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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–29/05/2020-09:00
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Corsi di specializzazione sul sostegno didattico

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Avvio attività per l'a.a. 2019/2020

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Il Ministero dell’Università e Ricerca ha pubblicato il decreto n. 94 del 25 maggio 2020 in cui, a causa della straordinaria situazione di emergenza sanitaria sul territorio nazionale, stabilisce, in via eccezionale, per l’anno scolastico 2019/2020, l’avvio delle attività formative dei corsi di specializzazione sul sostegno didattico i candidati risultati idonei nei cicli precedenti e regolarmente iscritti al V ciclo.
È stata inoltre autorizzata la modalità a distanza per lezioni dei moduli teorici e per i tirocini indiretti.
Per quanto riguarda la data di conclusione del corso di specializzazione, resta fermo il termine al 16 luglio 2021.

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0196-sindacati-fare-scuola-insieme
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–27/05/2020-09:00
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Sindacati, «Fare scuola insieme»

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Lettera aperta al Paese
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da Il Sole 24 Ore

di Redazione Scuola

«La chiusura prolungata delle scuole è una ferita per tutto il Paese. Nonostante l’impegno profuso dai docenti con grande senso civico, il ricorso obbligato ed esclusivo alla didattica a distanza si rivela una condizione innaturale, nella quale si accentuano squilibri e disuguaglianze e viene meno la dimensione indispensabile delle relazioni sociali dirette, essenziali e fondative di una comunità educante. Questa la ragione fondamentale per cui è necessario che la scuola riapra quanto prima le sue porte a milioni di alunne e alunni, di studenti e studentesse: non solo ne hanno diritto, ma ne esprimono un bisogno insopprimibile». Lo scrivono in una sorta di lettera aperta al Paese, “Fare scuola insieme”, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.

Per riaprire in sicurezza, secondo i sindacati, servono una serie di elementi: spazi adeguati e sicuri, anche in termini di presidi sanitari stabili; potenziamento delle risorse professionali: più docenti per gestire gruppi classe meno affollati, più collaboratori per le accresciute esigenze di pulizia, igiene, vigilanza; risorse per la formazione di tutto il personale; stabilità del lavoro per garantire la continuità didattica e un’efficace gestione degli uffici di segreteria insegnanti specializzati per agire efficacemente su disabilità e fragilità educativa; efficace supporto alle innovazioni metodologico-didattiche aggiornando e rinnovando i processi amministrativi e gestionali.

«Più che negli anni precedenti, si pone l’esigenza di assicurare un ordinato avvio dell’anno scolastico: ciò significa avere al 1° di settembre tutto il personale docente, Ata e dirigente pronto ad assumere servizio in modo certo e stabile. La precarietà del lavoro ha raggiunto nel tempo dimensioni troppo estese, che le difficoltà del momento rendono del tutto insostenibili. Va colta invece l’occasione per valorizzare opportunamente la consistente esperienza professionale maturata nel tempo, che può rivelarsi risorsa preziosa su cui puntare, dando stabilità al lavoro e certezza di risorse alle istituzioni scolastiche. Non è il momento degli arroccamenti e delle dispute ideologiche, è il momento del coraggio, della responsabilità e del buon senso», concludono le cinque sigle sindacali della scuola.

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0194-assunzione-precari-riapertura-a-settembre
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–25/05/2020-09:00
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Assunzione precari e riapertura a settembre

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Due problemi esplosivi, difficili da risolvere
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di Reginaldo Palermo -

“”” I due problemi che in questa fase stanno investendo la scuola (assunzione dei precari  e riapertura a settembre) sono ormai diventati un tema sociale e politico di particolare gravità.
Il problema del precariato è talmente complicato che da alcuni giorni è anche oggetto di un confronto continuo all’interno della stessa maggioranza di Governo.
Lo scontro fra PD e Leu da un parte e il M5S, a cui si sta affiancando Italia Viva, dall’altra è arrivato ad un punto di non ritorno e, almeno per ora, a nulla sono valsi i tentativi di mediazione messi in atto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte.
Il fatto è che i tempi sono davvero strettissimi e una soluzione va trovata nella giornata di domenica perché lunedì la Commissione Cultura del Senato dovrà necessariamente votare il testo definitivo del decreto scuola sul quale è prevista la decisione finale in aula per il giorno successivo.
Trovare il punto di incontro sarà difficile ma è molto probabile che alla fine l’intesa ci sarà perché in caso contrario potrebbe essere messa in discussione la stessa tenuta del Governo.
Nei giorni scorsi era emerso anche un altro problema: la Lega, infatti, aveva mostrato apprezzamento per la proposta PD contenuta nell’emendamento a firma del senatore Verduci (eliminazione della prova d’esame dalla procedura concorsuale). Ma è del tutto evidente che una soluzione targata PD, LEU e Lega approvata con il voto contrario del M5S e di Italia Viva porrebbe un problema politico insuperabile.
Ed è anche per questo che, inevitabilmente, alla fine la maggioranza di Governo dovrà raggiungere un’intesa.
Meno complicato sotto il profilo politico appare il problema della riapertura a settembre per il quale, però, mancano – almeno per ora – soluzioni credibili e praticabili.
Si parla, è vero, di classi con meno alunni e con misure di distanziamento rigorose ma questo vorrebbe dire avere molti più spazi a disposizione che non si vede davvero come potrebbero essere allestiti nell’arco dei tre mesi che ci separano dalla ripartenza di settembre.
La viceministra Anna Ascani ha parlato anche di accordi con i Comuni per consentire di usare locali pubblici come teatri e cinema, ma francamente l’idea – pur molto suggestiva – non appare di facile realizzazione.
La verità è che le risorse, non solo economiche, necessarie per ripartire in condizioni di relativa sicurezza sono davvero molto ingenti e anche i problemi organizzativi da affrontare appaiono piuttosto complessi. Una questione su tutte: per garantire la possibilità di fare lezione a piccoli gruppi sarà necessario avere molti più insegnanti; supponendo anche di autorizzare migliaia e migliaia di assunzioni temporanee per i primi 3-4 mesi di scuola resta un problema del tutto insolubile: in molte province del nord le graduatorie sono ormai vuote e già quest’anno i dirigenti scolastici sono stati costretti a ricorrere alle cosiddette “messe a disposizione”.
E non si capisce davvero come il Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile potrà fornire indicazioni operative per aiutare le scuole a affrontare problematiche così complesse.
“””

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0192-mascherine-esami-stato
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–22/05/2020-09:00
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Mascherine per gli esami di Stato

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Commessa di 754mila mascherine per le scuole italiane
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Maxi-commessa di 754mila mascherine per le scuole italiane: 541mila serviranno per gli studenti, le altre 200mila e passa per professori, bidelli e presidi. Per affrontare la maturità «in sicurezza» e consentire il ritorno in classe, a partire dal 17 giugno, a oltre 500mila alunni di quinta superiore il Governo ha messo a bilancio – con il decreto Rilancio – 3,2 milioni di euro. A rivelarlo è la relazione tecnica al Dl pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di martedì 19 maggio. Che quantifica invece in 36 milioni le risorse destinate alle pulizie straordinarie di aule, scale e corridoi in vista della riapertura degli 8mila plessi scolastici coinvolti dalla riapertura per l’esame di Stato in presenza voluto dalla ministra Lucia Azzolina.

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0190-esami-di-stato-I-II-ciclo
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–20/05/2020-09:00
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Esami di Stato I e II ciclo e valutazione finale: pubblicate le ordinanze

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OO.MM. nn. 9, 10 e 11 del 16 maggio 2020

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Sono state pubblicate le ordinanze del Ministero dell’Istruzione su esami di stato e valutazione finale, fornendo precise indicazioni sulle modalità di svolgimento e conclusione dell’anno scolastico per le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione, tenendo conto dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
L’ordinanza n. 9 del 16 maggio 2020 definisce le modalità di espletamento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020, coincidente con la valutazione finale da parte del consiglio di classe.
È prevista la presentazione di un elaborato che sarà consegnato e poi discusso, per via telematica, prima dello scrutinio finale. La presentazione orale dell’elaborato dovrà svolgersi entro e non oltre il 30 giugno.
Il Ministero ha definito, poi, con l’ordinanza n. 10 del 16 maggio 2020, l’organizzazione e le modalità di svolgimento degli esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione.
La data di inizio della sessione d’esame conclusivo è stata stabilita per il giorno 17 giugno 2020, ore 8:30, in cui, data la straordinaria situazione emergenziale, prevede lo svolgimento della sola prova orale, svolta in presenza, davanti a una commissione composta da sei membri interni e un Presidente esterno. Il punteggio massimo raggiungibile con il colloquio orale, è di 40 punti. Il voto massimo finale possibile resta, infatti, 100/100. Si potrà ottenere la lode.
Con l’ordinanza n. 11 del 16 maggio 2020, concernente la valutazione finale degli alunni per l’anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per il recupero degli apprendimenti, il Ministero definisce per ciascun grado di istruzione della scuola secondaria, i criteri per le valutazioni finale degli alunni, tenendo conto anche delle esigenze particolari degli stessi e le modalità, in caso di voto insufficiente, di recupero delle materie ad inizio del successivo anno scolastico.

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CERIPNEWS-NOTIIZIE–XX–18/05/2020-09:00
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Maturità, un’ora di colloquio

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La prova varrà fino a un massimo di 40 punti su 100, per i migliori ci sarà la possibilità di ottenere la lode
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da La Stampa
Flavia Amabile
Dalle mascherine alle distanze, il Miur ha definito le linee guida che verranno seguite da tutte le scuole: si parte fra un mese, il 17 giugno, senza scritti, senza commissari esterni, forse anche senza bocciati. L’esame di Stato si baserà su una prova orale da svolgere a scuola: il colloquio durerà circa un’ora, si dividerà in due parti: lo studente presenterà un lavoro che potrà essere discusso dalla commissione ma poi verrà interrogato su un testo di italiano studiato durante l’anno e su materiali scelti dalla commissione nelle altre discipline. La prova varrà fino a un massimo di 40 punti su 100, per i migliori ci sarà la possibilità di ottenere la lode.
Nonostante le riserve espresse dal Consiglio superiore dell’Istruzione, il Miur assicura di aver predisposto un protocollo sicuro ma l’esame sarà in presenza, perché «è un momento importantissimo», spiega la ministra Azzolina. Le prove saranno scaglionate per evitare assembramenti. Durante l’esame dovrà essere assicurata una distanza di almeno due metri tra studente e commissione.
Lo studente raggiungerà la scuola con la mascherina e la indosserà fino al momento dell’ingresso. «L’uso della mascherina è una condizione importante per lo studente e per il professore, anche una mascherina fatta in casa che consenta di proteggere te stesso e gli altri, ed è importante indossarla dall’uscita di casa fino alla scuola. Ma nel corso dell’esame, che sarà in presenza, lo studente può abbassare la mascherina se rimane a 2 metri di distanza, ha spiegato Agostino Miozzo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico. Le misure di sicurezza avranno un costante aggiornamento legato al monitoraggio dei dati epidemiologici: se la curva dei contagi tornasse fuori controllo, il Miur sarebbe costretto a tornare all’ipotesi dell’esame a distanza. Saranno invece tutti a distanza gli esami di terza media, con un colloqui online su argomenti scelti da ciascun ragazzo. Non ci saranno bocciati, spiega la ministra, se non «in casi molto circoscritti», cioè per provvedimenti disciplinari gravi, o altre rare circostanze e solo con l’unanimità del consiglio di classe. «In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo, non potevamo che prevedere un sistema diverso di valutazione», sottolinea la ministra promettendo per settembre «una valutazione seria», e la possibilità di recuperare se l’anno si sarà concluso con un’insufficienza.
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0187-azzolina-esami-fondi
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XX–15/05/2020-09:00
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Azzolina, su esami e fondi per il nuovo anno

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Scuola media, maturità, rientro a settembre
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 “Accogliendo gli appelli pervenuti, ho subito dato la mia disponibilità a concedere tutto il tempo che serve alle istituzioni scolastiche per svolgere tutto il procedimento in assoluta serenità”. Lo dice la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina intervenendo in audizione alla Camera a proposito degli esami di terza media. Secondo la bozza di ordinanza ministeriale il procedimento dell’esame doveva svolgersi entro la fine delle lezioni, dunque l’8 giugno. “Resta ferma la possibilità di non ammettere all’anno successivo studentesse e studenti con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico”. Lo precisa la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina in audizione alla Camera. “La valutazione avverrà sulla base di quanto effettivamente svolto, gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma non sarà ‘6 politico’. Le insufficienze compariranno nel documento di valutazione”, ha detto.

Esami di Stato - “Gli esami di Stato per il secondo ciclo avranno inizio il 17 giugno, con lo svolgimento di colloqui, della durata massima di circa un’ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la sicurezza per tutte le persone coinvolte”. Lo ha ribadito la titolare dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante un’audizione in Commissione Cultura della Camera. “Il Comitato tecnico scientifico, su nostra espressa richiesta, ha autorizzato – ha aggiunto – lo svolgimento della predetta prova, ritenendo che possa svolgersi nelle scuole, garantendo le standard condizioni di distanziamento e sicurezza. Come già anticipato, la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio”.

1,5 mld per rientro a settembre – Il Governo, nel dl rilancio, ha deciso di stanziare 1 miliardo e 450 milioni per la scuola, così ripartiti: 1 miliardo per il Fondo per gestione rientro a scuola a settembre (400 mln nel 2020, 600 nel 2021); 331 milioni per device, connettività, sicurezza, misure di protezione, assistenza medica, adattamento spazi in vista del rientro; 39 milioni per consentire esame di maturità in presenza, in sicurezza, comprando tutti i dispositivi di protezione necessari e assicurando l’igienizzazione costante degli ambienti; 80 milioni per la fascia 0-6 per coprire le mancate rette (65 milioni) e aumentare il fondo regionale (15 milioni). Previste anche misure di semplificazione in tema di edilizia scolastica, per consentire a enti locali proprietari degli immobili di operare velocemente, eliminando passaggi burocratici. [FONTE: ANSA]

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0185-atre-16mila-cattedre
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–13/05/2020-09:00
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Altre 16mila cattedre per le assunzioni

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L’annuncio arriva dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri

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Per le assunzioni via libera a 16mila posti in più per i prossimi concorsi. L’annuncio arriva dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.  Rispetto ai posti previsti, adesso il monte totale è di circa 78mila. Una buona notizia per il mondo della scuola.

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0181-ordinanze-da-rivedere
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–11/05/2020-09:00
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Ordinanze da rivedere, tante evidenti criticità

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L’Anp contro la ministra Azzolina

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“”” Ci sono “alcune evidenti criticità” nelle bozze che circolano delle ordinanze relative alla valutazione e all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. Così l’Associazione nazionale presidi che in una lettera alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, formula una precisa richiesta: “lasciare all’autonomia delle istituzioni scolastiche la calendarizzazione delle operazioni d’esame, prevedendo che queste si concludano entro il termine, realistico, del 30 giugno”.

Per quanto riguarda in particolare l’ordinanza ministeriale sull’esame conclusivo del primo ciclo, l’associazione segnala la “grande aleatorietà della valutazione finale”, con la possibilità concreta “di esplosione del contenzioso, dato che i genitori sono (giustamente) molto attenti al voto di diploma”.

In particolare, è richiesto alle scuole di varare, in tempi strettissimi,indicatori concernenti non solo la valutazione dell’elaborato, ma soprattutto quella del percorso triennale”.

Altro problema sono i “tempi troppo ristretti – tenendo conto anche delle necessarie delibere del collegio dei docenti – e conseguente impossibilità di gestire al meglio, contemporaneamente, la Didattica a distanza che dovrebbe proseguire regolarmente per tutte le classi, terminali e intermedie”.

“Tenendo conto dell’attuale emergenza e del cambiamento profondo che la scuola italiana ha subito in un arco così breve di tempo, pare opportuno non richiedere sforzi organizzativi enormi, così concentrati e, comunque, del tutto sproporzionati” scrive il presidente dell’Anp Antonello Giannelli, proponendo appunto di lasciare all’autonomia delle scuole la definizione del calendario di esame. “”” [FONTE: La Tecnica della Scuola]

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–11/05/2020-09:00
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Fine anticipata delle lezioni on line?

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Fare posto al nuovo esame terza media

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“”” Il nuovo esame di Stato del primo ciclo potrebbe anticipare di una settimana la fine delle lezioni on line nella scuola media, perché i professori saranno tutti impegnati contestualmente nello scrutinio finale dei ragazzi di terza.

È la prevedibile conseguenza delle nuove modalità di svolgimento degli scrutini finali delle terze classi, previsto dalla bozza di Ordinanza, predisposta dal ministero in attuazione del decreto legge 22 sulla scuola e inviata per il prescritto parere al CSPI.

Due parole per capire il nuovo meccanismo degli scrutini finali.

Cosa succedeva prima: gli scrutini finali si svolgono al termine delle lezioni. Lo prevede da sempre l’art. 193 del Testo Unico sull’istruzione, D.Lgs. n. 297/1994, che prescrive “I voti di profitto e di condotta degli alunni, ai fini della promozione alle classi successive alla prima, sono deliberati dal consiglio di classe al termine delle lezioni, con la sola presenza dei docenti”.

Da sempre, nel rispetto di quella norma, gli scrutini finali, anche per la secondaria di I grado, si svolgono tra il termine delle lezioni e l’inizio degli esami di Stato.

Cosa succede solo per quest’anno: lo scrutinio finale (sostitutivo delle prove d’esame) prevede che la valutazione comprenda tutto (ultimo quadrimestre, percorso dell’intero triennio, colloquio su un elaborato dell’alunno) e si svolga non al termine delle lezioni (cioè subito dopo l’ultimo giorno di scuola), bensì entro il termine delle lezioni, come dispone l’art. 4 comma 3 della bozza di OM (La presentazione orale (dell’elaborato) si svolge entro il termine delle lezioni, secondo quanto previsto dal calendario stabilito dal dirigente scolastico o dal coordinatore delle attività educative e didattiche, sentiti i consigli di classe).

Tutta la valutazione finale di fine ciclo viene dunque decisa nei consigli di classe entro il termine delle lezioni (non dopo come sarebbe avvenuto in condizioni normali) e, considerati i tempi dei colloqui, occuperà circa una settimana.

Non si tratta di una semplice questione lessicale e formale (al termine oppure entro il termine): è sostanziale, perché la valutazione complessiva e il colloquio orale di ciascun alunno per discutere l’elaborato impegneranno, tra l’altro, l’ultima settimana di lezione, decretando di fatto la conclusione anticipata delle lezioni anche per gli alunni delle classi intermedie, tenuto conto che i loro insegnanti sono quasi tutti gli stessi impegnati nello scrutinio finale delle terze classi e nel colloquio.

Stando così le cose, sarà opportuno informare gli alunni delle classi intermedie e le loro famiglie che le lezioni a distanza si potrebbero concludere in anticipo rispetto al termine fissato dal calendario scolastico per la chiusura delle lezioni. Per la valutazione finale, come da vecchia norma, i relativi consigli di classe si riuniranno per decidere lo scrutinio finale dopo gli scrutini delle terze. “”” [FONTE: TuttoscuolA]

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0178-maturita-una-sola-prova
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–08/05/2020-09:00
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Maturità, una sola prova in un’ora e quattro step

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Il colloquio partirà dalla discussione di un elaborato sulla materia di indirizzo

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In attesa dell’ordinanza ministeriale la titolare dell’Istruzione, nel corso dell’ultimo question time, ha fornito ulteriori elementi sullo svolgimento dell’esame (in presenza) a cui saranno chiamati i 463mila maturandi italiani a partire dal 17 giugno quando, presumibilmente a gruppi di 5 al giorno, dovranno presentarsi davanti a una commissione di 6 membri interni, più il presidente esterno.

Il colloquio partirà dalla discussione di un elaborato sulla materia di indirizzo che avrebbe costituito l’oggetto del secondo scritto (ad esempio Greco/Latino al Liceo classico e Matematica/Fisica allo scientifico); seguirà con l’approfondimento di un breve testo di italiano studiato durante il quinto anno e con l’analisi del materiale predisposto dalla commissione sulle altre materie nell’ambito dei paletti fissati dal Documento del 15 maggio. Ultimo step il racconto dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro, finché è stato possibile svolgerla, e delle conoscenze di Cittadinanza / Costituzione.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–06/05/2020-09:00
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Faq del Garante per la scuola

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DdD – Privacy – Dati Covid19 – Riunioni collegiali  

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1) Le scuole sono tenute ad acquisire il consenso di alunni, genitori e insegnanti per attivare la didattica a distanza?
No. Gli istituti scolastici possono trattare i dati, anche relativi a categorie particolari(1) di insegnanti, alunni (anche minorenni), e genitori nell’ambito delle proprie finalità istituzionali e non devono chiedere agli interessati di prestare il consenso al trattamento dei propri dati, neanche in relazione alla didattica a distanza, attivata a seguito della sospensione delle attività formative delle scuole di ogni ordine e grado. Peraltro, il consenso di regola non costituisce una base giuridica idonea per il trattamento dei dati in ambito pubblico e nel contesto del rapporto di lavoro.

2) Gli Istituti scolastici devono informare gli interessati in merito ai trattamenti dei dati personali effettuati nelle attività di didattica a distanza?
Sì. Gli istituti scolastici sono tenuti ad assicurare la trasparenza del trattamento informando, con un linguaggio facilmente comprensibile anche dai minori, gli interessati (alunni, studenti, genitori e docenti) in merito, in particolare, ai tipi di dati e alle modalità di trattamento degli stessi, ai tempi di conservazione e alle altre operazioni di trattamento, specificando che le finalità perseguite sono limitate esclusivamente all’erogazione della didattica a distanza, sulla base dei medesimi presupposti e con garanzie analoghe a quelli della didattica tradizionale.

3) La scuola può comunicare alle famiglie degli alunni l’identità dei parenti di studenti risultati positivi al Covid-19?
Spetta alle autorità sanitarie competenti informare i contatti stretti del contagiato, al fine di attivare le previste misure di profilassi. L’istituto scolastico è tenuto a fornire alle istituzioni competenti, le informazioni necessarie, affinché le stesse possano ricostruire la filiera dei contatti del contagiato, nonché, sotto altro profilo, ad attivare le misure di sanificazione recentemente disposte.

4) Le scuole possono svolgere riunioni dei docenti in video conferenza?
Per effetto della sospensione dell’attività didattica e delle riunioni degli organi collegiali in presenza, sono state attivate modalità di didattica a distanza e il ricorso al lavoro agile con riguardo ai servizi amministrativi. Per le medesime ragioni legate all’emergenza, anche alla luce delle indicazioni del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministero dell’Istruzione, ogni forma di riunione nell’ambito delle attività indifferibili deve essere svolta con modalità telematiche.

Il Garante, inoltre, ha già fornito alcune indicazioni alle scuole per orientare scelte consapevoli riguardo alle piattaforme da impiegare, sulla base delle garanzie offerte dai fornitori, in considerazione degli specifici rischi anche per i dati personali dei docenti.

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0172-un-piano-per-aprire-nidi-e-materne
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–04/05/2020-09:00
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Un piano per aprire nidi e materne

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A giugno e luglio, aiuto ai genitori

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“”” Alla fine sembra che anche il premier Giuseppe Conte si sia convinto: «Occorrerà valutare la possibile riapertura, in modalità sperimentale, di nidi e scuole dell’infanzia, oltre ai centri estivi e ad altre attività ludiche ed educative destinate a nostri bambini», ha detto parlando ieri mattina in Senato della fase 2. È la prima conferma ufficiale che qualcosa si sta muovendo per trovare una soluzione e alleviare l’estate ai genitori che nelle prossime settimane torneranno al lavoro. Ma bisogna aspettare il parere definitivo del Comitato tecnico scientifico sul piano che il ministero della Famiglia sta elaborando in queste ore. Il primario di Pneumologia del Gemelli Luca Richeldi, che fa parte del Comitato, ha però già anticipato che «questa misura potrebbe avere un impatto minimo, ma un grande beneficio a livello sociale».

Molti dettagli in vista delle riaperture sono già stati discussi: si potrebbe cominciare dal mese di giugno e proseguire a luglio, e magari anche ad agosto usando oltre agli spazi degli asili e delle materne anche le palestre e i cortili delle scuole che la ministra Lucia Azzolina ha messo a disposizione: in questo modo oltre ai bambini da 1 a sei anni, si potrebbero accogliere anche i più grandi in centri estivi rimodulati rispetto agli anni passati per tener conto delle misure di sicurezza da adottare. I protocolli sanitari prevedono ingressi scaglionati (un bambino ogni cinque-dieci minuti): potrebbero essere esclusi dal piano i bambini fino a un anno di età. La giornata si svolgerà in piccoli gruppi, che si ritroveranno sempre con lo stesso educatore: gruppi fino a cinque bambini in età prescolare, di sette per i bambini delle elementari e fino a dieci per i più grandi. I genitori dovranno rimanere all’esterno delle strutture e chiunque si avvicinerà dovrà disinfettarsi e sottoporsi al controllo della temperatura. Anche i bambini si laveranno le mani più volte nella giornata. Non useranno le mascherine: loro no, ma gli educatori sì, come prevede la normativa per la fase 2. Non si potranno portare giocattoli da casa e si starà il più possibile, se non sempre, all’aperto con giochi lavabili: non sono ovviamente ammessi i peluche ma i libri cartonati sì.

Erano state le Regioni del Nord, Veneto, Emilia-Romagna, fino al Piemonte, a cominciare a organizzare i propri centri estivi la scorsa settimana, prendendo a modello le esperienze dei Paesi del Nord Europa, a partire da Norvegia e Danimarca dove i bambini più piccoli sono già tornati in classe .

Le regole

Ingressi a distanza di 5-10 minuti. Attività in piccoli gruppi, sempre con gli stessi educatori

Il nodo per ora irrisolto riguarda gli educatori: chi saranno gli operatori che staranno con i bambini? Gli asili nido sono per il 70 per cento privati e hanno propri educatori, le scuole materne sono per due quinti statali e per il resto comunali o private. Ma serviranno ben più addetti del solito: si sta valutando se ricorrere a cooperative o anche a volontari da formare prima dell’inizio dell’attività. Non sarà comunque il personale scolastico, ha chiarito il governo, a lavorare nei centri estivi per i più grandi.

Saranno invece Regioni e Comuni a sviluppare il modello: molto dipenderà infatti da quante famiglie decideranno di ricorrere ai centri estivi. Al ministero per la Famiglia si sta valutando se il bonus babysitter possa essere usato anche per pagare questi servizi. Resta da chiarire se ci dovrà essere un criterio di precedenza per l’accesso dei bambini, che favorisca i genitori che lavorano. Serve ancora un po’ di tempo e sarà importante che all’annuncio di Conte segua il via libera degli scienziati il prima possibile. “””
[FONTE: Gianna Fregonara – Corriere della Sera]

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0170-appello-delle-province
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–29/04/2020-09:00
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Appello delle province: subito indicazioni per maturità in presenza

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Gli studenti, le famiglie e tutto il mondo della scuola hanno bisogno di risposte subito

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Le Province chiedono un incontro urgente alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e sollecitano risposte per organizzare la maturità in presenza. «Condividiamo la decisione di svolgere gli esami di maturità in presenza, ma servono immediatamente le indicazioni necessarie per riorganizzare le scuole in modo che abbiano tutti i dispositivi di sicurezza necessari. Su infanzia e adolescenza impensabile però rinviare tutto a settembre», avverte il presidente dell’Upi, Michele de Pascale, che peraltro ha condiviso le preoccupazioni espresse dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

L’appello
«La scuola continua ad essere la grande assente del dibattito – sottolinea de Pascale – e nonostante i ripetuti appelli sollevati da Upi, da ultimo ieri nella riunione della Cabina di regia Fase 2, il tema della riorganizzazione della scuola per l’immediato continui a non essere considerata questione da affrontare. Non si può pensare di non parlare di scuola, demandando il tutto alle indicazioni sulla riapertura a settembre che verranno dal Comitato dei tecnici del Miur: anche la scuola deve stare a pieno titolo nel cronoprogramma del Governo sulla fase 2. Anche ieri alla Cabina di regia del Governo su questi temi, come sulla proposta delle Province sulla verifica dell’opportunità di riapertura di edifici scolastici per assicurare alle famiglie in grandi difficoltà, almeno i servizi estivi, non abbiamo avuto risposte. Chiediamo al ministro Azzolina e al viceministro Ascani – ha scritto il presidente Upi – di convocare entro il 4 di maggio un incontro con Regioni, Province e Comuni in cui affrontare le questioni di stretta attualità inerenti la gestione dei servizi scolastici, dalla materna alle superiori, nell’immediato. Gli studenti, le famiglie e tutto il mondo della scuola hanno bisogno di risposte subito».

[FONTE: Il Sole 24 Ore]

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0167-help-desk-amministrativo-contabile
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–27/04/2020-09:00
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Help Desk amministrativo-contabile

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Servizio di assistenza e consulenza per gli USR

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È stato attivato il servizio HDAC anche per gli Uffici scolastici regionali, per la risoluzione di problematiche connesse alla gestione amministrativa e contabile.
Con la nota n. 10194/2020, il Ministero dell'Istruzione comunica agli USR (Uffici scolastici regionali), che è possibile abilitarsi all’Help Desk contabile-amministrativo, al fine di potenziare la comunicazione continuativa e reciproca tra gli uffici ministeriali e le istituzioni scolastiche in questo difficile periodo di emergenza sanitaria, durante il quale l’Amministrazione ha l’obiettivo di garantire la massima assistenza e il supporto alle istituzioni scolastiche.
L’abilitazione al servizio HDAC permetterà anche agli UU.SS.RR., quindi, la visualizzazione di documenti, FAQ e oggetti multimediali, relativi a tematiche amministrativo-contabile, nonché la consultazione delle richieste di assistenza effettuate dalle scuole del territorio di propria competenza.
In nota si specificano le istruzioni per il percorso in SIDI una volta ottenuta l’abilitazione.

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0168-la.riapertura.delle-scuole
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–27/04/2020-09:00
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La riapertura delle scuole a settembre

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Ecco perché non è solo un problema di didattica

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di Annamaria Palmieri in OrizzonteScuola

“”” Karl Popper scriveva: «L’inconfutabilità di una teoria non è (come spesso si crede) un pregio, bensì un difetto. Ogni controllo genuino di una teoria è un tentativo di falsificarla, o di confutarla »

Per Popper dunque la falsificabilità è l’unico criterio scientifico che abbiamo: come sosteneva Einstein , da cui egli traeva spunto «nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato».

Ecco, noi non vorremmo essere costretti a “falsificare” ogni proposta, dalla più seria alla più bislacca, che abbiamo ascoltato in questi mesi ragionando della scuola e del suo futuro dopo l’emergenza sanitaria che ancora stiamo vivendo. Ma riteniamo doveroso suggerire scenari in cui l’azione dei Comuni è necessariamente non solo “implicata” (perché le scuole si trovano dentro le città, e ne sono un cuore pulsante) ma essenziale per consentire la riuscita dei futuri esperimenti/esperienze

Due soli assunti ci sembrano assolutamente indiscutibili e reggerebbero alla prova di qualsiasi processo di falsificazione:

1) che la riapertura delle scuole e la loro fuoriuscita dalla crisi che stiamo vivendo abbia dei costi, il che significa che non diversamente dai settori economici essa richiede forti investimenti, peraltro prioritari per la tenuta del Paese di cui la scuola è struttura portante;

2) che le scuole, salvo rarissime eccezioni, sono dentro le città, e dunque che nulla di quel che riguardi la scuola, i suoi spazi, i suoi orari e i suoi ritmi può essere letto a prescindere dal fatto che tutta la città ne è coinvolta e i Comuni devono essere interlocutori privilegiati per nuovi progetti integrati territoriali basati sulla relazione tra scuola e Comune, tra scuola, Comune e soggetti del civismo attivo, relazione indispensabile da sempre ma ancor di più oggi, di fronte ai cambiamenti e alle difficoltà che ci attendono e al rischio di grave depauperamento, sia economico che sociale e culturale che potranno subire i bambini e i ragazzi del nostro Paese

Diamo per acquisito (come ipotesi del tutto immaginifica) che tutte le scuole d’Italia abbiano edifici a norma (!), ma anche che, come è di fatto, le caratteristiche degli edifici siano tali da non poter immaginare, se non sul lunghissimo periodo, una “rigenerazione” intelligente e flessibile degli spazi.

Il recente rapporto stilato dalla Fondazione Agnelli (2019) ci chiarisce che sia per anno di costruzione sia per organizzazione spaziale il patrimonio edilizio scolastico italiano è molto variegato ma anche per gran parte vetusto, in ragione del declinare degli investimenti in “costruzione” di edifici nuovi a partire dagli anni 90.

Diamo inoltre per acquisito che per quanto riguarda il numero degli alunni/e per classe, le scuole del I e del II ciclo rispondono tuttora ai parametri stabiliti dalla riforma Gelmini e hanno una media di alunni per classe che va da 22 (in presenza di allievi disabili) a 30. E’ noto che solo per ragioni “eccezionali” – piccole isole, luoghi montani, spazi angusti in cui la ASL abbia posto dei tetti di capienza, presenza di più allievi disabili, scuole dei piccoli, crisi di denatalità, etc – questi numeri scendono fino a ricomporre gruppi classe che possono andare da 15 a 20 alunni/e.

Diamo infine per acquisito che il ripristino della routine scolastica, che non ha come unico scopo le attività didattiche (la scuola non è solo didattica) costituisca un bisogno prioritario delle nuove generazioni, per una sana e equilibrata crescita, e anche delle loro famiglie (anche se la centratura sugli adulti spesso ci porta fuori strada..)

Oggi le principali scelte che la tutela della salute impone sono :

a) ridurre gli assembramenti ,

b) igienizzare e sanificare in modo quotidiano e continuo;

c) allontanare tra loro i corpi per tenerli al sicuro;

d) conciliare le esigenze dei bambini e degli studenti con gli altri dispositivi di sicurezza che sono propri dei luoghi in cui ci sia compresenza e movimento di persone (misurazione preventiva delle temperature?)

Ma si può immaginare che tutta la fase 2 si incentri sullo studio – da parte di una task force di esperti che non dialogano con il mondo vivo della scuola o con i Sindaci – di come passare dal “confinamento a casa” al “confinamento in aula”?

I bambini e i ragazzi sono cittadini, vivono la città, si muovono e devono farlo, hanno esigenze cui il tempo scuola – anche lungo – in parte risponde, in parte coglie e rappresenta al resto del mondo che li circonda. Per fare un esempio, si può anche solo ipotizzare che, per garantire il distanziamento, gli assistenti alla comunicazione stiano lontani dagli alunni che assistono o vengano, come è accaduto in questo periodo, di fatto aboliti? Possiamo credere che cambiare o ridurre gli orari scolastici non abbia un impatto sui trasporti, sulle famiglie, sulla crescita serena, sui talenti e bisogni? Ovviamente no: per questo dobbiamo pretendere di far uscire il discorso sulla scuola da una pericolosa autoreferenzialità.

Si possono analizzare, come “casi di scuola”, alcuni degli scenari di cui negli ultimi tempi si è dibattuto: ognuno di essi, a fronte dei benefici sul piano igienico sanitario – legati al distanziamento sociale e alla riduzione di assembramenti – presenta non solo costi alti per lo Stato ma anche per gli enti locali e per le famiglie, e più di tutto ha conseguenze e costi per gli studenti stessi, per l’infanzia e per l’adolescenza che devono restare il baricentro per ogni azione.

Sia che si vogliano scaglionare ingressi e uscite a scuola, sia che si vogliano ridurre i gruppi classe usando un modello misto di scuola in presenza o assenza, sia che si vogliano far ruotare le classi ampliando il tempo scuola, con turni di mattina, di pomeriggio, di sabato, sia infine che si immagini un uso degli spazi aperto in connessione con quelli chiusi, l’organizzazione familiare e sociale ne verrà inesorabilmente condizionata. L’impianto organizzativo della scuola dovrà essere rivisto e un investimento in risorse umane (docenti, personale ausiliario, operatori) si renderà indispensabile. Non abbiamo verificato nel discorso politico sino a questo momento tale consapevolezza, speriamo che sopraggiunga.

Ma per i Comuni, i tempi della città con i relativi trasporti, l’adeguamento degli spazi scolastici, degli arredi e degli ambienti, l’investimento per garantire alla fascia 0-6 una maggiore presenza di personale, la richiesta da parte delle famiglie di servizi ausiliari, insorgono come esigenze di cui siamo sin da ora ben consapevoli, e non saranno facili da sostenere senza adeguata programmazione finanziaria (e adeguati trasferimenti di risorse).
Ma anche qualora si decidesse almeno in fase transitoria di lasciare i ragazzi a casa con la DAD, cosa si pensa ne sarà delle famiglie con bambini piccoli? Rinunciamo definitivamente ai servizi per l’infanzia? E con cosa li sostituiamo? Peraltro, dal punto di vista della scuola stessa, non si può neanche immaginare di proseguire con la scuola a distanza senza un ripensamento del rapporto tra il mezzo tecnologico e i saperi, senza una riflessione sui modelli didattici messi in campo sinora. Non basta che il Ministero si preoccupi di acquistare connessioni e tablet: abbiamo milioni di ragazzi e ragazze, di bambini e bambine da raggiungere in modo individualizzato e allo stesso tempo cooperativo e inclusivo, se non si vogliono fare danni incalcolabili alla loro crescita e al Paese. C’è bisogno di formazione per i docenti, e non solo per imparare ad “usare” il mezzo, ma a modificare il proprio ruolo, da player a regista di reti.

Come si vede ad ogni scenario insorgono domande che rendono difficile una realizzazione in tempi brevi e in modo non raffazzonato. E soprattutto nessuno scenario può essere preso in seria considerazione in modo generalizzato, ovvero per tutti gli ordini di scuole, o per tutti i Comuni, ovvero per tutto l’anno scolastico.

Esistono domande, sinora inevase, che è doveroso da parte dei Comuni porre, perché ne saranno investiti:

a) Si deve ragionare degli spazi

Tutti gli ambienti scolastici dovranno essere predisposti in modo adeguato, specie negli spazi comuni di passaggio e nei servizi igienici o negli impianti: areazione sterilizzata, igienizzazione, etc . Il problema si aggiunge a tutti i problemi edilizi pregressi del patrimonio degli edifici scolastici.

b) Si deve ragionare di Bisogni Educativi Speciali

Oggi con la scuola a distanza “chi è avanti continua ad esserlo, chi è a metà continua ad esserlo, chi è indietro rimane molto più indietro” (Mila Spicola). La riapertura delle scuole se è per tutti gli studenti e le studentesse auspicabile, per chi era in difficoltà già prima è essenziale, Gli studi ci diranno poi quali effetti, in positivo come in negativo, possa aver avuto sugli alunni con disabilità la sostituzione della classe reale con una virtuale. Ma di certo per molti ragazzi in condizioni di disagio e privi di una buona mediazione familiare l’esperienza è stata pesante.

c) Si deve ragionare di trasporti

La mobilità è sicuramente uno dei temi da affrontare prioritariamente e con maggiore forza: investire su mobilità pubblica e tecnologie digitali, e incentivare mobilità ciclopedonale anche con azioni decise di contenimento e contrasto all’utilizzo dell’auto.

La città avrà necessità di rivedere il sistema dei trasporti. Per consentire agli alunni (ad esempio quelli delle secondarie superiori, ma non solo) di andare a scuola, contingentamento obbligato dei numeri dentro autobus e metropolitane andrà confrontato con la necessità che i ragazzi ci arrivino, alla loro scuola. Alcune proposte ci vengono dai tanti comitati e associazioni impegnati sull’ambiente e sulla mobilità sostenibile. Ebbene, ognuna comporta costi:

·         Prevedere servizi “circolari” da coordinare con la partecipazione delle associazioni di categoria per l’individuazione di itinerari predefiniti nelle principali città.

·          Favorire, anche finanziariamente e con l’utilizzo di giovani come accompagnatori, l’attivazione di servizi di “pedibus” per gli spostamenti degli alunni delle scuole.

·         Prevedere finanziamenti per l’attivazione in tempi brevi di servizi di bike e car sharing nelle principali città

Sono previsti investimenti o finanziamenti per implementare il servizio di trasporto scolastico o la mobilità in sicurezza o si pensa che sarà tutto a carico dei Comuni? Se presi singolarmente alcuni interventi sembrano facili o semmai già esistenti in alcuni Comuni, in specie in quelli meno popolosi, ampliando la scala delle necessità non si può immaginare che ciascuno si “arrangi” da solo. Si stanno ipotizzando a livello governativo investimenti sulla mobilità sostenibile e sicura?

d) Si deve ragionare di sicurezza e prevenzione igienico-sanitaria

Per le igienizzazioni , superata la fase iniziale su cui il MIUR ha investito 43 milioni di euro a livello nazionale, si pensa di assicurare in modo regolare anche nei bilanci regionali fondi per il mantenimento degli standard previsti o viceversa si ipotizza che poi le spese se le caricheranno le singole scuole o i Comuni o, ancor peggio, le famiglie? Partiamo per esempio dai dispositivi di protezione e dall’accertamento sanitario: mascherine e guanti per studenti e personale, sistemi di test efficaci e ripetuti. Parliamo di dieci milioni di persone, che anche se diventassero la metà con una scuola a tempi alterni sono comunque tanti. Al primo focolaio indotto da dentro la scuola o portato fuori dalla scuola a casa o altrove, si scatenerebbe di certo nel Paese una bufera di polemiche difficili da contenere. Una guerra di tutti contro tutti alla ricerca della “responsabilità”, intesa come colpa. Lo sanno gli Enti, lo sanno le scuole, lo temono i Dirigenti scolastici, datori di lavoro.

e) Si deve ragionare di inclusione sociale

La scuola è anche uno degli spazi di welfare più significativi di questo Paese, spazio di inclusione per eccellenza: ad essa si affianca il lavoro del privato sociale, di tante associazioni, di tanti centri che la supportano senza sostituirla, o almeno così dovrebbe essere. Quale destino si ipotizza per i centri educativi diurni? E per tutte le attività di accompagnamento basate ovviamente sulla vicinanza fisica (educative territoriali, progetti extracurricolari, campi estivi, solo per fare qualche esempio)?

L’elenco delle domande potrebbe continuare…ma questo lavoro non vuole scoraggiarci tutti dal pensare che ce la faremo. La scuola deve riaprire. Per tutti, non uno di meno. Le soluzioni vanno trovate insieme.

Ma insieme alla riapertura delle scuole dobbiamo chiedere un cambio di passo alla gestione del presente e del futuro prossimo, e non può bastare una caritatevole attenzione verso il mondo della scuola e verso le difficoltà dei Comuni (quella è stata poca in verità, finora) : rivolgiamo un monito a chi sta governando i processi e ipotizzando soluzioni. Il governo deve riaprire le scuole, ma deve guardare alla questione con una prospettiva ampia, aprendo il dialogo agli enti locali e al mondo vivo della scuola “reale” e di chi le ruota intorno, per garantire misure veramente efficaci; e perché siano efficaci deve mettere in conto risorse consistenti, non meno di quante ne servano per la Sanità. Perché la salute e l’istruzione viaggiano insieme. Sono diritti ineliminabili della persona. Lo dice la nostra Costituzione. “””

Annamaria Palmieri è assessore alla scuola e all’istruzione del comune di Napoli. Dottore di ricerca, è stata supervisore SICSI presso l’Orientale di Napoli ed è docente Materie Letterarie e Latino nei Licei.

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0165-edilizia-scolastica
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XX–24/04/2020-09:00
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Edilizia scolastica, in arrivo 320 milioni di euro

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In Sicilia assegnati 29.459.756,29 euro

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In arrivo  risorse per l’edilizia scolastica. Sono stati messi a disposizione 320 milioni di euro nell’ambito della Programmazione unica nazionale 2018-2020 che consentiranno alle Regioni di effettuare interventi di messa in sicurezza nelle scuole dei loro territori.

Le Regioni avranno tempo fino al prossimo 29 maggio per inviare al ministero dell’Istruzione gli elenchi degli interventi da finanziare.

Di seguito la ripartizione regionale delle risorse:

Abruzzo 11.032.723,63 euro
Basilicata 6.104.688,36 euro
Calabria 17.318.854,84 euro
Campania 32.190.459,87 euro
Emilia-Romagna 20.387.478,91 euro
Friuli-Venezia Giulia 7.928.822,04 euro
Lazio 26.385.648,73 euro
Liguria 7.126.559,83 euro
Lombardia 41.989.804,22 euro
Marche 10.008.774,78 euro
Molise 3.391.512,46 euro
Piemonte 21.513.653,32 euro
Puglia 21.174.884,04 euro
Sardegna 11.003.081,24 euro
Sicilia 29.459.756,29 euro
Toscana 19.515.775,86 euro
Umbria 7.106.115,90 euro
Valle d’Aosta 1.715.804,16 euro
Veneto 24.645.601,52 euro

Totale 320.000.000 euro

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0164-maturita-solo-orale-in-classe-gia-a-giugno
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–22/04/2020-09:00
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Maturità, solo orale in classe e già a giugno

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Azzolina: vorrei i ragazzi presenti all’orale della Maturità
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“”” La rotta che porta alla maturità 2020 sembra tracciata. E conduce a un esame solo orale, da svolgere però in presenza e, se possibile, già a partire dal 17 giugno: la data individuata inizialmente, prima cioè che il mondo fosse sconvolto dalla pandemia di coronavirus, per la prova di italiano. Almeno è questo l’obiettivo della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina: «Il primo obiettivo – dice – è garantire l’orale dell’Esame del secondo ciclo in presenza, un primo passo verso il ritorno alla normalità. Vogliamo tutti tornare a scuola come ci andavamo prima, ma dobbiamo usare la massima prudenza. Non possiamo vanificare gli sforzi fatti. Ovviamente – aggiunge – in questa fase dovremo dare supporto alle famiglie, su questo lavoreremo insieme ai ministeri del Lavoro e della Famiglia».
La decisione ufficiale arriverà nelle prossime settimane con un’ordinanza ministeriale attesa per i primi di maggio, che aggiungerà un ulteriore tassello sull’esame di Stato dopo la decisione formalizzata sabato scorso di costituire commissioni d’esame con 6 membri interni più il solo presidente esterno. Per conoscere i nomi dei commissari bisognerà aspettare, rispettivamente, il 30 aprile (per gli interni) e il 21 maggio (per gli esterni).
A quel punto dei due scenari sulla maturità delineati dal decreto Scuola, che è stato approvato due settimane fa ed è ora in commissione al Senato, resterà in piedi solo quello previsto in caso di chiusura delle scuole oltre la dead line del 18 maggio: addio prove scritte ed esame limitato a un colloquio. Che magari sarà più lungo del solito e da cui sarà dipenderà gran parte del voto finale. Si parla di 60 punti su 100 mentre gli altri 40 arriverebbero dal curriculum scolastico. Ma alla fine si potrebbe finire 50/50.
Come previsto dallo stesso Dl, la maturità sarà aperta a tutti e 510mila candidati (inclusi i privatisti che la svolgeranno però a settembre). Per quest’anno non bisognerà aver svolto i test Invalsi e le ore minime dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (l’ex alternanza scuola-lavoro). L’obiettivo della ministra è farlo svolgere in classe anziché online come le lezioni e le interrogazioni che dal 5 marzo hanno sostituito, causa Covid-19, le attività didattiche in presenza.
Per garantire il distanziamento necessario si cercherà di scaglionare al massimo le presenze e dunque si potrebbe partire già il 17 giugno, quando si sarebbe dovuto tenere lo scritto d’italiano. Ma i dettagli su distanze e dispositivi di protezione arriveranno solo nell’imminenza della prova con un protocollo per la sicurezza messo a punto insieme alle autorità sanitarie.
Sarà invece un’altra ordinanza a fornire le indicazioni per valutare a distanza, in questo ultimo scorcio di anno scolastico 2019/20, gli studenti delle classi intermedie. Che avranno comunque la promozione assicurata e potranno recuperare nel 2020/21 i “4” e i “5” indicati in pagella. Nel frattempo si penserà alla riapertura di settembre. Sfruttando i suggerimenti del comitato di 18 esperti presieduto dall’ex assessore all’Istruzione dell’Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi. Anche qui l’obiettivo di massima è poter riprendere con le lezioni in presenza e in sicurezza. Se a piccoli gruppi o a turni si vedrà.
Un altro tassello in vista del nuovo anno potrebbe arrivare oggi, quando è in programma una nuova informativa sindacale sui contratti per 62mila posti in stand-by da oltre un anno. Ma l’ok dei sindacati è tutt’altro che scontato visto che già venerdì, dopo aver preso visione della documentazione, hanno lasciato il tavolo “virtuale”. A ogni modo, la ministra è determinata ad andare avanti e bandire tutte le selezioni adesso. Per poi farle svolgere in maniera scaglionata a emergenza finita. Con un occhio di riguardo al bando “straordinario” da 24mila cattedre per medie e superiori riservato ai precari con tre anni di servizio negli ultimi 12. Riuscire a svolgere la prova scritta al Pc (a cui seguirà la valutazione dei titoli) tra luglio e agosto vorrebbe dire allontanare per un po’ lo spettro dei 200mila supplenti in cattedra a settembre. Aggiungendo disagi a disagi.
“””
(Fonte: Eugenio Bruno in Il Sole 24 Ore)

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Azzolina: vorrei i ragazzi presenti all’orale della Maturità

“”” Se fosse per lei, la ministra Lucia Azzolina farebbe gli esami di maturità a scuola, così come ha chiesto sabato sul Corriere lo scrittore Paolo Giordano in un appello in cui invitava a salvare il rito di passaggio, che per molti ragazzi resta un’occasione unica, senza ridurlo ad un colloquio online di incerto svolgimento e di pochissimo interesse per gli studenti stessi. Dopo un giorno di riflessione la ministra ha scritto sulla sua pagina Facebook un lungo post in cui spiega quello che pensa della proposta e il suo appoggio alla richiesta pubblicata due giorni fa: «Ho letto l’appello di Paolo Giordano sul Corriere della Sera: chiede di svolgere l’orale degli esami di Stato in presenza. Come docente conosco bene il peso specifico che questa prova ha nella vita dei nostri ragazzi. Mi sono battuta fin dall’inizio dell’emergenza per salvaguardare gli esami. L’Italia è tra i Paesi in Europa che hanno deciso di mantenerli e di non annullarli. Anche per questo, come ho già detto nei giorni scorsi, auspico davvero che ci sia la possibilità, come anche tanti ragazzi ci stanno chiedendo, di svolgere almeno l’orale in presenza. Ovviamente nelle giuste condizioni di sicurezza per la salute di tutti».

E infatti la questione della sicurezza degli studenti e delle commissioni — oltre tredicimila, composte da sei membri interni e da un presidente esterno che sarà nominato nelle prossime settimane — è centrale per poter far svolgere le prove a scuola. Azzolina racconta di aver ricevuto molte lettere da parte di maturandi che vogliono fare un esame vero per quanto possibile, ma presidi e sindacati pongono la questione della garanzia dello svolgimento in condizioni sicure per tutti: servono termometri, mascherine, aule pulite e sanificate per poter permettere di non avere incidenti né ai ragazzi né ai professori e al resto del personale scolastico.

Ne discuterà dunque nei prossimi giorni la commissione istituita presso il ministero per programmare la fase due della scuola, che sarà guidata dall’economista Patrizio Bianchi, e ne discuterà la ministra con la maggioranza e con i sindacati che chiedono una decisione per tempo che permetta di organizzare protocolli e esami. Per quanto riguarda lei, la ministra racconta che «la maturità, di cui conservo vividi ricordi, è stato uno dei momenti più belli della mia vita». ”””
(Fonte: Corriere della Sera)

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0162-maturita-ci-sara-solo-orale
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XX–20/04/2020-09:00
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Maturità, ci sarà solo l’orale

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La ministra Azzolina firma l’ordinanza
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La maturità al tempo della pandemia avrà una commissione di docente interni e solo il presidente esterno. L’esame vedrà saltare le due prove scritte iniziali e sarà affidato ad un orale “corposo” che potrà prevedere anche esercitazioni scritte e traduzioni per una durata anche di un’ora. Si potranno fare approfondimenti sull’esperienza fatta in Alternanza scuola-lavoro, per chi l’ha fatta.
Il colloquio sarà impostato su tutto il programma scolastico, ma si terrà conto della parte svolta a distanza. Ancora incerta la possibilità di svolgere la prova in presenza o in remoto.
L’esame di terza media quest’anno sarà costituito solo dalla tesina, le prove scritte solo abolite.

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0160-azzolina-riapertura-scuole
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–20/04/2020-09:00
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Azzolina: riapertura delle scuole? Non a maggio, troppi morti

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A settembre niente doppi turni

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In Italia la situazione è ancora troppo pericolosa per tornare subito a scuola come si farà in altri paesi europei. Parola di Ministro che aggiunge anche se tutti saranno promossi le pagelle saranno «vere» con bei voti se meritati e le insufficienze, i 5 e anche i 4, se gli studenti non hanno fatto il loro dovere, con onere di recupero a settembre.
Nel nuovo anno non si faranno veri e propri doppi turni: i professori dovrebbero lavorare il doppio.

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0157-riuione-di-maggioranza
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XX-17/04/2020-09:00
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Riunione di maggioranza sulla fine dell’anno scolastico

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Le dichiarazioni della Azzolina e della Ascani

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[ANSA] “Al ministero stiamo istituendo un tavolo con esperti che lavoreranno fianco a fianco del governo per mettere a punto il nostro Piano per il mondo dell’istruzione. Non solo come ripartire a settembre, un tema su cui siamo già al lavoro ma anche come costruire, uscendo da questo emergenza, una nuova scuola. Daremo risposte puntuali, trasformeremo questa crisi in opportunità”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, su Fb.”

Intanto si discute nella maggioranza per capire come gestire la fine di questo anno scolastico e l’inizio del prossimo. Lo ha detto la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani (Pd), risultata nelle scorse settimane positiva al Covid, ormai guarita da alcuni giorni, in una diretta Fb.
“Noi ci atteniamo alle indicazioni del comitato tecnico scientifico e di chi sta gestendo il decorso dell’epidemia – ha spiegato la Ascani – non possiamo permetterci passi falsi, quando sono state chiuse le scuole abbiamo preso decisioni difficili per la sicurezza dei cittadini: seguiremo passo passo i dati sull’epidemia che ha rallentato ma non si è ancora fermata ma dobbiamo immaginare come rientrare nel momento in cui sarà possibile farlo; su questo siamo lavorando sia per i ragazzi più grandi per i quali il distanziamento è più semplice sia per la fascia 0-6 che non possono essere lasciati indietro, e la fascia 3-6 anni: con i bambini piccoli è più difficile fare didattica a distanza”.

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0154-che-scuola-avremo
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–15/04/2020-09:00
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Che scuola avremo a settembre?

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L’emergenza sanitaria ha reso il diritto all’istruzione una variabile dipendente

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 “”” Che scuola sarà quella che ricomincerà a settembre? Difficile dirlo ora, perché l’emergenza sanitaria ha reso il diritto all’istruzione una variabile dipendente. E dunque tutto dipenderà dall’evoluzione del contagio. Nel decreto licenziato il 6 aprile dal governo è previsto un ritorno anticipato per tutti fin dal primo settembre: prime due o tre settimane dedicate a un gran ripassone delle materie più importanti rimaste indietro quest’anno. Ma al di là dei mugugni delle regioni che hanno subito rivendicato il diritto a fissare ciascuna il proprio calendario, quella che riaprirà – se riaprirà – dopo l’estate dovrà essere necessariamente una scuola a geometrie e geografie variabili, che apre solo se, quando e dove ci sono le condizioni per farlo e appena si renda necessario chiude di nuovo. Di certo dovrà essere una scuola in grado di ridurre al minimo le condizioni di rischio per 8 milioni e mezzo di alunni e un milione di insegnanti. E di intervenire tempestivamente al primo allarme.

La scuola flessibile
Per ora i tecnici del ministero sono concentrati sulla stesura delle circolari relative alle modalità di chiusura dell’anno in corso (che saranno tutti promossi lo si è capito, ma col 6 politico o ci saranno anche delle insufficienze in pagella? E poi: l’orale della maturità si farà in presenza o da casa?). Ma alcuni scenari si stanno già disegnando. Non è ancora chiaro quali saranno le condizioni minime di sicurezza. Quelle banali: rilevatore della temperatura all’ingresso, entrata e uscita scaglionate, guanti e mascherine per tutti. E quelle assai più problematiche, come la distanza minima di sicurezza di un metro che risulta difficile da mantenere anche dove i locali delle scuole sono appropriati. E’ possibile che ci si trovi costretti a una didattica mista, un po’ in presenza, un po’ da casa, come si è già fatto in questi mesi ma meglio (e soprattutto assicurandosi prima che tutti abbiano dei dispositivi digitali adeguati e un collegamento decente). Oppure si potranno fare dei turni, chi va al mattino e chi al pomeriggio, come nel dopoguerra, ma in più il problema riguarda la pulizia e la sanificazione dei locali.

Il rebus dei bambini
Più difficile immaginare il distanziamento sociale dei bambini delle elementari. Si parla di contrarre il tempo pieno in modo da risolvere l’impossibile gestione del servizio mensa. Ma resta il problema dei più piccoli, quelli di prima e seconda: impossibile pensare che riescano a rispettare le norme di sicurezza per tutte quelle ore. E d’altra parte per loro non è immaginabile nessuna forma di didattica a distanza se non in compresenza con i genitori. Per le scuole d’infanzia e i nidi – statali, comunali e privati – i posti almeno in un primo momento andranno sicuramente contingentati dando la precedenza alle famiglie che più hanno bisogno, come già si è fatto in questo periodo in Francia e in Germania garantendo la continuazione del servizio solo ai figli dei medici e degli altri lavoratori impegnati in servizi essenziali. Di certo bisognerà immaginare soluzioni diverse e adattabili per ciascun tipo di scuola.

Una nuova didattica
Lo sforzo di questi mesi – l’enorme esperimento della didattica a distanza fai-da-te creato da presidi e prof – sarà servito se la scuola riuscirà a immaginare soluzioni diverse e flessibili per gestire la sua missione in modo più moderno e adatto ai tempi e se saprà far tesoro di quest’emergenza per essere pronta per ogni altra situazione inaspettata. Ascoltando anche pedagogisti, psicologi ed esperti di didattica e confrontandosi con le scelte degli altri ministri dell’Istruzione europei, visto che il coronavirus è un problema comune da cui si può uscire solo con soluzioni condivise.
“””
(Fonte: Gianna Fregonara e Orsola Riva – Corriere della Sera)

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0149-scuola-riapertura
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–10/04/2020-09:00
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Scuola, riapertura per tutti dal 1° settembre per i recuperi

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Altolà delle Regioni in difesa dei loro poteri

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Tutti a scuola dal 1° settembre: dopo le prime tre settimane di ripasso, partiranno le lezioni del 2020 probabilmente nell’ultima settimana di settembre, con un’unica data uguale per tutta Italia. A decidere però se la riapertura sarà reale o virtuale, spetterà ai medici in base alla curva dei contagi da Covid-19. La riapertura dopo il lockdown, infatti, non sarà semplice. Soprattutto per la scuola.
Intanto le Regioni prendono le distanze dalla Azzolina precisando che la competenza sul calendario della scuola è di loro stretta competenza.
A ricordarlo è Cristina Grieco, coordinatrice degli assessori regionali alla Scuola. «Lo Stato individua il periodo minimo di giorni di lezione – spiega – poi le Regioni stabiliscono i loro
calendari». Insomma serve un confronto con il ministero.

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0150-fondi-miur-alle-scuole
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–10/04/2020-09:00
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Fondi Miur alle scuole

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Pulizia straordinaria e didattica a distanza

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Pulizia straordinaria degli ambienti scolastici
Lo stanziamento di 43,5 milioni di euro è stato suddiviso tra le scuole, comprese le paritarie, in base a parametri definiti dal Dm 186 del 26 marzo 2020. Servirà per l’acquisto di beni finalizzati a garantire idonee condizioni igienico sanitarie degli ambienti scolastici, o per dispositivi di protezione e igiene personale come da indicazioni contenute nella circolare del ministero della Salute 5443 del 22 febbraio 2020.
Le quote per ogni scuola statale sono state definite sulla base della tipologia di istituzione scolastica, del numero degli alunni e del personale scolastico. E’ stato comunque garantito un finanziamento minimo di 500 euro per ogni scuola.

* * * * *
Strumenti per la didattica a distanza

Lo stanziamento di 85 milioni di euro è stato suddiviso tra le scuole in base a parametri definiti dal Dm 187 del 26 marzo 2020.
10 milioni di euro serviranno per software, web software, applicativi, spazi cloud, piattaforme e-learning o per potenziare quelle già in dotazione, 70 milioni per l’acquisto di dispositivi digitali, anche completi di connettività, da dare in comodato d’uso gratuito agli studenti meno abbienti, 5 milioni per la formazione on line dei docenti sulle metodologie e sulle tecniche di didattica a distanza.

Le quote per ogni scuola statale, assegnate in anticipazione e in un’unica soluzione, sono state ripartite in funzione della distribuzione del reddito regionale e della numerosità degli alunni.
Non ci sono scadenze, ma è chiaro che questi fondi vanno spesi subito, e, comunque nell’anno 2020.

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0146-approvato-decreto-scuola
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–08/04/2020-09:00
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Approvato il decreto sulla scuola

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Nella valutazione finale anche l’impegno in didattica a distanza - Istat: un terzo delle famiglie non ha un pc o tablet

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al dl scuola, con tutte le misure per finire l’anno scolastico alle prese con l’emergenza Covid-19. Sono due gli scenari previsti, a seconda che riprendano le lezioni in presenza, oppure, come è più probabile, gli studenti per quest’anno non tornino più in classe. In via eccezionale tutti gli alunni saranno ammessi all’anno successivo, anche quelli con insufficienze registrate nel primo quadrimestre.
I ragazzi saranno valutati con voti finali corrispondenti all’impegno dimostrato durante l’anno e nella didattica a distanza.

La data spartiacque è quella del 18 maggio: nel caso si tornasse in classe entro questa data, e si avessero quindi quattro settimane di lezione, l’esame di maturità verrebbe assimilato alla prova che conosciamo, ma con qualche differenza. Il 17 giugno si parte con il tema di italiano, una prova nazionale uguale per tutti. La seconda prova scritta invece “non sarà a carattere nazionale, ma predisposta dalla singola commissione di esame affinché sia aderente alle attività didattiche svolte nel corso dell’anno scolastico”.

Il decreto stabilisce che le commissioni di esame siano composte dai professori interni e da un presidente esterno. Toccherà quindi ai prof interni, che conoscono bene la classe e il programma svolto, scegliere l’argomento della seconda prova scritta. A fine giugno si parte con la prova orale.

Per gli esame di terza media  “è prevista l’eliminazione di una o più prove rimodulando le modalità di attribuzione del voto finale”. In pratica verrebbe prevista una versione più “facilitata” dell’esame. L’ipotesi più probabile però è che l’attività didattica in classe non possa riprendere entro il 18 maggio per ragioni sanitarie. In questo caso i maturandi salteranno entrambi gli esami scritti, italiano e seconda prova. La valutazione finale verrà affidata a un esame orale, “un unico colloquio articolandone contenuti, modalità anche telematiche e punteggio, per garantirne la completezza e la congruità della valutazione”.
Salteranno anche gli esami di terza media. Prevista, si legge nella bozza “la sostituzione dell’esame di stato conclusivo del primo ciclo di istruzione che tiene conto altresì di un elaborato del candidato”. Per gli alunni che hanno lacune formative, è prevista la possibilità “dell’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019-2020 nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1 settembre 2020, quale attività didattica ordinaria”.

Via libera anche alle assunzioni chieste dal ministero dell’Istruzione per recuperare parte dei posti liberati nell’estate del 2019 da Quota 100. Si tratta di 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle Graduatorie ad esaurimento, che non hanno potuto occupare questi posti lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione.
* * * * *
Istat: un terzo delle famiglie non ha un pc o tablet

Un terzo delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa, la quota scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minore. Solo per il 22,2% delle famiglie ogni componente ha a disposizione un pc o tablet. Nel Mezzogiorno i dati sono più allarmanti: il 41,6% delle famiglie è senza computer in casa con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%) rispetto a una media di circa il 30% nelle altre aree del Paese e solo il 14,1% ha a disposizione almeno un computer per ciascun componente.
* * * * *

Se bisognerà convivere con l’emergenza sanitaria anche da settembre, emergeranno i ritardi storici della scuola italiana: edifici vecchi, classi con troppi alunni e lezioni 2.0 ancora frenate.

Se sarà così, non c’è dubbio che occorrerà affrontare, sul serio, alcuni nodi storici della scuola italiana. In primis, l’edilizia scolastica.
I circa 40mila plessi hanno un’età media avanzata, 52 anni, e in due casi su tre sono stati costruiti più di 40 anni fa. Accanto ai problemi strutturali, si pone quindi un problema anche di spazi che sono stati pensati per una didattica tradizionale, con banchi disposti in fila di fronte al docente. E quindi difficilmente, se la regola sarà il distanziamento sociale, potranno garantire distanze adeguate tra i ragazzi.
Oltre all’infrastruttura, anche l’attuale normativa sul numero di studenti per classe potrebbe non aiutare. Dall’infanzia alle superiori infatti in aula si viaggia da non meno di 15-18 alunni fino a un massimo anche di 27-30. Le classi pollaio sono il caso estremo. Ma anche con 20-25 alunni in una classe sarà molto difficile mantenere le distanze di sicurezza chieste dai medici.

L’opzione didattica a distanza può essere una soluzione. Tampone al momento. Come riconosciuto dallo stesso ministero dell’Istruzione, con i dati del monitoraggio, ci sono ancora tanti alunni, specie a primaria e infanzia, non coinvolti dalle lezioni 2.0. Mancano poi gli strumenti informatici per docenti e studenti, e in alcune zone d’Italia internet è ancora difficile. Insomma, se l’emergenza sanitaria entrerà a far parte del nostro quotidiano. Non c’è dubbio che la scuola dovrà attrezzarsi. E serviranno molto più degli 85 milioni, appena stanziati, per potenziare la didattica a distanza.
(Fonti: La Repubblica e Il Sole 24 Ore)

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0144-pasqua-negata-studenti
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–06/04/2020-09:00
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La Pasqua negata agli studenti

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Stravagante circolare di un dirigente scolastico

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Fonte: https://www.tecnicadellascuola.it/ai-tempi-della-dad-ci-sono-ds-che-aboliscono-le-vacanze-di-pasqua
«Sembra una fake news, una boutade scherzosa per sdrammatizzare il delicato momento, invece si tratta di una circolare vera, scritta e firmata da un Dirigente scolastico, in cui si comunica l’intenzione di non sospendere, durante le vacanze di Pasqua, l’attività della didattica a distanza. Da giorni in diverse scuole italiane, ci viene segnalato da numerosi docenti, l’intenzione di modificare, da parte di taluni Dirigenti scolastici, il calendario scolastico regionale o le delibere già assunte dai Consigli di Istituto riguardo la sospensione delle attività didattiche nel periodo delle vacanze di Pasqua.»

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0142-la-ministra-azzolina
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–03/04/2020-09:00
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La ministra Azzolina: “I mesi persi saranno recuperati”

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Valutazione alunni, esami finali e anno di prova dei docenti neoassunti

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Le scuole fino al 13 aprile saranno sicuramente chiuse: lo dice la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che esclude anche il prolungamento dell’anno scolastico a luglio e agosto.
Sugli esami di Stato, il confronto è aperto e a giorni saranno prese le decisioni ufficiali che riguarderanno la conclusione dell’anno scolastico, le valutazioni dei ragazzi, gli esami di maturità e di terza media.
Quanto alle ammissioni si va verso la promozione con debiti in una o più materie ed una stagione di recuperi e verifiche all’inizio del nuovo anno scolastico. Quanto all’esame di Stato, probabilmente al ministero si tareranno le prove a seconda se a scuola si riuscirà a tornare o se non si riapriranno più fino alla fine dell’anno. La ministra ha affrontato anche alla partita dei concorsi che si possono bandire ovviamene rinviando le prove.
In generale, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, chiedono alla titolare del dicastero di viale Trastevere un confronto realmente produttivo a tutto campo sui tanti temi aperti e la Rete degli studenti intanto vuole chiarezza subito, soprattutto sull’esame di maturità.
Sulla maturità attualmente le strade possibili sembrano due: se le scuole realmente riaprissero si potrebbero ammettere tutti i 500mila studenti di superiore lasciando immutata l’articolazione in due prove scritte più l’orale, ma restringendola alle parti di programma realmente svolto. Con altri due “alleggerimenti” che possiamo ormai dare per scontati: l’addio a Invalsi e ore minime di alternanza come requisito di accesso alle prove; la nomina di commissioni d’esame interamente interne con solo il presidente esterno. La seconda ipotesi, con chiusura delle scuole fino a fine anno, prevede semplicemente un colloquio da svolgere a distanza con le stesse accortezze di trasparenza e controllo che stanno caratterizzando gli esami universitari.
Per la terza media in caso estremo si punta solo sulla prova orale, ma la decisione finale resta legata alla ripresa effettiva delle lezioni.
Per quanto riguarda l’anno di prova dei neoassunti, si conferma che le attività di formazione dei docenti neoimmessi in ruolo o con passaggio di ruolo, in seguito all’emergenza coronavirus vanno svolte a distanza. Quanto alla valutazione finale, con la nota del 27 marzo, il Ministero ha informato che saranno date ulteriori indicazioni in merito alle fasi conclusive della valutazione del periodo di prova per ogni docente neo-assunto. Le predette fasi, al momento, restano quelle previste dal D.M. 850/2015.

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0139-banda-ultralarga
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–01/04/2020-09:00
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Banda ultralarga, sbloccati fondi per la connessione di oltre 40mila istituti con una rete tutta in fibra ottica

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Pisano: «La dotazione è di 200 milioni di euro»
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La scuola verso la banda ultralarga lo ha affermato la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano: «è ora di cambiare rotta e velocizzarne lo sviluppo, senza sconti». Per la scuola sono stati sbloccati finanziamenti per la connessione di oltre 40mila plessi scolastici con collegamenti interamente in fibra ottica e con capacità a 1 Gigabit con la dotazione di 200 milioni.
Parole pronunciate in occasione della riunione del Comitato interministeriale per la banda ultralarga (Cobul) che la scorsa settimana si è riunito in videoconferenza per fare il punto sulla situazione.

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0140-mondadori-education-rizzoli-education
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–01/04/2020-09:00
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Mondadori Education e Rizzoli Education  per la scuola

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Più di 12.000 contenuti tra video, audio, mappe personalizzabili, playlist e testi facilitati per l’inclusione
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Mondadori Education e Rizzoli Education, le case editrici di editoria scolastica del Gruppo Mondadori, hanno deciso di mettere a disposizione dei docenti l’intero patrimonio di contenuti digitali: oltre 40 giga, più di 12.000 contenuti tra video, audio, mappe personalizzabili, playlist, testi facilitati per l’inclusione, 50 lesson plan, vari webinair e un corso gratuito di 16 ore dedicato ai docenti sulla didattica a distanza. Tutti i contenuti sono stati suddivisi per materia e per ordine scolastico, dalla scuola primaria alla secondaria di primo e di secondo grado.

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0137-azzolina-in-senato
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–30/03/2020-09:00
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Azzolina in Senato: anno scolastico valido

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Maturità con commissari tutti interni

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Niente rientro in classe il 6 aprile, lo stop si allungherà fino a maggio. Ad oggi l’unica certezza è che le scuole non riapriranno il prossimo 6 aprile e si tornerà a scuola assicurando che il rientro di ragazzi e docenti dovrà avvenire nella «massima sicurezza».
La prima ipotesi allo studio è che lo stop alle attività didattiche possa proseguire almeno fino ad inizio (forse metà) del mese di  maggio.
Ma non si esclude l’ipotesi estrema di finire l’anno scolastico così e far riprendere le lezioni a settembre con l’avvio del nuovo anno. Scontata la validità dell’anno scolastico.
La Maturità 2020

Altro tema molto atteso per circa 500mila studenti è la sorte dell’esame di Maturità. L’intenzione della ministra è che si faccia con commissioni interne e solo presidente esterno.
Un’altra ipotesi in circolazione sarebbe il sempre più probabile stop all’obbligatorietà della scuola-lavoro, visto il sostanziale fermo delle attività esterne, in azienda, a oggi bloccate fino al 3 aprile. Anche sull’Invalsi si dovrebbe procedere a slegarlo dell’esame di Stato.

A breve, ha annunciato Azzolina parlando al Senato, ci saranno provvedimenti in deroga alle leggi attuali riguardo non solo la valutazione intermedia e finale degli studenti ma anche per quanto riguarda il recupero degli apprendimenti.
*****
La Flc Cgil attacca la Ministra
E’ critica con la ministra Azzolina la Flc Cgil. Il suo segretario Francesco Sinopoli dice: “Nelle comunicazioni in Senato non c’è stata alcuna data certa sul calendario scolastico, nessuna proposta di organizzazione dei tempi di vita e di studio degli studenti, soprattutto di coloro che devono affrontare gli esami di Stato, niente su come si pensa di organizzare il nuovo anno, né su organici, reclutamento e mobilità”..
*****

Intanto la Ministra ha firmato il decreto ministeriale per distribuire alle scuole, in attuazione del decreto legge del governo “Cura Italia”, 85 milioni per il potenziamento della didattica a distanza.
Didattica a distanza e dispositivi digitali

Di questi, 10 milioni potranno essere utilizzati dalle istituzioni scolastiche per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e per dotarsi immediatamente di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o per potenziare quelli già in loro possesso.

Ponendo attenzione anche ai criteri di accessibilità per le ragazze e i ragazzi con disabilità. Altri 70 milioni saranno utilizzabili per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali per la fruizione della didattica a distanza. I restanti 5 milioni serviranno a formare il personale scolastico.
I 70 milioni per i dispositivi digitali saranno distribuiti fra le scuole tenendo conto del numero totale di alunni dell’istituto (per il 30% del totale dell’importo), ma anche dell’indicatore Ocse Escs (per il 70% del totale dell’importo), che consente di individuare le aree dove ci sono famiglie più bisognose e dove, soprattutto, sono meno diffuse le dotazioni digitali.

Il decreto individua le risorse disponibili scuola per scuola. Appena arriveranno nelle “casse” dei loro istituti i dirigenti scolastici potranno utilizzarle immediatamente.
Assistenti tecnici informatici

Il provvedimento firmato stabilisce anche le modalità per ripartire fra le scuole i 1.000 assistenti tecnici informatici previsti dal decreto “Cura Italia” che potranno dare supporto ai docenti per la didattica a distanza. Saranno assegnati alle istituzioni scolastiche del primo ciclo, dove oggi queste figure non esistono.

Il decreto incrementa, infine, il Fondo per le emergenze educative del ministero di 2 milioni di euro, anche questi utilizzabili per le esigenze delle scuole per fronteggiare l’emergenza Coronavirus sul piano della didattica.
Prevenzione a scuola e banda larga

La ministra ha poi firmato il provvedimento, anche questo previsto dal decreto legge “Cura Italia”, che assegna alle scuole 43,5 milioni per pulizie straordinarie e acquisto di gel e prodotti igienizzanti. Il ministero invierà una circolare operativa alle scuole per l’attuazione del decreto “Cura Italia” mentre la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani ha annunciato, intanto, che sono in arrivo 200 milioni per permettere a tutte le scuole del Paese di navigare gratuitamente in banda ultra larga.

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0135-olanda-stop-esami-stato
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–27/03/2020-09:00
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Olanda, stop agli esami di Stato

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Per il diploma si sommeranno i crediti ottenuti durante l’anno
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Il governo olandese ha annunciato l’annullamento degli esami di fine anno, l’equivalente dell’esame di maturità in Italia, a causa del coronavirus. Lo scrive l’agenzia di stampa olandese Anp precisando che le scuole sono chiuse dallo scorso 16 marzo. La convalida di un diploma di fine anno si baserà su un conteggio che assomma i crediti ottenuti durante l’anno.

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0132-didattica-a-distanza
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–25/03/2020-09:00
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Didattica a distanza

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I risultati della rilevazione del Miur
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Resi noti i primi risultati Miur sulla didattica a distanza, fra i quali emerge  che solo dopo lo scoppio dell’emergenza coronavirus l’82% degli istituti ha provato le lezioni online, a  fronte del 18% che lo aveva già fatto in passato.

Dalle anticipazioni pubblicate dal Sole 24 Ore, si viene pure a sapere che  il 93% degli alunni è in contatto con attività da remoto, anche se questo  include sia l’uso di piattaforme online, sia le “basiche”, come i messaggi via posta/chat /telefono, mentre alcune scuole, o singole classi, sono ancora ferme con una diffusione a macchia di leopardo in tutta Italia perché mancherebbero all’appello 46mila tablet o pc.

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0129-scuole-ancora-chiuse
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XX–23/03/2020-09:00
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Scuole ancora chiuse

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Prime ipotesi per un periodo di sospensione lungo
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Le scuole potrebbero restare chiuse fino ai primi di maggio, ma è ormai considerata possibile anche un’ulteriore proroga fino alla fine dell’anno scolastico. Al ministero dell’Istruzione si stanno immaginando tutti gli scenari per fare in modo che l’anno scolastico sia «valido non solo formalmente ma anche nella sostanza», e si pensa a come alleggerire l’esame di maturità, e se è possibile cancellare quello di terza media anche perché la didattica a distanza viene ritenuta paragonabile a quella di vera lezione in classe, con relativi compiti e si devono dare i voti. Come? I consigli di classe/interclasse: alle elementari si potrà valutare più l’impegno del raggiungimento delle competenze, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado si valuterà anche la parte del programma svolta. Se non si tornerà a scuola prima della fine dell’anno, queste valutazioni costituiranno i voti del secondo quadrimestre.
Circa la maturità le ipotesi sono tante:
- eliminare la seconda prova ovvero svolgerla all’interno delle singole scuole
- gestione dell’orale
- Invalsi e alternanza scuola-lavoro sono abolite;
– ammissione di tutti gli studenti, anche quelli che nel primo quadrimestre avevano delle insufficienze;
– commissioni d’esame solo interne (come quelle della terza media);
– orale con una tesina o tesi vera e propria nella quale gli studenti espongono un loro progetto multimateria, che prepareranno in questi mesi (un po’ come avviene per l’esame di terza media).
Per gli esami di terza media si pensa solo al tema più tesina o anche solamente ad una tesina. Ovviamente in ipotesi di non tornare a scuola prima della fine dell’anno.

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0127-coronavisrus-scuola-non-riaprira
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–20/03/2020-09:00
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Coronavirus, la scuola non riaprirà il 3 aprile

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Riesaminare le progettazioni didattiche
Assunzione di mille assistenti tecnici
Ipotesi alternative per la maturità 2020
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Coronavirus, la scuola non riaprirà il 3 aprile
Non si ha ancora una data di riapertura delle scuole, la decisione del Governo in tal senso non è ancora stata presa, ma la proroga della chiusura ci sarà quasi certamente. Che il comitato tecnico scientifico ritenesse troppo breve il periodo di chiusura delle scuole deciso dal Governo che puntava ad una riapertura al 3 aprile non è un segreto. La “critica” era giunta poche ore dopo la notizia della chiusura. Il Ministro Azzolina, da canto suo, aveva già annunciato che “le scuole riapriranno quando avremo la certezza che il quadro epidemiologico dell’Italia ci permetterà di mandare i nostri studenti a scuola nella massima sicurezza“.
Riesaminare le progettazioni didattiche
Intanto il Miur con la nota n.388 del 17 marzo 2020 suggerisce di riesaminare le progettazioni definite nel corso delle sedute dei consigli di classe e dei dipartimenti di inizio d’anno, al fine di rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle nuove attuali condizioni operative in remoto.
Assunzione di mille assistenti tecnici
Per supportare la didattica a distanza via libera all’assunzione di mille assistenti tecnici, che, in questa fase di emergenza, potranno dare sostegno alle attività di didattica a distanza per le scuole. L’annuncio arriva dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. 
Il Dl appena varato prevede anche le ulteriori misure per il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, che consentiranno ad esempio ai dirigenti scolastici di organizzare le attività da remoto e lasciare le scuole aperte solo per le attività “indifferibili”. Fino alla ripresa delle lezioni sarà possibile limitare al massimo le aperture degli edifici. La presenza del personale Ata (Ausiliario, tecnico, amministrativo), sarà prevista solo nei casi di stretta necessità, che saranno individuati dai dirigenti scolastici stessi.
Previsti, poi, 85 milioni per il sostegno alla didattica a distanza. Stanziati 43,5 milioni per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici al momento del rientro, risorse che le scuole potranno utilizzare per acquistare materiali per le pulizie, ma anche saponi e gel igienizzanti. Garantita la salvaguardia delle supplenze brevi: nessuno perderà il posto.
Ipotesi alternative per la maturità 2020
Se non ci sono problemi per la validità dell’anno scolastico, già si ipotizzano soluzioni diverse per gli esami di maturità. Tra le varie ipotesi uscite in questi giorni su fa strada quella della commissione d’esame interamente interna, si propone anche l’abolizione della seconda prova scritta, una riduzione degli argomenti di studio all’orale, ma anche un rinvio degli esami a settembre.

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0124-edilizia-scolastica
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–18/03/2020-09:00
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Rinviate tutte le scadenze per l’edilizia scolastica

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La prima scadenza utile diventa il 10 giugno 2020
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Più tempo per effettuare gli interventi di edilizia scolastica. Andando incontro alle richieste di Anci e Upi il ministero dell’Istruzione sposta in avanti il calendario per gli adempimenti degli enti locali. Primo appuntamento il 10 giugno con i mutui Bei del 2015.
La risposta del ministero guidato da Lucia Azzolina è arrivata nel giro di 24 ore. Viale Trastevere ha accordato una proroga a 8 diversi interventi. Nel gruppo c’è un po’ di tutto. La prima scadenza utile diventa, come detto, il 10 giugno 2020 per le economie previste dal piano mutui Bei del 2015, l’ultima invece il 7 gennaio 2021 per le indagini diagnostiche sugli edifici. Nel mezzo spazio anche ai piani per antincendio (30 giugno), palestre (31 ottobre) o fondo progettazione (31 dicembre).

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0125-p-a-ferma
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–18/03/2020-09:00
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P.a. ferma, ferie forzate per uno statale su due

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Anche il servizio pubblico prevede canali telematici o servizi in remoto
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Stop nella Pubblica amministrazione: metà degli statali andrà in vacanza forzata a causa del Covid-19 secondo le stile dei sindacati. Il decreto messo a punto dal governo Conte prevede che anche i servizi al pubblico vengano forniti attraverso canali telematici e telefonici laddove possibile, mentre le attività che non si possono svolgere da remoto saranno sospese. Le amministrazioni pubbliche dovranno ricorrere a congedi, ferie, turnazioni e banca delle ore per lasciare a casa i dipendenti le cui mansioni non si possono svolgere da casa.

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0121-universita-pubblicato-bando
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–16/03/2020-09:00
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Università: pubblicato il bando per gli investimenti edilizi 2019-2033

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400 milioni per cofinanziamenti. I programmi dovranno essere presentati entro il 12 maggio 2020
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[MIUR] È stato pubblicato il bando (DM 1121) per il cofinanziamento ministeriale di programmi d’investimento delle Università statali a seguito della registrazione da parte della Corte dei conti. Questa linea di finanziamento è stata ripristinata dopo oltre un decennio. I programmi d’investimento dovranno essere presentati, con modalità telematiche, entro il prossimo 12 maggio 2020, secondo le indicazioni inviate a tutti gli Atenei statali.
Il Ministero contribuirà alla realizzazione di tali investimenti nella misura massima del 50%, per un totale di 400 milioni.

Sono 4 le seguenti tipologie d’intervento individuate:
a. 270.000.000, finalizzati a progetti di livello esecutivo oppure a progetti di livello definitivo da realizzarsi secondo la formula dell’appalto di progettazione e costruzione in linea con la vigente normativa sui lavori pubblici, concernenti lavori di edilizia, da avviare entro il 2020;

b. € 70.000.000, finalizzati a progetti di livello almeno definitivo secondo la vigente normativa sui lavori pubblici, concernenti lavori di edilizia da avviare successivamente al 2020 ma con almeno le procedure di affidamento avviate entro il 2022;

c. € 50.000.000, finalizzati all’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche e grandi attrezzature scientifiche da avviare entro il 2020;

d. € 10.000.000, finalizzati a progetti di livello esecutivo oppure a progetti di livello definitivo da realizzarsi secondo la formula dell’appalto di progettazione e costruzione secondo la vigente normativa sui lavori pubblici concernenti lavori di edilizia per potenziamento dell’edilizia sportiva universitaria da avviare entro il 2020.
Si è data preminenza ad interventi che possono essere cantierabili entro il corrente anno mentre una quota di 50 milioni è stata destinata all’ammodernamento degli spazi delle Università non soltanto attraverso l’acquisizione di attrezzature scientifiche sempre più complesse, ma soprattutto attraverso la realizzazione di
moderne infrastrutture tecnologiche.

I programmi saranno valutati da una apposita commissione.-

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–13/03/2020-09:00
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Personale Ata: vanno limitate le presenze

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A scuola servizio ridotto al numero minimo indispensabile
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Il Dirigente scolastico  espletata la pulizia dei locali scolastici a cura del personale, deve garantire il servizio ridotto al numero minimo indispensabile, previa informativa alla RSU e/o alle OO.SS. territoriali, attraverso turnazione del personale disposta dal DSGA. Si tratta di un provvedimento datoriale e non di una richiesta del dipendente.

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0116-sscuole e università-chiuse-nel-mondo
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–13/03/2020-09:00
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Scuole e università chiuse nel mondo, 363 milioni di studenti a casa

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Un articolo di Eugenio Bruno pubblicato su Il Sole 24 Ore
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«Dal 5 marzo tutte le scuole e le università italiane hanno sospeso le lezioni. E, per effetto dell’ultimo Dpcm del governo, non potranno riavviarle prima del 3 aprile. Ma non siamo da soli in questa grande” zona arancione” del contagio. A oggi, infatti, altri 15 paesi hanno preso la stessa decisione. Per un totale di 363 milioni di studenti costretti a casa dalle misure anti-contagio. A dirlo è l’Unesco che monitora quotidianamente la “serrata” delle istituzioni scolastiche e universitarie in giro del mondo. Un numero che potrebbe crescere ancora, considerando che in altri 16 Stati sono già scattate chiusure selettive.
Nove milioni di studenti italiani a casa
La sospensione delle attività didattiche è stata appena prorogata al 3 aprile. Ciò significa che per 9 milioni di studenti delle scuole di organi ordine e grado (e degli atenei) la didattica potrà proseguire solo a distanza. Come ricorda un comunicato del ministero dell’Istruzione, fino a quella data non potranno tenersi riunioni degli organi collegiali né svolgersi viaggi d’istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, visite guidate e uscite didattiche comunque denominate
La stessa “serrata” – ricorda ancora la nota di viale Trastevere – riguarda la frequenza delle attività di formazione superiore, compresi gli atenei e le Afam, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani. Fatta eccezione per le lezioni di medicina e i tirocini delle professioni sanitarie per cui continua a essere richiesta la presenza.

Alt alle lezioni in altri 15 Stati
La fetta di bambini e ragazzi tenuti a casa per l’emergenza Covid 19 cresce di giorno in giorno. Secondo 
il monitoraggio dell’Unesco (aggiornato al 9 marzo), lo stop alle lezioni riguarda complessivamente 363 milioni di studenti tra scuole e università. Con altri 15 Stati coinvolti oltre l’Italia. A cominciare dai 233 milioni di cinesi, dai 16 milioni di giapponesi e dai 14 milioni di iraniani. Fino ai meno popolosi Kuwait (633mila alunni), Qatar (309mila) e Bahrain (247mila).

Altri 495 milioni di ragazzi a rischio stop
In realtà, la platea di studenti interessati rischia di allargarsi ulteriormente. In altri 16 Paesi – sottolinea ancora l’Unesco – sono state già disposte chiusure selettive di singole scuole o specifiche aree. Per un totale di 495 milioni di ragazzi a rischio stop (più altri 72 milioni universitari). Pensiamo ai singoli istituti di California, Stato di Washington e Oregon, negli Usa, o di Tetbury, Northwich, Middlesbrough e Brixham, nel Regno Unito. Ma anche nella West Bank palestinese e alla zona di Herat in Afghanistan. Fino agli interi dipartimenti francesi dell’Oise e Haut-Rhin.

L’allarme dell’Unesco
In tutti questi casi anche l’organizzazione con sede a Parigi suggerisce di puntare sulle-eearning per accorciare le distanza con i ragazzi e le ragazze costretti a casa. Almeno dove le tecnologie lo consentono. Nella consapevolezza che la chiusura delle istituzioni scolastiche e universitarie rappresenta una misura dagli alti costi sociali ed economici. Capace di aggravare alcune condizioni già di per sé precarie. Pensiamo alla malnutrizione che attanaglia le realtà più povere, dove il pasto a scuola spesso è essenziale per sopravvivere. Ed ecco che il quadro dell’emergenza in atto assume contorni ancora più nitidi».

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CERIPNEWS-PRIMO PIANO-XX–13/03/2020-09:00
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Concorso dirigenti scolastici, rinviata l’udienza del Consiglio di Stato

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Un articolo dell’avvocato Dino Caudullo pubblicato su “La Tecnica della Scuola”
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«L’emergenza coronavirus ferma anche la Giustizia e niente verdetto del Consiglio di Stato per il concorso dirigenti scolastici.
Approvato il 7 marzo scorso il 
decreto-legge n.11/2020 recante “misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da covid-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria”.
Per il settore giudiziario, come chiarito nel 
comunicato del Ministero della Giustizia dell’8 marzo, il decreto prevede un «periodo cuscinetto», che va da lunedì 9 marzo a domenica 22 marzo 2020, durante il quale – salve specifiche eccezioni – le udienze dei procedimenti civili, penali e amministrativi pendenti presso tutti gli uffici giudiziari d’Italia sono rinviate d’ufficio a data successiva al 22 marzo 2020 e dunque non saranno tenute.
In applicazione delle predette disposizioni d’urgenza, i vertici dei vari uffici giudiziari, Tribunale, Corte d’Appello, Corte di Cassazione, Tar, Consiglio di Stato, Corte dei Conti e Commissione Tributaria, hanno diramato specifiche disposizioni che prevedono il rinvio di tutte le udienze, fatte salve quelle relative alle materie espressamente indicate nel decreto legge 11/2020.
Così come verranno rinviate tutte le udienze innanzi alla magistratura del lavoro (fatti salvi i procedimenti d’urgenza) che interessano il personale scolastico, stessa sorte è prevista per tutti i procedimenti pendenti innanzi ai Tribunali amministrativi regionali ed al Consiglio di Stato.
In particolare, come da comunicato del Presidente della VI sezione del Consiglio di Stato, sarà rinviata anche la tanto attesa udienza pubblica che avrebbe dovuto tenersi il 12 marzo in merito al concorso dirigenti scolastici; udienza che, inevitabilmente, dovrà essere ricalendarizzata in data successiva.
Dovranno attendere quindi sia i vincitori del concorso che i ricorrenti, per capire quali potranno essere le sorti del concorso per dirigente scolastico, 
annullato dal Tar Lazio lo scorso 2 luglio».

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–13/03/2020-09:00
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Erasmus+, 47mila giovani in attesa

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In assenza di un coordinamento ogni ateneo fa da sé
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Grande preoccupazione per gli studenti italiani con borsa di studio Erasmus all’estero soprattutto per quelli che si trovano nei Paesi in cui si registra una rapida crescita dei contagi da Covid-19, e dai quali non partono più aerei per l’Italia. Si pensi alla Spagna. Le segreterie didattiche delle università sono tempestate di telefonate, ma in assenza di un coordinamento ogni ateneo fa da sé.
Si tratta di un numero molto consistente di giovani che si sono trasferiti in città europee per motivi di studio: nell’anno accademico 2018-2019 sono partiti dall’Italia circa 47mila studenti universitari e nell’anno in corso altrettanti circa. Di questi la maggior parte oggi si trova in Spagna, Francia e Germania.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–11/03/2020-09:00
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Anche le scuole coinvolte nel lavoro agile

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I sindacati scolastici: “Non alle ferie d’ufficio”
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Lo smart working entra a scuola a gamba tesa. A centinaia piovono sul tavolo dei dirigenti scolastici le richieste di lavoro agile da parte del personale Ata e non si sa bene se si sta solo sfruttando un’opportunità offerta dalle vigenti disposizioni o di tratta di una moda agita con molta disinvoltura dagli sfaticati. Le OO.SS. scuola in ipotesi che il lavoro non possa essere svolto a distanza, propongono una turnazione adeguatamente flessibile da concordare con l’amministrazione per ridurre al minimo gli spostamenti dei lavoratori sul territorio ed escludono le ferie d’ufficio.

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CERIPNEWS-NOTIEIE–XX–11/03/2020-09:00
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Imperativo lo smart working

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Circolare 1/2020 del 4 marzo della P.a.
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Il Ministero della Pubblica amministrazione, vista l’emergenza legata al coronavirus, ha invitato gli uffici pubblici a incentivare lo smart working e rendere possibile e favorire il lavoro a distanza (ove possibile e compatibilmente con i carichi di lavoro! Ndr). Insomma, non un suggerimento, ma un obbligo per la Pubblica amministrazione con effetti non del tutto prevedibili!

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–11/03/2020-09:00
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Rai Scuola e cultura si mobilitano

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Più ore di lezione, il teatro di Eduardo
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Su Raitre una serie di venti puntate dedicate ai big della letteratura italiana, Da Dante a Pasolini, condotta da Edoardo Camurri con il coinvolgimento  dei migliori esperti e consulenti scientifici, in onda alle 15:20 e il grande teatro con Eduardo.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–09/03/2020-09:00
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Persi 31 milioni di ore di lezione

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Una proiezione della testata TuttoscuolA
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Testo0106–CERIPNEWS
Nei dieci giorni di chiusura delle scuole fino al 15 marzo, il sistema scolastico nazionale perderà più di 23 milioni di ore di lezione a cui vanno aggiunti gli oltre 8 milioni di didattica saltata dal 24 febbraio al 4 marzo u.s. Lo ha calcolato la testata TuttoscuolA ( www.tuttoscuola.it ).

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CERIPNEWS-NOTIZIE-XX–09/03/2020-09:00
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Il Papa ai giovani: ora alzatevi e vivete

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La Gmg verrà celebrata, a livello diocesano, il 5 aprile prossimo
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“Giovane, dico a te, alzati”. È il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale della gioventù del 2020 che verrà celebrata nella Domenica delle Palme, a livello diocesano, il 5 aprile prossimo.
Con questo messaggio si apre il cammino che porterà i giovani al prossimo incontro internazionale della Gmg previsto a Lisbona nel 2022.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–06/03/2020-09:00
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Tornano i bidelli a scuola

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Assunzione a partire dal 2 marzo scorso
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I collaboratori scolastici per le pulizie, finora esternalizzati, devono essere assunti dallo Stato, ma all’appello ne mancano almeno 4 mila. L’assunzione a partire dal 2 marzo segna un ritorno al passato, ma dei 16 mila operatori non tutti hanno i requisiti: licenza media e anzianità di servizio.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–04/03/2020-09:00
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Bandi concorsi entro il 30 aprile

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Lo prevede la legge n. 8/2020, entrata in vigore il 1° marzo
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Con la legge n. 8 del 28 febbraio 2020, entrata in vigore il 1° marzo viene modificato l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159, come appresso: le parole: “entro il 2019” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 30 aprile 2020”.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–02/03/2020-09:00
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Come spendono i prof il bonus formazione

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Solo briciole per i corsi di aggiornamento, in testa smartphone, computer e concerti
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Un nuovo computer, ma anche biglietti per cinema e mostre e poco per la formazione; molto per acquistare tablet e pc; quasi nulla per approfondimento di una lingua. A iniziare dall’anno scolastico 2016-2017 fino al 7 gennaio scorso, lo Stato ha sborsato più di un miliardo di euro per la formazione de 750mila docenti italiani.
Nel primo anno la dotazione finanziaria fu di quasi 256 milioni; nell’anno successivo furono stanziati 350 milioni e l’anno dopo il fondo arrivò a quota 315 milioni mentre quest’anno la spesa sarà di 380 milioni: poco più di 134 milioni sono stati già spesi entro il 7 gennaio 2020.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–28/02/2020-09:00
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Concorsi scuola, c’è il via libera

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24 mila posti per lo straordinario e 25 mila per l’ordinario

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Via libera al decreto che sblocca i concorsi nella scuola. Il Ministero dell’Istruzione è stato autorizzato a bandire il concorso ordinario per 25mila docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, cui si aggancia il concorso straordinario per altri 24mila posti comuni e di sostegno.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–28/02/2020-09:00
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Smart working per oltre 8 mln di dipendenti

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Secondo i consulenti del lavoro è il numero potenziale di occupabili con il lavoro agile
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Secondo la fondazione studi dei Consulenti del lavoro che si occupa di smart working in Italia sono 8,3 milioni di dipendenti impiegati in professioni potenzialmente occupabili in lavoro agile: sono manager e quadri, professionisti, tecnici e impiegati d’ufficio. Se ¼ di questi avesse la possibilità di lavorare in modalità “agile” sarebbero oltre 2 milioni e se si arrivasse a 1/3 sarebbero 2,8 milioni.
Il lavoro remoto è largamente diffuso in Europa ma ancora molto poco in Italia; in base al Dpcm del 25 febbraio scorso il “lavoro agile” può essere utilizzato fino al 15 marzo 2020 per ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza di accordi individuali, da datori di lavoro con sede in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–26/02/2020-09:00
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Maturità, colloquio ad alto rischio

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Richieste indicazioni alla ministra Azzolina
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La Commissione Istruzione del Senato ha chiesto alla ministra Azzolina ulteriori indicazioni in ordine alla fase del colloquio orale degli esami di Maturità allo scopo di evitare situazioni simili a quelle dell’anno scorso con la nota storia delle buste sorteggiate contenenti argomenti non sempre coerenti a questo dichiarato nel Documento del 15 maggio.

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CERIPNEWSS-NOTIZIE–XX–26/02/2020-09:00
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Ricerca, Tim progetto con gli atenei

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Presentato UniversiTIM, un nuovo progetto per sostenere il dialogo tra azienda e mondo accademico
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Presentato UniversiTIM, un nuovo progetto voluto da Tim per sostenere il dialogo tra azienda e mondo accademico, finalizzato a promuovere la ricerca tecnologica avanzata e lo scouting di nuovi talenti nel campo dell’innovazione.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–24/02/2020-09:00
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Donne e ragazzi leggono di più

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Resi noti i dati Istat del 2017
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I dati Istat evidenziano che leggono di più soprattutto le donne ed i ragazzi. Nel 2017 hanno letto almeno un libro il 47,1% delle donne mentre la percentuale degli uomini si ferma al 34,5%. Fanno meglio i ragazzi fra gli 11 ed i 14 anni con una percentuale che supera il 56%, seguiti dai giovani di età 15-17 anni. Proprio nella fascia 15-17 anni si osserva anche il divario di genere: in questa fascia ha letto almeno un libro nel 2017 il 68,8% delle ragazze contro il 42% dei ragazzi.

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CERIPNEWSS-NOTIZIE–XX–24/02/2020-09:00
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Resta, nuovo capo del Rettori

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Sostituisce Manfredi nominato ministro dell’Università e  della Ricerca
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L’Assemblea dei Rettori ha eletto Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano a Presidente della Crui al posto di Gaetano Manfredi nominato ministro dell’Università e della Ricerca. Il prof. Resta, 51 anni, si è laureato in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Milano dove insegna Meccanica applicata alle macchine dal 2004. E’ Rettore del Politecnico di Milano dal 2017 e fin dal suo esordio ha preso posizione contro i “vincoli eccessivi che hanno gli atenei” e di “finanziamenti esigui” per i quali si riserva di presentare proposte concrete nei prossimi mesi.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–21/02/2020-09:00
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Contratto statali, il Tesoro apre a più risorse

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Nel prossimo Def  il governo potrebbe aggiungere ulteriori 200-250 milioni allo stanziamento per il pubblico impiego
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Per la prima volta il Tesoro, per il contratto degli statali, apre all’ipotesi 100 euro che certamente non riguarda la richiesta dei sindacati di un miliardo e mezzo aggiuntivo, ma di 200-250 milioni di euro da aggiungere nel prossimo Def. In questo modo l’aumento medio si avvicinerebbe a 90-100 euro lordi mensili.

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0076-scuola-made-azzzolina
 

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CERIPNEWS-NOTIZIEE–XX–19/02/2020-09:00
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La scuola made Azzolina

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Gli impegni in Agenda 2023 e nell’Atto di indirizzo annuale
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Dal tavolo tecnico di Palazzo Chigi è emersa la scuola made Azzolina con l’ampliamento dell’obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni, l’incremento e la valorizzazione degli insegnanti di sostegno, nuovi investimenti per gli istituti tecnici superiori, salario per i docenti, lotta alla dispersione scolastica.
L’argomento più delicata è l’ampliamento dell’obbligo scolastico in assenza di strutture adeguate che non possono nascere a colpi di decreto e che possono solo essere previste nell’Agenda 2023.
Intanto fanno discutere anche i punti he la Ministra ha indicato nel proprio Atto di indirizzo politico-istituzionale per quest’anno: riforma degli organi collegiali, revisione del Sistema di valutazione. E inoltre percorsi multidisciplinari sulla sostenibilità ambientale ed ecologica, dotazioni tecnologiche delle scuole, formazione per docenti e Ata, da finanziare attraverso fondi comunitari 2021-2027. Tra gli impegni assunti quello di garantire anche il pagamento più rapido in favore dei supplenti.

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0077-prof-100-euro-netti
 

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CERIPNEWS–CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–19/02/2020-09:00
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Ai prof 100 euro netti tra taglio del cuneo e contratti

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20mila posti di sostegno al superiore e 55 milioni contro la dispersione
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La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ne è certa: ai prof aumenti pari a 100 euro netti tra taglio del cuneo fiscale e nuovo contratto (68 euro di aumento e 32 derivanti dal taglio dei cuneo fiscale). Le OO.SS. protestano i chiedono aumenti superiori alle tre cifre reali, il superamento dell’organico di fatto rispetto a quello di diritto e aumento del tempo scuola. Per quanto riguarda l’obbligo a 3 anni, oltre alle carenze di strutture, si chiede l’aumento progressivo degli organici. La Ministra ha parlato anche di circa 20mila posti di sostegno alle superiori e di 55 milioni contro la dispersione scolastica.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–19/02/2020-09:00
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Riscatto della laurea, richieste raddoppiate

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Nel 2019 presentate oltre 63mila domande
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Boom di domande per il riscatto con lo sconto degli anni universitari. Secondo i dati Inps nel 2019 le richieste sono state 63.210 contro le 29.343 del 2018 e le 20mila del 2016. L’impennata è ancora più significativa se si considera che l’agevolazione è operativa solo dal marzo scorso.

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–19/02/2020-09:00
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Bonus asilo nido

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Al via le domande per il 2020
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Al via la presentazione delle domande per il bonus asili nido attraverso il servizio online dell’Inps, il contact center o i patronati. Per quanto riguarda il 2019 l’Inps fa sapere che tutte le domande correttamente presentate sono coperte dal budget e pertanto sono in corso di liquidazione, previa verifica delle fatture inviate dagli interessati.
Il termine ultimo per allegare la documentazione di spesa è il 1° aprile 2020.

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0073-emoticon-al-posto-dei-voti
 

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CERIPNEWS-NOTIZIE–XX–17/02/2020-09:00
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Emoticon al posto dei voti

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Esperimento in una classe prima della primaria
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È un esperimento che fa discutere: emoticon espresso dai bambini con i voti compilati dagli insegnanti. Accade in una classe prima di una scuola primaria per il primo quadrimestre. Il progetto pilota, dal nome “Oltre le discipline” vorrebbe poi essere proposti ad altri con il passaggio successivo a quello di costruire una pagella per l’autovalutazione e momenti di riflessione e confronto fino a tutte le classi della scuola secondaria di primo grado.

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0069-pensioni-afam
 

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CERIPNEWS - NOTIZIE – XX – 14702/2020-09:00
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Pensioni AFAM a.a. 2020/2021

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Domande entro il 29 febbraio 2020

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Il Miur, con nota n. 1893/2020 ha fornito indicazioni per la cessazione dal servizio del personale docente e tecnico-amministrativo delle Accademie di Belle Arti, delle Accademie Nazionali di Danza e di Arte Drammatica, dei Conservatori di musica e degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, per l’anno accademico 2020/2021. Le domande entro il 29 febbraio prossimo.

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CERIPNEWS - NOTIZIE – XX – 14702/2020-09:00
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Valutazione Dirigenti scolastici neo assunti

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Il procedimento di valutazione si conclude con un giudizio finale espresso dal Direttore Regionale

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Il Ministero dell'Istruzione, con circolare n. 2689/2020, ha comunicato  i descrittori per la valutazione e le forme di documentazione da utilizzare nel corso del procedimento valutativo dei Dirigenti scolastici neo assunti. La valutazione è finalizzata a verificare la padronanza delle competenze professionali previste per i Dirigenti scolastici. In particolare, la valutazione si riferisce a quattro ambiti (descritti dalla tabella 1 allegata alla nota) in cui sono richiamate le competenze fondamentali richieste ad ogni Dirigente neoassunto:
a) possesso ed esercizio di competenze gestionali ed organizzative;
b) possesso ed esercizio delle competenze per lo sviluppo e valorizzazione delle risorse umane;
c) possesso ed esercizio di competenze concernenti i rapporti con comunità scolastica, territorio e referenti istituzionali;
d) possesso ed esercizio delle competenze per la progettazione di iniziative volte al suo miglioramento.
Il processo valutativo prende avvio dalla documentazione prodotta dal Dirigente durante la sua attività formativa, producendo una saliente documentazione delle azioni più significative intraprese, da concludersi entro il 30 maggio 2020.
Al tutor del Dirigente neo assunto spetta, invece, documentare le attività svolte e rilasciare entro e non oltre il 30 giugno 2020 una relazione dettagliata con parere istruttorio circa il periodo di prova.
Il procedimento di valutazione si conclude con un giudizio finale espresso dal Direttore Regionale.

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0065-stipendi-insegnanti-inadeguati
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX – 12702/2020 – 11:00
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Stipendi insegnanti italiani inadeguati

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Confronto soccombente rispetto alla media Ocse
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Secondo l’ultimo rapporto Education at glance 2019 curato dall’Ocse gli stipendi degli insegnanti italiani sono inadeguati. Lo ha ricordato anche Papa Francesco che ha affermato:  “Davanti alle sfide dell’educazione ruolo cruciale è quello dei docenti, sempre sottopagati. La loro funzione deve essere riconosciuta e sostenuta con tutti i mezzi possibili. È necessario che abbiano a disposizione risorse nazionali, internazionali e provate adeguate“.

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0066-dati-sensbili
 

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CERIPNEWS - NOTIZIE – XX – 12702/2020 – 11:00
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Dati sensibili e caos istituzionale

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Il Garante censura la Provincia di Trento
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Il Garante per la privacy ha dichiarato illegittimo l’invio da parte un’articolazione della Provincia di Trento di una e-mail destinata, contemporaneamente e con gli indirizzi in chiaro, a sedici genitori di bambini non in regola con l’obbligo delle vaccinazioni. Nella mail la Provincia informava le famiglie dell’impossibilità di ammettere i minori alle scuole dell’infanzia, in assenza della regolarità vaccinale.

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0058-pensioni-sindaacati-governo
 

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CERIPNEWS –  NOTIZIE  – XX - 10/02/2020 -08:00
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Pensioni, i sindacati contro il Governo

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Chiedono di tornare all’indicizzazione piena rispetto all’inflazione
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Nell’ambito degli incontri tecnici in vista della riforma della previdenza, Cgil, Cisl e Uil insieme alle federazioni dei pensionati chiedono al governo Conte di tornare all’indicizzazione piena rispetto all’inflazione almeno per gli assegni fino a sette volte il minimo (circa 3.600 euro lordi al mese) e aumentare platea  e importi della quattordicesima.

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 10/02/2020 -08:00
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Azzolina, via a tre concorsi per la scuola

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Il timing dettato dalla Ministra  al question time alla Camera
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Nel giro di poche settimane verranno pubblicati i bandi per tre concorsi nella scuola: quello straordinario da 24mila posti per i precari che insegnano da almeno 3 anni, quello ordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado e quello ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria. A dettare il timing è stata la Ministra dell’Istruzione rispondendo al question time alla Camera dei deputati.

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0060-ok-inps-riscatto-laurea
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 10/02/2020 -08:00
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Ok Inps al riscatto agevolato della laurea

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Una notizia pubblicata su ItaliaOggi
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Roberto Valeri su ItaliaOggi pubblica un articolo sul riscatto agevolato della laurea precisando che l’Inps la la circolare n. 6 del 22 gennaio 2020 prevede la possibilità di recuperare gli anni di studio universitario al fine di accedere alla pensione, estendendo il beneficio  anche a coloro che abbiamo più di 45 anni di età purché rientrino nei requisiti della legge Dini.

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0061-detrazzioni-730
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 10/02/2020 -08:00
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Detrazioni 730, spese tracciabili dal 1° aprile

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Emendamento: posticipata di 3 mesi la misura contenuta nella Legge di Bilancio
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Il governo Conte ha accolta la proposta dei Caf ed ha deciso di posticipare di tre mesi la misura  contenuta nella Legge di Bilancio che prevede l’obbligo di effettuare pagamenti tracciabili per le spese di portare in detrazione nel 730 (in questo caso si parla della dichiarazione dei redditi del 2021 e non di quella da presentare quest’anno ndr). Fino al 31 marzo di quest’anno, quindi, sarà possibile chiedere le detrazioni al 19% per le visite mediche, per i mutui o l’università anche se i pagamenti non stati effettuati in modo tracciabile. Come è noto l’obbligo era scattato dal 1° gennaio di quest’anno ma tanti contribuenti non erano a conoscenza della novità che prevedeva solo l’eccezione per l’acquisto dei medicinali e dispositivi medici e prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 10/02/2020 -08:00
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A Tim la formazione nella P.a.

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Protocollo con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale
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È stato sottoscritto dal ministro per la Pubblica amministrazione Dadone e dall’ad di Tim Gubitosi un protocollo con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale nella P.a. . In base all’accordo triennale, Tim di occuperà della formazione del personale della P.a. in aula o con e-learning mettendo subito a disposizione le iniziative di “Operazione Risorgimento Digitale”, il progetto di educazione digitale itinerante di Tim con oltre 400 formatori.

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0054-pensioni-garanzia-giovani
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 07/02/2020 -08:00
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Pensioni, il governo apre a Garanzia giovani

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Tutti d’accordo (o quasi), ma resta il nodo risorse
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Aperto un tavolo tecnico governo-sindacati sulle pensioni di garanzia per i giovani. Un’apertura da parte del governo per un assegno da calcolare sui contributi versati per coloro che non entrati nel mercato del lavoro a partire dal 1996. L’ipotesi è quella di fissare una soglia minima di 780 euro al pari dell’attuale pensione di cittadinanza. Adesso la parola passa al Mef che deve fare sapere quante risorse sono a disposizione nella prossima Finanziaria.

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 07/02/2020 -08:00
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Sindacati, il 17 marzo sciopero di tutto il personale precario

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Riparte la mobilitazione di tutto il personale della scuola, con un primo step di iniziative a sostegno del personale precario della scuola e dei facenti funzioni di Dsga
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Le organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda degli Insegnanti hanno programmato per il 17 marzo prossimo lo sciopero di tutto il personale precario della scuola. Secondo le OO.SS. sono venute a cadere le ragioni per cui sono state a suo tempo sospese le iniziative di mobilitazione.

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0049-boom-pensioni-anticipate
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 05/02/2020 -08:00
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Boom di pensioni anticipate

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Ha influito Quota 100, la media della quiescenza è di 62 anni
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Chi è andato in pensione nel 2019 lo ha fatto in maggioranza dei casi prima del 67 anni previsti dal trattamento di vecchiaia utilizzando vari canali di anticipo. Lo conferma l’Inps sui flussi di pensionamento secondo il quale nell’intero 2019 le pensioni liquidate sono state oltre 535.000 in linea con il 2018, ma con un significativo cambiamento dei “pesi” tra le pensioni anticipate e quelle di vecchiaia che sono state in totale 121.495.

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 05/02/2020 -08:00
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Concorsi via libera ai test preselettivi

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Il Miur ha dato l’ok
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Concorsi ordinari scuola: la batteria di test può essere utilizzata per la prova preselettiva, se si dovrà svolgere. C’è il sì del Ministero arrivato durante l’incontro che la scorsa settimana ha impegnato sindacati e Ministero in un confronto serrato su numerose tematiche riguardanti i bandi attesi entro fine febbraio.

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CERIPNEWS – NOTIZIE – XX - 05/02/2020 -08:00
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Passo avanti sull’autismo

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Una ricerca, anche italiana, identifica 102 geni malati
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Passo avanti nella conoscenza dell’autismo: sono stati scoperti 102 geni alla base di questo disturbo, che colpisce l’1% della popolazione. Un traguardo importante raggiunto anche dalla ricerca italiana: all’indagine alla infatti partecipato ricercatori della Città della Salute di Torino e delle università di Torino e Siena.
(Fonte: Avvenire del 29 gennaio 2020)

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 03/02/2020 -11:00
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Gli obblighi del docente part time

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Un’interessante sentenza pubblicata da OrizzonteScuola
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Il docente assunto con contratto a tempo parziale (cd. part time) è obbligato a svolgere le attività funzionali all’insegnamento, di natura collegiale, attraverso le stesse modalità previste per i docenti a tempo pieno e, in ipotesi di part time verticale o misto, è tenuto a partecipare all’attività collegiale pure quando la convocazione sia disposta in giorni della settimana che non corrispondono a quelli deputati all’insegnamento.
(Fonte:
https://www.orizzontescuola.it/guida/docente-part-time-e-esonerato-dalle-attivita-collegiali-che-si-svolgono-in-giorni-diversi-da-quelli-in-cui-insegna-sentenza/ )

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 03/02/2020 -11:00
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È rottura fra sindacati della scuola e ministero

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Le OO.SS. evidenziano la totale indisponibilità da parte dell’Amministrazione
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È rottura fra sindacati della scuola e ministero dopo due giorni di confronto. Le sigle sindacali parlano di totale insoddisfazione rispetto alle richieste relative al reclutamento e alle abilitazioni da parte del Ministero.

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 31/01/2020 -11:00
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Pagamenti Pa, la Corte europea condanna l’Italia per i ritardi

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Le imprese vantano crediti per 53 miliardi di euro
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L’Italia continua a non essere in regola con i pagamenti della Pubblica amministrazione. La Corte di Giustizia europea ha condannato lo Stato italiano per aver violato più volte la direttiva Ue contro il ritardi nei saldi verso i creditori, che non devono superare i 60 giorni.

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0035-scuola-concorsi
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 29/01/2020 -11:00
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Scuola, entro febbraio 3 concorsi per 64mila insegnanti

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Riparte la macchina dei concorsi per la scuola
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La ministra Lucia Azzolina punta a bandire entro febbraio i primi tre concorsi per i professori: uno per l’infanzia e primaria e due (uno straordinario e uno ordinario) per medie e superiori. In totale i posti a disposizione potrebbero essere 64mila. A questi dovrebbero aggiungersi, entro fine 2020, gli altri 5mila  destinati agli insegnanti di religione.

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0036-fondi-giornali
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 29/01/2020 -11:00
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Ecco i fondi per i giornali in classe

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Ma sono solo per le scuole medie
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La legge di bilancio ha stanziato 20 milioni di euro che potranno essere usati dagli istituti scolastici secondari di primo grado (anche paritari) per coprire fino al 90% la spesa per abbonamenti a riviste e quotidiani.
In particolare, al comma 390 la legge prevede un contributo fino al 90% della spesa per uno o più abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore per le scuole statali e paritarie che adottano programmi per la promozione della lettura critica e l’educazione ai contenuti informativi, nell’ambito dei Piani per l’offerta formativa.

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0037-professoressa-dellaria
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 29/01/2020 -11:00
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La professoressa Dell’Aria aspetta ancora

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Un anno trascorso invano
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E’ passato esattamente un anno, ma ancora niente è cambiato per la professoressa Dell’Aria, che era stata sospesa per non avere vigilato sufficientemente sui suoi studenti che avevano accostato le leggi razziali al decreto sicurezza. A un anno da quella sospensione, nessuno ha ancora revocato il provvedimento che la prof ha scontato e che ora attende l’udienza del 4 marzo del Tribunale del lavoro. Perché non interviene la Ministra dell’Istruzione?

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0031-giornali-a-scuola
 

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CERIPNEWS  – NOTIZIE  – XX - 27/01/2020 -11:00
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I giornali a scuola

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Contributo per le scuole che si abboneranno
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La legge di Bilancio ha previsto un contributo per scuole che si abboneranno a riviste, giornali, periodici. Un percorso di prevenzione e di media education all’interno delle scuole possa aiutare e guidare i ragazzi nella scelta e nella selezione delle fonti, nella lettura critica delle notizie e nel contrasto alle fake news.
Ecco chi ne potrà usufruire:
a) alle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a periodici e riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale, è attribuito, a decorrere dall’anno 2020, un contributo fino al 90% della spesa;
b) alle istituzioni scolastiche statali e paritarie che adottano programmi per la promozione della lettura critica e l’educazione ai contenuti informativi, nell’ambito dei Piani per l’offerta formativa rivolti ai frequentanti la scuola secondaria di primo grado, è attribuito, a decorrere dal 2020, un contributo fino al 90% della spesa per l’acquisto di uno o più abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale;
c) gli studenti censiti nell’Anagrafe nazionale studenti frequentanti le scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie che partecipano a programmi per la promozione della lettura critica e l’educazione ai contenuti informativi nell’ambito dell’istituzione scolastica di appartenenza, possono concorrere, a partire dall’anno scolastico 2020/2021, all’assegnazione di un contributo per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani o periodici, anche in formato digitale.
(Fonte. https://www.orizzontescuola.it/scuole-che-acquistano-riviste-e-quotidiano-rimborso-fino-al-90-fare-media-educational/ - www.orizzontescuola.it)

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0032-cuneo-fiscale
 

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CERIPNEWS – NOTIZIE  – XX - 27/01/2020 -11:00
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Cuneo fiscale 2020, da luglio gli aumenti in busta paga