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LA NOTA

  
Spunti
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02489-ricoridamo-rita-borsellino

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-18/08/2018-06:00
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Ricordiamo Rita Borsellino

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Tantissimi giovani presenti alla camera ardente ed ai funerali celebrati ieri nella sua parrocchia
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Rita Borsellino se ne è andata senza ancora saper esattamente chi è stato lo stratega nella strage di via D’Amelio. A chi le chiedeva come avesse vissuto dopo quel 19 luglio 1992 rispondeva che da quella data era cambiata la sua vita, la sua personalità. I tanti che piangevano Paolo Borsellino e gli agenti di scorta trucidati in via D’Amelio, la misero nelle condizioni di capire che il suo non poteva essere un dolore privato, e da timida, quasi introversa, cominciò a rispondere alle richieste di interventi per parlare di Paolo e per dire no alla mafia. Quasi come un dovere: parlando agli altri di Paolo era come se lo facessi rivivere.
Schivando sempre le passerelle, nonostante impegnata politicamente, Rita Borsellino ha saputo incontrare gli altri, scoprire talenti e allevarli finché non fossero in grado di spiccare il volo da soli. Lo dimostrano i tantissimi giovani cresciuti alla sua "scuola" presenti alla camera ardente per un ultimo saluto ed ai funerali celebrati ieri nella chiesa di Don Orione, la sua parrocchia.
E così Rita se ne è andata, ma portatrice di valori sani e inviolabili, come quelli della famiglia, dell'impegno civile e politico e soprattutto della fede, ha anche saputo trasferirli ad altri.
Adesso continua la sua strada assieme a Paolo, a Giovanni e le loro scorte.

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02469-dilettanti-allo-sbaraglio

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-17/08/2018-06:00
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Dilettanti allo sbaraglio: sulle pensioni il governo litiga!

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La Lega contro M5S: meglio il contributo di solidarietà
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Il provvedimento presentato alla Camera dai capigruppo dei due partiti di maggioranza giallo-verde D’Uva e Molinari, spacca la Lega e Movimento 5 Stelle, con la prima che stoppa la proposta di legge per il taglio degli assegni superiori ai 4 mila euro netti al mese: nella bozza circolata nei giorni scorsi non c'era più il ricalcolo dell'assegno in base ai contributi effettivamente versati nel corso della carriera lavorativa ma un taglio dell'assegno proporzionale all'anticipo del pensionamento rispetto ai 63 anni e 6 mesi, età pensionabile fissata nel 2011.
Una differenza non da poco, perché finirebbe per penalizzare tutte le persone che sono andate in pensione anticipo, anche se hanno tanti contributi perché hanno cominciato a lavorare presto.
Dopo un confronto telefonico Salvini-Di Maio s’è deciso di congelare di nuovo la questione, con buona pace del vicepremier penta stellato che ha corretto il tiro anche nel suo blog in cui precisa che i pensionati coinvolti dovrebbero essere circa 200mila, di cui circa 30mila donne.
Insomma, si toma al ricalcolo contributivo, ma i tempi si allungano in modo esponenziale: fonti dello stesso esecutivo fanno sapere che il calcolo dei contributi versati per tutte le persone che hanno un assegno superiore ai 4 mila euro netti al mese non è semplice e se ne parlerà non prima del mese di gennaio 2019 anche perché nel passato le pensioni si calcolavano a partire non dai contributi ma dallo stipendio.
A meno il M5S non decida di cambiare strada di nuovo, applicando un contributo di solidarietà al di sopra di una certa soglia. Di Maio lo nega, ma la Lega lavora già a un contributo solidarietà che cresce con l'importo dell'assegno.
Altro che dilettanti allo sbaraglio, sembra che il duo Di Maio-Salvini e la correlata compagnia giochino a Risiko non per simulare war game, ma per togliere soldi dalle tasche degli italiani! (n.b.)

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02459-i-soldatini-di-salvini

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-14/08/2018-06:00
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I soldatini di Salvini

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Cosa non funziona nella provocazione leghista – Quindici mld di euro da destinare ad altro, scuola compresa!
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L’ipotesi di reintrodurre la leva obbligatoria per i giovani “per insegnare l’educazione”, divide il governo giallo-verde a cominciare dalla Difesa con la ministra Elisabetta Trenta, che parla di “idea romantica” (= balzana!) dato che i militare d’oggi sono e debbono essere dei professionisti e non educatori di bamboccioni o peggio.
La genialata di Salvini non è davvero originale, gli è bastato scopiazzare i Paesi Ue dove il servizio militare c’è da sempre e non è stato abolito e poi, soprattutto copiare Macron e la Merkel che hanno fatto analoga proposta rispettivamente in Francia e in Germania.
La proposta del ripristino del servizio di leva, dal costo stimato in 15 miliardi di euro (ma perché non li dà alla scuola?), al di là delle motivazioni, ha fatto imbufalire l’ex partner Berlusconi che lo aveva soppresso nel 2004 e Ignazio La Russa vicepresidente del Senato, che ricorda a Salvini che comunque è vigente una legge del governo Berlusconi che “dà la possibilità di far vivere ai giovani che lo desiderano, la vita militare per tre settimane e quindi prima di discutere di leva obbligatoria, il governo giallo-verde dovrebbe tornare a finanziare questa legge”.
Manco a dirlo lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi, tra una comparsata televisiva e un’altra, dice pure la sua a favore della proposta Salvini sulla naja obbligatoria, sviluppando il concetto della “provincializzazione dei giovani allontanandoli dalla bambagia familiare”. Meluzzi non parla però degli effetti nefandi della naja, dei morti ammazzati per il nonnismo esasperato e delle coperture criminali orchestrate dai poteri forti militari. Quanto alla presunta provincializzazione dei giovani, Meluzzi non sa che giovani d’oggi già dalla scuola dell’infanzia e fino alle superiori vivono esperienze formative socializzanti con gite e viaggi d’istruzione, per arrivare agli stage formativi e alla partecipazione dei tanti progetti Erasmus ed altro ancora.
Infine la spara grossa facendo un rapporto tra scuola e criminalità, affermando che “non si è mai vista tanta aggressività nelle scuole come da quando è finito il servizio militare obbligatorio”.
Ma c’azzecca, direbbe il buon Di Pietro, ed è vero! Meluzzi lo sa o no che il servizio militare si farebbe al termine della scuola e comunque intorno ai 16-18 anni, mentre i casi di aggressività, bullismo, cyberbullismo e robetta simile, cominciano già alla scuola primaria, quindi da 6 anni in poi?
La pensa in modo diverso Salvo Lipari, presidente dell’Arci Sicilia che, oltre a considerare provocatorie le parole di Salvini, che nello stesso tempo lancia strali contro l’associativismo laico e cattolico, non accetta si deleghe a terzi la educazione, e non la rieducazione, dei giovani e propone, in alternativo il servizio civile, con ruolo altamente sociale ed educativo; peraltro non crede che l’attuale assetto delle forze armate abbia spazio e necessità di giovani di leva.
Nettamente contrario anche il senatore Pietro Grasso (Leu) che raccomanda di non rincorrere le sparate di Salvini e le sue continue provocazioni, però lo sfida a proporre la legge leggina sulla leva obbligatoria e farla votare, con tanti contro, come la maggioranza del Paese, e vedere come andrebbe finire. (n.b.)

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02440-colpo-doppio-giallo-verde

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-13/08/2018-06:00
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Colpo doppio giallo-verde

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Il duo Salvini-Di Maio impazza per il consenso, però …
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Uno, due … e la volpe!
Il leader leghista e vicepremier, Matteo Salvini, dopo aver usato prima e sparigliato ora la destra accusando l’ex Cavaliere di votare col PD e andando avanti da solo al voto regionale della Puglia (ed era scontato!), dopo aver accontentato  xenofobi, razzisti e fascisti sui migranti e i rom, e dopo aver detto di tutto  di più sull’universo nostrano, peraltro modesto, compreso la difesa della capotreno di Ferrovie Nord, assicurandole protezione e difesa del posto nonostante il suo dire poco consono ad un pubblico ufficiale, dopo la sparata sulla reintroduzione della leva obbligatoria e il servizio civile, ultima trovata per adescare alla platea leghista i grossi papaveri militari sfaccendati e soprattutto “per insegnare ai ragazzi quello che papà e mamma non fanno”,  preoccupato dell’effetto mediatico della copertina di Famiglia Cristiana sul “Vade retro”, anche se tanti non hanno saputo cogliere la vera essenza del contenuto dell’articolo, e forse nemmeno lui, adesso punta il dito sul “genere” della carta d’identità per riaccreditarsi tra bigotti e baciapile e qualche scampolo di Chiesa reazionario.
E in un colpo solo decide e ordina che “genitore 1” e “genitore 2” non vada più bene e bisogna tornare alla famiglia convenzionale con tanto di “padre” e madre”, come se questi non fossero parimenti “genitori”, quindi la stessa cosa, dato che genitore è anche chi accudisce i figli! Un modo, come un altro, per conquistare quanti non accettando la diversità di genere, saranno a fianco al buono, saggio e cristiano leghista (ve lo ricordate con il rosario in mano!) che difende ed afferma la famiglia etero (sic!) come nucleo, magari allargato, ma riconosciuto e riconoscibile. Ma questo a Salvini non interessa, l’importante è conquistare qualche consenso in più!

 

I colpi bassi del mellifluo
Anche il vicepremier e pentastellato Luigi di Maio, non scherza mica per sferrare colpi bassi! Dopo tutto, l’accoppiata vincente deve poter galleggiare, e così il grezzo e pesante leghista Salvini fa campagna-spettacolo con le sue esternazioni, il mellifluo e sempre a posto Di Maio (anche se ieri, finalmente, l’abbiamo visto senza cravatta, ma con rigorosa camicia bianca!), forse fa peggio perché sfrutta la miseria dei non abbienti e li inganna con il reddito di cittadinanza e l’inclusione.
E ci vuole poco per attirare consensi, salvo poi a scoprire – semmai si troveranno i soldi con il taglio delle pensioni d’oro! – che questo “tesoretto” non solo non basta, ma non è per tutti, come ha smascherato la testata Money, dettagliando tutta l’operazione che, in casi estremi, può arrivare a Zero euro di benefit, come riportiamo in altra pagina di questa testata.
Non male per un’operazione inventata in campagna elettorale da Di Maio e il suo guru pentastellato, facendo a gara con Salvini a chi le sparava più grosse e che adesso, alla resa dei conti con Tria (MEF), si sta sgonfiando come un palloncino, assieme alla sua ostentata boria, pur se mimetizzata alquanto bene!
Prima di toccare le pensioni però Di Maio dovrebbe rispondere ad una semplice domanda: quanto guadagna, tutto compreso, ogni esponente del Parlamento italiano? Ha ragione l’ex procuratore capo di Torino, Giancalo Caselli, che parla su “la Repubblica” di ieri di “moralisti alla Alberto Sordi”, e suggerisce a Di Maio e soci che “per decenza, prima di mettere le mani nelle tasche altrui, i parlamentari dovrebbero avere l’onestà di tagliare i propri stipendi e relativi benefit, davvero d’oro”.

 

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02429-ministro-cerchiobottista

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-11/08/2018-06:00
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Il ministro cerchiobottista

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Bussetti e la Grillo nella bufera - Cosa dice il prof . Villani, presidente Sip -
Giannelli (Anp): “Denunce per chi dice il falso, ma non siamo mica sceriffi” -
L’opinione del giurista Cesare Mirabelli
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Può il ministro Marco Bussetti, in quota Lega, mettersi di traverso al ditta di Matteo Salvini sui vaccini, dopo il suo impegno elettorale assunto con i No Vax? Certamente no!
Può l’ex provveditore Bussetti metersi contro i presidi che glieli hanno cantato di brutto sulla circolarina Grillo-Bussetti? Certamente no!
E allora? In puro stile vetero-democristiano il ministro Marco Bussetti, canta e suona con registri diversi a seconda del contesto: dice sì alla deroga sui vaccini controfirmando una circolarina che fa ridere e che non può sostituire la legge, lasciando nelle peste i Ds a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico e però dice anche che i presidi vanno ascoltati per le loro osservazioni ed argomentazioni giuridiche che portano avanti sulla penosa, quanto pietosa, vicenda vaccinazioni.
Quanto alla ministra Giulia Grillo è bene lasciar perdere, dato che arriva ad azzardare di essere attaccata politicamente! E appare pienamente legittima la replica dell’Associazione nazionale presidi (Anp) che le fa sapere, a stretto giro di posta, che l’Associazione critica i governi sui provvedimenti, e quindi, nessun attacco politico.


Cosa dice il prof. Villani, presidente Sip
«Sono preoccupato per i bambini immunodepressi (per i quali la profilassi è controindicata) e per i figli dei no vax», si mette dalla parte dei più fragili Alberto Villani, presidente della Società italiana pediatria, la Sip. «Stupisce che un numero minimo di persone possa portare a scelte irrazionali e senza senso. Per tanti aspetti imporre le profilassi è necessario». I presidi hanno annunciato che terranno conto solo dei certificati vaccinali delle Asl e non dell'autocertificazione resa possibile dalla circolare ministeriale del 5 luglio firmata da Grillo (Salute) e Marco Bussetti (Istruzione). Ed è lo stesso Bussetti a sostenerli: «È opportuno considerare le preoccupazioni dei dirigenti scolastici, snodo fondamentale del sistema istruzione. Non possono essere gravati di incombenze sanitarie». A Villani si unisce il Collegio dei professori ordinari di pediatria: «La dichiarazione sostitutiva non si può utilizzare in campo sanitario» secondo il decreto del 2000. Non basta».
 

E così, mentre la ministra Grillo ribadisce la legittimità dell’autocertificazione, pur in vigenza della legge Lorenzin, il ministro Bussetti se la deve vedere con i suoi dirigenti scolastici che gli chiedono come, ad inizio d’anno alle porte, si potranno assicurare:
a) ambienti separati per gli immonodepressi;
b) come isolare gli incolpevoli bambini, figli dei No Vax, dal gregge nelle aree dove l’immunizzazione non è pari o superiore allo standard di sicurezza;
c) come evitare contatti e contagi nelle aree comuni della scuola: corridoi, wc, sala mensa, palestra, aree di svago attrezzate e non, ecc.;


Giannelli (Anp):
“Denunce per chi dice il falso, ma non siamo mica sceriffi”
La circolare del ministero della Salute prevede che si possa entrare a scuola con una semplice autocertificazione dell'avvenuta vaccinazione. Ma questo passaggio viene bocciato dai dirigenti scolastici. Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, dice no a questa semplificazione ed afferma senza mezzi termini: «No, la semplificazione per chi sarebbe? Per i genitori che, invece di andare alla Asl a far vaccinare i figli, scrivono loro su un foglio al limite anche il falso. Poi però spetta a noi presidi contattare la Asl per i controlli» e denunciare i genitori che dichiarano il falso; insomma i Ds si troveranno a fare i presidi-sceriffo, tanto contestato ex lege Buona Scuola!  Per non parlare del fatto che il Ds rischia una denuncia, visto che il preside è responsabile dell'incolumità dei suoi studenti; se si permette ad un bambino non vaccinato di frequentare la scuola, si mettono in pericolo tutti quelli che per motivi di salute non possono vaccinarsi e sono già più deboli degli altri.  “Peraltro, osserva Giannelli, i Ds sono passibili di denuncia perché l'autocertificazione non ha valore in ambito sanitario: viene accettata solo se previsto per legge ma non è questo il caso”.  In concreto, dal 1° settembre i non vaccinati non potranno più entrare a scuola e peraltro non è una sorpresa: le iscrizioni si completano a luglio, chi non ha consegnato il certificato sa di non poter entrare a scuola. Quanto alle classi ghetto (differenziali) il responsabile dell’Anp è chiaro: “La scuola è il posto ideale per il contagio: è piena di spazi comuni. Non è certo un reparto di infettivologia dove si sta separati con la mascherina davanti alla bocca. Non è questa la scuola che vogliamo”.
 

d) come accertare la veridicità delle autocertificazioni se è vero, come è vero, che esse si possono facilmente falsificare come si è vantata su Facebook una mamma intelligentona che ha pure descritto come ha fatto, e soprattutto sarebbe opportuno non sbolognare per l’ennesima volta la responsabilità della vigilanza al preside-sceriffo, stavolta per davvero, altro ex lege sulla Buona Scuola; né convince il chiarimento della ministra Grillo secondo cui sarebbe un metodo americano (e ci mancava pure questo!) poco citato in letteratura scientifica, praticato in qualche Stato americano; ergo l’Italia lunga e variegata avrà aree d’obbligo e altre meno, a seconda delle necessità. Ma di che parla la Grillo, se fatte le dovute eccezioni su tutto il Paese siamo sotto il livello di guardia, morbillo compreso, per cui si muore?


L’opinione del giurista Cesare Mirabelli

Il giurista Cesare Mirabelli, già presidente della Corte Costituzionale, mette un punto fermo nella selva m materia di profilassi. «Se la legge Lorenzin fissava essa stessa la possibilità di autocertificazione e la data nella quale doveva essere presentata l'attestazione dell'avvenuta vaccinazione, una circolare non può derogare alla legge! L'obbligo di vaccinazione sussiste, lo stabilisce una legge, ed è già prevista l'esenzione per i casi di bambini immunodepressi o con patologie per le quali la profilassi può rilevarsi dannosa. Ad eccezione di ciò, è un trattamento sanitario obbligatorio disposto nell'interesse generale. Quindi o la circolare apre un varco elusivo, oppure non dovrebbe contrastare con la legge». Poi c'è l'aspetto organizzativo: chi deve controllare che sia tutto in regola? Gli automatismi sono auspicabili: sarebbe doveroso che le scuole si attrezzassero per accedere, con un clic al computer e sempre in linea con la tutela della privacy, a tutte le informazioni sanitarie degli alunni. In questo modo non servirebbero più le autocertificazioni: è un aspetto che dovrebbe essere oggetto di disposizioni.
Sulla questione dell'obbligo flessibile il giurista si chiede anche se questa flessibilità non tocchi quei livelli essenziali di copertura tali da garantire il rispetto dei diritti di tutti. Perché sussiste anche il diritto, per chi non può vaccinarsi, di non essere infettato.
 


e) i Ds vogliono sapere anche dalla ministra Grillo cosa significa in lingua italiana “obbligo flessibile” ma anche in termini sanitari che prevederà obblighi flessibili sul territorio. Quindi anche in Regioni e Comuni dove ci sono tassi di vaccinazione bassi o emergenze epidemiche?
I ministri di concerto Grillo-Bussetti devono ancora rispondere ai presidi ed ai pediatri che paventano il depotenziamento dell’obbligo vaccinale ed osservano che allentando le maglie del controllo aumenta il rischio che i bambini accedano a scuola senza protezioni, e che unanimemente affermano che sulla sanità l’autocertificazione non è ammessa, anzi è contraria alla legge (DPR n. 445/2000) che recita:”I certificati medici sanitari non possono essere sostituiti da altra documento”.
A tutti gli effetti, ad oggi, vale la legge Lorenzin e non c’è legittimazione alcuna al 1° settembre di produrre l'autocertificazione, dato che la certificazione si doveva presentare nel mese di luglio scorso. Di conseguenza, se una famiglia no vax iscrive un bambino al nido e/o alla materna senza essere vaccinato il piccolo va mandato a casa. Anche al Ministero della Salute ribadiscono che se apertamente i genitori rifiutano di adempiere all'obbligo vaccinale, il bambino non entra a scuola.
Una variabile potrà determinarsi se, quando e come sarà approvato il decreto Milleproroghe, con l'emendamento sui vaccini che congelerà la sanzione, ma certamente non eliminerà l’obbligo!
E qui siamo su un diverso terreno minato: c'è chi sostiene che, a classi già formate e lezioni già iniziate senza l'ombrello del Milleproroghe, un bambino non vaccinato non possa essere accettato a scuola quando sarà approvato l'emendamento; altri ritengono che la sanatoria possa essere anche successiva all'inizio delle lezioni.
In sintesi, la confusione è totale: il Milleproroghe scioglierà il nodo della revoca dell’obbligo azzerando le 10 vaccinazioni della legge Lorenzin? Ovvero si limiterà a suggerire/sostenere la raccomandazione/informazione sui vaccini? Introdurrà il principio dell’ «obbligo flessibile», che è diventato il tormentone dell'estate 2018?
Sta di fatto, in conclusione, che i Dirigenti scolastici protestano e dicono stop alle autocertificazioni, i pediatri protestano, l’Ordine dei medici protesta, le Regioni sono pronte a fare ricorso alla Suprema Corte, ma il governo se la canta e se la suona come vuole! (ninni bonacasa)
PER SAPERNE DI PIÙ LEGGI:  
http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#02409-quando-potere-arroganza-supera-legge http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#02369-avvio-anno-regolare 
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#02371-in-sicilia-vaccini-obbligatori    
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#02363-vaccini-leggi-regionali-consulta  

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02409-quando-potere-arroganza-supera-legge

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-10/08/2018-06:00
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Quando il potere dell’arroganza supera quello della legge!

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Le scelte abborracciate del governo giallo-verde  e l’attacco frontale di Lega e Fratelli d’Italia
al ministro Moavero Milanesi
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Può una circolarina a firma Grillo (ministra della Salute) e Bussetti (ministro dell’Istruzione) dare lo stop alla legge Lorenzin? Certamente no! Lo dicono a chiare lettere i Ds, tutti schierati assieme una volta tanto, ma a quanto pare non lo sa la ministra Grillo, né l’ex provveditore Bussetti, che pure dovrebbe saperlo per mestiere, se non per competenza giuridica. Ma siccome comanda il governo giallo-verde, Bussetti ha detto sì, senza fiatare!
I guai adesso restano ai presidi: bisogna accogliere o no gli alunni non certificati? Come separare gli immunodepressi dagli altri compagni realizzando una sorta di classi ghetto, i pure stile ex classi differenziali ante legem 517/77? Come evitare il contatto nei wc, nel refettorio, in palestra e negli spazi comuni di aggregazione? Come separare i non vaccinati dal gregge?
Una mazzata perle scuole, per colpa dell’arroganza e incompetenza giallo-verde caduta addosso alle scuole, in piena estate, che non possono fare altro che applicare la legge Lorenzin perché in vigore e per sopravvivere, a meno che nel decreto Milleproroghe, però in esame a settembre, non ci siano nuove parole chiare e senza papocchi ulteriori, mentre già le scuole sono aperte e le altre sono prossime a farlo.
Quanto ci vuole a capire che un discorso sono i problemi politici e ben altro sono le condizioni di fattibilità di una disposizione?
Certo è che tutto questo governo, sulla carta a guida Lega-M5S appare condizionato dalla ingombrante (anzi pesante sul piano politico!) figura di Salvini che dopo i respingimenti, dopo i rom, dopo tutto quello che gli esce dalla bocca, pur se vicepremier e non solo leader leghista (ma non gliene importa molto, anzi!), ieri è arrivato ad affermare che lui sta dalla parte della capotreno razzista che ha tuonato contro i molestatori e gli zingari esortandoli a scendere perché avevano rotto i co……, dimenticandolo che da pubblico ufficiale la capotreno certi discorsetti non se li può permettere!
Ma Salvini incalza affermando “giù le mani dalla capotreno” e assicura “che farà quello che è in suo potere per evitare sanzioni alla lavoratrice, che già ne sopporta di tutti i colori ogni giorno”.
Linguaggio in puro stile protezionistico? Non sia mai, solo che Salvini non ha smesso di fare il capopopolo leghista e non sa ancora fare il vicepremier, e grazie ai voti degli italiani, che sulla carta hanno votato ingenuamente a destra, comanda sul Paese intero!
A margine di queste performance si registra anche l’attacco della Lega al ministro “tecnico” titolare degli Esteri Moavero Milanesi perché ha osato affermare che: «Siamo stati una nazione di emigranti» e non va dimenticato quando «vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca». Il Ministro lo ha detto ricordando i 136 minatori italiani morti nella miniera belga di Marcinelle, ma frase non è stata gradita dal Carroccio e da Fratelli d’Italia (manco a dirlo!), che affermano in coro che paragonare i nostri emigranti ai clandestini è poco rispettoso.
Dalla Farnesina, molto intelligentemente, silenzio tombale, che però non esclude stupore per un affondo così inatteso.
A questo punto, l’unico auspicio è quello di sperare in qualche grosso strafalcione del governo e sperare nel botto politico.(n.b.)

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02369-avvio-anno-regolare

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-09/08/2018-06:00
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Bussetti vuole un avvio d’anno regolare

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Strano che un ex Provveditore faccia solo l'elenco dei tanti problemi da risolvere!
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Contento è soddisfatto per l’approvazione del decreto Dignità il ministro del MIUR Marco Bussetti, dimentico di essere stato seduto quale Provveditore al Milano su una poltrona davvero calda, si lancia ad affermazioni gratuite quali quelle di auspicare un avvio dell’anno scolastico regolare “per garantire un buon inizio ai ragazzi, al personale, alle famiglie”.
E giù a parlare dei problemi dei precari, dei diplomati del magistrale, delle reggenze nelle scuole, del reclutamento, della messa in sicurezza degli edifici scolastici, dei
rapporti con gli EE.LL., attraverso i quali definire trasporti, mense e tutto quello che attiene alle competenze di Comuni e Province, dei vaccini, del nuovo contratto, e via di seguito.
Per Bussetti forse il romano Viale Trastevere voleva essere un’isola serena anche rispetto alla milanese Via Soderini e dintorni, ma in questo caso ha fatto i conti sbagliati. E vediamo perché.
PRECARI – Il problema dei precari non si risolve schioccando le dita e meno che mai ricorrendo le cretinate dette in campagna elettorale dai pentastellati e compagni vari sull’eliminazione del precariato.
DIPLOMATI MAGISTRALE – Certamente la sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso ha sfasciato il giocattolo, ma comunque incombeva la protesta dei laureati in Scienze della formazione primaria che rivendicavano diritti ed espropriazioni di posti, alcuni dei quali a suo tempo conferiti legittimamente.
REGGENZE NELLE SCUOLE – In questo caso la colpa è dell’Amministrazione che non saputo/voluto indire in tempi ragionevolmente brevi il concorso per nuovi Ds, con spupazza menti vari, quesiti e perdite di tempo, per non parlare di un bando cervellotico pensare e voluto da terzi e redatto con i piedi, sia per i contenuti che per gli step di reclutamento.
SICUREZZA SCUOLE – Anche la sicurezza delle scuole non si risolve con lo schioccare delle dita, dopo anni di colpevoli silenzi, lasciando come unici responsabili i Ds per effetto del D.L.vo 81 e le conseguenze connesse. Ci vuole tempo, ma si potrebbe almeno eliminare la stortura del Ds “datore di lavoro” al pari di un padrone di azienda, senza coinvolgimento alcuna degli EE.LL., che, guarda caso, sono i veri responsabili di questo sfascio per la loro insipienza, irresponsabilità, pigrizia mentale e storno di risorse per ben altri problemi, che magari fanno anche spettacolo!
RAPPORTI CON GLI EE.LL. – Appare del tutto ovvio che un’amministrazione locale sana riesce ad intervenire a 360°, un’amministrazione fragile, per non usare ben altro aggettivo, riesce a stento ad intervenire mettendo una toppa dietro un’altra, e quindi i trasporti, le mense scolastiche con o senza somministrazioni vegane e vegetariane, ecc. diventano un problema! Ma ci sono anche i casi dove trasporti e mense non ci sono: i primi, per mancati collegamenti stabili soprattutto tra territori periferici e aree urbane e/metropolitane; le seconde perché non vengano somministrate da anni per ristrettezze di bilancio. Quando poi non si possono attivare classi a tempo pieno proprio per mancanza di mense, refettori, aree attrezzate, aree di svago e di raccolta post-prandiale, ecc. Insomma, tutti posti di lavoro in meno. Anche in questo caso il fai-da-te è d’obbligo da parte dei Ds, che tartassati dalle famiglie e dai gestori, spesso si accollano responsabilità incredibili nell’accoglienza di pasti provenienti dall’esterno, senza controllo alcuno e senza tutela per nessuno!
OBBLIGO VACCINALE - Relativamente alla telenovela sui vaccini che dal 1° settembre lascerà solo in trincea i Ds, direi proprio che si poteva evitare: bastare dire un bel NO al leader leghista e vicepremier Salvini assieme alla collega ministra della Salute e tutto sarebbe rimasto a posto, vigente la legge Lorenzin! Non s’è voluto pare perché il leader leghista tanto aveva promesso agli ineffabili NO VAX in campagna elettorale e quindi ha dovuto pagare pegno, con un papocchio tutto nostrano, con vaccinazioni sì-no, rinvii sì-no, autocertificazioni no-sì, e via di seguito, per non parlare delle documentazioni fasulle come abbiamo scritto e documentato su questa testata (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#02371-in-sicilia-vaccini-obbligatori ).
CONTRATTO SCUOLA – Quanto al contratto scuola in scadenza al 31 dicembre 2018 e già disdettato, appare del tutto evidente, che dopo la beffa dell’ultimo accordo, il personale della scuola non ci cascherà più e saprà far valere con manifestazioni e scioperi, i loro desiderata una volta per tutte. E i Ds? Ma di che stiamo parlando? Quando si chiuderà la loro penosa vicenda contrattuale?

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02369-certezze-che-non-risolvono-i-poblemi

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-08/08/2018-06:00
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Certezze che non risolvono i problemi

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Buchi vertiginosi in tutti i profili, ma l’Amministrazione tira dritto!
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Dall’incontro sul personale ATA svoltosi ieri al MIUR è emersa solo una certezza: l’Amministrazione non vuole risolvere la questione degli ATA, tant’è che ha messo a ruolo un contingente di posti decisamente insufficiente rispetto alla copertura dei posti vacanti al 1° settembre 2018. E ci vuole davvero un bel coraggio affermare che si certa di risolvere la questione ATA quando la percentuale di copertura è davvero minimale.
Qualche esempio
(*) non guasta:
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Profilo

Dotazione organica ai fini della mobilità

Posti vacanti al 1° settembre 2018

Numero unità immissioni
in ruolo

% copertura rispetto ai posti vacanti

DSGA

7.936

2.165

724

33%

AA

46.497

4.007

2.881

72%

AT

16.084

1.223

625

51%

CS

119.210

9.278

4.497

48%

(*) Elaborazione Cisl Scuola – Segreteria Nazionale
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Appare del tutto evidente che una siffatta situazione comporta una criticità nella gestione dei servizi scolastici e toglie al personale della scuola la possibilità di stabilità lavorativa.
Sempre dalla stessa fonte sindacale apprendiamo che l’Amministrazione ha fornito informazioni sull’assunzione dei Co.Co.Co, AA e AT confermando che verranno assunti con contratto a tempo
indeterminato in part time al 50% (inquadrati come ATA  Assistente Amministrativo e Tecnico con una anzianità di servizio iniziale).
Sul concorso per Dsga si è ancora in una fase interlocutoria e non è possibile definire una data di emanazione del bando in quanto si stanno valutando tutti gli aspetti politico/legislativo.
Circa l’indennità Dsga assegnato in scuole sottodimensionate le OO.SS. hanno sollecitato il  pagamento dell’indennità che è ferma all’a.s. 2013/14, ma l’Amministrazione è ancora in attesa di chiarimenti interpretativi in concerto con il MEF.

Circa la sostituzione del Dsga sui posti vacanti, considerato che i posti vacanti al 01/09/18 sono pari almeno a  2.178 è stato chiesto all’Amministrazione di procedere fin da subito a chiarire le modalità di individuazione dei sostituti al fine di evitare le criticità emerse lo scorso anno.

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02359-decreto-scuola

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-07/08/2018-06:00
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Decreto scuola, ovvero come licenziare oltre 5mila docenti!

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Trasformati i contratti a tempo, poi concorso con posti non per tutti!
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Che fine faranno gli oltre 5mila docenti soccombenti a causa della sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso? Semplice, il decreto prevede un contratto a tempo determinato fino al 30 giugno, poi il licenziamento e poi un concorso ordinario e uno straordinario. C’è da essere più che scontenti, e il mondo della scuola lo è pienamente!
Al concorso cosiddetto straordinario potranno partecipare anche i laureati in Scienze della formazione primaria, che sono altrettanto scontenti per questa presunta “sanatoria”.
Ad essere scontenti sono anche gli insegnanti della scuola dell’infanzia delle scuole non statali che, a causa del provvedimento voluto dalla maggioranza, ora non potranno più avere dei rinnovi di contratto oltre i 12 mesi, un limite che mette a rischio la continuità didattica nella fascia 3-6 e i livelli occupazionali, dal momento che in queste scuole le assunzioni vengono fatte sulla base della formazione delle sezioni con contratti che non possono essere a tempo indeterminato.
La Federazione italiana scuole materne (Fism), la Cisl Scuola, la Flc Cgil e la Uil Scuola hanno richiesto un incontro urgente al ministro del Lavoro Luigi Di Maio, rappresentando le gravi difficoltà che la nuova normativa produce sui livelli occupazionali del settore”. Secondo la Fism: “La decurtazione da 36 a 24 mesi della durata massima dei contratti a tempo determinato anticipa i tempi: chi fino ad oggi ha un contratto a 24 non potrà averlo rinnovato, (…) poiché le sezioni si compongono di anno in anno, serve un rapporto il più flessibile possibile con i dipendenti, dato che non possiamo trasformare tutti a tempo indeterminato. Inoltre i contratti a termine ora potranno essere di 12 mesi, oltre va specificata la causale ma noi non possiamo inserirla perché non siamo tra le tipologie previste dall’articolo 19 del Decreto 81 del 2015”.
Anche il Coordinamento diplomati magistrali abilitati è sul piede di guerra e minaccia scioperi e proteste a settembre “perché il decreto ha diviso l’Italia tra Nord e Sud, come avrebbero affermato alcuni deputati pentastellati, precisando che il concorso sarà espletato la dove ci sono posti disponibili”.
“In sostanza – conclude il Coordinamento - sono a rischio 6.800 posti a tempo indeterminato e il declassamento di 40mila persone. I posti a concorso inoltre sono 12mila e noi siamo oltre 40 mila: qualcuno che già aveva un lavoro lo perderà”.
Tutta questa situazione  preoccupa anche gli insegnanti meridionali che si vedono di nuovo con la valigia in mano, a meno che non si sblocchi – secondo la tesi Flc Cgil – l’organico aggiuntivo che per il Mezzogiorno significa solo tempo pieno.

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02339-bussetti-graduatorie-concorsi

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-06/08/2018-06:00
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Bussetti, le graduatorie e i concorsi

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È facile, in question time, raccontare favole ad una maggioranza allineata e coperta,  un’opposizione silente, poco rappresentata e tutti poco competenti in materia scolastica, però realizzare ciò che si auspica lo è molto meno!
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Fra le certezze, se non sono sogni (sic!) del ministro Bussetti, neanche dovesse stare a Viale Trastevere per l’eternità, c’è l’eliminazione di tutto il precariato della scuola: dalle GaE alle Graduatorie provinciali di Circolo/Istituto! Eppure dovrebbe sapere da ex Provveditore agli studi di Milano che una scampolo di graduatoria dovrà pur esistere per assicurare la copertura delle supplenze brevi, a meno che Bussetti non sogna un organico funzionale tanto ricco da azzerare ogni forma di questo precariato.
Dirlo in question time raccontando queste favole ad una maggioranza allineata e coperta, ed un’opposizione silente, poco rappresentata e tutti poco competenti in materia scolastica, è facile; però realizzare ciò che si auspica lo è molto meno!
Quanto alle riforme ha detto molto poco rispetto alle nostre anticipazioni: concorso straordinario che riguarderà i diplomati del Magistrale e i laureati di Scienze della formazione primaria, che sarà per titoli ed esame non selettivo, e concorso per i docenti iscritti in terza fascia con servizio e per i non abilitati in possesso dei 24 CFU. (n.b.)

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02329-decreto-dignita-pronto-senato

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-04/08/2018-06:00
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Decreto Dignità pronto per il Senato

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Focus su due questioni importanti: scuola e salute

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Dopo il voto favorevole alla Camera, con 312 sì e 190 no, il Dl “Dignità”approda a Palazzo Madama e se non ci saranno modifiche e voti contrari, ma si profila anche il voto di fiducia, in breve potrà essere sottoposto al vaglio e successiva firma del Presidente della Repubblica e quindi pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Solo al momento della pubblicazione della legge in G.U., tutte le modifiche saranno definitive.
In questo articolo affrontiamo 2 questioni scottanti: scuola e sanità
Per la scuola viene superato il comma 131 della legge 107/2015 e la questione dei diplomati magistrali interessati dalla sentenza del 20 dicembre 2017.
Per il primo nodo si è trattato di superare il vincolo previsto nella legge sulla Buona Scuola che impediva il prosieguo dei contratti a termine sulla stessa tipologia di posto una volta superato il limite dei 36 mesi su posti vacanti e disponibili; per i maestri diplomati dal Magistrale entro il 2001/2002 interessati dalla sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017, la soluzione del differimento di 120 giorni a far data dalla pubblicazione della sentenza di merito lascia aperto il campo supplenze almeno per quest’anno scolastico.
Nel frattempo, saranno organizzati 2 concorsi, uno ordinario e uno straordinario; la partecipazione alla tipologia di concorso dipende dal possesso del requisito dei due anni di serviziochi li ha maturati partecipa alla procedura straordinariachi non li ha maturati partecipa a quella ordinaria.
Al concorso ordinario potranno partecipare docenti in possesso dell’abilitazione, quindi i diplomati del Magistrale entro l’a.s. 2001/2002 e i laureati in Scienze Formazione Primaria. Al concorso straordinario potranno partecipare i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni, almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le scuole statali.
Passando alla questione salute, mentre fa dolorosa notizia il decesso di due neonate per pertosse a Bergamo (le mamme non erano vacinate!), emerge l’atteggiamento del ministro grillino schierato sempre più ai No Vax che ha rinviato l'obbligo dell'immunizzazione di un anno. Di fatto è stata vanificata la logica del decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori!
Il ministro della Salute Giulia Grillo, liquida la questione affermando che i vaccini sono fondamentali, ma non si condivide l’obbligatorietà e quindi deve decidere il Parlamento. Certo è che intanto slitta l'obbligo dell'immunizzazione ed a settembre nessun bambino sarà escluso da nidi e scuole dell’infanzia.
Poco importa anche che grazie alla legge Lorenzin la copertura vaccinale sia migliorata in tutto il Paese e se 21 regioni su 11 sono riuscite a immunizzare più del 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente.
Affermare la persuasione e la libertà di scelta sono cose bellissime, solo che sui vaccini non fatti si mettono a repentaglio non solo i propri figli, ma anche quelli degli altri. E sarà dura assicurare la copertura del gregge.
A tale proposito si ricorda che il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, ha fatto suonare il campanello di allarme della Sip già tempo addietro, ricordando a Matteo Salvini e a Giulia Grillo che le profilassi «sono indispensabili a garantire la protezione di tutta la popolazione verso malattie gravi, pericolose e potenzialmente mortali».
Ma è andata a finire che, per l'anno scolastico 2018-2019 sarà sufficiente un'autocertificazione che attesti l'avvenuta vaccinazione per far ritornare i propri figli in classe e per parecchi Ds, compreso gli iscritti all’Anp (durissima la posizione del collega Mario Rusconi, presidente dell'Anp  Roma-Lazio), «l'autocertificazione è un foglio di carta».

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02319-aspiranti-presidi-sul-piede-di-guerra

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-03/08/2018-06:00
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Aspiranti presidi sul piede di guerra

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Come da rituale collaudato, sul concorso per Ds appena avviato piovono,
o pioveranno, parecchi ricorsi
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Come da rituale collaudato, sul concorso per Ds appena avviato piovono, o pioveranno, parecchi ricorsi.
Su scala nazionale uno studio legale che sta mandando a raffica e-mail ai candidati che non hanno superato la prova, ma che hanno toccato o superato la sufficienza (60 punti), afferma e sostiene che è illegittimo lo sbarramento previsto nel bando e comunque la sufficienza 60/100 sarebbe sufficiente per ottenere una sospensiva da parte del TAR Lazio che dovrebbe ammettere i ricorrenti, con riserva, alla prova scritta.
Perché non s’è impugnato il bando che prevedeva lo sbarramento? Nessuno lo sa, ma sarebbe stato legittimo solo se ci fossero stati ricorrenti, ma se tale apertura ci sarà, sarà una bella rogna per il neo ministro Bussetti che da Provveditore di Milano ne avrà gestite tante, ma per conto terzi, e che adesso dovrà affrontare di persona il gravame.
Caso anomalo? Affatto, la Sicilia docet, visto che non s’è risolto, e chissà quando si risolverà, tutto il contenzioso che ha avuto inizio con il concorso del 2011 e che a colpi di ricorsi, sospensione, pareri dell’Avvocatura dello Stato e sentenze varie del TAR Lazio e del CGA Sicilia, ancora non è per niente sanato, con tante situazioni precarie: docenti, quasi dirigenti, ammessi ad un percorso formativo estivo e concluso con accantonamento di posti, però mai dati; vincitori con sentenze passate in giudicato in attesa di essere nominati; docenti in attesa della prossima sentenza del CGA e conseguente successivo gravame, e via di seguito.
Un papocchio tutto siciliano che chissà come e quando si risolverà!
Per restare in Sicilia, in questi giorni è scoppiata la bomba dei candidati che non hanno raggiunto la sede assegnata per cause non previste e non prevedibili. Si tratta di una trentina di candidati messinesi che non hanno potuto partecipare al concorso per Ds svoltosi lo scorso 23 luglio a causa di un'interruzione di diverse ore del transito viario nell'autostrada Messina-Catania dopo il crollo di un albero alle prime luci dell'alba.
I candidati che non hanno potuto sostenere il test preliminare perché impossibilitati a raggiungere le principali sedi di svolgimento dislocate in diverse città siciliane, si sono così affidati alla Flc Cgil di Messina e hanno deciso di diffidare il MIUR e l'USR Sicilia per ripetere la prova preselettiva.
Secondo il sindacato proponente una causa di forza maggiore, non imputabile al lavoratore, non può essere motivo di esclusione da un concorso. Erano previsti - si legge ancora 34.580 candidati in tutta Italia, ma se ne sono presentati poco più di 24 mila. Le maggiori defezioni si sono, tra l'altro, concentrate in Sicilia. In attesa di una risposta dal MIUR, i candidati comunque intraprenderanno anche la strada di un ricorso al CGA.

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-02/08/2018-06:00
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Concorso riservato del “decreto dignità”: forse è incostituzionale

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Il Parlamento può benissimo legiferare, ma c’è la quasi certezza che la norma venga impugnata dagli interessati
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Leggendo il commento pubblicato dal collega Reginaldo Palermo, vicedirettore de La Tecnica della Scuola (www.tecnicadellascuola.it  ) viene la voglia di dire: di sorpresa in sorpresa, anzi da scontentezza a disillusione!
Secondo il collega Palermo il “Decreto dignità”
che sta per essere convertito in legge dalla Camera in queste ore potrebbe contenere qualche elemento di incostituzionalità proprio nella parte relativa alla scuola, almeno per quanto segnalato dal Servizio Studi del Parlamento in un’ampia relazione del 30 luglio scorso.
Scrive Reginaldo Palermo: «I dubbi, argomentati e documentati, del Servizio Studi riguardano il fatto che per accedere al concorso riservato previsto dall’articolo 4 del decreto varranno solamente i servizi prestati nella scuola statale e non anche in quella paritaria.
“Per quanto riguarda la considerazione unicamente del servizio svolto presso le scuole statali – sottolineano gli esperti del Servizio Studi – si ricorda che l’art. 2, co. 2, del D.L. 255/2001 (L. 333/2001) ha disposto che, ai fini dell’aggiornamento delle graduatorie permanenti, poi ad esaurimento, i servizi di insegnamento prestati dal 1° settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla L. 62/2000 sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”.
“Con riferimento alla parità di trattamento tra insegnanti delle scuole statale e insegnanti delle scuole paritarie – si legge ancora nella relazione – si è pronunciato sia il giudice amministrativo, sia il giudice costituzionale”.
E si citano in proposito l’’Ordinanza del Consiglio di Stato n. 951 del 7 marzo 2017, con la quale veniva accolta un’istanza cautelare relativa alla procedura di mobilità del personale docente di cui all’OM n. 241 del 2016 che non valutava il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, ma soprattutto la sentenza n. 251/2017 con la quale la Corte costituzionale aveva dichiarata illegittima la disposizione contenuta nell’art. 1, co. 110, ultimo periodo, della legge 107/2015 che prevedeva un differente trattamento fra docenti di scuola statale e docenti di scuola paritaria nell’accesso ai concorsi».
Ovviamente – osserva Reginaldo Palermo - il Parlamento può benissimo legiferare autonomamente senza tenere conto del parere del Servizio Studi, ma è evidente che a queste condizioni c’è la quasi certezza che la norma venga impugnata dagli interessati con esiti facilmente prevedibili.

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02299-ferie-pagabili-nella-p-a-solo-per-cause-eccezionali

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-01/08/2018-06:00
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Ferie pagabili nella P.A. solo per cause eccezionali

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Ne sanno qualcosa tanti Dirigenti scolastici che, nel corso degli anni,
non riescono mai a fruire di tutto il periodo feriale!
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Le ferie nel settore pubblico possono monetizzate solo per cause eccezionali e solo se l lavoratore beneficiario possa provare che la mancata fruizione dei giorni di riposo sia stato causato da «eccezionali e motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore».
Su questo presupposto la Cassazione, con ordinanza 20091/2018 depositata ieri, ha respinto le richieste di un dirigente dell'azienda sanitaria locale di Reggio Emilia che aveva chiesto un'indennità sostitutiva dei 246,50 giorni di ferie accumulati in dieci anni di servizio.
La Cassazione, ha affermato che il dirigente sanitario avrebbe avuto diritto all'indennità sostitutiva delle ferie non godute solo se fosse riuscito a provare in giudizio che il "mancato godimento sia stato determinato "da effettive e indifferibili esigenze di servizio o, comunque, da cause di forza maggiore" indipendenti dalla propria volontà.
In primo grado, il giudice del lavoro aveva dato ragione al dirigente, ma la Corte d'appello di Bologna, con la sentenza confermata adesso dalla Sezione Lavoro della Cassazione, aveva ribaltato il verdetto, sottolineando che il dirigente non ha avuto modo di provare l'esigenza del servizio corrente, né ha provato le circostanze ostative al godimento delle ferie, in quanto costitutive del diritto a percepire l'indennità sostitutiva.
In sostanza, il mero fatto del mancato godimento delle ferie non da titolo ad un corrispondente ristoro economico se l'interessato non prova che esso è stato cagionato da eccezionali e motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore. Ne sanno qualcosa tanti Dirigenti scolastici che, nel corso degli anni, non riescono mai a fruire di tutto il periodo feriale!

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