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LA NOTA

  
Spunti
   di riflessione
   sui problemi
   della scuola

 

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02189-lunedi-concorso-presidi

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CERIPNEWS  LA NOTA  XVIII-21/07/2018-06:00
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Lunedì il concorso per i presidi

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Preselezione per 36mila candidati per 2.500 posti – La commissione del concorso
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Lunedì si terrà in tutte le sedi indicate dal Miur la prova preselettiva per il concorso per i futuri Dirigenti scolastici. Il test, a cui parteciperanno circa 36mila docenti, prevede 100 quesiti a risposta multipla con 4 opzioni, di cui solo una corretta. In buon sostanza si tratta di una prova ammazza candidati dato che non accerta né conoscenze, né competenze; semmai può legittimare solo le capacità mnesiche dei concorrenti. Poco, per la verità e molto se l’obiettivo è quello di rispettare il tetto prefissato nel bando per l’accesso alla prima vera prova scritta!
In attesa che il ministro Bussetti decida cosa fare per un percorso contratto dei tempi del concorso onde assicurare la titolarità dei vincitori al 1° settembre 2019, dopo i tanti rinvii e le lungaggini nei tempi dell’ex titolare di Viale Trastevere, gli idonei dei concorsi precedenti, a partire da quello del 2011, aspettano una decisione vera su un possibile percorso breve che li possa legittimare come Ds.
In Italia sono migliaia gli istituti senza un Ds titolare e il problema viene risolto con il meccanismo delle reggenze, così che ogni preside si trova in genere a dover guidare contemporaneamente due o tre scuole, a volte anche di più arrotondando un salario medio lordo mensile pari a 800 euro a fronte di un titolare che costa circa 6mila euro lordi al mese. In ultima analisi, in questi anni chi ci ha guadagnato è solo il Mef e certamente non i Ds che si sono accollati a reggere due scuole!
Per cogliere la portata di questa affermazione, come abbiamo scritto nell’edizione del 18 luglio scorso – leggi la pagina Notizie -  basta riflettere su quanto appresso: nel corrente anno scolastico 1.700 Ds con 6mila euro di mensile lordo sarebbero costati almeno 10.200.000, altrettante reggenze con una media mensile lordo di 800 euro sono costate 1.360.000, meno sì, più no, con un risparmio netto annuo di € 8.840.000; nel prossimo anno scolastico, 2mila reggenze costeranno 1.600.000 euro meno sì, più no, mentre 2mila stipendi di 6mila lordo/mese costerebbero 12.000.000 euro mentre altrettante reggenze costeranno appena 1.600.000 con un risparmio del Mef pari a € 10.400.000.
Intanto il Miur ha reso nota la
commissione per il concorso di ammissione al corso di formazione:
Presidente: dott. Daniele Bertuzzi, Consigliere della Corte dei Conti
Componente: dott.ssa Marisa Oglio, dirigente scolastica
Componente: dott. Mario Carmelo Maviglia, dirigente tecnico in quiescenza dall’1/1/2018
Componente aggregato esperto di lingua inglese: dott.ssa Silvana Albani, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado (Inglese)

Componente aggregato esperto di lingua francese
: dott.ssa Patrizia De Monte, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado (Francese)
Componente aggregato esperto di lingua spagnola: dott.ssa Antonia Paldera, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado (Spagnolo)

Componente aggregato esperto di lingua tedesca
: dott.ssa Assunta Mattei,
docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado (Tedesco).

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02159-i-posti-che-non-bastano-per-la-scuola

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CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-20/07/2018-06:00
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I posti che non bastano per la scuola

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Richieste inadeguate del ministro Bussetti al Mef – Affondo delle OO.SS. Scuola
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Le richiesta al Mef del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, di cui abbiamo dato ampie anticipazioni nell’edizione del giorno 18 luglio scorso (http://www.ceripnews.it/notizie.htm#02142-assunzioni-personale-scuola ) non convincono i sindacati della scuola che già prima di sapere cosa dirà il Mef, denunciano l’esiguità delle risorse che il governo giallo-verde ha destinato alla scuola.

Le immissioni in ruolo di 57mila docenti e 10mila Ata, affermano i sindacati quasi coralmente, non bastano per dare efficienza, serenità, stabilità e continuità didattica nelle scuole e la Flc Cgil, in prima persona, rincara la dose ricordando al Ministro che “oggi ci sono le condizioni per trasformare in organico di diritto i 15mila posti che di anno in anno vengono concessi in organico, cosiddetto, di fatto. E ben 43 mila posti di sostegno, oggi dati in deroga, possono diventare a tempo indeterminato. Sarebbero ben altri numeri”.
Sul fronte degli amministrativi lo stesso discorso: “bisogna rivedere i parametri dell’organico immaginando anche un AT anche nelle scuole del primo ciclo, istituti aperti e lotta alla dispersione”. Dentro questa operazione, afferma il sindacato romano di via Leopoldo Serra, “devono rientrare i posti dei diplomati magistrali e dei laureati in Scienze della formazione che hanno maturato il diritto all’immissione in ruolo, così come devono essere incluse le stabilizzazioni del personale educativo dei convitti e degli educandati”.

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02149-fondi-europei

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-19/07/2018-06:00
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Fondi europei, una torta miliardaria che l'Italia non sa come finire!

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Riuscirà il nostro Paese, in 30 mesi, ad utilizzare la torta miliardaria dei fondi europei completando i programmi europei entro il 2020?
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Riuscirà il nostro Paese, in 30 mesi, ad utilizzare la torta miliardaria dei fondi europei completando i programmi europei entro il 2020? Nessuno lo sa, ma il diffuso scetticismo non è foriero di buone notizie.
Come è noto, scrive Aldo Forbice sul quotidiano La Verità del 17 luglio scorso, la cifra stanziata, per il periodo 2014-2020, è di 44 miliardi di euro, cui vanno aggiunti 20 miliardi di cofinanziamento nazionale (di questi circa il 30 per cento sono a carico delle Regioni). A questa cifra lo Stato italiano, per integrare gli investimenti dei Fondi (Sie), affianca oltre 50 miliardi del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc).
A questa torta che attrae moltissimo, non ha finora corrisposto un adeguato impegno del governo e delle Regioni. Basti pensare che l'Italia è all'ultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi, mentre al primo posto si trova la piccola Finlandia e al secondo la negletta Grecia, che ha dato a tutta Europa l'esempio di come si possa riprendere la strada dello sviluppo, sobbarcandosi sacrifici forse mai visti dal dopoguerra ad oggi.
Ai primi posti, tra i virtuosi, troviamo il Portogallo (5°), la Polonia (9°), la Germania (15°), la Francia (16°), il Regno Unito (23°), la Spagna (25°) e l'Olanda, al penultimo posto, prima dell'Italia. La cifra in palio è gigantesca ed è molto attrattiva per le Regioni, chiamate, in gran parte, a gestire i Fondi europei. Ma purtroppo – scrive Aldo Forbice sulla Testata già citata -  sono poche quelle che riescono a rispettare gli impegni di spesa. Infatti, dopo una esperienza ultraventennale (con le diverse programmazioni) le Regioni non sono ancora riuscite a creare una efficiente rete di quadri, esperti, consulenti specializzati. Ovviamente, come vedremo, vi sono enti regionali virtuosi e quelli che stanno agli ultimi posti della graduatoria (quasi tutti del Sud).
Vediamo a che punto siamo, sempre leggendo l’articolo già citato.
Su 73 miliardi e 600 milioni di euro, come si è detto, siamo gli ultimi in Europa, con poco più dell'8 per cento di spesa certificata (l'anno scorso eravamo all'1 per cento). Per restare a casa nostra, le Regioni più sviluppate sono, ovviamente, quelle che riescono a utilizzare meglio i Fondi. Le ricordiamo: Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio. Ecco quelle meno sviluppate (3-5%); Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia. In transizione si trovano l'Abruzzo, il Molise e la Sardegna.

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02139-sicilia-nuovo-ddl-diritto-studio

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-18/07/2018-06:00
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Sicilia, nuovo ddl sul Diritto allo studio 

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Ok della Giunta al ddl - Ora il testo andrà in Aula
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Anche la Sicilia avrà una legge sul diritto allo studio? Ci prova il governo Musumeci che ha approvato il ddl proposto dall’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale Roberto Lagalla.  
“Dopo mesi di lavoro con l’Ufficio Scolastico Regionale, i rappresentanti delle parti sociali, del corpo docente e delle consulte studentesche, dice l’ex Rettore Lagalla, siamo arrivati alla proposta di legge definitiva, attesa da oltre trent'anni. Adesso, spero che l’iter legislativo possa procedere celermente all'Ars, in modo tale che la Sicilia possa essere al passo con la quasi totalità delle altre Regioni italiane”.
Il disegno di legge, auspicato anche dall’Assemblea regionale e dalla competente Commissione legislativa – come riporta Live Sicilia
http://m.livesicilia.it/2018/07/16/diritto-allo-studio-in-sicilia-la-giunta-approva-il-disegno-di-legge_980253/, tende a colmare uno  vuoto che dura dal 1985 quando con decreto del Presidente della Repubblica la Regione Siciliana veniva delegata in materia d’istruzione.
Da quella data ad oggi non s’è fatto nulla di buono e la Regione Sicilia, unica in Italia, è rimasta senza una legge organica sul diritto allo studio, nonostante vari tentativi mai approdati in Aula, alcuni neppure in Commissione e parecchi sono rimasti nei cassetti dei deputati proponenti.

 

Dopo 30 anni e tanti tentativi finiti prima dell’approdo in Aula, all’ARS potrebbe essere la volta buona per varare la legge sul Diritto allo studio in Sicilia.
Come è noto, nel 1985 con decreto del Presidente della Repubblica, la Regione Siciliana veniva delegata in materia di istruzione, ma da allora ad oggi la Sicilia ha battuto il record dell’inefficienza e dello scarso interesse in materia di istruzione, nonostante le leggi sull’autonomia scolastica avrebbero potuto e dovuto dar una spinta in tal senso.
Adesso ci prova l’ex Rettore dell’Università di Palermo e Assessore all’istruzione e alla formazione professionale Roberto Lagalla, che  aveva fatto della materia il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale.
Lotta alla dispersione scolastica, sostegno ai poveri anche straneri, agli ospedalizzati, ai diversamente abili, agli ospedalizzati, consulte, anagrafe scolastica per ora sono solo parole, vedremo come andrà a finire in Aula e soprattutto al di là delle anticipazioni mediatiche, valuteremo se e quanto questo nuovo ddl sia vicino e lontano dalla scuola e dell’università (n.b.)

La proposta odierna mira a disciplinare e a garantire l’accesso agli studi a tutti i giovani siciliani, fin dalla scuola dell’infanzia, occupandosi per la prima volta dei discenti più piccoli, da 0 a 6 anni, per arrivare alla formazione degli adulti, finalizzata all’inserimento occupazionale.
Questa legge si propone di disciplinare, in una logica di continuità, il percorso formativo di ogni singolo studente, attivando strumenti che facilitino il raccordo con l’istruzione superiore e con l’accesso al mondo del lavoro. Secondo Lagalla è più che mai necessario salvaguardare i diritti degli studenti, per garantire loro un percorso formativo qualitativamente adeguato ed universalmente accessibile, contrastando così i dati preoccupanti e penalizzanti sulla dispersione scolastica e sul livello delle competenze dei nostri ragazzi.
Partire dai giovani significa anche supportare utilmente la crescita imprenditoriale ed economica del territorio, ponendo il tema dell’istruzione alla base del possibile superamento delle attuali disuguaglianze, derivanti da differenti condizioni di partenza di natura economica o sociale”.

Il testo si compone di trentasei articoli, che disciplinano le azioni a sostegno dei vari percorsi di studio, fino al livello universitario, attraverso l’impiego di risorse regionali ed extraregionali.
Il disegno di legge prevede l’istituzione della “Consulta regionale per il diritto allo studio”, come luogo di concertazione e collaborazione fra i diversi attori del sistema. Inoltre, sono previsti interventi per il contrasto della dispersione scolastica, ancora drammaticamente presente in Sicilia, come la costituzione dell’Anagrafe scolastica regionale degli studenti, per il monitoraggio del fenomeno, nonché azioni a sostegno del prolungamento del tempo scolastico e in materia di funzionalità e sicurezza degli edifici scolastici.
Il testo, nell’intento di tutelare i soggetti più deboli, grazie ad una cooperazione interistituzionale, prevede diversi interventi a sostegno delle categorie più deboli, riservando particolare cura agli studenti disabili o con difficoltà nell’apprendimento, nonché a coloro che si trovino ad affrontare il percorso scolastico in regime di ricovero ospedaliero. Per persone diversamente abili o con disturbi specifici d'apprendimento, in particolare, sono previsti accordi e protocolli d'intesa con soggetti del terzo settore e con associazioni di familiari, finalizzati a una programmazione dei servizi scolastici. Si tende anche alla più ampia inclusione nel sistema educativo anche mediante servizi di trasporto scolastico e di assistenza specialistica, pure in sede domiciliare.
Sono poi disciplinate azioni di sostegno per studenti immigrati residenti sul territorio e azioni di valorizzazione delle scuole e dei processi d’insegnamento presso le isole minori, le aree montane o le aree metropolitane soggette a degrado sociale, nelle quali si intende intervenire attraverso il potenziamento delle attività pomeridiane ed extracurriculari.
Fra le azioni a sostegno del sistema universitario, è prevista l’erogazione di borse di studio, di contributi a favore di studenti meritevoli in condizioni di disagio e iniziative finalizzate a favorire il rientro di studiosi siciliani.
Sempre al fine di innalzare il livello delle competenze degli studenti siciliani, sono previsti interventi per il potenziamento linguistico e progetti di scambio culturale e internazionale, finalizzati allo svolgimento di periodi formativi presso enti, istituzioni o imprese di altri Stati membri dell’Unione europea. È inoltre disciplinata l’adozione di misure per rafforzare l’identità siciliana, attraverso iniziative formative volte all’acquisizione di una rinnovata consapevolezza della cultura regionale e delle potenzialità dello strumento autonomistico.

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-17/07/2018-06:00
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Il giorno della verità

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I sindacati sono stati convocati oggi per discutere sulle immissioni in ruolo
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Dopo la fase lunga e complessa della mobilità il Miur passa alle immissioni in ruolo stabilendo i contingenti per classe di concorso, posto di sostegno e provincia.
Il contingente fissato, dopo l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e Finanze e della Funzione Pubblica (e qui ci sarà da divertirsi!), sarà trasmesso agli Uffici Scolastici unitamente al decreto ministeriale relativo alle immissioni in ruolo del personale docente.
Le immissioni in ruolo continueranno ad essere svolte al 50% dalle GaE e al 50% da concorso 2016.
Per le assunzioni dei docenti di infanzia e primaria inseriti nelle graduatorie del concorso 2016 da quest’anno c’è la novità che le graduatorie possono essere scorse anche oltre il 10% degli idonei inizialmente previsto dal bando di concorso.
Un altra delle novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 è la proroga di un anno  (successivo al triennio) della validità delle graduatorie del concorso 2016.

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-16/07/2018-06:00
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Laureati in Scienze motorie anche nella scuola primaria

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L’ex docente di Educazione fisica ed ora Ministro, vuole il “campioncino”,
pardon lo “studente atleta”!
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Il ministro Bussetti nel corso della presentazione in VII Commissione di Camera e Senato congiunte per relazionare sulle linee programmatiche del MIUR ha annunciato l’introduzione della materia di Scienze motorie fin dalla scuola primaria e la conseguente introduzione dei laureati in questa materia.
Si ha però il sospetto che Bussetti, da ex insegnante di Educazione fisica, voglia conferire maggiore importanza allo sport soprattutto nelle prime fasi dell’evoluzione del bambino con il difetto però di non voler potenziare il gioco-sport, ma favorire o peggio alimentare, la caccia al campioncino in nome di una presunta sana e corretta educazione motoria!
Non a caso (Freud si potrebbe fare i bagni leggendo le parole del Ministro!) nel corso della audizione Bussetti ha parlato di studenti-atleti cioè di ragazzi che mentre studiano praticano attività sportiva a livello agonistico.
C’è solo da augurarsi, ma lo dubito, che il Ministro punti solo alla scuola secondaria, lasciando alla scuola primaria il compito di far giocare liberamente i bambini attraverso le tecniche e le strategie di gioco-sport che forse sconosce, visto che dopo la sua esperienza di docente di EF si è dedicato ad altro ignorando (forse!) tutta la letteratura psico-pedagogica sulla materia e gli esiti di alcune lodevoli sperimentazioni varate dal CONI e dallo stesso MIUR negli anni passati! (n.b.)

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02109-a-proposito-di-magliette-rosse

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-14/07/2018-06:00
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A proposito di magliette rosse, sbarchi negati e trumpismo salviniano

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Ordini e contrordini, rifiuti e concessioni al grido “qui comando io!”; ma così non si fa politica!
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I tanti cittadini e cittadine italiani che il 7 luglio scorso hanno indossato una maglietta rossa, compreso la redazione di Ceripnews che ha anche riportato la notizia rigorosamente scritta in rosso, esprimendo concretamente il ricordo dei tanti bambini morti in mare, non potevano immaginare che due deputati leghisti, tali Eugenio Zoffili e Daniele Belotti, avessero censurato la libera espressione delle camicette rosse e dei vestiti rossi indossati dai commissari del liceo scientifico di Partinico per aderire al ricordo dei bambini morti in mare, presentando un’interrogazione al responsabile del MIUR.
Certo è che se avessero indossato una maglietta, una cravatta, un fazzoletto verde non avrebbero avuto nulla da ridire! Come i tanti, purtroppo, che anni addietro hanno accettato (o subito!) di entrare nella scuola leghista tutta decorata con “Il Sole delle Alpi” stampato sui tetti, sui muri e perfino nei cestini di rifiuti!
Non avremmo voluto parlare di questa interrogazione per non dare campo aperto ai due leghisti, ma questa ennesima buffonata fa il paio con la vicenda gravissima della nave Diciotti che finalmente è attraccata a Trapani dopo l’intervento del Presidente Mattarella sul premier Conte che ha detto basta al balletto dei ministri bicolore, con buona pace del leader leghista e vicepremier (pesa la prima carica per esercitare la seconda, o viceversa?) che adesso vuole fare chiarezza, nei limiti delle sue competenze, ed è bene che se lo ricordi!
Perché è grave, anzi gravissimo, che una nave della Marina italiana, che aveva imbarcato i profughi, sia rimasta in mare non avendo avuto per ore il permesso di attraccare in un porto italiano, dopo essere stata rifornita al largo, e aver accolto i militari per indagare sui sovversivi, o presunti tali, che a quanto pare non c’erano.
Ha poco da dire a questo punto Matteo Salvini «che qualcuno ne deve rispondere» perché avrebbe disubbidito ai suoi comandi, pardon ordini. Ma forse così scoprirà chi comanda, come e perché!
Nasce però il sospetto che tutta la vicenda sia stata enfatizzata oltre misura sfruttando la comunicazione giunta dalla nave Vos Thalassa circa una presunta rivolta, con immediata presa di posizione di Salvini, magari solo per mostrare i muscoli a Innsbruck ai ministri colà convenuti,e  dove, peraltro, non s’è concluso nulla.
Adesso, dopo l’intervento del presidente della Repubblica Mattarella e del presidente del Consiglio, la parola passa – come è giusto e doveroso che sia! – alla Magistratura che senza tintinnio di manette ad uso mediatico, farà il suo mestiere e indagherà sui responsabili per violenza aggravata.
Quanto alla sceneggiata di Innsbruck con Salvini che “concede” un mese di tempo ai partner per costruire l’«asse dei volonterosi», e già suona male parola «asse», crediamo si possa affermare che il trumpismo salviniano non paga, anche perché l’approccio europeo per risolvere il problema dei migranti, anche rivedendo le regole della «missione Sophia», potrebbe proprio non portare ad alcun accordo o intervento finalizzato ai rimpatri verso la Libia e/o altra destinazione.

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02101-cosi-parlo-bussetti-in-commissione

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-13/07/2018-06:00
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Così parlò Bussetti in Commissione

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Rivedere la legge sulla Buona Scuola, ma non abolirla! Forse dispiace a qualcuno?
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Il ministro Bussetti, nel corso della sua audizione di mercoledì in Senato, ha affrontato tanti argomenti, precisando, primo fra tutti, che intende riallineare la Legge sulla Buona Scuola ma non abolirla, ne stravolgerla, anche perché bisogna ricreare un clima di serenità e di fiducia, senza ricorrere a nuove riforme e ad ulteriori strappi. Forse dispiace a qualcuno la sua abolizione nonostante gli impegni assunti in campagna elettorale dal duo Salvini-Di Maio?
Nel corso del suo intervento, il Ministro ha anche affermato che occorre proseguire con l'Alternanza Scuola Lavoro che non è un istituto da archiviare ma a cui crede molto, fermo restando che il MIUR non può tollerare percorsi che non siano di assoluta qualità, rispondenti a standard di sicurezza elevati ma, soprattutto, che non siano affatto coerenti con il percorso di apprendimento dello studente interessato.
Circa il nuovo reclutamento dei docenti, ha affrontato il problema dei trasferimenti, che ormai ha raggiunto livelli non ulteriormente accettabili.
Per gli argomenti affrontati qualche mal-di-pancia c’è stato subito con dichiarazioni abbastanza pesanti, ma per i tanti altri argomenti scottanti, non affrontati o appena sfiorati (concorsi, finanziamenti alle scuole statali e paritarie, dotazione tecnologiche, violenze da parte di famiglie e studenti che vede vittime i docenti (a parte l’annuncio spettacolo della costituzione del MIUR come parte civile), pensionamenti, diplomati magistrali, formazione, edilizia scolastica, dispersione scolastica, nuovi criteri di reclutamento per scuola e università trasparenza e merito compresi, ecc.), il silenzio del responsabile del MIUR è stato totale e certamente non depone a suo favore!

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-12/07/2018-06:00
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Un mese caldo per il governo Conte

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Banco di prova sarà il Decreto legge dignità

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Il mese di luglio sarà davvero calco per il governo Conti e il due giallo-verde Salvini-Di Maio. di fuoco. Il primo banco di prova sarà il “Decreto legge dignità” che ancora attende la "bottinatura" da parte della Ragioneria generale dello Stato e la firma da parte del Presidente della Repubblica. Una volta firmato da Mattarella, il decreto potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Una pubblicazione considerata «imminente» dal Governo, che ha chiesto dalla conferenza dei capigruppo per il 24 luglio l'inizio dell'esame in Aula.
In effetti a quasi un mese e mezzo dalla nascita del governo Conte, Camera e Senato provano ora una accelerazione, perché di lavoro vero se ne è fatto pochino.
Il PD parla di «decreto fantasma», visto che manca il testo definitivo, FI chiede che si corra contro il tempo per arrivare al sì, e Confindustria reclama correzioni sulle misure previste per ridurre il precariato. A sua volta il leader della Lega e vicepremier alleato per contratto con il M5S chiede l’introduzione dei voucher, una misura che però non convince buona parte dei pentastellati.

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02079-il-colmo-dare-ragione-alla-lega

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-11/07/2018-06:00
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Il colmo è dover dare ragione alla Lega!

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I colpevoli ritardi del governo Gentiloni e gli irresponsabili rinvii della ministra Fedeli,
hanno complicato la vita ai diplomati magistrali
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Il decreto legge “Dignità” affronta la questione alla lontana dei diplomati magistrali, prendendosi quattro mesi di tempo per una soluzione organica e forse per evitare che nella fretta per l’imminenza del nuovo anno scolastico esca un dispositivo normativo inadeguato e sperequato. In sostanza sono prorogati di 120 giorni gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato che prevede il licenziamento degli insegnanti magistrali.
La decisione di rinviare la soluzione “a bocce ferme” ha già provocato le prime reazioni da parte dei sindacati e delle forze politiche dell’opposizione che hanno criticato il Governo per avere deciso di non decidere.  Lo stesso, per la verità, non s’è fatto con l’esecutivo precedente.
La replica a quelle critiche arriva dal senatore Mario Pittoni, responsabile scuola della Lega e neo presidente della Commissione Istruzione del Senato, ha replicato che nei sei mesi in cui il Governo Gentiloni e la ministra Fedeli potevano produrre atti utili per venire incontro agli insegnanti, non s’è fatto nulla rinviando ogni decisione al nuovo esecutivo; ora che in seguito alla loro inerzia si è fuori tempo massimo rispetto all’avvio dell’anno scolastico 2018/2019, il Miur viene attaccato sul differimento dell’applicazione delle sentenze – unica azione praticabile per non mettere a rischio l’inizio delle lezioni – affermando che così si lascerebbe “nell’incertezza migliaia di lavoratori”.
È vero, ed è il colmo dover dare ragione alla Lega! (n.b.)

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02070-ministro-bussetti-in-commissione

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-10/07/2018-06:00
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Il ministro Bussetti in Commissione Camera e Senato

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Audizione prevista per domani alle ore 14:00 / L’inserto: Concorso Ds, quesiti con svarioni
per una preselezione ammazza candidati e spostamenti illogici di sede
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Cosa racconterà domani, alle ore 14:00, in audizione alle Commissioni riunite di Camera e Senato il ministro Bussetti? Illustrerà le linee del suo impegno futuro, come è augurabile, o si limiterà a parlare di tanta robetta.
Quale? L’elenco è pronto ed abbondante!
Parlerà dell’abolizione della “chiamata diretta” e dell’autocertificazione vaccinale, imposta da Salvini?
Parlerà dei diplomati magistrali dopo la quasi presa in giro scritta nel famoso “Decreto” Di Maio, che ha rinviato una decisione che non s’è saputo prendere, lasciando scontenti tutti?
Parlerà dell’Alternanza Scuola Lavoro (A-S-L) e/o della legge 107, anticipando le sue “riflessioni estive” in materia?
Parlerà dei concorsi per docenti varati dal governo Renzi-Gentiloni, con la ministra Fedeli, che sono stati stoppati sempre su ordine della Lega, stavolta Pittoni, che li vuole regionali?
Parlerà del concorso per Dsga di cui non si sa più nulla del concorso per IRC promesso da tanti da oltre un anno?

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Concorso Ds, quesiti con svarioni per una preselezione
ammazza candidati e spostamenti illogici di sede
Unico vero obiettivo di una prova a tempo che non accerta né conoscenze, né competenze!
La prossima selezione dei candidati al concorso per aspiranti Ds, nel rispetto rituale del precedente vede fra i 4mila quesiti pubblicati svarioni e domande bislacche, come pure risulta davvero anomala l’assegnazione dei candidati alle varie sedi d’esame in province diverse!
Insomma un vero e proprio papocchio già all’inizio, né potrebbe essere diversamente definita una prova a tempo che non misura certo conoscenze e competenze, ma solo le capacità mnesiche e di saper lavorare sotto stress, con monitor che ballano, tastiera sgarrupate, mouse poco performanti, come del resto è già accaduto per l’ultimo concorso a cattedra, dato le macchine allocate nei vari istituti, tranne rare eccezioni sono sempre le stesse, anzi sono più vecchie!
Intanto resta in limbo la prossima scadenza per la prova scritta, che i prevede fra fine settembre e la metà di ottobre, forse, e sempre che il Ministro non debba “riflettere” più a lungo durante questa pausa estiva.
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Parlerà della “pagella” da dare ai presidi, come strombazza sulla stampa quotidiana? Ovvero eliminerà l’attuale sistema di valutazione che vale assolutamente nulla?
Parlerà anche di dare la “pagella” a tutti i suoi dipendenti Miur, magari toccando/eliminando privilegi e benefit?
Parlerà (e spiegherà!) degli spostamenti dei candidati al prossimo concorso per Ds, sbattuti da una provincia ad un’altra? Oppure parlerà della loro preselezione fasulla tesa solo ad ammazzare tanti candidati e livellare il tetto massimo in ottemperanza a quanto fissato dal bando per l’accesso alla prova scritta? E quando la prova scritta?
Parlerà della mobilità a go-go e degli organici fasulli in mano a funzionarietti degli Uffici Territoriali isterici e con competenze opinabili, che assegnano cattedre e posti a discrezione, o peggio secondo l’umore della giornata negando oggi ai Ds colà pervenuti a pietire quello che viene concesso domani, alla stessa persona, fermo restando le stesse motivazioni?
Parlerà, in risposta ad una interrogazione di FI (Aprea-Casciello) della disponibilità a modificare prima di subito,
la responsabilità oggettiva connessa al ruolo che pone i Ds in una situazione di disagio nel loro quotidiano lavoro costringendoli a pagare per responsabilità e inadempienze di altri enti e/o altri soggetti professionali?0
Parlerà della situazioni pensionamenti del personale della scuola che ancora non si sblocca, dando l'assoluta incertezza a coloro che spirano alla pensione e che non sanno nulla della loro posizione?
Siccome è tutta robetta che l’ex dirigente dell’Ufficio Territoriale di Milano dovrebbe conoscere bene, anzi sapere benissimo, gli suggerisco di cominciare a fare il Ministro, dando dritte precise e consegne inderogabili ai suoi Uffici e non limitarsi a riflettere durante l’estate, mentre già incombe il nuovo anno scolastico, il cui incipit potrebbe risultare ancor più disastroso dei precedenti. (n.b.)

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-09/07/2018-06:00
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I due Paesi secondo l’Invalsi

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Le differenze fra ragazzi del Nord-Est e il resto d’Italia; la maglia nera a Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia: quasi il 50% è al di sotto della sufficienza in italiano e in matematica si arriva addirittura al 56%
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È la Calabria insieme a Campania, Sicilia e Sardegna che ottiene i risultanti peggiori nei test Invalsi: quasi il 50% è al di sotto della sufficienza in italiano e in matematica si arriva addirittura al 56%.
Di fronte a questi dati, non mancano le sentenze facili:
Anna Maria Ajello, presidente Invalsi: “Quello che rileviamo è un grave problema di iniquità del sistema; dovremmo poter offrire a tutti gli studenti le stesse opportunità ma i dati dimostrano che da scuola a scuola, soprattutto al Sud, ci sono grandissime differenze di rendimento (…). Bisognerebbe puntare a programmi per incentivare, anche economicamente, i prof con più esperienza ad andare nelle scuole con i risultati peggiori. Ora avviene il contrario”.
Marco Bussetti, ministro del Miur: “Bisognerà prendere provvedimenti con sincerità, realismo e riflettere sui risultati” e mentre riflette e non opera, propone di allargare le rilevazioni dell’Invalsi anche alla geografia.

La novità di quest’anno però è che per la prima volta si è testato il livello di inglese di bambini e ragazzi. Alle elementari, dopo cinque anni di corsi di lingua, raggiunge il livello A1 il 92,4% dei bambini: si tratta della prova di lettura, mentre in quella di ascolto la percentuale dei “promossi” scende al 78,6; purtroppo alle medie invece l’insegnamento dell’inglese non funziona: due studenti su tre al Sud non riescono a raggiungere il livello A2.
PER LEGGERE E/O CARICARE IL FILE:  2018-07-09-sintesi-rilevazioni-invalsi-2018.pdf

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02049-indossare-maglietta-rossa

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-07/07/2018-06:00
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Perché oggi occorre indossare una maglietta rossa

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Per fermare “l’emorragia di umanità” in Europa
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Questa testata aderisce all’iniziativa di Libera, Anpi e Arci per fermare “l’emorragia di umanità” in Europa che, da anni, colora di sangue il mare Mediterraneo, soprattutto di bambini. Spargere odio razziale è sbagliato, incivile e profondamente diseducativo.
 

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02039-vaccini-ministra-grillo

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-06/07/2018-06:00
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Vaccini, la ministra Grillo (o chi le lei) ha deciso di non decidere!

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Proposta l’autocertificazione, con proroga al 2019, che scontenta tutti
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Non c’è stato bisogno di leggere la circolare della ministra Giulia Grillo sui vaccini a scuola, per capire le sue intenzioni, prima esposte chiaramente alla Camera in risposta a due interrogazioni e ieri in conferenza stampa congiunta con il responsabile del Miur.
In ultima analisi, la Ministra ha deciso (o chi per lei) ha deciso di non decidere e la scelta dell’autocertificazione, che scontenta tutti, quanto meno la mete al riparo dalle rampogne giallo-verde del duo Salvini-Di Maio.
In una di una presunta, anzi gabellata, “semplificazione dell’onere documentale”, basterà l’autocertificazione dei genitori per consentire l’accesso a scuola.
Le autocertificazioni varranno fino al 10 luglio 2019, quando teoricamente bisognerà produrre i documenti per l’anno successivo.
La soluzione Grillo, a quanto pare concordata con il ministro Bussetti del Miur, non tocca l’obbligo, ma attenua lo sbarramento “no vax” a cui il leader leghista Salvini aveva dato credito.
Chiaro che le famiglie che autocertificano il falco sono sanzionabili, se scoperte, parimenti lo sono nel caso che il figlio non vaccinato attacca una malattia vaccinabile ad un compagno immunodepresso.

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Sull’obbligo vaccinale conquista le pagine dei quotidiani di oggi la piccola Sienna, figlia del pallavolista della nazionale Ivan Zaytsev, che avendo fatto vaccinare la piccola, s’è beccato una sfilza di insulti verbali dai “no vax” e attacchi non solo illeciti, ma anche razzisti. Tanta aggressione certamente non concorre a legittimare la teoria dei “no vax”, ma solo la loro poca civiltà e il mancato rispetto delle opinioni altrui. I dati dell’OMS sono una solare testimonianza e quando il convincimento tanto invocato e l’informazione e la conoscenza non bastano, ci vuole solo la legge uguale per tutti, a tutela della salute di tutti i minori, anche dei figli dei “no vax” e dei Salvinidipendenti.
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Quanto alla copertura su scala azionale pari al 95%, c’è ancora molo da fare, ma qualche Regione illuminata (Toscana) nell’ipotesi possibile che la legge Lorenzin venga fatta sparire in Parlamento, eliminando l’obbligo, si sta attrezzando con una sua legge che imporrà comunque i vaccini.
E le altre? Staremo a vedere; certo è che con la salute dei minori non si scherza!
L ' ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin non ci sta ed attacca il governo Conte affermando che si tratta di una “scelta politica sbagliata, sono traditi i più fragili”.
La leader di Civica Popolare, contesta la scelta della collewga Grillo sulle autocertificazioni ed afferma che il suo provvedimento non era fatto per impedire l'accesso a scuola dei bambini, ma per metterli in sicurezza: “Penso in particolare a quelli più piccoli, negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia, ed al problema spinosissimo della mancanza di immunità di gregge, che col mio governo ci siamo trovati a dover fronteggiare accompagnato dall'emergenza morbillo”.
L'obbligo – afferma la Lorenzin - non era il nostro fine, ma il mezzo attraverso cui garantire la sicurezza di tutti i bambini a scuola. “Con l'operazione appena annunciata non si semplifica la vita dei genitori, di quelli con problemi di salute che non possono esser vaccinati, ne quella dei bimbi troppi piccoli per poter ricevere le profilassi. Si mette solo preoccupazione nelle loro famiglie”.
Quanto ai controlli “a campione” l’ex responsabile del Ministero della Salute si chiede a chi spetteranno questi controlli: a dirigenti scolastici? Alle autorità sanitarie? Al ministero? E poi che fine farà l'Anagrafe nazionale dei vaccini, la cui creazione è prevista dalla legge?

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02029-la-scuola-che-verra

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-05/07/2018-06:00
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La scuola che verrà

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Bussetti: Cambiamenti sì, rivoluzioni no! – Interventi possibili sulla legge 107/2015 e concorsi
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Il Ministro Bussetti intervistato dal quotidiano Avvenire (4 luglio 2018) ha affermato che il prossimo anno scolastico registrerà solo cambiamenti e non rivoluzioni, perché la scuola italiana ha già pagato un prezzo troppo alto per gli stravolgimenti che si sono susseguiti negli ultimi anni a causa del mancato accompagnamento in fase attuativa delle riforme introdotte.
Vanta l'abolizione della chiamata diretta dei docenti da parte dei Ds come promesso in campagna elettorale dai partiti di maggioranza giallo-verde, soprattutto perché la chiamata diretta è stata concepita e applicata male e da più parti se ne chiedeva la cancellazione.
Sulla legge 107/2015 la pausa estiva servirà a Bussetti per capire cosa funziona e cosa no, dopodiché adotterà  i provvedimenti necessari nell'interesse dei vari attori in campo, prima di tutto gli studenti che sono i destinatari della formazione.
Il Ministro s’impegna a migliorare la qualità complessiva del sistema che comprende sia le scuole statali sia quelle paritarie. Relativamente ai concorsi su base regionale (Lega) Bussetti si limita ad affermare che si tratta di un'ipotesi da vagliare attentamente tenendo anche in considerazione le disponibilità dei posti.
Fin qui nulla di nuovo, solo parole, quando si passerà ai fatti?

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-04/07/2018-06:00
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Salvini, la Lega dei populisti e la saggezza del Senatùr

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Il governo Conte a guida bicolore Lega-M5S finora non ha fatto niente né dentro, né fuori del Paese, ma quello che è strano è che non emerga ancora un'«altra Italia» capace di proporre valori alternativi vincenti
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Dopo aver fatto manifestato la sua egemonia sul governo bicolore l'obiettivo del leader della Lega Matteo Salvini, sono le elezioni europee della prossima primavera per affermare la "Lega europea dei populisti" ritenendo il termine "populista" come un complimento, un suo traguardo ideale!
Dal palco di Pontida, Matteo Salvini, si è detto convinto di poter governare per i prossimi trent'anni ed ha lanciato l’idea della Lega delle Leghe o della Superlega, transnazionale da presentare alle elezioni europee del 2019 a cui ha strizzato l’occhio il governatore Musumeci forse ben lieto di vedere sventolare le bandiere del Carroccio con lo stemma della nostra Sicilia.
È meno lieto il senatùr Umberto Bossi che bolla Salvini affermando che “in Europa non andrà da nessuna parte (…) e che  la storia va da un'altra parte; non basta parlare” e che la presenza dei meridionali a Pontida significa solo “altra gente da mantenere” dato che “non c'è una Regione del Sud che riesca a pagarsi la propria sanità”.
Anche relativamente ai consensi leghisti sui sondaggi Bossi dice la sua: “Non credo molto ai sondaggi, la gente vota nelle urne. E comunque, se tutti i giorni fai una promessa e sollevi polveroni qualcuno riesci per tirarlo dalla tua parte. Ma i cittadini mica sono stupidi. Oggi ti votano, domani ti voltano le spalle se non mantieni tutte le promesse che hai elargito”.
Quanto alla politica interna ed estera il governo Conte a guida bicolore Lega-M5S finora non ha fatto niente né dentro, né fuori del Paese; “come potete pensare che francesi e tedeschi si facciano mettere il cappello in testa da noi italiani? Su dai, guardiamo in casa nostra e rispondiamo alla nostra gente. Quella del Nord, s’intende!”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’editoriale di Massimo Franco sul Corriere della Sera di ieri (3 luglio 2018) in cui il noto giornalista afferma che l’unica cosa che in questo mese ha voluto fare il nuovo governo Conte a guida Salvini-Di Maio, è stata quella di segnare una cesura con il passato; in ultima analisi, “demolire più che costruire. E in modo controverso, tra immigrazione e rapporti con l’Ue, ci è riuscito. Matteo Salvini e la sua Lega sono riusciti a individuare i punti deboli in materia di immigrazione. E in modo spregiudicato hanno puntato a esasperarli, assecondati dal Movimento Cinque Stelle”.
Il tutto costellato da annunci reciproci, quasi una gara di protagonismo agito dai «contraenti» del patto di governo Matteo Salvini e Luigi Di Maio, con annunci a raffica mentre lo scarto tra quanto si è promesso di fare e la realtà rimane corposo.
Scrive ancora Massimo Franco: “Alla Lega, per ora, sembra bastare il dividendo ottenuto con la mano dura contro i migranti;  Di Maio, invece, si sforza di rilanciare la «sua» agenda ed è costretto a farlo, intrappolato tra Carroccio e malumori del suo Movimento”.
Si coglie l’essenza della questione con il cosiddetto «decreto di dignità» - scrive ancora Massimo Franco - che risulta annacquato dall'esigenza di avere le coperture finanziari.
Gli avversari sostengono che Lega e Cinque Stelle sfruttano le paure del Paese, gonfiandole, ma il problema vero è come mai trovino terreno fertile dal punto di vista culturale; e perché non emerga ancora un'«altra Italia» capace di proporre valori alternativi vincenti.

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02011-promesse-da-pontida-sulla-fornero

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-03/07/2018-06:00
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Promesse da Pontida sulla Fornero

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Salvini annuncia che smonterà la legge pezzo per pezzo  minaccia anche di governare per 30 anni! – Da Via XX Settembre più NO che SI
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Matteo Salvini, leader leghista, vicepremier e ministro dell’Interno, dal palcoscenico di Pontida, senza Bossi e senza Maroni in vista, è intervenuto sul tema delle pensioni affermando che la legge Fornero è “ingiusta e disumana” e che la cancellerà, anzi “la smonterà pezzo per pezzo”, ovviamente convincendo il responsabile del Mef ad aprire i cordoni della borsa e ignorando l’altolà di Bruxelles sulla tenuta dei conti pubblici!
Il popolo padano e non s’è spellato le mani per applaudirlo e perfino il governatore siciliano Musumeci ha avuto il suo momento di gloria sul palco leghista, assieme alla ministra Bongiorno. Dopo tutto perché continuare a dire peste e corna della Lega ex Nord, ora che ha conquistato il Centro ed il Sud del Paese e annuncia di costituire la Lega delle Leghe in Europa?
Quanto alla riforma delle pensioni, Salvini incassa il placet dell’Anief che intravede la possibilità di ridurre drasticamente il precariato nella scuola attraverso il pensionamento con Quota 100 di oltre 100mila docenti e circa 48mila Ata che sommati agli attuali 50mla posti vacanti, tutto compreso, portano a circa 200milale possibili stabilizzazioni utili per ridurre “il precariato storico di lunga durata”, come ha affermato il ministro Marco Bussetti.
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Da Via XX Settembre più NO che SI
Non sarà facile convincere l’economista Giovanni Tria sulla “bontà” delle manovre Salvini-Di Maio: finanziare la flat tax, riformare la legge Fornero, realizzare il reddito di cittadinanza, ed altro ancora, solo contando sul taglio agli sprechi e la lotta all’evasione per fare una modesta cassa, né può dare sicurezza il debito che ha smesso di salire e il Pil che ha ripreso a crescere, per affermare che si è raggiunto un ragionevole consolidamento finanziario.
Per no parlare delle reazioni di Bruxelles e dei mercati che ritengono quanto meno azzardate certe “iniziative avventurose”  che si vogliono incardinare le Def.
Il ministro Tria, per la verità un primo segnale forte e chiaro l’aveva già mandato ai due leader bicolore già nel discorso alla Camera sulle prospettive della finanzia pubblica, precisano i due punti prioritari: riduzione del debito pubblico e rispetto delle regole europee, che certe iniziative possono compromettere ogni modesto tentativo di misure espansive. (n.b.)

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01999-alla-ricerca-della-a-s-l-perduta

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-02/07/2018-06:00
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Alla ricerca dell’ A-S-L perduta

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L’Alternanza Scuola Lavoro cambierà, ma ancora non si sa come!
Il Ministro Bussetti dovrebbe sapere, però, che col prossimo esame di Stato
aver assolto all’A-S-L è vincolante ai fini dell’ammissione
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Che l’Alternanza Scuola Lavoro (A-S-L) sarà modificata per il prossimo anno scolastico non c’è dubbio, solo che non si sa ancora come e quando, anche se il Ministro dovrebbe sapere, però, che col prossimo esame di Stato aver assolto all’A-S-L è vincolante ai fini dell’ammissione!
Forse il tutto si limiterà a ridurre le 400 ore dei tecnici e professionali, magari livellandoli a quelle dei licei (200 ore), ma la cosa più grave è che non si affronterà la vera questione: la qualità dell’A-S-L e la sicurezza e la tutela sul luogo di lavoro degli stagisti, nonostante l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale sull’A-S-L.
Il Ministro Bussetti finora si è limitato ad affermare la bontà dello strumento, forse per un rigurgito di adesione alla legge 107/2015, forse anche perché ritiene importante un primo contatto con il mondo del lavoro come forma di orientamento, ma soprattutto vuole mettere in discussione la dimensione obbligo/dovere.
E allora? Come sempre ci sarà da attendere, speriamo non per molto! (n.b.)
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01991-pentimenti-tardivi

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-30/06/2018-06:00
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Pentimenti tardivi sulla Buona Scuola

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La vice capogruppo del Partito Democratico, Simona Malpezzi, interviene sul ruolo nella scuola e sui provvedimenti messi in atto dal governo Renzi-Gentiloni
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La vice capogruppo del Partito, Simona Malpezzi, interviene sul ruolo del PD nella scuola e sui provvedimenti messi in atto dal governo Renzi-Gentiloni e replica ad un articolo di Pasquale Almirante pubblicato su La Tecnica della Scuola, ovviamente spezzando una lancia in favore della legge n. 107/2015, la cosiddetta Buona Scuola.
La Malpezzi afferma che la scuola “prima della famigerata (cit.) buona scuola era stata (mal)trattata come un bancomat ma nessuno in questi anni ha avuto la decenza di ricordare quelle scelte. Anzi, molti hanno avuto il coraggio di dire che noi avevamo fatto peggio. Cosa c’è più di destra di tagliare sui saperi e la cultura? Noi abbiamo investito ma tant’è. Si potrebbe dire che chi tocca la scuola muore ma la scuola va toccata e aggiustata e rilanciata”.
Che prima non fosse un Eden è certo, ma per cortesia che l’esponente politico – peraltro docente (sic!) - non tiri in ballo la rivoluzione tecnologica e la trasformazione del mondo del lavoro che richiedono sempre maggiori competenze, per giustificare, anzi per legittimare, la Buona Scuola varata dal suo Partito!
La parità scolastica, i diplomifici, la chiamata per competenze, la valutazione, il merito, la formazione permanente, il percorso 0-6 anni, l’Alternanza Scuola Lavoro, le modifiche agli esami di Stato e altro ancora, sarebbero i punti forti della riforma renziana?
Non la pensiamo allo stesso modo, quanto meno per l’uso disinvolto dell’articolo unico e i successivi decreti attuativi!
La vice capogruppo del PD ha il merito di riconoscere l’errore del Partito di non aver coinvolto i docenti nella riforma, ma è grave che non riconosca, però, l’errore più grave ed assoluto che è stto commesso: aver scritto la legge 107/2015 senza la scuola! (n.b.)

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01980-bussetti-buona-scuola

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-29/06/2018-06:00
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Bussetti: La Buona Scuola non è tutta da buttare / Le roi est tombé

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Il Ministro non dice però quali pezzi sono da salvare e si riserva una riflessione durante l’estate /
I Ds delusi protestano sulla soppressione della chiamata diretta
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Leggendo l’intervista rilasciata a Corrado Zumino e pubblicata sul quotidiano “la Repubblica” di ieri (28 giugno 2018), appare evidente l’imprinting burocratico-amministrativo del Ministro del Miur  Marco Bussetti che, guarda caso, viene proprio dalla stessa amministrazione.
E così, nonostante gli impegni elettorali assunti dai leader bicolore Salvini e Di Maio, non solo non dice che la Buona Scuola è da buttare, ma anzi garantisce che ne salverà alcune specificità al netto di una verifica da fare nel corso di questa estate.
Bussetti, cosa salverà della Buona Scuola? Boh! Vedremo e speriamo che si renda conto – se non l’ha già dimenticato - che certe riformicchie (pardon, modifiche) nella scuola non si possono fare ad anno inoltrato!
Di una cosa c’è certezza, che intanto la chiamata diretta è saltata, con tanta soddisfazione di alcune sigle sindacali, tanto mal-di-pancia dell’Anp e di tanti re decaduti (= dirigenti scolastici con l’Io ipertrofico) che rimpiangono il soppresso diritto di scelta, al pari di un vestito o un paio di scarpe, ma sempre in nome dell’offerta formativa destinata all’utenza. Sul come e sulle malefatte, che ho elencato nell’articolo di ieri (leggi: La caduta degli dei …
ma solo di quelli che si ritenevano tali! – 28 giugno 2018 -  http://www.ceripnews.it/notizie.htm#01959-caduta-degli-dei) ovviamente nessuna parola.
Per il resto che dice Bussetti? Poco o nulla, anzi fa di peggio, dice e no dice!
Di seguito un breve elenco:

Mobilità

La Buona Scuola è stata una scelta obbligata, noi oggi offriremo scelte consapevoli

Concorsi

I concorsi si svolgeranno su scala regionale, mettendo a bando i posti disponibili, con vincolo almeno triennale di permanenza nella regione dove si sostiene l’esame

Diplomati magistrali

Sui diplomati magistrali usciti dalle GaE ci sarà un decreto

Esaurimento GaE

I precari non scompariranno mai del tutto, ci sarà sempre bisogno di supplenti, ma basta col precariato storico

Scuola paritaria

No ai tagli ai finanziamenti

Università vaticane

Bisogna trovare un accordo tra Italia e Vaticano entro il 2019

Smartphone

Smartphone  e tablet sono molto utili ai fini didattici

il tutto in nome di “un cambiamento senza strappi, senza introdurre l’ennesima grande riforma”.
In conclusione, tutto come prima! Vedremo cosa succederà in concreto con un Ministro ex dirigente del Miur che, già al suo esordio, si affanna a difendere l’operato delle ex ministre Giannini e Fedeli e chiede tempo “per misurare le performance”.
Domanda curiosa: che ne pensano i vicepremier Salvini, Di Maio ed il riformatore sottosegretario Giuliano di tutto ciò? (ninni bonacasa)
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Le roi est tombé
I Ds delusi protestano sulla soppressione della chiamata diretta
Alcuni Dirigenti scolastici, dopo aver letto l’articolo pubblicato ieri (La caduta degli dei … ma solo di quelli che si ritenevano tali! – 28 giugno 2018 -  http://www.ceripnews.it/notizie.htm#01959-caduta-degli-dei) dimenticando il loro ruolo primario di leader educativo, mi hanno esternato il disappunto per la presa di posizione della testata e mia personale.
Premesso che avevo pensato di non replicare, decido di farlo comunque, per chiarire la posizione come ex dirigente scolastico ed ex sindacalista confederale sulla materia.
Non ho mai apprezzato la politica renziana sulla scuola, non ho apprezzato la legge 107/2015, non ho apprezzato la politica berlusconiana sulla scuola, come non apprezzo quella proposta da questo governo bicolore. Non mi appartengono, sia chiaro fino in fondo!
Sulla scuola, a parte le mie idee politiche, ho sempre detto le cose che non vanno molto chiaramente, indipendentemente dal colore politico del governo in carica, anche facendomi più di un nemico, e credo che parecchi me ne possano dare merito.
Quanto agli interventi sulla scuola e la sua organizzazione didattica e funzionale credo che da decenni non si facciano più riforme, semmai solo riformicchie, come è scritto nell’articolo riportato a fianco.
Se poi tutto questo implica il decadimento culturale del sistema, a quanto pare poco importa compreso a coloro che millantano l’elevazione dell’offerta formativa solo attraverso la selezione, spesso gratuita ed arbitraria, dei docenti pervenuti nelle rispettive scuole. (n.b.)

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01969-italia-deficit-gravissimo-competenze-digitali

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-28/06/2018-06:00
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Italia, deficit gravissimo sulle competenze digitali

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Consiglio Ue: “Preoccupante fattore di esclusione sociale perché preclude non solo il mercato del lavoro, ma anche l’esercizio di fondamentali diritti sociali”
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Il Consiglio dell’Unione europea nella Raccomandazione sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente, adottata nel maggio scorso, che aggiorna quella di dodici anni fa per rispondere ai cambiamenti socio-economici, afferma che leggere, scrivere e far di conto non bastano più, il digitale è una competenza di base a tutti gli effetti, al pari di quelle alfabetiche e matematiche.
Un documento che su questo punto inchioda l’Italia al suo ritardo - certificato dal Rapporto The Digital Economy and Society Index Desi 2018 – con l’aggravante che l’insufficiente livello di cultura digitale di base è un preoccupante fattore di esclusione sociale perché preclude non solo il mercato del lavoro, ma anche l’esercizio di fondamentali diritti sociali.
Le competenze richieste oggi sono cambiate rispetto al passato, sottolinea il Consiglio europeo nella Raccomandazione: “Più posti di lavoro sono automatizzati, le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambiti del lavoro e della vita quotidiana e le competenze imprenditoriali, sociali e civiche diventano più importanti per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti”.
Di qui la raccomandazione di “innalzare il livello di padronanza delle competenze di base, che sono quelle alfabetiche, matematiche e digitali, e sostenere lo sviluppo della capacità di imparare a imparare quale presupposto costantemente migliore per apprendere e partecipare alla società in una prospettiva di apprendimento permanente”.
Un obiettivo difficile per il nostro Paese, dove la cultura digitale non attecchisce proprio: in Desi l’Italia raggiunge il 28° posto della classifica, precedendo solo Bulgaria, Grecia e Romania, con un punteggio di 44,3, distante quasi 30 punti dal 1° posto della Danimarca (73,7).

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01949-oltre-5-milioni-italiani-poverta-assoluta

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-27/06/2018-06:00
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Oltre 5 milioni di italiani in povertà assoluta

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Istat: In questa condizione 8 persone su 100 nel 2017- Al Sud tocca uno su dieci -
Un milione e 208 mila minori!

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Le persone che vivono in povertà assoluta in Italia superano i 5 milioni nel 2017E' il valore più alto registrato dall'Istat dall'inizio delle serie storiche, nel 2005. Le famiglie in povertà assoluta sono stimate in 1 milione e 778mila e vi vivono 5 milioni e 58 mila individui. L'incidenza della povertà assoluta è del 6,9% per le famiglie (era 6,3% nel 2016) e dell'8,4% per gli individui (da 7,9%). Entrambi i valori sono i più alti della serie storica.
L'aumento della povertà assoluta colpisce soprattutto il Mezzogiorno dove vive in questa condizione oltre uno su dieci. L'incidenza stimata dall'Istat, nel Sud Italia, sale da 8,5% nel 2016 a 10,3% nel 2017, per le famiglie, e da 9,8% a 11,4% per gli individui. Il peggioramento riguarda soprattutto chi vive nelle città principali, i comuni centro di area metropolitana, (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni di minori dimensioni, fino a 50 mila abitanti (da 7,8% a 9,8%).
In Italia vivono in povertà assoluta 1 milione e 208 mila minori nel 2017. L'Istat stima un'incidenza al 12,1% (era 12,5% nel 2016). Il rischio di povertà cresce all'aumentare dei figli minori presenti in famiglia: l'incidenza si attesta al 10,5% tra le famiglie con almeno un figlio e raggiunge il 20,9% tra quelle con tre o più figli.
[FONTE: ANSA, 26/06/2018 – 12:24]

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01939-ventisette-giovani-siciliani

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-26/06/2018-06:00
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Il 27% dei giovani siciliani va a studiare al Nord

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L’emigrazione studentesca causa una perdita complessiva annua di circa 3 mld/euro

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Il Rapporto Svimez presentato ieri in Senato sottolinea una rilevante crescita della cosiddetta migrazione intellettuale ed il trasferimento di un numero crescente di giovani meridionali che vanno a studiare in università localizzate nelle regioni centro-settentrionali.
In sostanza, la decisione migratoria viene scelta già a livello universitario con l’obiettivo di avvicinarsi a mercati del lavoro che vengono ritenuti maggiormente in grado di assorbire capitale umano ad alta formazione.
Nell’anno accademico 2016/2017, i meridionali iscritti all’università, secondo quanto rende noto Svimez, sono complessivamente 685 mila circa, di questi il 25,6%, pari a 175 mila unità, studia in un ateneo del Centro-Nord. La quota, invece, di giovani residenti nelle regioni del Centro-Nord che frequenta un’università del Mezzogiorno é appena dell’1,9%, pari a 18 mila studenti. Ne deriva, quindi, un saldo migratorio netto universitario pari a circa 157.000 unità.
Le Regioni meridionali che si caratterizzano per i maggiori flussi in uscita in termini assoluti sono la Sicilia e la Puglia, con oltre 40 mila giovani che studiano al Nord, mentre in termini di percentuale su totale degli iscritti, i tassi migratori universitari più elevati riguardano le regioni più piccole del Sud, Basilicata e Molise con oltre il 40%, la Puglia e la Calabria con il 32% e la Sicilia con il 27 per cento.
Lo spostamento degli studenti causa una riduzione dei costi sostenuti dagli atenei per i diversi corsi di studio (costi docenti, costi servizi didattici, costi delle infrastrutture). Per quantificare queste risorse é stato preso in considerazione il parametro del costo standard, alla base dei criteri utilizzati dal Miur per finanziare le istituzioni universitarie. La cifra stimata é di circa un miliardo annuo di minore spesa della PA nel Mezzogiorno dovuta alla iscrizione fuori circoscrizione di 153 mila studenti meridionali.

E’ stata, infine valutata, la spesa per consumi privati attivata dagli studenti meridionali che studiano al Centro-Nord per gli alloggi e per le principali voci del costo della vita (prodotti alimentari, fornitura di acqua, energia e gas, spese sanitari, trasporti e comunicazioni) distinte, in base alle tabelle Istat, per città di residenza.
Si precisa che tale costo medio annuo é profondamente differenziato e va dal valore massimo di 4.700 euro di chi studia a Milano ai 1.700 euro di Cassino e Vercelli. Il valore complessivo dei consumi privati che, per effetto della migrazione universitaria, viene trasferito dal Sud al Nord é di circa 2 miliardi.  L’emigrazione studentesca causa, dunque, in termini di impatto finanziario una perdita complessiva annua di consumi pubblici e privati di circa 3 miliardi di euro.
[FONTE: siciliainformazioni.com del 24 giugno -http://siciliainformazioni.com/redazione/840790/27-per-cento-
di-giovani-siciliani-va-a-studiare-al-nord-i-costi-alti-del-declino
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01929-ignoranza-e-incompetenza-bicolore

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-25/06/2018-06:00
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Ignoranza e incompetenza bicolore

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Sui vaccini Salvini ha toppato! – Il Mef contro di Maio
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di Ninni Bonacasa
 

Sui vaccini Salvini ha toppato!
Il leghista Matteo Salvini - che guarda caso è anche vicepremier e è bene che se lo ricordi e glielo ricordi anche il premier Conte se gli è permesso parlare! - dopo le sue più recenti sparate su respingimenti, blocco degli sbarchi, schedatura di rom, scuola ed altro ancora, stavolta con l’affondo sui vaccini sperava di raggiungere il top, ma gli andata male!
Purtroppo quando si è ignoranti su una materia e se ne parla, si rischia sempre.
Per dirla tutta,  sono molto arrabbiato quando si gioca con la salute dei bambini, lo dico da ex uomo di scuola e anche da padre di una pediatra-neonatologa.
D’accordo che ognuno, purtroppo, possa fare scelte personali in danno dei propri figli, ma mi preoccupa molto che il leader leghista non rispetti le regole, non pensi al benessere di tutti, compreso i propri figli, che peraltro tira sempre in ballo ed anche fuori luogo.
La sparata del vicepremier sui vaccini ha determinato la reazione composta, ma forte, del mondo scientifico, ma anche della ministra della Sanità Giulia Grillo, che Salvini ha dovuto incassare e stare zitto.
L’arroganza del leader leghista è notoria e con la presunzione che lo contraddistingue afferma che 10 vaccini sono inutili e che, in ogni caso, lui si è assunto l’impegno di permettere l’ingresso a scuola a tutti i bambini, anche non vaccinati! In ogni caso, niente repressione, ma solo persuasione che, tranne in alcune Regioni virtuose, però prima della legge Lorenzin, non era servita a niente!
Forse il leader leghista si ispira al Veneto, dove per alcuni vaccini è stata ampiamente superata la soglia di rischio ed i casi isolati, confusi nel gregge, non possono determinare contagio e diffusione della malattia; purtroppo, su scala nazionale, la situazione è molto variegata!
Quanto alla legge Lorenzin, chi se ne frega, sembra dire Salvini, idem per le migliaia di contagi e i bambini morti perché non vaccinati (sic!).
Secondo il presidente della Società Italiana di Pediatria (Spi) Alberto Villani, invece non solo i 10 vaccini obbligatori sono utili e indispensabili, ma ce ne vorrebbero molti di più, per esempio vorrebbe obbligatoria anche la vaccinazione contro lo pneumococco, il meningococco o rotavirus.
Il prof: Villani afferma anche che è del tutto falsa l’affermazione sulla pericolosità dei vaccini e sul rapporto vaccinazione-obbligo scolastico il prof. Villani afferma categoricamente che in ogni istituto c’è almeno un bambino che per motivi di salute non può essere vaccinato e che o abbandona la scuola o rischia la vita se entra in contatto con un compagno non immunizzato.
Ma questo, a quanto pare, il leader leghista non lo sa, mentre sa bene come fare spettacolo con uno sparuto gruppetto di “no vax”, a cui sembra strizzare l’occhio,perché per Salvini la campagna elettorale è permanente! C’è solo la speranza che chi lo segue e si spella le mani per applaudirlo anche a comando, un giorno o l’altro rinsavisca e gli faccia fare a lui ed alla Lega un bel tonfo nei sondaggi. Speriamo presto, ovviamente.

 

Il Mef contro di Maio
Il titolare di Via XX Settembre, indipendentemente da colore politico, è sempre contro  ogni governo. Stavolta è stato il ministro Tria a dare l’altolà al penta stellato Di Maio, che per bilanciare le sparate del collega vicepremier Salvini, aveva fatto annunci roboanti sul reddito di cittadinanza, senza però sentire il collega Giovani Tria, che lo ha smentito platealmente, informandolo che senza coperture, che non ci sono, il reddito di cittadinanza nel 2018 non si può fare, dato che “per l’anno in corso i giochi ormai sono fatti e soprattutto bisogna rimanere all’interno dei paletti fissati da Bruxelles.

Da man forte al responsabile del Mef il viceministro all’Economia Laura Castelli che ribadisce che “per quest’anno non c’è più spazio per interventi (…) e quindi il tutto potrà essere previsto nel quadro di una prossima programmazione pluriennale”. Non esclude, tuttavia, che se possa parlare già nel 2019, parole quasi confortanti per bilanciare le sparate sulla flat tax dei leghisti.
Insomma dal Mef l’approccio rigoroso è dominante e cozza con il “Contratto” e con le affermazioni gratuite di quanti su di esso si spendono, con la differenza sostanziale, oltre che formale, che quotidianamente il leader leghista le spara a raffica ma a costo zero, e tira a campare con i respingimenti, i migranti, i porti chiusi alle Ong, il conflitto palese con Malta e Francia, i rom, la scuola, i vaccini, e altro ancora per accalappiare gli allocchi, la destra xenofoba ed i fascisti; Di Maio, invece, che aveva investito sulle promesse elettorali di peso, senza risorse economiche resta al palo ed è pure costretto a limitare i danni sulle sparate del suo collega vicepremier.
Parole fuori registro le mie? Affatto, la pensano allo stesso modo il filosofo Cacciari e l’ex titolare del Mef Padoan, che sono certi che primo o poi i nodi economici segneranno questo governo (Cacciari), mentre l’ex ministro dell’Economia (Padoan) fissa l’asticella a settembre, quando si dovrà presentare la nota di aggiornamento che farà venire a galla tutti i problemi finora ignorati e/o sottovalutati.
E il ministro Tria lo sa bene, e l’avvicinarsi delle scadenze settembrine spinge, anzi costringe, il responsabile di Via XX Settembre a piantare i suoi paletti “assicurando continuità con le politiche del passato” , con disappunto dei due vicepremier, ma con il compiacimento trasversale che da va dal Quirinale a Bankitalia, a Bruxelles.
Una posizione che però sta molto stretta al M5S e alle Lega.    

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CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-23/06/2018-06:00
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Il cambiamento della scuola secondo la Lega

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Il sen. Pittoni, appena insediato come presidente della Commissione Istruzione del Senato,
traccia la road map per gli inquilini di Viale Trastevere
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Il cambiamento della scuola attraverso il ministro Bussetti, il sottosegretario Giuliano ed il loro staff è gravato dalla presenza del sen. Mario Pittoni, già responsabile Istruzione della Lega e ora presidente della Commissione Istruzione del Senato.
E manco a dirlo, mentre il Ministro annuncia pellegrinaggi regionali e l’ex Ds2.0 tace, il senatore Pittoni, in attesa di ulteriori determinazioni annuncia un’Alternanza Scuola lavoro “di maggior qualità”, possibili soluzioni sul precariato e per i diplomati magistrali (ma la situazione appare complessa, a detta dei dirigenti del Miur!), una sforbiciata al percorso concorsuale degli aspiranti Dirigenti scolastici e torna in ballo il reclutamento dei docenti su scala regionale, che, dopo tutto, è sempre stato il suo chiodo fisso.
Ma annuncia anche il superamento della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti, che ha creato solo malumori e proteste tra gli insegnanti ed una riflessione sulla premialità.
Insomma, Pittoni ha già tracciato la road map su Istruzione e Ricerca per gli inquilini di Viale Trastevere che, a quanto pare, dovrebbe accettarla a scatola chiusa. Sarà vero? Staremo a vedere! (n.b.)

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01909-bussetti-girero-italia

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-22/06/2018-06:00
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Bussetti: girerò l’Italia per ascoltare

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Obiettivo: migliorare l’offerta formativa sia scolastica che universitaria
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Prima di prendere decisioni, il ministro Bussetti vuole ascoltare; dopo tutto per operare c’è sempre tempo per farlo!
C’è solo un piccolo particolare, il tempo scorre e l’anno scolastico 2018/2019 sta per iniziare … con i problemi di sempre, e da ex dirigente del Miur dovrebbe ben saperlo!
Quindi, prima di fare il pellegrinaggio regionale è bene che si dia una smossa per poter trovare soluzioni da subito che favoriscano la migliore offerta formativa sia scolastica che universitaria.
Quanto al rinvio dell’operatività, bisogna davvero leggere, anzi è meglio dire decodificare, cosa intende il Ministro: vuole dire, forse, che prima di prendere provvedimenti, di modificare le norme, passerà del tempo?
E la legge 107/2015 che fine farà? La chiamata diretta dei super-presidi, l’Alternanza Scuola Lavoro, i diplomati magistrali che fine faranno quest’anno?
Appare davvero semplicistico che il Ministro se ne esca su Radio Capital affermando che la chiamata diretta va superata, l’A-S-L va migliorata (permettere alle scuole di poter programmare, pensare di introdurre un minimo di ore oltre che un tetto massimo di ore) e  che non esiste alcun problema di poteri eccessivi ai presidi, soprattutto se cade la chiamata diretta.
Per quanto riguarda la legge 107/2015 parla di correzioni in corso d’opera mentre, almeno prima di fare il suo sottosegretario, il ds Salvatore Giuliano aveva affermato che la Buona Scuola era tutta la buttare, mentre ora si limita a parlare di “modifiche pesanti”!
In ogni caso, non si tratta di salvare o modificare pezzi della cosiddetta Buona Scuola, bisogna rifondare un’altra scuola riportandola al centro del processo culturale/educativo/formativo per le nuove generazioni! (n.b.)

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01901-a-proposito-di-censimenti-e-chiarimenti

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-21/06/2018-06:00
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A proposito di censimenti e chiarimenti

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Perché non fare chiarezza e il censimento dei fascisti, degli xenofobi, dei razzisti, degli ignoranti, degli zoticoni, dei gretti, degli acefali, degli intransigenti ed anche dei cattolici on-off?
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Il vicepremier Matteo Salvini, dopo i respingimenti delle navi Ong, vuole censire i rom, che sono cittadini europei, gli fa eco l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, che per fare pari e patta, chiede il censimento dei raccomandati nella P.a. e alla Rai; i vescovi, a loro volta, vogliono fare chiarezza sui divorziati risposati, gli omosessuali e il gender.
A questo punto perché non fare chiarezza ed anche il censimento dei fascisti, degli xenofobi, dei razzisti, degli ignoranti, degli zoticoni, dei gretti, degli acefali e degli intransigenti cattolici? (n.b.)

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-20/06/2018-06:00
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Una deriva davvero pericolosa!

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Prof rischia sanzioni per frasi razziste pubblicate su Facebook
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Il professore di italiano dell’IIS “Gastaldi-Abba” di Genova che ha scritto frasi razziste su Facebook, rischia sanzioni disciplinari non solo da parte dell’Ufficio scolastico regionale, ma anche da parte dell’Ordine dei giornalisti, in quanto pubblicista e collaboratore del sito web “Liguria Notizie”, ma il docente si difende affermando che si è trattato di «uno sfogo di rabbia del momento» e dichiara di avere scritto parole che non pensa e spinto dall'esaurimento nervoso!
Si contesta al prof la circolazione di un post pubblicato sulla sua pagina Facebook in cui commentava una notizia di cronaca (l'aggressione subita da un carabiniere da parte di un gruppo di venditori abusivi a Pisa) con parole violente nei confronti degli immigrati africani: «Bastardi scimmie di m….», invocando anche l’intervento salvifico del neo ministro dell'Interno: «Salvini pensaci tu!».
Insomma il docente, in un momento di rabbia perché ha parenti nelle forze dell'ordine, ha reagito male nel vedere il video di quel carabiniere che veniva pestato.
Che c’entra tutto ciò con le parole ingiustificabili? Poco, molto poco! Come il tirare in ballo lo stress del lavoro di fine anno scolastico;
non tutti i professori, per fortuna, arrivano a fine giugno esauriti fino a questo punto! Un’autodifesa davvero deboluccia da parte del professore che però ha la dignità di addossarsi le frasi pubblicate, senza tirare in ballo terzi o hacker o altro ancora.
Quanto all’accorata invocazione al vicepremier Salvini, soprattutto alla luce delle sue posizioni da leader leghista più che da vicepremier, contro gli emigrati, i rom da schedare, i respingimenti, ed altro ancora, è meglio lasciar perdere, non fosse altro per non connotare tutto politicamente!
Per quanto riguarda il Miur si dovrà decidere se il comportamento del docente sia ancora compatibile con l'insegnamento nella scuola pubblica; in un caso simile, però con episodi ripetuti, a Venezia, lo scorso anno, una professoressa era stata licenziata, salvo poi essere riammessa al lavoro ma con incarichi amministrativi.
Relativamente all’Ordine dei giornalisti, si ipotizza una censura con diffida o la sospensione breve dell’attività pubblicistica. (n.b.)

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-19/06/2018-06:00
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Tre studenti bulli di Lucca, sui sei, se la cavano con poco!

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Avevano maltrattato un prof di 64 anni per un brutto voto / Cosa dice il Ministro
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Ricordate i famosi 'bulli della diretta' dell'Itc Carrara di Lucca che avevano nell'aprile scorso i video choc nei quali il docente lucchese di 64 anni veniva ridicolizzato da un gruppetto di sei studenti con frasi come «Prof non mi faccia incazz..., mi metta 6, metta subito 6!»  e poi «Lei non ha capito chi comanda! S'inginocchi!»?

Ebbene i tre alunni con maggiori responsabilità erano stati subito sospesi e dichiarati non ammessi. Gli altri tre, che sostanzialmente avevano filmato le 'bravate' sono stati rimandati a settembre (in tre o quattro materie) con un 6 in condotta.
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Cosa dice il ministro
Le aggressioni nei confronti dei docenti, del personale della scuola tutto, sono atti da condannare sempre duramente. Non posso che essere vicino a chi le riceve. Credo sia un’esperienza devastante. Per chi la subisce e per chi assiste a questi atti che avvengono all’interno di un luogo che è di formazione ed educazione”.  “Davanti a tutto questo – continua il Ministro Bussetti - vogliamo reagire e lavorare per ricreare un clima di serenità, per mettere la scuola in condizione di concentrarsi maggiormente sulla gestione del rapporto con le famiglie, di adottare metodi di recupero. E possiamo farlo solo migliorando l’educazione civica e restituendo tempo e spazio al mondo della scuola affinché possa perseguire il suo obiettivo principale: il successo formativo”.


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Ad avviso del Ds questi tre ragazzi, che hanno avuto un ruolo minore nella vicenda, si sono detti pentiti del loro gesto e si sono anche dati da fare per recuperare negli ultimi due mesi di scuola. Ma l'idea che alla fine possano cavarsela con una lavata di capo e un'estate sui libri solleva più di una perplessità, non fosse altro perché la Procura dei minori li ha messi sotto inchiesta insieme ai tre compagni già bocciati per violenza privata e minacce al docente.
Alla resa dei conti dei 26 studenti di questa classe risultano appena 8 quelli promossi a giugno, 10 gli alunni bocciati (compresi i 3 bulli più agitati) e 8 quelli rimandati a settembre (compresi gli altri 3 denunciati), con una raffica di sei in condotta che hanno colpito la maggior parte degli studenti, bulli e non, a testimonianza di una situazione piuttosto caotica.
Il docente 'bullizzato', che nelle prime reazioni voleva dare forfait, ha fatto sapere che a settembre tornerà regolarmente a insegnare italiano e storia, forte della solidarietà ricevuta.

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-18/06/2018-06:00
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Emergenza Neet, all’Italia il record europeo;
povertà per il 42% dei siciliani

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Dati Eurostat: nel Bel Paese non studia e non cerca lavoro 1 su 4 tra i 18 e i 24 anni contro la media Ue del 14,3% - In Sicilia 1/3 dei giovani tra 15-24 anni (il 31,9%) non studia né lavora
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Un quadro drammatico: i dati Eurostat certificano che ¼ dei ragazzi italiani (25,7%) tra i 18 e i 24 anni non fa nulla! È il dato peggiore in Europa se confrontato con quello dei coetanei Ue la cui media si attesta al 14,3%.
Il Bel Paese si lascia alle spalle, ovviamente in negativo, Cipro (22,7%), Grecia (21,4%), Olanda (5,3%) e Slovenia (8,0%).
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5,5%
Nella Ue circa 5,5 mln di giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni (14,3%) nel 2017 non risultavano né occupati, né in istruzione o formazione

5,3%
La percentuale di Neet è nei Paesi Bassi (5,3%), davanti a Slovenia (8,0%), Austria (8,1%), Lussemburgo e Svezia (8,2%), Repubblica ceca (8,3%), Malta (8,5%), Germania (8,6%) e Danimarca (9,2%).

2,9%
Dal 2012, nell’Ue, la proporzionale di giovani tra i 18 e i 24 anni non occupati né nell’istruzione o nella formazione è costantemente diminuita: da un piccolo del 17,2% all’attuale 14,3%.

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Il quadro si completa con i siciliani a rischio povertà più che in qualsiasi altro Paese d’Europa, con una percentuale del 42% circa.
Nell’Isola 1/3 dei giovani tra 15-24 anni (il 31,9%) non studia né lavora e una bimba nata in Sicilia nel 2016 ha una speranza di vita di 2-3 anni in meno di una bambina nata altrove.
A lanciare l’allarme l’Alleanza contro la povertà, la rete territoriale composta da 20 soggetti, nata per sostenere l’attuazione del Reddito di inclusione (Rei), la misura nazionale di contrasto alla povertà e proporre strategie di inclusione sociale alle istituzioni.
L’Alleanza contro la povertà Sicilia, a partire dal 19 sino al 28 giugno, ha programmato un ciclo di seminari formativi sul Rei.

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