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02940-modifiche-leghiste-alla-buona-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/09/2018-06:00
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Modifiche leghiste alla Buona Scuola

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Presentato un ddl per l’abolizione delle chiamata diretta, la trasformazione della titolarità
di scuola e gli assetti degli AT
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Il senatore Pittoni (Lega) ha presentato un ddl per le modifiche alla legge La Buona Scuola, in particolare l’abolizione della chiamata diretta, la trasformazione della titolarità su scuola e gli assetti degli ambiti territoriali.
Ne dà notizia la testata Orizzonte Scuola (www.orizzontescuola.it/via-chiamata-diretta-docenti-titolari-su-ambito-il-31-dicembre-2018-passano-su-scuola-ddl-pittoni/ ) precisando che la proposta di abolizione della chiamata diretta precede che a decorrere dall’anno scolastico 2019/2010 tutto il personale docente assunto con contratto a tempo indeterminato assume la titolarità nella istituzione scolastica autonoma cui è assegnato in forza di procedure di reclutamento o di mobilità territoriale e professionale.
Per quanto riguarda la titolarità di scuola la proposta è la seguente:
d) dopo il comma 73, aggiungere il seguente comma:
73-bis. Il personale docente titolare su ambito territoriale alla data del 31 dicembre 2018 assume dalla stessa data la titolarità presso la scuola, appartenente all’ambito territoriale medesimo, in cui presta servizio su posto dell’organico dell’autonomia. Al personale docente che non si trova a prestare servizio in una istituzione scolastica appartenente all’ambito di titolarità alla predetta data del 31 dicembre 2018 è assegnata d’ufficio la titolarità presso l’ultima sede in cui ha prestato servizio o per la quale abbia ricevuto un incarico triennale ai sensi delle disposizioni vigenti fino all’entrata in vigore della presente legge.
Per quanto riguarda gli ambiti territoriali la proposta leghista è la seguente:
b) al comma 66, lettera c), aggiungere in fine il seguente periodo: A decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge l’ampiezza degli ambiti territoriali può essere modificata dagli uffici scolastici regionali, sentiti le regioni e gli enti locali, entro il 31 dicembre e con cadenza triennale.
c) al comma 68, primo periodo, le parole : “2016/2017”, sono sostituite con le parole: “2018/2019” e le parole: “gli ambiti territoriali”, sono sostituite con le parole: “le istituzioni scolastiche autonome”.

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02941-bidello-indagato

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/09/2018-06:00
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Bidello indagato per violenza su un bimbo di 4 anni

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È accaduto in una scuola materna di Reggio Emilia
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Un bidello precario in una scuola materna di Reggio Emilia, 51 anni, al momento disoccupato dopo aver terminato il suo contratto a termine, è indagato dalla Procura con l'accusa di aver usato violenza a un bambino di 4 anni nei bagni dell'asilo. È stata la madre del piccolo a presentare denuncia ai carabinieri, dopo che il bimbo aveva lamentato disagi fisici; gli accertamenti sanitari dell'ospedale avrebbero confermato gli abusi sessuali ed è scattata la denuncia. Il fatto sarebbe avvenuto la scorsa primavera, dopo di che su richiesta del Pm nella scuola sono state poste alcune telecamere nascoste; effettuata anche una perquisizione durante la quale è stato sequestrato materiale informatico.
Adesso la nomina da parte del Gip di un perito che dovrà valutare la capacità di testimoniare del bambino. L'accusato nega ogni addebito.

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02942-caccia-agli-sprechi

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/09/2018-06:00
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Caccia agli sprechi, la sfida per i ministri

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L’ultima spiaggia per Conte, Salvini, Di Maio e Tria
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La formula magica per la manovra finanziaria è, da lunedì sera, il «taglio degli sprechi». Tre parole alle quali si sono aggrappati il premier, Giuseppe Conte, e i due vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, quando, dopo il vertice col ministro dell'Economia, Giovanni Tria, hanno capito che per finanziare il faraonico programma di governo non si può aumentare più di tanto il deficit ma bisogna trovare delle coperture, cioè più entrate o meno spese. E siccome nessuno vuole aumentare le tasse non resta che ridurre le uscite.
Una ricetta miracolosa che ha invocato per anni Lega e M5S quando erano all’opposizione e che ora deve trovare riscontri obiettivi. L'altra formula alla quale di solito si ricorre quando si arriva all'ultima spiaggia è «la lotta all'evasione fiscale».
Solo che quando si passa dagli slogan alle misure concrete, che dovranno essere dettagliate con la legge di Bilancio 2019 che il governo presenterà a metà ottobre, il discorso cambia e certamente non si può fare una spending review in pochi giorni, come osserva Carlo Cottarelli, già commissario per la revisione della spesa pubblica con i governi Letta e Renzi e ora direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici presso la Cattolica di Milano.
Di conseguenza si corre il rischio, ancora una volta, di operare con tagli lineari per 3-4 miliardi di euro, ma per i tecnici del Tesoro sarebbero necessari almeno 5-6 miliardi da aggiungere ai circa 10-12 miliardi di flessibilità e ai 5-6 miliardi di risorse già individuate tra taglio alle spese, acquisti P.a., stretta su enti inutili e riordino soft delle tax expenditures.

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02943-salute-richieste-grillo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/09/2018-06:00
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Salute, le richieste della Grillo a Tria

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Nel 2017 sfiorata la cifra record di 30 miliardi di euro
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Il ministro della Salute Giulia Grillo, medico e deputata pentastellata ha annunciato che chiederà al governo risorse per la riduzione dei ticket sui farmaci e del superticket per prestazioni di diagnostica e specialistica.
Si lavora anche sugli sprechi, dato che la spesa per i farmaci è lievitata, fino a sfiorare i 30 miliardi nel 2017.
Bisogna intervenire innanzitutto sul costo di farmaci preziosi, come quello per la cura dell'epatite C, ma in generale si è verificata una estensione dell'indicazione terapeutica per alcuni prodotti, senza controlli.
Il tavolo per la governance dovrà dare le indicazioni politiche su come spendere sui farmaci, innanzitutto all'Agenzia sul farmaco, attraverso un documento di indirizzo politico.

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02910-mancano-docenti-sostegno

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CERIPNEWS   NOTIZIE  XVIII-19/09/2018-06:00
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Mancano i docenti di sostegno

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I dati parziali per quest’anno scolastico
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La testata OrizzonteScuola.it pubblica un interessante reportage sui posti liberi per il sostegno (www.orizzontescuola.it/assunzioni-sostegno-vuoti-11mila-posti-96-a-nord-tabella/ )

A Nord, secondo i dati della tabella ministeriale in possesso della Testata già citata, le assunzioni sui posti di sostegno rasentano il disastro. Infatti, a fronte di 10.350 posti liberi, gli assunti sono stati appena 452, il 4,4%. Punta negativa alle medie, dove è stato coperto solo lo 0,2% di posti vacanti. Alla primaria il dato è del 6,9, mentre all’infanzia del 17,6%.
Al Centro la percentuale sale notevolmente, ma resta bassa. Infatti, i posti coperti sono stati il 26,3%, con punta negativa dell’1,6% alle medie.
Al Sud la situazione è diversa, con una copertura del 59,6%. La punta negativa sempre alle medie con il 30,9% di posti coperti.
Nel complesso, su 13.329 posti disponibili (10mila solo a Nord), i posti di sostegno coperti sono 1.682, appena il 12,6%.

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02911-per-dsga-niente-concorso-riservato

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-19/09/2018-06:00
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Per i Dsga non c'è concorso riservato

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Incerta la data del bando e la pubblicazione del regolamento
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Per i direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) nelle scuole statali che, ai sensi dell'art. 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, dovrebbe essere bandito entro il 2018.
Le conferme riguardano sia il numero dei posti che potrebbero essere messi a concorso, intorno 2.500, sia i soggetti che vi potranno partecipare purché in possesso di un diploma di laurea in giurisprudenza, in sciente politiche, in scienze sociali o amministrative, in economia e commercio o di alcuni diplomi di laurea specialistica (LS) o di lauree magistrali (LM).
Viene confermato che vi potranno partecipare, ancorché non in possesso dei predetti titoli di studio, gli assistenti amministrativi di ruolo in servizio nelle scuole statali che alla data del 1° gennaio 2018 potevano fare valere almeno tre interi anni di servizio negli ultimi otto svolto nelle mansioni di direttore dei servizi generali e amministrativi.
Nessuna conferma sui tempi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di concorso o dello specifico Regolamento che dovrà stabilire la natura delle prove concorsuali e le modalità di svolgimento.
Il silenzio sui tempi di pubblicazione del bando di concorso rischia di allontanare sia l'inizio dell' iter concorsuale che le sue conclusioni. Un rischio che data la situazione attuale (circa il 25 per cento dei posti in organico di Dsga è privo di titolare) la scuola non potrà più permettersi con l'inizio del prossimo anno scolastico.
Quanto ai contenuti del regolamento si prevede: prova preselettiva articolata con domande a risposta multipla; prova scritta relativa al diritto amministrativo, al diritto e pubblico e alla contabilità di stato con particolare riferimento alla contabilità scolastica.
Le chiusure riguardano in particolare la richiesta sindacale di porre in essere una procedura riservata per il personale interno che da anni svolge le funzioni di Dsga. Salvo un sempre possibile ripensamento, i rappresentanti del ministero hanno infatti sostenuto che l'amministrazione non consentirà alcuna procedura riservata.

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02912-in-mensa-scoppia-caso-panino

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/09/2018-06:00
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In mensa scoppia il caso panino

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Alunni esclusi dalla mensa se portano il cibo da casa
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A Lodi è scoppiato il caso panino: alcuni bambini si sono presentati in mensa chiedendo di mangiare con gli altri, ma qualcuno ha deciso di farli accomodare in un'altra aula, per presunti motivi igienici. E così qualche genitore, per evitare problemi, ha scelto di far pranzare i figli a casa, riportandoli a scuola nel pomeriggio.

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02913-appello-presidi

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/09/2018-06:00
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L'appello dei presidi: «Vaccini, troppo caos vogliamo regole certe»

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Bimbi non vaccinati spostati di classe
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A Mogliano nel Trevigiano scoppia il caso vaccini: un immunodepresso con 3 no vax in aula che sono stati spostati tra le proteste in altra aula di prima elementare per consentire a un bimbo immunodepresso di stare in classe senza rischi per la salute. Ma le famiglie dei bimbi no vax hanno protestato e lo stesso i presidi: «Troppa confusione, chiediamo regole certe».
Alle proteste dei genitori no-vax che si sono lamentati, la scuola ha replicato di dover assicurare un ambiente sicuro all'alunno immunodepresso.
Fortunatamente c'erano i margini per ricomporre il puzzle delle classi all'interno del plesso. Così ora il piccolo immunodepresso può seguire le lezioni in una sezione composta esclusivamente da bambini vaccinati. Senza correre inutili rischi.
La settimana scorsa sempre nel Trevigiano era emerso un caso simile: un bambino di 8 anni della zona della Castellana che ha sconfitto la leucemia, grazie al trapianto di midollo della sorellina di 10 anni e a una serie di pesanti trattamenti chemioterapici, ha rischiato di essere costretto a rimanere a casa da scuola a causa della presenza di otto bambini non vaccinati.
L'ufficio scolastico di Treviso, dal canto suo, ha precisato che si riuscirà a trovare comunque una soluzione dal punto di vista organizzativo, come prevede la legge.

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02914-studenti-bocciati

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/09/2018-06:00
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Studenti bocciati esclusi dalla scuola

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Il caso arriva in Parlamento
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Un liceo di Padova viste le troppe domande di iscrizione, è stato deciso di escludere dall'iscrizione gli alunni bocciati l'anno prima e lo stesso Provveditore agli studi del capoluogo ha riconosciuto il fatto che sono state violate le norme vigenti.
I deputati di LeU hanno presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Bussetti per conoscere i criteri di ammissione che hanno escluso dal medesimo istituto gli studenti bocciati.
Gli interroganti vogliamo sapere dal governo e dal ministro della pubblica istruzione - conclude Leu - acquisiti tutti gli elementi del caso anche attraverso gli Uffici scolastici regionale e provinciale, se abbia verificato se la delibera adottata dal liceo padovano sia contraria alla normativa in vigore e quali provvedimenti abbia attivato nei confronti dei responsabili della scuola, e quali iniziative abbia assunto per evitare il ripetersi di questi fatti.

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02890-vita-da.presidi

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/09/2018-06:00
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Vita da presidi in trincea «l'assillo è la sicurezza»

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Un manager che si dibatte fra lentocrazia e burocrazia esasperata, restando sotto pressione h 24
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Con l’inizio dell’anno scolastico e la latitanza diffusa degli EE.LL. l’assillo dei Dirigenti scolastici è la sicurezza, dato che situazione non previste e non prevedibili si presentano quasi ogni giorno!
Si va dai certificati che mancano, alle planimetrie che gli uffici comunali-provinciali hanno la tracotanza di richiedere alle scuole, pur essendo tali documenti non loro possesso (forse!), alla manutenzione ordinaria e straordinaria, alla messa a regime degli impianti, compreso quello di riscaldamento per non pensarci solo a dicembre, e via di seguito. Quando non si rompe un tubo, un wc, o cade un controsoffitto per l’acqua di questi giorni. E siamo solo all’inizio dell’anno!
Viene da chiedersi che cosa abbiano fatto durante l’estate gli uffici preposti, o meglio che cosa non hanno fatto e che avrebbero potuto e dovuto fare in un paio di mesi pieni di sospensione delle attività didattiche. E così la vita da preside-manager scorre fra lentocrazia e burocrazia esasperata, restando sotto pressione h 24, in quanto dirigente!

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02891-no-cellulari-a-scuola

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-18/09/2018-06:00
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No ai cellulari a scuola? Ma la responsabilità è anche dei genitori

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Palese l'impotenza della famiglia nel trovare un rimedio alla bulimia tecnologica dei figli
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Con il rientro a scuola è rispuntata la storia dei cellulari da tenere accesi o spenti in classe. L’Italia, a differenza della Francia, come sempre non sa da che parte stare e lasciare fare alle singole scuole che con i loro Regolamenti variegati ammettono e non ammettono, quando non sbolognano la responsabilità direttamente ai docenti che si dovrebbero assumere l’onere di valutare la valenza didattica del cellulare durante le loro ore di lezione.
Certo è che bloccare l’uso del cellulare in classe sarebbe sarà una sorta di ecologica disintossicazione dall'abuso domestico e nel tempo libero. Non che la tecnologia sia il male assoluto, ma favorisce comunque alcune cattive abitudini in crescita non solo a scuola e non solo presso la popolazione giovane. E i genitori da che parte stanno? 
Qualche mamma ammette che l'uso dello smartphone da parte dei ragazzi è eccessivo e che, grazie alla risoluzione adottata da alcune scuole, sarà meno perseguitata dal figlio abituato a mandarle messaggi ogni ora per dirle di andare a prenderlo prima o di arrivare in orario; inoltre quasi tutti coralmente affermano che se si sta sempre sul cellulare  non si ascoltano le lezioni. Altri, invece, azzardano la segregazione dell’alunno, una sorta di sottile “violenza psicologica che potrebbe turbare il loro equilibrio psichico”, ma dietro queste parolone si cela ciò che molti padri e madri riscontrano quotidianamente con pudica autocommiserazione: l'impotenza della famiglia nel trovare un rimedio alla bulimia tecnologica dei figli.

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02892-accade-a-milano

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-18/09/2018-06:00
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Accade a  Milano

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Scritte omofobe e razziste nella scuola che aiuta i migranti – Morire a 15 anni per un selfie
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Scritte omofobe e razziste nella scuola che aiuta i migranti
Con le scope, la vernice e le spugne, per cancellare l'odio in una scuola di Milano che aiuta i migranti. Sabato notte vandali hanno imbrattato con svastiche, insulti omofobi, razzisti (e pure sgrammaticati), le pareti della Scuola di cultura popolare di via Bramantino alla periferia nord di Milano. Una struttura che accoglie migranti, studenti, scolari che hanno bisogno di sostegno allo studio.
Sono stati gli stessi volontari che operano abitualmente in quella realtà, aiutati da una decina di bambini, che domenica hanno ripulito e rimesso in ordine, visto che la ripresa delle attività della scuola popolare.
Desolante la scena che si è presentata ai presenti. aule e uffici completamente a soqquadro, sui muri scritte con vernice rossa contro gay e lesbiche e ancora simboli nazisti e un tentativo di scrivere in arabo il nome di Allah in segno di spregio, e pure un «W Salvini» (che non guasta mai!) che ha rinfocolato le polemiche.
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Morire a 15 anni per un selfie
Un ragazzo quindicenne è morto ieri a Sesto San Giovanni (Milano) precipitando dal tetto di un centro commerciale per un selfie azzardato, insomma sfidare la morte, sfidare il pericolo, cercare il brivido dell'impresa impossibile, immortalarsi eroe di fronte allo sguardo dei social? La spavalderia dell'adolescente è anche sintomo di fragilità.

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02894-laureati-ingegneria-occupati-in-sei-mesi

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/09/2018-06:00
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Laureati in ingegneria occupati dopo sei mesi

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Il 46% dei meridionali (il 56,7% in Sardegna e Sicilia)
trovano lavoro nelle regioni centro-settentrionali
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La laurea in ingegneria continua a trovare riscontro nel mercato del lavoro. Secondo una ricerca realizzata dalla Fondazione del Consiglio nazionale degli ingegneri insieme ad Anpal servizi e presentata nei giorni scorsi nel corso del 63° Congresso nazionale, il tasso di occupazione degli ingegneri a quattro anni dalla laurea è pari al 93,8%, contro la media generale del1'80 per cento. Più favorevole anche il tempo necessario per trovare lavoro: gli ingegneri impiegano, in media, sei mesi contro i dieci del resto dei laureati. I giovani ingegneri sono anche meglio retribuiti: a quattro anni dalla laurea percepiscono 1.758 euro netti al mese contro la media generale di 1.373 euro. Dati che pesano al momento della scelta del corso di laurea: un immatricolato su cinque oggi opta, infatti, per ingegneria, che si conferma il primo gruppo disciplinare per numero di iscritti.
Interessante il fatto che il 46% dei laureati nel Meridione (il 56,7% in Sardegna e Sicilia) trovano lavoro nelle regioni centro-settentrionali.

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02895-italia-meno-bambini-culle-vuote

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/09/2018-06:00
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In Italia, sempre meno bambini e culle vuote

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Nel 2017 quindicimila in meno rispetto al 2016
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Sono 458.151 i neonati nel 2017 (-15 mila sul 2016), sia per il minor numero di donne in età fertile (quasi un milione in meno negli ultimi dieci anni tra i 15 e i 50 anni) sia per l'età media del parto che ha raggiunto quasi i 32 anni.

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02870-prova scritta-concorso-ds

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CERIPNEWS   NOTIZIE  XVIII-17/09/2018-06:00
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Prova scritta concorso per Ds

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In G.U. la data fissata per il 18 ottobre p.v.

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Con l’avviso pubblicato il Gazzetta Ufficiale che ha formalizzato per il 18 ottobre p.v. alle ore 10,00 la prova scritta, è partita la caccia ai quesiti svolti. Nell'avviso si precisa che "l'elenco delle sedi della prova scritta, con la loro esatta ubicazione, con l'indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, analogamente alla prova preselettiva, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sarà comunicato entro il 3 ottobre 2018 tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.
La prova, come è noto, si svolgerà al computer ed ha una durata di 150 minuti. Essa si articola in cinque quesiti a risposta aperta due quesiti in lingua straniera a risposta chiusa.
I cinque quesiti a risposta aperta riguardano le seguenti tematiche:
a) normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;
b) modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali;
c) processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, all’elaborazione del Rapporto di Autovalutazione e del Piano di Miglioramento, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
d) organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’inclusione scolastica, all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica;
e) organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico;
f) valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;
g) elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni;
h) contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;
i) sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea.
I quesiti in lingua straniera sono due, ciascuno dei quali consiste in cinque domande a risposta chiusa, volte a verificare la comprensione di un testo nella lingua prescelta dal candidato tra inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Le materie, su cui vertono i due quesiti, sono quelle indicate nelle sopra riportate lettere d) o i).
I quesiti sono formulati e svolti nella lingua straniera prescelta dal candidato, al fine di verificarne la conoscenza al livello B2 del CEF.
Il punteggio massimo conseguibile è di 100 punti, derivanti dalla somma dei punteggi ottenuti in ciascuno dei sette quesiti (5 a risposta aperta più 2 a risposta chiusa).
A ciascuno dei cinque quesiti a riposta aperta è attribuito un punteggio massimo di 16 punti.
ciascuno dei quesiti in lingua straniera è attribuito un punteggio massimo di 10 punti (2 per ciascuna risposta chiusa corretta).
Il punteggio totale della prova è quindi uguale a: (16×5)+(10×2)= 80+20=100
Per superare la prova ed ottenere l’ammissione è necessario conseguire un punteggio minimo pari a 70 punti.

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02871-un-ragazzo-su-due-gioca-e-scommette

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-17/09/2018-06:00
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Un ragazzo su due gioca e scommette!

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Coloro che giocano spendono non meno di 5 euro al giorno 
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Il 43% dei giovani e giovanissimi ha esperienze di scommesse sportive o gratta e vinci o gioca con le slot machine che si possono trovare nei bar, nelle tabaccherie o nelle sale giochi, spesso troppo vicine alle scuole!
Coloro che giocano, infatti, spendono non meno di 5 euro al giorno.
Il gioco è un comportamento giocoso, l'azzardo è un comportamento compulsivo, che può diventare patologico e porta a creare dei processi di gratificazione, che spingono il giocatore a diventare sempre più dipendente.
Il «successo» del gioco d'azzardo è dovuto a una ferrea pianificazione fin dalla più tenera età, in cui si predispone i bambini a giocare a soldi, facendo passare l'alea, il caso, per abilità. Il marketing rivolto agli adulti, invece, punta di più sulla fortuna come risarcimento e possibilità di una svolta esistenziale.

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02872-competenze-4.0

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-17/09/2018-06:00
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Le competenze 4.0 pesano sulla busta paga dei giovani

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In media +2% in più ma si può arrivare a +16% se si è under 35
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L’indagine retributiva 2018 realizzata da Aib che ha preso in esame 80mila addetti, ha rilevato che le capacità digitali valgono il 2% in più se il candidato dimostra competenze digitali che valgono in media il 2% in più in busta paga, ma la percentuale può arrivare sino a +16% se si è un under 35. Sotto il profilo della scolarizzazione (tra le figure 4.0 la percentuale dei laureati passa dal 30 al 60%) e delle politiche di genere (i profili 4.0 hanno una percentuale di donne 3 volte superiore ai tradizionali).

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02840-milleproroghe-con-fiducia

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-15/09/2018-06:00
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Milleproroghe con fiducia, e i vaccini restano «fai da te»

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Due bambine non vaccinate escluse da un asilo nido di Forlimpopoli
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Ok al decreto Milleproroghe con i vaccini «fai da te». Tra le norme affastellate in un decreto onnicomprensivo quella che più ha fatto discutere è lo slittamento dell'obbligo vaccinale. Dopo un incomprensibile balletto di circolari e annunci contraddittori, che hanno gettato in confusione le istituzioni scolastiche alla fine, per strizzare l'occhio ai no vax, il decreto conferma che anche per quest'anno scolastico si potrà presentare l'autocertificazione. In sostanza potranno dunque accedere al nido e alla materna tutti i bimbi da 0 a 6 anni anche non vaccinati.
Intanto conquista le pagine dei quotidiani di ieri la notizia di due bambine di uno e due anni sospese da un nido di Forlimpopoli perché non in regola con i vaccini.
I genitori in realtà un appuntamento per vaccinare le figlie lo avevano preso, era stato fissato per lo scorso 10 luglio, ma quel giorno non si sono presentati all'ambulatorio dell'Ausi di Forlì. A questo punto l'azienda sanitaria li ha informati che avrebbero potuto accompagnarle allo stesso ambulatorio nei mercoledì successivi, indicando orari e modalità, ma neanche successivamente la famiglia si è fatta vedere.
E così una settimana fa, a casa dei genitori, è arrivata una telefonata della scuola, seguita da una lettera, che li avvertiva di non portare le bambine al nido per la fase di inserimento: la loro posizione non era conforme a quanto previsto dalle norme, dato che non solo mancava il certificato di avvenuta vaccinazione, ma non era stato neanche fissato un ulteriore appuntamento, come prevede una recentissima delibera della Regione Emilia Romagna. Da qui la sospensione della frequenza; il ritiro delle bambine dal nido e la protesta formale legato all'obbligatorietà delle vaccinazioni.

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02841-contratto-ds-deludente-incontro-miur

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-15/09/2018-06:00
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Contratto Ds: deludente incontro al MIUR

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Prossimo incontro fissato per mercoledì 26 settembre
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Ha avuto un esito deludente l’incontro con cui è ripresa all’ARAN la trattativa per il rinnovo del contratto dei Dirigenti scolastici, nel senso che non si è andati al di là della definizione di un calendario di incontri più o meno ravvicinati.
L’Aran ha avviato la seduta riepilogando il quadro, peraltro già noto, delle risorse disponibili: 37 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2018, 41 milioni per il 2019 e 96 milioni a decorrere dal 2020. A questi vanno aggiunti i 35 milioni previsti dall’art.1 co. 86 della legge 107/2015 e destinati dalla legge di Bilancio 2017 all’obiettivo della equiparazione della retribuzione di posizione parte fissa, modificandone l’originaria destinazione. 
L’Aran, confermando la posizione già espressa nel precedente incontro, ha ribadito che queste ultime risorse sarebbero a suo avviso utilizzabili solo per 4/12 nel 2018, mentre andrebbero ad integrare pienamente i fondi disponibili solo negli esercizi finanziari successivi, sino al raggiungimento dell’equiparazione. Le OO.SS. affermano che si tratta di un’affermazione gravissima in quanto i 35 milioni nella vigenza contrattuale debbano essere integralmente destinati agli obiettivi definiti dalla legge di Bilancio. La consistenza del FUN 2017/2018 (non ancora quantificato e tantomeno erogato) non può non tener conto delle disposizioni della legge di Bilancio per quanto riguarda il rinnovo contrattuale. 
Tutte le parti sociali presenti al tavolo hanno dichiarato che il raggiungimento dell’equiparazione entro la vigenza del contratto 2016/2018 costituisce un obiettivo prioritario della trattativa. L’Aran si è impegnata a riconsiderare le richieste espresse dai sindacati, prevedendo un confronto con il MIUR, peraltro presente al tavolo in veste di osservatore. La mancata definizione di un preciso impegno delle risorse riferite agli esercizi finanziari 2019 e 2020 non consentirebbe di raggiungere l’obiettivo della perequazione e inoltre esporrebbe al rischio che successivi strumenti finanziari possano incidere sulla loro disponibilità. 
Il prossimo incontro è stato concordato per mercoledì 26 settembre per affrontare la parte normativa, dando priorità al tema delle relazioni sindacali e ad alcuni aspetti del rapporto di lavoro (sostituzione durante il periodo di ferie e di malattia, restituzione al ruolo di provenienza, diritto alla formazione, criteri per l’affidamento degli incarichi, valutazione dello stress lavoro correlato, ecc.).
A tal proposito l’Aran presenterà un testo, i cui contenuti terranno conto del confronto che in parallelo si sta svolgendo per il rinnovo contrattuale dei dirigenti delle funzioni centrali.

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02842-esiti-tavolo-tecnico

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-15/09/2018-06:00
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Esiti tavolo tecnico MIUR-OO.SS. Scuola

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Tema dell’incontro: concorsi a assunzioni
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Si è svolto al MIUR il previsto tavolo tecnico su:
- concorso straordinario e concorso ordinario primaria ed infanzia;
- aggiornamento dei dati relativi alle assunzioni in ruolo.
All'inizio dell'incontro, è stata affrontata la questione relativa alle supplenze e all'applicazione dell'art.41 del nuovo CCNL. L'Amministrazione ha dato agli uffici scolastici che hanno contattato il MIUR sull'argomento, la seguente indicazione: le nomine da seconda fascia devono essere definitive perché le nuove posizioni riguarderanno solo gli elenchi aggiuntivi, che vanno in coda alle seconde fasce che, ha ribadito l'Amministrazione, hanno validità triennale. Solo qualora si debba procedere a contratti dalla terza fascia, è opportuno stipulare contratti con apposizione di clausola risolutiva. L'Amministrazione si è impegnata, in occasione della pubblicazione delle prossime finestre, a specificare che le nuove posizioni, conseguenti alle finestre, producono effetti, ai fini delle nomine, solo per le supplenze da conferire in data successiva alla loro pubblicazione. L'Amministrazione si è inoltre impegnata a sollecitare gli uffici che non hanno ancora completato le nomine da GaE attraverso la soluzione organizzativa delle scuole polo.
L'Amministrazione ha comunicato anche che intende emanare contestualmente i due bandi di concorso ordinario e straordinario per la scuola dell'infanzia e primaria previsti dall'applicazione del decreto dignità. In questa fase, l'amministrazione è impegnata nel quantificare le disponibilità dei posti per i quali chiedere al MEF l'autorizzazione a bandire i concorsi. Ha anche precisato la complessità della situazione tenendo conto del prossimo aggiornamento delle GaE previsto nel corso di quest'anno con validità per le operazioni dell'a.s.2019/2020. Alle GaE, infatti, va riservato il 50% delle disponibilità utili ai fini delle assunzioni.
L'Amministrazione ha comunicato che per tutti gli ordini e gradi di scuola ha predisposto apposito monitoraggio attraverso specifico strumento informatico sulla consistenza delle varie graduatorie (concorsi 2016, GAE, concorso 2018, personale educativo).
La conclusione di tale monitoraggio è prevista per fine settembre; dopo tale data il tavolo sarà riaggiornato.
Circa le assunzioni in ruolo (aggiornamento dei dati) riportiamo in allegato il quadro riassuntivo contenente i dati delle assunzioni presenti al SIDI alla data del 12/09/2018.
E' evidente l'alto numero di nomine non effettuate per mancanza di aspiranti nelle graduatorie. In particolare, i concorsi FIT non sono stati pubblicati in tempo utile (entro il 31/08) in molte regioni e per diverse classi di concorso.

A tal fine l'Amministrazione, con apposito decreto del Ministro, renderà possibile l'individuazione dei destinatari di contratto FIT per le graduatorie che saranno pubblicate entro il 31/12/2018, consentendo, sostanzialmente, una prenotazione degli aventi diritto per le nomine del 2019/2020 accantonando, comunque, i posti oggi disponibili e non coperti perché la graduatoria non risultava predisposta per tempo. Tale soluzione consentirà anche di effettuare i necessari scorrimenti per eventuali rinunce nelle assegnazioni da GMRE effettuate entro il 31/08/2018.
PER LEGGERE I DATI PROVVISORI SULLE ASSUNZIONI:  2018-09-15-dati-provvisori-assunzioni.pdf

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02840-quota-100-pensione

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-14/09/2018-06:00 
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Quota 100, Salvini cambia ancora l’età per la pensione

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Il leader leghista torna a modificare Quota 100 – Prosegue la trattativa Lega-M5S
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Simone Micocci sulla testata Money ( www.money.it ) ci aggiorna sulle ultime novità di Quota 100, sulla base delle ultime esternazioni di Matteo Salvini che adesso ipotizza un  minimo di età fissato a 62 anni, con la possibilità di andare in pensione anche con 41 anni e mezzo di contributi.
Contro Salvini, che punta sulle pensioni, si schiera l’altro vicepremier Di Maio che invece punta sul reddito di cittadinanza e minaccia una crisi di governo se dovesse cadere la sua proposta.
Da parte di Matteo Salvini - che in campagna elettorale aveva posto l’eliminazione della Legge Fornero in cima alle priorità - c’è la volontà di permettere l’accesso a questa nuova opzione di pensione anticipata a quanti più lavoratori possibile, così da mantenere le promesse fatte agli elettori.
Salvini ha suggerito un nuovo limite di età per la Quota 100:  62 anni. In questo modo a poter andare in pensione saranno coloro che una volta compiuti i 62 anni abbiano maturato almeno 38 anni di contributi. Inoltre, secondo le indiscrezioni, tra questi contributi non ce ne potranno essere più di 2 anni di tipo figurativo.
In queste settimane è emersa un’altra possibilità, confermata dallo stesso Salvini:  prevedere come alternativa all’età minima un minimo di contributi per accedere alla Quota 100.
Nel dettaglio, Salvini ha annunciato di aver chiesto di prevedere come alternativa ai 64 o 62 anni di età un minimo di 41 anni e mezzo di contributi. In questo caso, quindi, si potrebbe accedere alla Quota 100 anche all’età di 58 anni e 6 mesi, purché si abbia maturato un requisito contributivo pari ad almeno 41 anni e 6 mesi.
In questo modo – precisa Micocci nel suo articolo - è come se la Quota 41 (che nel 2019 continuerà ad essere riservata ai lavoratori precoci che fanno parte di uno dei 5 profili di tutela indicati dalla legge) venisse integrata nella Quota 100. Si ricorda che dal prossimo anno la Quota 41 per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita verrà incrementata di 5 mesi e che nel contratto di Governo si legge che l’intenzione è quella di estendere la possibilità di accedere a questo strumento a tutti i lavoratori.
Ciò però non sarà possibile visto che per attuare Quota 100 ed estendere contemporaneamente la Quota 41 ci vorrebbero delle risorse che al momento non ci sono; ecco perché la soluzione potrebbe essere quella prospettata da Salvini, con la Quota 41 che diventerebbe parte integrante della Quota 100.

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Bussetti: "Concorsi per tutti i laureati ma solo se ci sono i posti"

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Dichiarazione del Ministro al videoforum con “Repubblica Tv” sull’avvio dell’anno scolastico
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Il ministro Marco Bussetti, partecipando al videoforum con “Repubblica Tv” sull’avvio dell’anno scolastico ha risposto a 13 domande scelte tra le centinaia inviate dai lettori anunciando «una bomba» sull'arruolamento dei docenti: «I laureati - ha detto devono accedere subito ai concorsi ed entrare in cattedra». E ha rivelato: «Sto lavorando a un progetto per semplificare la Babele di formazioni, brevetti, specializzazioni oggi presenti».

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-14/09/2018-06:00
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Concorso per Ds: prova scritta il 18 ottobre

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Attesa per la pubblicazione in G.U., le sedi assegnate e i ricorsi pendenti degli esclusi
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Sarà giorno 18 di ottobre la data per la prova scritta del Concorso per Dirigenti Scolastici. Il corso-concorso per dirigente scolastico, entra nel vivo con la prova scritta computer based composta da 5 quesiti a risposta aperta e 2 quesiti a risposta chiusa di lingua straniera, da svolgere in 150 minuti.
Dopo la prova preselettiva, che abbiamo definito “ammazza candidati” questa prova sarà quella decisiva che farà la differenza. Adesso i candidati sono in attesa della formalizzazione in Gazzetta Ufficiale e la pubblicazione delle sedi assegnate per l’espletamento della prova.
In attesa anche tantissimi candidati, tagliati fuori con la preselezione, che hanno prodotto migliaia di ricorsi al TAR Lazio invocando la sospensiva fondata su più elementi concorrenti: lo sbarramento superiore alla sufficienza, gli errori materiali e disfunzioni, incorsi in fase di espletamento delle prove, mancato raggiungimento della sede di destinazione per cause non dipendenti dalla volontà degli interessati, ed altro ancora.

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02843-percorso-formativo.oppi

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CERIPNEWS  NOTIZIE  XVIII-14/09/2018-06:00
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Percorso formativo OPPI

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“La relazione per apprendere” 6-7-14 ottobre 2018 Milano
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L’OPPI di Milano organizza un percorso formativo sul tema: “La relazione per apprendere” che si svolgerà presso la sede OPPI di Milano il 6-7 e 14 ottobre 2018. Il corso prevede 21 ore di lavoro in presenza dalle ore 9:30 alle 17:30, e 4 ore a distanza per lo studio e l'elaborazione dei compiti. La giornata del 14 ottobre è progettata per poter essere fruita anche nella modalità a distanza.
L’OPPI, è ente accreditato preso il MIUR. Il corso è presente sulla piattaforma SOFIA ed è valido ai fini dell’espletamento dell’obbligo formativo.
Per informazioni:
OPPI via Console Marcello n. 20 - Milano 
(raggiungibile con Passante ferroviario S5/S6 - tram 12 e 19)-
Tel. 02/33001387 // e-mail: oppi@oppi.it

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02830-card-docenti

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-13/09/2018-06:00
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Card docenti

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Riattivate le funzioni
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Nel corso dell'incontro delle OO.SS. al MIUR è stato comunicato che le funzioni disponibili sul sito del MIUR per l'utilizzo della card docenti relativamente all'a.s. 2018/19 sono state riattivate. Ogni docente troverà nel proprio borsellino elettronico, oltre alla disponibilità per il 2018/19, anche le risorse non spese nell'anno precedente e quelle non utilizzate nel 2016/17. Per queste ultime, un emendamento approvato alla Camera in sede di conversione del decreto Milleproroghe ne consentirà l'utilizzo entro il 31 dicembre 2018.

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02831-esiti-incontro-oo-ss-miur

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-13/09/2018-06:00
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Esiti incontro OO.SS. Miur

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Le questioni poste: Bonus 2016/2017- Indennità Dsga – Sostituzione Dsga –
Co.Co.Co. stabilizzati – Card Docente
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Nel corso dell’incontro OO.SS. – MIUR sono stati affrontati le seguenti problematiche:
BONUS 2016/20 17 -  Il Direttore Generale delle Risorse (Dott.Greco) ha comunicato che alla fine di luglio il MEF ha convenuto sull'ammontare delle risorse da riassegnare alle scuole relativamente al bonus docenti 2016/2017 che non era stato pagato ai docenti entro la metà del dicembre scorso. Come noto, al termine dell'esercizio finanziario (normalmente a metà dicembre), le risorse presenti sui POS delle scuole vengono prelevati dal MEF per poi essere restituiti nel nuovo anno finanziario. In genere l'operazione comporta un'attesa di qualche mese. Stavolta, relativamente alle risorse complessivamente da riassegnare sui POS delle scuole per le giacenze del bonus 2016/2017, esisteva una discrepanza tra dati MIUR e dati MEF. Come detto, a luglio la questione si è finalmente risolta e la certificazione del decreto di riassegnazione sui POS è in fase di  conclusione. A breve, pertanto, le scuole riceveranno le somme spettanti.  Il bonus 2017/2018 (già comunicato alle scuole) verrà anch'esso erogato non appena perfezionato l'iter di certificazione del Decreto Ministeriale che ha recepito l'intesa del giugno scorso sui nuovi criteri di assegnazione delle risorse.
INDENNITA' DSGA - Il Direttore Generale delle risorse ci ha comunicato che il Gabinetto del MIUR interverrà presso il MEF per ottenere lo sblocco del pagamento delle indennità che i Dsga incaricati su scuola sottodimensionata non si vedono retribuire fin dall'a.s.2014/2015. L'impegno del MIUR è volto ad ottenere una soluzione del problema anche intervenendo con specifica norma in occasione della legge di Bilancio, se necessario.
SOSTITUZIONE DSGA -  Anche quest'anno è diffuso il caso di scuole prive di Dsga titolare: tanti sono i casi in cui ci viene segnalata l'indisponibilità del personale amministrativo titolare di seconda posizione economica a ricoprire il posto vacante. In molti casi, tale personale viene nominato d'ufficio ed in caso di rifiuto viene attivata la sospensione del pagamento della posizione economica. I contenziosi attivati dagli interessati negli anni passati hanno avuto sempre esito a favore del lavoratore.
CO.CO.CO STABILIZZATI -  Come noto il 1° settembre 2018 sono stati assunti a tempo indeterminato amministrativi e tecnici precedentemente titolari di  contratti CO.CO.CO. La legge di bilancio 2018 che ha previsto la procedura di assunzione in ruolo ha stanziato risorse superiori a quelle utilizzate  per la stabilizzazione con un part time al 50%. Tale personale chiede garanzie per il mantenimento della posizione retributiva in godimento fino al 31 agosto scorso che era superiore a quella corrispondente al part time al 50%. L'Amministrazione si è impegnata a non disperdere le economie (che la legge comunque vincola esclusivamente alla di stabilizzazione di questo personale) e sta valutando la possibilità di costituire disponibilità aggiuntive in organico per ampliare le ore si servizio oltre il 50%.
CARD DOCENTE – Le OO.SS. hanno chiesto al MIUR di riconoscere il diritto alla card anche al personale educativo, tenuto conto del contenzioso unitariamente proposto che ha determinato il pagamento della card per l'a.s.2015/2016. Per gli anni scolastici successivi il MIUR non ha invece proceduto a riconoscere la card.

L'Amministrazione ha risposto che avendo appellato la sentenza del TAR per il 2015/2016 e che il Consiglio di Stato ha fissato per il prossimo febbraio la relativa udienza, intende attendere l'esito del contenzioso. Le OO.SS. hanno chiesto di estendere la card anche ai docenti assunti dal concorso 2018 ed ammessi al 3° anno FIT. Tali colleghi, infatti, sono stati assunti con procedure analoghe all'immissione in ruolo da GaE e GM 2016 su posti di organico di diritto vacanti, sosterranno una formazione del tutto analoga a quella degli altri insegnanti a tempo indeterminato e lo stanziamento disponibile per la card 2018/2019 comprende anche i posti loro assegnati. L'Amministrazione ha risposto che non è possibile estendere la card agli assunti sul 3° anno FIT in quanto il D.L.vo 59/2017 prevede che agli stessi sia riconosciuto lo stato giuridico ed economico del personale supplente. Le OO.SS. hanno espresso il loro dissenso annunciando che nell'appuntamento della legge di Bilancio chiederanno a livello politico del MIUR di estendere il beneficio della card sia al personale educativo che ai docenti assunti da FIT.

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02832-rapprto-ocse

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-13/09/2018-06:00
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Rapporto Ocse: in Italia prof anziani e mal pagati

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I Neet sono il 24%, quasi il doppio degli altri Paesi dell'area Ocse
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L'Italia sulla scuola spende meno degli altri paesi industrializzati, ha il corpo docente più anziano e anche sottopagato, ha un'organizzazione e una pianificazione scolastica molto centralizzata.
È il ritratto dell'Italia che esce dalle statistiche del rapporto Ocse “Education at a Glance 2018” - Uno Sguardo all'Istruzione, che prende in esame i sistemi scolastici dei 36 Paesi Ocse e di alcuni Paesi partner.
La Penisola nel 2015 ha speso complessivamente per gli istituti di istruzione, dalla scuola primaria all'università, il 3,9% del Pil contro il 5% medio dei Paesi industrializzati e il 4,6% della Ue 23. Oltretutto, il divario di spesa aumenta con i livelli di istruzione: la spesa è stata l'equivalente di 8.426 dollari per studente del ciclo primario (il 99% della media Ocse), di 9.079 dollari per il ciclo secondario e di soli 7.352 dollari per l'università, pari solo al 73% della media Ocse o al 67% se si escludono le spese in ricerca e sviluppo.
L'Italia - fa notare inoltre il Rapporto - è il Paese Ocse con il corpo docente più anziano: nel 2016 il 58% degli insegnanti nell'istruzione primaria e secondaria aveva almeno 50 anni. Nel 2016 gli stipendi degli insegnanti corrispondevano al 93% del loro valore rispetto al 2005. Gli stipendi erano anche inferiori alla media dei Paesi industrializzati e variavano tra 1'89% (scuola secondaria superiore) e il 94% (scuola pre-primaria) della media Ocse.

Il Rapporto Ocse rileva che in Italia i Neet sono il 24%, quasi il doppio degli altri Paesi dell'area Ocse. Prendendo in considerazione la fascia di età compresa tra i 20 e i 24 anni la percentuale arrivava al 30% rispetto alla media del 16%, raggiungendo un picco del 34% nella fascia di età tra i 25 e i 29 anni: quinta percentuale tra i Paesi dell'area.
I Neet sono le persone inattive (15 e i 29 anni), che non hanno un impiego, non seguono percorsi di istruzione e, a differenza dei disoccupati, non sono alla ricerca di un lavoro. Nelle diverse regioni italiane si osserva una grande differenza nella quota, che varia dal 12% al 38%: é pari al 15% nel Nord Ovest, al 18% nel Nord Est al 19% nel Centro, al 31% nel Sud e al 32% nelle isole.

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02810-contatti-a-t-d-

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-12/09/2018-06:00
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Contratti a t.d., intervento delle OO.SS. Scuola

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I segretari di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola scrivono al Direttore Generale
del Personale del MIUR

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I segretari generali delle OO.SS. Scuola Francesco Sinopoli (Flc Cgil), Maddalena Gissi (Cisl Scuola) e Giuseppe Turi (Uil Scuola) ha inviato una lettera al Direttore Generale del Personale,  dott.ssa Maria Maddalena Novelli, presso il MIUR invocando l’applicazione corretta e uniforme della clausola risolutiva dei contratti a tempo determinato a seguito di approvazione di nuova graduatoria (Art 41 CCNL Istruzione e Ricerca).
Le OO.SS. Scuola osservano che, “in caso di conferimento di supplenza in attesa di graduatoria definitiva, vengono applicate modalità differenti da territorio a territorio circa l’apposizione del termine di scadenza dei contratti a tempo determinato, in molti casi disattendendo quanto espressamente indicato dall’art 41 del CCNL richiamato in oggetto”.
In forza di quanto sopra, le OO.SS. chiedono con urgenza l’emanazione di una nota di chiarimento e precisazione, , da parte del MIUR, anche al fine di evitare eventuali disfunzioni e l’attivazione di probabile contenzioso.

Inoltre, essendo la materia oggetto di relazioni sindacali, i segretari generali chiedono un’informativa sul merito con particolare riguardo alle graduatorie da utilizzare.
PER LEGGERE LA NOTA:  2018-09-12-nota-oo-ss

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02811-scuola-ospedale-istruzione-domiciliare

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-12/09/2018-06:00
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Scuola in Ospedale e Istruzione Domiciliare

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Scadenza bando: 20 settembre 2018, ore 12:00

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Il MIUR con Avviso n. 1599/2018 ha emanato un bando finalizzato a garantire la diffusione e la qualità degli interventi educativi e di istruzione destinati alle bambine e ai bambini, alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti ricoverati in ospedale (SIO) e/o per i quali sia stato attivato il servizio di istruzione domiciliare (ID).
A tal fine è stato previsto il potenziamento delle azioni di supporto, sviluppo e coordinamento nazionale, incluso il funzionamento del portale nazionale per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare anche mediante la documentazione, la condivisione e la diffusione di metodologie, buone prassi, materiale informativo e formativo, nonché l’utilizzo di un registro elettronico nazionale per i docenti impegnati nella SIO e ID.

Tramite il bando, il MIUR vuole individuare una scuola polo nazionale che si occupi della realizzazione e gestione di tale portale, per la cui realizzazione è stato stanziato un finanziamento complessivo di euro 300.000,00 a valere sui fondi ex lege 440/1992.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate al Ministero esclusivamente attraverso il portale www.monitor440scuola.it entro e non oltre le ore 12:00 del 20 settembre 2018.
Decorso tale termine, il sistema non consentirà l’invio della candidatura.

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02812-concorsi

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-12/09/2018-06:00
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Concorsi, oltre 2.600 opportunità

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Marina, Aeronautica, Enti e Atenei
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Concorsi, oltre 2.600 opportunità per i giovani: dalla Marina all'Aeronautica fino a enti e atenei. Entro la fine dell'anno parte una serie di concorsi pubblici, per posizioni nazionali o locali, che riservano qualche migliaia di occasioni, soprattutto per i giovani. E' l'area della Difesa che, in questa fase, offre il numero più elevato di posti. La Marina Militare, in due tranche di immissioni successive, recluta 2.225 nuovi ragazzi nel ruolo di Vfpi (Volontari in ferma prefissata annuale). I giovani possono scegliere tra il corpo delle Capitanerie di porto (1.000 posti) e quello degli Equipaggi militari marittimi (1.225 così distribuiti: 1.005 per il settore navale, 120 per gli anfibi, 40 per gli incursori e 20 ciascuno per palombari, sommergibilisti e aeromobili). Il servizio prestato in qualità di Vfpi permette di partecipare alle selezioni per ulteriori due rafferme, ciascuna della durata di un anno e costituirà titolo di merito in altri concorsi della Forza Armata. Le domande di partecipazione al primo blocco vanno presentate entro il 27 settembre 2018, mentre quelle per il secondo dal 7 gennaio al 5 febbraio 2019.
La Marina Militare, inoltre, recluta 2.225 ragazzi nel ruolo di Volontari in ferma prefissata annuale. I giovani possono scegliere tra il corpo delle Capitanerie di porto e quello degli Equipaggi militari marittimi. Il servizio prestato permette di partecipare alle selezioni per ulteriori due rafferme.
Candidature: concorsi, difesa.it/mm/vfpi/2019/Pagine/ home.aspx. L’Aeronautica Militare mette a concorso 40 posti di Allievo ufficiale pilota. Nel dettaglio ci sono 10 posti con obbligo di ferma di 12 anni (ammessi i giovani di età compresa tra i 17 e i 23 anni) e 30 posti di ausiliari del ruolo normale e del ruolo speciale (dai 17 ai 38 anni). Il titolo di studio richiesto è il diploma o la laurea, a seconda del tipo di corso e ruolo scelto.
Le candidature vanno inviate entro il primo ottobre a: concorsi, difesa.it/am/aufp/2018/Pagine/ home.aspx.
Un'altra occasione per diplomati e laureati è quella offerta da Eav-Ente autonomo Volturno, la Sri di Napoli che ha come unico socio la Regione Campania e che esercita il servizio ferroviario e funiviario regionale. Eav lancia un concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di 320 diplomati (operatori di esercizio, meccanici, elettrotecnici, elettronici, manutentori, operatori di manovra e di stazione, macchinisti e capitreno) e 30 laureati (ingegneri meccanici, elettrici, elettronici, civili, gestionali e informatici, geologi, giuristi, economi). I requisiti generali riguardano l'essere cittadini italiani (o della Ue) e l'aver compiuto 18 anni.
Candidature entro il 7 ottobre (ore 12.00) su eausri.it/web/selezione-di 320-diplomati-e-30-laureati . L'Università di Padova ha infine bandito tre concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato per le aree amministrativa e tecnica.
La scadenza per la presentazione delle domande è il 27 settembre al link unipd.it/selezioni-pubbliche-personale-tecnico.

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02813-vincoli-tria

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-12/09/2018-06:00
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I vincoli di Tria 300 euro al mese per 4 milioni

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Svanisce il sogno: solo un mini-reddito di cittadinanza
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Alla resa dei conti il ministro Tria ha ridimensionato l’annuncio di 780 euro al mese, tagliando ben 12 milioni al reddito di cittadinanza, per portarlo a 300 euro al mese per 4 milioni: insomma un mini-reddito di cittadinanza (sic!) mentre i Cinque Stelle continuano a parlare di 780 euro per tutti e di un intervento che investirà 8 milioni di cittadini in povertà.
Per avere il reddito di cittadinanza un single dovrà dimostrare, denuncia dei redditi alla mano, che non arriva ai 780 euro netti al mese, dunque 9.360 euro netti annuali. Una famiglia di 4 persone invece dovrà dimostrare di non arrivare a 19.656 euro l'anno. Una platea con questi criteri arriva a circa 8 milioni di persone, di conseguenza entro queste soglie di povertà relativa si trovano anche operai a basso reddito, famiglie di lavoratori o pensionati con molti componenti: dentro ci sono anche i disoccupati cronici o con sussidi esauriti, che sarebbero tuttavia l'unica platea cui verrebbe chiesto in cambio del sussidio l'impegno ad cercare ed accettare un nuovo lavoro.
La seconda ipotesi, che fa scendere la spesa ad un livello più basso anche se ancora non sostenibile di 10 miliardi, prevede di restringere la platea solo alla povertà assoluta. In questo caso si scende a 5 milioni di individui: per accedere bisogna stare sotto i 6.760-9.912 euro di reddito netto annuale (la forchetta è dovuta al fatto che 1’Istat calcola puntualmente zona per zona il livello di povertà assoluta). Anche in questo caso, chi è sotto prende la differenza fino a raggiungere gli ormai famosi 780 euro.
Ma si lavora anche al reddito di inclusione che presenta differenze sostanziali: la cifra ha base fissa e varia solo con il numero dei componenti del nucleo, circa 300 euro in media, la platea è ridotta a chi ha meno di 2.250 euro all'anno netti per un single.

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02814-aiuti-universita-master

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-12/09/2018-06:00
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Aiuti per università e master

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Più di 1.200 borse di studio
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L'Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) per l'anno 2018/2019 ha bandito 834 borse di studio da 10mila euro ciascuna per la partecipazione a master universitari in università e istituti italiani (su inps.ft il bando integrale e l'allegato dei master che beneficiano delle agevolazioni).
L'università Bocconi ha ottenuto una decina di queste borse, per 100 mila euro, per tre master di I livello. Vale a dire per il master in organizzazione e personale, il master in economia del turismo e il master in economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture.
L'università Luiss di Roma quest'anno ha bandito oltre 500 borse di studio (beneficerà tra l'altro di oltre 80 borse Inps per diversi corsi). A queste si aggiungono un centinaio di iniziative a sostegno del merito, tra cui le borse LUISSMatics e Zacconi scholarships (finanziata da Riccardo Zacconi, fondatore di King.com) messe in palio per il nuovo corso di laurea triennale in management and computer science con focus sulle ragazze.
C'è poi il percorso di formazione e inserimento professionale di giovani meritevoli «Coltiva un talento» in collaborazione con aziende leader nel settore. Disponibili inoltre 40 borse di studio per studenti atleti per affiancare alla carriera sportiva la preparazione accademica.
Da citare poi l'International training program (Itp), un percorso didattico che integra la formazione accademica con l'esperienza aziendale, nel corso di laurea magistrale in management. Numerosi anche i contributi di cui beneficia l'Università Cattolica del Sacro Cuore dove entro il 5 ottobre ci si può iscrivere al master in book telling: comunicare e vendere contenuti editoriali per cui sono disponibili diverse borse a copertura parziale.
Diverse le borse assegnate all'università di Reggio Calabria (48). Al Politecnico di Milano che con il Milan fashion institute beneficia di 9 borse, bisogna inoltre segnalare il master in collaborazione con Eni, che prevede per i partecipanti un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca per tutta la durata del master. In più la tassa di immatricolazione è versata direttamente da Eni al Politecnico (masterenergyinnouation.poiimut). I posti disponibili sono 25 (scadenza delle iscrizioni il 1° ottobre).

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02800-pronti-150-milioni

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-11/09/2018-06:00
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Pronti 150 milioni per i prof

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La grana dell’inglese all’attenzione del MIUR
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La grana "inglese tra i banchi" è ampiamente nota a viale Trastevere al punto che stanno pensando di correre ai ripari utilizzando il Pon Istruzione per una formazione ad hoc dei docenti di lingue. A disposizione ci sarebbe una parte dei 150 milioni della programmazione in corso destinati ai percorsi formativi degli insegnanti e che verrebbero erogati con un bando in corso di definizione.
Dopo tutto la Buona Scuola ha reso obbligatoria la formazione in servizio dei prof, indicando le competenze di lingua straniera (I e II grado) e la metodologia Clil tra le nove priorità per la formazione. Al momento per poter insegnare una disciplina non linguistica in un idioma diverso dall'italiano gli insegnanti devono avere una conoscenza certificata di livello C della lingua e aver seguito un corso universitario di specializzazione dal valore di 20 crediti formativi.
Negli ultimi 5 anni sono stati 2.000 i docenti che si sono formati in inglese, francese, tedesco e spagnolo nei licei o negli istituti tecnici e 4.000 quelli che hanno frequentato corsi universitari di perfezionamento al Clil. Una platea che il Miur adesso vuole incrementare grazie alle risorse del Pon.

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02801-via-anno-scolastico

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-11/09/2018-06:00
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Via all'anno scolastico, ma al Sud calano gli studenti

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-12.487 in Sicilia, -15.534 studenti in Campania, -11.977 in Puglia
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Avviato quasi ovunque l’anno scolastico con oltre 8,6 milioni gli studenti delle scuole statali e paritarie, ma il numero totale di alunni è in leggero calo. Tra le quattro Regioni con il decremento più consistente, le prime tre sono del Sud: -15.534 studenti in Campania, -12.487 in Sicilia, -11.977 in Puglia, -5.972 in Piemonte.
Sempre nella scuola statale, sono 245.723 le alunne e gli alunni con disabilità, un anno fa erano 234.658. I posti del personale docente sono 822.723, di cui 141.412 di sostegno.
Sulla base di questi dati, per i sindacati c'è il rischio che delle 57.000 assunzioni programmate dal MIUR se ne faranno al massimo 37.000.

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02802-rivoluzione-laziale-certificati-medici

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-11/09/2018-06:00
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Rivoluzione laziale sui certificati medici

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La Regione vara nuove regole sulle assenze degli alunni e la Sicilia?
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Nel Lazio –come riporta il quotidiano Roma, non sarà più obbligatorio portare il certificato medico quando il bambino torna a scuola dopo un periodo di malattia. La svolta è stata decisa dalla giunta Zingaretti nella nuova legge sulle semplificazioni (chiamata anche "collegato") arrivata in Consiglio regionale per l'approvazione, su proposta dall'assessore al Bilancio.
All'interno ci sono vari articoli su diversi settori (è una sorta di Milleproroghe della Regione Lazio) ma ciò che interessa davvero le famiglie dei 733mila studenti del Lazio è il superamento dell'obbligo del certificato che fino ad oggi veniva richiesto per il rientro a scuola dopo cinque giorni di assenza.
Abolendo il certificato di riammissione a scuola, un'esigenza già espressa da numerosi regioni, si evita un inutile aggravio, anche economico, alle famiglie e alle amministrazioni (…).
Nel Nord, per esempio, vi sono alcune regioni che hanno preceduto il Lazio in questa riforma: Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Liguria, Piemonte ed Emilia-Romagna, oltre alle province di Trento e di Bolzano.
Inoltre i medici hanno spiegato che di fatto le malattie sono contagiose nel periodo dell'incubazione, ma non nella fase di convalescenza e c'è anche una sentenza del Consiglio di Stato (n° 1276 del 14/03/2014) che sostiene questa linea in un pronunciamento che ha riguardato la Regione Liguria: «È da ritenersi legittima l'abolizione dei certificati di riammissione a scuola, dopo i cinque giorni d'assenza».
La scelta della Regione Lazio e delle altre sopra citate, oltre ad essere coperta da fonte legislativa, si palesa, altresì, perfettamente in linea con le osservazioni del Gruppo di lavoro ministeriale, nel cui ambito è emersa la scarsa utilità delle predette certificazioni, sull'assunto che le malattie infettive sono spesso contagiose in fase di incubazione, ma raramente quando il soggetto è convalescente.
La legge regionale del Lazio, esclude l'obbligatorietà della certificazione medica a scuola, con una sola eccezione, quando sia richiesta «da misure di profilassi previste a livello nazionale e internazionale per esigenze di sanità pubblica».
In sintesi: quando sarà approvata la legge (già da quest'anno scolastico) il certificato medico dopo un'assenza da scuola di più di cinque giorni non sarà più necessario, mentre ovviamente resta obbligatoria la certificazione per le dieci vaccinazioni previste dalla legge Lorenzin, con la precisazione che fino a quando in Parlamento non sarà completato il percorso di approvazione del Milleproroghe, l'autocertificazione non sarà valida perché già scaduta a luglio.
Ovviamente inutile sperare in questo cambiamento in Sicilia, nonostante l'assessore all'istruzione e alla formazione professionale (che a quanto pare sembra essere il suo unico impegno, come gli altri, dopo tutto!) sia un medico.

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02803-reddito-cittadinanza

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-11/09/2018-06:00
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Reddito di cittadinanza, spunta il rinvio a metà 2019

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I paletti di Tria, le fughe in avanti di Salvini e Di Maio, il monito della Fornero
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Il reddito di cittadinanza è pronto per essere rinviato a metà 2019 almeno secondo Tria, che afferma: «E' inutile cercare 2-3 miliardi di deficit se ne perdiamo 3-4 dal lato dei tassi di interesse». Lo ha detto chiaro e tondo a Cernobbio, nella speranza di convincere Lega e 5 Stelle che cercare le prova di forza con Bruxelles reclamando una flessibilità eccessiva, ben oltre il 2%, esporrebbe l'Italia al rischio speculazione. Una strada pericolosa pagata con l'aggravamento della spesa per interessi.
Insomma i 30 miliardi (di cui 12,5 solo scongiurare l'aumento dell'Iva) necessari per fare la Manovra vanno trovati dentro le pieghe del bilancio ma non bisogna illudersi che i soldi possano saltare fuori in "deficit spending". Bisogna stare dentro il recinto del 2% garantendo ai partner europei un percorso di riforme e di rientro graduale e certo del debito pubblico.
Tria è convinto che questa strategia basterà, perché si è fatto l'idea che fra qualche giorno ci saranno sorprese positive sul fronte della crescita; le stime sull'economia, in rallentamento negli ultimi mesi tanto da proiettare il Pil addirittura sotto 1'1%, sono attese per il 20 settembre dell'Istat e si spera in buone notizie. Questo, ovviamente, aprirebbe la strada a maggiori risorse finanziarie. Entro il 27 settembre il Governo dovrà spedire a Bruxelles la nota di aggiornamento del Def che conterrà i numeri della legge di Bilancio, la cui discussione entrerà nel vivo a ottobre.
Una cosa è certa, ribadiscono ad una voce fonti pentaleghiste, le tre riforme cardine del contratto di governo gialloverde partiranno tutte insieme nel 2019: per Flat tax, reddito di cittadinanza e riforma del sistema Fornero i margini di bilancio ci sono e saranno i pilastri della manovra.
Proprio sulla Fornero, l’ex ministra firmataria della legge dà qualche suggerimento al leader leghista. «È tempo – dice la Fornero - che si renda conto dei rischi di una contro-riforma perentoria, incurante delle conseguenze di medio termine. Comprendo che oggi il tempo che dovrebbe dedicare alla riflessione, alla ricerca di coerenza è divorato dall'ansia di essere al centro dell'attenzione per accumulare consensi nel breve, anzi brevissimo, termine. Così come so bene che le contro-riforme pensionistiche (come l'abolizione dello «scalone Maroni» nel 2007) piacciono agli elettori, anche quando quelle misure, che quasi sempre entrano subito in vigore, finiranno per gravare sui loro figli. Proprio per questo, in tempi normali, le riforme vengono varate, ma per l'entrata in vigore sono previsti tempi lunghissimi. La riforma Dini del 1995 consentiva pensioni adeguate, età di pensionamento flessibile e sostenibilità finanziaria ma venne introdotta con lentezza esasperante (30-40 anni per l'applicazione piena) perché la maggioranza di allora potesse rassicurare gli elettori che per le loro pensioni quasi nulla sarebbe cambiato. Questo gradualismo esasperato scaricò quasi interamente sui giovani l'onere dell'aggiustamento. I giovani, d'altronde, sono una minoranza in una società che invecchia e si può sempre far loro credere che basti anticipare la pensione degli anziani per assicurare loro il lavoro».
«A Salvini vorrei ricordare che il sistema di welfare è basato su alcuni principi fondamentali, che travalicano gli slogan delle campagne elettorali. Questi principi riguardano la copertura di rischi come la misura, e la discontinuità del reddito da lavoro e la possibilità di non accumulare un risparmio adeguato per un'età anziana che si allunga sempre più. L'adeguatezza della pensione dipende da tutti questi elementi di rischio e chi ha responsabilità di governo dovrebbe intervenire su tutti. Non basta riproporre una qualche variante del “diritto acquisito”, meno che mai quando si pretende con forza di volere abolire i privilegi. Senza adeguata crescita economica, senza buona occupazione e buone retribuzioni, i diritti acquisiti da alcune categorie o classi di età si traducono in diritti negati ad altre. Così , “quota 100” o, più ancora, “41 anni di anzianità senza se e senza ma” non ci proiettano nel futuro, ma rappresentano soltanto la variante grillo-leghista dei diritti acquisiti: un ritorno al passato, quando la demografia e l'economia sembravano consentirli. A Salvini consiglierei poi di considerare il sistema di welfare nella sua interezza, liberandosi dall'ossessione di guardare quasi soltanto alla parte pensionistica. Il welfare deve aiutare tutti gli individui a far fronte ai rischi nel modo più completo ed efficiente possibile. Questo richiede interventi che, ancora prima delle pensioni, riguardano l'istruzione e la formazione, per migliorare le chance di lavoro; l'assicurazione contro la disoccupazione, per fare in modo che i periodi di inattività siano brevi e coperti da versamenti contributivi a carico della collettività; i servizi per conciliare lavoro e famiglia per donne e uomini (asili nido, scuole materne, congedi parentali). Tutto ciò va fatto con un mix di coercizione (l'obbligo dell'assicurazione) e di incentivi a fare scelte corrette. Nessuno, ad esempio, deve avere convenienza a andare m pensione a un'età troppo giovane, perché la flessibilità pensionistica è buona solo se pagata da chi ne beneficia (imprese e lavoratori) e non dai contribuenti. Se le baby pensioni sono un caso aberrante, anche le pensioni di anzianità (che qualcuno vorrebbe ripristinare sotto altro nome) sono scelte sbagliate che portano a pensioni prima o poi insufficienti e quindi a una maggiore spesa pubblica assistenziale futura. Pubblico e privato. A Salvini vorrei ricordare che neppure nel campo del welfare lo Stato può fare tutto da solo, ma va realizzata una buona integrazione con il privato: fondi pensione, assicurazioni e incoraggiamento, anche fiscale, del welfare aziendale, che favorisce lavoro e parità alle donne, rendendole meno dipendenti dal compagno o da una qualche pseudo generosità pubblica; che l'invecchiamento comporta cure di lungo termine, oggi ancora sostanzialmente affidate alle «badanti» straniere, spesso giunte irregolarmente in Italia e solo in seguito regolarizzate. Vorrei infine ricordargli che la riforma delle pensioni che porta il mio nome è stata un modo per riequilibrare i rapporti economici tra generazioni, favorendo quelle giovani, danneggiate dalla precarietà, dalla Grande Recessione e dalla miopia politica; che nessuna riforma nasce perfetta e miglioramenti sono possibili e necessari nel tempo. L'Ape sociale e quella volontaria, introdotte dal governo precedente, vanno nella giusta direzione e negarlo risponde solo a ragioni di polemica, mentre innestare la retromarcia non riduce i rischi, ne i privilegi, ma li aumenta. Gli direi tutto questo e di più, ma saprebbe ascoltare?»

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02804-premier-bacchetta-salvini

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-11/09/2018-06:00
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Il Premier bacchetta Salvini

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Conte: “Ci si difende nel processo, non dal processo”
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Il premier Giuseppe Conte prende le distanze da Matteo Salvini e lo ammonisce che ci si difende nel processo e non dal processo” e stavolta Salvini non ha proprio niente da dire al suo presidente del Consiglio, come ha fatto contro Di Maio smentendo ogni interferenza e/o pressione e/o telefonata notturna per farlo recedere mentre i Cinque Stelle confermano che il colloquio c'è stato, anche se il ministro dell'Interno non può ammetterlo per non incrinare la sua immagine di leader al galoppo in tutte le piazze (la campagna elettorale non è ancora finita!) che fa il paio, da qualche tempo a questa parte, con quella dell’altro vicepremier che passa da una fiera ad una ribalta televisiva.
Sotto la cenere, la brace è incandescente per il leghista stretto com'è tra il Tribunale del riesame che ha aperto la caccia ai finanziamenti spariti e l'avviso di garanzia per il sequestro dei migranti sulla nave Diciotti.
Vero è che il leader del Carroccio ostenta una serafica tranquillità apparente, e avverte che lui non abbocca alle provocazioni, perché il suo partner pentastellato è  soffocato tra Fico e Di Battista, mentre lui non ha nessuno contro. Anche perché l’ex cavaliere Berlusconi in conto più niente., Tajani parla e basta e la Meloni si guarda bene dal dargli torto!

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02780-quanto-guadagna-un-ds

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-10/09/2018-06:00
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Quanto guadagna un Dirigente scolastico?

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Giovedì 13 settembre incontro sul contratto
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Le OO.SS. Scuola sono state convocate all’Aran per giovedì 13 settembre p.v., alle ore 10:00 per riprendere la trattativa sul contratto dei Ds e altre tematiche, ma spicca quello degli aumenti stipendiali, relativamente ai quali sono state già stanziate apposite risorse nella legge di Bilancio (n. 205/2017): 7 milioni di euro per il 2018, 41 mln di euro per il 2019, 96 a regime dal 2020.
L’aumento, che riguarderà circa 8mila dirigenti scolastici, sarà a pioggia, dato che ad essere interessata è la retribuzione di posizione parte fissa.
In proposito Simone Micocci su Money.it ( Simone_ Micocci_www.money.it – 5 settembre 2018 – 15:33 ) ha pubblicato sulla testata citata un interessante articolo su quanto guadagna e quanto guadagnerà il Ds a contratto concluso.
Scrive Micocci: Secondo le indiscrezioni dopo il rinnovo del contratto un Dirigente Scolastico beneficerà di un 
aumento di circa 400€; siamo molto lontani quindi dagli aumenti stipendiali concessi ai docenti e al resto del personale impiegato nelle scuole, i quali con il CCNL Scuola 2016-2018 si sono dovuti accontentare di circa 85 € (medi e lordi).
La differenza sta tutta nel ruolo da loro ricoperto: il Dirigente scolastico fa parte a tutti gli effetti dell’
area dirigenziale della Pubblica Amministrazione e per questo la retribuzione è commisurata a quella degli altri ruoli analoghi. Anzi, ad oggi lo stipendio di un Dirigente Scolastico è più basso rispetto a quello degli altri dirigenti statali.
Quanto al guadagno del Ds bisogna sapere che lo stipendio dei Dirigenti Scolastici si suddivide in due parti, una 
fissa e una variabile. Quella fissa è il risultato della somma di varie voci, quali:
* stipendio tabellare: 3.331,61 euro mensili;
* retribuzione di posizione (quota fissa): 273,59 euro mensili;
* indennità di vacanza contrattuale: 24,99 euro mensili.
Solo di retribuzione fissa, quindi, un Dirigente scolastico al mese guadagna 
3.630 euro lordi. Bisogna ricordate poi di come la Legge 107/2015 abbia riconosciuto loro un assegno una tantum (per il solo 2017) del valore di 3.000 euro
C’è poi la 
retribuzione variabile che si divide in due voci:
* retribuzione variabile di posizione;
* retribuzione di risultato: non viene pagata mensilmente ma in un’unica soluzione annua.
Gli importi di queste due voci variano a seconda della Regione in cui si è impiegati. 
Per questo motivo lo stipendio di un Dirigente scolastico non è fisso ma varia a seconda della zona in cui si ricopre l’organico. 
Rispetto ai dati conosciuti e in nostro possesso si passa da:

 

PRIMA FASCIA

SECONDA FASCIA

TERZA FASCIA

QUARTA FASCIA

ABRUZZO

62.362,28

58.785,96

55.209,62

********

BASILICATA

64.349,87

60.321,27

56.292,67

********

CALABRIA

65.185,26

60.422,03

56.150,49

51.878,95

CAMPANIA

59.088,83

57.613,02

54.549,74

50.449,22

EMILIA ROMAGNA

63.422,01

60.862,15

58.302,50

55.742,87

FRIULI V.G.

62.464,20

59.349,87

56.235,55

53.121,17

LAZIO

61.102,41

58.658,54

56.214,67

53.770,80

LIGURIA

63.460,54

58.808,07

54.155,60

********

LOMBARDIA

63.406,37

60.799,13

58.191,49

55.584,05

MARCHE

59.282,81

58.298,41

56.083,51

********

MOLISE

58.819,68

56.515,23

54.956,61

********

PIEMONTE

63.325,51

58.962,63

55.995,87

53.378,15

PUGLIA

60.334,62

59.214,46

58.094,28

54.173,68

SARDEGNA

59.946,23

58.547,62

57.615,22

56.216,61

SICILIA

62.079,26

59.681,37

57.283,47

54.885,57

TOSCANA

62.935,30

58.277,38

53.619,45

********

UMBRIA

62.022,57

58.996,57

52.944,57

********

VENETO

60.953,90

58.468,90

55.983,90

********

Questi gli stipendi lordi dei Dirigenti Scolastici; ma le retribuzioni dal prossimo anno saranno ben più alte grazie alle risorse stanziate nella manovra finanziaria.
Con le trattative prossime tra l’Aran e le varie sigle sindacali per quel che riguarda il rinnovo del contratto dei Ds, il tema di maggiore interesse sarà quello degli aumenti stipendiali e soprattutto come distribuire le risorse apposite già stanziate con la Legge di Bilancio 2018, ovvero 7 milioni di euro per l’anno in corso più altri 41 milioni per il 2019, per arrivare nel 2020 ad una spesa complessiva di 91 milioni di euro.
Poiché ad essere interessata dall’incremento stipendiale sarà la quota fissa della retribuzione di posizione; a differenza di quanto successo per insegnanti e ATA, l’aumento sarà a pioggia.
Al momento si parla di un incremento di 400 € lordi, m qualcuna azzarda cifre ben più modeste, pari a circa 290 € lordi, e quindi al netto circa 160 €, continuando ad essere tra i meno pagati tra i dirigenti della Pubblica Amministrazione.

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02781-mense-sgarrupate

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-10/09/2018-06:00
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Le mense sgarrupate

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Save the Childen: "Il 49% degli alunni tra 6 e 14 anni non ha accesso al servizio"
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L'ultimo rapporto di Save the Children sulle mense scolastiche dice che il 49% degli alunni italiani tra i 6 e i 14 anni non ha accesso al servizio, uno su due: il numero fa impressione ed è in peggioramento. 
Le cause sono tante: la mancanza di scuole con la mensa, al Sud in maniera grave; le alte rette annuali (tre milioni e 356 mila bambini vivono in condizioni di povertà assoluta o relativa, in questo Paese); alcune famiglie scelgono di non mandare l'adolescente in mensa o perché vivono vicino alla scuola, oppure perché non si fidano della qualità del cibo.
In alcune aree meridionali praticamente non esiste, ma lo stesso MIUR "ancora non conosce i numeri esatti" mentre la forbice tra Nord e Sud si distanzia sempre più. Sono sette le regioni meridionali e insulari che registrano il numero più alto di alunni senza refezione scolastica: Sicilia (81,05%), Molise (80,29%), Puglia (74,11%), Campania (66,64%), Calabria (63,78%), Abruzzo (60,81%) e Sardegna (51,96%).

Ad oggi la mensa è ancora considerata un servizio a domanda individuale, legato alle esigenze di bilancio dei singoli comuni, e non è riconosciuta come un servizio pubblico essenziale. Delle nove regioni in cui oltre metà dei bambini non accede al servizio, cinque registrano le percentuali più elevate di classi senza tempo pieno. Sono la Sardegna (con un abbandono del 21,2%), poi Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

 

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02782-vaccinistory

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-10/09/2018-06:00
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Vaccinistory

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Emendamento presentato alla Camera che riguarda il personale della scuola
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Ennesima puntata sulla storia dei vaccini, dopo il ritorno alla pienezza della legge Lorenzin, la riaffermata vigenza della circolare Grillo-Bussetti, arriva adesso un altro emendamento al Milleproroghe, presentato alla Camera ma non ancora approvato, che riguarda i docenti, secondo il quale anche questi ultimi, insieme al personale ATA e dirigente scolastico, dovrebbero vaccinarsi per morbillo, rosolia, varicella, oltre all’esavalente.
In caso di specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale, è possibile differire le vaccinazioni.
Sono, invece, esonerati dall’obbligo coloro che si sono immunizzati naturalmente (a tal fine, è necessaria una dichiarazione del medico curante o un esame sierologico) e coloro che si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale.
Per memoria r
icordiamo che i docenti e tutto il personale scolastico, in base alla legge n. 119/2017 - articolo 3 - comma 3/bis, hanno già presentato una dichiarazione comprovante la propria situazione vaccinale.  La dichiarazione suddetta è stata presentata entro il 16 novembre 2017.

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02783-anno-piu-lungo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-10/09/2018-06:00
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L’anno più lungo

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Con 200 giorni di lezione l’anno scolastico italiano è tra i più lunghi in Ue
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Il Rapporto Eurydice che ha messo a confronto i calendari scolastici ci dice che in Europa l’anno scolastico dura in media tra i 170 e 190 giorni, ma l'Italia, insieme con la Danimarca, segna il record dei 200 giorni di lezione ed anche più in alcune regioni.
In Danimarca e Finlandia si torna prima sui banchi, tra il 9 e il 14 agosto; caso particolare quello della Germania, dove l’anno scolastico inizia ufficialmente il 1° agosto, ma in realtà – spiega Eurydice – nei diversi Länder la campanella suona tra il 6 agosto e l’11 settembre. C’è poi un gruppo di 19 Stati in cui si parte il 3 settembre, mentre l’Italia rientra fra quei Paesi dove le lezioni iniziano intorno alla metà di settembre. Gli ultimi a tornare sui libri, alla fine di settembre, sono infine gli studenti di Malta.
La durata dell’anno scolastico varia da un massimo di 200 giorni ed oltre in alcune regioni d’Italia e Danimarca a un minimo di 156 in Albania. Nella metà dei Paesi si sta tra i banchi per un periodo variabile tra i 170 e 180 giorni, mentre in 17 stati tra i 181 e i 190 giorni. In generale, dice il Rapporto, i giorni di lezione sono gli stessi per la scuola primaria e secondaria, ma in certi casi – per esempio in Francia, Grecia e Serbia – alle medie e al liceo l’anno scolastico dura di più. Vacanze di Natale uguali per tutti
La diversa durata dell’anno scolastico nei paesi Ue dipende ovviamente anche dalle vacanze, che non hanno la stessa durata ovunque, oltre alle ferie estive: le scuole europee si fermano in autunno, a Natale, per Carnevale e per le vacanze di primavera (Pasqua). Pause organizzate con modalità diverse da paese a paese, fatta eccezione per quella natalizia che, invece, è uguale per tutti.

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02784-scuola-colabrodo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-10/09/2018-06:00
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La scuola colabrodo

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Dossier TuttoscuolA.com
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Il dossier della testata TuttoscuolA.com “La scuola colabrodo” pubblicato dalla testata on line e rilanciato dal settimanale L’Espresso (n. 37 del 9 settembre 2018) deve fare riflettere non solo il mondo della scuola, ma anche i politici al governo del Paese.
Un dato stimato fra tutti per riflettere: dei 590.000 ragazzi che stanno iniziando le scuole superiori, 130.000 non arriveranno al diploma! Il tasso attuale di dispersione dal 1° al 5° anno delle superiori va dal 16,1% dell’Umbria al 33,0% della Sardegna, con una media nazionale di dispersi pari al 24,7%. Di essi il maggior numero si registra negli istituti tecnici (57.133) e gli istituti professionali (44.951), seguono lo scientifico (24.628), il linguistico (8.907), scienze umane (7.072), classico (5.884), artistico (5.233) e musicale e coreutico con 361 alunni.
Per ogni allievo lo Stato spende 7.000 euro l’anno; negli ultimi 23 anni sono stati persi più di 55 miliardi e crescono cervelli in fuga: nel 2016, 114.000 con un spesa pubblica pari a 9.000 euro (diploma), 159.000 (laurea triennale), 170.000 (laurea magistrale), 228.000 dottorato di ricerca.
Il dossier integrale si può scaricare dal portale www.tuttoscuola.com
L’articolo integrale de L’Espresso è pubblico sul settimanale n. 37 del 9 settembre 2018
I
grafici riprodotti sono stati estrapolati dal settimanale predetto (Fonte: Tuttoscuola – www.tuttoscuola.com ).

 

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02785-numero-chiuso-universita

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-10/09/2018-06:00
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Numero chiuso all'Università, la Francia ora vuole cambiare

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La Francia ora vuole cambiare, e lo farà; l’Italia, al contrario, guarda e resta al palo!
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Mentre il governo italiano invoca il «modello francese» il c.d. «numerus clausus» per superare l'attuale sistema dei test di accesso alle Facoltà di Medicina, a Parigi hanno iniziato a girare voci sull'intenzione di Emmanuel Macron di mettere fine al sistema, da tanti giudicato disumano (passa in media il 15%) e inefficace (nel Paese c'è ormai penuria di medici).
L'annuncio potrebbe arrivare il prossimo 18 settembre, quando il governo guidato da Edouard Philippe dovrebbe presentare una profonda riforma del sistema ospedaliera e della sanità pubblica, compreso il lato formativo.
In effetti il «numerus clausus» è definito da tanti «astruso e ingiusto; un mezzo per impedire ai medici francesi di studiare in Francia», favorendo la «fuga» all'estero degli studenti, soprattutto in Romania, tanto più che da anni il Paese sta «importando» medici stranieri a causa della loro carenza. Il concorso è diventato un vero incubo per gli studenti.
Non è chiaro ancora da cosa il «numerus clausus » sarà sostituito; una pista potrebbe essere la creazione di un tronco comune di tre anni per i medici e le altre professioni sanitarie, con una selezione alla fine tra chi potrà andare avanti e per quale specializzazione. Comunque, in ogni caso, con più posti disponibili rispetto a oggi.
La Francia ora vuole cambiare, e lo farà; l’Italia, al contrario, guarda e resta al palo!

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02787-tuttosalute

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-10/09/2018-06:00
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Tuttosalute

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Una mela al giorno è ok per la salute - La sedentarietà riduce il cervello
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Una mela al giorno fa bene a cuore e intestino e il frutto offre grandi benefici all'organismo, ma il buono è anche nella buccia: produce effetti positivi in chi soffre di disturbi cardiovascolari, allontana l'oncologo e il dentista.
Consumare questo frutto fa davvero bene alla salute e a certificarlo sono alcune recenti ricerche, che danno base scientifica al detto popolare. Secondo gli studiosi, polpa e buccia, in diversa misura, hanno un effetto cardioprotettivo, aiutano a perdere peso, riducono il ricorso ai farmaci.
Fonte certa di antiossidanti, fibra, vitamine, carotenoidi e altri nutrienti, la mela oggi è oggetto di studio per i meccanismi con cui porta beneficio all'organismo, neutralizzando i radicali liberi, regolando l'espressione genica, influendo sulla risposta di alcune cellule e tessuti. Ad esempio quelli grassi.
E' una équipe canadese dell'Università di Lavai, con ricercatori del Cardiovascular Research Institute di Isfahan, in Iran, in uno studio pubblicato sul Journal of American College of Nutrition, a fare sintesi dei più recenti studi sugli effetti dietetici delle mele: secondo 5 diversi esperimenti analizzati, il consumo di mele porta a un dimagrimento in persone obese in un arco di tempo fra le 4 e le 12 settimane; in otto ricerche condotte su topi invece, il grasso in eccesso viene perso fra 3 e 28 settimane.
Si può specificare quale tipo di mele o quale parte del frutto è più efficace? Quante bisogna consumarne?
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Rio de Janeiro ha seguito 50 donne sovrappeso lungo un periodo di 12 settimane di dieta: quelle che hanno consumato tre mele al giorno hanno perso una media di 1,2 chili, chi invece al posto dei frutti ha mangiato tre biscotti di avena ha perso solo 880 grammi.
E' di studiosi di diverse università australiane invece lo studio più recente che fa il punto sugli effetti cardioprotettivi delle mele, attribuiti innanzitutto all'azione antiossidante dei flavonoidi, un tipo di polifenoli, contenuti prevalentemente nella buccia. L'assunzione del frutto può influire sull'elasticità dei vasi sanguigni e sulla pressione nelle persone a rischio di disturbi cardiovascolari? Un gruppo che ha consumato per 4 settimane mele con la buccia è stato messo a confronto con un altro che si è limitato a mangiare solo la polpa: il risultato è stato di un «significativo miglioramento» nel primo rispetto al secondo. Dunque «un più basso rischio di disturbi cardiovascolari con un più alto consumo di mele può essere mediato dal benefico effetto della buccia». Una équipe cinese ha confermato questi risultati, comparando in vivo, sui topi, gli effetti dei polifenoli contenuti nella buccia. I topi che, per 28 giorni, hanno ricevuto gli estratti di mela, hanno mostrato miglioramenti su tutti i fronti, ma l'estratto di buccia ha registrato «effetti cardioprotettivi molto più potenti» di quello della polpa.
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La sedentarietà riduce il cervello
La sedentarietà riduce il cervello e muoversi ossigena il cervello: passeggiare, correre o nuotare — e tutto ciò che mette in moto il fisico - induce a respirare più profondamente (consentendo ad abbondanti dosi di ossigeno di entrare nell'organismo), favorisce la salute dei vasi sanguigni e la crescita di nuove cellule cerebrali. Stando troppo seduti, invece, il cervello si rimpicciolisce: lo hanno dimostrato i ricercatori dell'università della California, a Los Angeles, portando avanti uno studio su persone in buona salute, con un'età compresa tra i 45 e i 75 anni. Su chi, tra loro, stava seduto di più (fino a 15 ore al giorno) è stato riscontrato un assottigliamento dei lobi temporali mediani, che anticipa e favorisce il declino cognitivo.
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Un'altra équipe di scienziati cinesi si è concentrata sul rapporto fra consumo di mele e diabete mellito. Ha analizzato cinque studi indipendenti che hanno coinvolto complessivamente oltre 228mila persone, rilevando che il consumo di mele è associato a una riduzione del 18% del rischio di diabete di tipo 2. Riguardo alle dosi, basta una mela in più alla settimana per ridurre il rischio del 3%. Guarda alle proprietà dei polifenoli contenuti nelle mele anche la ricerca contro i tumori. Fra i primi ad avere riscontrato un'associazione inversa fra il consumo di mele e il rischio di alcuni tumori del tratto digerente sono stati gli specialisti dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Oggi le più recenti ricerche spiegano le particolari interazioni fra i polifenoli delle mele e le cellule dell'organismo che portano a una inibizione dei tumori, in particolare quelli del colon retto.
Inoltre addentare una mela potrebbe evitare anche qualche visita dal dentista. Lo suggerisce la ricerca, pubblicata a luglio su Píos One, di una équipe spagnola che ha studiato gli effetti delle mele mangiate a morsi sulla salute dei denti: purtroppo non aiuta a rimuovere la placca, ma produce una immediata riduzione nell'attività batterica simile a quella registrata dopo che ci si è lavati i denti con lo spazzolino. Gli scienziati studiano anche quali varietà di mele possono essere più benefiche. Lo hanno fatto alcuni ricercatori indiani sulle varietà Delicious che crescono nella regione himalayana, osservando l'influenza dell'altitudine sul tipo di antiossidanti contenuti nel frutto: la rossa Royal Delicious è ricca di tannini, flavonoidi, procianidina B2, florizina e acido gallico, la Red Delicious di fenoli ed epicatechina, la gialla Golden Delicious di acido clorogenico.

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-08/09/2018-06:00
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Boeri punta il dito sulle assenze per malattia

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Costo spropositato, quasi 5 miliardi l’anno
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Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, punta il dito sulle assenze per malattia che costano 5 miliardi l’anno! E così Boeri, in un'audizione alla Commissione Lavoro del Senato, ha chiesto che si metta a punto una norma che consenta al personale dell'istituto di riprendere a fare «visite intelligenti» dopo lo stop del Garante della privacy dello scorso marzo. È una norma ritenuta necessaria alla luce dell'esborso ingente che il fenomeno delle assenze lavorative comporta per le casse pubbliche.
Il costo della malattia ammonta infatti a circa 4,8 miliardi l'anno (due miliardi per i dipendenti privati che per i primi tre giorni sono a carico delle imprese e 2,8 per i lavoratori pubblici). All'Inps arrivano ogni anno circa 18 milioni di certificati di malattia (12 dal settore privato e 6 dal pubblico nel cosiddetto nuovo "polo unico"), mentre l'istituto riesce a fare circa un milione di visite. Insomma, il problema è che l'Inps ha risorse e forze tali da controllare non più del 5 per cento delle malattie certificate dai lavoratori privati e pubblici.
Ne consegue ha affermato Boeri che «è necessario scegliere con cura dove e quando eseguire le visite, in modo da combattere gli abusi». L'istituto, che da settembre 2017 effettua i controlli anche sui dipendenti pubblici sia d'ufficio che su richiesta dei datori di lavoro, usa un sistema informatico che consente la «programmazione intelligente» delle visite fiscali, ma il Garante della privacy ha chiesto lo stop dell'attività di estrazione di dati sensibili e da marzo 2018 per le visite l'Inps ha dovuto procedere in alternativa a una "estrazione casuale" delle persone da controllare.
A fronte di questa sospensione, secondo l'Inps si è registrato un calo del 39,5% delle visite fiscali che riscontrano l'idoneità al lavoro con riduzione della prognosi e un calo del 74,5% dei casi in cui si è ridotta la durata della malattia.
È il "cervellone" dell'Inps, denominato Savio, che seleziona tra i milioni di certificati quelli sui quali è più opportuno fare controlli; tra le variabili considerate ci sono la frequenza e i giorni nei quali è iniziata l'assenza, ma non la diagnosi. A giudizio dell'Inps, l'intervento del Garante «ha ridotto fortemente l'efficacia delle visite».
Il polo unico ha portato a una riduzione delle assenze per malattia nel settore pubblico del 13,1% nei primi quattro mesi (-2% nel settore privato). I primi riscontri che l'istituto ha a disposizione segnalano tuttavia un forte indebolimento di questo effetto deterrente nei mesi successivi al 15 marzo.

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-08/09/2018-06:00
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Lo Snals firma il contratto

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Tutela per gli iscritti, le RSU e i lavoratori tutti
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Lo Snals, pur  confermando la posizione fortemente critica sul testo del contratto che ritiene lesivo di diritti, carente nella parte normativa e insoddisfacente nella parte economica, alla luce delle “opinabili interpretazioni normative che hanno determinato la pesante compressione delle prerogative sindacali attraverso l’esclusione dai tavoli relativi a tematiche complesse e delicate, tra le quali sanzioni disciplinari, mobilità, ordinamenti professionali e tutte le materie di contrattazioni integrativa, confronto ed informativa, impedendo, di fatto, allo Snals l’esercizio della rappresentatività”; a tutela dei suoi iscritti, delle RSU,  e dei lavoratori tutti in un momento particolarmente difficile delle relazioni sindacali, ha deliberato la sottoscrizione del contratto con firma di adesione critica accompagnata da una dura nota a verbale.
La sottoscrizione è stata condivisa dalla Confederazione generale Confsal.

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02757-vaccini-resta -in-vigore-legge-lorenzin

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-07/09/2018-06:00
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Vaccini, resta in vigore la legge Lorenzin

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Roba da non crederci: dopo il plof, il governo Conte annuncia un provvedimento legislativo tutto nuovo e non ritira la circolare Grillo-Bussetti! – Il richiamo di Mattarella al Centro Biogem
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La clamorosa marcia indietro del governo Conte sui vaccini, come abbiamo riportato nella prima edizione di ieri segna l’ennesimo plof dei leader gialloverde che in merito avevano parlato davvero troppo! Il Governo fa marcia indietro totale sui vaccini che rimarranno obbligatori e chi non è vaccinato non potrà entrare in aula. Mentre si annuncia a gran voce un provvedimento legislativo tutto nuovo (sic!) si annuncia anche il "non ritiro" della circolare di luglio dei ministri Grillo e Bussetti sulle autocertificazioni, che così non ridà piena legittimità alla legge Lorenzin.
Per le famiglie resta quindi l’obbligo di 10 vaccini (anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella) per l’iscrizione a scuola, pena il non ingresso in classe per i bimbi fino ai 6 anni, e multe da 100 a 500 euro per i genitori dei ragazzi fino ai 16 anni.
 

Il richiamo di Mattarella: «È grave diffidare della scienza»
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita al Centro di ricerca Biogem, ad Ariano Irpino, ha affermato senza mezzi termini che « è sbagliato diffidare della scienza». Lo fa in un luogo di ricerca genetica, dove si sperimenta anche l'efficacia dei farmaci. E dice: «Bisogna distinguere il vero dal falso. Non si comporta da uomo in cerca di verità chi esprime diffidenza nei confronti della scienza e dei suoi risultati». Nessun accenno esplicito ai vaccini, ma il riferimento è evidente e, quando va via, a chi gli chiede se era un giudizio sulla validità dei vaccini, Mattarella sorride a conferma.

Esulta l’ex ministra Beatrice Lorenzin che dichiara: “Vittoria della scienza sull’ignoranza e il pregiudizio. Grazie al mondo scientifico, della scuola e della cultura e grazie alle forze politiche che si sono battute per ristabilire il primato della salute collettiva. Un abbraccio alle coraggiose mamme di IoVaccino. Finalmente i loro bimbi potranno andare a scuola sicuri”.
Intanto si apprende che i carabinieri del Nas stanno effettuando controlli a campione negli asili nido e nelle scuole materne e primarie di tutte le province italiane per verificare la veridicità della documentazione presentata dai genitori degli alunni per attestarne l’avvenuta vaccinazione o la prenotazione per l’effettuazione del vaccino.
L’attività nata da un’idea condivisa con il ministero della Salute, è partita in coincidenza della riapertura degli asili e delle materne ma riguarda anche alcuni istituti comprensivi, dove le lezioni non sono ancora ripartite ma i documenti relativi all’assolvimento degli obblighi vaccinali sono già stati presentati. I controlli andranno avanti anche nei prossimi giorni, “incrociando” i documenti presentati dalle famiglie e i dati in possesso delle varie Asl.

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02758-indietro-tutta

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-07/09/2018-06:00
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Indietro tutta: le GaE non si riaprono

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Emendamento alla Camera sulle graduatorie; alle superiori si “sgonfiano” le prove Invalsi,
Carta del Docente: recuperate le somme non spese

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Come previsto salta l’emendamento LeU approvato al Senato il 3 agosto, prima della pausa estiva, attraverso il decreto Milleproroghe che apriva le porte delle GaE a tutti i docenti precari abilitati, quindi anche ai maestri con diploma magistrale.
GaE bloccate - Ora torna tutto come prima: con le GaE che rimangono blindate e i  docenti abilitati costretti a passare di ruolo attraverso il canale dei concorsi, pubblici o riservati. La decisione ha determinato, immediata, la reazione stizzita degli esponenti di LeU che censurano l’emendamento soppressivo della norma approvata al Senato per evitare il licenziamento di quasi 7.000 insegnanti e la cancellazione dalle GaE con conseguente perdita di lavoro a tempo determinato di ulteriori 45.000 insegnanti”. Secondo l’ex dem, Stefano Fassina, “la retromarcia di M5S-Lega è inaccettabile, tanto più dopo le ripetute promesse fatte in campagna elettorale. Inoltre l’emendamento di M5S e Lega soppressivo è irricevibile considerato anche che il 29 Agosto scorso il Consiglio di Stato ha rinviato alla Corte Costituzionale la norma che prevede per la scuola media la stessa modalità di assunzioni tramite concorso riservato prevista per le insegnanti magistrali”.
Docenti all’estero - Un altro emendamento presentato dalla maggioranza, sempre al Milleproroghe ha cassato la possibilità per i docenti all’estero di utilizzare anche per il prossimo anno scolastico le graduatorie in vigore nell’anno scolastico corrente.
Prove Invalsi - Cambiamento anche  per le prove Invalsi: alle superiori non saranno requisito per la maturità. Con un emendamento della maggioranza fa slittare al 2020 la norma varata l’anno scorso che stabiliva che le prove Invalsi in Italiano, Matematica e Inglese per gli studenti del quinto anno delle superiori fosse requisito di accesso all’esame di maturità. Si supera, quindi, in questo modo la norma che stabiliva che la nuova prova nazionale predisposta dall’Invalsi costituisse sin dall’anno scolastico che sta per cominciare requisito di accesso all’esame di maturità.
Alternanza scuola lavoro - Dopo la deroga dell’anno scolastico appena concluso sull’obbligo di svolgere le ore di alternanza scuola lavoro (400 nei tecnici e professionali, 200 nei licei) pena la non ammissione agli esami di Stato, ora un emendamento al Milleproroghe fa slittare l'entrata in vigore della misura di un altro anno in attesa del restyling complessivo dei percorsi scuola-lavoro allo studio del ministero dell'Istruzione (si dovrebbero rivedere le ore, riducendole sensibilmente specie nei licei, e forse pure nei tecnici). Accanto all'alternanza rinviato di un anno anche l'altro requisito di accesso alla maturità.
Carta del docente - Tra gli emendamenti presentati, infine, ve ne è uno che riguarda le somme della Carta docente, per l’aggiornamento professionale degli insegnanti, introdotta dalla Buona Scuola: le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 non ancora utilizzate, potranno essere spese entro il 31 dicembre 2018, ovviamente quando saranno riaccreditate le somme nel “borsellino elettronico”.

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02740-inaugurazione-anno-scolastico

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-06/09/2018-06:00
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Inaugurazione dell’anno scolastico all’Isola d’Elba

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La cerimonia sarà trasmessa in diretta RAI TV il 17 settembre, dalle ore 15,45

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L'Istituto  Tecnico Commerciale “Cerboni” dell'Isola d'Elba ospiterà quest’anno la tradizionale cerimonia di apertura dell'anno scolastico.
Alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro dell'Istruzione e delle alte cariche dello Stato, il 17 settembre alle ore 16,00 si svolgerà la cerimonia inaugurale dell’anno scolastico con la partecipazione delle delegazioni di studenti, docenti e dirigenti delle scuole d’Italia che si sono distinte per il costante impegno nella crescita educativa, culturale e sociale dei cittadini di domani.
La cerimonia sarà trasmessa in diretta RAI TV dalle ore 15,45.
In rappresentanza della Sicilia Orientale parteciperanno alla manifestazione nazionale la delegazione dei Ragazzi Sindaci della provincia di Catania, guidata dal coordinatore provinciale, preside Giuseppe Adernò e saranno rappresentate le scuole “San Giovanni Bosco” di Catania e “Pluchinotta di S Agata Li Battiati con la dirigente Linda Piccione. Le scuole invitate, con 5 rappresentati, (alunni e docenti) sono: la delegazione di studenti del CPIA 1 di Catania con la dirigente Antonella Panarello; dell’Istituto “Virgilio “ di Paternò; degli Istituti “ Verga” e “Rizza” di Siracusa, dell’Istituto “De Amicis” di Avola, dell’Istituto “San Biagio” di Vittoria, in provincia di Ragusa e dell’Istituto comprensivo di Capo d’Orlando in provincia di Messina.
Per la Sicilia occidentale interverranno la delegazione del Parlamento della legalità con Nicola Mannino e Salvatore Sardisco e quattro scuole di Palermo e provincia con il coordinamento della dirigente Chiara Di Prima di Monreale
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Il Presidente Mattarella ha innovato lo svolgimento della cerimonia dell’apertura dell’anno scolastico, che tradizionalmente si svolgeva a Roma, nei primi anni all’Altare della Patria e poi nel cortile d’onore del Quirinale, ed ha portato un segno di presenza istituzionale con le delegazioni degli studenti delle scuole d’Italia, nelle diverse città d’Italia: Napoli, Sondrio, Taranto ed ora nella piccola Isola d’Elba.
La scuola, è presente e viva nel territorio nazionale, produce cultura e formazione, garantisce un avvenire di civiltà e di progresso per la nostra bella Italia.
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02742-tutto-pensioni

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-06/09/2018-06:00
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Tutto pensioni

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Le strade possibili per il futuro – Cosa cambia dal 1° gennaio 2019
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Riforma delle pensioni:
due strade per il futuro

Se non si trovano i soldi, finora si sono fatte solo parole al vento!
Prosegue il dibattito sulle pensioni e si fanno i conti a tavolino. Secondo le stime di alcuni sindacati il Governo avrebbe a disposizione 6 miliardi di euro per procedere con la revisione della Legge Fornero, tuttavia sembra che per il 2019 ne saranno stanziati solamente 2 miliardi, utili per introdurre la c.d. Quota 100, ma per permettere a tutti i lavoratori, in possesso dei requisiti, di aderire a questa opzione di pensione anticipata occorrono dai 7 agli 8 miliardi, una cifra ad oggi insostenibile per le casse dello Stato.
Ecco perché in questi giorni i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze stanno lavorando al fine di individuare la soluzione migliore per rendere più flessibile l’uscita dal mercato del lavoro ma senza mettere a rischio i conti pubblici.
Ricordiamo che la Quota 100 è quello strumento con cui è possibile andare in pensione una volta che l’età anagrafica del lavoratore sommata all’anzianità contributiva maturata dà come risultato 100.
Per farlo, allora il Governo intende attuare dei “paletti”, facendo in modo che la spesa complessiva non superi i 2,5 miliardi di euro.
Scrive Simone Micozzi sulla testata Money (
www.money.it ):
- la prima possibilità è quella di dare il via a Quota 100 come ulteriore strumento per la gestione degli esuberi, rendendo modulabili il requisito anagrafico e quello contributivo e attivando un fondo unico o più fondi;
- nella seconda possibilità, invece, la platea dei potenziali beneficiari della Quota 100 sarebbe più ampia, dal momento che i paletti riguarderebbero l’età anagrafica per accedere a questo strumento (che dovrebbe essere di minimo 64 anni), oltre al fatto che dovrebbero essere riconosciuti non più di 2 anni di 
contribuzione figurativa.
Inoltre ci potrebbe essere una penalizzazione sull’assegno previdenziale di coloro che decidono di ricorrere alla Quota 100, dal momento che l’importo verrebbe ricalcolato interamente con il sistema contributivo.
Secondo le stime, tuttavia, con quest’ultima strada il limite dei 2,5 miliardi di euro di spesa verrebbe superato, dal momento che per introdurre la Quota 100 ne sarebbero necessari almeno 3,5. Ecco perché in tal caso si profila un parziale stop al finanziamento dell’Ape Sociale che ricordiamo è in scadenza il 30 dicembre 2018, che comunque non verrebbe eliminato del tutto, bensì sarebbe assorbito in quel fondo su cui modellare la Quota 100 per gli esuberi.
In merito le OO.SS. hanno chiesto al Governo un incontro per capire quali sono i piani in merito alla riforma delle pensioni. Nel dettaglio, oggetto della contestazione è la possibile sospensione dei finanziamenti per l’Ape Sociale, dal momento che in tal caso le categorie “protette” che oggi possono richiedere l’anticipo pensionistico vedrebbero allungarsi di 4 anni i tempi per l’accesso alla pensione.
Nei prossimi giorni vedremo alla fine se il Governo manterrà quanto promesso nel suo “contratto” oppure se, per rispettare i vincoli di bilancio, si sono trattati solo di discorsi fatti al vento.

 

Pensioni, gli aumenti
dal prossimo gennaio

Il cambiamento porterà vantaggi in termini di importi degli assegni previdenziali che si andranno ad incassare l’anno venturo
Il 2019 porterà novità per quanto riguarda le pensioni non solo in relazione alla ipotizzata riforma previdenziale, con l’ingresso di Quota 100 nel sistema. Stavolta si parla di cifre e di importi di pensione, cioè di quanto i pensionati percepiranno dal prossimo 1° gennaio. La notizia è già ufficiale perché dal prossimo gennaio entreranno in azione le nuove regole di rivalutazione degli assegni. In pratica, varia l’adeguamento dei trattamenti pensionistici all’inflazione calcolata annualmente dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Il cambiamento porterà vantaggi in termini di importi degli assegni previdenziali che si andranno ad incassare l’anno venturo.
Per salvaguardare il potere di acquisto delle pensioni, queste dovrebbero ogni anno essere adeguate all’aumento del costo della vita la cui percentuale come dicevamo, viene calcolata dall’Istat. Dopo il 2016 e 2017, anni nei quali le pensioni rimasero congelate e non adeguate all’aumento del costo della vita, nel 2018 i pensionati hanno ricevuto piccoli incrementi. Per le pensioni minime il 2018 portò in dote un aumento anche dell’1,1% per molti. Il surplus ha riguardato anche le pensioni più elevate che sono aumentate anche dello 0,50%. Il trend proseguirà anche nel 2019 per via del ritorno al meccanismo dell’indicizzazione delle pensioni come previsto dalla Legge di Stabilità del lontano 2001. La variazione riguarderà gli scaglioni di reddito in base ai quali applicare gli scatti in aumento per via dell’inflazione.
Dai 5 previsti per gli ultimi anni, si tornerà ai 3 che erano quelli su cui si basava il vecchio meccanismo che adesso torna di attualità.
Ma di quanto aumenteranno le pensioni nel 2019? 
Per le pensioni di importo fino a tre volte il trattamento minimo, la rivalutazione sarà pari al 100% del tasso di incremento del costo della vita. Se l’inflazione sarà del 2% per esempio, del 2% saliranno anche le pensioni. Il trattamento minimo è l’importo minimo di pensione erogabile che è pari al cosiddetto minimo vitale, che per il 2018, secondo l’Inps è pari ad € 507,42 mensili. Probabile che per l’anno venturo questo minimo verrà ritoccato in più, ma usando gli importi del 2018, si può già ipotizzare che pensionati con assegni intorno a 1.520/1530 euro al mese, riceveranno il 100% di aumento rispetto all’inflazione.
Aumento nella misura del 90% per pensioni superiori a 3 volte il minimo e fino a 5 volte, cioè fino a 2.540 euro circa al mese.
Per pensioni più elevate la percentuale di aumento scenderà al 75%.
Diverso il discorso per chi aveva assegni più alti. Infatti chi ha diritto a una pensione di importo tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo, percepiva un aumento del 75%. Per chi ha assegni pensionistici oltre 5 e fino a 6 volte il minimo, percepiva rivalutazioni del 50% che scendevano al 45% per chi aveva assegni superiori alle 6 volte il minimo vitale.
A questo si deve aggiungere che il ritorno al passato comporta l’applicazione degli adeguamenti per scaglioni, e non sull’intero importo della pensione. Questo per tutti i pensionati, a prescindere dalle fasce, determinerà una rivalutazione più elevata.

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02743-contratto-dirigenti-scolastici

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-06/09/2018-06:00
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Contratto Dirigenti scolastici

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Giovedì 13 settembre sindacati all’Aran - Quanto sarà l’aumento dello stipendio?

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Le OO.SS. Scuola sono state convocate all’Aran per giovedì 13 settembre p.v., alle ore 10:00 per riprendere la trattativa sul contratto dei Ds e altre tematiche, ma spicca quello degli aumenti stipendiali, relativamente ai quali sono state già stanziate apposite risorse nella legge di Bilancio (n. 205/2017): 7 milioni di euro per il 2018, 41 mln di euro per il 2019, 96 a regime dal 2020.
L’aumento, che riguarderà circa 8mila dirigenti scolastici, sarà a pioggia, dato che ad essere interessata è la retribuzione di posizione parte fissa.

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02744-a-lezione-di-costituzione

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-06/09/2018-06:00
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A lezione di  Costituzione

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Convegno a Roma Nord -  Castello di Santa Severa

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Il Movimento associativo dei Docenti di Discipline Giuridiche  ed  Economiche (APIDGE)  ha promosso  un progetto sul tema “A lezione di Costituzione” che prevede un Convegno e Tavola rotonda il 22 settembre  presso il  Castello di Santa Severa,sulla costa tirrenica a Nord di Roma,  sul tema “Comunicare la Costituzione” con la partecipazione del Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e  un Seminario di studio  il 6 ottobre   presso la Cittadella della Musica a Civitavecchia sul tema “La Costituzione a scuola”.
Nella Tavola rotonda del 22 settembre coordinata dal preside Giuseppe Adernò saranno coinvolte le testate giornalistiche specializzate in ambito scolastico  al fine di promuovere un’efficace comunicazione dei principi e dei valori della Costituzione nel settantesimo anniversario di promulgazione.
La proposta di legge, lanciata dal Comune di Firenze e adottata dall’Anci,  che si è fatta carico di una raccolta firme  per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare il Parlamento all’approvazione di un segno concreto di vera civiltà,come ha dichiarato il presidente  dell’Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari.

L’ora di Educazione alla Cittadinanza, , tema del Seminario del 6 ottobre con la guida del Prof. Luciano Corradini,  oltre a far conoscere i principi costituzionali, contribuirà a far maturare tra gli studenti maggiore  consapevolezza  nel rispetto  versi i beni  pubblici,ed il  rispetto alle norme comportamentali, contribuendo a far crescere nelle nuove generazioni il senso di appartenenza alla comunità che è la base del vivere civile e solidale.

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02730-ata-via-limite-36-mesi

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-05/09/2018-06:00
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Ata, via il limite dei 36 mesi

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Istruzioni e indicazioni operative nella circolare del 28 agosto 2018
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I posti di Personale amministrativo, tecnico e ausiliario, fatta eccezione per quelli del profilo del Direttore dei servizi generali e amministrativo, che gli Uffici scolastici territoriali non avranno potuto coprire mediante incarichi a tempo indeterminato, devono essere coperti con il conferimento:
a) di supplenze annuali sui posti vacanti, disponibili entro il 31 dicembre, e che rimangano presumibilmente tali per tutto l'anno scolastico;
b) di supplenze temporanee sino al termine delle attività didattiche su quelli non vacanti ma di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre;
c) di supplenze temporanee, per ogni altra necessità di supplenza diversa dai casi precedenti, conferita dai dirigenti scolastici che a tal fine utilizzeranno quasi esclusivamente le rispettive graduatorie di terza fascia di istituto, compilate ai sensi del Dm 640 del 30 agosto 2017 valide per il triennio 2018/2020, sempre che siano state pubblicate. Qualora ciò non fosse ancora avvenuto, i Ds dovranno utilizzare le graduatorie di terza fascia valide per il triennio precedente.
È quanto dispone l'art. 1, comma 1 del Regolamento recante norme sulle modalità di conferimento delle supplenze al personale Ata, di cui al decreto 430/2000, articolo e comma espressamente richiamati nella circolare del 28 agosto 2018 con la quale il MIUR ha fornito le annuali istruzioni e indicazioni operative in materia di conferimento delle supplenze a detto personale per l'anno scolastico 2018/2019.

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02731-w-il-panino-libero

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-05/09/2018-06:00
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W il panino libero!

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Il Consiglio di Stato censura il regolamento del comune di Benevento
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Il Consiglio di Stato ha segnato un importante punto a favore di tutti quei genitori che non vogliono far mangiare i figli alla mensa scolastica e preferiscono rifornirli da casa di un panino, o comunque di un pasto pronto, da consumare durante la pausa tra le lezioni.
Il caso riguarda un provvedimento adottato nel giugno del 2017 dal sindaco di Benevento Clemente Mastella, che imponeva agli alunni delle scuole pubbliche del capoluogo sannita di consumare soltanto pasti della mensa scolastica, escludendo qualsiasi soluzione alternativa.
Alla disposizione del Comune si erano però opposti parecchi genitori, che avevano fatto ricorso d'urgenza al TAR ottenendo prima la sospensione del nuovo regolamento, e poi, qualche mese dopo, una sentenza collegiale che lo bocciava.
In tutta Italia sono molte le vertenze aperte intorno alla questione della refezione scolastica, e ci sono ricorsi che pendono in Cassazione, ma a Benevento il Comune ha preferito rivolgersi al Consiglio di Stato, affinché ribaltasse la decisione del TAR e consentisse l'attuazione del regolamento varato dal consiglio comunale.
Ma non è andata così: il supremo organo della giustizia amministrativa chiamato a pronunciarsi sul diritto o meno degli alunni di consumare a scuola pasti non distribuiti dalle mense, ha ritenuto di confermare quanto già stabilito dal TAR smontando completamente l'impianto del regolamento comunale.
Il CdS rileva una «incompetenza assoluta del Comune, che con il regolamento impugnato impone prescrizioni ai dirigenti scolastici, limitando la loro autonomia», e aggiunge che «la scelta restrittiva radicale del Comune limita una naturale facoltà dell'individuo, afferente alla sua libertà personale, vale a dire la scelta alimentare».
Per chiudere il CdS cita la circolare del MIUR del 3 marzo 2017 che in attesa di quanto deciderà la Cassazione, consente agli alunni di portare cibi pronti da casa per sottolineare come il regolamento del Comune di Benevento interferisca con il documento ministeriale.
Ora i sostenitori del diritto degli alunni a portare cibi da casa già pensano a quanto questa sentenza del CdS potrà pesare su tutte le vertenze aperte in varie regioni italiane, avendo «un respiro di carattere nazionale», perché «l'orientamento del Supremo Giudice Amministrativo, unitamente alla consolidata giurisprudenza civile ed amministrativa già formatasi, dovrà orientare le scelte di Ds e amministratori locali».

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02732-concorso-in-alto-mare

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-05/09/2018-06:00
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Concorso in alto mare

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Illegittimo precludere l’accesso ai docenti senza abilitazione
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Finisce nelle mani dei giudici della Corte Costituzionale il concorso della scuola, riservato ai docenti abilitati delle medie e delle superiori perché per il Consiglio di Stato sono illegittimi i criteri di ammissione decisi dal Ministero ed apre non solo agli  abilitati ma anche ai laureati.
Secondo il Consiglio di Stato a cui hanno fatto ricorso i docenti esclusi dalle prove, ci sarebbe l'illegittimità di bandire un concorso con una simile disparità di trattamento tra i possibili candidati. ricorsisti laureati ad esempio, anche senza abilitazione, che adesso verranno ammessi con riserva alla prova in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale interpellata dal Consiglio di Stato.
E così, quella che doveva essere una fase transitoria per inserire in una graduatoria di merito tutti gli abilitati e avviarli all'assunzione tramite una semplice prova orale, diventerebbe un vero e proprio concorso abilitante per migliaia di aspiranti docenti. E la stessa sorte potrebbe toccare al concorso straordinario, ancora al vaglio del governo, riservato alla scuola dell'infanzia e alla scuola elementare anche se per ora i giudici hanno espressamente dichiarato che la sentenza si riferisce esclusivamente all'insegnamento nella scuola secondaria, su cui è stato presentato ricorso.
I giudici della Consulta hanno comunque deciso di non sospendere il concorso già partito da mesi con prove orali in tutta Italia, rinviando la decisione finale relativa alla legittimità alla Corte Costituzionale, e tra le motivazioni dell'ammissione dei ricorsisti hanno spiegato: «Nel periodo dal 1990 al 2017, quando l'abilitazione era titolo necessario per accedere ai concorso averla conseguita o meno è dipeso da un complesso di circostanze casuali, non dipendenti dalla diligenza o dal merito dell'interessato, cosicché, il mantenere la riserva agli abilitati costituirebbe un'irragionevole disparità di trattamento rispetto ai laureati».

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02733-piano-bongiorno-su-p-a

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-05/09/2018-06:00
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Piano Bongiorno su P.a.

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Assunzioni mirate per i tecnici e riforma della dirigenza
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Il ministro Giulia Bongiorno propone assunzioni mirate e riforma della dirigenza nella P.a.
Un provvedimento per avviare assunzioni mirate nella P.a. centrale di tecnici e progettisti, informatici, esperti nella gestione dei fondi strutturali e"facilitatori" dei processi amministrativi, e un ddl delega per la riforma dei dirigenti, semplificazioni (edilizia in primis) e ripensamento del Formez sono gli obiettivi della Ministra che nei prossimi Consigli dei ministri vorrà avviare il percorso e poi collegarlo alla legge di bilancio.
Il secondo obiettivo è  una legge delega per le questioni più complesse, a partire dalla riscrittura delle regole sulla dirigenza, mancata nella riforma della scorsa legislatura, e un nuovo giro di semplificazioni anche sull'edilizia.

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02734-inps-elemento-perequativo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-05/09/2018-06:00
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Inps, l’«elemento perequativo» non vale né per la pensione,
né per la buonuscita

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Precisazione Inps con messaggio n. 3224/2018
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L'«elemento perequativo», erogato ai dipendenti pubblici da marzo a dicembre per effetto dei recenti rinnovi contrattuali, non è utile ai fini pensionistici né della buonuscita. A precisarlo è l'Inps nel messaggio n. 3224/2018 in risposta ad alcune richieste di chiarimento.
L'elemento perequativo è stato inserito per la prima volta nel testo dei rinnovi dei seguenti comparti per il periodo 2016/2018: «funzioni centrali», «istruzione e ricerca», «funzioni locali» e «sanità» ed è erogato per un periodo limitato, cioè mensilmente da marzo a dicembre 2018, se c'è presenza di almeno 15 giorni a lavoro.
L'Inps spiega che tale elemento, ai sensi della vigente normativa (il dlgs n. 314/1997), non sfugge al prelievo contributivo e fiscale. Infatti, vige oggi l'onnicomprensività del concetto di reddito di lavoro dipendente e la totale imponibilità di tutti gli emolumenti che il lavoratore riceve, ad ogni modo, in relazione alla prestazione di lavoro resa con qualsiasi qualifica alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro.
Di conseguenza, aggiunge l'Inps, l'elemento perequativo è assoggettato anche al prelievo per il fondo credito e per l'ex Enpas. In secondo luogo, l'Inps precisa che, stante la sua natura temporanea (come detto è erogato solo fino a dicembre), l'elemento perequativo non potrà formare oggetto di valutazione ai fini della quota A di pensione, né della base maggiorabile 18% cui hanno diritto gli iscritti alla cassa-stato.
Invece, poiché è imponibile dal punto di vista contributivo, è valutabile ai fini della determinazione della retribuzione media pensionabile per il calcolo della quota pensione, nonché per l'accumulo del montante contributivo utile per la definizione della quota C sempre della pensione (la quota «contributiva» ).
Infine, l'Inps precisa che l'emolumento perequativo non può essere considerato utile neppure ai fini della buonuscita, ossia nel trattamento di fine rapporto (Tfr), né del trattamento di fine servizio (Tfs).
L'esclusione deriva dal fatto che non è elencato tra le voci utili ai fini della prestazione di fine rapporto lavoro
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02720-marco-bussetti-e-satellite

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-04/09/2018-06:00
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Marco Bussetti: «Troppe scuole a rischio crollo?
Le controllerò con il satellite!»

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Il Ministro scopre che l’Asi ha un satellite in grado di misurare lo spostamento degli immobili
al decimo di millimetro
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«Troppe scuole a rischio crollo? Le controllerò con il satellite» «Solo il 30% degli edifici m regola, ma li monitoreremo dal cielo con l'Agenzia spaziale», parola di Ministro. 
Sull'edilizia scolastica abbiamo dati piuttosto preoccupanti che pubblicheremo presto, dice il responsabile del MIUR: «In buona sostanza solo il 30% delle scuole è in regola con la certificazione antincendi; il 50% è senza il Documento di valutazione dei rischi; il 50% ha impianti elettrici non a norma». Dice Bussetti: «Tra le risorse non spese abbiamo recuperato 7 miliardi. Li faremo arrivare ai Comuni, attraverso le Regioni, per intervenire subito».
Per gestire la paura introdurremo una grande innovazione: controlleremo le scuole con i satelliti, precisamente con l’Asi - Costellazione Cosmo Skymed che è in grado di misurare lo spostamento degli immobili al decimo di millimetro. Le scuole saranno tenute sotto controllo dai satelliti dell'Asi che fornirà le immagini, il Cnr (che pure dipende dal Miur)) li elaborerà. «Il Cnr – afferma il ministro  Bussetti - ha le risorse umane e tecniche in grado di elaborare quelle immagini e darci ogni 15 giorni la fotografia dei 40.000 edifici scolastici. Così sarà possibile prevenire situazioni a rischio; tra un mese e mezzo avremo i primi dati».

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02721-tria-vuole-contenere-il-deficit

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-04/09/2018-06:00
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Tria vuole contenere il deficit, ma dovrà trovare almeno 10-12 miliardi e forse il doppio!

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Con gli impegni di governo di miliardi su miliardi, a Via XX Settembre si fanno conti a ripetizione
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Dopo la prima mazzata dell’agenzia di reting Fitch, il ministro Giovanni Tria insiste sul contenimento del deficit, ma dovrà trovare almeno 10-12 miliardi o forse il doppio!
Il titolare di Via XX Settembre ha un compito molto complesso e delicato: si tratta di trasformare le esternazioni un po' disordinate e a volte divergenti della maggioranza in “fatti credibili per i mercati finanziari e le istituzioni europei”.
Il punto di partenza sono priorità politiche che il duo Salvini-Di Maio ritengono irrinunciabili, anche se è scontato che bisognerà introdurre un principio di gradualità per contenere queste esigenze entro limiti numerici accettabili, avviando le misure in modo scaglionato e reperendo le risorse il più possibile all'interno delle stesse aree di bilancio.
I primi conteggi – secondo la stampa economica bene informata - quantificano in 2,2 miliardi la spesa preventivata proprio per la misura-simbolo dei penta stellati; c'è poi la cosiddetta "fiat tax" che almeno per il primo anno si concretizzerà essenzialmente nell'estensione dell'attuale regime Iva forfettario per le partite Iva. L'impegno ipotizzato arriva a 3,3 miliardi: anche in questo caso c'è la possibilità di attingere a risorse già esistenti facendo saltare (o rinviando ancora) la cosiddetta Iri, l'imposta sul reddito d'impresa messa a punto dal precedente governo per equiparare (al 24%) la tassazione dei piccoli imprenditori a quella delle società.
Più sfumato, almeno per il momento, il capitolo pensioni: un'attuazione almeno parziale della cosiddetta "Quota 100" (uscita con 64 anni di età e 36 di contributi) potrebbe impegnare fino a 3 miliardi. Ma sul punto è ancora in corso la discussione, intrecciata con quella sul provvedimento per il taglio delle pensioni elevate: da quest'ultimo deriverebbero le risorse per interventi almeno simbolici a favore degli assegni più bassi.
Un altro tema su cui il governo si è in qualche modo impegnato è il costo del lavoro: si valuta il taglio settoriale di cui ha parlato il ministro Di Maio oppure il proseguimento della decontribuzione totale al Mezzogiorno. In campo potrebbe esserci circa un miliardo.
Se poi la maggioranza vorrà dare un segnale al mondo del pubblico impiego potrebbe stanziare il primo "pezzo" della dote per i contratti 2019-2021, circa 900 milioni. Infine restano le spese non rinviabili che caratterizzano tutte le manovre. Si arriva così a circa 10-12 miliardi che per il governo sono l'obiettivo minimo.
La "lista della spesa" però contiene già una voce che da sola vale più o meno lo stesso importo, i 12,5 miliardi necessari per non far scattare gli aumenti dell'Iva.

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02722-tempo-scaduto-sulle-pensioni

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-04/09/2018-06:00
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Tempo scaduto sulle pensioni   

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Maggioranza a rischio spaccatura
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Il governo diviso sulle pensioni che si faranno solo se vince la battaglia Di Maio sul taglio delle pensioni d’oro e che la Lega non vede di buon occhio per accontentare il suo elettorato e punta ad attuare il punto del contratto relativo a Quota 100, con uscita a 62 anni di età e 38 anni di contributi.
Trovare la quadra tra Lega e pentastellati non sarà semplice per  ragioni di principio a prescindere dagli esempi postati da Di Maio ad uso Salvini, che però è forte per il contributo inatteso di Roberto Rossini, Presidente nazionale delle Acli invitato a Cortona all'incontro di Area Dem, che ha affermato che «sulle pensioni d'oro certamente va fatta chiarezza, ma oggi la vera necessità è trovare il coraggio di riformare il sistema pensionistico adeguandolo alle sfide contemporanee».

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-03/09/2018-06:00
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USR Sicilia, progetti nazionali art.1, co. 65, L. n. 107/2015

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Il decreto direttoriale regionale n. 0000254 del 3070872018
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Con decreto direttoriale regionale n. 0000254 del 30/08/2018, il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha pubblicato l’elenco dei docenti in servizio a tempo indeterminato utilizzati per la prosecuzione ei progetti nazionali ai sensi dell’articolo 1, comma 65 della legge n. 107/2018.
PER LEGGERE IL DECRETO E L’ALLEGATO A) :  2018-09-03-DECRETO   /   2018-09-03-ALLEGATO A)

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02711-ora-che-fa-discutere

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-03/09/2018-06:00
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L’ora che fa discutere

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Avremo l’orario estivo per tutto l’anno, oppure resterà in vigore l’orario invernale?
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Domenica 28 ottobre, alle ore 3 del mattino potrebbe essere l’ultima volta che tiriamo indietro di un’ora le lancette dell’orologio. La Commissione europea ha deciso di modificare la Direttiva che prevede il doppio cambio di orario ogni sei mesi, anche se ancora deve decidere il Parlamento e il Consiglio. In caso affermativo, saranno gli Stati a decidere in quale fuso orario vorranno collocarsi.

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-03/09/2018-06:00
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Salute, guida sui disturbi alimentari

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Numero verde: 800.180.969, “Sos disturbi alimentari”
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Il ministero della Salute ha elaborato, accanto alle «Raccomandazioni per interventi in Pronto Soccorso con un Codice Lilla», rivolte agli operatori sanitari, anche un testo con le «Raccomandazioni per i familiari».
La guida è stata messa a punto da uno specifico Tavolo di lavoro del Ministero, che nel 2017 ha già prodotto le Linee guida nazionali per la riabilitazione nei disturbi dell’alimentazione.
Le raccomandazioni per i familiari, spiegano dalla Salute, offrono ai parenti una serie di informazioni e di risposte per aiutarli riconoscere i primi segnali di disagio, spesso nascosti. E offrono un aiuto pratico nella quotidianità del disturbo, soprattutto per quello che riguarda la gestione dei pasti.
I documenti sono pubblicati sul sito del ministero nella sezione dedicata ai disturbi alimentari, dove è possibile trovare tutte le informazioni sulle strutture e le associazioni che offrono cura e assistenza, raccolte in una mappa navigabile per regione e provincia.
On line sono disponibili anche i dati sull’incidenza delle patologie del comportamento alimentare in Italia e un vademecum con le buona pratiche di cura, oltre all’indicazione del numero verde “Sos disturbi alimentari”, che risponde all’
800.180.969.

 

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02700-una-scuola-che-insegna-a-pensare

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-01/09/2018-06:00
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Una scuola che insegna a pensare

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Elegia del corpo docente

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In preparazione all’inizio dell’anno scolastico queste riflessioni sono utili per ricaricare lo spirito e l’entusiasmo e intraprendere il nuovo anno non come un peso, ma come una sfida che dà forze ed energia nel fare bene e meglio quella non facile professione di insegnare, educare, formare, guardare tutti e osservare ciascuno, aiutare a crescere, a stimolare le potenzialità e far acquisire nuove competenze.
Ma il nostro lavoro è sempre difficile. E di bulli ne abbiamo già visti.
Noi passiamo nove mesi, il tempo di mettere al mondo un essere umano, a mostrare come si sta tutti insieme, a biasimare chi insulta, a reprimere chi discrimina, a punire chi esagera.
Il modello proposto dalla società consumistica e dai Media offre l’idea che tutto si può fare, tutto è lecito, tutto è possibile, senza regole e senza controlli.
La scuola insegna che certe cose non si fanno e si spiega perché non si devono fare.
Mentre i politici giocano a chi urla più forte, noi chiediamo il silenzio e leggiamo poesie.
Mentre viene presentato ai giovani un futuro preoccupante, noi raccontiamo il passato, perché è l'unica cosa che ci permette di capire il presente.
La scuola che guarda lontano, che pensa al domani aiuta a sviluppare in ciascuno quelle competenze che contribuiranno a realizzare i propri sogni e i propri ideali. “La scuola guarda il presente con gli occhi del passato e progetta il futuro alla luce dei Valori”.
Il bravo docente, attento e sensibile che vuole il vero bene dei suoi alunni risponde ai loro “bisogni di sapere e di saper vivere” e come scrive il messaggio: “Spieghiamo e discutiamo, buttiamo nel cestino la lezione preparata per parlare della notizia del giorno che accende gli studenti come gli ultrà di una tifoseria, perché è l'unico modo in cui pensano si debba discutere, finché qualcuno non mostra loro un'opzione diversa”.
Da una relazione positiva tra docenti e studenti scaturisce una forte intesa e un costante impegno a fare sempre meglio e guardare avanti. La scuola non si limita a trasmettere il già pensato, non distribuisce minestra riscaldata, ma insegna a pensare in maniera critica e responsabile, e contribuisce a modificare alla luce delle conoscenze acquisite il modo di pensare, di sentire e di agire.
Il messaggio si chiude con l’espressione: “Siamo il corpo speciale più addestrato e più temibile, siamo l'esercito di Silente, siamo la cavalleria che arriva suonando la tromba, siamo i buoni ma facciamo un lavoro sporco, anche se qualcuno lo deve pur fare e poi a noi piace.
Insegniamo a pensare”.
La scuola, la cultura, il sapere libero dalla mafia, dal malaffare forma cittadini onesti e responsabili.
Noi ci crediamo… . Gli altri non so! (giuseppe adernò)

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02701-scoperta-bussetti-su-maturita

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-01/09/2018-06:00
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La “scoperta” di Bussetti: dare più valore all’esame di Maturità!

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Va superata la logica dell’alternanza scuola-lavoro
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Per avere insegnanti preparati e stabilizzati con concorsi (che saranno banditi la dove ci sono i posti), bisogna dapprima dare più valore all’esame di Maturità, parola di Ministro! Bussetti ha parlato anche di superare la logica «dell’alternanza scuola-lavoro» restituendo centralità alle «materia di competenza del curriculum», anche perché un esame impostato sull’alternanza scuola-lavoro non ha senso. Da qui la promessa che in questo mese il MIUR affronterà la questione “nuova maturità” ed un mezzo impegno nel tentare di inserire le modifiche già nel Milleproroghe e fornire indicazioni e modalità alle scuole.
Inoltre bisogna dare una smossa alla didattica, usare le nuove tecnologie, insegnare a relazionarsi con i social media, valorizzare il public speaking (dialettica, oratoria, comunicativa) e il debate (dibattito con regole certe), puntare sulle materie Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica).

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