrafe sull’edilizia scolastica
Previsti interventi per 272 milioni di euro

Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e l’Assessore all’Istruzione, Roberto Lagalla e l’Assessore alle Autonomie locali, Bernardette Grasso, oltre a comunicare che è stata completata l’anagrafe dell’edilizia scolastica hanno annunciato interventi per 272 milioni di euro.
La situazione dell’edilizia scolastica in Sicilia è la seguente: 4.358 edifici ospitano scuole, ma oltre la metà sono anteriori al 1975 e il 5% tra il 1900 e il 1945; il 92% degli edifici ricade nelle zone sismiche 1 e 2, cioè quelle a più alto rischio. Inoltre il 60% degli edifici scolastici siciliani, 2.614 su 4.358, non è in regola con le certificazioni antisismiche, mentre il 70% (3.050) non ha la certificazione di agibilità.
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ARS, cammino ad ostacoli della Finanziaria
Previsti 152 milioni di euro, ma nessuna sa dire ancora come sarà assicurata la regolarità dell’erogazione dei fondi per i 13mila disabili censiti
Continua all’Assemblea Regionale Siciliana il cammino ad ostacoli della legge Finanziaria e continua anche la protesta dei disabili gravissimi senza contributi da dicembre scorso.
Adesso sono previsti 152 milioni di euro, ma nessuna sa dire ancora come sarà assicurata la regolarità dell’erogazione dei fondi per i 13mila disabili censiti al momento.
Per il 2017 i fondi sono stati già dati alle Asp, ma solo con il varo della Finanziaria si potranno sbloccare i contributi da gennaio ad aprile; per i mesi successivi ci sarà un decreto del presidente della Regione che fisserà il contributo in base ai numeri definitivi che forniranno le Asp.
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Piano infanzia in Sicilia
Finanziamenti mirati sul sistema integrato
Gli assessori della Regione Siciliana all’Istruzione, Roberto Lagalla, e alla Famiglia, Mariella D’Ippolito, sponsorizzano il Progetto 0-6 anni fortemente voluto dalla ministra uscente Valeri Fedeli e promuovono una cabina di regia sul sistema integrato con la costituzione di un gruppo di coordinamento pedagogico per la qualificazione del sistema formativo.
Per il piano strategico sono già stati destinati a Comuni 13 milioni di euro ai quali l’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale aggiungerà altri 2 milioni di euro.

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01046-approfondimenti-ccnl-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-21/04/2018-06:00
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Approfondimenti sul CCNL Scuola

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Il comunicato unitario Flc Cgil, Cisl Fsur e Uil Scuola Rua
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Come abbiamo pubblicato nella seconda edizione del 19 aprile u.s. (h. 14:30) il nuovo CCNL del comparto Scuola è stato firmato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Gilda degli Insegnanti (con riserva), ma non dallo Snals Confsal (http://www.ceripnews.it/notizie.htm#01035-firmato-contratto ), gli aumenti saranno erogati nel prossimo mese, ma se non ci sarà un’emissione speciale per gli arretrati, come accaduto per gli statali, potrebbero arrivare a giugno.
Oltre al personale della scuola in servizio, gli arretrati riguardano anche chi è andato in pensione dal 1° settembre 2016 o 1° settembre 2017. La scadenza del CCNL è fissata al 31 dicembre 2018.
A parte le notizie sulla parte economica già riportate nell’edizione sopra richiamata, appare utile sottolineare alcuni punti abbastanza interessanti contenuti nel CCNL Scuola:
- Aumenti contrattuali (vedi link appresso);
- I Ds non potranno più assumere direttamente i docenti per colmare i bisogni della scuola e la chiamata sarà contrattata a livello nazionale;
- Previsti permessi di congedo i 90 giorni per le donne vittime di violenza;
- Diritto alla disconnessione (telefonate ed e-mail da parte del Ds e della scuola solo in orario di servizio; casi eccezionali vanno regolamentati in contrattazione d’istituto);
- Norme sul matrimonio estese alle unioni civili e alle persone dello stesso sesso;
- Misure disciplinari per chi usa in modo improprio i canali di comunicazione informatici e i social per relazionarsi con gli studenti;
- Nessuna modifica sull’orario di lavoro dei docenti , che rimane immutato (25 ore settimanali di insegnamento nella scuola dell’infanzia; 22 ore settimanali di insegnamento, più 2 di programmazione nella scuola primaria; 18 ore settimanali di insegnamento nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica. L’orario di insegnamento va distribuito in non meno di cinque giornate settimanali; ma parte dell’orario di servizio può essere destinata ad attività di potenziamento, fermo restando la prioritaria copertura dell’orario di insegnamento. Le eventuali ore non programmate nel PTOF dei docenti della scuola primaria e secondaria sono destinate alle supplenze sino a dieci giorni;
- Nessun intervento di modifica per ferie e permessi del personale docente, eccetto semplici adeguamenti alla normativa;
- La formazione resta facoltativa; quella svolta a scuola deve rientrare nelle riunioni collegiali o essere retribuita con € 17,50 l’ora;
- Stralciata dal contratto la parte che dava libertà ai
Ds di assegnare incarichi ed attività funzionali ai docenti, senza che questi ultimi potessero rifiutarli; le ore da destinare alle attività funzionali restano separate: 40 + 40;
- La disciplina sulle sanzioni disciplinari saranno oggetto di un’apposita sequenza contrattuale, che deve avere tra i suoi capisaldi la salvaguardia della libertà di insegnamento e deve concludersi entro luglio 2018 (Articolo 29 del CCNL).
Il licenziamento può avvenire solo nelle seguenti ipotesi: atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale, riguardanti studentesse o studenti affidati alla vigilanza del personale, anche ove non sussista la gravità o la reiterazione, dei comportamenti; dichiarazioni false e mendaci, che abbiano l’effetto di far conseguire un vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale.
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Il comunicato unitario Flc Cgil, Cisl Fsur e Uil Scuola Rua
Finalmente, dopo 8 anni, il CCNL ritorna ad essere centrale nella regolamentazione delle relazioni sindacali e dei rapporti di lavoro. Vengono superati gli aspetti più invasivi e deleteri della “legge Brunetta” e della legge 107. Attraverso la contrattazione nei luoghi di lavoro sarà stabilito l’utilizzo di tutte le risorse del salario accessorio, ivi comprese le risorse destinate alla valorizzazione professionale come ad esempio il bonus, riconoscendo così pienamente la disciplina per via negoziale del rapporto di lavoro nei suoi aspetti retributivi.
Questo contratto riporta alla normalità modi e tempi delle relazioni sindacali; ora si dovrà dar seguito, in tempi brevi, alle sequenze contrattuali sui problemi rimasti aperti riguardanti l’ordinamento, le carriere, i profili Ata, le sanzioni disciplinari dei docenti.
Ma soprattutto andrà avviata a breve la trattativa del nuovo Contratto 2019-21 per il quale la Flc Cgil, Cisl Fsur e Uil Scuola Rua chiederanno da subito al futuro governo di stanziare le risorse necessarie a partire dalla prossima legge di bilancio.
Questo contratto rappresenta un passo importante, fondamentale, per ridare certezze e dignità a più di un milione di lavoratrici e lavoratori che operano nelle scuole, nelle università, negli enti di ricerca e nell’AFAM che, al pari degli altri lavoratori pubblici, sono stati ingiustamente penalizzati in questi anni.
Si consegna alle Rappresentanze Sindacali Unitarie, le cui elezioni si stanno svolgendo proprio in questi giorni, l’opportunità di un forte protagonismo nella contrattazione.
Adesso le amministrazioni procedano subito alla liquidazione degli arretrati e all’adeguamento degli stipendi attesi da oltre 1,2 milione di lavoratori.
Noi proseguiremo la nostra azione puntando sul protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori e sulle RSU che coinvolgeremo in ogni passaggio dell’attuazione delle sequenze contrattuali e sulla piattaforma del CCNL 2019-2021.
Roma, 19 aprile 2018
Flc Cgil, Francesco Sinopoli - Cisl Fsur, Maddalena Gissi - Uil Scuola Rua, Giuseppe Turi

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Le tabelle degli aumenti: Personale docente - Personale Ata
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Il contratto:  2018-04-19-contratto.pdf

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01047-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-21/04/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Finanziamento da capogiro / Processo alla maestra di Campofiorito /
Allarme morbillo, adesso c’è davvero il “caso Sicilia”!
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Finanziamento da capogiro
Il comune di Neirone, a 30 chilometri da Genova, ha ricevuto dal Miur ben 29 euro di finanziamento per interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, riqualificazione e risparmio energetico della scuola.
In tutta la Liguria la somma assegnata complessivamente è stata di € 4.870.526 da ripartire tra i 129 Comuni in base al numero dei bambini ed agli investimenti fatti negli ultimi anni.
Così, se nei centri più grandi sono arrivati: 60mila euro a Chiavari, 53mila a Sesto Levante e 45mila a Rapallo, ai più piccoli sono rimaste le briciole: da 94 euro a Bargalli a 29 euro a Meirone!
Sarà davvero un problema spendere 29 euro! Forse si potrà acquistare qualche lampadina a led e forse un barattolo di colore per dipingere un muro!
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Processo alla maestra di Campofiorito
Inizierà il 2 luglio prossimo il processo della maestra di Campofiorito (Pa) che nel 2015 avrebbe maltrattato e picchiato un alunno disabile durante le ore di lezione in un prima classe di scuola primaria.
Secondo il Sostituto Procuratore che ha coordinato le indagini, la mastra avrebbe tirato le orecchie e lo avrebbe tirato per i capelli per sollevarlo da terra quando si nascondeva sotto il banco; inoltre avrebbe sferrato calci sul corpo e schiaffi al viso in diverse occasioni. L’alunno veniva anche beffeggiato per il suo modo di parlare e ridere.
Il PM ha chiesto il rinvio a giudizio della maestra per maltrattamenti, con l’aggravante di “aver commesso il fatto in danno e alla presenza di persone minori all’interno di un istituto d’istruzione”.
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Allarme morbillo, adesso c’è davvero il “caso Sicilia”!
Nei giorni scorsi, dopo il decesso del bimbo di 10 mesi e di una donna 23enne, qualcuno parlò di “caso Sicilia” sul morbillo, ma parecchi lo giudicarono uno scandalo. Adesso con 4 pazienti giovani e adulti ricoverati a Modica ed a Ragusa, possiamo davvero parlare di “caso Sicilia” per il morbillo!
Dal 1° gennaio al 28 febbraio, sulla base dei dati dell’Istituto supriore di sanitàò, 16 Regioni hanno segnalato 411 casi di morbillo. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Calabria, Lazio, Sicilia
e Toscana).
La Sicilia è al top: il 91% dei casi non era vaccinato e un ulteriore 4,5% aveva ricevuto solo una dose; in concreto non era vaccinato!

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01037-studenti-bulli

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-20/04/2018-06:00
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Studenti bulli a Lucca e a Venezia

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Prof minacciato e umiliato in classe da un alunno, mentre altri tre riprendevano la scena! / Ragazza di San Donato si getta dalla finestra della scuola perché era finita nell’inferno delle baby-bulle! / L’inserto: Bufera social: under 15 e Facebook post liberi solo con l’ok dei genitori
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Ancora una volta alla ribalta 4 studenti che umiliano un professore in un IT di Lucca. Uno ordine al prof di dargli 6 nell’interrogazione e mettersi in ginocchio per affermare il suo “potere” di capo, simulare un testa a testa, qualcuno ha impilato i cestini dei rifiuti sulla cattedra, altri hanno filmato la scena che prima finisce su WhatsApp e poi in rete su Facebook.
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Bufera social: under 15 e Facebook
post liberi solo con l’ok dei genitori
ROMA - Un nuovo aggiornamento sulla privacy per Facebook dopo lo scandalo Cambridge Analytica: stavolta stretta nella Ue sull'uso del social network sugli under 15, che non potranno rendere pubblici foto e altri post se non con l'ok dei genitori o del tutore. Stretta anche sulla "spiabilità" dei profili degli under. Stop anche all'uso del riconoscimento facciale. Insomma parrebbe che  Facebook abbia preso sul serio la sicurezza dei suoi iscritti ed ha avviato l'adeguamento alle nuove norme stabilite dal Gdpr (General Data Protection Regulation), il Regolamento europeo sulla privacy che entrerà in vigore a partire dal prossimo 25 maggio.
La novità più grossa riguarda gli adolescenti, già al centro dello scandalo che sta travolgendo YouTube per via del suo scarso controllo sulla profilazione pubblicitaria dei video pubblicati sulla piattaforma. Facebook corre ai ripari, seguendo le direttive del Gdpr interviene sull'età minima necessaria per utilizzarlo. Come si legge in un comunicato rilasciato alla stampa «le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in Europa avranno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere azioni specifiche su Facebook».
Queste azioni riguardano la visibilità pubblica dei propri profili: ai minorenni non sarà possibile mostrare e vedere foto, post e informazioni al di fuori della cerchia degli amici, salvo autorizzazione dei genitori; permesso che comunque non consentirà il riconoscimento facciale. Nessuna possibilità di spiare, né di mostrarsi eccessivamente quindi: il "nuovo Facebook per minori" post Gdpr sembra allontanarsi da ciò che l'aveva reso innovativo.
Inoltre cambia anche il rapporto con la pubblicità: il social non potrà permettere ai suoi partner pubblicitari di sponsorizzare post commerciali per minori, anche in questo ci vorrà un consenso esplicito.
Secondo le ultime indiscrezioni anche Whatsapp, la popolare app di messaggistica istantanea appartenente alla scuderia tech di Zuckerberg, sarà vietata ai minori di 16 anni a meno che non siano autorizzati dai genitori.

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Scattate le denunce, adesso si aspettano le sanzioni disciplinari (probabili 15 giorni di sospensione e bocciatura conseguente!) mentre la Digos e la Polizia postale stanno cercando di capire chi ha ripreso il video e soprattutto chi lo ha diffuso su internet.
La Procura minorile ha indagato i 4 protagonisti del video per violenza privata e ingiurie.
Forse non si tratta di un’ora di ordinaria follia però e si analizzano anche altri comportamenti nella classe: sospensioni, voti cambiati sul registro, atteggiamenti e comportamenti contro il sistema scuola con il sospetto che tutti volessero essere bocciati, tanto è vero che si è fatto ricorso ad uno psicologo per motivare gli alunni che rifiutavano la scolarizzazione.
Ma la cronaca registra oggi che la grave situazione della 13enne Santonatese che si è gettata dalla finestra della scuola riportando la frattura dell’anca, di una vertebra e del naso, perché era caduta nell’inferno delle baby-bulle, un gruppo di coetanee che la vessavano da mesi con foto continue diffuse in chat, finché non ha retto più. La ragazza ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso non è in pericolo di vita, ma la prognosi è di 60 giorni salvo complicazioni e la madre chiede giustizia perché la figlia ha passato mesi di sofferenza, non mangiava e non dormiva.
Il gruppo, già denunciato, è composto da cinque o sei ragazze coetanee della tredicenne, poi martedì scorso il gesto estremo.

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01038-protesta-contro-invalsi

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-20/04/2018-06:00
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Protesta contro le prove Invalsi

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Il Gruppo No Invalsi ha proclamato lo sciopero per l’11 maggio p.v.
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Anche quest’anno arriva puntuale la protesta contro le prove Invalsi organizzato dal Gruppo No Invalsi per l’11 maggio. Si tratta del primo sciopero nazionale della scuola indetto non da una organizzazione sindacale ma da una associazione di fatto.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-20/04/2018-06:00
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Concorso Ds, slitta la prova pre-selettiva?

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La conferma o la smentita di tale slittamento avverrà giorno 24 aprile, a seguito di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
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La notizia circolava già da qualche giorno nei corridoi di Viale Trastevere, adesso arriva una quasi conferma dalla testata OrizzonteScuola secondo cui ci sarebbe intenzione di far slittare la prova pre-selettiva a giorno 23 luglio, a conclusione degli esami di Stato del II grado.
La conferma o la smentita di tale slittamento avverrà giorno 24 aprile, a seguito di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Se la notizia sarà confermata, giorno 27 di giugno ci sarà la nuova data per la pubblicazione della batteria dei quiz per la prova pre-selettiva.--

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/04/2018-14:30
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Firmato oggi il CCNL Scuola per il biennio 2016/2018

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Gli aumenti e gli arretrati si avranno a maggio – Firmano Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Gilda degli Insegnanti - Forse emissione speciale per gli arretrati, come accaduto per gli statali
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Gli aumenti e gli arretrati saranno erogati nel prossimo mese, forse ci sarà un’emissione speciale per gli arretrati, come accaduto per gli statali.
Oltre al personale della scuola in servizio gli arretrati riguardano anche chi è andato in pensione dal 1° settembre 2016 o 1° settembre 2017.
La scadenza del CCNL è fissata al 31 dicembre 2018.
Le tabelle degli aumenti: Personale docente - Personale Ata
Il contratto:  2018-04-19-contratto.pdf

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01006-organici-siciliani-ko

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/04/2018-06:00
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Organici siciliani ko

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Il comunicato sindacale unitario Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola 
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“Anche quest’anno in Sicilia si ripete un film già visto: nuove assunzioni centellinate e con gravissime ripercussioni soprattutto per la nostra regione.
Riteniamo indispensabile richiamare l’attenzione, oltre che del Miur, soprattutto del governo regionale su un problema che riguarda non solo studenti e insegnanti, ma lo sviluppo e il futuro della nostra regione, che non può essere attenzionato solo a parole. Ci attendiamo fatti concreti”. Lo dicono Graziamaria Pistorino, Francesca Bellia e Claudio Parasporo, rispettivamente segretari di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola della Sicilia, a seguito dell’incontro con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Sicilia, Maria Luisa Altomonte.
“Se è vero che si registra, ancora una volta, un consistente calo demografico della popolazione scolastica siciliana – aggiungono – non si giustificano queste scelte di politica scolastica mirate al risparmio, a discapito soprattutto della qualità dell’offerta formativa di una regione, come quella siciliana, che vanta record, purtroppo in negativo, di tassi di dispersione scolastica, di aule sovraffollate e di edifici scolastici non idonei ai parametri di sicurezza sanciti dalla legge”.
“Riteniamo assurda ed inaccettabile la mancata trasformazione dei posti di sostegno in organico di diritto – continuano – dettata e ordinata dal Mef, che da anni sembra aver commissariato le scelte del Miur. L’abbandono dei banchi di scuola si combatte con più scuola, che significa più risorse e organici potenziati, classi sicure e non sovraffollate, aumento del tempo scuola, il tutto finalizzato al miglioramento della qualità dell’istruzione e dei processi formativi”.
“Si sottolinea, infine, che tali scelte strozza-organici – concludono – non solo limiteranno al minimo le speranze di mobilità dei tantissimi docenti siciliani immessi in ruolo al Nord (e proprio sul sostegno i posti disponibili ci sarebbero in abbondanza), ma renderanno una chimera anche la possibilità di assunzione per i precari storici e i vincitori dell’ultimo concorso a cattedra (parcheggiati nelle graduatorie di merito). Figuriamoci del prossimo venturo ed imminente reclutamento attraverso la procedura Fit per abilitati”.

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01007-formazione-docenti

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/04/2018-06:00
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La formazione dei docenti 2016-2019

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Effetti e condizioni attuative della legge di riforma “Buona Scuola”.
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Conclusi i lavori condotti dai 3 gruppi di lavoro che, su delega del Miur, si sono occupati di formazione e avanzare proposte su: indicatori di qualità, standard professionali, curriculum e portfolio professionale del docente, hanno portato ad evidenziare proposte in ordine alla carriera, l’orario di servizio e i profili.
I punti cardine sulla possibile carriera dei docenti prevede una “articolazione verticale” che parta da un docente “principiante”, fino ad arrivare a “docente ordinario”, docente “esperto o “master teacher”.
Relativamente all’orario la proposta è di considerare le ore di lavoro dei docenti “all inclusive” in cui vengano incluse le ore di insegnamento diretto, le attività di tutoraggio, accompagnamento, recupero, momenti di studio, progettazione e formazione. Secondo le ipotesi avanzate durante i lavori, le ore complessive si aggirerebbero sulle 30 settimanali.
Per quanto riguarda i profili contrattuali si ipotizzano più binari: orario base, orario potenziato e part-time.
Prevista anche l’istituzione di figure intermedie di sistema o di staff: coordinatori di consigli di classe, coordinatori di dipartimenti disciplinari, responsabili di unità scolastiche decentrate, responsabili di progetto.
La proposta include una differenziazione di retribuzione stipendiale tra le diverse figure, che viene delegata alla contrattazione con i sindacati rappresentativi.
[FONTE: OrizzonteScuola - https://www.orizzontescuola.it/orario-docenti-fino-a-30-ore-settimanali-proposta-dei-gruppo-di-lavoro-del-ministero/]

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01008-gite-scolastiche-allo-sbando

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/04/2018-06:00
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Gite scolastiche allo sbando!

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Indagine Skuolanet sui dati del 2017
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Secondo Skuolanet, nel 2017, il 39% di 3.000 studenti delle superiori intervistati online non è partito per il rituale viaggio di istruzione per la mancanza di docenti accompagnatori, i16% invece, per mancanza di soldi.
La responsabilità dei docenti riguarda i ragazzi, che devono essere tenuti d'occhio senza distrazione, anche se i genitori sono i responsabili finali, che comporta un impegno grosso che non viene affatto riconosciuto.

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01011-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/04/2018-06:00
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Dossier ITS / Condannati prof e preside per i fatti di Quarto / Video hard in Rete
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Dossier ITS
Monitoraggio nazionale sulla formazione terziaria professionalizzante: Tavolo Tecnico Nazionale Paritetico – MIUR / Conferenza stampa su monitoraggio ITS
Pubblichiamo il dossier ITS comprendente il Monitoraggio nazionale sulla formazione terziaria professionalizzante: Tavolo Tecnico Nazionale Paritetico – MIUR e la Conferenza stampa su monitoraggio ITS
PER LEGGERE E/O SCARICARE I PDF: 2018-04-19-dossier-its
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Condannati prof e preside per i fatti di Quarto
Ci sono voluti 10 anni per arrivare alla sentenza
Il Giudice di Pace di Napoli, con una sentenza destinata a creare un importante precedente giudiziario, è riconosciuto direttamente colpevoli, e non per semplice responsabilità oggettiva, dell’aggressione subita da un alunno picchiato nel cortile della scuola dai suoi stessi compagni della scuola media di Quarto.
Saranno i prof e il Ds a dover risarcire la vittima, in solido con il Miur, con 4mila euro dovuti al riconoscimento del danno morale subito dallo studente che per un anno è stato affetto da disturbi del sonno.
Per la cronaca, ci sono voluti 10 anni, i fatti sono accaduti nell’aprile 2008, per arrivare alla sentenza.
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Video hard in Rete
Sospesi 12 liceali a Milano

Dodici licali milanesi sono stati sospesi per 10 giorni e faranno lavori socialmente utili, per aver diffuso via WhatsApp il video di una ragazza 13enne che si spoglia, riprendendosi con il cellulare, per poi mandare il filmato al fidanzatino “per piacergli di più”! Solo che il video hard è finito in chat e le cose si sono complicate fino ai fatti d’oggi (sic!) finiti sulle pagine di parecchi quotidiani!
Una recente ricerca su 10mila giovani ha accertato che il sexting è usato abitualmente dal 6% delle pre-adolescenti (11-12 anni).

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01012-incontro-miur-valutazione-ds

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/04/2018-06:00
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Incontro al Miur sulla valutazione dei Ds

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La nostra posizione su certe “visite” condotte dai nuclei
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Si è svolto, il 16 aprile, il previsto incontro Miur - Sindacati sulla valutazione dei dirigenti scolastici. L’incontro si è tenuto in prosecuzione di quello tenutosi il 5 aprile scorso.
Nel corso dell’incontro del 16 aprile scorso, che ha fatto seguito a quello tenutosi il 5 aprile 2018, l’amministrazione, rappresentata dal Direttore Generale della DGOSV, dott.ssa Palermo, e dal dott. Previtali, raccogliendo molte delle indicazioni avanzate delle OO.SS. Scuola, ha integrato la nota ministeriale n. 3 sul procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2017/2018.
Ma non basta. Se da un lato i sindacati hanno apprezzato il recepimento di alcune delle osservazioni, tra cui la sospensione dell’apprezzamento della comunità scolastica nei confronti del Ds da valutare, sono state ribadite riserve sui criteri di selezione e sulla composizione dei nuclei.
Inoltre manca – ed è molto grave! - un protocollo di visita standard onde consentire al Ds di illustrare e verbalizzare le azioni messe in atto per raggiungere gli obiettivi, senza sconfinare ad investigare, e spesso censurare, la condotta generale del Ds nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali.

In attesa che il nuovo CCNL dell’Area V intervenga sugli aspetti economici e sulla definizione delle fasce di retribuzione di risultato, bisogna attenuare gli effetti più negativi della odierna architettura valutativa spesso conseguente alle pseudo-visite dedicate alla valutazione da parte del nucleo, spesso risolte con interviste telefoniche o peggio via skype, che finora si sono concluse con verbalizzazioni general-generiche che dicono tutto e il contrario di tutto, perché affidate a “soggetti valutatori” sulle cui competenze professionali specifiche personalmente avanziamo serie riserve, non fosse altro perché gli UU.SS.RR. spesso nel designarli si sono guardati bene dall’analizzare i loro curricoli professionali per accertare se mai nella loro carriera abbiano mai fatto azioni/interventi specifici sulla valutazione di sistema e non solo sui soggetti, secondo la logica becera della censura e della sanzione! (n.b.)

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/04/2018-12:00
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Governo: incarico esplorativo alla Presidente del Senato

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Dovrà riferire entro la giornata di venerdì
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Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha affidato alla Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati,un incarico esplorativo con “il compito di verificare l'esistenza di una maggioranza parlamentare fra i partiti della coalizione del centrodestra e il M5S e di un'indicazione condivisa per il conferimento dell'incarico del Presidente del Consiglio per costituire il governo. Il Presidente della Repubblica ha chiesto alla Presidente del Senato di riferire entro la giornata di venerdì".

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/04/2018-06:00
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Sezioni Primavera, approvate le graduatorie

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Il decreto assessoriale della Regione Siciliana (D.D.S. n. 1208 del 12-04-2018

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Approvate le graduatorie regionali per la Sicilia [Graduatoria A) e B) ]con le quali vengono attribuite le somme relative alla quota regionale del contributo previsto a favore delle Istituzioni scolastiche ammesse – Sezioni Primavera anno scolastico 2017-2018.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL DECRETO:  18-04-18-sezioni-primavera

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/04/2018-06:00
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Direttiva morbillo della Regione Siciliana

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Disposizioni Operative del 12-04-2018, prot. n. 29454
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L’assessore alla Salute, avv. Ruggero Razza, ha inviato ai Direttori Generali, Commissari e Commissari Straordinari delle Aziende Sanitarie Regionali, ai Direttori Sanitari delle Aziende Sanitarie Regionali, ai Direttori dei Dipartimenti Cure Primarie, ai Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione, ai Direttori dei Servizi di Epidemiologia e Profilassi, al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, al Presidente dell’AIOP Regionale la direttiva prot. n. 29454 del 12-04-2018.

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0992-bullismo

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/04/2018-06:00
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Bullismo, un ragazzo su tre testimone!

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L’indagine sarà presentata oggi, 18 aprile, alle ore 10:30 presso la sede nazionale della Federazione nazionale della Stampa Italiana a Roma
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Dati importanti quelli raccolti dal Centro Pio La Torre sul bullismo nelle scuole. Tra oltre 2.500 studenti coinvolti, emerge che un ragazzo su tre afferma di aver assistito personalmente ad atti di bullismo e quasi il 90% degli studenti ritiene che il fenomeno sia molto diffuso nelle scuole e che sia propria la scuola il contesto nel quale maggiormente si faccia uso di violenza.
L’indagine sarà presentata oggi, 18 aprile, alle ore 10:30 presso la sede nazionale della Federazione nazionale della Stampa Italiana a Roma.

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0993-registro-elettronico

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/04/2018-06:00
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Registro elettronico tra norme e funzionalità

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Pubblichiamo due interventi sull’uso del Registro elettronico; il primo, a cura della collega Katjuscia Pitino sulla testata OrizzonteScuola e l’altro a cura del CO.DIS.CO – Conferenza Dirigenti scolastici della provincia di Pisa pubblicato su varie testate online
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Registro elettronico:
voti vanno registrati
immediatamente e bloccati
con la relativa funzione
di Katjuscia Pitino
In molte realtà scolastiche, già da tempo, l’uso del registro elettronico costituisce lo strumento di lavoro per assolvere alla prassi della documentazione dell’attività svolta dall’insegnante in classe, avendo del tutto sostituito l’antesignano registro personale o del professore.
 Il R.E. ha insomma unificato, in maniera indubbia, le due funzioni rivestite in passato sia dal registro di classe che da quello del professore; sono tante oggi le scuole in cui il registro di classe è del tutto scomparso pur avendo natura di atto pubblico e perciò pregnante oltremodo perché “
posto in essere dal pubblico ufficiale nell’esercizio della sua pubblica attività e destinato a fornire prova di fatti giuridicamente rilevanti”(Sentenza n.3004 del 1999).
La funzionalità
del registro elettronico
Tuttavia, a dispetto della trasparenza e dei meriti sindacabili, la funzionalità del R.E. genera illeciti che non sono da sottovalutare: non sempre infatti la registrazione dei voti assegnati avviene contestualmente alle verifiche orali sostenute dagli studenti e rari sono i casi in cui nelle scuole sia applicata, dopo un breve lasso di tempo, la funzione del blocco dei voti, tale da rendere immodificabile da parte del docente a distanza di tempo la valutazione assegnata all’alunno.
La procedura di registrare i voti senza un limite temporale, di poter modificare ed intervenire su una valutazione già espressa non è corretta, la questione andrebbe discussa e deliberata in seno al Collegio dei docenti, perché eventuali responsabilità, generate da modifiche realizzate successivamente, non potrebbero ricadere in capo al docente, ma all’amministrazione. E’ opportuno ricordare che il dirigente scolastico nella scuola ha la responsabilità della gestione delle risorse strumentali e di assicurare la qualità dei processi formativi, quindi, a maggior ragione anche delle modalità di valutazione nonché della documentazione relativa, nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza della P.A.
La casistica
La riflessione nasce da una puntualizzazione resa, in seno ad un consiglio di classe da un docente, nei confronti di un altro che veniva accusato di aver modificato a posteriori i voti del R.E.
L’episodio verificatosi ha una sua logica: in assenza di precisi criteri sulla prassi di registrazione dei voti la responsabilità non può, come già detto, essere del docente; in effetti le valutazioni degli alunni vanno inserite tempestivamente e il R.E. per avere valenza di atto pubblico dovrebbe rispettare, in teoria, la stessa gestione eseguita per la pubblicazione dei documenti informatici sui siti delle PP.AA., i quali come sappiamo devono avere la caratteristica di immodificabilità ed integrità, assegnando dunque al voto una validazione temporale che lo renderebbe appunto definitivo una volta espresso, con la connessa adozione di misure di memorizzazione su sistemi di gestione documentale che devono adottare idonee politiche di sicurezza e il versamento ad un sistema di conservazione (DPCM del 13 novembre 2014 
Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni
).
La giurisprudenza
sui registri scolastici
In merito, si fa appello alla Sentenza n.767 del 2003 del TAR Piemonte, la quale si è espressa su un ricorso presentato da un docente per l’annullamento di una sanzione disciplinare in cui si contestava allo stesso di non aver riportato tempestivamente sul registro personale le valutazioni degli alunni, in modo da permettere l’attivazione di corsi di recupero.
Il richiamo alla suddetta sentenza avviene però per ricavarne un principio applicabile al registro R.E., oramai come già detto, strumento integralmente sostitutivo di quello personale, ovvero il fatto che le votazioni devono essere registrate immediatamente; il giudice affermava l’identità tra registro di classe e registro personale, richiamando l’art.69 del R.D. n.969 del 1924, sottolineando proprio la tempestività della registrazione dei voti. L’art.69 risulta a tutt’oggi abrogato mentre è ancora vigente l’art.41 del R.D. 30/04/1924, n. 965 “Ogni professore deve tenere diligentemente il giornale di classe, sul quale egli registra progressivamente, senza segni crittografici, i voti di profitto, la materia spiegata, gli esercizi assegnati e corretti, le assenze e le mancanze degli alunni”.
Nella citata sentenza si legge: “nemmeno condivisibile è poi l’interpretazione del secondo comma dell’art. 69 r.d. n.969/1924 dacché la stessa previsione normativa sancisce l’identità tra il registro in cui vanno annotate le assenze e quello in cui devono essere inserite le votazioni e, pertanto, devono essere coerenti, seppure non indefettibilmente contestuali, le tempistiche delle rispettive registrazioni; forti argomenti in tal senso si ricavano, del resto, anche da condivisibili massime d’esperienza: è notorio, infatti, quanto elevato sia il rischio di dispersione – anche in conseguenza di eventi imprevedibili – di una gran mole di informazioni (specialmente di quelle relative agli esiti delle esaminazioni effettuate) affidata alla semplice “memoria personale”. Vale citare, a tal proposito, una decisione dell’omologo Tribunale umbro (la sentenza n. 145 del 2 maggio 1995) con la quale si è condivisibilmente statuito che l’insegnante di scuola media secondaria superiore ha l’obbligo, derivante dal dovere di imparzialità ai sensi dell’art. 97 Cost., di annotare progressivamente le valutazioni, positive o negative, delle interrogazioni sostenute dagli alunni nel registro personale con immediatezza e non a distanza di tempo, quando il ricordo delle risposte fornite tende ormai a sbiadire ed elementi estranei, dovuti a vicende successive, possono influire, modificandola, sulla complessiva considerazione della loro preparazione”. Che dire quando gli stessi voti possono essere modificati a distanza di tempo. Una delle tante pecche del R.E. se non correttamente gestito.
Concludendo, attualmente con l’uso del R.E., alla tempestività della registrazione della valutazione dovrebbe far seguito anche la garanzia, tutta amministrativa e digitale, della immodificabilità di quanto registrato.
https://www.orizzontescuola.it/guida/registro-elettronico-voti-vanno-registrati-immediatamente-e-bloccati-con-la-relativa-funzione/

 

Registro elettronico: privacy, sicurezza, firma digitale. Contributi per chiarirne la regolarità normativa e funzionale

(A cura della ConferenzaDIrigentiSCOlastici
della Provincia di Pisa)
L’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni è considerata indispensabile per il rispetto dei principi di economicità, di efficacia, d’imparzialità, di pubblicità dell’azione amministrativa (art. 1, comma 1, della l. 7 agosto 1990, n. 241). L’art. 3 bis della stessa l. 241/1990 (introdotto dall’art. 3, comma 1, l. 11 febbraio 2005, n. 15) impone l’uso della telematica nei rapporti interni tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati, “per conseguire maggiore efficienza nella loro attività”.

Il Processo di decertificazione

Il legislatore è intervenuto, com’è noto, a regolare gli aspetti giuridici e legali della dematerializzazione della documentazione e della telematica nella pubblica amministrazione con il Codice dell’amministrazione digitale (Cad), emanato con d. lgs. 7 marzo 2005, n. 82, entrato in vigore il 1° gennaio 2006, in attuazione della delega conferita al governo dall’art. 10 l. 29 luglio 2003, n. 229 (legge di semplificazione 2001).

Gli indirizzi normativi e la stessa azione del governo in tema d’informatizzazione, attraverso i programmi dell’Agenda digitale italiana (AgId) e dell’Agenda digitale europea (Ade), hanno uno scopo non limitato al miglioramento dell’organizzazione interna della pubblica amministrazione, ma si pongono obiettivi più ambiziosi, che riguardano la diffusione dei mezzi telematici nella comunità e l’interazione tra la pubblica amministrazione, le aziende e i cittadini. L’art. 47 d. l. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla l. 4 aprile 2012, n. 35 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), disciplina l’AgId e pone al Governo l’obiettivo prioritario della modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a favorire lo sviluppo della domanda e dell’offerta di servizi digitali innovativi, a potenziare l’offerta di connettività a banda larga, a incentivare cittadini e imprese all’utilizzo di servizi digitali, a promuovere la crescita di capacità industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi. L’informatizzazione e la dematerializzazione nell’amministrazione che fa capo al Miur deve essere inquadrata nell’ambito degli obiettivi previsti dalla richiamata normativa e dai suddetti indirizzi di governo.

Per quanto concerne in particolare la scuola, la legge di riforma (legge 13 luglio 2015, n. 107) ha previsto l’adozione del Piano nazionale per la scuola digitale, con la finalità di sviluppare e migliorare le competenze digitali degli studenti e di rendere la tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle competenze in generale. Tali obiettivi sono posti in relazione alla programmazione europea e regionale e con il Progetto strategico nazionale per la banda ultralarga (articolo unico, comma 56).

La relazione della Corte dei Conti, nella Delibera n° 6 dell’ottobre 2015, riporta un buon livello di realizzazione delle scuole italiane sui registri on line e l’invio delle comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico (superiore a più della metà delle scuole) che secondo l’Osservatorio scuola digitale è salito (dato del settembre 2017) all’82% delle scuole in Italia.

Il Registro Elettronico

Il registro elettronico è uno strumento digitale entrato a far parte ormai da qualche anno delle nostre scuole per sostituire, con un po’ di fatica, il vecchio registro cartaceo. Il rapporto tra la scuola italiana e la tecnologia, si sa, non è mai stato dei migliori. E’ a causa proprio di questo digital divide, e della diffidenza nei confronti della tecnologia (vista come una perdita di sicurezza dall’insegnante) che un ottimo strumento come questo risulta ancora sottoutilizzato e da alcuni docenti criticato.

Si ricordi che l’art.41 del R.D. n.965 del 1924 parla di registro di classe considerandolo un tutt’uno con l’attuale giornale del professore che noi tutti conosciamo; infatti in esso dovevano essere segnati anche i voti di profitto, cosa che al contrario non avviene oggi, perché come sappiamo essi sono per consuetudine trascritti proprio sul registro personale del professore. Quindi in quegli anni il giornale di classe era strumento atto a rilevare le osservazioni operate dai docenti sul processo di apprendimento.

Il registro del professore prende avvio con una circolare degli anni 70, la n.252 del 1978, prot. n. 8342/3B, emanata per dare “Disposizioni applicative dell’art. 9 della Legge 4 agosto 1977, n. 517”, in essa si legge al punto 5: “Registro personale del docente, il nuovo sistema di valutazione ed il nuovo modello di scheda rendono, inoltre, necessario un adeguamento delle registrazioni che ogni docente è tenuto a compiere, sul “giornale di classe” comunemente chiamato “registro personale del docente”. Com’è noto, per la scuola media, non è stabilito un modello ufficiale ed uniforme di tale registro, essendo rimessa la scelta del tipo di modello alle singole scuole. Da questo punto in poi le istituzioni scolastiche incominciano ad utilizzare due registri, uno denominato Giornale di classe ed uno del Professore. Sono dunque le scuole, anche attraverso il parere dei docenti, a scegliere il modello di registro che ritengono più utile ad agevolare il lavoro di trascrizione e compilazione, nel rispetto delle normative vigenti e degli aspetti finanziari che in ultimo devono essere valutati dal Dirigente scolastico (D.lgs 165/01 Art. 25: c4 e L.107 c. 78).

E’ con l’approvazione del DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla Legge 7 agosto 2012 n.135 che prende il via nelle scuole il processo tecnologico di sostituzione dei registri e di tutta la esorbitante massa di documenti cartacei a latere (pagelle, certificati, verbali, tabelloni ecc.) con supporti digitali.

L’art. 7, c. 31, non lascia incertezze in tal senso: “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottano registri on line (NON: possono adottare!) e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico”.

Comunque sia l’art. 41 del R.D del 1924 non specifica che il registro deve essere cartaceo; riporta caso mai le voci che il professore deve tenere aggiornate. Vale infine ricordare che il suddetto decreto, nel suo impianto generale, è ovviamente desueto e attualmente inapplicabile rispetto a tutta la produzione normativa che nel frattempo si è sovrapposta nell’evidente ed inevitabile processo di ammodernamento.

Per fare un paragone col cartaceo si può dire che:
- per il registro di classe la gestione attraverso un R.E. è assolutamente più protetta rispetto al registro cartaceo che è sempre stato nella disponibilità di chiunque, senza alcun controllo e protezione (si pensi ai cambi di ora o alle lezioni di scienze motorie dove il registro viene portato quasi sempre dagli allievi in palestra o alle note disciplinari personali, visibili a tutti o ai “furti”- sparizioni di più di un registro l’anno);
- per il registro del professore la gestione attraverso R.E. ne garantisce la piena sicurezza mentre quelli cartacei venivano riposti negli armadietti dei professori certamente non blindati e di facile accessibilità per chiunque.

Sebbene la digitalizzazione della scuola costituisca, ancora dopo sei anni, tema di posizioni contrastanti, si ritiene che il processo intrapreso abbia contribuito a modernizzare il sistema e sburocratizzare il lavoro degli insegnanti e della scuola (scrutini, pagelle, comunicazioni scuola-famiglia, colloqui, programmazioni…) con soddisfazione piena dei genitori e degli studenti.

Privacy e Firma digitale

In merito alla protezione dei dati l’adozione del R.E. non comporta alcuna violazione, anzi, al contrario, garantisce una maggiore tutela per tutti gli interessati (alunni, famiglie, docenti, dirigenti scolastici e personale della segreteria scolastica) in quanto le informazioni digitali sono di pertinenza di ciascun soggetto attraverso l’accesso ad un portale web con credenziali strettamente personali e il cui accesso è registrato e conservato e a disposizione in qualsiasi momento delle autorità giudiziarie; la conservazione digitale prevista dalla sopradetta normativa del CAD permette di dare valore certo e probatorio della immodificabilità dei dati una volta che si sono espletate le varie operazioni di chiusura dell’anno scolastico, al contrario la gestione cartacea non ha mai previsto una protezione dei dati ed una immodificabilità degli stessi in quanto gli archivi cartacei nella stragrande maggioranza delle istituzioni scolastiche sono conservati in luoghi non protetti da accesso e facilmente raggiungibili da qualsiasi malintenzionato.

Si precisa inoltre che le credenziali di accesso sono soggette alle regole di modifica delle password secondo i tempi previsti dall’ancora attuale regolamento D.L.vo 196/2003 (in corso di scadenza entro il prossimo maggio 2018 che sarà sostituito dal RGPD di emanazione UE):
- cadenza trimestrale se si accede a dati anche di carattere sensibile (dati sulla salute, sull’appartenenza religiosa, politica etc.)
- cadenza semestrale se si accede a dati solo di tipo personale.

Bene poi ricordare che al documento informatico è attribuita la stessa efficacia della scrittura privata prevista dall’articolo 2702 del Codice Civile, per il quale “la scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta”.

L’art. 15 della L. 59/97 è la prima norma che nel nostro ordinamento riconosce il principio della piena validità e rilevanza del documento informatico, parificandolo a quello cartaceo e stabilendo che “gli atti e i documenti formati dalla P.A. e dai privati con strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme nonché la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge”. Il carattere estremamente tecnico della materia rimanda a dei regolamenti la determinazione e le modalità di applicazione di questo principio.

Prima della riforma, il T.U. 445/00 riconosceva in Italia valore giuridico solo ad un tipo di firma, quella digitale, caratterizzata del sistema di chiavi asimmetriche, una pubblica e l’altra privata, che garantisce l’immodificabilità del documento e perciò idonea ad attestare la riferibilità dello stesso al titolare della firma, che prima della riforma, poteva essere rilasciata solo dai certificatori iscritti in un apposito elenco tenuto dall’AIPA.

Il D.lgs 10/2002 ha riformato completamente il precedente sistema fondato su un solo tipo di firma, quella digitale, introducendo accanto ad essa anche la firma elettronica o “firma leggera”.

Dal punto di vista tecnico può trattarsi di un codice identificativo associato ad un documento informatico, come ad esempio un username o una password.

Il legislatore, alla luce di queste importanti novità, ha avvertito l’esigenza di modificare l’art. 10 del T.U. 445/2000, al fine di chiarire l’efficacia probatoria del documento a cui sia apposta la firma digitale e di quello a cui sia apposta la firma elettronica.

Il I° comma statuisce che il documento informatico senza firma, elettronica o digitale, ha l’efficacia probatoria prevista dall’art. 2712 c.c., cioè fa piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime. La Cassazione ha condiviso questo principio nella sentenza 11445/2001.

Il documento informatico a cui è apposta la firma elettronica o leggera, invece, “soddisfa il requisito legale della forma scritta”. Sul piano probatorio il documento stesso è liberamente valutabile, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza. Esso soddisfa l’obbligo previsto dagli artt. 2214 e ss. c.c..

La firma sul registro elettronico può essere configurata dunque come firma elettronica leggera: il docente accede infatti al proprio profilo attraverso un username, una password (in alcuni casi anche mediante un OTP) e provvede alla firma mediante spunta o flag, equiparabile al concetto “point and click” (utilizzato nella prassi del commercio elettronico per la conclusione dei contratti online); così anche i medici che non emettono più le ricette per i farmaci con la firma autografa ma con il nome e cognome, codice fiscale e di autenticazione.

Sicurezza

Dal punto di vista della sicurezza, spetta al Dirigente Scolastico, nella sua qualità di figura datoriale della propria istituzione scolastica, predisporre le necessarie misure di gestione emergenziali, ivi comprese le prove di esodo previste dall’art.12.0 del D.M. 26.08.92 (Norme di Prevenzione Incendi

nelle Scuole), e che tale obbligo è ribadito dall’art.18 comma 1 lettera h) del D.lgs. 81/08 “adozione delle misure di controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza”; è tuttavia evidente che tale gestione deve essere portata avanti nel rispetto delle innovazioni introdotte da altri aspetti normativi come, nel caso di specie, dal Registro Elettronico.

Come ribadito dal D.lgs. 81/08, le misure emergenziali sono di chiaro appannaggio del Datore di lavoro=D.S., formulate di concerto con il Servizio di Prevenzione e Protezione, ed opportunamente rese note all’intera comunità attraverso efficaci strumenti di INFORMAZIONE (art. 36 del D.lgs. 81/08) come: circolari specifiche, pubblicazione sul sito istituzionale, affissione all’albo dei lavoratori.

Le soluzioni adottate dalle scuole per ottemperare al meglio alle procedure legate alla sicurezza, soprattutto in caso di evacuazione, sono molteplici e diversificate:
- predisposizione di due modelli cartacei nella disponibilità dell’aula, a fianco della planimetria indicante il percorso dell’esodo, dove sul primo è indicato l’elenco degli studenti costituenti la classe, e sul secondo il verbale del riscontro presenti/assenti;
-  dotazione di dispositivi mobili (notebook, tablet) ai docenti o nelle classi;
- individuazione di uno/più referente/i in segreteria (dotati di un dispositivo mobile ad hoc) che, nel punto di raccolta, funge da supporto per il controllo di eventuali discordanze nella/e classe/i interessata/e.

Se i dubbi riguardano l’accertamento veritiero degli effettivi presenti, si ricorda che i principali soggetti che commercializzano tali software, mettono a disposizione anche delle apposite APP, scaricabili sul proprio Smartphone, che può, in caso di bisogno, connettersi con il server principale al fine di ricostruire l’elenco di cui sopra.

Non bisogna infine trascurare l’apporto positivo fornito dagli stessi studenti che non devono essere considerati come soggetti passivi, ma determinanti nella riuscita di certe attività quali quelle applicative della sicurezza in istituto; in tal senso è utile ricordare che sempre nelle more dell’attività datoriale è chiaro l’obbligo della formazione, in termini di sicurezza nei luoghi di lavoro, di tutte le compagini scolastiche, ivi compresa la componente studentesca, la quale viene adeguatamente formata ed informata sulle procedure emergenziali e sull’uso della modulistica di cui sopra.

Ci sono esigenze ineludibili di crescita delle conoscenze e delle competenze di tutto il personale (come avviene per ogni altro professionista) e della scuola in generale. Il traguardo di questo lungo percorso, durato molti anni, porterà ad un nuovo volto dell’attività e dei servizi perché in fondo la“dematerializzazione” non vuol dire soltanto dotarsi e utilizzare strumenti informatici: significa soprattutto rivedere i processi e le diverse attività, nell’ottica del miglioramento.
[ FONTI: La Tecnica della Scuola – www.tecnicadellascuola.it  e  Orizzontescuola – www.orizzontescuola.,it ]

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0987-firma-contratto

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/04/2018-16:10
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Firma CCNL Scuola

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Giovedì 19 aprile, ore 10:30 all'ARAN
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Le OO.SS. Scuola sono state convocate all'ARAN per giovedì 19 aprile p.v., alle ore 10:30 per la firma definitiva del CCNL Scuola.
Le tabelle degli aumenti: Personale docente - Personale Ata

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0968-incredibile-ma-vero

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/04/2018-06:00
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Incredibile, ma vero!

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Un incidente avvenuto a scuola 29 anni addietro si conclude solo adesso,
e con la condanna al pagamento di 5mila euro da parte dei genitori soccombenti
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È durata 29 anni la diatriba giudiziaria intentata da una coppia e da un'ex studentessa contro il Miur dopo che l'alunna (ora diventata adulta) nel 1989 ha subito un infortunio scolastico cadendo da una panca. Una lunga causa civile avviata per ottenere il risarcimento del danno patito dalla loro figlia da parte del Ministero, chiamando in causa anche il personale in servizio presso l'istituto che non avrebbe vigilato sui bambini.
La richiesta è stata bocciata perché nel ricorso presentato alla Corte di Cassazione (che si è pronunciata rigettandola) i coniugi non hanno riprodotto gli atti relativi al giudizio pronunciato dal Tribunale di Caltanissetta e dalla Corte d'Appello.
Una vicenda di 29 anni, un tempo troppo lungo, diverse cause e relazioni di periti per stabilire l'importo che genitori ed ex studentessa avrebbero dovuto ottenere. Ora sull'incidente che si è registrato nel 1989 la Corte di Cassazione ha messo la parola fine rilevando che il Miur e la scuola non hanno avuto alcuna responsabilità sull'infortunio, quindi nulla deve essere risarcito ai genitori ed alla vittima, anzi lo stesso Ministero deve essere risarcito di 5mila euro dai coniugi ora che il procedimento è stato definitivamente concluso. [FONTE: LA SICILIA – EDIZIONE DI CALTANISSETTA DEL 16-04-2018]

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0969-riscatto-laurea

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/04/2018-06:00
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Riscatto della laurea a fini pensionistici

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Come si calcola e come fare domanda

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Andrea Carlino sulla testata La Tecnica della Scuola (leggi: https://www.tecnicadellascuola.it/riscatto-della-laurea-a-fini-pensionistici-come-si-calcola-e-come-fare-domanda-le-info-utili  ) affronta la complessa questione relativa al riscatto della laurea che permette di includere fra la contribuzione utile ai fini pensionistici il periodo del corso di studi (post diploma) a pagamento e a determinate condizioni.
Nel nostro ordinamento previdenziale- scrive Andrea Carlino -  il riscatto del corso di studi è disciplinato in particolare da due articoli del D.Lgs. n.184/1997, emanato nella cornice delle disposizioni attuative della riforma pensionistica del governo Dini del 1995 e completato a seguito della Legge n.247/2007.
Considerando che, tra laurea triennale e specialistica, il periodo di permanenza presso un ateneo è di cinque anni, poter inserire i periodi di studio nel proprio fascicolo previdenziale rappresenta un vantaggio non trascurabile. Il costo è legato alla retribuzione in essere al momento della domanda.
Il servizio è rivolto a tutti coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato, a condizione che gli anni del corso di laurea non siano già coperti da altri contributi, ad esempio da lavoro.
La facoltà è esercitabile anche dai soggetti inoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero.
PER LEGGERE L’ARTICOLO E LE TABELLE ALLEGATE:  https://www.tecnicadellascuola.it/riscatto-della-laurea-a-fini-pensionistici-come-si-calcola-e-come-fare-domanda-le-info-utili

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0970-pon-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/04/2018-06:00
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PON per la Scuola, indagine sulle attività avviate

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Analisi delle scelte, dei bisogni e delle difficoltà incontrate nelle attività
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I Ds e i docenti delle scuole che hanno partecipato alle attività del PON Per la scuola avviate sul territorio, devono compilare specifici questionari, con l’obiettivo di conoscere ed analizzare le scelte, i bisogni e le difficoltà delle scuole e del personale scolastico.
Lo precisa il Miur con nota del 10-04-2018, prot. n. 9314 chiarendo che i questionari - che saranno disponibili nel Sistema Informativo GPU 2014-2020 – tendono a svolgere una indagine rivolta alle scuole che hanno avviato progetti sull’Educazione alla parità di genere, alle scuole aderenti al Movimento di Avanguardie Educative, alle scuole che hanno concluso i progetti sugli Ambienti Digitali, alle scuole aderenti al Movimento Piccole Scuole, ai destinatari del Programma per conoscere i loro fabbisogni formativi.

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0971-its-premiati

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/04/2018-06:00
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Its premiati grazie alla legge di Bilancio2018

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Pronto il decreto con i criteri per aggiudicarsi i 10 mln/euro
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Una cinquantina di Istituti Tecnici Superiori su 93 complessivi, si vedrà accrescere la propria dote di finanziamento statale per effetto del decreto che fissa i criteri per la distribuzione dei 10 milioni aggiuntivi previsti dall'ultima legge di Bilancio.
Il decreto, che era atteso entro fine marzo, è il primo dei tre tasselli previsti dalla Manovra 2018 per fare parlare meglio (e di più) gli Its e il piano nazionale Industria 4.0.
I fondi appostati: 10 milioni il primo anno (2018), 20 milioni l’anno prossimo (2019) e 35 milioni nel 2020, dovranno servire ad attivare percorsi aggiuntivi di specializzazione tecnica destinati ad almeno 30 alunni, ma forse si scenderà a 25.
Per ottenerli, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del DM Istruzione, ogni Fondazione dovrà aver ricevuto la premialità del monitoraggio Miur-Indire sia nel 2017 che nel 2018; altro parametro sarà quello di aver ottenuto un punteggio pari a 60 per almeno un percorso, un punteggio di almeno 50 nella metà dei percorsi valutati e averne attivato uno nuovo di zecca nel periodo 2017-2019.

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0972-sospetti-su-concorso

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/04/2018-06:00
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Sospetti su un concorso a Tor Vergata e prof nei guai

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Indagine aperta sul concorso da ricercatore alla facoltà di Giurisprudenza
su esposto di un candidato escluso
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Inchiesta aperta sul presunto concorso pilotato nella facoltà di Giurisprudenza dell'università Tor Vergata (Roma), con un docente iscritto nel registro degli indagati per abuso d'ufficio.
I fatti risalgono al giugno 2016, quando il presidente della commissione ha decretato la vittoria di una ricercatrice reputata dal secondo classificato «vicina professionalmente» allo stesso docente, perché in passato le aveva fatto da tutor in alcune ricerche in ateneo.
Proprio da un esposto dettagliato in Procura del candidato escluso è stato aperto il fascicolo nel quale si ipotizza che il vertice della commissione che doveva giudicare i due partecipanti all'esame per ricercatore non ha operato con obiettività; anche l'università Tor Vergata ha aperto un'indagine interna per il concorso e per accertare se il prof abbia giudicato in conflitto di interessi e favorito la vincitrice.
Sotto attenta analisi anche i curricula dei candidati e le attività didattiche per cercare riscontri in merito all'ipotesi che vi siano state irregolarità anche su questo fronte.

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0959-criticare-metodi-si-paga

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/04/2018-06:00
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Criticare i metodi del prof si paga!

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Cassazione: offesa la reputazione dell’insegnante, che va risarcito
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Leggendo la testata online OrizzonteScuola (https://www.orizzontescuola.it/se-genitore-critica-metodo-didattico-e-offende-docente-deve-risarcirlo-la-sentenza/ ) apprendiamo che la Cassazione, con ordinanza 9059 depositata il 12 aprile 2018 ha condannato un genitore che aveva criticato i metodi educativi e, quindi, offeso la reputazione dell’insegnante. Da qui il risarcirlo che dovrà tener conto di tutti i disagi e le conseguenze negative subiti dal docente.
I fatti risalgono a qualche anno addietro, quando il genitore, durante una riunione alla quale partecipavano altri genitori, aveva definito l’insegnante – una docente di scuola elementare – “un mostro” e comunque “soggetto poco raccomandabile” e inviato nei mesi successivi due lettere ed un fax alla direttrice dell’istituto con contenuto fortemente critico verso l’operato della maestra.
Il caso si era ulteriormente complicato, scrive sempre la Testata online già citata, quando l’insegnante era stata sottoposta a visita psichiatrica medico-legale, processata per i reati di maltrattamenti e lesioni personali, interdetta dal pubblico servizio e, infine, trasferita d’ufficio ad altra sede!
La Cassazione adesso ha accolto le ragioni della docente, in quanto la condotta del genitore si è «diacronicamente» dipanata attraverso una serie di atti e comportamenti diretti a ledere «l’onore, il prestigio e la stessa dignità dell’insegnante» e conclude: «Non è certo compito della giurisdizione sindacare, sul piano etico e sociale, il comportamento dei consociati in una determinata epoca storica, ma il giudice non può e non deve ignorare […] il preoccupante clima di intolleranza e di violenza, non soltanto verbale, nel quale vivono oggi coloro cui è demandato il processo educativo e formativo delle giovani e giovanissime generazioni».

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0961-perle-miur

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/04/2018-06:00
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Le “perle” del MIUR

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Mobilità, negato riconoscimento pre-ruolo ai docenti di sostegno /
Ancora una sentenza contro l’algoritmo farlocco
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Mobilità, negato riconoscimento
pre-ruolo ai docenti di sostegno
Un docente abilitato all’insegnamento è un insegnante. Punto e basta. Ciò vale per i posti comuni che per il sostegno. Eppure per il Miur le cose stanno diversamente e l’Anief ritiene illegittima la norma contrattuale laddove non riconosce il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. A questo proposito il sindacato ricorda di dichiararlo nella domanda, che scade il 26 aprile p.v., per poter ricorrere al giudice del lavoro sostenendo che il servizio pre-ruolo su sostegno va compreso nel blocco quinquennale previsto per chi viene assunto o trasferito, anche per l’assegnazione del corretto punteggio nelle graduatorie interne d’istituto, per la formulazione delle quali si continua a non considerare per intero il servizio pre-ruolo e contro la mancata considerazione del servizio prestato nella scuola paritaria.
Si fa osservare che valutazioni non corrette come queste, possono avere delle conseguenze negative dirette sull’individuazione dei soprannumerari.

Ancora una sentenza contro l’algoritmo farlocco
Altra sentenza che interviene sui trasferimenti dell’anno scolastico 2016, quelli dell’algoritmo farlocco della mobilità: stavolta è il Tribunale di Monza che con sentenza n. 177/2018 del 27-03-2018 ha condannato il Miur ordinando l’avvicinamento presso alla sede di residenza di un’insegnante originaria di Catanzaro.
L’insegnante in fase di mobilità per l’a.s. 2016/2017 aveva chiesto gli ambiti della regione Calabria, Basilicata (Matera), nonché per gli ambiti della Puglia e la provincia di Roma, però era andata a finire in Lombardia, con sede Desio, neppure indicata nell’istanza di mobilità tra le preferenze.
Il Giudice del Lavoro di Monza, ha ravveduto profili di illegittimità per quanto concerne l’assegnazione in Lombardia e dichiarando illegittimo il trasferimento e la successiva conferma di sede della ricorrente presso l’Ambito Territoriale di Monza Brianza, ed ha riconosciuto il diritto della ricorrente all’assegnazione presso una sede compresa nell’Ambito Territoriale di Taranto (su posto comune o di lingua inglese) o di Bari (solo posto comune) o di Roma (solo posto comune), nel rispetto dell’ordine di preferenze espresso nella domanda di mobilità, condannando, in conseguenza, il Miur.

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0962-atto-indirizzo-funzione-ispettiva

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/04/2018-06:00
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Atto di indirizzo per l'esercizio della funzione ispettiva tecnica

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La circolare ministeriale prot. n. 811 dell’11-04-2018
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Nel sito ufficiale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia è stato pubblicato Atto di indirizzo per l'esercizio della funzione ispettiva tecnica (C.M. prot. n. 811 dell’11-04-2018).
Dal sito: https://www.usr.sicilia.it/index.php/tutte-le-news/1645-atto-di-indirizzo-per-l-esercizio-della-funzione-ispettiva-tecnica-c-m-prot-n-811-dell-11-04-2018 è possibile scaricare: MIUR.AOODPIT.REGISTRO_UFFICIALE 0000811.11-04-2018 e DM 1046_2017.

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0948-concorso-controverso

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/04/2018-06:00
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Il concorso controverso

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Mentre gli IRC aspettano ancora!
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L’ipotesi ventilata nei giorni scorsi, secondo la quale è il MIUR sarebbe stato intenzionato a bandire il concorso per gli IRC con modalità ordinaria, contro il parere delle OO.SS. della Scuola, sarebbe finita miseramente al tavolo del MEF che avrebbe posto una domanda facile, facile: i soldi chi ce li mette? Costa troppo, e quindi non si fa!
Se quanto ventilato nei Palazzi romani dovesse risultare esatto, allora il MIUR si troverebbe costretto a tornare sulle sue posizioni, limitandosi a bandire il concorso riservato, con la sola prova orale, come previsto all’origine e come sarebbe d’uopo, stante la latitanza dell’amministrazione che per parecchi anni ha ignorato quanto previsto dalla legge e come chiesto da sempre dalla Cisl Scuola e dallo Snadir ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, co. 5 della legge n. 186/2003.

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0949-scuola-infanzia-obbligatoria

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/04/2018-06:00
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A proposito di scuola dell’infanzia obbligatoria

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Dovrebbe essere obbligo politico del governo e del ministro incaricato trovare modelli e risorse per realizzare un'idea del genere, assicurandone la generalizzazione in tutti i territori; ma siccome non c’è il governo e non c’è il ministro con pieni poteri tutto si riduce ad una sorta di balletto delle parole, tirando sempre in ballo le colpe degli altri e mai le proprie, anche quando parlano gli ex ministri!
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La proposta del presidente Macron che vuole rendere obbligatoria la scuola materna francese comunità agita le acque nostrane, ovviamente a modo nostro, quindi facendo solo discorsi persi!  Dovrebbe essere obbligo politico del governo e del ministro incaricato trovare modelli e risorse per realizzare un'idea del genere, assicurandone la generalizzazione in tutti i territori. Ma siccome non c’è il governo e non c’è il ministro con pieni poteri tutto si riduce ad una sorta di balletto delle parole, tirando sempre in ballo le colpe degli altri e mai le proprie, anche quando a parlare sono ex ministri del Miur!
In conclusione i genitori non hanno un servizio adeguato e diffuso capillarmente, i curricoli scolastici restano come sono invece di essere riformati e si preferisce amputare un anno ai licei in nome di una pseudo-sperimentazione fasulla, e via di seguito.
Rendere la scuola dell’infanzia obbligatoria implica, infatti, la rimodulazione di tutto il sistema d’istruzione e formazione, significa cominciare a pensare quali competenze deve avere il giovane studente che avrà le leve del potere nel 2030 ed oltre, significa pensare ad un’educazione globale, multidimensionale e non meramente disciplinare, significa avere uno sguardo lungimirante al mondo del lavoro di domani, e non solo di oggi.
ma c’è anche chi la pensa diversamente - anche se non siamo d’accordo - ed osserva che dare maggiore dignità alla scuola dell'infanzia è un obiettivo meritevole, ma non giova renderla obbligatoria perché significherebbe forzare la crescita secondo il loro ritmo.
Ma la domanda nasce spontanea: visto che il bambino già frequenta la scuola dell’infanzia già adesso, se si pone la questione sul “rispetto della crescita secondo il loro ritmo”, che sia obbligatoria o meno, che senso ha?

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0950-calendario-scolastico-siciliano-controverso

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/04/2018-06:00
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Il calendario scolastico siciliano controverso

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Cosa dice il D.A. emesso il 19 luglio 2017 che sostituisce integralmente il D.A. n. 5653/2017
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A quanto pare qualche Ds non ha ricevuto, o non ha letto attentamente il D.A. dell’ex assessore della Regione Siciliana, Bruno Marziano, che con un nuovo provvedimento ha modificato quello emesso il 19-07-2017 (D.A. n. 5653/2017), e da qui una serie di comportamenti quanto meno anomali in ordine alla gestione del calendario scolastico regionale.
In buona sostanza, secondo qualche Ds, oltre ad assicurare i famosi 200 giorni di lezione, secondo quanto stabilito dall’art. 74, 3° co. del D. L.vo n. 297/1994 e dallo stesso CCNL del comparto Scuola, si dovrebbero recuperare anche i giorni di sospensione delle attività didattiche determinate dalla pausa elettorale e/o da ponti, pur se il calendario adattato dagli OO.CC. della Scuola/Istituto, abbia assicurato i 200 giorni di lezione come recita il D.A. citato.
L’ex assessore Marziano, per la verità, è tornato più volte sulle sue determinazioni in merito al calendario scolastico a seguito di alcune “imprecisioni” rilevate nei precedenti provvedimenti, ma l’ultimo D.A., già citato, non lascia dubbi: compete agli OO.CC. della Scuola adattare il calendario scolastico in ragione di eventi straordinari, eventi locali, ponti, ovvero se le scuole sono sedi di seggio elettorale, ecc..
É del tutto evidente che se con gli adattamenti si raggiungono comunque i 200 giorni di lezioni e tale condizione viene assicurata, è chiaro che l’eventuale prospettato “recupero” imposto da parte del Ds sarebbe quanto meno improprio, anzi, per dirla tutta, sarebbe una forzatura, sui cui gli OO.CC. dovrebbero riflettere ed intervenire!
Peraltro giova ricordare, ad adiuvandum, che per eventi non previsti e non prevedibili, e quindi non compresi dal Ds nel Piano annuale delle attività di settembre, non c’è recupero alcuno (p.e. terremoti, alluvioni, neve, allagamenti della scuola, inagibilità della scuola in caso di guasti e/o danneggiamenti, ecc.) e l’anno s’intende maturato, e formalmente compiuto, anche con meno di 200 giorni di lezioni/attività didattiche.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF SUL CALENDARIO SCOLASTICO REGIONALE: 14-04-18-calendario-regionale-sicilia

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0951-in-ferie-per-protesta

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-14/04/2018-06:00
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In “ferie” per protesta

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Discutibile provocazione UDIR e ANCODIS prevista per il 17 aprile p.v.
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Una volta la protesta del mondo della scuola si faceva con lo sciopero, anche per più giorni, oggi, a quanto pare alcuni Ds aderenti all’UDIR e alcuni Collaboratori aderenti all’ANCODIS  avrebbero scelto il modello delle ferie di un giorno (17 aprile) per protestare!
Strana ed irrituale protesta, ma vera!
La protesta tende a far rilevare all’opinione pubblica “il malcontento di una categoria negli ultimi anni vessata, incompresa e con carichi di responsabilità eccessivi rispetto a stipendi decisamente non in linea, per essere eufemistici, con il carico di lavoro e con il resto della Pubblica Amministrazione”.
Protesta legittima, non c’è dubbio, ma allora bisogna scioperare e non mettersi in ferie!
Anche i Collaboratori del Ds aderenti all’ANCODIS si associano, per fare rilevare la condizione di disagio dei Collaboratori che non hanno alcun riconoscimento giuridico né economico.
Protesta legittima, non c’è dubbio, ma anche in questo caso bisognerebbe scioperare e non mettersi in ferie!
E poi, senza urtare la sensibilità dei colleghi dell’ANCODIS, a quale titolo si può chiedere un giorno di “ferie” in corso d’anno? Mi sembra anomalo anche questo! (n.b.)

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0939-organico-classi-iniziali

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/04/2018-06:00
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L’organico delle classi iniziali

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Il numero di alunni delle classi iniziali delle scuole di ogni ordine e grado, in presenza di alunni disabili, è disciplinato dal DPR n. 81/09,  ma a quali condizioni?
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Il Miur con nota n. 16041 del 29-03-2018, ha fornito indicazioni in merito alla dotazione organica del personale docente per l’anno scolastico 2018/2019 e nel paragrafo dedicato ai posti di sostegno, raccomanda la massima attenzione nella costituzione delle classi iniziali con alunni disabili, nel rispetto di quanto previsto dal D.P.R. 81/09 art. 5 comma 2.
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Cosa dice l’articolo 5, comma 2, del DPR n. 81/09?
Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non  più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall’insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola…
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In presenza di alunni disabili, le classi iniziali della scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, sono formate, di norma, con un massimo di 20 alunni, a condizione che la scuola espliciti e motivi la necessità di costituire la classe con 20 alunni in relazione ai bisogni formativi degli alunni disabili e che il progetto di integrazione definisca strategie e metodologie adottate dai docenti della classe, docenti curricolari e di sostegno, o da altro personale che opera nella scuola.
PER LEGGERE E/O SCARICARE LA NOTA MIUR:  13-04-18-nota-miur

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0940-recupero-ici-dalla-chiesa

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/04/2018-06:00
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L'Italia deve recuperare l'Ici dalla Chiesa

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Il parere dell’Avvocato generale della Corte di giustizia della Ue
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L'Italia deve recuperare l'Ici non pagata dalla Chiesa, almeno secondo l'Avvocato generale della Corte di giustizia Ue secondo cui il mancato recupero si configura come aiuto di Stato illegittimo; in ogni caso eventuali impedimenti organizzativi di una pubblica amministrazione non sono una ragione sufficiente per non recuperare l’Ici illegittimamente non incassata!
Come riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore di ieri, con questa motivazione, nelle sue conclusioni su tre cause avviate da una scuola privata laica e dal titolare di un Bed & Breakfast italiani, l'Avvocato generale della Corte Ue ha chiesto ai giudici di aprire un altro capitolo nella storia infinita degli sconti Ici agli enti ecclesiastici e di costringere l'Italia a recuperare il gettito che si è perduto fra 2006 e 2011 grazie alle esenzioni poi dichiarate illegittime dalla commissione.
Con la sua proposta, scrive la Testata già citata, l'Avvocato generale chiede di ribaltare le conclusioni a cui era arrivato il Tribunale Ue nel 2016, e le decisioni della Commissione, che avevano aderito all'idea di "scordare il passato".
Gli sconti generalizzati agli enti ecclesiastici – scrive ancora la Testata già citata - che salvavano dal l'Ici anche gli immobili utilizzati per servizi scolastici o alberghieri a tariffa e quindi con modalità commerciali, sono stati bocciati dalla Commissione Ue come aiuti illegittimi, perché davano un vantaggio concorrenziale rispetto alle scuole e agli alberghi soggetti all'imposta comunale. Dal 2012, con l'Imu, il problema è stato superato grazie al complicato meccanismo che sulla base delle tariffe applicate distingue gli spazi utilizzati in modo commerciale, e quindi paganti, a quelli che ospitano attività «non commerciali» e quindi evitano la tassazione.
In conclusione su tre cause avviate da una scuola privata laica e dal titolare di un B&B, l'Avvocato generale della Corte Ue ha chiesto ai giudici di costringere l'Italia a recuperare il gettito  perduto fra il 2006 e il 2011 con le esenzioni agli enti ecclesiastici. Se la Corte Ue sarà d'accordo, si aprirà l'ennesima sfida quasi  impossibile per il nostro Fisco!

[FONTE: Il Sole 24 Ore del 12-04-2018]

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/04/2018-06:00
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L’ASL e la trasformazione digitale

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A Catania e Palermo 40 ore di formazione (aula+ laboratorio),
con tutor e personale tecnico specializzato
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L’Alternanza Scuola-Lavoro per formare gli studenti delle classi superiori italiane sulle nuove competenze digitali è l'obiettivo alla base del Protocollo d'Intesa, siglato tra Tim e Miur.
Il Protocollo, di durata triennale, vuole rafforzare la collaborazione tra l'azienda e le istituzioni scolastiche e favorire così l'orientamento post scolastico dei giovani, approfondendo la conoscenza dell'Information and Communication Technology. Miur e Tim s’impegnano a realizzare percorsi formativi sempre più innovativi e legati alle mutevoli esigenze del mercato occupazionale: un'occasione per contribuire alla crescita delle competenze tecnologiche dei ragazzi che potranno così iniziare a pensare a "cosa fare dopo" con una migliore conoscenza del mondo del lavoro che li aspetta.
L'iniziativa di inserisce nell'ambito del percorso di Alternanza Scuola Lavoro già avviato quest'anno da Tim e che coinvolge, a livello nazionale, oltre 600 studenti di 24 Licei e Istituti Tecnici in 10 città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino), con un programma di 40 ore di formazione in aula e laboratorio, sotto la guida di tutor e personale tecnico specializzato, con l'obiettivo di approfondire i temi della Digital Transformation.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/04/2018-06:00
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La crisi della scuola in Sicilia

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Cisl Scuola: Migliaia di alunni in meno in 3 anni /
Flc Cgil: L’Isola in testa per la dispersione scolastica
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Cisl Scuola: Migliaia di alunni
in meno in 3 anni
Incontro su “La scuola del territorio, la scuola della comunità in Sicilia”
Ventottomila alunni in meno in tre anni: questo è il dato sconfortante venuto fuori nel corso dell’incontro “La scuola del territorio, la scuola della comunità in Sicilia”, organizzato a Palermo dalla Cisl Scuola Sicilia.
E poi, non solo la dispersione scolastica, ma anche strutture fatiscenti, la sconnessione fra scuola e società, l’assenza di orari prolungati e di tempo pieno!
All’incontro hanno partecipato:  Maria Luisa Altomonte direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia,  Maddalena Gissi segretaria generale della Cisl Scuola, Roberto Lagalla assessore regionale all’Istruzione, Leoluca Orlando, presidente dell’Anci Sicilia e sindaco di Palermo, Mimmo Milazzo segretario generale della Cisl Sicilia e Pietro Ragazzini segretario confederale dell’organizzazione sindacale.
Francesca Bellia, segretaria generale della Cisl Scuola Sicilia, ha presentato i dati: “La Sicilia con 23,5 % dei ragazzi fra 18 e 24 anni fuori dai percorsi d’istruzione è fra le 400 regioni con maggiore dispersione scolastica. Su oltre 4200 edifici soltanto 1.680 vengono utilizzati per le attività scolastiche, appena il 39 %; la restante parte è inattiva o comunque non associata ad attività scolastiche; ancora peggiori i dati relativi alle scuole dotati di mensa: appena il 6,3 % del totale, con gravissimo danno per estendere il tempo scuola (tempo prolungato e tempo pieno)”.
L’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla, ha affermato: “In Sicilia il governo, in passato, si è interessato troppo poco del mondo della scuola. È mancata la concertazione comune. Come Regione non abbiamo le risorse tali da sostituire lo Stato, sull'edilizia scolastica. Stiamo per intervenire sulla tutela della sicurezza e vulnerabilità sismica, rispetto delle norme antincendio e per i luoghi di refezione in modo tale che facendo crescere il numero delle mense si possa riuscire a promuovere la crescita delle scuole con orario a tempo pieno e con orario prolungato”.
Il direttore generale Maria Luisa Altomonte ritiene che la nostra scuola possa crescere solo se la Sicilia cambia. “Le discussioni sui problemi di natura tecnica, come quelle sul tempo pieno o sulle risorse sono secondarie, ha affermato la Altomonte. La scuola siciliana deve fare innovazione e ricerca per proporre modelli nuovi che si adattino alla realtà siciliana; occorre avere una scuola realmente flessibile dove sono i bambini a sentire il bisogno di andare dagli insegnanti e non il contrario, come purtroppo accade”.

La Sicilia in testa per il fenomeno della dispersione scolastica
Analisi della Flc Cgil Sicilia
su dati Istat e Miur
La Sicilia è la prima regione in Italia per dispersione scolastica e ultima per tempo pieno! È questo lo spaccato che emerge dall’analisi condotta dalla Flc Cgil Sicilia, su dati Istat e Miur, presentata nell’ambito di un Seminario di studi sulla figura di don Milani, organizzato dal Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina.
In Sicilia, il tasso di dispersione scolastica raggiunge la percentuale più alta dell’1.3%. Seguono Calabria, Campania e Lazio con l’1%, mentre la percentuale più bassa si evidenzia in Emilia Romagna e Marche con lo 0,5%. Un dato, quello siciliano, nettamente superiore rispetto alla media nazionale dello 0.8% e a quella del Mezzogiorno dell’1%.
I dati evidenziano come una maggiore propensione all’abbandono scolastico si verifica nelle aree più disagiate del Paese, mentre è decisamente più contenuta in quelle più ricche come il Nord Est, con una media pari allo 0,6%. Le cose purtroppo non cambiano se si prende in considerazione il tempo pieno a 40 ore, che in Sicilia riguarda solo il 7% della scuola primaria.
Dati non certamente paragonabili al 49% dell’Emilia Romagna o, addirittura, al 53% della Lombardia, dove a Milano si registrano punte massime del 91% e a Monza dell’85%.
Numeri che danno il senso dell’arretratezza nella quale si trovano tutte le città siciliane e su tutte Palermo con il 5%, Trapani con il 4% e Ragusa con il 2%”: questo l’amaro commento della segretaria della Flc Cgil Sicilia, Graziamaria Pistorino, che afferma: “Bisogna colmare questo divario tra Nord e Sud per dare a tutti le stesse opportunità, recuperare l’insegnamento di don Milani e dare piena attuazione alla Costituzione. L’istruzione è il principale fattore di crescita e di sviluppo non solo delle persone, ma anche del Paese”.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/04/2018-06:00
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Morbillo in Sicilia, insegnanti obbligati a vaccinarsi

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Entro il 30 aprile si dovrà completare il monitoraggio sui minori vaccinati /
Lo strano caso di Napoli
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I decessi per morbillo in Sicilia (un bambino di 10 mesi e una donna di 25 anni), hanno fatto elevare l’asticella di guardia all’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, che ha disposto verifiche sulle vaccinazioni dei docenti e dei medici.
Secondo Razza, il morbillo – in particolare – si sta trasformando da malattia pediatrica a malattia degli adulti e per fronteggiare questo fenomeno ha annunciato la vaccinazione gratuita anche per adulti. Per quanto riguarda i minori, entro il 30 aprile si dovrà completare il monitoraggio sui vaccinati.
Intanto, per quanto riguarda l’obbligo vaccinale in applicazione della legge Lorenzin, ha conquistato le pagine dei quotidiani cartacei e online la notizia riportata da Ansa.it. Una coppia di
Napoli si è rivolta alla Polizia pur di far riammettere in classe il bambino espulso e non riammesso nonostante la consegna di un piano di somministrazione presentato in base alla legge come dice il legale della coppia.
É accaduto nell’Istituto statale Madonna Assunta di Bagnoli con  due genitori che hanno presentato un esposto nel quale denunciano che “pur di costringerci a riprenderci il bimbo lasciato a scuola oggi dopo la presentazione della documentazione della Asl, qualcuno dalla scuola ha minacciato di lasciarlo a digiuno“.
La dirigente – secondo i genitori - ha applicato in maniera estensiva il temine del 10 marzo per la documentazione: il termine valeva solo per chi ad inizio anno ha presentato l’autocertificazione e non per chi ha presentato un piano di vaccinazione che può essere portato a termine entro la fine dell’anno.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/04/2018-06:00
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Piano Nazionale Scuola Digitale

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A Catania: 74 moduli formativi per studenti e docenti della provincia

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[Fonte: Miur] Tre giorni di iniziative e confronti per raccontare e approfondire i temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) con laboratori, biblioteche e atelier aperti al territorio e alle comunità scolastiche, buone pratiche, gare di innovazione e gare di idee per le scuole.
È il programma di “Mare Scuola 4.0 - #FuturaCatania #PNSD”, che proseguirà fino a venerdì 13 aprile, presso il Porto di Catania – Nuova Dogana. Dopo l’evento nazionale di Bologna, continua a Catania il tour di 24 eventi promossi dal MIUR dedicati al PNSD per continuare ad accompagnarne l’attuazione e raccogliere dai territori stimoli e proposte per migliorarla.
A Catania studentesse e studenti e docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado sono chiamati ad approfondire, nell’ambito di 74 moduli formativi, le tematiche legate all’innovazione didattica e digitale delle scuole. Questa edizione siciliana di “Futura” si coniuga anche con la “Giornata del Mare”.
Oltre alle mostre, agli atelier, ai workshop formativi, ai progetti e laboratori didattici, alle proiezioni e alle vetrine tecnologiche, due saranno le occasioni di maggior confronto per ragazze e ragazzi. La prima sarà For Migration – Global Compact for Migration Model United Nations. La prima simulazione sul processo di sviluppo dell’accordo globale per le migrazioni, una simulazione dei lavori negoziali delle Nazioni Unite durante la quale cento fra studentesse e studenti, provenienti da tutte le Regioni italiane e assistiti da mentori, esperti e ricercatori, lavoreranno all’elaborazione di nuovi modelli e soluzioni che favoriscano una cooperazione internazionale costruttiva sul tema delle migrazioni. 

La seconda esperienza di confronto offerta alle partecipanti e ai partecipanti sarà Civic Hack, una vera e propria maratona progettuale durante la quale centoventi studentesse e studenti provenienti da istituzioni scolastiche della provincia di Catania, si confronteranno sul tema dello sviluppo urbano e territoriale analizzando criticità e proponendo soluzioni.
Alle vincitrici e ai vincitori del “Civic Hack” e della simulazione “For Migration” sarà offerta la possibilità di partecipare ad altre esperienze formative e laboratoriali di livello nazionale per acquisire nuove conoscenze e competenze.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-12/04/2018-06:00
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Concorso Ds, il 24 aprile si saprà se le date saranno confermate

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Il calendario delle operazioni, se non sarà modificato!
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Giorno 24 aprile p.v. sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale la comunicazione relativa al corso-concorso per Dirigenti scolastici ed eventuali modifiche delle date di pubblicazione dei quesiti e della prova pre-selettiva, che per il momento, e salvo eventuali rinvii, dovrebbero svolgersi secondo il seguente calendario:
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8 maggiopubblicazione sul sito internet del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ( www.miur.gov.it ) della banca dati dei 4.000 quiz da cui saranno estratti i quesiti della prova pre-selettiva;
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14 maggio: con Avviso pubblicato sul sito internet del Miur ( www.miur.gov.it ), sarà pubblicato l’elenco delle sedi della prova pre-selettiva con la loro ubicazione. I candidati saranno distribuiti, ove possibile, secondo la regione di residenza in ordine alfabetico.
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29 maggio: prova pre-selettiva.
 

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-11/04/2018-06:00
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Petizione su legge a tutela degli insegnanti

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Sono già 50mila le firme raccolte, ma la ministra Fedeli non è d’accordo
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Sono salite a 50mila per firme sulla petizione inviata al Presidente Mattarella per una legge ad hoc contro la violenza sui docenti di cui abbiamo dato notizia ieri (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0910-tutela-insegnanti );  registriamo anche un intervento della ministra Valeria Fedeli sul quotidiano in Messaggero di ieri, che ribadisce i valori dell'alleanza educativa  che implica “la ripudia in qualsiasi forma essa si manifesti e chiunque sia a commetterla” e che contraddistingue un'istituzione di primaria importanza per la nostra società, quale è la scuola.
Professoresse e professori – scrive la Ministra - svolgono un compito decisivo e insostituibile per accompagnare la crescita sana delle ragazze e dei ragazzi, per aiutarli a diventare persone, cittadine e cittadini, consapevoli, attivi, capaci di far vivere concretamente i valori della Costituzione. Chi non rispetta il loro lavoro fa un danno non solo a tutta la scuola, ma anche a tutta la società, ai propri figli e alle speranze di futuro che vogliamo donare alle nuove generazioni.
Non rispettare le docenti e i docenti, non riconoscere il loro valore, continua la Ministra nella lettera al Direttore del quotidiano romano, significa non rispettare studentesse e studenti, non riconoscere il valore dei nostri giovani. L'autorevolezza dell'insegnante si intreccia, strettamente, agli occhi delle ragazze e dei ragazzi, con quella dei genitori. Se vogliamo costruire una società più giusta, se vogliamo dare attuazione all'articolo 3 della Costituzione, se vogliamo raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu, dobbiamo vincere la sfida educativa e accettare tutti il rispetto come valore fondativo di ogni comunità e democrazia.
Per la Fedeli, che contesta la petizione dei docenti per una legge ad hoc a tutela degli insegnanti, “non servono nuove leggi, le leggi contro chi compie violenza esistono già. Lavoriamo, piuttosto, con intensità e determinazione, per produrre un cambiamento sociale e culturale profondo, che faccia del rispetto e del dialogo valori di tutte e tutti”.
Lo scorso ottobre, conclude la Ministra, è stato lanciato il Piano nazionale per l'educazione al rispetto ed è stato rilanciato il Patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglie, proprio perché convinti che la comunità educante sia un valore pratico, che deve essere non solo enunciato ma fatto vivere ogni giorno.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-11/04/2018-06:00
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Notizie in breve

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Supplenze Ata, ultimi giorni / La scuola ad alto rischio / Ape volontaria, accolte 7mila domande / Risorse MOF Aree a rischio a.s. 2017-2018 / Regione Siciliana, le supplenze nella Scuola
Materna Regionale / Stop alle scuole nuove
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Supplenze Ata, ultimi giorni
Scade il 13 aprile, alle ore 14:00 il termine per la scelta, su Istanze online delle scuole da individuare per chi si appresta a completare la domanda per l’inserimento o l’aggiornamento
della III fascia
Scade il 13 aprile, alle ore 14:00 il termine per la scelta, su Istanze online delle scuole da individuare dal personale Ata che si appresta a completare la domanda per l’inserimento o l’aggiornamento della III fascia.
É possibile inserire sino a 30 scuole della stessa e unica provincia cui è stato inviato il modello di domanda di inserimento/aggiornamento. Nell’ambito delle 30 scuole è possibile inserire la scuola destinataria del modello di domanda inviato precedentemente (la c.d. scuola capofila), ma non c’è alcun  obbligo ad inserirla. 
Non esistono neanche limiti nella tipologia di scuole.
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La scuola ad alto rischio
Maestra violenta  Monza, alunno vandalo a Civitavecchia
Una maestra di Monza è stata arrestata e posta ai domiciliari con l’accusa di aver aggredito verbalmente e fisicamente i bambini dai 3 ai 6 anni a lei affidati.
A Civitavecchia, un ex alunno è entrato nella scuola una volta frequentata, ha accatastato banchi e sedie ed ha appiccato l’incendio. I Carabinieri di Civitavecchia hanno identificato il quindicenne.

Ape volontaria, accolte 7mila domande
Dal 13 aprile sarà possibile presentare in banca le domande di rimborso
L’INPS precisa che sono 7mila le domande accolte sull'Ape volontaria, mentre dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) si comunica che dalla mattina del 13 aprile p.v. sarà possibile presentare in banca le domande di rimborso, motivo per gli arretrati, richiedibili entro il 18 del mese.
L'ABI ha reso noto che ad aver maturato i requisiti pensionistici tra il 1° maggio 2017 ed il 17 ottobre sono 71 lavoratori, che per non perdere gli arretrati devono presentare domanda entro il 1° maggio.
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Risorse MOF Aree a rischio a.s. 2017-2018
Nota MIUR prot. n. 0001490/2018
Il MIUR, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, Ufficio II, con nota prot. n. 0001490 del 05-04-2018 ha fornito agli UU.SS.RR., ai Referenti per le Aree a rischio e all’UCB, istruzioni sul CCIN – Risorse MOF a.s. 2017-2018 – Aree a rischio.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL FILE: 11-04-18-mof-aree-a-rischio.pdf
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Regione Siciliana, le supplenze nella SMR
D.D.G. n. 1060 del 03-04-2018 del Dirigente Generale dell’Assessorato istruzione e formazione professionale
Il Dirigente Generale dell’Assessorato dell’istruzione e ella formazione professionale – Dipartimento dell’istruzione e della formazione professione, Gianni Silvia, con D.D.G. n. 1060 del 03-04-2018 ha disposto che a decorrere dall’a.s. 2018-2019 il conferimento degli incarichi di supplenza temporanea di insegnanti nelle sezioni di Scuola Materna Regionale sarà effettuato dal Dirigente scolastico sulla base della stessa graduatoria e con le stesse modalità utilizzate per le sezioni di Scuola dell’infanzia statale.
Agli insegnanti supplenti temporanei nelle scuole dell’infanzia regionali si applicano le norme di stato giuridico ed economico del corrispondente personale statale secondo le norme vigenti del CCNL del comparto Scuola.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL FILE: 11-04-18-smr-sicilia
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Stop alle scuole nuove
La Consulta ha accolto il ricorso della Regione Veneto
La Consulta ha accolto il ricorso della Regione Veneto contro la Finanziaria 2018 e così salta il piano Inail, con la conseguenza dell’azzeramento del piano, di cui già erano state ripartite le risorse tra le Regioni per finanziare i progetti. Si riparte, quindi da zero.
Il verdetto della Corte di “illegittimità costituzionale della norma” è arrivato dopo oltre un anno dal ricorso depositato il 23 febbraio 2017 dalla Regione Veneto che aveva impugnato di fronte alla Consulta il comma 85 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2017 (legge n.232/2016), che dispone che l'Inail destini 100 milioni di euro per la realizzazione di nuove strutture scolastiche.
La Corte lascia aperta una porta alla prosecuzione del programma, nel caso questo fosse arrivato all'impegno delle risorse.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/04/2018-06:00
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Diplomati magistrali, nuovo ko

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Il CdS non ritiene abilitante il titolo conseguito entro il 2001/2002
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La Sezione VI del Consiglio di Stato con sentenza 03/04/2018, n. 2055 affrontando il caso dei diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’anno scolastico  2001/2002 ritenuto dallo stesso Consiglio di Stato (Sentenza sempre della VI Sezione n. 1973 del 16/04/2016) pienamente titolo abilitante e di conseguenza i richiedenti chiedevano l’inserimento nella III fascia della Graduatoria ad esaurimento o in una eventuale graduatoria aggiuntiva a quella di III fascia, ha respinto il ricorso affermando  che tutte le questioni giuridiche in materia sono state affrontate e definite dallo stesso CdS con la sentenza dell’Adunanza plenaria n. 11 del 2017, e, di conseguenza, ha ritenuto infondata la pretesa degli appellanti.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/04/2018-06:00
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Formazione professionale in Sicilia

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L’assessore Lagalla in rotta di collisione con gli enti storici
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Di fronte allo stop di alcuni enti storici sui nuovi criteri di gestione dei corsi e connessa assegnazione delle risorse, l’assessore regionale Roberto Lagalla fa sapere che non si torna indietro sulla riforma appena varata.
Nel nuovo sistema siciliano della Fp sono i corsisti che scelgono i corsi da frequentare attraverso una piattaforma regionale, gli enti presentano l’offerta formativa in base al Catalogo regionale dei corsi e la Regione verificherà i requisiti; i fondi saranno assegnati solo dopo il raggiungimento del numero minimo dei corsisti.
L’Avviso, finanziato con 125 milioni di euro, rovesciando la vecchia logica di assegnazione, tende ad assicurare il percorso formativo più adatto alle su specifiche esigenze per ottenere un titolo realmente spendibile e una formazione finalizzata all’acquisizione delle competenze richieste dalle imprese.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/04/2018-06:00
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Una legge ad hoc a tutela degli insegnanti

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Avviata una petizione diretta al Presidente della Repubblica
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Dopo gli ultimi fatti di Alessandria, Treviso, Torino, Foggia, Siracusa e Palermo, alcuni prof e Ds hanno avviato una petizione diretta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui si chiede una legge contro la violenza sugli insegnanti dato che risulta “profondamente mutato il rapporto di fiducia tra scuola e famiglia” che ha interrotto unilateralmente il Patto di corresponsabilità educativa.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/04/2018-06:00
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Nasce la Consulta dei ragazzi

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Costituita l’Agia: 18 ragazzi (9 maschi e 9 femmine) under 17

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Si è costituita l’Agia, con 18 (9 maschi e 9 femmine) ragazzi under 17 che faranno parte della Consulta dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). I giovani provengono da scuole medie e superiori, rappresentanze studentesche, gruppi scout, oratori e federazioni sportive.

L’istituzione della Consulta dei ragazzi punta a contribuire all’attuazione dell’articolo 12 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: ogni persona di minore età ha il diritto di esprimere la propria opinione e lo Stato deve garantire che tale opinione sia presa in considerazione dagli adulti.
Il diritto alla partecipazione, pur non essendo previsto direttamente dalla Convenzione, è strettamente connesso a quello di esser ascoltati.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-10/04/2018-06:00
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1° Maggio sul tema della Salute e Sicurezza sul lavoro

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La manifestazione unitaria quest’anno si terrà a Prato

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Cgil, Cisl, Uil, per celebrare la Festa del Lavoro del 1° Maggio hanno individuato il tema di rilievo e impegno della tutela della Salute e Sicurezza sul lavoro, scegliendo quale luogo simbolo per la manifestazione nazionale la città di Prato.
La rilevanza del tema, la rinnovata drammaticità dei dati sugli infortuni e le malattie professionali, le mancanze e i ritardi, a partire dall’assenza di una strategia nazionale di prevenzione e dalle migliaia di aziende non in regola, sono fattori evidenti di quanto ci sia necessità di porre il tema della tutela della salute e sicurezza al centro dell’attenzione del mondo del lavoro.
A dieci anni, poi, dall’emanazione del DLgs n. 81/2008, testo che ha posto le basi di un cambiamento profondo, ancora in evoluzione, nel modo di concepire e rendere fattiva la prevenzione e protezione nei diversi ambiti lavorativi, la scelta fatta acquisisce un valore ancora più significativo.

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-09/04/2018-06:00
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Ancora violenze a scuola

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Da Torino a Palermo, i docenti sono ad alto rischio
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È accaduto a Torino e a Palermo: in pochi giorni situazioni di conflitto tra studenti e docenti sono stati “risolti” dai genitori e loro amici a calci e pugni contro i prof finiti all’ospedale!
A Torino, il pestaggio è avvenuto sulla gradinata dell’ITC Russell-Moro non ad opera del genitore ma da due suoi amici arrivati con il genitore per spalleggiarlo.
Il motivo:  il rimprovero all’alunno per il suo ritardo alle lezioni.
La conseguenza: ricovero in ospedale per distacco della retina.
Il pestaggio poteva pure finire peggio se non fossero intervenuti alcuni presenti che hanno chiamato la polizia.
A Palermo, un prof ipovedente in servizio presso l’IC Abba-Alighieri, ha avuto la peggio finendo sotto i pugni di un genitore.
Il motivo: la ragazzina ha riferito al padre di essere stata picchiata dl prof (versione poi corretta dalla stessa!).
La conseguenza: emorragia e frattura ad uno zigomo.
Ha ragione l’Associazione Nazionale Docente (AND) che in un recente documento redatto in occasione del fattaccio di Alessandria (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#0878-fattt-di-alessandria ) sui cui ha chiesto un’ispezione da parte del MIUR, ha anche affermato “che tale episodio sia l’ennesimo di una lunga serie di vicende (senza contare quelli riportati in questo articolo, ndr) che si ripetono ormai da tempo con le medesime dinamiche e che restituiscono l’idea che il docente non sia più il necessario protagonista del sistema educativo formativo della scuola pubblica. Non giovano nemmeno le varie analisi critiche proposte dai media sulla perdita di autorevolezza degli insegnanti, poiché esse inevitabilmente amplificano i vari episodi ed il discredito sociale su tutta la categoria”.
Rincara la dose il vicedirettore della testata on line La Tecnica della Scuola, Reginaldo Palermo ( https://www.tecnicadellascuola.it/docenti-aggrediti-siamo-in-trincea-ma-lo-stato-dove) che osserva che ormai siamo in guerra, non passa giorno, o quasi, che non ci sia un episodio più o meno grave. E al di là dei toni talvolta allarmati e forse eccessivi, “resta il fatto che fare l’insegnante,soprattutto in alcune aree o in alcune scuole del Paese, sta diventando obiettivamente rischioso e questo potrebbe indurre i docenti a diventare più indulgenti nei confronti degli studenti per il timore di ritorsioni da parte dei genitori e di altri adulti di riferimento”.
Reginaldo Palermo osserva che il problema è assolutamente reale e va affrontato in modo serio e puntuale.  Sottovalutarlo potrebbe avere come conseguenza un incremento degli episodi a causa della idea di “impunità” che non tarderebbe a diffondersi fra famiglie e studenti. Sulle misure da adottare è difficile trovare però una linea d’azione adeguata e condivisa anche se, forse, un paio di punti di fermi andrebbero fissati da subito: si tratta di reati e non di ragazzate o bravate; in quanto reati, questi fatti vanno denunciati!
In questo caso – scrive Reginaldo Palermo – “potrebbe essere utile una chiara disposizione ministeriale con la quale si ricordi ai dirigenti scolastici l’obbligo inderogabile di segnalare alla autorità giudiziaria fatti e comportamenti che possa integrare ipotesi di reato. Dovrà essere poi il giudice a stabilire se si tratta proprio di un reato o di una bravata”.
Ma soprattutto, conclude il vicedirettore della nota Testata on line, la misura più rilevante deve essere quella che riguarda la tutela della salute psicofisica dei docenti: “non sarebbe male se, con l’apertura della trattativa del contratto scuola 2019/2021, sindacati e amministrazione incominciassero a prevedere anche tutele assicurative o di altro genere che possano almeno “ristorare” i docenti dei danni psicofisici derivanti da aggressioni o da altri eventi “invasivi” (insulti, minacce e così via). Tutto questo non servirebbe certamente ad eliminare del tutto il rischio che persone psicologicamente e socialmente “disturbate” (chi malmena un insegnante per una nota sul diario non è certamente una persona equilibrata) vengano in contatto con gli insegnanti, ma servirebbe almeno a far comprendere all’opinione pubblica che gli insegnanti, in questa assurda guerra di trincea che stanno conducendo, non sono da soli ma sono protetti dallo Stato. Potrebbe essere questo il primo banco di prova del prossimo Ministro”.

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-09/04/2018-06:00
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La morte del bimbo di 10 mesi a Catania non è il solo caso!

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I dati Iss ministero della Salute indicano che tutta l’Italia è a rischio: 411 casi di malattia in appena due mesi e 2 decessi; oltre l’80% delle segnalazioni sono arrivate da 4 regioni: Sicilia, che con 177 casi ha l’incidenza più elevata (Catania ha la metà dei casi di tutta l’Isola), Lazio, Calabria e Toscana; il 91% dei malati non era vaccinato
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La morte a Catania di un bimbo di dieci mesi (quarto caso in città!) per morbillo infettato da chi era senza vaccino, se proprio non pone un “caso Catania e Sicilia” come si afferma sia nel mondo politico che in quello sanitario, apre però una nuova pagina sui vaccini su scala nazionale per i tanti casi di morbillo e rosolia registrati dall’Iss con il ministero della Salute, che evidenziano che tutta l’Italia è a rischio!
Nei primi due mesi di quest’anno in Italia si sono contati 411 casi della malattia e 2 decessi. Oltre l’80% delle segnalazioni sono arrivate da 4 regioni: Sicilia, che con 177 casi ha l’incidenza più elevata (Catania ha la metà dei casi di tutta l’Isola), Lazio, Calabria e Toscana. Il 91% dei malati non era vaccinato!
Mentre si registrano questi casi, non calano le reazioni dei No Vax contro la legge Lorenzin, cortei e proteste suono annunciati per i prossimi giorni, anche perché cominciano i primi allontanamenti dalla scuola dei minori non vaccinati. A Milano, a Torino, a Prato, a Pisa, in Toscana, nel Lazio e nelle Marche, si ha conoscenza di alunni non vaccinati cui è stato vietato l’ingresso a scuola.
Ricordiamo, ancora una volta che il decreto sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola da 0 a 16 anni, prevede 10 vaccini: antipolio, antidifterica, antitetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti-Haemophilus influenzae tipo B, più anti-morbillo e anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.

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0902-requisiti-pensione-2019

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-09/04/2018-06:00
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I requisiti per la pensione dal 2019

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Adeguamento con le aspettative di vita INPS previsto dalla riforma Fornero
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Mentre i leader dei partiti/movimenti che sono risultati vincenti nella scorsa tornata elettorale giocano a cercare alleanze e tentare di dare un governo stabile al Paese, l’INPS non perde tempo e ai sensi della riforma Fornero (di cui sempre i leader politici non parlano più!) dà informativa sui requisiti che cambieranno dal 2019 per andare in pensione.
Fotografa la situazione Money (http://www.money.it/riforma-pensioni.cosa-cambia-2019-guida-INPS-requisiti ) con un interessate articolo che riportiamo appresso:
Pensione di vecchiaia
Come noto nel 2018 sono stati equiparati i requisiti per la pensione di vecchiaia per uomini e donne. Nel dettaglio, c’è stato un incremento dell’età anagrafica prevista per le lavoratrici dipendenti e autonome del settore privato, con il passaggio da 66 anni e 1 mese a 66 anni e 7 mesi (come per gli uomini).
Dal prossimo anno però ci sarà un incremento generale di 3 mesi per l’avvenuto adeguamento con le speranze di vita elaborate dall’Istat, che porterà i requisiti per la pensione di vecchiaia a:

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età: 67 anni (sia per uomini che per le donne)
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contributi maturati: 20 anni.
Inoltre, per coloro che hanno la pensione calcolata interamente con il metodo contributivo (ossia non ha contributi versati prima del 1996) è richiesta un’ulteriore condizione da soddisfare: l’assegno pensionistico previsto deve essere superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (che nel 2018 ammonta a 453 euro).
Se questo non sarà possibile allora per andare in pensione bisognerà maturare i requisiti previsti per quella di vecchiaia contributiva, i quali subiranno un incremento a partire dal 2019. Infatti, mentre oggi per accedere a questo trattamento sono necessari 70 anni e 7 mesi d’età (oltre ad un minimo contributivo di 5 anni) dal prossimo anno l’età anagrafica aumenterà a 71 anni (sia per gli uomini che per le donne).
Allo stesso tempo aumenterà anche l’età anagrafica necessaria per la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità che dal 2019 sarà di 61 anni per gli uomini e di 56 anni per le donne.
Pensione anticipata
Per la pensione anticipata non è previsto alcun requisito anagrafico; per uscire dal mondo del lavoro e beneficiare del trattamento previdenziale è sufficiente aver maturato un certo numero di contributi che oggi ammontano a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Anche questi subiranno un incremento di 5 mesi a partire dal 1° gennaio 2019 e di conseguenza per la pensione anticipata bisognerà aver maturato 43 anni e 3 mesi di contributi (se uomini) o 42 anni e 3 mesi (se donne).
Ricordiamo invece che per la pensione anticipata dei lavoratori precoci - ossia coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del 19° anno di età - per la pensione anticipata sono sufficienti 41 anni di contributi; dal 2019, invece, ne saranno necessari 41 anni e 5 mesi.
Anche la pensione anticipata ha una sua versione riservata a coloro che hanno l’assegno previdenziale calcolato interamente con metodo contributivo. Oggi il requisito anagrafico per accedere a questo trattamento è di 63 anni e 7 mesi d’età (oltre 20 anni di contributi maturati) che dal 2019 aumenterà a 64 anni.
Inoltre per la pensione anticipata contributiva bisognerà soddisfare una condizione economica. Nel dettaglio l’assegno di pensione previsto non deve essere inferiore ai 1.268€, l’equivalente di 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.
Cosa cambia per la totalizzazione?
La totalizzazione - così come il cumulo - è un ottimo strumento per chi vuole riunione i contributi versati in gestioni previdenziali (obbligatorie) differenti sotto un unico fondo, con lo svantaggio però di vedere la pensione calcolata interamente con il metodo contributivo (meno vantaggioso di quello retributivo).
Sommando i contributi maturati in diverse gestioni si può ottenere la pensione INPS una volta compiuti i 65 anni e 7 mesi di età (per la pensione di vecchiaia) oppure dopo aver maturato un minimo di 40 anni e 7 mesi di contributi (per quella di anzianità).
Questi requisiti subiranno una variazione a partire dal 2019, quando per andare in pensione con la totalizzazione dei contributi serviranno:

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pensione di vecchiaia: 66 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Tra la pensione e la maturazione dell’ultimo requisito utile, però, bisogna attendere 18 mesi;
- pensione di anzianità: 41 anni di contributi e un’attesa di 21 mesi tra la pensione e la maturazione dell’ultimo requisito utile.

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0903-duecentomila-assunzioni

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-09/04/2018-06:00
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Duecentomila assunzioni nella scuola

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La previsione della testata online La Tecnica della Scuola
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Nella Scuola, nei prossimi sei anni si prevedono tra 150mila e 200mila assunzioni, considerando che ogni anno lasciano tra i 20mila e i 30mila docenti e Ata.
La stima della testata online La Tecnica della Scuola tiene conto anche della flessione, non altissima ma continua, degli iscritti nella scuola pubblica. Un decremento conseguente al basso tasso di natalità, anche tra gli stranieri di prima e seconda generazione.
[FONTE: La Tecnica della Scuola – http://tecnicadellascuola.it/pa-mezzo-milione-di-assunzioni-nei-prossimi-6-anni-nella-scuola-altre-200mila]

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/04/2018-06:00
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Sezioni Primavera, la Regione Sicilia stanzia 500mila euro

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La ripartizione del contributo distinto per provincia
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L’Assessorato all’istruzione e alla formazione professionale della Regione Siciliana ha stanziato 500mila euro per le Sezioni Primavera delle scuole paritarie, i nidi d’infanzia pubblici o privati e le scuole statali dell'Isola.
Nel dettaglio la ripartizione delle risorse per provincia:

Agrigento: 82.890,87 euro

Palermo: 165.184,42 euro

Caltanissetta: 28.515,42 euro

Ragusa: 18.974,14 euro

Catania: 63.104,56 euro

Siracusa: 39.954,49 euro

Enna: 9.758,13 euro

Trapani: 36.484,55 euro

Messina: 55.133,42 euro

TOTALE: 500.000,00

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/04/2018-06:00
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Ruolo del tutor per i docenti neoassunti

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Vale come formazione obbligatoria / Come farselo riconoscere
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La collega Katjuscia Pitino su OrizzonteScuola.it (leggi: https://www.orizzontescuola.it/ruolo-del-tutor-per-i-docenti-neoassunti-vale-come-formazione-obbligatoria-come-farselo-riconoscere/ ) relativamente al riconoscimento del ruolo di tutor assegnato ai neo-immessi in ruolo, precisa che “la nota MIUR n. 33989/2017, nella parte dedicata al ruolo dei tutor dei docenti neo-assunti durante il periodo di formazione e prova, indica la possibilità di valorizzare e riconoscere la figura del tutor per il ruolo rivestito nell’ambito della funzione assegnata; la nota ministeriale afferma infatti che le attività svolte (progettazione, osservazione, documentazione) potranno essere attestate e riconosciute dal Dirigente Scolastico come iniziative di formazione previste dall’art.1 comma 124 della L.107/2015”.
Anche nel Piano per la formazione dei docenti (2016/2019), emanato con D.M. 797 del 2016, precisa ancora la Pitino nel suo articolo, tra i percorsi formativi possibili che le scuole possono riconoscere, come esternazione della professionalità docente, sono indicati i ruoli di tutoraggio svolti per i docenti neoassunti (cap.6 del Piano). Pertanto il lavoro del tutor, impegnato nel supporto alla formazione dei docenti neoassunti, potrà determinarsi come unità formativa.
Tuttavia alla base del riconoscimento delle attività svolte per la funzione di tutor è importante precisare che il Piano triennale di formazione, deliberato a livello di istituzione scolastica, contempli anche la valorizzazione di tali attività.
Al riguardo leggiamo assieme cosa scrive
collega Katjuscia Pitino sulla Testata già citata. “ (…) Tutto ciò è ribadito dal Piano Nazionale: ogni unità formativa, dovrà indicare la struttura di massima del percorso formativo, in modo che lo si possa riconoscere e documentare relativamente alle attività e all’impegno. Preme sottolineare che l’unità formativa, come erroneamente si crede, non equivale automaticamente all’acquisizione di 24 crediti formativi, comparabili al sistema de CFU universitari e professionali.
Le attività svolte dal tutor possono essere riconosciute, ma alla base del riconoscimento del lavoro, stando a quello che dice il PN, deve esserci la strutturazione di un percorso, definito a priori che informi e documenti sull’intero iter formativo compiuto e che si inserisca nel più ampio quadro progettuale della scuola”.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/04/2018-06:00
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Invalsi, prove in ospedale o nuova data per chi non può recarsi a scuola

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Le scuole devono contattare l’Invalsi per stabilire date diverse se quelle previste dalla finestra temporale non siano adeguate alle esigenze sanitarie dell’alunno
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La partecipazione ( e non l’esito, che ha altre conseguenze!) è condizione essenziale per l’ammissione gli esami di Stato, si ricorda che il D.M. 03/10/2017, n. 741, prevede che qualora il periodo di ricovero in ospedale  luogo di cura coincida con quello previsto per lo svolgimento delle prove, esse verranno svolte nella struttura dove l’alunno è ricoverato; parimenti in caso di istruzione domiciliare. Qualora la finestra temporale assegnata non sia utile ai fini dell’espletamento delle prove, “l’istituzione scolastica interessata dovrà contattare direttamente l’Invalsi per concordare tempi e modalità specifiche per ciascuna situazione al fine di garantire un sereno svolgimento della prova”.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/04/2018-06:00
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Procedimento disciplinare: applicazione dell’art. 55/bis
del D. Lgs 30/03/2001, n. 165

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Scheda di sintesi su chi fa, cosa fa e la tempistica
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Presentiamo in allegato una scheda di sintesi sulla tempistica del procedimento disciplinare relativo al personale docente, educativo e Ata delle istituzioni scolastiche ed educative statali [art. 55/bis del Decreto legislativo 30/03/2001, n. 165, come modificato dal D. Lgs 25/05/2017, n. 75 (c.d. “Riforma Madia”) Gazzetta Ufficiale, Serio Generale, n. 130 del 07/06/2017, in vigore dal 22/06/2017].
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF: 07-04-18-scheda-procedimento-disciplinare

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0894-stabilizzazione-ex-lsu-palermo

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-07/04/2018-06:00
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Stabilizzazione ex LSU Palermo

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La procedura concorsuale di cui al presente bando avverrà in sede unica a Palermo
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Non siamo soliti dare notizie provinciali specifiche, ma la stabilizzazione degli ex LSU titolari di contratti di lavoro attivati dall’U.S.P. di Palermo, per lo svolgimento di funzioni corrispondenti a quelle di collaboratori scolastici, lo merita davvero!
Ne dà ampia notizia la testata online OrizzonteScuola.it, precisando che l
a procedura concorsuale avverrà in sede unica a Palermo.
Può partecipare alla procedura selettiva il personale di cui all’articolo 1, comma 745, della legge 23 dicembre 2013, n. 147, titolare di contratti di lavoro attivati dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo e prorogati ininterrottamente, per lo svolgimento di funzioni corrispondenti a quelle di collaboratori scolastici, il quale risulta titolare al 1° gennaio 2018 di contratti di lavoro attivati dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo, e prorogati ininterrottamente per lo svolgimento di funzioni corrispondenti a quelle di collaboratori scolastici in forza nelle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, e all’articolo 9 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 23 luglio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000.
I candidati hanno tempo trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente bando per la presentazione dell’istanza.
Per la valutazione dei titoli, la Commissione dispone complessivamente di 70 punti, distribuiti nelle sotto indicate categorie e come specificate nell’Allegato A:
a. TITOLI DI CULTURA massimo punti 10
b. TITOLI DI SERVIZIO massimo punti 60
I vincitori saranno assunti, a decorrere 
dal 1° settembre 2018, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tempo pieno nei limiti delle risorse previste all’art. 1, comma 624, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e assegnati all’ambito territoriale di Palermo.
Il bando e il modello di domanda è scaricabile dal sito già citato:
https://www.orizzontescuola.it/concorso-ex-lsu-palermo-ecco-il-bando-domanda-scadenza-quali-titoli-valgono-assunzioni-dal-1-settembre-2018/

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0876-alternanza-controversa

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-06/04/2018-06:00
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L’Alternanza controversa

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Sanzioni ad un alunno che ha detto la verità!
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Non solo l’Alternanza Scuola-Lavoro non funziona con buona pace del trittico Renzi-Giannini-Fedeli, ma c’è anche qualche dirigente scolastico (in questo caso il minuscolo è d’obbligo!) che sanziona uno studente con un ben 6 in condotta, perché l’ha criticata alla luce della loro esperienza disastrosa!
E così un ragazzo di un IT di Carpi, nel Modenese, s’è visto appioppare un ben 6 in condotta dal parte del consiglio di classe per aver osato azzardare commenti negativi su una ditta metalmeccanica presso la quale aveva svolto lo stage e che lo aveva usato come manovalanza gratis.
La cosa più grave è che il Ds (siamo buoni stavolta!) abbia censurato l’alunno per le sue imbarazzanti dichiarazioni verso l’azienda e verso il suo insegnante tutori, nonostante fosse emerso chiaramente che l’alunno invece di fare formazione era stato destinato per svolgere mansioni inappropriate e ripetitive.
E così, invece di censurare il comportamento dl tutor aziendale e quello scolastico che, a quanto pare, non ha vigilato affatto, è stato più facile penalizzare l’alunno!
La Rete degli studenti medi, nel mese di ottobre 2017, ha pubblicato un report basato si 4mila questionari rivolti agli alunni soggetti alla ASL, dal quale si evinceva che il 33,2% degli intervistati non aveva trovato attività lavorative coerenti con il proprio percorso di studio; il 41% dei ragazzi lamentava di non avere avuto un tutor con esperienza specifica e il 5% era rimasto privo di supervisori.
In compenso la ministra uscente, sen. Valeria Fedeli, vuole risolvere tutto con la pubblicazione di una Carte dei diritti e dei doveri, come se bastasse a risolvere i problemi veri che si sono palesano con l’obbligo della ASL negli istituti tecnici e professionali e soprattutto nei licei che non si erano mai trovati ad impattare con queste amenità.

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0878-fattt-di-alessandria

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/04/2018-06:00
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I fatti di Alessandria fanno discutere

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L’Associazione Nazionale Docenti chiede al Ministro un’ispezione che accerti i fatti / L’indagine sul bullismo realizzata da Amnesty International in collaborazione con la Doxa
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L’AND chiede al MIUR
un’ispezione sui fatti

La vicenda occorsa l’8 febbraio 2018 ad una docente di una classe prima dell’ITC “Leonardo Da Vinci” di Alessandria, venuta alla luce sulla stampa nazionale solo di recente, ha destato scalpore e suscitato varie riflessioni sul decadimento del rapporto insegnanti-alunni-genitori, specchio della crisi di valori della società odierna, che rende difficile la collaborazione ed il dialogo all’interno della comunità educante.
Lo scrive a chiare lettere l’Associazione Nazionale Docenti (AND) che ha chiesto un’ispezione al MIUR per:
- accertare i fatti e tutelare e proteggere la delicatezza della funzione sociale esercitata dai docenti,
- mettere in atto tutte le misure necessarie ad assicurare un ambiente lavorativo sereno e rispettoso della loro dignità personale e professionale,
- verificare eventuali responsabilità del Ds, anche solo omissive o di sottovalutazione dei fatti,
- ascoltare le ragioni della docente, dandogli sostegno e supporto anche legale,
- adottare misure esemplari a difesa del superiore interesse pubblico coinvolto, oltreché nell’interesse generale di una categoria che attende risposte e gesti concreti per poter continuare a svolgere il delicato compito educativo cui è preposta
Ciò che preoccupa – osserva l’AND - è che tale episodio sia l’ennesimo di una lunga serie di vicende che si ripetono ormai da tempo con le medesime dinamiche e che restituiscono l’idea che il docente non sia più il necessario protagonista del sistema educativo formativo della scuola pubblica. Non giovano nemmeno le varie analisi critiche proposte dai media sulla perdita di autorevolezza degli insegnanti, poiché esse inevitabilmente amplificano i vari episodi ed il discredito sociale su tutta la categoria.

 

Bullismo in crescita,
la «colpa» è dei social

Per sette italiani su 10 il fenomeno del bullismo è in crescita. Ma per quasi la metà degli intervistati (il 45%) l’incremento si è verificato a causa della «grande cassa di risonanza fornita dai social media». È quanto emerge dall’indagine “Gli italiani e le discriminazioni”, realizzata da Amnesty International in collaborazione con la Doxa per fotografare il pensiero dei connazionali sui fenomeni discriminatori.
Lo studio – che indaga anche la percezione su omofobia e violenza sulle donne – è stato realizzato online su un campione rappresentativo di mille persone ed è stato presentato a Roma, in occasione del lancio della campagna di raccolta fondi Amnesty con il 5x1000.
Ne dà ampia notizia Alessia Tripodi sul quotidiano Il Sole 24 Ore di ieri precisando che, per il 26% degli intervistati, la crescita del bullismo è dovuta al costante «clima di incitamento all’odio e alla discriminazione presente sui media»; mentre 1 italiano su 4 è convinto che il fenomeno sia sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce.
Secondo i dati Amnesty, in Italia, un ragazzo o una ragazza su 2, tra gli 11 e i 17 anni, ha subìto episodi di bullismo e circa il 20% ne è vittima assidua, cioè subisce prepotenze più volte al mese.
Amnesty International è attiva dal 2016 con un progetto pilota che ha l’obiettivo di ridurre i casi di bullismo in tutti i settori della vita scolastica e i giovani e gli insegnanti intervistati nel processo di valutazione, spiega l’organizzazione, hanno notato un miglioramento sostanziale del clima scolastico e la riduzione degli episodi di bullismo che, quando presenti, sono stati affrontati tempestivamente.
La presidente Unicef della Campania, Margherita Dini Ciacci, ritiene che “per contrastare i fenomeni di bullismo, microcriminalità e baby gang bisogna colmare il vuoto di valori che bambini e ragazzi  portano dentro, nessuno di loro deve essere lasciato solo, ma creare cittadini onesti bisogna ripartire dagli educatori”.  In tal senso sono stati organizzati incontri su tematiche mirate d’intesa con l’USR della Campania dato che “è inutile limitarci a condannare chi compie azione violente – afferma Dini Ciacci – perché siamo tutti responsabili e tutti coinvolti”.
“Si tratta di giovani abbandonati a se stessi - conclude Margherita Dini Ciacci - senza figure parentali di in grado di formarli e senza una vita emozionale improntata su valori sani. Il tema dobbiamo svilupparlo insieme, per inculcare nei più piccoli i giusti valori per la loro futura partecipazione democratica”.

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0879-formazione-docenti

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/04/2018-06:00
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Formazione docenti: nessun monte ore annuale è obbligatorio!

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Lo dovrebbero sapere tutti ormai, però …
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Si continua a discutere sul monte ore annuale della formazione ei docenti e, nonostante la diffusa informazione, i Ds continuano ad imporre un monte ore annuo obbligatorio e i docenti continuano a subirlo, anche in barba alle delibere collegiali che dicono esattamente il contrario. Alla luce della normativa vigente, non c’è alcun obbligo di ore di formazione da svolgere, se non quelle deliberate dal Collegio docenti.
Il MIUR ha fornito ampio chiarimento con la nota n. 25134 del 01/06/2017, in cui si sottolinea che non c’è alcun obbligo di ore da svolgere, come già chiarito in una nota precedente. Le attività formative dei docenti sono inserite nel Piano formativo d’istituto che è parte integrante del PTOF, elaborato dal Collegio Docenti sulla base degli indirizzi del Dirigente scolastico. L’obbligatorietà, ribadisce il MIUR, pertanto, non si traduce in un numero di ore da svolgere ogni anno, ma nel rispetto del contenuto del Piano.
Spetta al Collegio docenti promuovere iniziative di aggiornamento e definire il Piano di formazione; spetta sempre al Collegio deliberare i contenuti, le modalità,  le procedure di svolgimento ed i criteri di partecipazione alla formazione.
Il docente continua ad essere beneficiario di massimo 5 giorni di permesso per la formazione con esonero dal servizio; la fruizione dei permessi va contrattata dalla Rsu dell’istituzione scolastica, che fisserà criteri di rotazione tali da consentire a tutti i docenti il diritto di cui sono beneficiari.

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0880-commissioni-concorso

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/04/2018-06:00
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Partecipazione alle commissioni di concorso

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Entro il 9 aprile la presentazione delle domande per presidente e/o commissario
nel concorso per docenti abilitati
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Scade il 9 aprile p.v. il termine per la presentazione delle candidature come presidente, componente e membro aggregato per il prossimo concorso per docenti abilitati.
Gli aspiranti appartenenti ai ruoli di dirigenti scolastici, dirigenti tecnici, docenti e direttori delle istituzioni AFAM e docenti del comparto scuola o che vi appartenevano, se collocati a riposo da non più di 3 anni, potranno utilizzare esclusivamente la procedura informatica POLIS.
Gli aspiranti appartenenti ai ruoli dei professori universitari o che vi appartenevano, se in quiescenza, utilizzeranno la procedura informatica del consorzio interuniversitario CINECA.

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0881-ladri-vandali

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/04/2018-06:00
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Ladri-vandali in una scuola di Rimini

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Rubati pc, tablet e distrutti anche i muri
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Stavolta non si tratta dei soliti vandali nostrani che operano spesso nelle scuole delle aree depresse di Palermo, Catania o Messina! L’assalto è arrivato alla scuola di Miramare, a Rimini, con furto e pc, tablet e distruzione di parte dei muri.
É stata l’amara sorpresa post-pasquale che il personale della scuola media ha scoperto all’apertura dell’edificio dopo Pasqua e la conta del materiale rubato è ancora in corso, ma si stima intorno a 26 pc portatili e tablet, un centinaio di euro sottratti, ma soprattutto danni alle infrastrutture, muri compresi.
L’attività didattica, comunque, non è stata neppure sospesa, e per quello che vale (sic!) neppure le prove Invalsi hanno subito rallentamenti, perché i pc dell’aula informatica non sono stati oggetto di furto.

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0882-prova-selettiva

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-06/04/2018-06:00
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Prova selettiva concorso Ds verso il rinvio?

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Le testate online rilanciano il comunicato dell’Anp
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Si farà o no la prova pre-selettiva prevista per il 29 maggio prossimo del concorso per Dirigenti scolastici?
Parecchie testate online ieri hanno rilanciato un comunicato dell’Anp secondo cui il Comitato tecnico-scientifico preposto alla formulazione dei quesiti si è riunito finora solo una volta, il 18 gennaio e per quanto si possa andare avanti a colpi di e-mail e conferenze via skype, è del tutto evidente – sottolinea l’Anp – che i lavori stanno procedendo con lentezza preoccupante e probabilmente il giorno 8 maggio prossimo, data di pubblicazione dei 4mila quesiti dai quali saranno selezionati quelli oggetto della prova, i candidati con avranno nulla da leggere nel sito del MIUR.
Di fronte ad un comunicato di questo genere, sarebbe opportuno, anzi doveroso, che da Viale Trastevere arrivasse un segnale forte e chiaro. Così non sarà, ma la speranza è l'ultima a morire!

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0866-dati-almalaurea

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-05/04/2018-06:00
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Dati Almalaurea sui diplomati Its

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Poche luci e tante ombre sugli Istituti alternativi alla laurea

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Il Report AlmaLaurea di monitoraggio degli esiti formativi e occupazionali consente di valutare luci e ombre dei percorsi di specializzazione tecnica post diploma, ridimensionando i tanti entusiasmi.
Contro coloro che sostengono che il tasso di occupazione dei diplomati Its a un anno dalla laurea sia pari all’80%, il dato effettivo è 70%, non molto più elevato di quello relativo ai laureati di primo livello (67%) e inferiore a quello dei laureati di primo livello in ingegneria (74%).
Un risultato non esaltante se si considera che gli Its sono presenti soprattutto al Nord. Se poi si analizzano gli altri dati, il quadro risulta ancora meno convincente.
Solo circa il 50% dei diplomati occupati è impiegato nell’industria e solo il 30% circa è stato assunto dalla stessa azienda nella quale ha fatto il tirocinio. Anche il giudizio sull’efficacia del titolo e sulla corrispondenza tra competenze acquisite e mansioni svolte non appare particolarmente brillante: il 56% degli occupati dichiara che la coerenza tra attività svolta e contenuti del corso Its è ridotta (36%) o nulla (20%) con punte dell’83% per il settore efficienza energetica.

Nati nel 2010 per formare tecnici superiori in aree strategiche per lo sviluppo economico e la competitività, gli Its sono la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante. I corsi, come è noto, prevedono stage in azienda obbligatori per il 30% delle ore complessive e almeno il 50% dei docenti proviene dal mondo del lavoro.

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0867-esami-di-stato

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-05/04/2018-06:00
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Agli esami di Stato ok alle calcolatrici

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Senza connessione o capacità di calcolo simbolico
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Il MIUR ha confermato l’orientamento dello scorso anno sull’uso delle calcolatrici scientifiche e/o grafiche, purché non siano dotate di capacità di calcolo simbolico (CAS – Computer Algebraic System); vietato pure l’uso di calcolatici provviste di qualsiasi tipo di connessione in modalità wireless o che richiedano la connessione alla rete elettrica.

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0868-regione-siciliana

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-05/04/2018-06:00
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Regione Siciliana, Piano d’Azione Obiettivi di Servizio

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Avviso pubblico finalizzato a interventi per l’innalzamento di livelli di istruzione
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Al fine di ottimizzare gli investimenti relativi all’Obiettivo di Servizio riguardanti il miglioramento delle attività riconducibili al settore istruzione, individuato dal Quadro Strategico Nazionale 2007/2013, l’Assessorato dell’istruzione e della formazione professionale – Dipartimento dell’istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana ha diffuso un Avviso pubblico, con comunicazioni preliminari, finalizzato a interventi per l’innalzamento di livelli di istruzione della popolazione scolastica siciliana, Piano d’Azione Obiettivi di Servizio Regione Sicilia – Settore Istruzione.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  05-04-18-avviso.pdf

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0850-studenti-sotto-inchiesta

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-04/04/2018-06:00
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Studenti sotto inchiesta, a Gonnosfanadiga e Alessandria

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Continuano le “bravate degli studenti: insegnante su Whatsapp con orecchie d’asina e studenti sospesi per 15 giorni / Presidi e psicologi contro i genitori “perdonisti” / L’inserto: Come sconfiggere il bullismo
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Succede a Gonnosfanadiga, in Sardegna, l’ultimo “atto di bullismo” in ordine di tempo nei confronti di docenti. Gli studenti hanno inserito in una chat la video caricatura di una docente con le orecchie da asino e la voce rifatta. Secondo quanto riporta un sito di informazione locale, 4 studenti colpevoli della realizzazione e diffusione sono stati sospesi per 15 giorni. Ci troviamo davanti ad un nuovo atto irrispettoso, se non addirittura di cyberbullismo che vede vittima una docente di scuola media.
Non si tratta del primo caso, molti altri ne abbiamo segnalati dei giorni scorsi, come il caso della docente derisa a scuola ad Alessandria o il caso della docente presa a testate da uno studente.
Ma quello che maggiormente tiene banco nella poco edificante cronaca della scuola è il caso di Alessandria.

Il direttore de La Tecnica della Scuola, Alessandro Giuliani, affronta la
vicenda, accaduta qualche tempo addietro nell’Istituto tecnico di Alessandria con una docente presa di mira dai suoi alunni di prima superiore, perché con problemi di deambulazione, prima derisa e poi immobilizzata e alla sedia, con tanto di registrazione video e rilancio sui social. Osserva Giuliani che «a fare scalpore è stata anche la sanzione disciplinare disposta dal Consiglio d’Istituto, piuttosto mite: la classe (non essendo stati individuati i responsabili della “bravata”) se l’è cavata con un mese di sospensione trasformato in lavori socialmente utili, ovvero lo svuotamento dei cestini delle classi dell’istituto.
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Come sconfiggere il bullismo
Daniele Novara e Luigi Regoliosi hanno scritto a quattro mani il volume: I bulli non sanno litigare (Rizzoli, pagine 244, euro 13,00)
Il libro vuole essere uno strumento di lavoro in primo luogo per gli insegnanti, perché riconoscano l'importanza delle relazioni oltre che della didattica. Insegnare è educare e la scuola è ancora uno dei pochi contesti sociali in cui i ragazzi possono superare il quotidiano isolamento e l'invadenza tecnologica digitale. I bulli si sgonfiano là dove l'insegnante sa far funzionare la classe come un gruppo solidale, una comunità con un forte senso di appartenenza capace di vedere e affrontare gli inevitabili conflitti in modo costruttivo. Il cyberbullismo interpella in modo più massiccio i genitori, che devono intervenire, controllare, mettere limiti e divieti! Non si può lasciare piena discrezionalità, come oggi succede a ragazzini di 10-11 anni, nell'utilizzo di tecnologie, quali sono gli smartphone, troppo lontane dalla loro competenze. L’anonimato rende il mondo digitale perfetto per i bulli, consente di aggredire coetanei, esercitare rabbia e cattiveria gratuita, diffondere insulti e pettegolezzi, accanirsi contro qualcuno nascosti nell'ombra di una app. Tutto senza quella relazione diretta che consente di avere qualche inibizione o almeno la percezione di chi si sta aggredendo. E per di più protetti da quel "coro" smisurato che nella Rete assiste, commenta, parteggia, aizza e moltiplica insulti e violenze. La questione ha valenza educativa: si tratta di educare bambini e ragazzi, farli crescere imparando a gestire i conflitti, a vivere le relazioni in modo sano e a sviluppare quell'autostima che li può portare a farsi rispettare senza fare male ad altri.

Ma ad alimentare le polemiche è stato anche l’improbabile tentativo di ridimensionare il caso da parte di genitori, secondo i quali i ragazzi hanno sì “mancato di rispetto ad una insegnante che per altro ha delle difficoltà fisiche, deridendola e non dando ascolto alle sue richieste, è vero che è intervenuto un ragazzo più grande a riportare ordine, ma è assolutamente falso ed infamante che l’insegnante sia stata legata su una sedia, che sia stata presa a calci e pugni la sedia stessa”, cercando pure di fare passare i figli per le vere “vittime” di questa vicenda» (leggi: https://www.tecnicadellascuola.it/studenti-legano-la-prof-presidi-e-psicologi-contro-i-genitori-perdonisti-sono-il-male-dei-figli).
Alessandro Giuliani riporta anche l’opinione di del presidente dell’Anp, Mario Rusconi, e della vicepresidente di Moige. Elisabetta Scala e dello psicologo Giuseppe Lavenia.
 

RUSCONI
Secondo il dirigente sindacale è «abbastanza risibile pulire i cestini: per un fatto grave di questo tipo, che implica una violenza fortela punizione sarebbe dovuta essere molto più efficace. Anche conferire un mese di sospensione con obbligo di frequenza della scuola è un’ipocrisia, tipica degli adulti che fanno finta di essere rigorosi e poi nello stesso tempo sono perdonisti. Ma in tutto ciò, viene da chiedere dove fossero le famiglie: avere letto che definiscono i loro figli solo un po’ ‘monellacci’ e imprudenti, è la conferma che l’educazione che hanno prodotto è probabilmente alla base di questi effetti deleteri”. “Dobbiamo avere il coraggio di parlare con i ragazzi, non interrompendo mai il dialogo, ma nel dialogo entra anche la fermezza: il perdonismo, significa che una volta che entrerete nel mondo degli adulti potrete fare quello che volete, tanto poi vi perdoniamo”.»

SALA
Nemmeno Elisabetta Scala, vicepresidente Moige, giustifica i ragazzi, e afferma che questa volta i genitori non li riesce proprio a difendere: «la violenza, anche un’offesa verbale, va sempre condannata. A mio figlio insegno che l’insegnante, che rappresenta l’autorità, si rispetta comunque; anche quando sbaglia se vogliamo. Non si possono superare dei limiti. Posso anche capire che mio figlio sbaglia ‘preso’ dal gruppo, ma poi devo riconfermare i miei insegnamenti. Altrimenti, ho fatto del male a mio figlio”. “Un figlio una stupidaggine la può fare, ma poi serve la correzione, altrimenti non diamo il senso del limite, giustificando sempre che sono adolescenti”. Genitori sindacalisti dei figli? “Il problema è metterli dentro l’educazione”.»
 

LAVENIA
Secondo lo psicologo Giuseppe Lavenia, dell’associazione dipendenze tecnologiche, «ci stiamo omologando: la tecnologia ha portato una uniformità di status e di ruoli. Questo, porterà sempre più a non rispettare le regole. Le quali, invece, devono essere chiare e va sempre ribadito che vanno rispettati da tutti”.»

 

 

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0851-scuola-siciliana

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-04/04/2018-06:00
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La scuola siciliana non va!

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Pistorino, segretaria regionale della Flc-Cgil: Serve il massimo impegno
per risollevare le sorti della nostra scuola
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La Sicilia è la Regione con il maggior numero di docenti e con il  maggiore calo di studenti, con la conseguenza che il MIUR, che va avanti a numeri, taglia anche i posti in organico.
La massiccia partecipazione di siciliani al prossimo concorso a cattedra per docenti abilitati, afferma Graziamaria Pistorino, segretaria regionale della Flc Sicilia in una lunga intervista pubblicata sul quotidiano La Sicilia di ieri, conferma il trend di sempre, che vede, appunto, i siciliani molto inseriti e interessati al mondo della scuola; il problema è che a ciò non corrisponde un'attenzione adeguata da parte del governo.
Dice la Pistorino: “Dopo l'ultimo concorso abbiamo ancora quasi 800 vincitori su 1.000 che attendono l'immissione in ruolo. E non si vedono prospettive immediate di sistemazione”.
Sul fronte della scuola – continua ancora la segretario regionale della Flc Cgil - non si può dire che la Sicilia non abbia una bella serie di primati. O, meglio, una brutta serie! Siamo l'unica regione a non avere una legge sul diritto allo studio e alla formazione, siamo la Regione che ha la più bassa percentuale di scuola a tempo pieno (era dell'8% sino a un anno fa, è scesa al 7%), la soluzione potrebbe stare nell'aumentare il tempo della scuola dalle 27 alle 30 ore settimanali.

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