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03579-bufala-pentastellata

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CERIPNEWS  PRIMO PIANO XVIII-17/11/2018-06:00
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L'ultima bufala pentastellata

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Tempo pieno in tutte le scuole primarie
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Un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle alla Manovra in esame alla Camera prevede l’estensione del tempo pieno in tutte le scuole primarie. La proposta, già approvata in Commissione Cultura, ora dovrà passare alla Commissione Bilancio. Resta però il problema delle coperture finanziarie, dei servizi e degli spazi!
La perla finale è contenuta nella stessa proposta che prevede che entro febbraio il Ministero dell’Istruzione stabilisca le modalità per “la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria”.
Graduale generalizzazione dove? Al Sud no certamente!
Al Sud oltre che all’interesse della collettività mancano servizi e strutture edilizie, mancano i refettori, le cucine e gli spazi annessi, mancano gli spazi aggreganti dove far sostare i ragazzini dopo il pranzo e prima della ripresa delle attività, mancano non solo le palestre ma anche gli spazi esterni.
Insomma, si tratta dell’ennesima bufala sulla scuola. (n.b.)

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03569-fondi-universita

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-16/11/2018-06:00
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Fondi alle università

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Il ministro Bussetti apre ai prof
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Il ministro Bussetti incalzato dal corpo docente delle università italiane che ha messo circa 10mila firme in calce ad una lettera inviata al governo Conte, e pungolato dalla Crui che pone il problema del rinnovamento e di gestione degli atenei, annuncia fondi nella legge di Stabilità 2019.
Bussetti assicura 230mln per stabilizzare oltre 4mila ricercatori che hanno diritto ad una carriera e nuovi concorsi (4mila per ordinari e 6mila per associati).
Un pacchetto da quasi un miliardo di euro a cui però andrebbero decurtati i pensionamenti.
Siccome non si può avere tutto e subito, stante il clima di si respira, la proposta è quella di iniziare dai ricercatori precari che hanno diritto sia ad una stabilizzazione professionale ma che al tempo stesso rappresentano il futuro delle nostre università.

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03559-boeri-boccia-quota-100

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-15/11/2018-06:00
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Boeri boccia Quota 100

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Stime irrealistiche sui conti del governo
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Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, considera irrealistiche le stime sui conti di Quota 100: 6,7 mld/euro nel 2019 e 7 mld/euro nel 2020, le cui pagine sono ancora tutte la scrivere come afferma l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb).

Sarebbero circa  475mila i pensionandi di Quota 100 nel 2019 di cui circa il 90% ha i requisiti già a fine 2018 e il 10% li maturerà durante l’anno. Questi pensionandi anticipati costituirebbero circa il 70% delle pensioni liquidabili nell’anno.
La potenziale platea di Quota 100 è costituita per il 43% di dipendenti privati (220mila) e per il 36% da dipendenti pubblici (oltre 156mila).
Un forte deterrente all’uscita anticipata è la prevista penalizzazione crescente per ogni anno di anticipo rispetto alla legge Fornero, penalizzazioni sull’assegno che vanno da circa il 5% in caso di anticipo di un solo anno, a oltre il 30% se si superano i quattro anni.

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03549-scuola-legge-bilancio

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-14/11/2018-06:00
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La scuola nella legge di Bilancio

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Sezioni primavera, tempo pieno e Fit
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Nella legge di Bilancio si decide sulla scuola si torna a parlare del potenziamento dell’organico della scuola dell’infanzia, esclusa dalla Buona Scuola renziana, e di tempo pieno al Sud. Si punta anche alla stabilizzazione delle sezioni primavera statali con un incremento di 8mila docenti per un costo stimato di circa 300 milioni di euro che al momento appare insostenibile.
Per quanto riguarda, invece, il tempo pieno al Sud, l’obiettivo è quello di partire con 1.200 nuovi maestri nell’organico di diritto per la scuola primaria. L’obiettivo è duplice: da una parte aiutare le aree disagiate, dall’altra favorire il rientro degli insegnanti trasferiti al Nord dalla riforma Buona Scuola.
Il governo Conte ritiene che anche la questione legata alle classi pollaio nelle elementari e nelle medie rappresentino una priorità da affrontare e da risolvere.
In arrivo un emendamento per trovare una soluzione per quanto concerne i docenti precari abilitati che sono ancora alle prese con il percorso formativo FIT: la richiesta è quella di accantonare i relativi posti anche per l’anno scolastico 2019/2020.

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03519-prof-poco-rispettati

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-13/11/2018-06:00
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Questi nostri prof poco rispettati

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Ricerca condotta dal Global Teacher Status Index
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L’Italia nell’ultima ricerca condotta dal Global Teacher Status Index si colloca la terzultimo posto, 33ma su 35 Paesi coinvolti per ciò che riguarda il rispetto dei docenti.
Tra gli italiani intervistati, solo il 16% ritiene che gli studenti rispettino i propri insegnanti: una percentuale in calo in confronto a 5 anni addietro quando era del 20%; nonché il risultato peggiore in Europa e nel mondo, migliore solo di Brasile e Israele.
Altrettanto negativo il rendiconto degli studenti italiani, agli ultimi posti nei test internazionali PISA (Programma per la valutazione internazionale dell’allievo) di matematica e lettura.
Si rileva anche che il mancato rispetto da parte degli studenti va di pari passo con i cattivi risultati nel profitto; secondo la metà degli intervistati i professori hanno salari troppo bassi, ma la restante parte afferma che dovrebbero essere pagati in base ai risultati dei loro alunni.

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03509-ripetizioni-intramoenia

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-12/11/2018-06:00
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Ripetizioni in intramoenia a scuola per battere il «nero»

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Altro che flat tax, esperimento riuscito in un IC di Valenza, in provincia di Alessandria
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Eugenio Bruno in un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” parla dell’uovo di Colombo o poco ci manca, con la soluzione adottata in un IC di Valenza, in provincia di Alessandria, sulle lezioni private. Altro che flat tax al 15% prevista nel disegno di legge di Bilancio, nella piccola cittadina in provincia di Alessandria, nota in tutto il mondo per la produzione di preziosi, un istituto comprensivo di 1.100 studenti da tre anni apre le sue aule di pomeriggio per ospitare le ripetizioni destinate a gruppi di 2-4 studenti.
Una strada alternativa e aggiuntiva rispetto ai corsi di recupero tradizionali (e gratuiti) previsti dal contratto collettivo con tutto in “chiaro” e tutto “tracciato”.
Le famiglie pagano con bollettino di conto corrente intestato alla scuola e quest’ultima versa l’importo dovuto ai docenti trattenendo tasse, oneri accessori e un piccolo contributo per i servizi aggiuntivi.
Insomma il Ds ha trasferito dal mondo della sanità alla scuola l’intramoenia che già esiste, applicando alcune piccole regole di buon senso che possono aiutare a scongiurare gli abusi: la prima è che i docenti non possono fare ripetizioni ai loro alunni; la seconda è che i destinatari possono essere piccoli gruppi di alunni (da 2 a 4). la terza è che ogni quattro lezioni il docente debba fare una relazione per la scuola e la famiglia in cui illustra lo stato dell’arte.
Risultato? Dopo il rodaggio dell’anno scolastico 2016/2017 nel 2017/2018, i dieci prof coinvolti hanno erogato 112 ore aggiuntive “intramoenia” ai ragazzi delle medie. Tutto ciò in aggiunta ai corsi di recupero e potenziamento collettivi previsti contrattualmente, che tutte le scuole dovrebbero organizzare ma non sempre lo fanno. Ad esempio sfruttando l’organico di potenziamento che è stato introdotto dalla Buona scuola e che si è trasformato spesso in un “bacino” per le supplenze brevi.
A sentire il Ds la misura è piaciuta da subito a tutte le parti in causa: ai docenti che non devono aprire le porte di casa ai ragazzi e ottengono in busta paga direttamente l’importo netto (circa 17 euro l’ora), ai sindacati che non sempre vedono di buon occhio iniziative del genere, alle scuole che possono recuperare qualche risorsa per i servizi aggiuntivi (segreteria o fotocopie), ai genitori che possono monitorare passo passo i progressi dei figli e spuntare un prezzo concorrenziale rispetto alle lezioni private classiche.

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03489-prf-marine

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-09/11/2018-06:00
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In Francia, spuntano i “prof marine”

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Clamorosa iniziativa di una quarantina di presidi
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Una quarantina di presidi della banlieue parigina, hanno cominciato ad organizzare una formazione militare composta da docenti che si esercitano in stage su un terreno militare a Beynes non lontano da Versailles.
Il progetto, che è stato battezzato “gestione di crisi” tende a neutralizzare i genitori aggressivi ed i continui episodi di violenza all’interno e all’esterno delle scuole è stato organizzato dal provveditorato ed è la prima volta in Francia dove ha fatto eco la nomina di un gendarme come vicepreside di una scuola.
I “prof marine” marciano in fila per due, con tanto di tuta mimetica, si danno del tu e si preparano ad ogni evenienza: aggressioni di allievi o genitori, violenze, racket, attentati.

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03479-liceo-prepara-test-medicina

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-08/11/2018-06:00
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Il liceo che prepara ai test di Medicina

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Sperimentazione in 80 istituti in tutta Italia
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Mentre ancora il governo Conte dimostra incertezza sulla possibile abolizione del test d’ingresso a Medicina sulla spinta della Crui che non vuole proprio mollare la preselezione, la scuola si attrezza per venire incontro agli aspiranti medici introducendo lezione di Medicina al liceo.
L’idea nata nel 2011-2012 in un liceo di Reggio Calabria, si sta diffondendo a macchia d’olio con la benedizione del Miur.
Il modello prevede 150 ore ripartite nel triennio. La 50 ore annue sono dinamiche e varie: 20 sono tenute dai docenti di Scienze, 20 da medici incaricati dagli Ordini e 10 ore sono spese direttamente nelle strutture sanitarie.
Gli studenti studiano: Biomedicina, Dermatologia, Ortopedia. Ematologia e Cardiologia. Prevista anche la frequenza nei centri trasfusionali.
A conclusione di ogni nucleo tematico sono sottoposti a 45 quesiti a risposta multipla sul modello dei quesiti di accesso alla professione medica. Un vero e proprio pre-test in vista della prova universitaria. Biomedicina in pagella ha un giudizio a sé, separato da Scienze e diventa credito scolastico.
Il Miur è interessato alla sperimentazione e non è detto che nel prossimo futuro gli studenti che superano positivamente i test liceali non possano entrare all’università senza passare dal test d’accesso.

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03469-concorsi-dsga-idr

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-07/11/2018-06:00
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Concorsi Dsga e IdR, silenzio tombale

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Come sempre, agli annunci mediatici gialloverdi non seguono i fatti!
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Rischia di slittare l’annunciato concorso per 2.400 posti di Dsga dato che ancora si attendono i due decreti contenenti rispettivamente la tabella dei titoli valutabili, le prove d esame e i programmi del concorso. I due documenti non sono stati ancora pubblicati perché non risulta che abbiano neppure ottenuto il parere del Cspi.
Silenzio tombale anche sul ventilato concorso per gli IdR. Dopo le prime anticipazioni e i discorsi “politici” portati avanti da Lega M5S su fronti opposti per il reclutamento (concorso riservato o concorso ordinario) su tutta la vicenda è piombato un silenzio tombale mentre i docenti restano in balia dei “giochini” di tanti Uffici Diocesani che gestiscono posti e docenti quasi come proprietà personale, con obbligo da parte degli IdR di stare pure zitti e muti.

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03469-il-vento-dello-odio

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-06/11/2018-06:00
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Il vento dell’odio spira ovunque

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Camilleri: “Abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”
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A scuola mi chiamano “cacca” perché ho la pelle scura! Una piccola di 4 anni stanca di essere nata scura di pelle, e sistematicamente offesa a scuola perché chiamata “cacca” non vuole più essere marrone, vuole diventare bianca come gli altri bambini napoletani. Tutto questo accade mentre sulla Circumvesuviana napoletana una passeggera difende un immigrato cingalese dagli insulti razzisti di un giovane.
In clima di xenofobia, razzismo, respingimenti e morti in mare nel Mediterraneo di cui nessuno si accolla la colpa, accade anche questo!
Ha ragione Andrea Camilleri quando in tv, nel corso dell’ultima trasmissione di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ha affermato: “Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

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03439-sogno-quota-100

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-05/11/2018-06:00
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Il sogno di Quota 100

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La prima finestra fra 9 mesi
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Gli aspiranti alla pensione con Quota 100 del settore pubblico potrebbero aspettare 9 mesi per incassare la prima pensione. L’ipotesi è circolata nel corso dell’ennesimo incontro/confronto tecnico-politico sul “pacchetto previdenza” che verrà definito in un disegno di legge collegato alla Manovra.
L’ulteriore allungamento della data di decorrenza, da utilizzare solo in prima applicazione, andrebbe incontro alle esigenze manifestate dalla ministra Giulia Bongiorno, preoccupata per la gestione del turnover che si innescherebbe con le numerose uscite previste per l’anno prossimo.
Dopo il primo ciclo di pensionamenti della P.a. a 9 mesi dalla maturazione dei requisiti minimi (62 anni e 38 di contributi) si tornerebbe poi alle due finestre mobili semestrali, mentre i lavoratori privati conteranno su quattro finestre d’uscita.

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03429-sommerso-tenta-emergere

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-03/11/2018-06:00
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Il sommerso che tenta di emergere

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Se lo Stato prende atto dell’esistenza del fenomeno delle lezioni private, riconosce implicitamente che la scuola non è in grado di aiutare gli alunni a recuperare le carenze!
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La flat tax sulle lezioni private prevista nella legge di Bilancio dovrebbe far emergere, almeno una parte del sommerso sulle prestazioni dei docenti, almeno in gran parte, che finora hanno avuto un patto non scritto con la famiglia: paghi poco e non ti faccio la ricevuta, anche se il costo di una lezione privata resta sempre a livello di fame 20-30 euro ora, con un massimo fino a 50 euro.
Ora, se è giusto che ogni reddito vada tassato è anche giusto riflettere, al di là dell’aliquota del 15% prevista, se sia legittimo costringere un docente per colpa del misero salario che percepisce (la retribuzione nostrana è fra le più bassa dei Paese dell’Occidente!) a dare ripetizioni per arrotondare (sic!) lo stipendio.
Un effetto non secondario alla flat tax potrebbe essere che il docente d’ora in avanti scarichi sul cliente quel costo, aumentando così la richiesta rispetto all’attuale tariffa in nero. E non tutte le famiglie apprezzeranno la sorpresa. Quindi il nero tenterà di emergere, ma certamente non tanto, esattamente quando si va dal medico per usa visita e l’addetto caldamente chiedere se si vuole la fattura o meno, come per il meccanico, l’idraulico, l’avvocato, e vi di seguito, senza offesa per nessuno.
In caso affermativo ti si schiaffa l’Iva tutta a carica del “cliente”; mentre se non si vuole la fattura eccoti che spunta lo sconticino: sarebbe 100 euro, ma facciamo 80 …
Ma c’è anche un’altra considerazione gravissima che discende dalla flat tax che fa osservare Roberto Carnero, docente di letteratura italiana all’Università di Urbino, in un articolo pubblicato sul “Il Sole 24 Ore” del 31 ottobre scorso: con la flat tax lo Stato nel riconoscere le lezioni private, tanto da tassarle, prende atto che la scuola non è in grado di aiutare gli alunni bisognosi di sostegno didattico, non è in grado di fare recuperare le carenze come sarebbe suo dovere fare. Meglio al contrario il problema si risolverebbe da solo se il nostro sistema di istruzione fosse più efficiente.

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