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DS, indebite pressioni sulla compilazione del portfolio

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Comunicato unitario FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL

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I Dirigenti Scolastici che, aderendo alla mobilitazione unitaria della FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA e SNALS CONFSAL, non hanno compilato la terza parte del portfolio, vengono in questi giorni invitati dai coordinatori dei nuclei di valutazione a provvedere al relativo completamento, grazie ad una riapertura straordinaria della piattaforma chiusa il 31 luglio 2017.
La mancata compilazione è una delle azioni previste nella mobilitazione indetta formalmente da FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL; un’iniziativa sindacale avviata il 3 maggio scorso e le cui motivazioni nel frattempo non sono certo venute meno, essendosi addirittura ulteriormente aggravate. La richiesta dell’Amministrazione potrebbe pertanto configurarsi come comportamento antisindacale e potrebbe rendere inevitabile, qualora tale sollecitazione perdurasse, il ricorso ad azioni conseguenti di tutela in sede legale.
FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL rivolgono un appello a tutti i Dirigenti Scolastici a non aderire alla richiesta di riaprire il portfolio, confermando invece, in questo momento decisivo per il loro futuro professionale, l’adesione alle iniziative di mobilitazione in atto e ribadendo che la documentazione delle azioni effettuate è conservata agli atti della scuola.
Roma, 22 settembre 2017
F.to: Roberta Fanfarillo (FLC CGIL) – Paola Serafin (CISL SCUOLA) – Rosa Cirillo (UIL SCUOLA RUA) – Pasquale Ragone (SNALS CONFSAL)

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PREPARAZIONE CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI
Il CERIP di Palermo (Viale delle Alpi, n. 65) organizza un percorso formativo in vista del prossimo bando.
Per informazioni e/o
iscrizioni:  info@ceripnews.it  - Telefono: 331-4105857
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-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


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Azioni unitarie per il rinnovo del contratto

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Urgente riprendere le iniziative per sollecitare il Governo
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Dopo l’avvio del nuovo anno scolastico è ora il momento di riprendere iniziative strutturate e incisive per sollecitare il Governo all'apertura del confronto sul rinnovo del contratto.
In un documento unitario Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal rilanciano una forte e visibile iniziativa che veda coinvolto l’intero mondo del lavoro scolastico in ordine ai seguenti temi:
- retribuzioni più basse rispetto alla media dei lavoratori pubblici d'Italia e d'Europa;
- ritardo con cui gli accordi vengono tradotti in atti;
- disagio insostenibile di una categoria sempre più vessata e di una scuola a cui si chiede di rispondere ogni giorno a ogni sorta di domande;
- dotazioni finanziarie e di organico largamente insufficienti;
- invasione in ambito contrattuale di disposizioni normative che hanno ridotto diritti e garanzie individuali, collettive e di collegialità.

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Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal hanno predisposto fino a novembre prossimo un programma di azioni volte a sostenere le rivendicazioni del personale in previsione dell’avvio del negoziato per il nuovo contratto.
È indispensabile favorire un costante coinvolgimento della categoria a sostegno della trattativa con il Governo, innanzitutto per ottenere lo stanziamento di risorse aggiuntive rispetto a quelle attualmente previste, al fine di colmare il gap retributivo e restituire dignità al lavoro nella scuola; in secondo luogo per dare piena attuazione all'accordo di Palazzo Vidoni recuperando tutti gli spazi negoziali impropriamente affidati alla legge e conquistandone di nuovi.
Gli indirizzi per il rinnovo contrattuale, traguardando la necessità - da tutti condivisa - di una profonda revisione di molti istituti e norme introdotti dalla legge 107, puntano a ripristinare in sede negoziale diritti e garanzie stravolti o cancellati, a valorizzare appieno la libertà di insegnamento e l'autonomia scolastica, a migliorare le condizioni di lavoro di tutto il personale.
Le iniziative programmate definiscono un percorso le cui tappe sono così articolate:
- condivisione di un documento di sintesi quale base di confronto per il rinnovo (15-30 settembre);
- approvazione del documento nei direttivi unitari del 4 ottobre 2017;
- campagna di assemblee nelle scuole per la discussione (mese di ottobre 2017);
- azione di sensibilizzazione politica e sociale verso la scuola e i suoi lavoratori;
- predisposizione di un manifesto politico di proposta della scuola “per la scuola di domani”;
- preparazione di una “marcia per la scuola” che si richiami al messaggio di Don Milani e della scuola di Barbiana;
- predisposizione di iniziative collaterali di sensibilizzazione e coinvolgimento nei territori.

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Problematiche ATA, un passo avanti

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Il Miur annuncia novità nella prossima Legge di Bilancio su “supplenze brevi”, assunzioni e concorso per DSGA
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Nel corso dell'incontro sulle problematiche ATA, il Capo di Gabinetto del Miur ha informato le OO.SS. Scuola che nella prossima Legge di Bilancio verranno proposte misure a favore del personale ATA a cominciare dal divieto di sostituzione del personale ATA per supplenze brevi. Altro provvedimento riguarda il piano straordinario di assunzioni di personale ATA su tutti i posti vacanti e disponibili, superando il vincolo dell'autorizzazione ad assumere sul solo turn over e il concorso per DSGA anche agli assistenti amministrativi privi di laurea che hanno svolto le mansioni di DSGA.

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Le OO.SS. Scuola-Università chiedono incontro al Miur sui CFU

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Bisogna fare chiarezza anche si percorsi formativi offerti sul web
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Le OO.SS. Scuola-Università hanno chiesto al Miur un incontro urgente al fine di approfondire alcuni aspetti del DM n. 616/2017 (acquisizione dei CFU in vista del prossimo concorso a cattedra) ed in particolare lo stato di attivazione dei percorsi da parte delle Università, nonché la validità dei molteplici percorsi formativi offerti sul mercato web.

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_22_09_2017_06:00_NODE_2816
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Quando il bando del concorso per DS?

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Nota critica dell’A.N.Co.Di.S: “Ignorato il ruolo strategico dei Collaboratori del Dirigente Scolastico che operano sul campo”
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Dopo mesi attesa, pubblicato il Regolamento sul prossimo corso-concorso per Dirigenti Scolastici, adesso si attende il bando che potrebbe prevede altre 2mila posti a concorso, calcolando quelli già vacanti alla data del bando, ma anche quelli che si renderanno vacanti nel prossimo triennio.
Dalla data di pubblicazione del bando dovrebbero decorrere i canonici 30 giorni (forse meno!) per l’inoltre delle domande di partecipazione. Se i candidati dovessero essere (come è quasi certo!) più di 3 volte i posti a concorso, scatterà l’operazione della pre-selezione, una sorta di prova ammazza candidati per scremare al massimo possibile il numero degli aspiranti.
Resta alto il timore che l’intero iter concorsuale (preselezione + prova scritta  + corso di formazione di 2 mesi + tirocinio di 4 mesi + prova orale finale) non possa concludersi entro il 1° settembre 2018, il che implicherebbe lo slittamento di un anno e il conferimento di oltre 2mila reggenze per il 2018/2019.
Secondo il direttore della testata on line “La Tecnica della Scuola”, Alessandro Giuliani,  (leggi: http://www.tecnicadellascuola.it/item/33054-concorso-dirigenti-scolastici-tempi-lunghi-bando-tra-un-mese-preselezione-non-prima-di-febbraio.html ), che bisognerà aspettare alcune settimane. Probabilmente, almeno un mese.
Scrive Giuliani nel suo articolo prima richiamato, secondo una prassi consolidata, il bando una volta approvato il Regolamento, viene inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze. In passato, dal Mef, per concedere il lasciapassare a procedure analoghe, hanno fatto attendere non meno di quattro-cinque settimane. Orientativamente, quindi, l’uscita del bando di concorso dovrebbe avvenire entro la fine di ottobre. E poi? Da quel giorno, scatterà il conto alla rovescia per la consegna delle domande, che dovrebbe avvenire via internet attraverso il portale Istanze On Line.
La prassi, da cui non dovrebbe discostarsi l’odierna procedura concorsuale, ci dice che verrà concesso un mese di tempo agli aspiranti presidi per presentare la loro candidatura. Quindi, si arriverà a fine novembre.
Fatte proprie le domande di accesso, è inevitabile che il Miur debba prendersi un po’ di tempo per le operazioni di raccolta, smistamento, verifica e organizzazione delle prove preliminari. Queste ultime, tra l’altro, anche in questa tornata dovrebbero incentrarsi sulla estrapolazione di alcune decine di domande da una “batteria” di alcune migliaia (nel 2011 furono circa 5.600) rese pubbliche un mese prima.
Ne consegue, conclude Giuliani, che il test preselettivo potrà svolgersi – intoppi permettendo – non prima del mese di febbraio 2018, lasciando così ridotte ai minimi termini le possibilità di concludere tutte le operazioni selettive e formative entro l’avvio del prossimo anno scolastico, rendendo in tal modo ancora più gravoso il numero di presidenze assegnate in reggenza.

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Nota critica dell’A.N.Co.Di.S.
Non s’è fatta attendere molto la reazione al Regolamento per il concorso per DS dall’Associazione dei Collaboratori del Dirigente scolastico (A.N.Co.Di.S.) che collaborano nella quotidiana gestione delle scuole! Il disagio della giovane Associazione è aggravato non solo per le “speranzelle” che qualche politico nostrano aveva dato loro, ma anche per la corsia riservata ai presidi incaricati con 3 anni di servizio.
Nel merito del Regolamento l’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici esprime una positiva valutazione sulla necessità dell’espletamento del Concorso ma è molto critica su due aspetti del regolamento:
a) Non si parla e non si riconosce ufficialmente il ruolo ed il lavoro di quanti in termini di tempo e di energia si sono spesi e si spendono quotidianamente nella collaborazione con il DS, soprattutto in condizioni di reggenza, e senza i quali i DS sarebbero in gravi difficoltà nella governance delle scuole loro affidate;
b) Nella tabella A, nella sezione titoli di servizio e professionali, al punto B2 sono attribuiti 1.75 punti “Per ogni anno scolastico di servizio prestato come collaboratore del capo d’istituto, ai sensi dell’art. 7, comma  2,  lett. h) del D.lgs. n. 297/1994, come collaboratore del dirigente scolastico nominato ai sensi dell’art. 25, comma 5, del D.lgs. n. 165/2001 e per un massimo di sei anni”.
Per l’A.N.Co.Di.S. si tratta di un incomprensibile ennesimo “schiaffo morale” per i Collaboratori del DS e si chiedono se sia giusto limitare il riconoscimento a soli 6 anni, come se il pregresso sia virtuale piuttosto che reale. Rilievi anche sul previsto percorso di formazione è per i Collaboratori in servizio è “esperienza quotidiana” sul campo, nel confronto quotidiano con i nostri DS, con i DSGA, con i colleghi, con le famiglie, con gli alunni.
Per leggere e/o scaricare il Regolamento:  Regolamento_Concorso_Ds
Per leggere e/o stampare le altre notizie sul concorso e le sue fasi:  http://www.ceripnews.it/notizie.htm#node_2813_regolamento_concorso_ds

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Lo spazio di Grumpy

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Le notizie commentate dal solito brontolone: Altro cambio // Bufera bagherese //
Popolo disorientato
// Sogni di vittoria
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* ALTRO CAMBIO – La sindaca pentastellata di Roma, Virginia Raggi, cambia gli assessori come se fossero vestiti. Con tutti i guai cronici che si porta addesso la città, si può continuare a governare così Roma Capitale?
* BUFERA BAGHERESE – Per restare in area M5S, dopo il botto delle regionarie siciliane, arriva l’indagine sul sindaco del Comune di Renato Guttuso. Rivelare i procedenti ai parenti è reato? Aver ritardato l’invio dei vigili è reato? Forse no, almeno secondo il vangelo della trasparenza grillina.
* POPOLO DISORIENTATO  – Il popolo pidiellino è disorientato col balletto Pd-Pisapia, in attesa di sviluppi e intese legate alla legge elettorale che è ricomparsa improvvisamente sulla scena, forse anche con la benedizione dell’ex Cavaliere.
* SOGNO DI VITTORIA  – Claudio Fava, candidato governatore della sinistra in Sicilia afferma e sostiene, anche contro il Pd, che i sondaggi sono aleatori ed è certo di vincere perché i siciliani hanno voglia di sana politica. Anche il Pd, che sostiene il rettore Micari, afferma di poter vincere la competizione siciliana; pure Musumeci, appoggiato da FI e dalla destra e il candidato pentastellato Cancelleri è convinto di farcela, e tira avanti per la sua strada nonostante il botto sulla consultazione/designazione finito sul tavolo dei magistrati. Insomma, tutti sognano la vittoria!

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Dirigenti scolastici, in G.U. il Regolamento del concorso

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Il bando di concorso che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Istruzione, prevede un corso-concorso in tre fasi
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È in Gazzetta Ufficiale il Regolamento che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento delle e dei dirigenti scolastici [Decreto 3 agosto 2017, n. 138]. Dopo l’ultimo concorso del 2011 – si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito del Miur: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/dirigenti-scolastici-in-gazzetta-ufficiale-il-regolamento-del-nuovo-concorso-fedeli-selezione-di-qualita-sara-abbattuto-il-fenomeno-delle-reggenze - ripartono, infatti, le procedure di assunzione che consentiranno di abbattere il fenomeno delle reggenze. Oggi sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.
Il Regolamento al quale farà seguito il bando di concorso che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Istruzione, prevede un corso-concorso in tre fasi, che ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021.
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Le fasi della selezione
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.
La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

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La prova scritta prevede:
-    cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
-    due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.
Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.
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La formazione dirigenziale, la valutazione scritta e il colloquio orale

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.
Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.
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Il link alla Gazzetta: http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/serie_generale/0/pdfPaginato?dataPubblicazioneGazzetta=20170920&numeroGazzetta=220&tipoSerie=SG&tipoSupplemento=
GU&numeroSupplemento=0&numPagina=1&edizione=0&elenco30giorni=true

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_21_09_2017_06:00_NODE_2810
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Ffo atenei nella bufera

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Cosa non funziona, e perché nel finanziamento di quest’anno di 6,6 mld/euro //
Nasce il sospetto che la Fedeli non legga i documenti che le arrivano sul tavolo
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I nuovi parametri adottati dal Miur per la ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario vengono contestati dai rettori del Nord, ma non solo. Quanto poi al diffuso sospetto che quest’anno sono stati privilegati solo gli atenei del Sud, non ci pare proprio che Bergamo, Chieti-Pescara e Milano-Bicocca siano proprio al Sud! In ogni caso, piuttosto che enfatizzare chi ha avuto di più quest’anno, sarebbe il caso di valutare in dettaglio perché tanti atenei quest’anno hanno avuto ridotto il budget: dal 2% secco di Messina all’ 1,87% di Firenze, Modena, Parma, Pisa, Reggio Calabria e nel mezzo ce ne stanno ancora un’altra ventina.
Il rilievo più pesante al Ffo 2017 arriva del rettore dell’università Ca’ Foscari di Venezia che non digerisce il taglio subito dell’1,90% di quest’anno rispetto all’anno scorso, determinato soprattutto dal fatto che il Miur avrebbe premiato non l’eccellenza in assoluto, ma chi ha fatto meglio rispetto all’anno prima!

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In sostanza, secondo il rettore della Ca’ Foscari, se nel 2016 un ateneo ha preso X e un altro Y e nel 2017 tutti e due hanno migliorato del 10% la loro performance, entrambi gli atenei ricevono la stessa premialità, mentre con i parametri del 2016 l’ateneo X avrebbe preso il doppio. Ora è del tutto scontato che un ateneo che naviga in area di eccellenza, ha poco da migliorare, ma deve però assicurare e mantenere lo stesso standard; è più facile crescere da parte di chi ha un range ampio per il miglioramento.
Ma questo indicatore, a quanto pare, non è stato tenuto in conto dalla Ministra e dal suo staff di consulenti, nonostante il Cun in una lettera indirizzata alla Ministra abbia chiaramente suggerito che la quota premiale per non incidere negativamente sulla funzionalità degli atenei, avrebbe dovuto essere prevalentemente aggiuntiva; il Cun suggeriva anche alla Fedeli che i principi che presiedono alla distribuzione restino coerenti nel tempo, poiché un continuo cambiamento incide negativamente sulla capacità dio programmazione degli atenei.
Infatti, per essere coerente, la responsabile del Miur, ha stravolto tutto dall’anno scorso a quest’anno! (ninni bonacasa)   

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_21_09_2017_06:00_NODE_2806_2809
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Il sogno del contratto scuola // Continua la storia infinita sui vaccini // Il fallimento della “chiamata diretta” // Dirigenti Scolastici: discorsi intorno al bando che però non arriva!
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Il sogno del contratto scuola
C’è il sospetto che il Governo non riesca neppure ad avere risorse adeguate per chiudere positivamente su P.i. e Scuola
Le dichiarazioni fatte dal Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non lasciano dubbi: la prossima finanziaria potrebbe non avere risorse adeguate per chiudere positivamente il contratto per il P.i. e la Scuola.
Anzi, c’è pure il sospetto che il Governo non riesca a rispettare l’impegno dei famosi 85 euro medi a dipendente tanto enfatizzati con l’Accordo del 30 novembre scorso.
A quanto pare il ministro Padoan, mettendo le mani avanti, lascia intendere che la trattativa, almeno sul piano economico,. È tutta in salita, mentre secondo le OO.SS. gli 85 euro promessi dovrebbero essere solo un punto di partenza per potere poi alzare l’asticella ed assicurare un contratto ben più robusto stante l’assenza di quasi 8 anni.
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Continua la storia infinita sui vaccini
L’applicazione della legge Lorenzin è ancora in alto mare
La stampa locale bolognese oggi informa che un bimbo iscritto e frequentante la scuola dell’infanzia di San Giorgio di Piano (Bo) è stato escluso dalla frequenza perché non vaccinato. Pesante la reazione della famiglia che avrebbe sporto denuncia contro la Dirigente scolastica e l’Ente locale.
Di contro, a Orbassano (Torino) una scuola ha esonerato le famiglie dall’obbligo di vaccinare i propri figli. Una scelta controcorrente che ha fatto scattare un’interrogazione parlamentare da parte dell’on.le Sgambato (Pd) che ha chiesto formalmente alla ministra Fedeli (Pd) chiarimenti/spiegazioni sulla mancata osservanza della legge Lorenzin nell’istituto scolastico ed invita il Miur ad effettuare tutte le verifiche necessarie e, nel caso specifico, riaffermare il dettato della legge che stabilisce in maniera inequivocabile che l’obbligo di vaccinare i bambini è tassativo per frequentare le scuole e che possono considerarsi esenti solo quelli tenuti a casa.

PREPARAZIONE CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI
Il CERIP di Palermo (Viale delle Alpi, n. 65) organizza un percorso formativo in vista del prossimo bando.
Per informazioni e/o
iscrizioni:  info@ceripnews.it  - Telefono: 331-4105857
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Il fallimento della “chiamata diretta”
La cosiddetta “chiamata diretta”, pilastro della Buona Scuola renziana-gianniana ed àncora di salvezza dell’attuale Ministra, che avrebbe dovuto garantire alle scuole italiane i docenti con le competenze più adatte alle esigenze dei PTOF, è stata snobbata dalla maggior parte dei DS, come si legge in un comunicato stampa della Gilda degli Insegnanti dopo una rilevazione condotta attraverso le sue sedi provinciali.
I dati raccolti dal sindacato tracciano una situazione a macchia di leopardo, con il Nord più ligio e le regioni del Centro e del Sud dove invece i presidi hanno preferito che ad assegnare i professori ai loro istituti fossero gli uffici scolastici territoriali.
Alla luce delle risultanze che avrà acquisito anche il Miur (forse! ndr) secondo Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti la Gilda degli Insegnanti, “è ora che il Governo prenda atto dell’evidente fallimento della chiamata diretta e che si ritorni al sistema delle graduatorie con criteri oggettivi, così come previsto dalla Costituzione”.
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Dirigenti Scolastici: discorsi intorno al bando che però non arriva!
Quota riservata per i presidi incaricati, esclusa la possibilità per i Collaboratori-Vicari
Continua il tormentone sul nuovo concorso per DS: oltre al Regolamento assente in Gazzetta Ufficiale e al Bando correlato, s’intrecciano le discussioni su chi potrà partecipare al concorso - se e quando verrà bandito ed espletato! – anche alla luce delle più recenti dichiarazioni dei responsabili del Miur.
Leggendo la testata OrizzonteScuola.it, apprendiamo che il sottosegretario Gabriele Toccafondi rispondendo ad una precisa domanda del M5S avanzata un anno addietro, avrebbe affermato la possibilità di accesso – con quota riservata di posti - a tutti quei presidi incaricati che hanno ottenuto, a decorrere dall’anno scolastico 2006/2007, la conferma dell’incarico di presidenza per almeno un triennio, ma sembra preclusa la possibilità di altre quote riservate da destinare ai Collaboratori-Vicari dei Dirigenti Scolastici.
Per leggere l’intero articolo:
http://www.orizzontescuola.it/concorso-dirigenti-scolastici-bando-avra-riserva-posti-50-presidi-incaricati-nessuna-riserva-invece-vicari/

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_20_09_2017_06:00_NODE_2806_2809
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Scuola, grande questione nazionale // Diplomati Magistrali ante 2002, attesa
per l’adunanza plenaria
 // Ius soli no, ius culturae sì! // Incontro Miur-Sindacati su IRC
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Scuola, grande questione nazionale
Il monito di Mattarella all’inaugurazione dell’anno scolastico a Taranto
La cerimonia dell’inaugurazione dell’anno scolastico a Taranto è stata l’occasione per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per parlare di scuola con parole importanti: “Non dobbiamo mai smettere di chiederci in che modo sia possibile investire di più, e sempre meglio, nella scuola” (…) “Si deve tenere conto che i temi della scuola, per la loro delicatezza e importanza, stanno molto a cuore a tante persone, a tutti, in realtà. È comprensibile, quindi, che vi è bisogno di confronto, sereno e obiettivo, sulle politiche scolastiche”.
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Diplomati Magistrali ante 2002, attesa per l’Adunanza plenaria
Decisiva la seduta fissata per il prossimo 15 novembre
L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato fissata per il 15 novembre prossimo metterà la parola fine alla complessa, e vecchia, questione dei diplomati delle Magistrali ante 2002 (a.s. 2001/2002) e se questi docenti hanno o meno diritto di essere inclusi nelle GaE e, conseguentemente, immessi in ruolo. Come è noto l’Adunanza plenaria è collegio giudicante di ultima istanza che, limitatamente alle materie devolute al giudice amministrativo, svolge funzione analoga a quella delle Sezioni unite della Corte di Cassazione.
La decisione assume particolare rilevanza in quanto, contro alcuni pareri in senso favorevole nel caso di specie (II Sezione del CdS), l’anno scorso la VI Sezione del CdS ha ritenuto di non accogliere immediatamente le istanze dei ricorrenti esprimendo dubbi circa la legittimità di consolidare un orientamento generale e positivo sull’inserimento tardivo nelle GaE per effetto di un titolo di studio, ma senza una consolidata esperienza di insegnamento.

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Ius soli no, ius culturae sì!
Tentativo di mediazione per strappare il consenso ad Ap e Mdp
Tra secchi “no”, tanti tentennamenti e altrettante aperture, si cerca di sbloccare la legge sullo ius soli con una mediazione all’italiana per soddisfare il leader di Ap, Angelino Alfano, che minaccia di far venire meno i voti alla maggioranza.
La proposta, degna del più spregiudicato machiavellismo politico nostrano, è quella di accantonare lo ius soli per varare subito lo ius culturae, che darebbe la cittadinanza al termine di un ciclo di studi.
La mediazione, a quanto pare, oltre a soddisfare Alfano, accontenterebbe anche Mdp, che senza il via libera alla legge minaccia di togliere il sostegno al governo Gentiloni.
Bisognerà vedere adesso che fine faranno i 50mila emendamenti presentati e se ci sono i numeri, passata la legge finanziaria, di giungere ad un secco voto di fiducia.
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Incontro Miur-Sindacati su IRC
Snadir, Cisl Scuola e Snals Confsal convocati per giovedì 28 settembre
Il Miur ha convocato per giovedì 28 settembre p.v. lo Snadir, la Cisl Scuola e lo Snals Confsal per proseguire l’analisi delle problematiche relative agli insegnanti di Religione Cattolica.
Tra le questioni aperte: procedura di assunzione degli IRC, superamento del sistema di valutazione delle attività relative all’insegnamento della RC, ritardo del sistema nell’elaborazione dei contratti telematici pur se trasmessi correttamente entro la data di scadenza con richiesta di un’emissione speciale per settembre.

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_19_09_2017_08:00_NODE_2803_2ª_EDIZIONE
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Concorso Ds, silenzio sul Regolamento e ricorsi

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Ancora una fumata nera, nonostante le dichiarazioni della Ministra
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Come era quasi scontato ieri c’è stata l’ennesima fumata nera sulla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione del Regolamento del corso-concorso per Ds, nonostante la ministra Valeria Fedeli avesse annunciato che ieri era la giornata buona!
Sta di fatto, però, che non c’è stato nessun annuncio fino a tarda sera e nessuna pubblicazione.
E siamo al 19 settembre cioè con una tempistica asfittica se si vogliono nominare i
vincitori del concorso per DS dal 1° settembre 2018, a meno che lo stesso Regolamento non preveda un drastico accorciamento della seconda fase del concorso, la formazione e il tirocinio e sempre che Regolamento e Bando escano nei prossimi giorni.

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Intanto l’annunciata pubblicazione del Regolamento ha fatto scattare le contestazioni più o meno legittime e più o meno fasulle. Capofila, come sempre è l’Anief-Udir, che avrebbe avviato la procedura per un ricorso contro l’esclusione dei precari con 5 anni di servizio, nonostante nel 2011 il Consiglio di Stato abbia detto che possono partecipare alle procedure concorsuale nel rispetto della giurisprudenza comunitaria. Infatti, in forza di tale pronunciamento alcuni candidati all’ultima sessione concorsuale per Dirigenti Scolastici vi hanno partecipato e sono stati nominati.

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node_2800_la_scuola_sicilia_cade_a_pezzi  

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_19_09_2017_06:00_NODE_2800
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La scuola siciliana cade a pezzi

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In tutta l'Isola crolli e disfunzioni: il 75% degli istituti scolastici non è stato progettato
e neanche adeguato alla normativa antisismica
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La prima settimana di scuola in Sicilia è stata caratterizzata da una serie di problemi legati alle strutture, spesso fatiscenti, ed in cui non vengono rispettate le norme più elementari di sicurezza. Peraltro i soldi ci sarebbero, i bandi sono aperti, gli enti locali dovrebbero accelerare i progetti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici per tutti gli ordini di scuola, ma i calcinacci cadono nelle classi, nelle palestre ed anche nella sala dei professori.
Da Palermo a Catania, da Ragusa ad Agrigento, da Siracusa a Trapani fra crolli e disfunzioni la storia è infinita perché in Sicilia il 75% degli istituti scolastici non è stato progettato e neanche adeguato alla normativa antisismica e quasi tutti non hanno il certificato di conformità perché un istituto su tre è stato costruito tra il 1961 e il 1971, il 18% addirittura tra il 1921 e il 1960; poco più di 1.000 sono quelli realizzati dopo il 1976, quando sono entrate in vigore le leggi antisismiche. Solo il 17% che ospitano le scuole siciliane ha effettuato la verifica sismica, insomma su 4.345 edifici si deve intervenire con urgenza, stante le criticità che emergono dall’Anagrafe scolastica regionale, con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il 90% non ha il certificato di prevenzione incendi e in uno su dieci  c’è una forte presenza di amianto.
Mentre il personale della scuola abbozza, gli studenti protestano e vorrebbero stare in un ambiente sicuro e con essi i genitori. I dati di Legambiente parlano chiaro: sono stati attivati circa 1.400 interventi nell’Isola, ma tutto il resto è come prima ed anzi peggio!

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_19_09_2017_06:00_NODE_2799
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Un “tavolo” poco produttivo sulla semplificazione

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L’Amministrazione si assume tanti impegni da mantenere
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Esiti poco esaltanti al “tavolo” sulla semplificazione amministrativa. L’Amministrazione, dopo avere riepilogato le questioni che erano state affrontate nei mesi precedenti, si è detta pronta a fornire, nei prossimi giorni, il cronoprogramma delle azioni da realizzare per portarle a compimento.
Nel corso dell’incontro l’Amministrazione ha anche annunciato:
- una convocazione delle OO.SS. entro 15 giorni avente per oggetto la circolare applicativa di imminente redazione sul nuovo regolamento contabile, sul quale si è pronunciato nella riunione di giovedì 14 settembre il CSPI con un parere di cui si attende la pubblicazione;
- la prossima apertura del portale di ausilio per l’Alternanza scuola lavoro e di una banca dati centralizzata per semplificare gli adempimenti fiscali;
- l’estensione dell’Help desk amministrativo contabile alle regioni Puglia (dal 19 settembre) e Lazio (dal 6 ottobre).

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Inoltre l’Amministrazione ha assicurato di essersi attivata per ottenere in legge di Bilancio la copertura necessaria per l’assunzione a mezzo concorso dei Dsga e del personale da assegnare agli USR anche per colmare i vuoti di organico negli uffici che dovrebbero occuparsi di contenzioso, evitando così che gli stessi coinvolgano nelle cause del lavoro i Dirigenti Scolastici, oggi delegati sistematicamente a rappresentare l’Amministrazione in primo grado di giudizio; infine l’Amministrazione si è detta fortemente impegnata a modificare, sempre in sede di approvazione della legge di Bilancio, le disposizioni relative alla sostituzione degli assistenti amministrativi.

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_19_09_2017_06:00_NODE_2798
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Concorsi nella Pa, Scuola e Università

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I dati Mef Rgs 2015 – L’età media dei P.i., Scuola: 51,90; Università: 51,86; Enti di ricerca: 50,68
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Continua a fare notizia all’annuncio di prossimi bandi nella Pubblica amministrazione (statali, ministeri, scuola, sanità, enti territoriali) per poter assicurare il ricambio generazionale e determinare nuova occupazione, anche se prima di ogni discorso serio sull’argomento le varie amministrazioni devono redigere i piani di fabbisogno prioritari o emergenti a breve e medio termine di nuove figure e competenze professionali.
Scuola e Università procederanno con le loro regole, ma la situazione è comunque  critica stante l’età media rilevata:
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L’età dei dipendenti pubblici (Dati Mef Rgs 2015)

Comparto

Numero dipendenti

Età media

Scuola

1.085.082

51,90

Istituti di formazione artistico musicale

9.174

50,47

Enti di ricerca

20.570

50,68

Università

99.134

51,86

Regioni a statuto speciale

91.774

50,17

Totale Pubblico Impiego

3.257.014

50,02

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node_2796_tutti_a_scuola  

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_18_09_2017_06:00_NODE_2796_2ª_EDIZIONE
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“Tutti a Scuola 2017”, Mattarella e Fedeli inaugurano
il nuovo anno scolastico

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A Taranto la cerimonia con 800 studentesse e studenti di tutta Italia
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Oggi, a partire dalle ore 11:00, a Taranto, avrà inizio  la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico. La cerimonia sarà ospitata presso il plesso della scuola primaria “Giovanni Falcone” dell’IC “Luigi Pirandello”.
L'evento prevede la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Ministra Miur, Valeria Fedeli, rivolgeranno il loro messaggio di augurio per il nuovo anno alle scuole di tutto il Paese.
A tutte le alunne e agli alunni presenti in platea verrà distribuito, come da tradizione della cerimonia, uno zainetto che conterrà il kit del libro-fumetto di Geronimo Stilton, esplicativo della Costituzione italiana e della Convenzione dei diritti del fanciullo. Il volume è stato realizzato dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza la cui presidente, Filomena Albano, sarà presente all’evento, a Taranto. Nello zainetto ci sarà anche il Manifesto delle Parole Ostili per sensibilizzare ragazze e ragazzi a contrastare e non utilizzare il linguaggio dell'odio.

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_18_09_2017_06:00_NODE_2796_2ª_EDIZIONE
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“Tutti a Scuola 2017”, Mattarella e Fedeli inaugurano
il nuovo anno scolastico

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A Taranto la cerimonia con 800 studentesse e studenti di tutta Italia
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Oggi, a partire dalle ore 11:00, a Taranto, avrà inizio  la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico. La cerimonia sarà ospitata presso il plesso della scuola primaria “Giovanni Falcone” dell’IC “Luigi Pirandello”.
L'evento prevede la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Ministra Miur, Valeria Fedeli, rivolgeranno il loro messaggio di augurio per il nuovo anno alle scuole di tutto il Paese.
A tutte le alunne e agli alunni presenti in platea verrà distribuito, come da tradizione della cerimonia, uno zainetto che conterrà il kit del libro-fumetto di Geronimo Stilton, esplicativo della Costituzione italiana e della Convenzione dei diritti del fanciullo. Il volume è stato realizzato dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza la cui presidente, Filomena Albano, sarà presente all’evento, a Taranto. Nello zainetto ci sarà anche il Manifesto delle Parole Ostili per sensibilizzare ragazze e ragazzi a contrastare e non utilizzare il linguaggio dell'odio.

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CERIPNEWS_NOTIZIE_XVII_18_09_2017_06:00_NODE_2794
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Continua, anzi si aggrava, la vaccinistory

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La legge Lorenzin  applicata male e poco!
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Accoglienza on-off su scala nazionale, con genitori impazziti per il rifiuto dei figli a scuola non vaccinati ed anche in caso di presentazione di autocertificazione, con buona pace della circolare Fedeli-Lorenzin. Il mondo è bello perché è vario, si dice spesso, ma la scuola non scherza poi tanto!
Di seguito una rapida panoramica nazionale delle micro e macro patologie riscontrate in questi giorni.
A Capoterra, comune della Città metropolitana di Cagliari, solo per fare un caso, la Dirigente scolastica ha rifiutato 6 bambini iscritti alla scuola dell’infanzia perché, a suo avviso, “non basta l’autocertificazione dei genitori, a meno che essa non sia autenticata dalla Asl e/o, in alternativa, previa indagine della scuola per acquisire tutte le informazioni”.
Dove c’è scritto non si sa, però si fa! Forse la DS cagliaritana fa parte della schiera dei presidi-sceriffi ex lege 107/2015!
Di contro, a Nuoro, sempre in Sardegna, alcuni DS fanno i ribelli ed accolgono tutti i bambini anche senza vaccinati e senza documentazione obbligatoria, con la slogan: “Nella nostra scuola nessuno sta fuori”. La scelta dell’accoglienza ha una sua ratio più o meno condivisibile stante la normativa vigente: “Non è compito della scuola convincere le famiglie a vaccinare i figli e meno che mai compete ai DS esercitare il controllo che spetta alle Asl; non spetta ai DS fare gli sceriffi”.
L’Amministrazione, per la verità, come si legge appresso, la pensa diversamente!
A Trieste, mentre in alcune scuole si accolgono tutti i bambini, anche non in regola con i documenti previsti sui vaccini obbligatori, in altre s’è registrato il ritiro massiccio dei piccoli i cui genitori sono “no vax”; in altre scuole tanti bambini iscritti nei nidi e alla scuola dell’infanzia ancora non si sono presentati. Resta anche una fitta schiera di “furbetti”, mamme e papà che hanno presentato l’autocertificazione pur dichiarando che non vaccineranno i figli. Sarà compito della Asl stanare questi “furbetti”, verificando se l’impegno a vaccinare i propri figli, messo nero su bianco nell’autocertificazione, verrà mantenuto o meno. La resa dei conti avverrà comunque a marzo, termine ultimo per effettuare appunto i vaccini.

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Passando alla Campania, bimbi di Salerno, Cava de’ Tirreni e Sapri sono stati bloccati all’ingresso della scuola primaria che dovevano frequentare, perché i genitori non avevano ottemperato all’obbligo vaccinale o comunque non avevano presentato il certificato che attestava la somministrazione dei vaccini previsti dalla legge o l’autocertificazione. Scontata la reazione dei genitori che hanno chiesto l’intervento delle forse dell’ordine. In particolare: a Salerno, si sono anche registrate disfunzioni sulla registrazione della documentazione che i genitori avevano prodotto regolarmente ma la scuola non ne aveva tenuto conto; a Cava de’ Tirreni un bambino  non è stato accolto perché la scuola non ha ritenuto idonea la documentazione attestante l’avvenuta prenotazione per l’effettuazione delle vaccinazioni presentata alla competente Asl! I genitori annunciano battaglia legale per rivendicare il diritto all’istruzione del figlio.
A Napoli, il DS di un istituto comprensivo ubicato nei Quartieri spagnoli, ha rimandato a casa alcuni bambini i cui genitori non hanno voluto firmare l’autocertificazione che li avrebbe impegnati a vaccinare i bambini (-5 anni) entro il prossimo 10 marzo.
A Catania il dirigente di una scuola paritaria preso da sacro zelo burocratico ha pubblicato un avviso che non si accettano autocertificazioni, anche se vidimate dall’Asl, ma pretende, da subito, i certificati vaccinali completi pena la non ammissione dei bambini sia alla scuola dell’infanzia ed alla scuola primaria.
Intanto scoppia pure la grana tra DS, Miur e USR. Da Viale Trastevere si ribadiscono le disposizioni ed in Piemonte il Direttore generale dell’USR, Manca, ha chiarito con una circolare che, leggi alla mano, tocca proprio a loro allontanare da scuola i bambini i cui genitori non dichiarino le avvenute vaccinazioni o l’intenzione di mettersi in regola.
Gli adempimenti vaccinali, spiega Manca nella sua circolare, sono diventati requisito d’accesso per l’iscrizione ai servizi educativi e alla scuola dell’infanzia (anche privata non paritaria); in caso di mancata presentazione della documentazione, compete al DS comunicare ai genitori/tutori/affidatari il diniego di accesso ai servizi del minore, con formale motivazione.
Il Direttore generale torinese precisa anche nella sua circolare, pubblicata sul sito web dell’USR Piemonte, che “il dirigente è tenuto, in via esclusiva, a farsi garante in base alle norme che regolano la propria funzione” e richiama le legge sull’autonomia scolastica, dal 1997 alla legge 107/2015 da cui emergono le tante responsabilità, la personalità giuridica e l’autonomia del dirigente”.

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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: I problemi, non risolti, di Toccafondi sulla scuola // Ma di quale Concorso per Dirigenti parliamo? // A proposito della delibera sulla settimana corta bocciata dal TAR Lazio
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I problemi, non risolti, di Toccafondi sulla scuola
Bilancio poco lusinghiero quello del Sottosegretario del Miur quasi a fine legislatura
ROMA - Il sottosegretario Gabriele Toccafondi scopre oggi che la scuola è piena di problemi, dovuti alla trascuratezza perdurata per decenni e siccome il Governo non può fare miracoli, servono ancora degli anni per rimettere le cose a posto.
In particolare Toccafondi affronta la questione edilizia, per cui servono scuole nuove, ed i dirigenti scolastici che mancano, per cui vorrebbe il bando del concorso, che però non arriva, e via di seguito!
Il Sottosegretario, pur se appartenente al Nuovo centrodestra, non si esime dall’enfatizzare, in puro stile renziano-gianniniano-fedeliano il piano assunzionale massiccio che, a suo avviso, avrebbe ridotto il numero dei precari storici, come imposto dalla Corte di Giustizia europea.
Non parla del mancato contratto, del sostegno che viene garantito anche da docenti non specializzati, delle GaE ancora da svuotare e, soprattutto, delle tante assunzioni andate perse perché mancano i docenti di diverse classi di concorso; meno che mai Toccafondi parla delle immissioni in ruolo su posti lontani da casa pur in presenza di cattedra vacanti geograficamente più vantaggiose ai neo-assunti, e su cui fino a qualche giorno addietro ha sentenziato il TAR censurando il Miur ed il suo algoritmo. (c.c.)
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Ma di quale Concorso per Dirigenti parliamo?
Il commento amaro e ironico che Giuseppe Adernò ci ha inviato da Catania
“E venne sera, poi venne mattina,  questo fu il primo giorno”: questa citazione tratta dal libro della Genesi cap 1,v 5  che descrive la nascita della luce, per la scuola italiana racconta le tenebre!
La data tanto attesa del 15 settembre, comunicata dalla Ministra Valeria Fedeli per il bando del concorso per DS, ancora una volta si è rivelata un falso annuncio e nulla si muove, rendendo sempre più opache le prospettive della scuola italiana per altri due anni, nel turbinio delle infruttuose reggenze, che fanno risparmiare le casse dello Stato, ma creano danno ai futuri cittadini, non garantendo un servizio scolastico efficiente e di qualità.
Si perpetuano stili e modelli superati, a volte stanchi che non rispondono ai bisogni di oggi, mentre ci sono tante potenzialità nei  futuri nuovi dirigenti che, ben espresse, consentiranno alla scuola italiana di fare un salto di qualità.
Quanto dovrà durare ancora l’attesa? Oggi sapremo la data, parola di Ministra! Viene da chiedersi se c’è stato spreco inutile di e
nergie per portare a compimento un’opera mal fatta. Questo è lo stile che accompagna la scuola italiana! (g.a.)

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iscrizioni:  info@ceripnews.it  - Telefono: 331-4105857
  

A proposito della delibera sulla settimana corta bocciata dal TAR Lazio
L’avvocato di parte puntualizza ed informa su alcuni aspetti non pubblicati dalla stampa
In relazione della settimana corta bocciata dal TAR, sui siti di informazione scolastica e sui quotidiani che hanno riportato la notizia, precisando come abbiamo scritto ieri (leggi: Il TAR serve, oppure no? - http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#node-2784-il-tar-serve-oppure-no), che si tratta solo della decisione assunta dal presidente del TAR Lazio il quale ha bocciato la decisione del Consiglio di istituto sulla settimana corta, accogliendo il gravame prodotto da circa 100 genitori e studenti maggiorenni, con la formula “inaudita altera parte” e rinviando la decisione definitiva al 16 gennaio 2018 quando verrà esaminato il corposo ricorso, leggiamo una precisazione dell’avvocato romano Alfredo De Vecchio, che in buona sostanza precisa:
1 – il liceo in questione ha sezioni che da anni hanno adottato un calendario su sei giorni ed altre che lo hanno articolato su cinque;
2 – la decisione del TAR, pertanto, non incide sulle sezioni con corsi a cinque giorni, ma solo su quelle che da sei sono passati a cinque giorni settimanali;
3 – il rifiuto sulla proposta è stato massiccio: 257 votanti su 297, perché gli studenti hanno chiesto il rispetto del diritto esercitato in fase di iscrizione, che non si può cambiare in corso d’opera e che in fase di Open Day era stata data ampia visibilità all’offerta formativa su sei giorni; peraltro l’articolazione su sei giorni ha consentito l’ampliamento dell’offerta formativa;
4 – la proposta di modifica in CdI è passata con un solo voto di scarto tra favorevoli (Docenti e del DS) e contrari (Genitori e Studenti);
5 – il legale precisa anche che il CdI non addotto alcuna motivazione di ordine economico, come si adombra in alcuni articoli di stampa, ma solo presunte disfunzionalità delle lezioni nella giornata del sabato; inoltre dal 2016 tutti i nuovi corsi sono a frequentazione su cinque giorni e che tale anomalia si risolverà da sé a completamento dei corsi rimasti a sei giorni, cioè fino alla Maturità.

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Lo spazio di Grumpy

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Le notizie commentate da nostro brontolone: Sapienza in crisi // La Scuola per lo ius soli //
No hotspot a Lampedusa con farsa finale
// Ragusa Capitale // Maxi assunzioni

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* LA SAPIENZA IN CRISI – Il rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma ha annullato i test d’accesso alla facoltà di Psicologia perché sono state riscontrate irregolari ben 40 domande su 90, peraltro già presenti nella batteria dello scorso anno.  Gli studenti adesso chiedono l’ammissione erga omnes.
* LA SCUOLA PER LO IUS SOLI – Sono migliaia le firme che hanno sottoscritto l’appello lanciato dal maestro Lorenzoni e dal professore e scrittore Affinati, affinché il Parlamento approvi la legge sullo ius soli. Non è tollerabile, infatti, che 800mila bambini e ragazzi figli di immigrati, che frequentano le scuole con i compagni italiani, non siano cittadini come loro. Il prossimo 3 ottobre, per la Giornata della Memoria per le vittime dell’emigrazione, i prof  che aderiscono all’appello indosseranno a scuola un nastrino tricolore per indicare la loro volontà di considerare tutti gli studenti cittadini italiani. Per firmare l’appello: https://goo.gl/forms/1AC6g081ttGQC9Ag2 

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* NO HOTSPOT A LAMPEDUSA CON FARSA FINALE – La giunta di Lampedusa, a guida Martello, dice no all’hotspot e ne chiede la chiusura. A quanto pare i tunisini sbarcati sarebbero molestatori di donne, derubano i negozi, bivaccano per strada e vanno arrestati. Come mai tutto ciò non è mai accaduto con la giunta Nicolini? Il finale è da favola: la Nicolini dichiara alla stampa che il tutto s'è ridotto ad un solo furto di mellone, il sindaco - a sua volta - aggiusta il tiro la parla di sana provocazione.
* RAGUSA CAPITALE – La città di Ragusa ha avanzato la candidatura a Capitale della Cultura per il 2020 e sta inviando il dossier al Ministero per le Attività culturali. Un nutrito volume di 60 pagine nel quale sono state condensate tutte le peculiarità del territorio ibleo e del progetto culturale che arricchirà questo percorso.
* MAXI ASSUNZIONI – Il Governo sta studiando un maxi concorso per la Pubblica amministrazione perché presto andranno in pensione 500mila dipendenti pubblici su un totale di 3,3 milioni di addetti. Una strategia logica e funzionale, pur se in clima elettorale, ma i soldi chi ce li mette?

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XVII-16-09-2017-06:00-NODE-2783
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La cosiddetta Buona Scuola italiana

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A scuola con i topi a Roma, con tetti che cadono ed arredo carente a Palermo,
ma dalla Città metropolitana anche belle notizie!
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In parecchie scuole romane, nonostante le pulizie straordinarie decise dall’Amministrazione capitolina in circa 800 istituti romani, alcuni dei quali all’ultimo minuto, colonie di topi e bivacchi, prati bruciati e aree verdi incolte hanno accolto gli alunni a Casal Palocco. Altrove, invece, mancano gli arredi (armadi, attaccapanni, ecc.) e perfino i banchi.
La situazione romana non è l’unica nel Bel Paese. A Palermo, giusto per fare un caso locale, mentre la classe multietnica operativa presso l’IC Perez-Madre Teresa di Calcutta conquista giustamente la cronaca locale ed a noi spetta solo specificare per chi non lo sa oppure l’ha dimenticato, che la scuola elementare Perez da decenni accoglie bambini di diverse etnie e da sempre ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione il suo punto di forza, altrove ma non moltissimo lontano, nel plesso Ragusa Moleti dell’Istituto Ragusa Moleti – Lombardo Radice cadono i tetti, per meglio dire i controsoffitti, con buona pace delle scuole belle e sicure di renziana memoria.

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Che poi la Città metropolitana di Palermo dal 2014 non abbia presentato alcun progetto per usufruire dei 50 milioni stanziati a livello regionale è tutto un altro discorso! Nel senso che gli importi per la progettazione non sono sostenibili dai Comuni, almeno secondo l'assessore all’Edilizia scolastica Emilio Arcuri, ed è stato aperto un dialogo con il governo Gentiloni. Mentre di dialoga, ovviamente, cadono i soffitti. Lo stesso è accaduto all’IC Silvio Boccone di Palermo, mentre a Monreale sono caduti solo i cornicioni!
Il liceo scientifico Cannizzaro, sempre di Palermo, è a caccia di banchi e sedie almeno da domani scolastico, parecchi ragazzi resteranno in piedi ad ascoltare le lezioni.
In compenso il sottosegretario Gabriele Toccafondi (Ncd) scopre adesso - parlando a Firenze - che nelle
scuole italiane ci sono ancora diversi problemi su fronte edilizia rimasta ferma agli anni '70-'80, e soprattutto servono scuole nuove.

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XVII-16-09-2017-06:00-NODE-2782
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Revisione degli Istituti Tecnici e Professionali

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Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i Regolamenti di riordino dell’istruzione tecnica e professionale
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Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 215 del 14/09/2017 i decreti che attuano la revisione dei Regolamenti di riordino dell’istruzione tecnica e professionale approvati nel 2010, resasi necessaria a seguito di una pronuncia del Tar del Lazio che ha annullato parte dei provvedimenti.
Dalla G.U. si possono scaricare:
- il D.P.R. 31/07/2017, n. 133, recante integrazioni al D.P.R. 15/03/2010, n. 87, concernente il riordino degli istituti professionali;
- il D.P.R. 31/07/2017, n. 134, recante integrazioni al D.P.R. 15/03/2010, n. 88, concernente il riordino degli istituti tecnici.

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L’intervento di revisione è stato necessario a seguito di una pronuncia del TAR del Lazio del giorno 08/04/2013 che ha annullato parte dei Regolamenti perché incompleti, in quanto privi delle motivazioni a sostegno della revisione del quadro orario dei percorsi di studio.
I decreti di revisione integrano entrambe le norme con l’introduzione del comma 1-bis all’articolo 5, che definisce in dettaglio i criteri per la determinazione dell’orario complessivo.
Il vigente Regolamento per l’istruzione professionale sarà abrogato a decorrere dall'anno scolastico 2022/2023, secondo quanto previsto dal D. Lgs. n. 61/2017, uno degli otto decreti attuativi della Legge n. 107/2015.
Il Miur starebbe predisponendo un nuovo Regolamento, con l’obiettivo di dare una più chiara identità agli istituti professionali.
Per leggere e/o scaricare i DD.PP.RR. :
DPR 31/07/2017, n. 133 http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML;jsessionid=yVbYAUwGhsjr54Xb9qgsgg.ntc-as3-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-09-14&atto.codiceRedazionale=17G00148&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario
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DPR 31/07/2017, n. 134
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-09-14&atto.codiceRedazionale=17G00147&elenco30giorni=false

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//15-09-2017/06:00//NODE-2778
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All’inizio dell’anno scolastico le difficoltà maggiori le vivranno gli studenti con disabilità. Nonostante le buone intenzioni, espresse a parole dalla Ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli e i diversi impegni assunti pubblicamente, soprattutto nei confronti degli studenti con disabilità, si preannuncia una ripresa delle attività scolastiche con le ormai solite difficoltà.
L’aver inserito nell’organico dell’autonomia il ruolo dei docenti di sostegno avrebbe dovuto ridurre la girandola di docenti che crea sempre disagio, specie agli alunni con difficoltà di apprendimento e di adattamento.
A fronte di un organico di diritto (docenti di ruolo, stabili, docenti di sostegno, e docenti di potenziamento) continua ancora la procedura della “deroga”, che aumenta ogni anno, determinando il conferimento di “ incarichi annuali”, spesso conferiti a docenti senza titolo specifico. 
La tanto decantata possibilità di chiedere la conferma del supplente di sostegno da parte delle famiglie degli alunni con disabilità, (diverse lettere sono pervenute al Ministero e alle Direzioni Regionali), di fatto è resa inapplicabile in quanto gli uffici territoriali e i Dirigenti scolastici non hanno ricevuto istruzioni in merito da parte del MIUR. Tutto ciò evidenzia il problema reale e sembra lecito porsi due domande: la prima se erano supplenti chi sostituivano? La seconda se non lo erano perché non stabilizzarli rendendo superfluo l’intervento delle famiglie?
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Per celebrare i 40 anni delle Legge 517/77
“L’integrazione dei disabili in cammino verso l’inclusione” è il tema della tavola rotonda che
si terrà a Catania, mercoledì 27 settembre, alle ore 16:30 presso l’Auditorium Palazzo ex Esa (Via Beato Bernardo, Piazza San Domenico).
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Prevedere posti in organico di diritto significa non aumentare cattedre , ma mutare la loro natura: da tempo determinato a tempo indeterminato. Ciò garantirebbe la continuità del docente per un’efficace integrazione del disabile nel gruppo classe, in modo da realizzare concretamente la tanto declamata “inclusione scolastica”.
Un altro punto critico di questi primi giorni di scuola è quello relativo al numero degli alunni/e per classe. Le classi in organico e il numero degli alunni crea non poche difficoltà. In molti casi risultano ad oggi inapplicate le normative sul numero degli studenti per classe in presenza di certificazioni di disabilità grave che, peraltro, configgono anche con la normativa in materia di sicurezza. Tali questioni vanno affrontate e avviate a risoluzione, non possono più essere rinviate o peggio ancora ignorate.
La modifica delle norme sulla fusione delle classi intermedie è indispensabile e urgente per dare adeguate risposte al reale “diritto allo studio”. Classi pollaio e classi con pochi alunni nel medesimo istituto appare una vergognosa incongruenza.

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A 40 anni di distanza della Legge 517, emanata il 4 agosto del 1977 e constatare come ancora oggi molti problemi rimangono ancora insoluti, rivela una carente progettualità organizzativa della scuola che presenta segni di eccellenza in alcune regioni e profondo degrado e abbandono in altre.
L’auspicata vitalità del GLI (Gruppo di lavoro per l’inclusione), “con il compito di collaborare alle iniziative educative e d’integrazione predisposte dal piano educativo”, già previsto dalla Direttiva Ministeriale del 2012, in tutte le istituzioni scolastiche, anche con “funzioni di raccordo di tutte le risorse specifiche e di coordinamento, presenti nella scuola” (Circ. 6 marzo 2013), dovrebbe dare all’azione didattica del sostegno una specifica connotazione didattica che supera il semplice assistenzialismo e vigilanza del disabile in classe.
Auguriamo che anche le nuove leve di docenti che hanno superato la selezione per il corso TFA di sostegno possano sviluppare una rinnovata mentalità didattica di attenzione e di efficienza nella prospettiva dell’inclusione sociale che non si consegue mediante norme di leggi, bensì attraverso una nuova cultura e sensibilità educativa, capace di saper guardare tutti e osservare ciascuno e seguire con amorevolezza quanti hanno bisogno di particolari attenzioni.(giuseppe adernò)

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//15-09-2017/06:00//NODE-2777
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Adeguamento antisismico edifici scolastici

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Decreto in G.U. - Somma stanziata: 26.404.232,00 euro
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somma complessiva di euro 26.404.232,00, relative all'annualità 2016 e 2017, per gli interventi di adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici scolastici, e per la costruzione di nuovi immobili. La quota di competenza regionale è assegnata alle singole Regioni e alle Province autonome tenendo conto dei differenziati livelli di rischio sismico che caratterizzano i diversi territori. Il termine entro il quale far pervenire i piani relativi alle annualità 2016 e 2017 è definito dal Miur con apposita comunicazione rivolta alle Regioni interessate.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//15-09-2017/06:00//NODE-2773-2776
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Bonus 2017/2018 accreditato // Trasferimenti docenti, balletto infinito //
Vaccini, allarme Ue e ricorsi // Ripartito il Fondo 2017 agli atenei
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Bonus 2017/2018 accreditato
Attivata la piattaforma Carte del Docente con il bonus di 500 euro utilizzabile per il corrente anno scolastico. I docenti che nell’anno scolastico 2016/2017 non avevano speso tutta la somma a disposizione e contavano di averla accreditata assieme al nuovo bonus dovranno aspettare almeno fino al prossimo mese di ottobre per poter utilizzare la somma residua.
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Trasferimenti docenti, balletto infinito
Il Tribunale di Monza ha modificato due provvedimenti adottati dal Miur con il famoso e contestatissimo algoritmo. Nel primo caso ha accolto la tesi di una docente sulla “prioritaria tutela della sfera esistenziale e professionale” ritenuta prevalente alle esigenze del Miur a coprire gli organici affidandosi ad un algoritmo farlocco; nel secondo caso è stato contestato il principio della casualità per l’assegnazione a prescindere dall’ordine indicato dal docente nella domanda di mobilità, con il rischio concreto che docenti con punteggio più alto trovino collocazione deteriore rispetto ad altri con punteggio più basso, e quindi violando il principio di imparzialità ora affermato dal Tribunale monzese.

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Vaccini, allarme Ue e ricorsi
Secondo la Ue in Italia e Romania si muore per malattie debellate: dall’inizio dell’anno registrati 4.328 casi e 3 decessi! La legge Lorenzin continua a restare nell’occhio del ciclone perché oltre ai “no vax” oggi si apre il fronte dei Ds che non vogliono fare i Carabinieri, stanno applicando la legge ma spesso è scontro con i genitori. Pochi casi, certamente, ma le tensioni non si escludono, anche perché il dialogo non basta proprio e i Ds sono dibattuti fra il rispetto della legge e il diritto allo studio da assicurare a tutti. Il Codacons, che è entrato a gamba tesa nella questione vaccini, oltre al ricorso al Tar per bloccare la legge, contesta anche le autocertificazioni perché si rischia di sottoscrivere, per mero errore, dati falsi suscettibili di denuncia. Relativamente al ricorso presentato al Tar la richiesta di sospensiva del provvedimento Lorenzin con la formula “inaudita altera parte” e che prevedeva un’ordinanza da parte del presidente del Tar prima ancora di ascoltare le parti non è stata accolta e l’udienza per discutere la sospensione della legge è stata fissata al 3 ottobre prossimo. 
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Ripartito il Fondo 2017 agli atenei
Il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) per gli atenei nel 2017 ammonta a 6.982 miliardi di euro, come si legge nelle tabelle, pubblicate ieri, con la ripartizione a livello di singola università. Il Fondo comprende anche la quota di 55 milioni di euro per una “no tax area” per agevolare gli studenti meno abbienti. Non mancano già le proteste delle associazioni degli studenti che annunciano la mobilitazione per il problema del sottofinanziamento. Le tabelle constano di diverse voci: quota base, quota premiale, risorse perequative per un totale di 6.272 mld/euro a cui vanno aggiunte le assegnazioni per i piani straordinari di reclutamento dei docenti (237,2 mln/euro). La quota 2017 relativa alla programmazione triennale (43,8 mln/euro) e l’assegnazione di 55 mln/euro agli atenei a compensazione della cosiddetta “no tax area” a decorrere da quest’anno.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//15-09-2017/06:00//NODE-2772
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Giallo sui concorsi Ds e Dsga

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I posti per il concorso Ds e Dsga
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Mentre si attende di giorno in giorno la pubblicazione del Regolamento e del Bando del Concorso per Dirigenti Scolastici stimato in circa 2.000 posti, si registra un silenzio ancora più  tombale per il bando del concorso per il profilo di Dsga mentre vengono pubblicate le prime cifre sulle disponibilità.
In Sicilia la situazione per l’anno scolastico 2017/2018 è la seguente:

Provincia

OD 2017/18

Titolari

Disponibilità

Esubero

Contingente

Agrigento

73

86

-

13

-

Caltanissetta

47

44

3

-

1

Catania

177

156

21

.

10

Enna

35

39

-

4

-

Messina

94

90

4

-

2

Palermo

198

189

9

-

4

Ragusa

54

53

1

-

1

Siracusa

68

68

-

-

-

Trapani

72

75

-

3

-

Totale

818

800

38

20

18

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PREPARAZIONE CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI
Il CERIP di Palermo (Viale delle Alpi, n. 65) organizza un percorso formativo in vista del prossimo bando.
Per informazioni e/o
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//14-09-2017/  06:00//NODE-2768
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Sicilia, assegnazione fondi scuole infanzia paritarie

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Il Decreto dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia n. 25299 del 12/9/2017
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Nel sito dell’USR Sicilia ( https://www.usr.sicilia.it/index.php/tutte-le-news/940-decreto-n-25299-del-12-9-2017-riparto-assegnazione-fondi-scuole-infanzia-paritarie-cap-1479-1-a-s-2016-2017 ) è stato pubblicato il decreto di riparto di assegnazione dei fondi alle scuole dell’infanzia paritarie. La somma di € 1.879.564,67, gravante sul Cap. 1479/1 (e.f. 2017) viene ripartita fra gli Ambiti Territoriali della Sicilia come appresso:
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Ambito Territoriale di Agrigento

€ 136.003,80

Ambito Territoriale di Caltanissetta

€ 59.699,41

Ambito Territoriale di Catania

€ 442.487,66

Ambito Territoriale di Enna

€ 19.891,64

Ambito Territoriale di Messina

€ 214.711,96

Ambito Territoriale di Palermo

€ 669.202,41

Ambito Territoriale di Ragusa

€ 89.941,58

Ambito Territoriale di Siracusa

€ 116.234,86

Ambito Territoriale di Trapani

€ 131.391,35


 

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//14-09-2017/  06:00//NODE-2767
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La vaccinistory continua

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Una vera e propria giungla nell’attuazione della legge Lorenzin a livello regionale-

I primi giorni di scuola hanno evidenziato la giungla regionale sui vaccini, nonostante la legge e le circolari Fedeli-Lorenzin.
In alcune Regioni si entra a scuola e le segreterie si accontentano delle autocertificazioni, in altre si pretende la “documentazione comprovante l’avvenuta effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie” con tanto di copia del libretto vaccinale vidimato dalla Asl e/o altro documento sempre rilasciato dalla Asl.
In alcune scuole d’Italia sono stati chiamati i Carabinieri per sedare le proteste dei genitori i cui figli, non in regola, non sono stati ammessi a scuola. Protestano anche i “no vax”, che minacciano di ricorrere al Tar, ma intanto i figli non entrano a scuola.

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Eccezione piemontese è la scuola montessoriana dove per frequentare non servono le vaccinazioni perché, almeno secondo il dirigente scolastico, non si tratta di “vera scuola” (sic!). Lezioni all’aperto, uso dei laboratori, visite nei parchi, cura degli animali, niente compiti a casa può bastare per eludere la legge Lorenzin? Maria Montessori viva l’avrebbe pensato alla stessa maniera? Chissà! Per noi è comunque una comunità educativa che ospita minori, quindi, scuola!

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node-2766-università-obiettivo  

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//14-09-2017/  06:00//NODE-2766
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Università: obiettivo incrementare il numero dei laureati

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Aumenti progressivi al Fondo: 1% (2017) e 4,2% (2018)  // Maglia nera Ocse anche sulla scuola italiana: tagli pesantissimi e bassi salari!
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La ministra Valeria Fedeli assicura che i fondi per l’università aumenteranno per incrementare il numero dei laureati, soprattutto nei settori scientifici, per essere competitivi su scala internazionale.
Quest’anno il Fondo aumenterà dell’1% e crescere del 4,2% nel 2018 per alimentare meglio le iniziative su diritto allo studio, orientamento, qualificazione dei percorsi. Inoltre è stato avviato un percorso sulle lauree professionalizzanti, ma non è detto che tanti basti per invertire il trend nazionale di appena il 18% di laureati contro il 37% della media nella zona Ocse (il dato più basso è quello del Messico). Come non potrebbe migliorare il record negativo di Neet: in Italia un ragazzo tra i 15 ed i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto ad un percorso di formazione, contro una media Ocse del 14 per cento.

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Non va meglio la scuola a seguito dei tagli che dal 2008 al 2012 si sono compiuti sull’istruzione pubblica. Osserva l’Ocse che nessun paese, nel corso della crisi, ha tagliato 9 miliardi ai bilanci della scuola ed anche dell’università! A questi bisogna aggiungere i miliardi risparmiati con il blocco degli stipendi di tutto il personale della scuola.
Oggi, scrive l’Ocse la retribuzione lorda di un prof di liceo con 15 anni di anzianità è inferiore di 9 mila dollari rispetto alla media(37 mila contro i 46 mila). Nel 2014 era investiti il 7,1% in istruzione (ultimi tra i paesi Ocse) e l’1,6% in educazione terziaria a fronte di una media del 3,1%. La percentuale del Pil dedicato all’istruzione è del 4% contro il5,2 della media Ocse. Rispetto al 2010, il taglio è stato del 7%. L’unico successo è l’età media della prima laurea (35 anni) che risulta in linea con l’Europa e inferiore ai paesi Ocse.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//13-09-2017/  06:00//NODE-2760
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Mille tutor in campo per l’Alternanza

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Oggi solo 250 per 1.300 scuole – Tutor impegnati in 5 istituti –
Solo tra 2-3 anni si raggiungerà il tetto massimo fissato
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Quest’anno 1,5 milioni di studenti delle scuole superiori saranno coinvolti nell’Alternanza scuola-lavoro, un percorso introdotto nel 2015 con la riforma Renzi-Giannini.
L’operazione Alternanza, tuttavia, ancora non può dirsi decollata se è vero, come è vero, che le imprese che hanno offerto agli studenti percorsi di Alternanza “on the job” sono state meno del 10 per cento, percentuale che sale al 10,6% nel settore manifatturiero.
Per fare fronte a questo insuccesso della legge sulla Buona Scuola la ministra Valeria Fedeli ha messo in campo i “tutor territoriali”  esterni alla scuola, che avranno il compito di accompagnare e vigilare sul funzionamento e la qualità dei percorsi di scuola-lavoro.
Si partirà con 250 tutor  che si interfacceranno, da lunedì a venerdì, con 1.300 scuole (ogni tutor sarà impegnato in 5 istituti ed ciascuno si recherà per un’intera giornata). Entro 2-3 anni si dovrebbe raggiungere il tetto massimo (1.000 unità) previsto, per raggiungere le 5 mila scuole superiori operanti nel Paese.

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Accanto ai 100 milioni previsti dalla legge n. 107/2015, l’Alternanza quest’anno potrà contare pure su 140 milioni provenienti dai fondi Pon; è pronta la Carta con i diritti e doveri degli alunni impegnati nei percorsi di formazione “on the job” ed il Miur, a breve, metterà a disposizione delle scuole anche una piattaforma dedicata all’Alternanza. Il sito avrà un “bottone rosso” per la segnalazione di problemi riscontrati durante l’esperienza di studio e pratica sul campo.
Contro il percorso di alternanza scuola-lavoro si è sempre schierato l’Unione degli studenti (Uds) che quest’anno ha iniziato la sua crociata contro in Puglia in quanto l’anno scorso il 97% degli studenti non si sente né garantito, né tutelato e, soprattutto, non ha capacità decisoria; il 41% ritiene che gli siano stati negati diritti che dovrebbero essergli garantiti; il 35% denuncia di aver pagato esosamente trasporti e materiale necessario durante il percorso scuola-lavoro ed il 13 ottobre prossimo gli studenti si asterranno da ogni attività, compreso l’alternanza scuola-lavoro per mandare un messaggio forte e chiaro di aperta contestazione.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//13-09-2017/  06:00//NODE-2759
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Confronto pensioni: Governo e Sindacati al lavoro

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Sul tavolo l’Ape sociale per le donne, risorse disponibili, rivalutazione delle pensioni
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Prosegue il confronto Governo-OO.SS. sulle pensioni: Ape sociale per le donne,  risorse disponibili,  rivalutazione delle pensioni.
Per quanto riguarda il primo punto il Governo ha proposto uno sconto contributivo di 6 mesi per ogni figlio, sino ad un massimo di 2 anni. Le donne rientranti nell’Ape sociale (comprese le insegnanti di scuola dell’infanzia) i requisiti sarebbero 63 anni di età e 28 anni di contribuzione (non più di 30 in caso di disoccupazione) o 34 (non più 36 in caso di lavori gravosi).

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Relativamente al secondo punto bisogna attendere la Nota di accompagnamento al Def che potrebbe incrementare le risorse disponibili. In ipotesi di nuove risorse il Governo pensa di ampliare la platea di benefici dell’Ape, incrementare lo sconto contributivo per le donne e derogare all’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita per le attività gravose.
Relativamente all’ultimo punto l’Esecutivo si è impegnato a svolgere un lavoro di verifica sula composizione del paniere che alla base delle medesime rivalutazioni.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//13-09-2017/  06:00//NODE-2758
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Spesa pubblica: ko nella formazione

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Nel 2016 solamente il 64% dei laureati compresi tra i 25 e i 34 anni aveva un lavoro (80% tra i 25-64enni); secondo l’Ocse, nel nostro Paese le prospettive di lavoro per i laureati sono inferiori rispetto a quelli dei diplomati!
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Nel 2014 il Bel Paese detiene la maglia nera nell'area Ocse per la spesa pubblica complessiva effettuata nel settore dell'istruzione, appena il 7,1% dalla scuola primaria all’università. È quanto emerge dal rapporto Ocse "Uno sguardo sull'istruzione 2017", che Andrea Carlino commenta sulla testata on line “La Tecnica della Scuola” (12 settembre 2017 - http://www.tecnicadellascuola.it/item/32786-il-triste-primato-italiano-maglia-nera-per-la-spesa-pubblica-nella-formazione.html ).
Il nostro Paese – scrive ancora Andrea Carlino sulla Testata già citata - registra inoltre appena il 18% di laureati, contro il 37% della media nella zona Ocse: il dato più basso dopo quello del Messico. La spesa per il settore scolastico ha registrato un calo del 9% rispetto al 2010, secondo il rapporto "indice di un cambiamento nelle priorità delle autorità pubbliche piuttosto che di una contrazione generale di tutte le spese governative". Sempre nel 2014, "l'Italia ha dedicato all'istruzione il 4% del suo Pil (contro il 5,2% della media Ocse), con un calo del 7% rispetto al 2010. La spesa media per studente è stata pari a 9.300 dollari (contro i 10.800 della media Ocse)".

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Oltre al penultimo posto nella classifica del numero totale di laureati, l'Italia registra dati negativi anche per quanto riguarda il conseguimento della prima laurea, che si attesta al 35%: il quarto più basso dopo Ungheria, Lussemburgo e Messico.
Nel 2016 solamente il 64% dei laureati compresi tra i 25 e i 34 anni aveva un lavoro (80% tra i 25-64enni); inoltre secondo l’Ocse, nel nostro Paese le prospettive di lavoro per i laureati sono inferiori rispetto a quelli dei diplomati.
In Italia, 1 ragazzo su 4, tra i 15 e i 29 anni (26%), non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione (Neet), contro una media Ocse del 14%. Il picco si registra in Campania (35%), Sicilia (38%) e Calabria (38%), dove è Neet più di un giovane su tre. In Sardegna e Puglia i Neet toccano il 31%. Le aree con meno Neet sono Bolzano (10%), Veneto, Emilia Romagna e Trento (16%). Per numero di Neet, peggio dell'Italia c'è solo la Turchia.

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 12-09-2017 / / 11:00 // NODE-2755 // 2ª EDIZIONE
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Concorso DS, bando in Gazzetta venerdì?

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Cresce l’attesa per la pubblicazione del Regolamento
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Se il bando del concorso DS sarà pubblicato venerdì prossimo, 15 settembre, come anticipa la testata TuttoscuolA.com con tanto di punto interrogativo, allora il relativo Regolamento dovrà uscire in questi giorni. La ministra dell’istruzione Valeria Fedeli avrebbe parlato di pubblicazione del bando entro il 15 settembre per assicurare le immissioni in ruolo per l’apertura del prossimo anno scolastico, a settembre 2018.

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I bandi dei concorsi pubblici – scrive la Testata on line già citata - di norma vengono pubblicati in Gazzetta Ufficiale il martedì o il venerdì, e quindi il primo giorno utile per la pubblicazione del bando non può che essere venerdì 15 settembre, a condizione che, nel frattempo, venga pubblicato il Regolamento.
Certa sulla data di pubblicazione invece è la testata OrizzonteScuola.it . Si tratta di una selezione molto attesa ed indispensabile dato che quest’anno quasi 2 mila scuole di ogni ordine e grado sono privi del loro capo d’istituto: in pratica, una presidenza su quattro è andata in reggenza!

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 12-09-2017 / / 06:00 // NODE-2752
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La vittoria del pc

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Dibattito aperto sulla scrittura manuale o elettronica
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L’università d Cambridge si arrende al computer  e rinuncia a carta e penna nelle prove scritte, non tanto per velocizzare i tempi, quanto perché gli studenti hanno una grafia illeggibile! Infatti, per colpa delle tastiere e dei nuovi cellulari, i giovani sono più bravi a digitare piuttosto che impugnare una penna a sfera.
La colpa sarebbe dei genitori e degli insegnanti della scuola elementare che non hanno tramandato la bella grafia. Arte morta, si dirà, in Inghilterra come altrove?
Affatto, solo non più usata a dovere: fino a 10-20 anni addietro gli studenti scrivevano bene per ore a penna; adesso sono soggetti all’uso della penna solo per i compiti in classe ed agli esami.

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Da qualche tempo a questa parte anche nelle scuole nostrane i prof gradiscono il testo scritto al pc se non per gli elaborati quanto per le ricerche individuali e/o collettive che, una volta corrette, vengono socializzate alla classe tramite penna Usb.
È davvero la vittoria del Pc? Pc e tablet sono ausili importanti, ma la scrittura a mano resta uno strumento fondamentale, ed è bene scrivere in corsivo e non in stampatello come si usa fare in molti stati Usa dove il corsivo è stato messo al bando.
Scontato che il computer o il tablet debbano essere usati come sussidio utilissimo con studenti dislessici e disgrafici ed anche con disabili motori che dimostrano evidenti difficoltà alla coordinazione oculo-manuale o perché hanno altre difficoltà di scrittura con la penna.
Insomma, una cosa sono le problematiche psico-fisiche e intellettive, ben altra cosa è il mancato addestramento alla scrittura manuale, che resta un momento essenziale della formazione dello scolaro. (n.b.)

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node-2751-scuole-paritarie-ko  

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 12-09-2017 / / 06:00 // NODE-2751
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Scuole paritarie ko

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Costrette a chiudere centinaia di istituzioni
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Rispetto all’anno scolastico 2015/2016 il numero delle scuole paritarie è diminuito di 415 unità, per un decremento complessivo del 3,2%, mentre nello stesso periodo le scuole statali sono aumentate di 92 unità, come riporta la testata on line TuttoscuolA.com  ( http://www.tuttoscuola.com/scuole-paritarie-crisi-inarrestabile-chiudono-altri-415-istituti/ ).
Secondo la Testata già citata, si tratta di un’accelerazione in un calo che viene da lontano, da quando la crisi economica ha cominciato a pesare anche sulle rette scolastiche delle famiglie, dirottandone molte verso la scuola statale dove i costi sono praticamente inesistenti.

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Inoltre, negli ultimi anni, alla crisi economica si è aggiunta anche la crisi demografica con un significativo calo delle nascite che ha già interessato i primi segmenti del sistema scolastico (scuola dell’infanzia e classi iniziali della primaria), con effetti negativi più marcati sulla paritaria che sulla statale.
Nel 2015/2016 gli iscritti nelle scuole paritarie erano 921.549, quest’anno potrebbero scendere sotto le 900 mila unità. Quasi un ko che non assicura la sopravvivenza di parecchie istituzioni.

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node-2750-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre  

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 12-09-2017 / / 06:00 // NODE-2747 - 2750
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Immissioni in ruolo chimera // Scuola catanese in cerca di locali //
No sense pugliese // Fondi alle scuole in arrivo
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Immissioni in ruolo chimera
Le lezioni sono iniziate quasi dappertutto ma sembrano andare male o meno bene del previsto le immissioni in ruolo dei docenti che finora sono molto al di sotto del tanto enfatizzato obiettivo di 51.000 assunzioni! Così anche quest’anno migliaia di docenti abilitati, là dove sono esaurite sia le GM che le GaE, continueranno a lavorare come supplenti su posti vacanti e disponibili, con buona pace della continuità didattica. Un’occasione ed un disservizio in più che si poteva benissimo evitare.
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Scuola catanese in cerca di locali
L’istituto alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania da anni cerca aule per la didattica e gli uffici di segreteria attualmente allocati in un immobile ad uso magazzino, con buona pace delle misure disposte dal Decreto Legislativo 81/2008! Viene da chiedersi perché la Città metropolitana non abbia ottemperato in questi anni, nonostante gli incontri, i tavoli tecnici e la rassicurazioni solo a parole. La Buona Scuola in Sicilia è solo questa!

PREPARAZIONE CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI
Il CERIP di Palermo (Viale delle Alpi, n. 65) organizza un percorso formativo in vista del prossimo bando.
Per informazioni e/o
iscrizioni:  info@ceripnews.it  - Telefono: 331-4105857
  

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No sense pugliese
Secondo le notizie di stampa, alla prossima Conferenza Stato-Regioni, la regione Puglia, con governatore, assessore all’Istruzione e consiglieri regionali) lanceranno la proposta che dal prossimo anno scolastico le attività didattiche/lezioni comincino il 1° ottobre per non danneggiare il turismo e soprattutto perché c’è caldo! In clima di non sense, con questi argomenti, la Puglia batte tutti, per più motivi: se scuola e sistema produttivo Paese non si allineano, con industrie e fabbriche aperte, di quale turismo parlano i pugliesi? Forse quello estero? Forse quello dei pensionati, che però non dovrebbe più avere figli-studenti? Se il caldo settembrino è pesante, perché non pensare a quello di maggio e giugno, forse più soffocante? Pari inno al no sense la proposta di lasciare invariata la chiusura delle attività didattiche/lezioni, imponendo il recupero delle ore perse da metà settembre (ed anche prima) al 1° ottobre, con rientri pomeridiani in periodo invernale? Ma i riscaldamenti ci sono? No, ma ci sono i cappotti! Bisogna saper scegliere: fra cappotti e bermuda ed infradito per tutti, a quanto pare, per i politici pugliesi, vanno meglio i cappotti.
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Fondi alle scuole in arrivo
Entro il mese di settembre le scuole riceveranno la consueta comunicazione delle risorse MOF per l'anno scolastico 2017/2018 e si potrà avviare la Contrattazione d'Istituto. Ancora non sono state erogate le somme del Bonus premiale 2016/2017 che, come lo scorso anno, saranno assegnate per la quota corrispondente all'80% di quanto spettante alle scuole in base al decreto di ripartizione dei 200 milioni previsti dalla Legge n.107/2015, perché si è ancora in attesa della pronuncia del Tar del Lazio su un ricorso della Flc Cgil che contestava il criterio adottato dal Miur.

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CERIPNEWS //  NOTIZIE // XVII // 12-09-2017 / / 06:00 // NODE-2746
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Silenzio sul concorso per Ds

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Senza Regolamento in G.U., niente bando ed i giorni passano!
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Ancora nulla di nuovo e nulla di buono sul bando del prossimo concorso per Dirigente scolastico. Il Regolamento non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale perché, a quanto pare, ancora al vaglio della Corte dei Conti, e senza Regolamento non esce il bando, ed i giorni passano inesorabili, marcando pericolosamente il traguardo del 31 agosto 2018 per la conclusione della procedura concorsuale e l’immissione in ruolo dei neo Ds, che eliminerebbero le circa 2 mila reggenze già conferite quest’anno.
Secondo fonti ufficiose, il Regolamento è fermo alla Corte dei Conti, insieme al DM relativo alla sperimentazione dei licei quadriennali dai primi di agosto. Colpa del lungo periodo feriale che ha impedito ai magistrati della Corte di procedere nell’esame e nel conseguente benestare? Forse no!

PREPARAZIONE CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI
Il CERIP di Palermo (Viale delle Alpi, n. 65) organizza un percorso formativo in vista del prossimo bando.
Per informazioni e/o
iscrizioni:  info@ceripnews.it  - Telefono: 331-4105857
  

Una cosa è certa: se Regolamento e bando venissero pubblicati in  settimana, la presentazione delle domande slitterebbe dopo metà ottobre e la (quasi certa) prova di preselezione si svolgerebbe a metà novembre (preceduta almeno 20 giorni prima dalla pubblicazione della banca dati dei quesiti); poi seguiranno gli scritti, la correzione e l’ammissione alla prova orale (di coloro che hanno superato la prova) per ottenere l’ok al corso di formazione (due mesi) e al tirocinio (quattro mesi); infine la prova orale conclusiva prima di redigere la graduatoria di merito dei vincitori.
Calendario alla mano, senza deroghe sulla tempistica concorsuale e sulle nomine (perché non fino al 1 dicembre invece che al 1° settembre 2018?), sembra sempre più improbabile la conclusione del concorso entro il 31 agosto 2018.
Chi ci guadagna da anni con le reggenze è il Mef, chi ci perde è la scuola; ma forse questo non interessa a molti!

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 11-09-2017 / / 06:00 // NODE-2741
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Problematiche docenti IRC

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Chiesto un altro incontro al Miur
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I sindacati Cisl Scuola, Gilda degli Insegnanti e Snals Confsal hanno chiesto un nuovo incontro alla ministra Valeria Fedeli al fine di riprendere il confronto sulle problematiche degli IRC.
Come i nostri lettori ricorderanno, nel primo incontro tenutosi lo scorso 1° agosto, c’era stato un primo approfondimento delle questioni poste dalle OO.SS. richiedenti che hanno aspetti di forte criticità a seguito dell'entrata in vigore della Legge n. 107/2015:
* il regolare pagamento delle retribuzioni con l'inizio dell'anno scolastico;
* questione delle ore di programmazione per i contratti con orario ridotto della scuola primaria; 
* il mancato organico del potenziamento derivante appunto dalla entrata in vigore della Legge n. 107/2015;
* il mancato riconoscimento della Card Formazione per gli IRC incaricati, come per i restanti docenti a tempo determinato;
* la situazione dei vicari del Ds, per cui non è possibile la sostituzione con supplente;
* la prospettiva dell'entrata in vigore nel 2019 del comma 131 della Legge sulla "Buona Scuola" che determinerà l'interruzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per chi ha superato i 36 mesi di servizio;
* l' avvio di tutte le procedure per giungere al più presto all'emanazione del bando di concorso per coprire i quasi 5 mila posti vacanti dei docenti di RC oggi incaricati. 

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 11-09-2017 / / 06:00 // NODE-2740
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Mobilitazione Ds: il 14 settembre incontro al Miur

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Valutazione, equiparazione degli stipendi e sicurezza i temi più caldi
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Giovedì 14 settembre è previsto un incontro al Miur per riproporre i temi ormai noti portati avanti dai Dirigenti scolastici: valutazione, equiparazione degli stipendi allo stesso livello degli altri dirigenti della PA, condizioni di lavoro e la sicurezza degli edifici scolastici.
Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal invitano tutti i Ds affinché sostengano, in questo momento decisivo per il loro futuro professionale, le iniziative volte a dare visibilità alle problematiche e alle richieste della categoria e diano forza a chi quelle problematiche dovrà rappresentare ai tavoli della trattativa.

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 11-09-2017 / / 06:00 // NODE-2736-2739
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Riforma Madia, arriva il domicilio digitale // Accordo Governo-Sindacati
sulla rivalutazione delle pensioni // Posti veri e fasulli // Web tax made Ue
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Riforma Madia, arriva il domicilio digitale
Con l’azzeramento delle spese postali, il risparmio dovrebbe essere di almeno 250 milioni l’anno
Nel decreto correttivo del Codice dell’amministrazione digitale, varato dal Consiglio dei ministri, arriva il domicilio digitale. Pertanto accanto al nome e cognome, al numero di telefono e le altre generalità ci sarà assieme all’indirizzo di casa anche quello elettronico che può coincidere con Peo o Pec.
La novità e il Pin unico, lo Spid, dovrebbe permettere una gestione on line delle pratiche. Secondo una prima stima, con l’azzeramento delle spese postali, il risparmio dovrebbe essere di almeno 250 milioni l’anno.
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Accordo Governo-Sindacati sulla rivalutazione delle pensioni
Dal 2019 cambia il meccanismo che era stato previsto dalla legge di Bilancio 2001
In attuazione dell’accordo Governo-Sindacati dal 2019 cambia il meccanismo di rivalutazione delle pensioni; in pratica il recupero sarà pieno sarà pieno per la parte di pensione entro le 3 volte il minimo per tutti, anche per coloro che godono di importi superiori, con un certo vantaggio rispetto alla situazione odierna.
In dettaglio dal 2019 la rivalutazione sarà del 100%per gli assegni fino a 3 volte il minimo; del 90% per quelli tra 3 e 5 volte il minimo (tra 1.500 e 2.500 euro al mese circa); del 75% rispetto all’inflazione per l’ultima fascia, che va oltre 5 volte il minimo.
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Posti veri e fasulli
900 mila posti di lavoro in più, ma gran parte sono a tempo determinato!
Il premier Paolo Gentiloni, alla Fiera di Bari, ha ostentato fiducia nella ripresa economica e si è compiaciuto che in 3 anni sono stati recuperati  900 mila posti di lavoro su 1 milione e 90 mila persi tra il 2008 e il 2013.
Gentiloni non dice, però, che gran parte di questi posti è a tempo determinato, quindi, in concreto, abbiamo un recupero fasullo.
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Web tax made Ue
Invocato il principio della residenza virtuale anche senza quella fisica
I ministri dell’Economia di Francia, Germania, Italia e Spagna vanno all’assalto del web e, con una dichiarazione politica congiunta, da portare all’Ecofin di Tallinn di venerdì e sabato prossimi, chiedono che Apple, Amazon, Airbub, Booking.com, Facebbok, Google, paghino le giuste tasse, facendo affari d’oro in Europa.
Insomma una web tax Ue basata sul principio della residenza virtuale anche senza presenza fisica. Facile a dirsi, meno facile a farsi!

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node-2733-dalla-scuola-nella-scuola-e-oltre  

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 09-09-2017 / / 06:00 // NODE-2732-2733
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Contratto statali senza soldi! // La Statale rinuncia al ricorso e apre le iscrizioni
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Contratto statali senza soldi!
L’avvio della trattativa per il rinnovo del contratto degli statali è in salita perché mancano all’appello circa 1,5-1,6 miliardi che dovranno essere reperiti con la prossima Legge di Bilancio di fine anno. Resta anche da risolvere il nodo del bonus di 80 euro, da mantenere intatto anche a fronte degli scatti stipendiali.
Come abbiamo scritto più volte, la questione non è semplice da risolvere, perché l’incremento di 85 euro lordi, infatti, mette a rischio la somma introdotta dal governo Renzi per incrementare gli stipendi fino a 26mila euro lordi e quindi tutti i compensi annui che partono da 23mila, sarebbero interessati allo “sforamento”, a meno che non si trovi altra disponibilità in bilancio pari, a quanto pare, a circa 200 milioni di euro.
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La Statale rinuncia al ricorso e apre le iscrizioni
L'università Statale di Milano ha deciso di rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato contro l'ordinanza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso dell'associazione Unione degli universitari (Udi), sull'introduzione del numero chiuso nelle facoltà umanistiche dell'ateneo. Lo ha comunicato l'università in una nota in cui ha annunciato che saranno aperte le immatricolazioni per le facoltà oggetto dell'ordinanza del Tar (corsi di laurea in Filosofia, Lettere, Scienze dei Beni culturali, Lingue e letterature straniere, Storia, Scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio) fino al 16 ottobre 2017.
Tutti gli studenti interessati, compresi coloro precedentemente iscritti ai test di ingresso, dovranno immatricolarsi ex novo e il contributo versato per la domanda di ammissione ai test sarà rimborsato.

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node-2731-concorso-ds  

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 09-09-2017 / / 06:00 // NODE-2731
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Concorso Ds: proposte in attesa del bando
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La testata TuttoscuolA.com propone l’anticipo della pubblicazione della banca dati
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In attesa del bando del concorso per Dirigenti scolastici (quando non si sa!) alla ricerca dell’abbreviazione dei tempi ormai molto stretti se si tenta il completamento dello stesso entro il 31 agosto 2018, la testata TuttoscuolA.com suggerisce al Miur  un’operazione possibile relativamente alla prova di preselezione che accorcerebbe moltissimo i tempi (leggi: http://www.tuttoscuola.com/concorso-ds-si-anticipasse-la-pubblicazione-della-banca-quesiti-la-preselezione/ ).
Senza attendere la presentazione di tutte le domande dei candidati – termine probabile nella prima decade di ottobre (se il bando esce al massimo tra una settimana) – il bando stesso potrebbe già disporre la pubblicazione della banca data dei quesiti per la prova di preselezione, prevedendone eventualmente l’annullamento subito dopo la chiusura del termine ultimo di presentazione delle domande nel caso risultasse un numero di candidati inferiore al previsto.
Il Regolamento prevede la pubblicazione di tale banca dati dei quesiti almeno 20 giorni prima dell’effettuazione delle prove di preselezione; se si dovrà attendere la conclusione della presentazione delle domande per procedere alla pubblicazione di tale banca di quesiti, la preselezione non potrebbe esserci prima della fine di ottobre; invece, accogliendo la proposta di TuttoscuolA.com con l’anticipazione della pubblicazione della banca dati, la preselezione si potrebbe già svolgere intorno a metà ottobre.
Ovviamente - aggiungiamo noi -  se la Ministra e il Miur hanno interesse a sbloccare in tempi brevi – nonostante il colpevole ritardo quasi biennale del bando! – il prossimo reclutamento dei Dirigenti scolastici. Se invece si continua a speculare sulla professionalità dei Ds rimasti in servizio assegnando/imponendo le reggenze a raffica (quest’anno sono circa 2mila!) con un enorme guadagno da parte del Mef, allora le cose cambiano. Basta dirlo però, anche perché l’interesse sul concorso lievita, come pure le preparazioni di ogni tipologia! (n.b.)

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node-2728-la-salute  

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 08-09-2017 / / 06:00 // NODE-2728
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La salute non è né di destra, né di sinistra!

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È dovere delle istituzioni creare le condizioni di benessere dei cittadini, con tutela dei più deboli // Marcia indietro della Regione Veneto sulla moratoria
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Nella vaccinistory nostrana, oggi registriamo lo scontro tra Paolo Romani (Forza Italia) e il governatore veneto Luca Zaia, appoggiato da Matteo Salvini, leader della Lega.
Per i leghisti Zaia e Salvini, invece, è bene che FI, nonostante alleato politico strategico con l’obiettivo unico di scalzare il Pd dal governo del Paese, è bene che si facciano i fatti loro e Salvini, per rincarare la dose contro l’obbligo vaccinale, definito “obbligo sovietico”, chiama in causa le case farmaceutiche e la malaria importata dai migranti, come altre malattie! Sta di fatto che Zaia è tornato sulle sue decisioni ed ha stoppato la moratoria!
A Salvini, a questo punto, gli resta solo di organizzare la caccia all’untore; quanto alla tutela della salute dei minori poco importa, in clima pre-elettorale permanente, ogni pretesto è buono per ripetere i ritornelli di sempre: no all’Europa e all’euro e no ai migranti.
Peraltro, affermare che vaccinarsi deve essere una scelta libera e non un’imposizione di legge, è davvero azzardato, quando ci va di mezzo la salute dei minori, in qualunque regione risiedano e di qualunque razza siano!
Ma si sa quale è l’aria che tira in casa leghista soprattutto in vista del rituale raduno di Pontida del 17 settembre prossimo, dove si tenta di validare col consenso delle presenze, tutto l’orgoglio ed il pregiudizio padano. (n.b.)

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node-2727-dalla-scuola  

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 08-09-2017 / / 06:00 // NODE-2725-2727
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Ue, stop alle bevande zuccherate // Torna il panino nelle scuole di Firenze //
Paghetta d’ufficio
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Ue, stop alle bevande zuccherate
Per combattere l’obesità nei giovani la Ue scende in campo vietando nelle scuole secondarie la somministrazione di bevande zuccherate, distributori automatici inclusi. L’iniziativa, su base volontaria, sarà applicata gradualmente con l’obiettivo di raggiungere entro la fine del 2018 tutti paesi della Ue, coinvolgendo 50mila scuole secondarie e più di 40 milioni di studenti. Dal 2019, inoltre, le aziende aderenti a Unesda venderanno nelle scuole solo bibite a ridotto contenuto calorico, senza coloranti e bottigliette d’acqua.
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Torna il panino nelle scuole di Firenze
Nelle scuole fiorentine il ricorso al “panino libero” è stato legittimato dal Comune che ha imposto solo un vincolo: chi sceglie di portarsi il pasto da casa non potrà cambiare idea nel corso dell’anno. Basta compilare un modulo per l’opzione e per i genitori è cosa fatta, ma restano i problemi per i Ds ed i prof che devono riorganizzare completamente il momento del pranzo, per non parlare dei cibi ritenuti oggettivamente pericolosi (ciligie o pomodorini).
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Paghetta d’ufficio
Anche se il figlio è fuoricorso e batte la fiacca negli studi universitari, finché non sarà indipendente economicamente il genitori deve erogare la paghetta. E’successo a Pordenone con uno scontro padre-figlia 26enne finito in tribunale con onere da parte del padre di erogare alla figlia 350 euro mensili, anche se la richiesta era di 2.500 euro al mese, comprensivi di 400 euro per lo svago e 1.000 euro per le vacanze. La corte oltre a condannare il padre resistente, ma anche bacchettato la figlia non impegnata negli studi e nella ricerca di un lavoro; un dato squalificante per una studentessa in sociologia che non tende alla maturazione e all’indipendenza piuttosto che appiattirsi con inerzia.

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 08-09-2017 / / 06:00 // NODE-2724
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Crescita Pil oltre l’1,5%

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Gli interventi allo studio del Governo per gli under 29, i più maturi e gli apprendisti
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ROMA - Il Pil nel corso di questo 2017 è salito all’1,5%, anzi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, spera in qual cosina in più a fine anno. La certificazione avverrà con la Nota di aggiornamento del Def, e questo potrebbe portare tanta acqua in vista della legge di Bilancio da varare entro il 20 ottobre prossimo, anche se Confindustria frena affermando che il mercato è fermo e non c’è ripresa reale!
Il Governo, intanto, parla di successo clamoroso e di taglio del cuneo fiscale dal prossimo gennaio, con l’obiettivo pre-elettorale di favorire almeno 300mila assunzioni degli under 29 nel 2018, anche se – come abbiamo scritto ieri  (leggi: http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#node-27122-bonus-assunzioni ) – si tenta di convincere la Ue a far salire l’asticella di sbarramento a 32 anni.
Ai giovani neo assunti verrà abbinato un dimezzamento dei contributi previdenziali per 3 anni, fino alla soglia di 4.030 euro. Si tratta di uno sconto, incamerato dalle sole aziende, che sarà fiscalizzato, cioè coperto dallo Stato, in modo che il lavoratore non perda gli accantonamenti pensionistici.
Ai meno giovani assunti in modo stabile (sopra i 29 o i 32 anni) sarà invece concesso lo sgravio di 3 punti in meno di contributi Inps: 2 punti a favore dell’azienda ed 1 del lavoratore; anche in questo caso il taglio verrà fiscalizzato, con finanziamento da risorse pubbliche, per evitare buchi previdenziali.
Come si vede si tratta di un doppio binario che convergerà al 4° anno quando il giovane assunto nel 2018 si avvarrà dei 3 punti in meno, esattamente come l’altra tipologia di lavoratori.
Anche il contratto di apprendistato entrerà in questo meccanismo ipotizzato: sempre dal 2018, per i primi 3 anni, l’azienda che assume in piana stabile un apprendista pagherà solo l’11% di contributi previdenziali, per altri 3 anni li avrà dimezzati al 15%, come il giovane; dal 7° anno al 30% come l’adulto.
Secondo le prime stime ufficiose, alla fine tutte le 3 tipologie di lavoratori scenderanno dal 33% al 30 per cento.
Tutto bene allora? No, bisogna fare il calcolo dei costi e valutarne bene l’impatto: secondo i tecnici di palazzo Chigi, infatti, solo per il primo anno bisognerà recuperare oltre un miliardo di euro, che raddoppia al secondo. (c.c.)

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node-2721-report-save-the-children  

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 07-09-2017 / /06:00 // NODE-2721
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Report Save the Children sulla mensa scolastica

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Secondo l’Organizzazione in 8 Regioni italiane oltre il 50% degli alunni non fruisce di refezione;
in Sicilia l’80 per cento
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In vista del prossimo anno scolastico Save the Children, nel suo ultimo report sulla refezione, afferma che in 8 regioni italiane oltre il 50% degli alunni non ha accesso al servizio mensa scolastica e 5 regioni meridionali registrano il numero più alto in assoluto: Sicilia (80%), Puglia (73%), Molise (69%), Campania (65%) e Calabria (63%).

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 07-09-2017 // 06:00 // NODE-2712-2720
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Lo spazio di Grumpy

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Notizie commentate dal solito brontolone: Imbecilli e zanzare // Ricorsi a go-go // Furbetti “no vax” //  Fascino romano // Sinistra per forza // Folle banderuola // Primarie bulgare  // Destra estrema // Fascisti in marcia
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LA CRONACA

Imbecilli e zanzare – Le zanzare killer, secondo FI, i leghisti e la destra reazionaria, viaggiano con le valigie dei migranti; gli imbecilli, invece, viaggiano da soli ma sempre con le valigie!
Ricorsi a go-go – Il ricorso alla Corte Costituzionale della regione Veneto contro la legge Lorenzin, nei giorni scorsi, ha fatto scalpore; oggi fa notizia l’annunciato ricorso al Tar della Ministra della Salute contro il decreto regionale che dilata a dismisura i tempi vaccinali. E poi dicono che i Tar non servono!
Furbetti “no vax” – I trucchi sperimentati dai “no vax” per aggirare la legge Lorenzin sono davvero mediocri: fanno la prenotazione telematica presso le Asl, stampano la ricevuta e il giorno l’annullano! Ovviamente il trucco vale solo per questi mesi, ma sarebbe interessante capire se le Asl faranno un controllo incrociato fra prenotazioni – disdette - nuove prenotazioni.

LA POLITICA

Fascino romano – Il passo indietro del governatore siciliano Rosario Crocetta, segna la sua discesa in campo a fianco del Pd per una poltrona romana. Il potere della Capitale affascina proprio tutti.  
Sinistra per forza – Claudio Fava, parlamentare di Mdp ci riprova nonostante l’insuccesso del 2012. Farà anche un incontro con il rettore Micari, candidato Pd e chissà cosa ne verrà fuori. Parlare di ticket sarebbe troppo, ma un passo indietro sarebbe una mossa intelligente per non perdere ancora!
Folle banderuola – La nota canzonetta portata in auge con Mina, la canta Fabrizio Ferrandelli, fino a pochi mesi addietro in corsa a sindaco di Palermo con il centrodestra e che ora ritorna in area Dem. Per Ferrandelli è impensabile la Sicilia in mano a Musumeci o ai pentastellati. Lo scopre adesso, meglio tardi che mai.
Primarie bulgare – Secondo il professor Aldo Giannuli, ex consigliere di Grillo e Casaleggio, le primarie “bulgare” per incoronare Luigi Di Maio, sono la prova provata che il M5A ha tradito se stesso e lo spirito delle sue battaglie iniziali.
Destra estrema – Nello Musumeci, già sottosegretario al Lavoro in un governo Berlusconi, adesso tenta il colpaccio tutto a destra, spinto da FI, Noi per Salvini, FdI e Udc. Più destra estrema di così!
Fascisti in marcia – Il 28 ottobre, lo stesso giorno in cui nel 1922 le camicie nere entraro nella Capitale, Forza Nuova ripropone la “marcia su Roma” che ora si chiamerà “marcia dei patrioti”. Ma sempre di fascisti si tratta!


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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 06-09-2017 // 06:00 // NODE-2709
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Controlli fiscali: ok dal CdS, ma con riserve

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Novità: il medico può bussare alla porta anche più volte al giorno!
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Secondo il Consiglio di Stato è possibile che l’amministrazione – tramite l’Inps adotti più controlli per lo stesso episodio di malattia, anche con più visite nella stessa giornata!
Si tratta di una modalità mai adottata prima (anzi in passato la prima visita fiscale faceva decadere altri controlli sino al termine dei giorni di malattia, confermati dal medico fiscale), che dovrebbe scoraggiare i furbetti in caso di malattie del venerdì, del lunedì e, in generale nei week end, ma non mancheranno certamente le impugnative per eccesso di potere, per non parlare dei conti per ogni visita! E siccome il budget è quello che è (promessi 50 mln/euro, effettivamente disponibili appena 17 mln/euro) e l’Inps minaccia di stoppare tutto appena finiranno i soldi, sarà davvero interessante rilevare se e quante saranno effettivamente le visite fiscali che si potranno effettuate ed in capo a quali tipologie di lavoratori.
Il Consiglio, invece, ha espresso alcune perplessità sul fronte della privacy, viaggiando tutte le informazioni via web, ed ha raccomandato la “massima attenzione” nelle comunicazioni che dovranno avvenire "per il tramite di specifici canali telematici e con modalità, stabilite dall'Inps, idonee a garantire la riservatezza".
I magistrati del Consiglio di Stato suggerisce anche l’
armonizzazione tra i settori pubblico e privato relativamente alle ore e fasce di reperibilità, oggi del tutto squilibrate a livello quantitativo orario fra dipendenti statali e privati.

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 06-09-2017 // 06:00 // NODE-2708
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Ape volontaria al via

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Il premier Gentiloni ha firmato il Dpcm - Uscita dal lavoro in anticipo (63 anni e con 20 anni di contributi, ovvero fino a 3 anni e 7 mesi prima della pensione di vecchiaia)
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Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha firmato il Dpcm sull’Ape volontaria, il programma di pre-pensionamento che segue quello dell’Ape sociale.
Al momento della richiesta bisogna avere almeno 63 anni di età, 3 anni e 7 mesi di distanza massima dalla pensione di vecchiaia, 20 anni di contributi. Chi vorrà usufruire dell’Ape volontaria pagherà una rata sulla pensione netta da un minimo del 2% fino al 5,0-5,5% medio annuo per riscattare la somma d’anticipo che sarà erogata da banchi e/o assicurazioni (si vedrà!) con onere fino a 20 anni, dopo la pensione ritornerà al livello normale.
La platea potenziale per l’Ape volontaria, secondo le stime del Governo, sarà di circa 300mila persone nel 2017 e di 115mila nel 2018.

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CERIPNEWS // NOTIZIE // XVII // 06-09-2017 // 06:00 // NODE-2704-2707
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Lo spazio di Grumpy

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Notizie commentate dal solito brontolone: Sfida vaccini – Campagna elettorale  -
Certezze sicule – Animali tutelati
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* Sfida vaccini – Dopo la Lombardia che chiede tempi più distesi per le vaccinazioni e la Campania il cui Governatore sosterrà i “no vax” in caso di contenzioso, adesso il Veneto, dopo aver impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge Lorenzin, concede una moratoria fino al 2019 per mettersi in regola. Incredibile ma vero: la legge c’è per tutti, ma si aggira e non si rispetta redigendo solo un bel decreto. Con la differenza fra le 3 Regioni citate: il Veneto ha un altissimo numero di minori vaccinati (il 92%, quindi appena 3 punti in meno del tetto standard di sicurezza fissato a 95%), le altre due Regioni no! Anche in Alto Adige si ipotizza una liberatoria di un intero anno per permettere ai genitori di ottemperare con comodo ed ai piccoli di non perdere la scuola.
Tuona la ministra Fedeli (Miur): “Senza certificato non si potrà frequentare la scuola”, mentre la ministra Lorenzin (Salute) sulla moratoria veneta fino al 2019 si limita ad affermare che se la Regione deroga “si assume la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura ed ai singoli alunni”, in ogni caso lo staff della Ministra della salute sta studuando le contromosse, cioè un ricorso al Tar contro il decreto regionale.
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* Campagna elettorale – Entra nel vivo la campagna elettorale con la scuola in mezzo. La responsabile scuola di FI, Elena Centemero lancia un affondo contro la ministra Valeria Fedeli accusandola di celare il fallimento della Buona Scuola, con il nuovo anno che riapre con gli studenti che non sanno chi sono i loro insegnanti, con il balletto sulle supplenze, con le assegnazioni provvisorie, con l’utilizzazione di docenti senza titolo sui posti di sostegno, ecc. ed afferma che la scuola italiana è s-governata per colpa del Pd e della Ministra che, non a caso, parlano d’altro.
Replica dura della ministra Valeria Fedeli, che accusa la Centemero – che è donna di scuola! – di fingere di non sapere e rivendica le scadenze di luglio ed agosto rispettate. Accusa l’ex governo Berlusconi sui tagli effettuati sulla scuola, che l’hanno impoverita, e vanta il piano assunzionale della Buona Scuola. Insomma a scuola, per FI tutto va male, per il Pd tutto va bene! Quando la smetteranno?
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* Certezze sicule - Il governatore siciliano Rosario Crocetta, dopo l’incontro con il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha fatto marcia indietro sulla sua candidatura regionale in cambio di un posto in Parlamento. Partita finita quindi, nonostante gli annunci, le minacce di primarie ed ogni altro ancora, che ha animato questa lunga estate siciliane.
Adesso il leader-fondatore del “Megnafono”, prima appoggerà il rettore Micari e poi entrerà in lizza per un posto alla Camera o al Senato. Crocetta non chiede neppure la vicepresidenza per gli uomini della sua corte, che invece andrà ad Ap, con l’euro deputato Giovanni La Via.
Sul fronte opposto, il commissario di FI, Gianfranco Micciché, dopo aver puntato tutto sul candidato Nello Musumeci come governatore, ora vuole piazzare Vittorio Sgarbi come assessore ai Beni Culturali, forse non tanto per la sua competenza, quanto per i voti che può portare alla compagine di destra. Né si potrebbe definire diversamente quella che sostiene Musumeci!
A fronte di tanti candidati-pretendenti, vuoi vedere che “#Diventerà Bellissima” lo sarà un po’ meno leggendo i nomi di aspiranti e fuoriusciti da altri partiti che sperano nel colpaccio?
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* Animali tutelati – Nel Connecticut cani e gatti avranno diritto al difensore d’ufficio in caso di crudeltà, abbandono o incuria da parte dei padroni. Esulta la lega in difesa degli animali che ha fortemente voluto che il provvedimento venisse approvato nello stato del New England.
Grumpy, da animalista convinto approva incondizionatamente, ma vorrebbe analoghe tutele legali anche per i bambini, gli anziani ed i malati.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//05-09-2017//06:00/NODE-2601
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Precisazioni su scuola media biennale e licei quadriennali

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L’opinione del prof. Cornoldi sul curricolo della scuola media e sul “liceo breve"
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Facendo seguito a quanto pubblicato sui “licei brevi” su questa testata ieri (4 settembre -
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#node-2596-a-proposito-di-liceo-breve ), fra i consensi e i dissensi ricevuti, ci perviene anche una richiesta di chiarimento sul pensiero del professore Cesare Cornoldi citato nell’articolo, che faccio con vero piacere.
In sostanza, secondo il docente, che è ordinario di Psicologia dell’apprendimento e della memoria presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova, presidente nazionale dell’ Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia  dell’Apprendimento (AIRIPA), è meglio un ciclo di 7 anni e poi il passaggio alle superiori, senza taglio del 5° anno.
Il professore Cesare Cornoldi rispondendo ad una intervista pubblicata su “La Stampa” qualche giorno addietro, in ordine ventilata di una scuola media ridotta a 2 anni (avanzata dalla Sottosegretaria D’Onghia e poi attribuita anche alla Ministra Fedeli, che però la smentito la notizia sul sito del Miur:
http://www.miur.gov.it/web/guest/comunicati ) ritiene che “se un ordine di scuola non funziona bene, riducendone la durata si riduce il danno”.
Il professore Cornoldi precisa però  che “la verità vera, che è sotto gli occhi di tutti, è la crisi della scuola media italiana in ordine ai livelli di apprendimento e di competenza degli studenti, che rispetto agli altri Paesi occidentali calano e proprio nella fascia 11-14; il grado di piacere per l’apprendimento scolastico e l’atteggiamento verso la scuola, anche essi in calo più che altrove; il grado di soddisfazione degli insegnanti per il proprio lavoro che, pur con molte splendide eccezioni, alla scuola media è in genere basso”.

Relativamente al “liceo breve” cosiddetto “quadriennale sperimentale” il professore Cornoldi si dichiara più propenso per “le sperimentazioni diffuse per non creare traumi e iniziare a coinvolgere gli insegnanti in linea con un cambiamento sostanziale”, tenendo quindi durata e materie attuali, ma dandone un senso diverso.
 

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//05-09-2017//06:00/NODE-2600
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Concorso Ds, a breve il bando // Ricerca, la Fedeli aumenta di 400 mln i fondi agli atenei // Convegno nazionale UDIR // Ricostruzione di carriera on line
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Concorso Ds, a breve il bando
Imminente in G.U. la pubblicazione del Regolamento
Dopo 2 anni di attesa potrebbe arrivare a giorni il bando del concorso per Dirigente scolastico, anche alla luce delle circa 2mila reggenze conferite quest’anno. La pubblicazione del Regolamento in Gazzetta Ufficiale sembra prossima e quindi anche il bando vero e proprio nel quale, tra l’altro, sarà fissato il numero dei posti a concorso. Secondo le ultime notizie pubblicate sulla testata TuttoscuolA.com e rilanciate dalla testata OrizzonteScuola.it i requisiti sono già noti: i partecipanti devono essere docenti di ruolo nella scuola pubblica statale da 5 anni e, quindi, sarebbero esclusi i docenti in servizio nelle scuole paritarie e tutti i docenti non di ruolo. Va precisato che nel computo dei 5 anni sono compresi gli anni prestati da docente precario con valutazione di anno intero (180 gg. prestati ininterrottamente dal 1° febbraio al termine delle operazioni di scrutinio finale).
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Ricerca, la Fedeli aumenta di 400 mln i fondi agli atenei
I fondi attualmente ammontano a 9,5 mld/euro, una cifra ancora molto lontana dagli obiettivi europei (3% del Pil)
A forum di Cernobbio la ministra Valeria Fedeli ha annunciato l’arrivo di 400 milioni di euro per la ricerca di base che viene svolta nelle università, precisando che ha già fatto un accordo con il presidente e il direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologie di Genova: l’Iit mette 250 milioni di euro a disposizione del Miur che si sommano ad altri 150 milioni recuperati entro varie possibilità di capitoli di spesa del Miur stesso. Attualmente i fondi pubblici dedicati alla ricerca e all’università ammontano a 9,5 miliardi all’anno, una cifra ancora ben lontana dagli obiettivi europei del 3% del Pil.

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Convegno Nazionale UDIR
Palermo 16-17 settembre 2017

L’UDIR organizza a Palermo dal 16 al 17 settembre 2017, un Convegno Nazionale rivolto ai Ds, sul tema: “Il cammino della Dirigenza tra: sicurezza, rendicontazione, contrattazione e legislazione”.
I lavori si svolgeranno presso San Paolo Palace Hotel – Via Messina Marine, 91 – Palermo.
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Ricostruzione di carriera on line
Operativa la specifica funzione del Sistema SIDI
Con 
nota prot. n. 1730 del 1° settembre u.s. il Miur ha comunicato che il Gestore del sistema SIDI ha approntato un’apposita funzione (“Richiesta di Ricostruzione Carriera”), fruibile tramite il portale delle Istanze On Line, attraverso la quale ciascun docente potrà inoltrare la domanda di ricostruzione di carriera alla propria istituzione scolastica di titolarità o sede di incarico triennale entro il 31 dicembre 2017. Con un’altra apposita funzione (“Dichiarazione Servizi”), il docente potrà inviare alla scuola di titolarità o sede di incarico triennale l’elenco dei servizi utili ai fini della ricostruzione, validando quelli già inseriti a sistema o inserendo quelli che eventualmente non vi risultano, quelli svolti presso istituzioni scolastiche non statali o presso altre Amministrazioni. La scuola alla quale viene indirizzato l’elenco dei servizi provvederà, entro il 28 febbraio dell’anno successivo alla verifica dei medesimi presso le altre istituzioni scolastiche o presso le Amministrazioni citate, avvalendosi anch’essa delle funzioni appositamente attivate a SIDI ed emetterà il relativo decreto di ricostruzione, se si tratta della scuola di titolarità o di incarico triennale del docente.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//04-09-2017//06:00/NODE-2596
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A proposito di "liceo breve"

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L’opinione di Pippo Adernò in favore del "liceo breve"
e le considerazioni contro di Ninni Bonacasa
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Nel pieno rispetto delle opinioni diverse, pubblico il contributo che il collega Pippo Adernò mi ha inviato in contraddittorio con quanto pubblicato sulla cosiddetta sperimentazione del liceo breve ed alcune mie considerazioni.

Licei quadriennali e … sperimentali
La sperimentazione partirà nell’anno scolastico 2018/19 intanto i ragazzi di terza media vengano avviati ad un consolidamento del metodo di studio e ad esercizi di apprendimento efficace
Entrando nel vivo del dibattito del liceo quadriennale, di cui sono stato da sempre sostenitore, ascoltando i variegati commenti e riflessioni di sindacati e gruppi giovanili, vien proprio da rispondere con la celebre espressione di George Christoph Lichtenberg: “Io non so se le cose andranno meglio, quando andranno diversamente, ma una cosa è certa, dovranno andare diversamente.”
La scuola non può restare ingabbiata nella sua rigida struttura che blocca e mortifica le potenzialità e le risorse dei singoli, ma attraverso una progettata sperimentazione dovrà offrire modelli organizzativi diversi e funzionali, in risposta alle esigenze di ciascuno.
Risulta, infatti, difficile l’impresa di rinnovare radicalmente il sistema scolastico e alcuni correzioni potranno contribuire al miglioramento.
Il progetto del liceo quadriennale al momento è solo un’opportunità offerta a chi intende scommettersi per una scuola di qualità, per sostenere le eccellenze, per valorizzare i talenti di tanti ragazzi che sono costretti a vivere di rendita in classi eterogenee nelle quali i docenti sono costretti a rallentare il percorso formativo con frequenti intervalli per recuperi e ripassi.
Le 100 prime classi che dal prossimo anno avvieranno la sperimentazione del liceo breve quadriennale, approvata dal Consiglio dei Ministri, mettono in atto parte del progetto Berlinguer, e la sperimentazione proposta già nel 2013, con la ministra Maria Chiara Carrozza, realizzata in 12 scuole e poi ostacolata dalle pressioni e dai ricorsi dei sindacati, preoccupati unicamente della riduzione degli organici, senza comunque fare nulla per migliorare la qualità della scuola.
La sperimentazione oggi consente di costituire delle classi con alunni che liberamente scelgono il percorso sperimentale, superano una prova di ammissione e sono idonei a seguire una didattica intensiva, capace di offrire nuove opportunità di ampliamento dell’offerta formativa, inserendo nel piano di studio armonico e significativo anche tematiche di diritto, economia, finanza e cittadinanza, che non trovano spazio nell’ordinario curricolo scolastico, non sempre indirizzato allo sviluppo di competenze e conoscenze essenziali e significative.
Come ha anche dichiarato Andrea Gavosto della Fondazione Agnelli, è necessario che “l’accorciamento di un anno delle superiori sia adeguatamente compensato” da una progettualità didattica ben strutturata che non toglie, non riduce, non accorcia il programma di studio, ma lo qualifica e lo rende “significativo e funzionale”.
 Anche se questo progetto di sperimentazione “assistita” non è una “priorità” per la scuola italiana come ha dichiarato la CISL, è pur sempre un momento di sviluppo innovativo della scuola.
Secondo Lena Gissi, segreteria Generale della Cisl Scuola "intervenire sulla struttura e la durata dei percorsi presuppone una rimodulazione dei curricoli stessi” alcuni argomenti vengono ripetuti diverse volte, dalle primarie alle superiori, con duplicazioni inutili.  il tempo scuola  e di classe già di fatto è  ridotto dall’impianto organizzativo dell’alternanza scuola lavoro che riduce il tempo scuola e non trova di contro il rinforzo necessario  a sostegno delle competenze.
Ecco perché il progetto sperimentale presuppone una nuova e più aggiornata didattica, collegata a una diversa e più flessibile organizzazione del calendario e dell’orario scolastico. assicurando l’efficienza dei servizi che non giustifichi scioperi o vane e improduttive interruzioni.
La sperimentazione non ha come obiettivo il risparmio di un miliardo e mezzo di euro, riducendo di un anno il percorso scolastico finale degli studenti, ma ha l’ambizione di offrire positive opportunità a ragazzi eccellenti e meritevoli, che potranno immettersi nel mondo universitario e del lavoro con un anno di anticipo.
In questa fase non è da considerare uno” scandalo” questa differenziazione tra studenti, che, di fatto, già avviene nella scelta tra i percorsi ordinari e le sezioni ad indirizzo di potenziamento scientifico o linguistico, ma l’innovazione implicitamente sollecita a rivedere il percorso formativo e il curricolo scolastico che si definisce “verticale”, ma rimane ancora spezzato e frammentario.
Non si tratta, quindi, di ridurre un anno, ma di qualificare il percorso di studio, senza tempi morti di ripassi e recuperi, ma ricco di proposte formative funzionali ed efficaci per comprendere e interpretare l’oggi. L’espressione latina “Non scholae sed vita discimus”, oggi è rimasta solo una massima letteraria da tradurre in italiano, non trovando attuazione nel concreto.
Ecco perché è necessario che le cose vadano “diversamente” e la sperimentazione ha proprio quest’obiettivo, rispondendo ai bisogni degli studenti e nello specifico di quei ragazzi che hanno delle belle potenzialità e potenziali risorse da sviluppare, che rimangono spesso inespresse e poco valorizzate.
Rispondendo a Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, nel progetto sperimentale le attese e i desideri degli studenti vengono realizzati e non si può continuare ad attendere, invano, chissà quali riforme radicali dei cicli, che difficilmente potranno realizzarsi.
Ancora un anno di attesa e di preparazione per le 100 classi sperimentali che a settembre presenteranno i progetti e la cui attuazione avverrà a partire dall’anno scolastico 2018/2019.
Nel frattempo sarebbe ottimale preparare con gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado un cammino di preparazione e di costante rinforzo nel consolidare un proficuo metodo di studio ed un apprendimento efficace e significativo, anche adottando la metodologia CLIL.
Per una maggiore garanzia del progetto quadriennale occorrono, infatti, delle solide basi che si costruiscono negli anni e senza improvvisazioni.
(giuseppe adernò)

Sperimentare ed innovare non sono la stessa cosa!
Fermo restando la mia personale opinione contro il “liceo breve”, corroborata dai contributi di tanti esperti ed opinionisti che ho riportato nei vari articoli precedentemente pubblicati (leggi da ultimo: http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#node-2565-liceo-breve ), pur senza fare polemica alcuna, sottopongo al collega Pippo Adernò ed ai nostri lettori alcune considerazioni.
Nel corso della mia lunga carriera ho avuto l’onore ed il piacere di gestire alcune sperimentazioni varate dal Ministero, con tanto di monitoraggio in itinere (anche biennale) e corretta pubblicazione finale degli esiti. Quindi, forse, senza offesa per nessuno, mi senso legittimato ad argomentare! Non mi pare che tutto ciò sia avvenuto per le sparute sperimentazioni avviate negli anni scorsi ed i silenzi istituzionali, invece delle trionfalistiche dichiarazioni, report e slide sugli esiti, cui siamo abituati, non lasciano prevedere nulla di buono ed a pensar male … ci si azzecca sempre!
Sono fermamente convinto che il liceo quadriennale non migliorerà, né faciliterà la situazione occupazionale giovanile, già abbastanza critica. Con buona pace dei fautori del liceo breve, ricordo che lo scenario sulla durata degli studi, a livello europeo è esattamente spaccato a metà, con la differenza sostanziale che negli altri Paesi l’articolazione del curricolo è omogenea e funzionale al percorso, da noi no! Tutto resta come prima e si millanta innovazione solo amputando un anno al curricolo della scuola secondaria di 2° grado.
Ai tempi della sperimentazione Brocca, siano tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, chi gestiva la scuola superiore lo ricorda bene, molti percorsi originali hanno caratterizzato i curricoli del superiore, eppure nessun preside propose e nessun ministro azzardò di accorciare il percorso di un anno; ciò non per inadeguata capacità progettuale, ma per l’oggettiva scarsa praticabilità di modelli non collaudati e non sperimentati a dovere. Ricordo all’amico Pippo Adernò, che peraltro lo sa bene, che parlare di innovazione significa avere idee chiare e di lunga prospettiva.
Ricordo a me stesso, ed ai lettori (Adernò compreso, ovviamente!) che l’unica vera grande riforma della scuola, quella elementare, quando s’è fatta vera innovazione, avvenne nel nostro Paese con i Programmi del 1985 e solo dopo – in ragione del curricolo proposto – si pensò a riorganizzare la scuola con la legge n. 148/1990. Nel caso odierno del liceo quadriennale, invece, si taglia solo un anno al curricolo articolato in cinque anni, ma se ne pretende l’esaustività, si aggiungono ore di lezione a perdere senza neppure tenere conto della variabile alternanza scuola-lavoro, si pretende di centrifugare i contenuti disciplinari in nome di un efficientismo mal riposto e, come detto prima, con scenari occupazionali alquanto nebulosi, anzi inesistenti, oggi come domani.
Passiamo al curricolo. Spalmare 5 anni in 4 non è cosa facile, se si vuole varare un progetto serio, affidabile, concreto, monitorabile su dati certi, che però rischiano di saltare subito poiché ogni istituto che avvierà una sola classe prima sperimentale avrà il suo modello, certamente coerente al suo interno, ma che difficilmente potrà trovare riscontri in verifiche d’ufficio, tarate secondo un modello nazionale standard. Di fatto, se ci saranno, le risultanze delle singole classi “sperimentali” non saranno comparabili!
A proposito di contenuti, siamo davvero certo che i ragazzi “bravi” che frequenteranno il liceo sperimentale sapranno reggere all’impatto ossessivo dei contenuti disciplinari? Peraltro la Ministra assicura che non ci saranno sconti, ma è ragionevole pensare che anche le ventilate verifiche saranno centrate con la massima attenzione sull’articolazione e la rimodulazione dei piani di studi piuttosto che sui contenuti.
Perché il Ministero non ha pensato ad una sperimentazione allargata ed assistita senza rincorrere l’accorciamento dei percorsi e solo dopo, alla resa dei conti, valutare impatto, praticabilità e criticità? Piuttosto che vantare la quadriennalità come l’uovo di Colombo, perché non consentire al liceo quinquennale di muoversi in libertà, cioè in vera autonomia, consentendo ai ragazzi un arricchimento culturale e formativo oltre lo scolastico di maniera?
Coloro che hanno, ovvero hanno avuto, dimestichezza con i curricoli della secondaria di secondo grado, sanno bene che il quinto anno, almeno nelle scuole di qualità (sic!) è interamente dedicato al Novecento ed agli anni Duemila, sia per le materie umanistiche, sia per quelle scientifiche. Come si farà a centrifugare tutto in appena 4 anni? Si azzererà la storia, cioè la cultura, dei secoli passati o la realtà contemporanea? Chi azzarderà, con sfrontatezza, questo genere di  amputazioni al curricolo? Oppure si getterà tutto nel frullatore per ottenere un papocchio pseudo culturale, pseudo formativo, pseudo sociale ed anche pseudo esistenziale?
Appare anche del tutto fragile (per non dire di peggio!) l’argomentare della Ministra su “La Stampa” (2 settembre 2017) quando afferma e sostiene che lei ha dato corso alle iniziative già avviate (= sperimentazione) quali esse fossero, debbo dire a quanto punto, appalesando un appiattimento politico inaudito, ma il suo obiettivo è la scuola media ridotta a 2 anni (come s'è letto sulla stampa e successiva dichiarazione ufficiale di smentita!) e la riforma dei cicli. E siccome lo stesso discorso l’aveva già fatto la sottosegretaria Angela D’Onghia qualche giorno addietro, non capisco bene chi delle due parli in playback!
Quanto alla scuola media, che sarebbe l’anello debole del 1° ciclo (e sono d’accordo!), mi chiedo però che senso abbia una rimodulazione a pezzettini (come una famosa salsa di pomodoro!), senza avere la forza politico-culturale, e soprattutto progettuale, di varare (ovvero auspicare soltanto, visto che siamo a fine legislatura!) la riforma dell’intero curricolo scolastico, assicurando tempi adeguati (e non sincopati!) ad un curricolo di qualità che assicuri ad un tempo contenuti e vera formazione alle future generazioni. A meno che non si voglia continuare a dare corso a soluzioni abborracciate tutte all’italiana, salvo poi pentirsene subito dopo, con tanto spregiudicato “mea culpa”, modello legge 107/2015, almeno da parte di qualcuno.
Da tutto quello che si dice attorno al “liceo breve”, nasce anche il sospetto che il “liceo ridotto”, è meglio chiamarlo così, non solo non affascina molto, ma desta non poche perplessità agli stessi operatori scolastici, almeno in quelli non plagiati da tentazioni innovative gestite “alla garibaldina” e/o etichettati politicamente.
Al di là dei facili entusiasmi di maniera e per tutte le stagioni, suggerisco al caro collega Adernò ed a quanti la pensano come lui, invece di contestare solo l’argomentare di Manfreda (che cito anch’io, peraltro, in alcuni articoli) di riflettere sulle robuste tesi di Alberto Asor Rosa e di Guido Baldi che riporto in questa testata
(link  La Nota//31-08-2017//06:00//Node-2565 - http://www.ceripnews.it/la_nota.htm ) e sulle opinioni di tanti altri che non si entusiasmano facilmente per modelli facili teorizzati e non collaudati sul campo, come il prof. Cesare Cornoldi che citerò appresso.
Ma soprattutto, giova evitare di estrapolare dai contenuti di terzi frasi e/o passaggi brevi, che spesso non danno la pienezza del concetto. Lo stesso vale per le dichiarazioni complesse ed articolate, spesso incardinate in un contesto più ampio di analisi dello scenario scolastico che spazia dalla Buona Scuola, al liceo breve, all’obbligo fino a 18 anni, all’alternanza scuola-lavoro, ecc. .
Lasciamolo ai politici, in puro stile ex democristiano, l’abilità di estrapolazione di pezzi di frasi dal contesto generale; noi gente di scuola (o ex tali, per qualcuno!) evitiamolo per onestà intellettuale e per modus operandi da sempre agito con elevata professionalità.
In ogni caso, caro Pippo, ritengo che la questione non stia tanto negli anni di scuola, quanto nei contenuti, e per fare ciò, bisogna rivedere modelli organizzativi e curricoli, come ho sostenuto da sempre.
Sull’onda del déjà vu la Ministra, invece, s’è limitata ad estendere l’amputazione del quinto anno nei licei, mentre ai nostri ragazzi non serve un anno in meno di scuola, ma cento libri in più da leggere proprio nel quinto anno di scuola, che la Fedeli toglie con la sua pseudo sperimentazione, senza neppure rendersi conto, come afferma il professore Guido Baldi (autore
di un manuale di Letteratura italiana molto diffuso nelle scuole italiane) che c’è una distanza abissale tra cultura e realtà già nel quinquennio così com’è strutturato, dato che a scuola spesso si sfiora Montale, i ragazzi sconoscono gli autori del Duemila, però alla Maturità escono poeti come Caproni! Per non parlare di Gadda, Calvino, Merini, Fo, ecc.
So bene che ricette irrinunciabili non ce ne sono, che investire un anno su Dante, Petrarca e Boccaccio, a questo punto è un paradosso, a meno che rivoluzionando la metodologia a cui sembrano tanto legati i docenti, i tre grandi piuttosto che restare un corpus isolato, non vengano accostati al Novecento, come afferma Baldi:  Ariosto porta a Calvino, Boccaccio si accosta a Dario Fo, Petrarca sull’accidia si affianca ad una poesia di Montale, e via di seguito. Accostamenti davvero stimolanti, caro Adernò, anche in prospettiva del cosiddetto “liceo breve”, ma una domanda mi sorge spontanea: chi lo dice ai professori di ieri e di oggi legati a modelli cronologici indistruttibili, e che non conoscono neppure il pensiero di Baldi, pur avendone adottato i suoi libri per anni, compreso i futuri “sperimentatori”? 
Non se ne farà nulla o quasi e la mini sperimentazione limitata 100 classi prime (semmai ci si arriverà!), sarà una robetta insignificante, quanto improduttiva come mi sono sforzato di scandire in questi spunti di riflessione!
Al riguardo faccio mio il pensiero del già citato professore Cesare Cornoldi, ordinario di Psicologia dell’apprendimento e della memoria presso l’Università di Padova che se da un lato concorda con la Ministra e la Sottosegretaria di ridurre la scuola media a 2 anni (“Se un ordine di scuola non funziona bene, riducendone la durata si riduce il danno”), chiede anche una sperimentazione diffusa nei licei per non creare traumi e iniziare a coinvolgere gli insegnanti in linea con un cambiamento sostanziale, ma tenendo la durata e le materie attuali nel quinquennio delle superiori, ovviamente dando loro un senso diverso. (ninni bonacasa)
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//04-09-2017//06:00/NODE-2595
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La Ministra fa chiarezza a proposito di bocciature

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Lunga intervista pubblicata sulla testata “La Tecnica della Scuola” – La valutazione degli alunni disabili / Cosa cambia nel primo ciclo di istruzione

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Addio alle bocciature fino alla media? Non proprio! La Ministra Valeria Fedeli, forse stizzita per i titoli “facili” letti sui giornali in questi giorni relativamente alle non ammissioni alla classe successiva nella scuola primaria e secondaria di primo grado, in una lunga intervista rilasciata a Fabrizio De Angelis e pubblicata su “La Tecnica della Scuola” fa il punto sulla situazione e chiarisce che “affermare, che da quest’anno sarà vietato bocciare alla primaria e alla secondaria di I grado è falso (…), si tratta di semplificazioni che non entrano nel merito dei contenuti della legge e che ne travisano gli obiettivi”.
Il testo sulla valutazione non tende a vietare di bocciare, scrive De Angelis riportando il pensiero della Ministra, ma “invita a lottare contro le povertà educative e favorire l’inclusione delle ragazze e dei ragazzi più deboli, attivando, ben prima degli scrutini di fine anno o di decisioni importanti e impattanti come quella di non ammettere alla classe successiva, tutte le misure di accompagnamento possibili per non lasciare indietro nessuno. Soprattutto chi ha più difficoltà. Magari perché viene da un contesto socio-economico più svantaggiato, perché a casa non può essere seguito come altre bambine o bambini, perché ha bisogni educativi diversi”.
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La valutazione degli alunni disabili
Cosa cambia nel primo ciclo di istruzione?
La collega Katjuscia Pitino, sulla testata OrizzonteScuola.it  illustra il decreto n. 62 che riconferma molte delle norme già esistenti. La Pitino, in particolare si sofferma sull’articolo 11 che presenta due importanti novità.
Per leggere e/o scaricare l’articolo:
http://www.orizzontescuola.it/guida/alunni-disabili-si-dovranno-valutare-cosa-cambia-nel-primo-ciclo-istruzione/
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Il decreto, continua la Ministra, stabilisce che nel I ciclo di istruzione, che comprende primaria e secondaria di I grado appunto, il tema dell’ammissione alla classe successiva diventi parte di un processo più ampio di presa in carico delle studentesse e degli studenti. Alla primaria varrà la normativa già oggi vigente: la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe e con la novità che l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. Questo non per rendere impossibile la bocciatura, ma perché chiediamo alle scuole di attivare – proprio grazie alla legge approvata, che rafforza questo meccanismo – specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni e delle alunne più deboli. Vale a dire che prima di arrivare a una bocciatura la scuola dovrà mettere in campo azioni mirate ad includere, a non lasciare solo chi resta indietro.
La ministra Fedeli, scrive ancora De Angelis, fa alcune precisazioni anche per quanto riguarda la scuola media, in cui “resta ferma la necessità di frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale per poter essere ammesse o ammessi alla classe successiva. L’ammissione poi può essere deliberata, con giudizio motivato, anche in caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento. Anche con la previgente normativa questo poteva essere possibile (ai sensi dell’art. 2 comma 7 del DPR 122/2009). Anche in questo caso, come per la primaria, la scuola ha l’obbligo di attivare specifiche strategie per il miglioramento di chi è più indietro. Quindi, nessuna promozione garantita ‘per legge’, ma un diverso sistema di valutazione che aiuta a superare le lacune formative e tiene conto dei tempi soggettivi di apprendimento”.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//04-09-2017//06:00/NODE-2592-2594
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Carta del docente a metà settembre // Aggiornamento graduatorie III fascia ATA,
triennio 2017/2020 // Co.co.co possibili nelle segreterie scolastiche
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Carta del docente a metà settembre
Coloro che non hanno speso la somma nell’a.s. 2016/17, interamente o in parte, si troveranno nel “borsellino elettronico” i 500 euro più il residuo dell’anno precedente
I docenti di ruolo dal 14 settembre in poi potranno fruire dei 500 euro annuali per il loro aggiornamento professionale. Il Miur, attraverso 
il portale creato ad hoc per la gestione della somma, ha comunicato che “entro il 14 settembre p.v. l’applicazione carta del docente sarà disponibile per l’anno scolastico 2017/2018. Fino a tale data, i docenti e gli esercenti non potranno accedere all’applicazione carta del docente. Gli importi delle somme non spese e dei buoni prenotati e non validati verranno attribuiti al residuo dell’anno scolastico 2016/2017. Sempre fino a tale data non sarà possibile, per gli esercenti, validare i buoni sia da applicazione sia da web-service”. Il Miur informa anche che “il servizio di assistenza tecnica al numero 800.863.119 è momentaneamente sospeso”. Tutti coloro che non hanno speso la somma nell’anno scolastico 2016/2017, interamente o in parte, si troveranno nel proprio “borsellino elettronico” i nuovi 500 euro più il residuo dell’anno scolastico 2016/2017. La somma sarà anche assegnata a docenti utilizzati in altri ruoli o che fruiscono di un distacco, ad esempio sindacale. Non sono recuperabili, invece, i soldi eventualmente non spesi dell’a.s. 2015/2016; lo stesso vale per i docenti che sono andati in pensione dal 1° settembre 2017.
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Aggiornamento graduatorie III fascia ATA, triennio 2017/2020
Pubblicato il Decreto n. 640 del 30 agosto 2017 – Domande: dal 30 settembre al 30 ottobre 2017, con procedura cartacea
Il Miur, con la Nota n. 37883 del 01/09/2017, ha trasmesso il Decreto n. 640 del 30-08-2017, con cui è indetta la procedura di aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto ATA III fascia  per il triennio scolastico 2017-2020. Le domande di aggiornamento/inserimento potranno essere presentate dal 30 settembre al 30 ottobre 2017, utilizzando i modelli cartacei che il Miur pubblicherà successivamente. I modelli dovrebbero essere i seguenti: Modello D1 (domanda di inserimento per chi si iscrive nella graduatoria per la prima volta); Modello D2 (domanda di conferma/aggiornamento per gli aspiranti già inclusi nelle graduatorie di circolo/istituto di III fascia nel precedente triennio ovvero di conferma se non si devono aggiornare titoli culturali e di servizio ovvero di aggiornamento se sono stati conseguiti nuovi titoli culturali e/o di servizio). La domanda va  inviata ad una scuola capofila della provincia scelta, tramite raccomandata A/R o presentata a mano o mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata (Pec). La procedura prevede, come negli anni precedenti, la possibilità di chiedere il depennamento dalle graduatorie permanenti o ad esaurimento della provincia di attuale iscrizione ovvero iscriversi nelle graduatorie di istituto di diversa provincia. Il depennamento avrà efficacia dalla data di pubblicazione delle graduatorie definitive (di terza fascia). La scelta delle sedi avverrà telematicamente, tramite il portale Istanze Online, secondo la tempistica che sarà comunicata successivamente.
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Co.co.co. possibili nelle segreterie scolastiche
Interpretazione autentica dell’art. 22, co. 8 del D.Lgs 25-05-2017, n. 75, in vigore dal 22-06-2017
Lara La Gatta sulla testata “Le Tecnica della Scuola” offre all’attenzione dei lettoriun interessante articolo sull’utilizzazione delle co.co.co. nelle segreterie scolastiche. Allo stato attuale, scrive Lara La Gatta, la normativa vigente non impedisce la stipula, nel mese di settembre, di contratti di collaborazione coordinata e continuativa con personale da destinare alle attività di supporto alle segreterie scolastiche per il  funzionamento didattico – amministrativo. L’articolista, al riguardo, richiama all’attenzione dei Ds la nota Miur prot. n. 16847 del 30-08-2017, con la quale ha fornito precisazioni in merito al conferimento di incarichi di “CO.CO.CO.” nelle segreterie scolastiche per l’anno scolastico 2017/2018. In merito il Miur ha ricordato che l’articolo 5 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, in vigore dal 22 giugno 2017, interviene sui rapporti di collaborazione e sul conferimento di incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo, modificando l’articolo 7 del decreto legislativo n. 165 del 2001. In particolare, l’articolo 5, comma 1, lettera a) introduce il divieto per le amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione relativi a prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, con modalità di esecuzione organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.
Tuttavia, secondo il Miur, è però necessario tenere conto anche della successiva disposizione normativa contenuta nell’articolo 22, comma 8 del medesimo Decreto, relativamente alle “disposizioni di coordinamento e transitorie”, ove si statuisce che:“Il divieto di cui all’articolo 7, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dal presente decreto, si applica a decorrere dal 1 gennaio 2018”. Quindi, conclude Lara La Gatta, allo stato attuale, i contratti di co.co.co. sono ammessi nelle segreterie scolastiche.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//02-09-2017//07:00/NODE-2590//2ª EDIZIONE
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Il “giallo” sul concorso per Ds

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I sospetti (argomentati) de “La Tecnica della Scuola”
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Clamorosa rivelazione di Pasquale Almirante sulla testata “La Tecnica della Scuola” (31 agosto 2017) che sul silenzio del Miur relativamente al bando del concorso per Ds riporta un contributo dell’avvocato Dino Caudullo secondo cui gli impedimenti sarebbero legati ai paletti ed ai vincoli posti dalla Funzione Pubblica (FP) ed alla mancata pronuncia della Corte Costituzionale sui tanti ricorsi presentati dopo la pubblicazione della legge n. 107/2015.
In pratica, almeno secondo l’avvocato catanese Caudullo, noto per i numerosi successi ottenuti in fase di contenzioso acceso a tutela del personale della scuola (docenti precari e di ruolo, dirigenti scolastici e personale ATA), “fino a quando non si sanerà il contenzioso di fronte alla Corte Costituzionale, sarà difficile che il concorso a dirigente possa avere luogo, anche perché qualora i ricorrenti avessero ragione, dovrebbero occupare proprio quei posti che il Miur sta mettendo a concorso, provocando una di quelle buriane legali dai risvolti disastrosi”.
Tutto questo nonostante le ostentate certezze della Ministra che, a quanto pare, parla senza sapere la effettiva portata della questione. Certo non gliene facciamo una colpa grave e diretta (la politica ha le sue regole!), ma i suoi consiglieri e dirigenti ministeriali potrebbero timidamente suggerirle di essere più cauta nel fare dichiarazioni avventate sui tempi attuativi.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//02-09-2017//07:00/NODE-2579//2ª EDIZIONE
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Vaccini, basta l'autocertificazione

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Circolare congiunta Salute e Miur alle scuole
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Oltre all'autocertificazione delle avvenute certificazioni, i genitori possono autocertificare anche di aver richiesto alle Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate. La richiesta potrà essere effettuata anche telefonicamente, inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica ordinaria (Peo) o certificata (Pec) di una Asl della regione di appartenenza, ovvero inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento.
Lo hanno stabilito con circolare, già inviata alle scuole, i ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell’Istruzione, Valeria Fedeli, precisando che le indicazioni tendono ad attenuare il disagio rilevato delle famiglie. Insomma, l’importante è dimostrare la volontà di voler vaccinare il figlio.
Contestualmente, in risposta alle perplessità di alcuni Ds e di una parte dell’opposizione al Governo sulla trasmissione dei dati sensibili, il Garante della Privacy ha adottato un provvedimento urgente per cui le scuole pubbliche e private ed i servizi educativi per l’infanzia possono trasmettere senza alcuna remora l’elenco degli iscritti alle Asl.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//02-09-2017//06:00/NODE-2574-2576
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Tar Lazio stoppa numero chiuso // Legge 104, proposta choc dell’Aran // Osservatorio su inclusione e intercultura
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Tar Lazio stoppa numero chiuso
Il Tar del Lazio, su ricorso presentato dall’Unione degli studenti universitari contro il Senato accademico dell’Università Statale di Milano, ha bocciato i test d’ingresso a numero chiuso per i corsi di laurea universitari di Lettere, Storia, Filosofia, beni culturali, Lingue e Geografia. Per memoria ricordiamo che la proposta del Rettore (d’autorità, dato che non è passata al vaglio dei Dipartimenti!), secondo cui così si limitavano gli abbandoni, aveva diviso per mesi l’Ateneo milanese tra favorevoli e contrari al provvedimento. Adesso la sentenza farà certamente ripartire le polemiche ideologiche o funzionali tra i prof pro e contro. Se si parlasse di qualità della didattica non sarebbe meglio?
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Legge 104, proposta choc dell’Aran
In nome della “funzionalità degli uffici e per garantire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”, l’Aran ha proposto ai sindacati nel quadro del rinnovo del contratto degli statali, che i beneficiari della legge 104 e i donatori di sangue debbano comunicare le assenze almeno 3 giorni prima per godere del permesso/beneficio. L’Aran propone anche la possibilità di programmare mensilmente la fruizione dei permessi della legge 104 come pure quelli per la donazione di sangue; nessuna parola sulle eventuali urgenze ed emergenze sia per l’uno che per l’altro caso! Come sempre si spara su tutto senza valutazione delle effettive conseguenze!
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Osservatorio su inclusione e intercultura
La Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato i decreti per la costituzione dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, previsto da uno dei provvedimenti attuativi della legge 107/2015 e dell’Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//02-09-2017//06:00/NODE-2573
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Reggenze anno scolastico 2017/2018

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Gli elenchi sono rinvenibili nei siti dei singoli AT
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Conferite le decine di reggenze per il corrente anno 2017/2018. A differenza degli anni precedenti, quest’anno l’elenco regionale delle reggenze è stato spacchettato per provincia. Pertanto coloro che fossero interessati dovranno linkare i singoli Ambiti Territoriali per leggere gli incarichi conferiti.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//01-09-2017//06:00/NODE-2570
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Visite fiscali da oggi all’Inps

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Finora non risolte alcune criticità connesse al nuovo regime
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Da oggi le visite fiscali cui sono soggetti i dipendenti pubblici passano operativamente all’Inps che già gestiva il settore privato. Scontato che in fase d’avvio ci potrà essere qualche disfunzione del “Polo unico” della medicina fiscale ed i problemi non mancano, a cominciare dall’attuale disallineamento degli orari di controllo tra pubblico e privato (P.a.: 09-13/15-18 = 7 ore: Privato: 10-12/17-19 = 4 ore).
Invece di scalare l’orario al pubblico dipendente, a quanto pare il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sostiene che è opportuno l’aumento delle ore per il settore privato, portandolo a 7 ore per tutti, e forse anche 8 ore! Per le assenze ricorrenti del venerdì e del lunedì, e più in generale nei week end, sono previste visite fiscali “selettive” e “reiterate” nella stessa giornate e/o nel periodo richiesto.
Altro problema da risolvere, in atteso di un bando per il reclutamento, sono i medici il cui numero attuale appare del tutto insufficienti a coprire il reale fabbisogno, soprattutto in alcuni regioni. Peraltro non è possibile la compensazione trattandosi di lavoratori che esercitano la professione anche in ambulatorio e>/ da privati. Per sopperire è stato aperto un canale di dialogo con i medici per riconoscere loro dei premi in base al numero di accertamenti effettuati (sic!).
Infine, c’è il problema gravissimo dei fondi stanziati (appena 17 milioni a fronte di una promessa di 50 milioni) e finiti i quali si fermerà l’attività dei medici.
I controlli potranno essere decisi anche “d’ufficio” da parte dello stesso Istituto. Se il lavoratore malato non si fa trovare a casa si procederà con l’invito a visita ambulatoriale, anche per gli statali, al fine di “valutare soltanto lo stato morboso”.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//01-09-2017//06:00/NODE-2569
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Alla Sicilia 115 mln per la sicurezza e la sistemazione
degli edifici scolastici

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Un terzo dei fondi PON (350 mln/euro) destinato all’Isola
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L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Bruno Marziano, ha fornito il dettaglio dei fondi (115 milioni di euro) destinati alle scuole siciliane per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico.
Il quadro degli interventi riguarda: adeguamento sismico, accessibilità e superamento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico, aumento delle aree interne ed esterne per lo svolgimento di alcune specifiche attività (mensa, spazi comuni, area verde, spazi di laboratorio e per lo sport) e bonifica dell’amianto, dopo una specifica attestazione dell’Arpa.

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