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1191-tutti-contro-regionalizzazione

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-14/02/2019-06:00
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Tutti contro la regionalizzazione

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I sindacati confederali si rivolgono al Presidente del Consiglio ed ai Presidenti di Camera e Senato

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I sindacati hanno chiesto al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai Presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati, perché blocchino il progetto di autonomia differenziata a cui sta lavorando il governo su richiesta di alcune regioni, Lombardia e Veneto in testa. Un’autonomia che per la scuola significherebbe, dicono Cgil, Cisl e Uil, spaccare il Paese.
Le tre sigle hanno chiesto di essere ricevute per rappresentare le ragioni della netta contrarietà a un progetto che porterebbe, è il messaggio, «allo sfascio della scuola pubblica italiana». Nessuna interlocuzione, invece, è richiesta al ministro competente per la materia scolastica, Marco Bussetti, è un grande segnale che dovrebbe far riflettere ex Provveditore di Milano.
A Conte, Fico e Casellati i sindacati chiedono che intanto «si adoperino affinché nessun passo venga fatto ulteriormente in nessuna sede, né governativa né regionale, senza aver preliminarmente investito il Parlamento, a partire dalle Commissioni competenti, e senza aver avviato nel Paese un grande confronto che coinvolga i soggetti di rappresentanza politica e sociale come si richiede per una materia di tale importanza per la vita delle persone e dell’intera comunità nazionale (…) dato che quello che si ipotizza con la proposta in campo», scrivono i segretari generali della scuola Sinopoli, Gissi e Turi, «non è un semplice decentramento amministrativo, volto alla ricerca di maggiori convenienze fiscali (argomento anch’esso meritevole di approfondita discussione): siamo in realtà in presenza di un progetto di vera e propria devoluzione, che investirebbe in pieno il sistema scolastico del Paese».
La preoccupazione è che la prospettata «deriva regionalistica del sistema di istruzione possa accentuare gli squilibri già oggi esistenti fra le diverse aree territoriali del Paese, con esiti ancor più penalizzanti per quelle economicamente e socialmente più in sofferenza».

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1186-esami-di stato

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-13/02/2019-06:00
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Esami di Stato, le simulazioni nazionali

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La circolare del MIUR con le date

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Stanno per essere pubblicate le simulazioni nazionali della prima e della seconda prova scritta dell’esame di maturità. Lo ha annunciato il Miur con una circolare contenente le indicazioni sulle date delle “prove generali” d’esame. Il 19 febbraio e il 26 marzo saranno pubblicate esempi per la simulazione della prima prova, il 28 febbraio e il 2 aprile quelle della seconda prova.
Queste misure di “accompagnamento” all’esame sono state predisposte dal ministro Bussetti per venire incontro a studenti, docenti e scuole che quest’anno si trovano ad affrontare 
un esame con diverse novità, come previsto dal decreto legislativo 62 del 2017.

Le tracce, spiega Viale Trastevere, saranno elaborate rispettando le caratteristiche e la struttura definite dai quadri di riferimento pubblicati sul sito del Miur a novembre. Per gli istituti professionali, la traccia proposta farà riferimento esclusivamente alla prima parte in cui è strutturata la stessa: la seconda, come previsto dalla norma, sarà elaborata dalla commissione durante lo svolgimento dell’Esame.

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1182-edilizia-scolastica

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-12/02/2019-06:00
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Edilizia scolastica, la nuova anagrafe e la sicurezza

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Anci: la messa in sicurezza dell’intero patrimonio scolastico richiederebbe 30 miliardi di euro

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A fine settembre il Miur ha presentato la nuova anagrafe dell’edilizia scolastica mettendo online tutti i dati in suo possesso. Su 40.151 edifici censiti (+17,8% rispetto all’ultima rilevazione) oltre 22mila sono stati costruiti prima del 1970. Nel complesso solo il 53,2% possiede il certificato di collaudo statico mentre il 59,5% non ha quello di prevenzione incendi. Senza contare che il 53,8% non possiede il documento di agibilità/abitabilità.
Un problema di portata rilevante sono i fondi, almeno a detta degli enti locali. Nel sottolineare che il fabbisogno complessivo per la messa in sicurezza dell’intero patrimonio scolastico richiederebbe 30 miliardi l’Anci quantifica in oltre 6 miliardi le risorse disponibili in teoria ma bloccate in pratica. Un tema rilanciato anche dalle province che si soffermano, ad esempio, sugli 1,7 miliardi di mutui Bei. A tal proposito l’Upi ricorda l’impegno a destinarne almeno il 30% alle superiori (di loro competenza) e lamentando l’assenza del decreto interministeriale Mef-Miur di assegnazione. Provvedimento che in realtà sarebbe stato firmato il 31 gennaio ed è in attesa di pubblicazione.

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1175-bussetti-maschera

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CERIPNEWS  PRIMO PIANO XVIII-11/02/2019-06:00
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Bussetti s’è tolto la maschera e attacca il Sud

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Il Pd chiede le dimissioni del Ministro
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Il ministro leghista Marco Bussetti s’è tolto la maschera palesando tutta la sua ostilità contro il Sue e la sua scuola.
In risposta alla domanda se arriveranno fondi alle scuole del Sud per recuperare il gap con la scuola del Nord, il responsabile del Miur è sbottato affermando che “Ci vuole l’impegno del Sud. Vi dovete impegnare forte”. Dunque niente soldi? “No, questo ci vuole, lavoro, sacrificio, impegno”.
Di fronte ad un’affermazione così ridicola non sono mancate le reazioni da più parte del mondo della politica e della scuola. Pd e Leu annunciano interpellanze urgenti in Parlamento, ma anche i penta stellati sottosegretario all’Istruzione Lorenzo Fioramonti e Salvatore Giuliano (dirigente scolastico) si dissociano da Bussetti precisando che al Sud studenti e docenti sono esempio di coraggio e di eccellenza e il Ministro non può usare toni divisivi che lasciano intendere che nel Sud non ci si impegni adeguatamente.
Pretende le scuse Mara Carfagna (FI) vicepresidente della Camera che bolla come offensive per il Sud le parole del Ministro, mentre il pidiellino Verducci, vicepresidente della Commissione Istruzione accusa Bussetti si aver usato parole indecenti che offendono tutti gli insegnanti e i lavoratori della scuola, dell’università e della ricerca; “un concentrato di livore, di disprezzo, di falso pregiudizio contro il Meridione” e lo invita a dimettersi.
Anche i sindacati della scuola vanno all’attacco ed accusano il Ministro di stereotipi e luoghi comuni sul Sud fannullone.
Bussetti, che da ex burocrate del Miur che pare abbia dimenticato i suoi trascorsi di docente di educazione fisica, in modo sfacciato incassa e rilancia il pure stile salviniano: “Al Sud servono soldi, come ovunque, ma da soli non bastano;  occorre credere in se stessi, lottare, rimboccarsi le maniche …” e sulle eccellenze del Sud che riconosce, insinua che “bisogna valorizzarle e che forse qualcuno non fa comodo farlo”.
Così, dopo Salvini, Di Maio, Toninelli ed altri ancora, adesso arriva perfino Bussetti a tenere banco mediatico, con cretinate pensate e dette! (ninni bonacasa)

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1172-esami-di-stato

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-09/02/2019-06:00
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Esami di Stato, il voto di ammissione è espresso da tutti i docenti
del Consiglio di classe

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La risposta del viceministro Fioramonti ad una interrogazione di FI
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«Il voto di ammissione all’esame di Stato è riferito al percorso scolastico triennale dell’alunno, con ciò intendendo che tale voto non corrisponde a sommatorie o medie di voti, ma ad una valutazione globale dello studente, in termini di impegno, modalità di apprendimento, competenze acquisite». In altre parole, «tutti i docenti del Consiglio di classe partecipano alla deliberazione del voto di ammissione, ivi compresi i docenti preposti all’insegnamento della religione cattolica e delle attività alternative a tale insegnamento per gli alunni che se ne avvalgono.

Lo precisa il Miur, nella risposta fornita dal vice ministro Lorenzo Fioramonti a seguito di un’interrogazione della parlamentare azzurra, Valentina Aprea. Il ministero ricorda anche che le previgenti norme in merito all’attribuzione del voto di ammissione alla maturità facevano riferimento al percorso scolastico triennale e non a medie aritmetiche dei voti assegnati alle singole discipline.

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1167-garante-contro-impronte-digitali

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-08/02/2019-06:00
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Il Garante contro le impronte digitali

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Misure incompatibili con la disciplina Ue
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Le impronte biometriche e telecamere non possono essere utilizzate nella lotta contro il furbetti del cartellino. L’uso contrasta con le norme europee, sono mezzi troppo invasivi, potrebbero dare effetti contraddittori, impugnabili anche in fase i contenzioso.
Questi i concetti espressi dal Garante della Privacy che, di fatto, ha bocciato il disegno di legge concretezza. Il provvedimento già passato in Senato e scritto dal ministro Bongiorno, prevede l’introduzione di strumenti di rilevazione anche con identificazione facciale o con l’iride e sistemi di videosorveglianza ai tornelli per accertare che i dipendenti pubblici osservino scrupolosamente l’orario di servizio.

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1162-safer-internet-day

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-07/02/2019-06:00
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Safer Internet Day, Unicef: 90% ragazzi online

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Campionati 15-24enni di 80 paesi del mondo
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Nel mondo il 70,6% dei giovani tra i 15 e i 24 anni sono online, in Italia il dato arriva fino al 90,2%. Per questo sono necessarie “azioni concordate” per affrontare e prevenire la violenza sul Web. La raccomandazione arriva da Unicef nel giorno del Safer Internet Day, la giornata del Web sicuro che si è celebrata il 5 scorso in tutto il mondo.
Su 80 paesi presi in esame da Unicef quelli che hanno i 15-24enni meno connessi sono: Nigeria, Bangladesh, Pakistan. Zimbabwe, Kenya; quelli con gli under 24 più connessi sono: Finlandia, Islanda, Lussemburgo, Malta,Slovenia, Regno Unito, Corea del Sud, Portogallo, Germania, Spagna, Francia e Stati Uniti.

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CERIPNEWS  PRIMO PIANO XVIII-06/02/2019-06:00
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Tfr statali, la legge alla Consulta

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Probabile rischio di incostituzionalità
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È stata fissata per il 17 aprile l’udienza nel corso della quale i giudici della Consulta esamineranno un ricorso relativo all’indebito ritardo del pagamento del Tfr ai pubblici dipendenti previsto dalla legge vigente che prevede come è noto: a) un unico importo annuale fino a 50mila euro; b) due importi annuali fino a 100mila euro; c) tre importi annuali se l’ammontare è superiore a 100mila euro. In tal caso il primo e il secondo importo annuale è pari a 50mila euro, il terzo all’ammontare residuo.

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1150-insegnanti e pubblico-impiego

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-05/02/2019-06:00
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Insegnanti e pubblico impiego: è regolare la trattenuta sul Tfr

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Sentenza del Tribunale del lavoro di Modena su esposto di alcuni docenti
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La trattenute in busta paga sul Tfr sono legittime e il compenso ferie non godute va tassato. Stangata giudiziaria del Tribunale del Lavoro di Modena contro gli insegnanti e gli altri lavoratori del pubblico impiego.
Con una sentenza depositata nel giorni scorsi, destinata a fare giurisprudenza su scala nazionale, il Tribunale, chiamato in causa da alcuni docenti modenesi con un ricorso pilota, si è ispirato per la prima volta, alla sentenza della Corte Costituzionale emanata il 22 novembre 2018, in maniera inattesa e controcorrente rispetto al precedente orientamento.

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1145-uno-straniero-su-due-europeo

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CERIPNEWS  PRIMO PIANO XVIII-04/02/2019-06:00
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Uno straniero su due è europeo

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Un dossier che smonta l’invasione
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Alcuni dati del III Rapporto annuale dell’Osservatorio sulle migrazioni, finanziato dalla Compagnia di SanPaolo e presentato a Torino, contrastano con la narrazione che denuncia un’invasione di stranieri in Italia.
Il Rapporto analizza i numeri di tutta Europa ed evidenzia che in Italia sono circa 6 milioni (il 10% della popolazione), con il 56% di origine europea, il 35% arriva da Paesi dell’Unione, il 21% da Paesi extra Ue, il resto proviene da Africa e Medio Oriente (17%), Oceania e Americhe (13%) e Asia (14%). Il 90% poi, vive nel nostro Paese da più di 5 anni.
Per quel che riguarda l’istruzione, il livello degli stranieri in Europea riflette quello del resto della popolazione. I Paesi con una maggiore proporzione di persone con istruzione universitaria hanno anche una maggiore quota di immigrati laureati, quelli che una scarsa istruzione universitaria, come l’Italia ne hanno meno.

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1141-indagine-genova

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-02/02/2019-06:00
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Indagine dell’Ufficio scolastico di Genova sul prof anti-gender

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Il male della scuola legato spesso a funzionarietti che straripano dal loro ruolo
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Il caso del post su Facebook di un docente di un liceo genovese che si è scagliato contro Vladimir Luxuria per la sua partecipazione al programma “Alla lavagna” è finito inopportunamente sul tavolo di lavoro del responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale di Genova che, guarda caso, invece di lasciare che la scuola risolvesse la questione da sola, ha aperto un’indagine formale.
Certamente i toni del prof sono stati fuori luogo e maldestri dato che è arrivato a parlare di “pervertito”, ma per dirla alla Di Pietro, che c’azzecca l’Ambito territoriale?
A parte il fatto in sé deprecabile ed ai risvolti giudiziari possibili, si ha la sensazione diffusa su scala nazionale, isole comprese, che qualche funzionarietto d’assalto piuttosto che pensare ai fatti del suo ufficio di Ambito, che spesso non sa dirigere, si occupi con pervicace ostinazione ed invadenza delle vicende interne delle scuole con invasioni di campo inadeguate, inopportune e spesso anche poco civili, squalificandosi e squalificando il ruolo cui è preposto.
Ora è pure vero che il clima politico, purtroppo, è quello che è dopo il voto di marzo che ha collocato sulla ribalta tanti dilettanti allo sbaraglio, arroganti e presuntuosi, ma riesce intollerabile assistere  all’allineamento servile di tanti funzionarietti che si sono attaccati al carro del vincitore (senza neppure essere stati invitati a salire, sic!) e, in nome forse di aspettative future, arrivano a fare affondi nei settori di pertinenza delle scuole autonome entrando nel merito anche delle loro iniziative culturali con rilievi ed osservazioni poco pertinenti in pure stile fascista, oltre che leghista-pentastellato.
Quando ciascuno tornerà nel proprio alveo senza straripamenti di sorta e con la consapevolezza di essere appena dei mediocri lavoratori assurti, spesso per grazia ricevuta, a ruoli più o meno apicali nella scala della P.a. scolastica? (ninni bonacasa)

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1136-dossier-almadiploma

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-01/02/2019-06:00
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Dossier AlmaDiploma sul dopo scuole superiori

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Per 4 diplomati su 10 l’impiego non c’entra con gli studi
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L’indagine condotta da AlmaDiploma e dal consorzio interuniversitario AlmaLaurea fa emergere che l’alternanza scola lavoro e in generale gli stage fatti durante gli studi o subito dopo esercitano un effetto positivo in termini occupazionali: chi ha svolto tale esperienza ha il 40,6% in più di probabilità di trovare lavoro rispetto a chi non l’ha fatta e il 70,9% in più se si considerano gli stage svolti in azienda subito dopo il diploma.
Ad un anno dal conseguimento della maturità solo il 17,8% dichiara di utilizzare sul lavoro le competenze acquisite durante il percorso scolastico, mentre per il 40,9% l’utilizzo è più contenuto. In sintesi il 40,8% non sfrutta per nulla le nozioni apprese nel corso degli studi di scuola superiore

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