-

-

-

    CERIPNEWS ®
LA NOTA

  
Spunti
   di riflessione
   sui problemi
   della scuola

 

- -

-

-

-

-
01879-tre-studenti-bulli

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-19/06/2018-06:00
-

Tre studenti bulli di Lucca, sui sei, se la cavano con poco!

--
Avevano maltrattato un prof di 64 anni per un brutto voto / Cosa dice il Ministro
--

Ricordate i famosi 'bulli della diretta' dell'Itc Carrara di Lucca che avevano nell'aprile scorso i video choc nei quali il docente lucchese di 64 anni veniva ridicolizzato da un gruppetto di sei studenti con frasi come «Prof non mi faccia incazz..., mi metta 6, metta subito 6!»  e poi «Lei non ha capito chi comanda! S'inginocchi!»?

Ebbene i tre alunni con maggiori responsabilità erano stati subito sospesi e dichiarati non ammessi. Gli altri tre, che sostanzialmente avevano filmato le 'bravate' sono stati rimandati a settembre (in tre o quattro materie) con un 6 in condotta.
-

Cosa dice il ministro
Le aggressioni nei confronti dei docenti, del personale della scuola tutto, sono atti da condannare sempre duramente. Non posso che essere vicino a chi le riceve. Credo sia un’esperienza devastante. Per chi la subisce e per chi assiste a questi atti che avvengono all’interno di un luogo che è di formazione ed educazione”.  “Davanti a tutto questo – continua il Ministro Bussetti - vogliamo reagire e lavorare per ricreare un clima di serenità, per mettere la scuola in condizione di concentrarsi maggiormente sulla gestione del rapporto con le famiglie, di adottare metodi di recupero. E possiamo farlo solo migliorando l’educazione civica e restituendo tempo e spazio al mondo della scuola affinché possa perseguire il suo obiettivo principale: il successo formativo”.


-

Ad avviso del Ds questi tre ragazzi, che hanno avuto un ruolo minore nella vicenda, si sono detti pentiti del loro gesto e si sono anche dati da fare per recuperare negli ultimi due mesi di scuola. Ma l'idea che alla fine possano cavarsela con una lavata di capo e un'estate sui libri solleva più di una perplessità, non fosse altro perché la Procura dei minori li ha messi sotto inchiesta insieme ai tre compagni già bocciati per violenza privata e minacce al docente.
Alla resa dei conti dei 26 studenti di questa classe risultano appena 8 quelli promossi a giugno, 10 gli alunni bocciati (compresi i 3 bulli più agitati) e 8 quelli rimandati a settembre (compresi gli altri 3 denunciati), con una raffica di sei in condotta che hanno colpito la maggior parte degli studenti, bulli e non, a testimonianza di una situazione piuttosto caotica.
Il docente 'bullizzato', che nelle prime reazioni voleva dare forfait, ha fatto sapere che a settembre tornerà regolarmente a insegnare italiano e storia, forte della solidarietà ricevuta.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01869-emergenza-neet

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-18/06/2018-06:00
-

Emergenza Neet, all’Italia il record europeo;
povertà per il 42% dei siciliani

--
Dati Eurostat: nel Bel Paese non studia e non cerca lavoro 1 su 4 tra i 18 e i 24 anni contro la media Ue del 14,3% - In Sicilia 1/3 dei giovani tra 15-24 anni (il 31,9%) non studia né lavora
--

Un quadro drammatico: i dati Eurostat certificano che ¼ dei ragazzi italiani (25,7%) tra i 18 e i 24 anni non fa nulla! È il dato peggiore in Europa se confrontato con quello dei coetanei Ue la cui media si attesta al 14,3%.
Il Bel Paese si lascia alle spalle, ovviamente in negativo, Cipro (22,7%), Grecia (21,4%), Olanda (5,3%) e Slovenia (8,0%).
-

5,5%
Nella Ue circa 5,5 mln di giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni (14,3%) nel 2017 non risultavano né occupati, né in istruzione o formazione

5,3%
La percentuale di Neet è nei Paesi Bassi (5,3%), davanti a Slovenia (8,0%), Austria (8,1%), Lussemburgo e Svezia (8,2%), Repubblica ceca (8,3%), Malta (8,5%), Germania (8,6%) e Danimarca (9,2%).

2,9%
Dal 2012, nell’Ue, la proporzionale di giovani tra i 18 e i 24 anni non occupati né nell’istruzione o nella formazione è costantemente diminuita: da un piccolo del 17,2% all’attuale 14,3%.

-
Il quadro si completa con i siciliani a rischio povertà più che in qualsiasi altro Paese d’Europa, con una percentuale del 42% circa.
Nell’Isola 1/3 dei giovani tra 15-24 anni (il 31,9%) non studia né lavora e una bimba nata in Sicilia nel 2016 ha una speranza di vita di 2-3 anni in meno di una bambina nata altrove.
A lanciare l’allarme l’Alleanza contro la povertà, la rete territoriale composta da 20 soggetti, nata per sostenere l’attuazione del Reddito di inclusione (Rei), la misura nazionale di contrasto alla povertà e proporre strategie di inclusione sociale alle istituzioni.
L’Alleanza contro la povertà Sicilia, a partire dal 19 sino al 28 giugno, ha programmato un ciclo di seminari formativi sul Rei.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01859-affondo-usb-pi-scuola-alternanza

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-16/06/2018-06:00
-

Affondo Usb P.i.-Scuola sull’Alternanza

--
La flebile dichiarazione del Ministro e la posizione del sindacato di netta opposizione
al progetto messo in atto attraverso la legge 107/2015
--
La notizia dello studente 17enne che mercoledì 13 giugno, uno studente di Pistoia è rimasto vittima di un terribile incidente, perdendo una falange della mano sinistra mentre lavorava ad un macchinario, riportata su tutti i giornali carcatei e web e le flebili parole del Ministro Bussetti che si è limitato ad affermare che “se ci sono stati errori occorre intervenire con fermezza. Non possiamo permettere in nessun modo che sia messa a rischio l'incolumità degli studenti”,  ha scatenato l’Usb P.i.-Scuola sulla sicurezza negli stage di Alternanza-Scuola-Lavoro che afferma che “nei confronti degli studenti si sta realizzando la stessa forma di repressione e controllo che subiscono i lavoratori di tutti i settori. L’alternanza scuola-lavoro è il perno centrale di un più ampio progetto. (…) Dall’autonomia scolastica (leggi Bassanini) in poi, passando per le riforme Berlinguer, Moratti, Gelmini e infine con la L. 107/15, (…) dietro il linguaggio mistificatorio del saper fare, della scuola delle competenze e dell’educazione al lavoro si nasconde il progetto impietoso di un sistema economico alla ricerca di manodopera gratuita per le imprese. L’Alternanza è una delle misure con cui di fatto la crisi economica sistemica viene affrontata attraverso l’abbassamento complessivo del costo del lavoro e quindi l’aumento dell’estrazione di plusvalore assoluto”.
Da sempre la posizione di Usb  P.i.-Scuola è stata di netta opposizione al progetto messo in atto dal governo Renzi attraverso la legge 107. Continueremo pertanto a opporci con forza e determinazione a tutto l’impianto ideologico che si è instaurato nel sistema scolastico nazionale, che trova nell’alternanza la messa a sistema del pervertimento della funzione educativa della pubblica istruzione. Lasciamo ad altri la via di un riformismo velleitario e pericoloso che passa sui corpi e sulle menti delle giovani generazioni”.
Peraltro sottolinea ancora l’Usb P.i.-Scuola “non è il primo grave incidente che si verifica durante lo svolgimento delle attività  obbligatorie di alternanza scuola-lavoro, attività che si traducono troppo spesso in lavoro non tutelato, sfruttato e che, non cesseremo mai di ribadirlo, minacciano la formazione umana, sociale e culturale dei nostri studenti”.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01845-voti-jo-jo

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-15/06/2018-06:00
-

Voti jo-jo agli scrutini

--
Bisogna misurare con buon senso e soprattutto bisogna saper valutare!
--
In nome della misurazione a tutti i costi, a scuola anche gli scrutini si fanno a metro, per assicurare gli standard di qualità dell’istituto e a prescindere dal valore effettivo del voto stesso.
E così, stranamente, il voto da strumento di enorme utilità ma da usare con grande saggezza e moderazione soprattutto in fase di scrutinio finale diventa un gioco col pallottoliere a seconda degli orientamenti dell’istituto e degli input spesso abbastanza interessati da parte del Ds per tutelare l’immagine ovvero per contenere/limitare eccessivi accanimenti di alcuni docenti, dove l’alunno non c’entra proprio niente, che affibbiano voti jo-jo solo per premiare/punire, per simpatie e antipatie così palesi da svuotare di qualunque senso la valutazione stessa agli occhi degli studenti.
Attenzione, non si tratta di affermare che non si debba valutare o che lo si debba fare con leggerezza, tutt'altro, si tratta solo di non  piegarli alla necessità di esercitare la propria autorità e non già l'autorevolezza.
Dovrebbe essere di regola l'impegno dei Dirigenti Scolastici comprendere e distinguere le motivazioni, spesso gravi e reali, da quelle fasulle e taroccate all’ultimo momento (= ultima interrogazione) che spesso portano un Consiglio di classe a proporre una bocciatura ovvero una promozione con voto collegiale. Per dirla in poche parole: bisogna misurare, ma con buon senso e soprattutto bisogna saper valutare! (n.b.)

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01835-sussurri-&-grida

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-14/06/2018-06:00
-

Sussurri & Grida

--
Toh, spunta il mercato delle tesi, che però c’è stato sempre!
--
Puntualmente spunta sulla stampa il mercato delle tesi comprate, che però c’è stato sempre; solo che ogni tanto si tira in ballo il problema ed ora, con il copia e incolla, è diventato ancora più facile!
Non si tratta di tesi di laurea veramente false, ma solo taroccate, se si vuole fasulle, acquistate anche sul web a costi fino a 2.000 euro ed oltre. Naturalmente i costi salgono in modo esponenziale se la prestazione è individuale.
Insomma, il giorno della trattazione della tesi tra tanti studenti che si sono impegnati giorno e notte per redigere la loro tesi, ci sono altri che hanno chiesto "aiuto" e/o "assistenza completa" nella redazione del lavoro. Il mercato web, ma non solo, funziona alla grande, al pari delle merci in vendita!
Dopo tutto dal web si scarica di tutto e di più, ed a quanto pare gli studenti si sentono puliti e sereni perché l’obiettivo, al termine degli esami curriculari è laurearsi nel più breve tempo possibile senza perdere tanto tempo per ricerche e rielaborazioni personali sulla tesi. Peraltro la mole di tesi da correggere da parte dei tutor fa il resto: pochi indicazioni orali sulla traccia assegnata e poi uno sguardo sommario ai vari capitoli sottoposti a verifica preventiva.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01826-cosi-parlo-bussetti

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-13/06/2018-06:00
-

Così parlò Bussetti

--
Agiremo su Buona Scuola, diplomati magistrale e paritarie / Basta presidi reggenti /
La scuola in numeri / Nuovo Capo di Gabinetto al Miur
--
Le prime modifiche alla Buona Scuola arriveranno dopo l’estate, in corrispondenza dell’avvio del nuovo anno scolastico. Lo afferma il direttore della testata La Tecnica della Scuola, Alessandro Giuliani (leggi: www.tecnicadellascuola.it/bussetti-agiremo-su-buona-scuola-diplomati-magistrale-e-paritarie ) analizzando le intenzioni del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che ha risposto ai giornalisti cosa ha intenzione di fare il Governo a proposito della discussa Legge 107 del 2015 e altro ancora.
Legge 107/2015
Sulle novità da apportare alla Legge 107/15, il titolare del Miur ha assicurato: “Agiremo di conseguenza: ci stiamo organizzando per verificare gli aspetti che consentiranno di migliorare la scuola. Questo è un periodo di stasi dal punto di vista didattico, ne approfittiamo per essere pronti a settembre”.
Quali punti si andranno a toccare, si chiede Alessandro Giuliani, però, non è ancora chiaro: è probabile che si agisca subito su chiamata diretta e alternanza scuola-lavoro. Il resto è da vedere.
Cellulari a scuola
Sull’uso dei cellulari a scuola la linea in Italia – ha affermato il Ministro – è ben definita, esistono i regolamenti d’istituto che rientrano nell’autonomia didattica, le scuole hanno già dei regolamenti interni. Sicuramente quella francese è una opportunità per riflettere sull’uso consapevole dei telefonini in classe, ben venga”.
 

Basta presidi reggenti

Il ministro dell'Istruzione Bussetti dice basta ai presidi reggenti e conferma a luglio la preselezione del concorso per neo dirigenti scolastici. Circa 3.400 scuole hanno un preside a metà: ben 1.700 dirigenti scolastici sono reggenti in uno o più istituti. Sembrerebbero non essere prese in considerazione le richieste di slittamento del test fissato per il 23 luglio e per il quale è stata avviata anche una petizione on-line  e viene confermata anche la pubblicazione dei 4mila quesiti prevista per il prossimo 27 giugno.
La Scuola in numeri
Scuole: 8.700; studenti: 7 milioni; classi: 350mila; Dirigenti scolastici in servizio: 8.795 di cui 1.700 reggenti in altre scuole; scuole senza Ds titolare: 3.400.


Diplomati magistrali
Al responsabile del Miur è stato anche chiesto cosa ha intenzione di fare su un altro degli argomenti più “caldi”: quello dei maestri con diploma magistrale, messi fuori della GaE dal Consiglio di Stato con una sentenza che in tanti vorrebbero superare.
Busetti sull’argomento non si è ‘sbottonato’ più di tanto sulle azioni da intraprendere, ma le ipotesi percorribili sono diverse.
Finanziamenti scuole paritarie
Il ministro, sui finanziamenti statali crescenti per le scuole paritarie a fronte del Fis quasi dimezzato rispetto a qualche anno fa, la affermato laconicamente che “Il tema delle paritarie  è uno dei punti che affronteremo, faremo un’analisi completa, totale. Siamo appena arrivati. Stiamo riordinando tante cose”.
Nuovo Capo di Gabinetto
Intanto il Ministro s’è affrettato a nominare il nuovo Capo di Gabinetto nella persona del Consigliere Giuseppe Chiné già Capo di Gabinetto del Ministero della Salute.
Chiné è Consigliere di Stato ed è stato, per oltre quindici anni, magistrato amministrativo e, ancor prima, magistrato ordinario. Dal 2011 al 2013, ha guidato l’Ufficio legislativo del MEF e, dal 2009 al 2010, quello del Ministero per la Semplificazione Normativa.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01807-punto-occupazione

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-12/06/2018-06:00
-

Il punto sull’occupazione

--
Dalla maturità al primo impiego /  Gli Its "sfornano" occupati
--

Dalla maturità al primo impiego
Rapporto Miur su 1,7 milioni di studenti:
in due anni trova un'occupazione il 44%
di chi esce dai professionali, il 35% dei tecnici
e dal liceo classico
Il primo contratto di lavoro per i diplomati dai professionali, dai tecnici e dal liceo arriva in genere dopo 12 mesi dal diploma; in un caso su due è a tempo determinato (in media tre mesi ma poi tende a stabilizzarsi). I periti trovano lavoro principalmente nell'industria. Gli studenti che escono dagli istituti professionali sono assunti in gran parte nel settore dei servizi, ma qui si annidano anche alcuni comparti industriali. A seguire l'agricoltura. I diplomati dei licei scientifici segnano un "piccolo record": sono i più veloci a entrare in contatto con impiego entro un mese risulta infatti "contrattualizzato" i14,2% del campione (contro ad esempio i13,6% dei tecnici) -. Il Nord Italia si conferma "maggiormente ricettivo" nei confronti dei neo-diplomati: a parte il Trentino Alto Adige, con 1140,9%, superano i130% di inserimenti Veneto, Emilia Romagna, Piemonte. La Lombardia, lo sfiora. Un po' a sorpresa, quasi tutte le regioni del Sud si attestano su un tasso di occupabilità di chi esce dalla scuola secondaria intorno al 20 per cento.
Claudio Tucci, sul quotidiano Il Sole 24 Ore di ieri (C. Tucci – Il lavoro dopo il diploma premia solo gli studenti dei professionali, in Il Sole 24 Ore del 11/06/2018) commenta questa inedita fotografia sull'inserimento nel mondo del lavoro dei diplomati dell'ufficio Statistica e Studi del Miur che, per la prima volta, ha incrociato i propri archivi (sfogliando i dati contenuti pure nei Rapporti di autovalutazione) con le comunicazioni obbligatorie del dicastero del Lavoro.
In totale sono stati "osservati" 1.686.573 studenti diplomati, di tutti gli indirizzi, negli anni dal 2010 al 2013, andando, poi, ad analizzare i contratti attivati (e confermati) entro i due anni successivi dal conseguimento del titolo.
A livello assoluto – osserva Tucci nell’articolo già citato - a due anni dal titolo le "performance" sono piuttosto diversificate: si oscilla dall'1l% di occupati tra chi esce dal liceo classico (si prosegue all'università) al 44,5% per i professionali (i tecnici si attestano in una posizione intermedia, al 35,4 per cento).
Certo, i dati non sono gli "ultimissimi"; nel 2015 l'Italia ha iniziato a uscire dalla crisi, con un Pil in ripresa; l'alternanza era appena divenuta obbligatoria, ma  ora il ministro Marco Bussetti potrebbe rivederla, rimodulando le ore in funzione dei singoli indirizzi, come previsto dal «Contratto per il governo».

 

Gli Its "sfornano" occupati
Molto alto il tasso di impiego tra i diplomati con specializzazione
I primi 55 percorsi formativi in Italia (erogati da 35 fondazioni su un totale di 64), che hanno ottenuto fra gennaio e dicembre 2016 i punteggi migliori per numero di diplomati e per i tassi di occupazione a 12 mesi, hanno diritto a una premialità di 13,3 milioni di euro del Fondo nazionale 2017, aumentati dalla Legge di bilancio 2018 (di 10 milioni nel 2018, di 20 milioni nel 2019 e di 35 milioni nel 2020). In particolare, tali risorse sono destinate, dagli Its che li erogano, a realizzare nuovi corsi soprattutto per trasmettere agli studenti competenze correlate al piano nazionale Impresa 4.0. Le Regioni con il maggior numero di percorsi premiati sono Veneto (13, il 72,2% dei monitorati), Lombardia (11, il 42,3%) ed Emilia Romagna (7, il 53,8%).
I diplomati totali in Italia sono stati 2.193. L'82,5% ha trovato occupazione a un anno dal titolo, nell'87,3% dei casi in un'area coerente con gli studi. I diplomati senza lavoro sono stati 383, di cui 101 iscritti a percorsi universitari.
Quanto alle tipologie di contratto, nel 47,45% dei casi sono a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, nel 29,89% a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e nel 22,65% apprendistato.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01785-rispunta-bocciatura

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-11/06/2018-06:00
-

Rispunta la bocciatura?

--
Cosa rimarrà della Buona Scuola del trio Renzi-Giannini-Fedeli?
--
Il professor Giuseppe Conte, neo presidente del Consiglio, ha parlato di criticità della scuola su cui si vuole intervenire senza specificare quali; i1 neo ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti, già docente, già dirigente scolastico, già dirigente dell’Ambito Territoriale di Milano, che ne pensa? Cosa rimarrà della Buona Scuola del trio Renzi-Giannini-Fedeli?
A sentire i due leader Salvini e Di Maio dovrebbe rimanere ben poco, non appena sarà approvato il DEF! Allora il mondo della scuola si prepara ad una nuova rivoluzione, ovvero si tratta di una restaurazione? 
Scontato che sulla scuola la parte del leone la farà la Lega ispirata dagli input del responsabile federale Mario Pittoni, e meno il mondo pentastellato che sembra limitarsi a seguire a ruota gli esponenti del Carroccio.
Per i docenti la valorizzazione dovrebbe portare al1' aumento dello stipendio e per chi pur di insegnare si è trasferito in altre regioni è stato annunciato il rientro a casa, che però quest’anno sta già funzionando poco e male; poi c’è la questione dei diplomati magistrali ante 2001/2002 di cui abbiamo dato ampio resoconto nell’edizione di sabato scorso (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#01778-dilemma-diplomati-magistrali ), e poi c’è la promessa giallo-verde di ridurre poteri e le responsabilità dei Ds a cominciare dalla chiamata diretta, per seguire ai criteri con cui vengono assegnati i bonus premiali e i 500 euro annui destinati alla formazione obbligatoria.
Per la Lega, su ispirazione di Mario Pittoni, bisognerebbe anche mettere mano ai cicli scolastici, su cui siamo d’accordo a condizione che ci dica come, e la revisione del1' obbligatorietà dell'alternanza scuola lavoro, ed infine il varo dei concorsi su base regionale secondo il principio della territorialità .
Anche per gli studenti si prospettano tempi difficili: chi non studia o fa il bullo o peggio ancora chi aggredisce i docenti va incontro a pene severe, compresa la bocciatura. Lo scarso impegno e i comportamenti scorretti , almeno secondo la Lega, devono essere fermati sul nascere.
Certo è che in un modo o nell’altro, ne vedremo delle belle! (n.b.)

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01775-francia-divieto-cellulari-classe

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-09/06/2018-06:00
-

La Francia dice sì al divieto dei cellulari in classe

--
Il controllo della presenza  ed uso di apparecchi connessi compete alle scuole
--
La Francia di Macron, nel volgere di pochi mesi, ha detto sì al divieto del cellulare in classe, anche se spetterà alle scuole decidere sulle modalità di controllo effettivo.
In Italia, dopo il credito aperto allo smartphone da parte della ex ministra Valeria Fedeli, e prima di lei, da parte dell’ex sottosegretario Davide Faraone, l’uomo politico che parlava di tutto e su tutto: scuola, sanità, rifiuti, infrastrutture, precari, ecc., tutto è finito con un generico uso possibile del cellulare per scopo didattici.
Adesso che al Miur c’è Marco Bussetti, in quota Lega, si darà spazio ed attuazione  quanto affermato dall’ex ministra Valeri, ovvero al niet di Salvini che da tempo si è espresso contro l’utilizzo del cellulare in classe?
Ovviamente sul fronte del sì e del no, gli schieramenti non mancano. Ceripnews ritiene legittimo limitare l’uso del cellulare  in classe sia per gli alunni, che per i docenti, mentre dice sì alle Lim, ai tablet, ai notebook.
Quello che sarà interessante capire è cosa farà al riguardo il nuovo inquilino di Viale Trastevere anche per “leggere” la sua autonomia dall’imprinting leghista al suo ministero. (n.b.)

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01759-sanataria-diplomati-magistrali

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-08/06/2018-06:00
-

Sanatoria per i diplomati magistrali e prime polemiche

--
L’elenco degli altri impegni del ministro Bussetti
--
Al Miur il neoministro Marco Bussetti ed i tecnici starebbero studiando un provvedimento per salvare i 49.199 diplomati magistrali, sono quasi tutte donne, penalizzati dalla sentenza del Consiglio di Stato resa pubblica a sezioni unificate lo scorso 20 dicembre.
In teoria e salvo contestazioni già cominciate, l’ipotesi su cui si lavora prevede che i 43.534 diplomati ante 2001/2002 sarebbero cancellate dalle GaE ed inseriti nelle Graduatorie di concorso in coda ai vincitori in attesa di nomina.
All'interno di questo blocco sarebbero anche sistemate i circa 4mila laureati in Scienze della formazione primaria secondo il nuovo ordinamento.
Scontate le prime reazioni contro da parte degli inseriti nelle GaE, circa 23mila, che si chiedono perché le/i diplomate/i magistrali devono essere assunte senza un concorso e contestano l’inserimento dei diplomati magistrali in questa pseudo graduatoria.
Gli altri impegni urgenti del Miur sono:
- la creazione di percorsi formativi che consentano l'abilitazione di chi oggi è in terza fascia,
- la salvaguardia dei precari con oltre 36 mesi di anzianità,
- un ddl tutto leghista relativo ai concorsi su base regionale per fermare gli esodi di docenti dal Sud al Nord,
- il varo di un concorso riservato agli IRC separato dal bando generale, che piace ai leghisti, ma che fa storcere il muso ai pentastellati.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01739-venti-di-guerra-sulla-scuola-non-riformata

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-07/06/2018-06:00
-

Venti di guerra sulla scuola non riformata

--
Voti severi, pagelle selettive e superamento delle legge Renzi
--
La scuola e la cultura, grandi assenti nel discorso del professore Giuseppe Conte, premier tecnico ma “non collega” di Matteo Renzi perché non è un professore, anche se l’ex premier faceva espresso riferimento al ruolo tecnico-politico assolto da entrambi, viene evocata solo dagli esponenti del Carroccio. Del resto la Lega, partito di maggioranza da cui peraltro proviene il neo ministro all'istruzione Marco Bussetti, ha posizioni ben precise su diversi aspetti della questione scuola e cultura e li avrebbe imposti al partner pentastellato.
Il responsabile leghista per la scuola, Mario Pittoni, non condivide la riforma che ha eliminato dalle scuole medie la necessità di avere il 6 in tutte le materie per essere ammessi alla classe successiva e all'esame finale. Da quest'anno infatti è possibile accedere all'esame di terza media anche con una o più insufficienze. Lo stesso criterio vale per la riforma della maturità che partirà dal prossimo anno: in questo caso per l'ammissione all'esame sarà necessario avere il 6 in tutte le materie ma il consiglio di classe può comunque chiudere un occhio su un'insufficienza. Per la Lega si tratta di 6 politico.
I precari sono e restano tali in base al comma 131 della legge della Buona Scuola; inoltre è vietato assegnare supplenze per oltre 36 mesi. Una norma che, se messa in pratica, potrebbe generare un terremoto nelle graduatorie dei supplenti. Per risolvere il problema c’è già presentato un disegno di legge.
I maestri diplomati ante anno 2001/2002 verranno cancellati dalla GaE come previsto da una sentenza del Consiglio di Stato. Si tratta di 43mila supplenti e 7500 insegnanti già assunti in ruolo.
Sui nuovi concorsi la Lega vuole riattivare i Percorsi abilitanti speciali (Pas) facendo saltare tutta l’architettura dell’ex ministro Valeria Fedeli.
Una proposta di legge che fa discutere è la reintroduzione dell’educazione civica a scuola pur nel rispetto dell'autonomia scolastica. Il documento prevede che alla disciplina, in tutte le scuole primarie e secondarie, siano dedicate 33 ore da svolgere con cadenza settimanale e che tale disciplina sia inserita tra le materie di esame nella scuola secondaria di primo grado ed istituisce un premio ministeriale, targato Miur, per i migliori progetti e le best practice.
Nel provvedimento si parla anche di cultura della legalità, di contrasto a bullismo e cyberbullismo, nonché alle dipendenze (droga, alcol, ludopatie), di educazione ambientale, stradale, alimentare, al bello e al volontariato.
Insomma un papocchio pseudo culturale incardinato in un concetto molto ampio di educazione civica, che non sarà facile da gestire con i curricoli attuali, e che si porterà avanti lo stesso perché secondo il Rapporto Eurispes 2018 il 67,8% degli intervistati è favorevole alla sua reintroduzione nelle scuole.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01713-ecco-chi-non vuole-concorso-ds

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-06/06/2018-06:00
-

Ecco chi non vuole il concorso per Dirigenti scolastici!

--
Raccolta di firme per un rinvio della prova preselettiva a settembre
--
Un fantomatico coordinamento di docenti della scuola secondaria di II grado ha messo in linea una raccolta di firma per rinviare a settembre la prova preselettiva senza rendersi conto che già mantenendo la data fissata sarà davvero un’impresa rispettare l’immissione in ruolo dal 1° settembre 2019!
Le motivazioni portate avanti dal comitato vertono sul fatto che la pubblicazione della batteria dei test e la data della preselezione penalizzano i docenti della secondaria di II grado impegnati negli esami di Stato, lontani da casa, e che tali date sono da ostacolo allo svolgimento delle attività di A-S-L, ai corsi di recupero, agli esami di riparazione, agli stage all’estero; infine (ed è davvero il colmo) si creerebbe un vulnus al diritto delle ferie dei vigilanti.
Insomma i  docenti della scuola secondaria si troveranno a dover sostenere la prova senza aver avuto sufficiente disponibilità di tempo, concentrazione e serenità; di conseguenza, prove a settembre e non a fine luglio. Il resto, a quanto pare, non conta, almeno per loro!
Da ex dirigente scolastico e da ex presidente di commissioni d’esami mi auguro che il neo ministro del Miur - consapevole dei colpevoli ritardi dell’Amministrazione nella gestione del bando - non caschi in questa trappola e assicuri il rispetto delle scadenze prefissate che ricordo:
- 27 giugno: pubblicazione della batteria dei 4.000 quesiti da cui saranno sorteggiati i 100 quesiti da somministrare a ciascun candidato;
- 23 luglio: prova pre-selettiva. (n.b.)

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01701-richieste-neo-ministro-istruzione

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-05/06/2018-06:00
-

Le richieste al neo Ministro dell’Istruzione

--
Molte sfide attendono il neo-Ministro Marco Bussetti, che da ex dirigente
di un Ambito territoriale dovrebbe conoscerle bene!
--

Il mondo della scuola presenta il conto al neo Ministro dell’Istruzione: abbandono scolastico, precari, edilizia, qualità, contratti, stabilizzazione precari, diplomati magistrali (sempre in sciopero nonostante le rassicurazioni grilline!), concorsi in progress, sicurezza degli edifici scolastici, razionalizzazione dei piani di mobilità per il personale della scuola, revisione della legge 107/2015 (anche se Bussetti riteneva che la Buona Scuola non è una brutta legge!), organici da potenziare, concorso per Dirigenti scolastici da gestire e reggenze per il prossimo anno  scolastico, concorso annunciato per Dsga, la questione delle scuole cattoliche per assicurare ai giovani il diritto allo studio e alla formazione ed i finanziamenti alle istituzioni scolastiche da assicurare, nonostante il taglio di 2,7 milioni del budget 2018 e per finire lo sciopero dei docenti universitari.
Queste sono le sfide che attendono il neo-Ministro Marco Bussetti, che da dirigente di un Ambito territoriale dovrebbe conoscere bene già di suo!
Oggi puntiamo su 3 aspetti prioritari, fra i tanti: edilizia scolastica, organici e tempo scuola, didattica moderna ed efficace.

ISTITUZIONI SCOLASTICHE: TOTALE REGIONALE E TOTALE SICILIA

Totale nazionale: 8.221

Totale CPIA: 127

Totale complessivo: 8.348

Totale Sicilia: 840

Totale CPIA: 10

Totale complessivo: 850

-

SEDI SCOLASTICHE STATALI E LIVELLO SCOLASTICO

Totale nazionale Infanzia: 13.398

Totale nazionale Primaria: 15.037

Totale nazionale
I grado: 7.237

Totale nazionale
II grado: 5.388

Totale nazionale
sedi: 41.060

Sicilia Infanzia:
1.539

Sicilia Primaria:
1.405

Sicilia I grado:
645

Sicilia II grado:
560

Totale Sicilia;
4.149

-

ALUNNI, CLASSI E ALUNNI CON DISABILITÀ

Totale nazionale alunni: 7.757.848

Totale nazionale classi: 370.697

Totale alunni con disabilità: 234.658

Totale alunni Sicilia:
742.297

Totale classi Sicilia:
36.484

Totale alunni con disabilità in Sicilia: 25.290

-

INSEGNANTI, POSTI COMUNI E DI SOSTEGNO

Totale nazionale posti comuni: 682.200

Totale nazionale posti di sostegno: 138.849

Totale nazionale posti:
819.049

Totale posti comuni Sicilia: 64.209

Totale posti di sostegno in Sicilia: 15.600

Totale posti di Sicilia:
79.809

-
Primo punto - Occorre un maxi-piano nazionale per mettere a norma le scuole perché più di metà delle scuole italiane non è a norma! Aver imbellettato le scuole, compreso quello sgarrupate, è stata solo una bella e buona presa in giro!
Secondo punto – La tutela/potenziamento degli organici di tutto il personale della scuola e del tempo scuola (tempo pieno e potenziato) è un punto strategico in vista del rinnovo del contratto che scade il 31 dicembre prossimo. Organici e tempo scuola sono due punti su cui intervenire con priorità. Occorre dire stop alle classi pollaio ed offrire l’opportunità di trascorrere a scuola più  ore, garantendo così un'istruzione di qualità.
Terzo punto – Bisogna rinnovare la didattica. Ampiamente errata da sempre l’affermazione gentiliana: “Chi sa, sa anche insegnare”, che però continua ad imperare nelle nostre scuole, è chiaro che non si può pensare di continuare a insegnare come 100 anni fa, in maniera frontale. La 107, il PNSD non sono stati sufficienti a sbloccare l’inerzia didattica degli insegnanti e il livello di promozione all’innovazione da parte dei Ds, che in buona parte hanno solo rincorso il loro super-potere, peraltro fallito, rinunciando ad essere essi stessi agenti di cambiamento dentro il sistema scuola. (n.b.)

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01686-istat-record-storico-occupati

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-03/06/2018-06:00
-

Istat, record storico per gli occupati ad aprile

--
Crisi giovani: i senza lavoro salgono al 33% ; il mercato del lavoro ha ripreso a marciare,
ma non per tutti! / Cosa dicono i sindacati
--

L’Istat ha certificato che nel mese di aprile ci sono state 23 milioni e 200 mila persone occupate, siamo oltre il picco pre-crisi di aprile 2008. Il tasso di occupazione è al 58,4%. E mai, prima di aprile scorso, abbiamo avuto un tasso di inattività, ovvero la percentuale di persone che non cercano lavoro e nemmeno studiano, di "appena" il 34% (-0,2 punti percentuali su marzo, con un calo in numero assoluto di 74.000 unità). Anche l'occupazione femminile ad aprile è risultata al top (49,4%), pur restando notevole la distanza rispetto agli uomini (67,5%). Insomma, il mercato del lavoro ha ripreso a marciare, ma non per tutti!
Giusy Franzese, su Il Messaggero del 1° giugno scorso, il Mezzogiorno non è arrivato al livello pre-crisi ed anche il dato sui giovani non è esaltante: ad aprile gli under 25 con un lavoro superano il milione (1milione e 54mila) portando il relativo tasso di occupazione al 18%, il massimo da ottobre 2012. Però in questa fascia di età crescono anche quelli che un lavoro non riescono a trovarlo: a fronte di un tasso di disoccupazione generale stabile (11,2% con però 17mila disoccupati in numero assoluto in più), quello per gli under 25 è arrivato a quota 33,1%, in crescita di 0,6 punti percentuali rispetto a marzo.

Cosa dicono i sindacati
La Cgil sottolinea le piaghe della disoccupazione giovanile e del lavoro precario, la Cisl chiede di divaricare maggiormente i costi tra lavoro stabile e lavoro a termine, la Uil parla di dati contrastanti e di un Paese ancora convalescente.


Complessivamente il numero degli occupati ad aprile è aumentato di 64.000 unità (+0,3% rispetto a marzo), ma si conferma la tendenza della riduzione dei posti fissi. Il dato totale infatti è dato comunica l'Istat dalla crescita degli indipendenti (+60 mila) e dei contratti a termine (+41 mila) a fronte di una riduzione dei posti fissi (-37 mila). Situazione simile a livello annuo: lo stock degli occupati aumenta di 215.000 unità (+0,9%), ma il dato è la risultanza di 329.000 contratti a termine in più e 112.000 posti stabili in meno . L'aumento maggiore di contratti ad aprile è stato per le donne (+52 mila) e per le persone di 35 anni o più (+77 mila). Frenata per la classe di età tra i 25 e 34 anni.
Mentre il governo uscente esulta per i dati Istat, i sindacati restano cauti: la Cgil sottolinea le piaghe della disoccupazione giovanile e del lavoro precario, la Cisl chiede di divaricare maggiormente i costi tra lavoro stabile e lavoro a termine, la Uil parla di dati contrastanti e di un Paese ancora convalescente.

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
-
01675-francia-proibiti-cellulare

-
CERIPNEWS LA NOTA XVIII-01/06/2018-06:00
-

In Francia, proibito il cellulare a scuola

--
Nuova legge in approvazione; Emmanuel Macron mantiene le promesse
fatte in campagna elettorale
--
Il parlamento francese sta approvando una nuova legge che bandirà in maniera definitiva l'uso del telefono portatile nelle scuole materne, elementari e medie di tutto il paese, secondo quanto ha riportato Le Monde, ad eccezione di certi luoghi previsti dal regolamento delle singole scuole.
In sostanza, cellulare spento durante le lezioni, acceso in cortile per la ricreazione e a mensa, forse, solo se lo prevede il regolamento della scuola.
La novità del provvedimento di legge, che segue l'impegno preso da Emmanuel Macron in campagna elettorale, consiste nel fatto che estende il divieto di utilizzare il telefonino in tutte le scuole francesi, mettendo così al riparo gli istituti scolastici che ne avevano fatto espresso divieto nei loro regolamenti interni  e giustifica anche le confische degli apparecchi negli istituti dove già adesso è previsto, nel regolamento, il divieto di utilizzare lo smartphone durante le lezioni, mettendo gli insegnanti al riparo dalle proteste dei genitori.
La proposta di legge è conseguente all'esplosione dei cellulari fra gli adolescenti: nel 2016, il 93% dei ragazzi fra 12 e 17 anni disponevano di un telefonino, contro il 72% del 2005 e il 63% dei ragazzi fra 11-14 anni sono iscritti ad un social network.
In Italia, invece secondo il governo uscente ed in particolare secondo l’ex ministra Valeria Fedeli, e prima di lei, l’ex sottosegretario Davide Faraone hanno condotto una stregua campagna mediatica affermando invece la bontà dell’uso dello smartphone a “scopo didattico” e, quindi, di fatto legittimando il telefonino in classe! Adesso con il nuovo governo (un giorno o un altro ce ne sarà uno certamente!) bisognerà vedere che ne pensa il/la ministro/a del Miur, che in mezzo a tante altre cosette spinose, dovrà pure risolvere la questione del cellulare!

-

-

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -

 In caso di riproduzione 
    totale o parziale dell'Agenzia, 
    è obbligatorio citare la fonte.

 CERIPNEWS ® è un dominio 
        registrato (Italian Network 
        Information Center)

  Testata registrata presso 
     il Tribunale di Palermo 
    il  26/10/2001 al n° 23/2001