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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-30/04/2019-06:00
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In attesa di una vera e giusta "concretezza"

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Le OO.SS. Scuola attaccano il governo Conte
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Da DirigentiNews della Cisl Scuola n. 16 del 29 aprile 2019

“”” Dalla teocrazia alla sorveglianza tecnologica, dall’occhio di Dio a quello della telecamera, è segno dei tempi che nell’attività legislativa del Governo e del Parlamento il controllo a distanza delle istituzioni scolastiche divenga così concreto da farsi pervasivo per legge, non un mezzo utilizzato in situazioni eccezionali e non altrimenti gestibili di ordine pubblico e di sicurezza ma ordinario e così capillare come si è sino ad ora previsto per ben altro tipo di istituzioni.
Telecamere in classe nelle scuole dell’infanzia e telecamere agli accessi degli istituti, telecamere all’esterno delle pertinenze scolastiche anche mediante i finanziamenti per scuole sicure (ma non nel senso della sicurezza delle strutture edilizie), il Governo sembra essere ossessionato dal tema del controllo delle istituzioni formative che si fa anche direttamente ed esplicitamente politico nell’adesione alla proposta di alcune Regioni di poter procedere alla individuazione dei dirigenti scolastici ad opera dell’autorità di governo regionale. La dirigenza scolastica sembra essere assimilata ad una dirigenza di natura puramente amministrativa per di più strettamente subordinata alla politica, senza che se ne colga la specificità e anche la gravosità delle responsabilità affidate. Per i dirigenti scolastici, la “sede” di lavoro è distribuita in una molteplicità di plessi e sedi distaccate e coordinate, anche appartenenti a Comuni diversi, e l’esercizio del ruolo comporta rapporti con strutture dell’amministrazione periferica (regionali) e con diversi soggetti politici ed amministrativi territoriali, oltre alla gestione mediamente di unità autonome di oltre 150 dipendenti. La funzione dirigenziale nelle Istituzioni scolastiche si esplica in un insieme di relazioni di notevole complessità, anche geograficamente articolate, e con peculiarità e tipicità delle quali una caratteristica democratica irrinunciabile è l’indipendenza da vincoli e pressioni di natura politica, proprio per il mandato che la Costituzione affida all’istruzione. D’altra parte, mentre il Governo si affanna a prevedere strumenti di controllo biometrico sulla dirigenza e non esita ad aumentare il carico di lavoro sulle istituzioni scolastiche (da passweb alla manutenzione delle scuole, avverso la quale abbiamo presentato ricorso), ancora non è stata certificata l’ipotesi di CCNL stipulata il 13 dicembre scorso e anche la certificazione del FUN è ferma all’a.s. 2016/2017. Su questo ultimo fronte permane un inquietante silenzio, nonostante le ripetute richieste di informativa presentate dalle Organizzazioni sindacali.
L’assenza di dialogo e il rifiuto persino di ascoltare le ragioni della dirigenza scolastica, hanno spinto nei giorni scorsi la Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca, insieme a Flc CGIL, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal, ad avviare una prima ed immediata azione di protesta lanciando l’hashtag #iocisono, invitando tutti i dirigenti scolastici ad inviare l’immagine di un’impronta digitale via twitter ai Presidenti della Commissione 7° e 11° del Senato, @mariopittoni e @CatalfoNunzia e infine @bussetti_marco. Coloro che non usano Twitter possono inviare una mail a statodiagitazione.cislscuola@gmail.com autorizzando a trasmettere i messaggi di protesta agli indirizzi prima citati. Questa azione ha lo scopo di sensibilizzare coloro che saranno coinvolti al Senato nella discussione del decreto concretezza e la Cisl scuola rinnova a tutti l’invito a partecipare in modo massiccio. La mancanza di partecipazione potrebbe essere infatti interpretata persino come una mancanza di interesse sulla questione. Quando sarà nota la calendarizzazione dei lavori, la nostra organizzazione valuterà anche la possibilità di avviare un Presidio nei pressi della sede del Senato.
A questa prima azione, è seguita l’indizione dello stato di agitazione dei dirigenti scolastici. È stata inviata agli organismi competenti la
richiesta di svolgimento del tentativo di conciliazione in vista di una possibile proclamazione dello sciopero della dirigenza scolastica nella giornata del 17 maggio 2019, nella quale era già previsto lo sciopero di tutto il restante personale della scuola.
A seguito della costante pressione esercitata, anche in relazione alle problematiche che affliggono l’intero settore istruzione, le organizzazioni sindacali del comparto sono state infine convocate, come è noto, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e all’alba del 24 aprile è stata conclusa un’intesa che sembra riaprire una possibilità di dialogo. Nell’intesa infatti sono richiamati anche i dirigenti scolastici, per i quali si prevede il pieno riconoscimento del ruolo e delle connesse responsabilità. Uno dei tavoli dei quali si è convenuta l’attivazione dovrà pertanto essere dedicato specificamente alle principali criticità denunciate in occasione della indizione dello stato di agitazione della dirigenza.

Mentre rimangono attive tutte le azioni di protesta per quanto previsto nel decreto concretezza che non è stato oggetto dell’Intesa, siamo dunque in attesa che il Miur convochi un incontro per esaminare le problematiche della dirigenza. Nella prospettiva che dalle buone intenzioni si passi ai fatti, le azioni di sciopero sono state al momento sospese ma riprenderemo con estrema decisione la nostra protesta qualora non vi fosse una tempestiva convocazione e non fossero poste in discussione soluzioni concrete (queste sì) alle questioni oggetto dello stato di agitazione. “””

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CERIPNEWS  PRIMO PIANO XVIII-27/04/2019-06:00
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Soldi ai docenti? Solo con la finanziaria 2020

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Gli impegni assunti dal ministro Bussetti
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Solo con la legge finanziaria del 2020 saranno quantificate le risorse per la scuola garantite nell’incontro che s è tenuto a Palazzo Chigi tra i sindacati e il governo e che ha portato alla revoca dello sciopero indetto per il 17 maggio. L’obiettivo, ha affermato il ministro Bussetti, è quello che avvicinarci a una media europea e per quanto riguarda i precari ha previsto una serie di azioni tese alla stabilizzazione di questi docenti. Si fa riferimento a coloro che hanno già svolto più di 36 mesi di supplenza: tra concorso straordinario e concorso ordinario – ha concluso – metteremo in ruolo circa 27mila docenti e poi altri 48mila per quanto riguarda la scuola secondaria.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-26/04/2019-06:00
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A Palazzo Chigi firmata un’intesa per il rilancio dei settori della conoscenza

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Sospeso lo sciopero del 17 maggio, prosegue la raccolta firme contro la regionalizzazione

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I segretari generali delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del comparto istruzione e ricerca (Flc- Cgil, Cisl Fsur, Federazione Uil Scuola Rua , Snals Confsal, Gilda-Unams) hanno sottoscritto un’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e con il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.
Per quanto riguarda il rinnovo del CCNL, il governo si è impegnato a stanziare risorse per il triennio 2019-2021 per recuperare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi dell’intero comparto. Entro il triennio di vigenza contrattuale saranno inoltre reperite ulteriori risorse destinate al personale della scuola per allineare gradualmente gli stipendi alla media di quelli degli altri Paesi europei.
Sul versante del contrasto alla precarietà, il governo si impegna ad attivare un piano di stabilizzazione del personale non di ruolo, con particolare attenzione ai docenti precari con tre anni di servizio, riconoscendone l’esperienza in tal modo maturata all’interno di un percorso riservato finalizzato alla immissione in ruolo, la cui definizione che sarà oggetto di discussione in sede di confronto tecnico. Un significativo passaggio dell’intesa riguarda la valorizzazione del personale ATA attraverso il riavvio della mobilità professionale a partire dagli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA.
Per i dirigenti scolastici, di cui l’intesa prevede il pieno riconoscimento del ruolo e delle connesse responsabilità, si conviene l’attivazione di un tavolo specifico che affronti le principali criticità denunciate in occasione della indizione dello sciopero.
Su tutte le questioni poste si è riscontrata la possibilità di una proficua riapertura del confronto con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca; a tal fine si è convenuto di attivare immediatamente tavoli tecnici di confronto attraverso i quali dare piena attuazione ai contenuti dell’intesa politica.
Lo sciopero del 17 maggio 2019 è pertanto sospeso, mentre sono confermate tutte le attività di raccolta delle firme a contrasto dei progetti di regionalizzazione del sistema dell’istruzione.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-24/04/2019-06:00
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Crollo degli stipendi per i prof

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Mille euro in meno in un anno
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Un professore oggi guadagna mediamente mille euro in meno all’anno rispetto al 2008. A distanza di dieci anni, infatti, gli stipendi dei docenti della scuola italiana sono diminuiti così come è in netto calo la spesa complessiva per il personale scolastico.
Il tema della retribuzione per i sindacati è infuocato visto che vede gli stipendi degli insegnanti italiani non solo tra i più bassi d’Europa ma anche in netto e inesorabile calo da anni ormai.
Analizzando i dati pubblicati recentemente dal Mef per il Conto annuale si evidenzia come la spesa statale destinata al personale docente ed Ata nel 2017 è addirittura molto ad di sotto rispetto a quella impegnata nel 2008: ben 4 miliardi di euro in meno. Dieci anni fa infatti era di 46.492 milioni di euro mentre nel 2017 è stata di 42.302 milioni.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-23/04/2019-06:00
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La dura protesta delle OO.SS. Scuola

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Contro la nota 2664 ARAN relativa alla fruizione dei giorni di ferie come permessi
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Pubblichiamo il documento unitario in risposta alla nota 2664 ARAN relativa alla fruizione dei giorni di ferie come permessi (art.15 co.2).
PER LEGGERE E/O SCARICARE LA NOTA:  2019-04-23-nota-aran

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-19/04/2019-06:00
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Allarme Istat: sempre più ragazzi lasciano gli studi, sono 1 su 7

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L’Italia è ancora agli ultimi posti in Europa per numero di laureati, tasso di abbandono scolastico e competenze
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L’Italia è ancora agli ultimi posti in Europa per numero di laureati, tasso di abbandono scolastico e competenze. Lo afferma l’Istat nel rapporto Sdgs (Sustainable Development Goals. ovvero gli obiettivi di sviluppo sostenibile) per il 2019, sottolineando che il 14,5% dei ragazzi di 18-24 anni abbandona gli studi con al più la licenza media nel 2018, pari a uno su sette.
L’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione , sottolinea l’Istat, è aumentata negli ultimi due anni, tornando così ai livelli del 2015, e riguarda soprattutto le regioni del Mezzogiorno e i maschi. Le competenze alfabetiche, numeriche e per la lingua inglese sono molto basse per alcuni gruppi di studenti. I ragazzi del terzo anno di scuola secondaria che non raggiungono la sufficienza è del 34,3% per le competenze alfabetiche e del 40,1% per la matematica. Solo il 27,9% dei giovani di 30-34 anni è laureato o ha un altro titolo terziario, un livello molto inferiore alla media europea e superiore solo a quello della Romania. [FONTE: Il Sole 24 Ore]

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-18/04/2019-06:00
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La mobilitazione dei Dirigenti scolastici

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Proclamato stato di agitazione e richiesta di esperimento di tentativo di conciliazione
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Anche per la dirigenza scolastica è tempo di mobilitazione. I Ds rivendicano l'avvio del negoziato per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021, mentre ancora si attende la firma definitiva di quello del triennio precedente, da ben quattro mesi all'esame degli organi di controllo. Nel frattempo sono ancora in attesa di certificazione i fondi del FUN 2017/2018 e 2018/2019, ma  procede il cammino del disegno di legge "concretezza" che prevede inopinatamente il controllo delle presenze a scuola con modalità di rilevazione biometrica. Una norma assurda e irriguardosa, che i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal chiedono di cancellare, escludendo tutto il personale della scuola - non solo i docenti - da tali modalità di controllo.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  2019-04-18-tentativo-conciliazione

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-17/04/2019-06:00
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Ddl concretezza, la protesta contro ulteriori vessazioni a carico dei Dirigenti scolastici

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I comunicati di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anp
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L’approvazione alla Camera del disegno di legge che prevede la rilevazione della presenza in servizio dei dirigenti scolastici tramite telecamere, impronte digitali o lettura dell’iride, è davvero l’ultima goccia che fa traboccare il vaso.
Si tratta di una norma che viola le prerogative contrattuali e lo Statuto dei lavoratori ed è inutilmente vessatoria nei confronti dei dirigenti scolastici che in questi anni stanno assicurando il regolare funzionamento del servizio nazionale di istruzione, nonostante il grave disagio professionale e personale causato dell’enorme sovraccarico di lavoro divenuto ormai insopportabile.
L’attività delle istituzioni scolastiche non si svolge in un’unica sede coincidente con quella del dirigente. Oggi i poco più di 6000 dirigenti scolastici in servizio sovrintendono al funzionamento oltre 42.000 sedi scolastiche, spesso in condizioni di sicurezza precarie e che necessitano di urgenti lavori di manutenzione e ristrutturazione. È singolare che, in presenza di una così grave emergenza che incide sulla sicurezza di milioni di cittadini, si consideri una priorità la spesa per dotare ognuno di questi edifici di rilevatori biometrici che controllino i movimenti giornalieri dei dirigenti scolastici.
Lo sdegno dei dirigenti scolastici, implicitamente e incredibilmente additati come assenteisti, non è più sopportabile e si aggiunge alla indignazione per la lunga incredibile attesa per ottenere la certificazione dell’ipotesi del loro contratto, firmata il 13 dicembre dello scorso anno. Sono trascorsi quattro mesi senza che l’iter di certificazione abbia visto un termine e tutto ciò dopo ben nove anni senza rinnovo contrattuale. Permane inoltre un silenzio assordante ed estremamente inquietante sulla consistenza del FUN 2017/2018 e 2018/2019, nonostante le pressanti richieste di informativa inoltrate nell’ultimo anno al Miur e le anticipazioni mai formalizzate. Ancora una volta quindi il Ministro ed il Governo stanno dimostrando di non tenere in debita considerazione le attese e le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e della comunità educante nel suo insieme.
Come FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, riteniamo che questa situazione non possa protrarsi ulteriormente e chiamiamo tutti i dirigenti scolastici alla mobilitazione generale in assenza di risposte concrete alle nostre rivendicazioni.
Come prima ed immediata azione di protesta della categoria lanciamo l’hashtag #iocisono, invitando tutti i dirigenti scolastici ad inviare l’immagine di un’impronta digitale via twitter ai Presidenti della Commissione 7° e 11° del Senato, @mariopittoni e @CatalfoNunzia e infine @bussetti_marco.
Preannunciamo inoltre ulteriori ampie iniziative di mobilitazione e di protesta, tra le quali un Presidio al Senato nei giorni in cui si discuterà il disegno di legge Concretezza e la proclamazione dello sciopero della dirigenza scolastica nella giornata del 17 maggio 2019, in cui è già previsto lo sciopero che coinvolgerà tutta la scuola. Lo sciopero del 17 maggio rappresenterà il momento in cui emergerà con chiarezza che le giuste e sacrosante rivendicazioni della dirigenza scolastica non sono in conflitto con quelle del restante personale della scuola ma trovano la loro naturale espressione e composizione nelle attese di tutta la comunità scolastica, unica garanzia del sistema nazionale di istruzione.
I Coordinatori Nazionali per la Dirigenza Scolastica
Flc CGIL Roberta Fanfarillo
CISL Scuola Paola Serafin
UIL Scuola Rua Rosa Cirillo
SNALS Confsal Giovanni De Rosa
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Sul controllo dell’orario le considerazioni del presidente dell’ANP Antonello Giannelli non sono da meno: “La quantità di tempo trascorso in ufficio non ha alcun rilievo, tant’è vero che nessun contratto collettivo dirigenziale – sottolineo né pubblico, né privato – prevede un orario di lavoro e quindi i dirigenti non hanno alcun vincolo orario. A cosa potranno mai servire quei controlli? Se non raggiunge i risultati previsti, il dirigente pubblico incorre nella responsabilità dirigenziale prevista dall’articolo 21 del d.lgs. 165/2001 e rischia il licenziamento. L’obbligo di sottostare a controlli inutili è una misura unicamente vessatoria”.
Infine, l’invito finale a due vice: “Quali miglioramenti Vi attendete se quella disposizione sarà convertita in legge? In cosa migliorerà la Pubblica Amministrazione? Sarà forse più vicina alle esigenze dei cittadini, con dei dirigenti sviliti da forme di controllo superflue e irrilevanti? Vi chiedo pertanto di compiere un vero gesto politico: fate emendare il testo in discussione al Senato, eliminando quella misura inutilmente vessatoria nei confronti dei dirigenti pubblici, fedeli servitori dello Stato”.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-16/04/2019-06:00
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Giovani italiani ancora senza lavoro

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In Europa peggio di noi solo la Grecia
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La fascia più giovane della popolazione europea rappresenta il gruppo maggiormente colpito dalla crisi occupazione e in Europa peggio di noi c’è solo la Grecia. Il nostro Paese si piazza in penultima posizione pere percentuale di occupati sulla popolazione tra i 20-29 anni (con il 42,7%) nel 2017 davanti solo alla Grecia (42,2%) e dietro alla Spagna (51,4%). Sul polio Malta che il 78,5% di giovani che lavorano davanti a Olanda (76,5%) e Regno Unito (76,5%). Lo rileva il dossier di AGI/Openpolis su dati Eurostat sulla situazione del mercato del lavoro nell’Ue e in Italia.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-15/04/2019-06:00
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Pensioni, s’impenna la spesa

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Balzo in avanti quest’anno con Quota 100, un salto di 8,6 miliardi
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Con arrivo di Quota 100 quest’anno la spesa per le pensioni farà un salto di 8,6 miliardi, per poi crescere al ritmo di quasi 10 miliardi fino al 2021 quando si chiuderà la sperimentazione dell’anticipo pensionistico a 62 anni con 38 di contributi per tutti. Solo nel 2022 arriverà una leggera frenata, ma il governo ha già annunciato che introdurrà Quota 41, a sua volta onerosa.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-12/04/2019-06:00
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Progetto TreeLLLe sulla scuola

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La proposta: obbligo scolastico 3-14 anni
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Secondo l’associazione TreeeLLLe l’obbligo scolastico dovrebbe partire da 3 anni e non andare oltre i 14. Una proposta controcorrente, dato che sono molte le realtà che vorrebbero l’obbligo fino a 18 anni. A scuola non solo “lezioni”, ma anche attività pomeridiane formative che vanno dal gioco, ad attività sportive, artistiche, musicali, recupero e potenziamento. Chi si dovrà occupare delle ore in più? Non gli insegnanti, ma gli educatori con contratto a tempo determinato scelti direttamente dalle scuole. Sempre secondo l’Associazione, il numero “ideale” di docenti sarebbe di 800mila, inclusi i precari con un ruolo di insegnamento. Ciò permetterebbe di poterli pagare di più, ma con le dovute differenziazioni in base alla loro valutazione.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-11/04/2019-06:00
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Crolla la crescita, Def promette flat tax a ceti medi

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Saltano le aliquote. Cantieri per rianimare Pil. Balza il deficit
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[ANSA] - Nessuna manovra correttiva e niente nuove tasse. E soprattutto nessun aumento dell'Iva. Nonostante la crescita al lumicino e il debito schizzato almeno di mezzo punto rispetto alle previsioni di appena tre mesi fa, il governo si dice sicuro di rispettare ancora gli impegni presi con Bruxelles e punta tutto su cantieri e riforma del fisco per rianimare il Pil. Il confronto tra le due anime della maggioranza si concentra sulla Flat Tax e il testo, che entra con l'indicazione di due aliquote al 15 e 20 per cento, esce senza riferimenti numerici ma con la volontà che della riduzione fiscali benefici già con la prossima manovra il ceto medio. Il Def, fa sapere Palazzo Chigi, certifica una crescita per quest'anno di +0,2%, lontanissima dall'1,5% immaginato a settembre e anche dall'1% fissato prima di Natale, e appesa alla spinta flebile (appena uno 0,1%) dei decreti Crescita e Sblocca cantieri. Per vedere il debito scendere sotto il 130% bisognerà attendere il 2022, mentre la disoccupazione è attesa all'11% nel 2019 e all'11,1% l'anno prossimo. Il Tesoro sottolinea come il quadro tracciato rappresenti un sentiero di crescita e inclusione programmato rispettando i vincoli dell'Ue.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-10/04/2019-06:00
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Il mega-ponte di primavera

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Scuole chiuse più di 10 giorni
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Con le festività pasquali alle porte scatta il mega-ponte di primavera che prevede lo stop delle lezioni per più di 10 giorni: da 18 al 29 aprile e qualcuno torna direttamente il 2 maggio. In base ai calendari scolastici regionali le scuole possono decidere di non rispettare alla lettera le date programmate: per Pasqua generalmente gli istituti chiuderanno i battenti dal 18 al 23 aprile compresi; si dovrebbe tornare a scuola solo il 24 aprile per fermarsi il 25 aprile per la Festa della Liberazione. Il ponte non questo caso è assicurato, ma molte scuole non torneranno a scuola neppure il 26 aprile che è venerdì. Riprenderanno direttamente lunedì 29 aprile, senza contare che dopo due giorni arriva il 1à maggio, la Festa del lavoro e quindi scuole. Insomma non sono pochi gli istituti che chiudono il battenti il 18 aprile per riaprire direttamente il 2 maggio. Ragazzi felici, ma per i maturandi e per chi non sa a chi lasciare i figli è un problema.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-09/04/2019-06:00
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Discriminata studentessa dislessica

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Vietato registrare le lezioni in classe
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I genitori di una studentessa con problemi di dislessia puntano il dito contro i vertici del liceo Franchetti di Mestre in seguito alla bocciatura confermata anche dopo la ripetizione degli scrutini disposta dal Consiglio di Stato, cui la famiglia si era rivolta. Alla ragazza non sarebbe stato consentito di registrare le lezioni in classe impedendole così di avere appunti aggiornati. La ragazza è stata costretta a manoscrivere tutto il materiale offerto dai compagni ma a quanto pare senza grossi risultati: è stata rinviata a settembre in due materie e quindi bocciata.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-08/04/2019-06:00
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CSPI, espressione di parere autonomo

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Rapporto fra Scuola / Famiglia / Società
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Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione nell’assemblea plenaria del 27 marzo u.s. ha espresso il parere autonomo su Rapporto fra Scuola / Famiglia / Società
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL FILE: 2019-04-08-parere-cspi

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-05/04/2019-06:00
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Sindacati: senza un vero confronto sarà sciopero

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Sulle impronte digitali è battaglia: escludere tutto il personale scolastico
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I sindacati della scuola restano sul piede di guerra e chiedono risposte concrete al Miur su contratti, assunzioni e soprattutto stop all’ipotesi di regionalizzazione del sistema, con un vero confronto con il Miur come protagonista e non come soggetto relegato ad un ruolo marginale. Sul fronte del contratto i sindacati chiedono risposte significative per contenere l’emergenza salariale. Altro tema è l’emergenza precarietà e si chiede di stabilizzare decine di migliaia di posti che non hanno nulla di provvisorio, essendo indispensabili per l’ordinario svolgimento delle attività didattiche annuali. Anche per gli ATA si chiedono di sbloccare le assunzioni.

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-04/04/2019-06:00
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Scuole insicure: oltre 250 crolli negli ultimi 6 anni,
dal 2001 sono 39 le vittime

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Rapporto di Save the Children e di Cittadinanzattiva presentato alla Camera Denuncia Cisl Scuola e Filca-Cisl:“Priorità irrinunciabile, il Governo intervenga”
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In Italia più di 17 mila edifici scolastici si trovano in aree con una pericolosità sismica alta o medio-alta. Quasi la metà delle scuole del Paese non possiede certificati di abitabilità e solo il 53% ha quello di collaudo statico. Dal 2013 si sono registrati oltre 250 crolli e dal 2001 l’insicurezza delle scuole ha provocato 39 vittime tra gli studenti. I dati arrivano da un Rapporto di Save the Children e di Cittadinanzattiva presentato alla Camera, dove le associazioni chiedono che venga presentata e discussa dal Parlamento una proposta di legge organica che completi e riordini tutta la normativa.
Il patrimonio edilizio scolastico italiano, spiega il Rapporto, è composto da 40.151 edifici attivi, di proprietà di Comuni, Province e Città metropolitane. Oltre la metà – 22mila – è stata costruita prima del 1970. Solo il 53,2% degli edifici possiede il certificato di collaudo statico, mentre il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità. Circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni vivono in province totalmente o parzialmente rientranti in aree con una pericolosità sismica alta o medio-alta, nelle quali si trovano 17.187 edifici scolastici, pari al 43% del totale. Nell’anno scolastico 2017-2018 si è registrato un record di crolli e distacchi di intonaco, ben 50 registrati dalla stampa locale. Mentre dall’inizio dell’anno scolastico in corso la stampa riporta 47 crolli, uno ogni 3 giorni. Oltre 250 crolli dal 2013 a oggi.
L’insicurezza delle scuole ha provocato, a partire dal 2001, 39 giovanissime vittime. Tra loro, ricorda il Rapporto i 27 bambini della scuola “Francesco Iovine” di San Giuliano di Puglia (Campobasso), che morirono il 31 ottobre 2002 durante il terremoto che colpì la Puglia e il Molise, e Vito Scafidi, morto il 22 novembre 2008 a seguito del crollo di un controsoffitto nel Liceo “Darwin” di Rivoli (Torino).
Questi morti si potevano evitare secondo Cittadinanzattiva e Save the Children, che nel Manifesto per una proposta di legge sulla sicurezza scolastica presentato a Montecitorio chiedono il diritto di bambini, insegnanti e personale non docente alla sicurezza scolastica, il diritto all’informazione (anche per le famiglie), ma anche una «definizione chiara delle responsabilità delle istituzioni competenti», il sostegno ai bambini e agli adolescenti coinvolti nelle emergenze e la rappresentanza in giudizio e il patrocinio a spese dello Stato. [FONTE: Alessia Tripodi Il Sole 24 Ore]
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L’ultimo crollo: soffitto giù alla media Buonarroti di Carrara
Cede un solaio, alunni tutti a casa per due giorni
L’ultimo crollo che registriamo è quello di un soffitto nella porzione del vano scale alla scuola media Buonarroti di Carrara. La scuola è stata chiusa per due giorni onde consentire ai tecnici comunali di effettuare il sopralluogo. Per la cronaca nella scuola la scorsa estate vennero eseguite opere di ristrutturazione da parte del Comune.
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Scuole sicure, denuncia Cisl Scuola e Filca-Cisl
“Priorità irrinunciabile, il Governo intervenga”
“Nelle scuole italiane ogni tre giorni si verifica un incidente che mette a rischio la sicurezza di studenti e operatori, come distacchi di intonaco o crolli. I dati forniti dallo stesso Miur sono sconfortanti: la metà dei circa 40 mila edifici scolastici attivi in Italia è stata costruita prima del 1970. È per questi motivi che aderiamo con convinzione alle proposte lanciate da CittadinanzAttiva e Save the Children, che attraverso un Manifesto in 9 punti hanno chiesto ai parlamentari l’impegno per una legge che renda sicure le scuole”. Lo dichiarano i segretari generali della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, e della Filca-Cisl, Franco Turri.
“Il governo – spiegano – deve fare della sicurezza degli edifici scolastici una priorità irrinunciabile, la sicurezza degli studenti e di chi nelle scuole ci lavora non può essere messa in discussione. Il gravissimo deficit della rete scolastica italiana – aggiungono - è sotto gli occhi di tutti, nelle zone colpite dai recenti terremoti la situazione è ancora più preoccupante. Di fronte alla pessima manutenzione delle scuole, che nella metà dei casi hanno oltre mezzo secolo di vita, è necessario che tutti i soggetti interessati, il governo, le istituzioni centrali e territoriali, i sindacati, elaborino insieme un piano straordinario per intervenire velocemente e in modo drastico per assicurare edifici moderni e sicuri. Un diritto che va ben oltre mere logiche economico-finanziarie e che non può aspettare i tempi della burocrazia”, concludono Gissi e Turri.
Tra le richieste di CittadinanzAttiva e Save the Children ci sono una piena informazione sulla condizione degli edifici, la partecipazione ai temi della sicurezza scolastica, una definizione chiara delle responsabilità, un supporto tecnico agli enti locali proprietari degli edifici, l'unificazione dei fondi sulla sicurezza scolastica e la diffusione della cultura della prevenzione.
Roma, 2 aprile 2019

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1398-ocse-boccia-italia
 

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-03/04/2019-06:00
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L’Ocse boccia l’Italia

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Il Paese ritorna al 2000
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L’economia italiana è ufficialmente in stallo. Il Pil pro-capite è allo stesso livello del 2000. Lo ha affermato il segretario generale dell’Ocse a Roma per presentare il report sul nostro Paese, gelando il ministro dell’Economia Tria con la sua devastante analisi.
In pratica l’organizzazione parigina ha smontato i capisaldi del governo gialloverde a partire dai fondamentali macroeconomici. Il Pil 2019 dovrebbe arretrare dello 0,2% per salire solo dello 0,5% l’anno prossimo.
Il deficit/Pil quest’anno arriverebbe pertanto al 2,5% toccando la soglia del 3% il prossimo e trascinando di conseguenza il rapporto debito/Pil al 134% nel 2019 e al 135% nel 2020.
Intanto i conti dello Stato sono in peggioramento nel primo trimestre del 2019. Secondo il Mef il fabbisogno gennaio/marzo si è attestato a 28.569 miliardi, +1,6 miliardi rispetto al primo trimestre del 2018.

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1394-concorso-secondaria
 

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-02/04/2019-06:00
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Concorso secondaria, laurea + 24 CFU requisito di accesso

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Un articolo redazionale della testata OrizzonteScuola.it – La proposta leghista
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Riportiamo un interessante articolo pubblicato dalla testata online OrizzonteScuola.it relativo al prossimo concorso della scuola secondaria ( www.orizzontescuola.it/concorso-secondaria-laurea-24-cfu-requisito-di-accesso/ )
“”” Una opportunità di accesso al mondo della scuola sarà rappresentata dal concorso ordinario che il Miur vuole bandire entro l’estate.
Numero posti disponibili
Non è ancora noto il numero dei posti disponibili, né quali saranno le regioni e le classi di concorso per cui sarà pubblicato il bando. Dovrà trattarsi di regioni e classi di concorso con posti vuoti nel periodo di vigenza delle graduatorie di merito regionali (due anni).
I requisiti di accesso
Per accedere ai posti comuni (le classi di concorso a cui dà accesso la propria laurea) bisogna essere in possesso di uno dei seguenti titoli:
- abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure
- laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Come acquisire i 24 CFU
- Per i posti comuni, inoltre, possono partecipare al concorso, senza conseguire i 24 CFU, coloro i quali sono in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente
ITP (Insegnanti Tecnico Pratici, tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017)
- Diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore
Posti di sostegno
Requisiti già indicati per i posti comuni oppure quelli per i posti di ITP più il titolo di specializzazione su sostegno.
Docenti con tre annualità di servizio
I docenti con tre annualità di servizio (anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione) potranno partecipare al concorso con la sola laurea, senza quindi i 24 CFU per una delle classi per le quali hanno un anno di servizio.
“””
A margine registriamo la posizione leghista del senatore Mario Pittoni, presidente della Commissione Cultura secondo cui gli “sgambetti” nei concorsi pubblici della scuola si potrebbero risolvere solo con i concorsi su base regionale e con domicilio professionale di ispirazione europea. E’ una vecchia tesi dell’esponente del Carroccio che ogni tanto ci prova in nome della tutela del posto al Nord e per ridurre la mobilità interregionale con impraticabili trasferimenti più o meno forzosi di insegnanti da una parte all’altra del Paese. La motivazione è quasi incredibile: gli stipendi attuali non consentono più di gestire trasferte di centinaia di chilometri rispetto a dove si hanno affetti e interessi con conseguenze specie per la continuità didattica che si traducono in più fallimenti scolastici.
Quanto alla tempistica ne ha parlato il ministro Marco Bussetti secondo cui il bando arriverà a luglio e dopo l’estate inizieranno le prove, in modo da mandare in cattedra i primi docenti a settembre 2020. In tutto, nel triennio, dovrebbero arrivare 50 mila nuovi prof, sperando che bastino a colmare i buchi creati dal combinato disposto del pensionamento in massa dei baby boomers e del Quota 100. Mentre per l’anno prossimo già si prevede un record di supplenti per mancanza di candidati, essendo esaurite sia le graduatorie del concorso 2016 che, almeno per le classi di concorso più richieste (matematica ma – stando all’ultimo rapporto Excelsior, anche lettere e arte), quelle a esaurimento. Ma tant’è. Per i prof di nuova generazione promessi dalla Buona Scuola ormai 4 anni fa bisognerà aspettare fino al 2020. E in realtà anche molto dopo, visto che proprio nel Quota 100 è stato inserito per volontà del citato senatore leghista Mario Pittoni un emendamento che spiana la strada ai precari di lungo corso esclusi dalle Gae, quelli con più di 36 mesi di servizio negli ultimi otto anni.
(n.b.)

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CERIPNEWS PRIMO PIANO XVIII-01/04/2019-06:00
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Scuola, proclamato lo stato di agitazione

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La piattaforma unitaria di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams
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I sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams hanno proclamato lo stato di agitazione del comparto Istruzione e Ricerca ed ha richiesto un tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 4 dell’allegato al CCNL/1998-2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 in attuazione della legge 146/90.
Se il tentativo di conciliazione fallirà, come è certo, i sindacati procederanno ad indire lo sciopero per una giornata del prossimo mese di maggio. 
Regionalizzazione: salvaguardia del carattere unitario e nazionale del sistema scolastico, come risorsa posta a garanzia del pieno esercizio dei diritti di cittadinanza indicati nella Costituzione.
Emergenza salariale: trattamenti economici inadeguati a riconoscere l’importanza e il valore del lavoro nei settori della conoscenza determinano una situazione che vede il nostro Paese in pesante svantaggio rispetto alla media delle retribuzioni europee
Emergenza precariato. Il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato non si è affatto ridotto negli ultimi anni, nonostante ripetuti interventi legislativi in materia di reclutamento.

Emergenza personale ATA, costretto a carichi di lavoro crescenti e sempre più gravosi, con organici inadeguati e ricorso abnorme.

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