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02290-cspi-stop-alternanza-scuola-lavoro

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/07/2018-06:00
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CSPI, stop all’alternanza scuola-lavoro

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Difesa ad oltranza dell’Anp sul provvedimento previsto dalla legge 107/2015
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Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha approvato, con il voto contrario dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, un parere autonomo che punta a rimuovere il vincolo di obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro.
Nel parere – che Anp accusa di essere inquinato da interferenze ideologiche - si fa riferimento a «numerosi disservizi ed inefficienze» che si sono riscontrate in corsoi d’anno.

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02291-sostegno-girandola-docenti

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/07/2018-06:00
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Sostegno, con girandola di docenti

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Uno su tre cambia scuola ogni anno

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Fra le emergenze della scuola, appare rilevante la girandola degli insegnanti di sostegno, con buona pace della continuità didattica che, nel caso di uno studente diversamente abile, è doppiamente importante. 
Un tema su cui ha acceso un faro di recente anche la Corte dei Conti. Nella relazione sugli «interventi per la didattica a favore degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali», pubblicata la settimana scorsa, i magistrati contabili hanno evidenziato la farraginosità della normativa, che ripartisce le competenze tra cinque livelli (comunitario, nazionale, regionale, comunale, di istituto), e la frammentarietà dei finanziamenti. A fronte di 254mila studenti con disabilità abbiamo 139mila professori di sostegno. Di cui neanche 88mila di ruolo e 51 mila a tempo determinato, inclusi i circa 40mila «in deroga» che vengono attivati sulle ore aggiuntive rispetto al tetto nazionale di un prof ogni due studenti o su ordine dei giudici.
Ma c’è anche una complicazione ulteriore: ci sono ancora tanti precari, ma pochi sul sostegno, con il risultato che la girandola di supplenti non si ferma, compreso quelli privi di specializzazione.
Sulla vera ragione della girandola dei posti e degli insegnanti di sostegno, interviene Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola che in un comunicato diramato ieri, afferma che sarebbe molto importante favorire anzitutto la stabilità degli organici che in gran parte non c’è. Da qui l’inevitabile, massiccio ricorso a lavoro precario, che per sua natura è l’antitesi della continuità, ne è la prova lo scarto tra organico di diritto e posti effettivamente necessari che rimane altissimo, un dato che si commenta da sé.

“Da tempo la Cisl Scuola, afferma la Gissi, stiamo denunciando una situazione che ha del paradossale: pur essendo necessario, ogni anno, attivare un numero elevatissimo di posti in più rispetto all’organico di partenza, per autorizzare le Università a organizzare i percorsi di specializzazione il MEF assume come parametro di riferimento proprio i posti vacanti sull’organico di diritto, con inevitabili effetti restrittivi. Esattamente l’opposto di quanto servirebbe, e forse varrebbe la pena ragionare anche su possibili alternative all'attuale affidamento dei percorsi di specializzazione alle sole Università, così come andrebbe affrontato seriamente il problema dello squilibrio fra aree territoriali, con situazioni nelle quali la disponibilità di docenti specializzati è particolarmente carente”.
A questo proposito sarà interessante prendere visione di una ricerca condotta dal sindacato romano di Via Angelo Bargoni, di cui presto verranno resi noti gli esiti, per dimostrare quanto il problema della carenza di specializzati riguardi oggi sia le assunzioni in ruolo che il conferimento delle supplenze.

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02280-fondi-pon-paritarie

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/07/2018-06:00
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Fondi Pon alle paritarie: arriva il sì di Bruxelles

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Si sblocca la situazione che nei mesi scorsi aveva visto gli istituti esclusi ingiustamente
dai bandi finanziati con le risorse europee
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C’è il via libera di Bruxelles sui fondi Pon alle paritarie; l'Ue ha sciolto ogni riserva ed invita l’Italia a provvedere, non trattandosi di “aiuto di Stato”.
Il commissario Ue nella lettera inviata all’Italia conferma che «le risorse provenienti dall'Unione sono considerate risorse statali se le autorità nazionali dispongono di un potere discrezionale in quanto all'utilizzo di tali risorse, in particolare per quanto riguarda la selezione dei beneficiari».
Insomma i fondi li stanzia l'Unione, ma le risorse sono generalmente assegnate sotto il controllo dello Stato, il quale seleziona i progetti da finanziare.
Inoltre il commissario europeo precisa che «l'istruzione pubblica organizzata nell'ambito del sistema scolastico nazionale finanziato e controllato dallo Stato può essere considerata una attività non economica», dunque «non si può parlare di aiuti di Stato e tale approccio è stato confermato anche all'autorità di gestione responsabile del Programma operativo nazionale».
In parole povere per l’Ue non ci sono problemi a includere i progetti didattici e di sperimentazione presentati dalle paritarie per i bandi del Pon. Una risposta chiara che dovrebbe sbloccare in modo definitivo una vicenda che si protrae da mesi, nonostante il parere favorevole del precedente governo che aveva previsto anche uno stanziamento specifico, ma al momento dell'emissione dei bandi 2018 aveva escluso le scuole non statali proprio perché in attesa di una risposta da parte dell'Europa, che adesso è arrivata.
La risposta del commissario europeo non solo smentisce chi aveva avanzato il sospetto dei presunti «aiuti di Stato»,ma rimette l'intera questione nel campo dell'Italia, che, dice chiaramente la lettera, «deve gestirli come fondi statali» e «per il sistema scolastico nazionale».
Insomma, la palla ritorna a Viale Trastevere per capire se, come e quando il Miur estenderà la pubblicazione dei bandi sui fondi europei anche alle paritarie.

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02281-tfr-pignorabile-anche.nella-p-a

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/07/2018-06:00
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Tfr pignorabile anche nella P.A.

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Lo ha stabilito, con ordinanza, la Corte di Cassazione
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II trattamento di fine rapporto può essere pignorato tanto ad un dipendente privato che ad uno pubblico, stante «la totale equiparazione del regime di pignorabilità e sequestrabilità del Tfr». Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, VI Sezione civile, con l'ordinanza n. 19708/2018.
La Cassazione ha così ribaltato il giudizio espresso dalla Corte di appello di Bari, che aveva dichiarato l'inefficacia del pignoramento, affermando «la non assoggettabilità a pignoramento di somme non ancora esigibili». Secondo i giudici della Cassazione invece il Tfr costituisce, a tutti gli effetti, un credito certo che il lavoratore matura già in costanza di rapporto di lavoro e di conseguenza nulla osta alla pignorabilità della somma e ciò vale sia per i lavoratori dipendenti del settore privato, quanto per i dipendenti pubblici.
La Cassazione, nel corpo della sua ordinanza, precisa anche che le quote accantonate del Tfr, tanto che siano trattenute presso l'azienda, quanto che siano versate al fondo di tesoreria dell'Inps o conferite in un fondo di previdenza complementare, sono intrinsecamente dotate di potenzialità satisfattiva futura e corrispondono ad un diritto certo e liquido del lavoratore, di cui la cessazione del rapporto di lavoro determina solo l'esigibilità, con la conseguenza che le stesse sono pignorabili.

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02282-mancia-mef-dsga

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/07/2018-06:00
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La mancia del Mef per i Dsga 

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214 euro in più al mese per chi lavora su due scuole

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Come risposta all’ANQUAP da parte del MEF ci pare davvero ridicola e riteniamo che nessun Dsga condannato a gestire due scuole possa fare salti di gioia, al pari del Ds che accettano/subiscono la reggenza per appena 800 euro lordi al mese in media!
Ognuno ovviamente ha può pensar diversamente!
L’ANQUAP, come è noto, aveva sollevato il problema e chiesto il ripristino dell’indennità sospesa dall’a.s. 2015/2016 ed in alcuni casi anche per l’a.s. 2014/2015.

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02283-riscatto-vegetariano-vegano-a-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/07/2018-06:00
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Riscatto vegetariano e vegano a scuola

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Proposta bipartisan per le mense, anche scolastiche
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A Palazzo Madama è stata assegnata alla Commissione Sanità, guidata dal medico penta stellato Pierpaolo Sileri, la proposta di legge che introduce l’obbligo di offrire l’opzione di un pasto vegetariano (no carne e pesce) o di uno vegano (no a tutti gli alimenti di origine animale9 nelle mense pubbliche, convenzionate e private, compreso quelle scolastiche, a partire dall’asilo nido. L’opzione sarà trattata, con la massima attenzione, anche negli istituti alberghieri, riducendo cos’ l’obiezione di coscienza da parte degli studenti in cucina.
Le promotrici della proposta bipartisan sono le senatrici Gabriella Giammanco (FI) e Monica Cirinnà (PD); la proposta di legge sarà esaminata in sede redigente, nel senso che la Commissione Sanità avrà il potere di scrivere l’intero testo che andrà in Aula per un sì o no in blocco, senza poter fare modifiche.
[FONTE: Susanna Turco – Voci dal Palazzo, in L’Espresso n. 31 del 29 luglio 2018, pag. 61]

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02250-decreto-dignita-emendamento

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-28/07/2018-06:00
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Decreto dignità, un emendamento che lascia tutti scontenti

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Il Governo non scioglie i nodi per i diplomati del Magistrale
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L’avvocato Dino Caudullo, sulla testata on line La Tecnica della Scuola, interviene sull’emendamento al decreto dignità relativo ai diplomali del Magistrale con una serie di osservazioni di una certa portata (leggi: www.tecnicadellascuola.it/diplomati-magistrale-lemendamento-al-decreto-dignita-lascia-tutti-scontenti  ).
Ringraziando l’Autore e la Testata già citata per la gentile concessione, riportiamo il testop del suo intervento.
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«Il Governo scioglie i nodi per i diplomati magistrale, prevedendo il più grave licenziamento di massa di pubblici dipendenti della storia italiana.
Ecco i brevissima sintesi il contenuto dell’emendamento al DL 12 luglio 2018 approvato.
L’esecuzione delle sentenze che verranno via via emesse avverrà nei seguenti termini:
– nei confronti dei docenti immessi in ruolo con riserva, il contratto a tempo indeterminato verrà risolto e trasformato in contratto fino al 30 giugno 2019
– nei confronti dei docenti destinatari di incarico annuale, lo stesso verrà trasformato in contratto fino al 30 giugno 2019
Verrà bandita una procedura riservata per le immissioni in ruolo dei laureati in Scienze della formazione e dei diplomati magistrale.
Le assunzioni
Per le immissioni in ruolo, i posti verranno così ripartiti
il 50% alle Graduatorie ad esaurimento
il restante 50% verrà così ripartito
con priorità alle graduatorie di merito del concorso ordinario 2016 fino al termine di validità delle stesse
i posti rimanenti verranno così assegnati
il 50% al concorso straordinario riservato da bandire su base regionale
i posti rimanenti al concorso ordinario a cattedre da bandire con cadenza biennale
Il concorso straordinario per i diplomati magistrale
Riguarderà i posti di scuola primaria e dell’infanzia, compresi il potenziamento ed i posti di sostegno e vi potranno partecipare
– gli abilitati in Scienze della formazione primaria, anche con titolo equipollente conseguito all’estero, con almeno due anni di servizio specifico negli ultimi otto anni, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno presso scuole statali
– i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002, anche con titolo equipollente conseguito all’estero, con almeno due anni di servizio specifico negli ultimi otto anni, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno presso scuole statali
– per i posti di sostegno occorrerà il possesso, oltre ad uno dei predetti titoli, anche del titolo di specializzazione, o titolo equipollente conseguito all’estero
I dubbi
Durante le ultime udienze innanzi al Tar Lazio, la quasi totalità dei ricorsi chiamati per la decisione sono stati rinviati a data da destinarsi, in attesa del preannunciato ricorso per motivi aggiunti avverso il DM 506/2018 di aggiornamento annuale delle Gae.
Probabilmente, quindi, non tutti i ricorsi pendenti verranno decisi nel merito entro il corrente anno; in questo caso, nel silenzio della norma (l’emendamento nulla dice in proposito), i docenti inseriti con riserva nelle Gae avranno titolo a rimanervi, tuttavia non è chiaro se potranno essere destinatari di incarico di supplenza.
Altro dubbio, questa volta di legittimità dell’emendamento, riguarda gli aventi titolo a partecipare alla procedura riservata.
Ci chiediamo infatti per quale motivo si intende restringere il campo degli aventi titolo a partecipare, richiedendo, oltre al possesso del titolo (laurea in SFP o diploma magistrale), anche un requisito di servizio.
Questa decisione lascerebbe fuori migliaia di docenti: sia coloro i quali sono stati inseriti con riserva nelle Gae in virtù di provvedimenti giurisdizionali, ma che non hanno maturato due anni di servizio, sia coloro i quali, pur non avendo mai proposto ricorso per l’accesso alle Gae, in quanto inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto, hanno comunque lavorato per meno di due anni, in virtù del possesso del diploma magistrale.
Dal testo approvato restano infine fuori gli abilitati mediante Pas e Tfa che resteranno fuori dalle Gae.
In sintesi, tutti scontenti.»

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02251-concorso-ds-perche-non-leggere-il-bando

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-28/07/2018-06:00
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Concorso Ds, perché non leggere il bando?

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Parecchie domande che lasciano trasparire parecchie cose …
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Non tutti gli 8.736 candidati che hanno superato la preselezione del concorso a Dirigente scolastico hanno letto il bando! Lo si evince dai quesiti pervenuti in cui si chiedono informazioni sulla prossima prova scritta.
Premesso che la data e l’ora di svolgimento della stessa sarà comunicata con apposito avviso in Gazzetta Ufficiale e pubblicata sul sito del Miur, la prova verrà svolta, ancora una volta, al computer in 150 minuti, e consiste in: 5 quesiti a risposta aperta sulle materie di cui all'art. 10, co. 2 del Regolamento (max 16 punti) e 2 quesiti in lingua straniera, già scelta dal candidato in fase di presentazione della domanda, articolati in cinque domande a risposta chiusa (max10 punti.
Il punteggio complessivo della prova è dato dalla somma dei punteggi ottenuti. Sono ammessi all’orale i candidati che ottengono un punteggio pari o superiore a 70 punti.
Gli altri step relativi al tirocinio, alla formazione,altra prova scritta e colloquio saranno destinati solo a coloro che supereranno la prova scritta.

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02252-sicilia-supplenze-regionali

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-28/07/2018-06:00
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Sicilia, supplenze personale docente incluso nelle graduatorie
regionali paritarie

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Le date e la sede delle convocazioni e nomine
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L’Assessorato dell’istruzione e della formazione professionale – Dipartimento dell’istruzione e della formazione professione – Servizio scuole non statali, con nota prot. n. 005341 del 26/07/2018 ha pubblicato l’avviso di convocazione per il conferimento delle nomine annuali con contratto di lavoro a tempo determinato in favore del personale docente non di ruolo incluso nelle graduatorie regionali per il triennio 2016/2019 per gli insegnamenti impartiti nelle scuole regionali paritarie relative alle classi di concorso del vecchio ordinamento.
PER LEGGERE E/O SCARICARE LA NOTA:  2018-07-28-convocazione.pdf

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02250-adeguamento-od-ata

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-27/07/2018-06:00
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Adeguamento OD alle situazioni di fatto personale ATA

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Obiettivi USR – Anno scolastico 2018/2019
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Il Direttore Generale del Miur, Maria Maddalena Novelli, ha reso noto l’apertura delle funzioni di trasmissione al Sistema informativo per consentire eventuali adeguamenti dell’organico di diritto alle situazioni di fatto relativamente al personale ATA.
«Il suindicato adempimento – scrive il Direttore del Miur - è finalizzato a garantire ed assicurare la funzionalità ed efficienza dei servizi scolastici, che non sia stato possibile assicurare in sede di definizione dell’organico di diritto.
Le indicazioni di seguito riportate riguardano le attività propedeutiche da porre in essere al fine di un corretto avvio dell’anno scolastico.
Occorre innanzitutto ribadire quanto già anticipato nello schema di decreto interministeriale sull’organico di diritto in relazione al profilo di Dsga.
Come già indicato nel suddetto schema di decreto interministeriale, il posto di Dsga può essere istituito, nelle istituzioni scolastiche sottodimensionate, esclusivamente nella presente fase di organico di fatto, abbinando due istituzioni scolastiche sottodimensionate.
In alternativa, la singola istituzione scolastica sottodimensionata può essere affidata, a titolo di incarico aggiuntivo, a Dsga di ruolo già titolare in scuola normo-dimensionata.
Come di consueto è preferibile, in considerazione delle esigenze di contenimento della spesa pubblica, attribuire incarichi aggiuntivi a Dsga titolari di scuole normo-dimensionate piuttosto che disporre abbinamenti tra scuole sotto-dimensionate, salvo i casi eccezionali in cui considerazioni legate alle esigenze di efficacia, funzionalità e qualità del servizio richiedano necessariamente l’attivazione dei posti.
Al fine di evitare che i Dsga in esubero siano utilizzati, ai sensi del d.lgs. 165/2001, in altra provincia, è necessario che le SS.LL. procedano, secondo i criteri riportati di seguito:
1) Nelle province nelle quali l’esubero di personale è superiore alle scuole sottodimensionate non si procede ad alcun abbinamento e il personale è utilizzato secondo i criteri definiti nel CCNI sulle utilizzazioni.
2) Nelle province nelle quali l’esubero di personale è inferiore alle scuole sottodimensionate, si procede all’abbinamento delle scuole nel limite del numero dei DSGA in esubero da riassorbire.
3) Nelle province nelle quali non vi è esubero, le scuole sottodimensionate sono affidate, ognuna, ai Dsga di ruolo, già in servizio in istituzione scolastica normo-dimensionata.
I criteri per determinare gli abbinamenti delle sedi sottodimensionate di cui ai punti 1) e 2) sono definiti in sede di contrattazione decentrata a livello regionale.
Per quanto riguarda gli altri profili del personale ATA, si trasmette l’allegato prospetto con il raffronto tra l’organico di diritto per l’a.s. 2018/19 e l’obiettivo dell’organico di fatto per il medesimo anno.
A tal fine le SS.LL, in tempo utile per un ordinato avvio dell’anno scolastico, vorranno valutare prioritariamente le esigenze connesse alla presenza di alunni con disabilità, procedere all’attivazione di ulteriori posti nelle situazioni in cui non sia possibile in altro modo garantire le necessarie condizioni di sicurezza e di incolumità degli alunni, salvaguardare il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche con un elevato numero di plessi, garantire la copertura dei tempi scuola previsti dai piani triennali dell’offerta formativa, assicurare un adeguato livello di sicurezza nell’utilizzo dei laboratori, fornendo il numero necessario di assistenti tecnici.
Al riguardo si richiama l’attenzione delle SS.LL. sulla inderogabile esigenza che il numero di posti attivato nella presente fase e riportato nel decreto che le SS.LL. avranno cura di adottare,
risulti assolutamente concordante con quello comunicato contestualmente al Sistema informativo.»

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02251-emendament-decreto-dignita

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-27/07/2018-06:00
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Emendamento al Decreto dignità

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Concorso straordinario per i diplomati del Magistrale
e i laureati in Scienze della formazione primaria
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Un emendamento della maggioranza al Decreto dignità, che ancora deve approdare nelle aule della Camera e del Senato, prevede un concorso a cui potranno accedere quanti negli ultimi otto anni hanno svolto almeno due annualità di servizio specifico anche non continuativo su posto comune e di sostegno.
Il concorso prevede una prova orale che varrà fino a 30 punti e titoli fino a 70 punti. Stilata la graduatoria, si accederà come canale per le assunzioni.
Il concorso, come afferma il responsabile Istruzione della Lega nonché prsidente della VII Commissione Cultura del Senato, Mario Pittoni, non sarà selettivo, a meno che tale formula non venga chiaramente esplicitata nel bando.
Per il ministro Bussetti si tratta di una soluzione in linea con quanto portato avanti dal Governo in queste settimane per trovare una soluzione che garantisca la continuità didattica ai nostri studenti e il rispetto delle aspettative di tutti i soggetti coinvolti.

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02252-immissioni-in-ruolo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-27/07/2018-06:00
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Immissioni in ruolo a.s. 2018/2019

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Nota Miur agli Uffici Scolastici Regionali
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Il Miur ha inviato agli Uffici Scolastici Regionali una nota di istruzioni per le procedure relative alle immissioni in ruolo del personale docente, ATA ed educativo dell’a.s. 2018/2019.
Le nomine in ruolo dei docenti dovranno avvenire nel periodo compreso tra il 24 luglio e il 6 agosto; l'operazione per il  personale ATA avverrà nel periodo tra il 1° e il 31 agosto p.v.; il personale educativo sarà nominato nel periodo compreso tra il 24 luglio e il 6 agosto.
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MESSAGGIO MIUR  DEL 26/07/2018
In riferimento alla tempistica di cui alla nota AOODGCASIS n. 1494 del 23 luglio u.s. si comunica che l'inserimento al SIDI delle immissioni in ruolo per il personale docente ed educativo, non rendendosi più necessaria la fase di chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici, potrà avvenire anche dopo il 6 agosto ma comunque in tempo utile per le varie operazioni relative all'avvio del nuovo anno scolastico.
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Scontato che le date comunicate dal Ministero, possono essere suscettibili di variazione a livello territoriale, e quindi bisognerà seguire le indicazioni dei rispettivi Uffici Scolastici.
Secondo fonti sindacali i
57.322 posti dei docenti, di cui 13.329 su sostegno, dovrebbero essere così suddivisi:
Infanzia: 4.988, di cui 1.143 sostegno
Primaria: 12.410, di cui 4.396 sostegno
Secondaria I grado: 20.999, di cui 6.143 sostegno
Secondaria di II grado: 18.925, di cui 1.647 sostegno.
Personale educativo: 77
Personale ATA:9.838, di cui 8.744 cessazioni + 789 co.co.co (765 AA e 24 AT)

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02240-il-patto-che-non-si-rispetta

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-26/07/2018-06:00
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Il Patto che non si rispetta

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Gli obblighi del Ds e dei docenti in quanto pubblici funzionari
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Il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano, rispondendo ad un interrogazione in Commissione Cultura sulla questione degli atti di violenza di genitori e studenti nei confronti dei docenti o del personale scolastico, ha richiamato la necessità di fare riferimento al Patto di corresponsabilità che i genitori sottoscrivono al momento dell’iscrizione a scuola e allo Statuto delle studentesse e degli studenti che già ora sanzionano i comportamenti non rispettosi delle regole della convivenza.
Ma il Sottosegretario ha sottolineato anche che “nel caso in cui il Ds venga a conoscenza di vere e proprie notizie di reato relative ad aggressioni fisiche o morali verso docenti o altri allievi, in presenza di reati procedibili d’ufficio, in qualità di pubblico ufficiale egli è tenuto a riferirne all’Autorità giudiziaria o alle Forze dell’ordine per le necessarie indagini”.
Ana
loghi obblighi – ha affermato Giuliano - gravano anche sui docenti in quanto
“(…) sempre in qualità di pubblici ufficiali, sono tenuti a riferire al Dirigente scolastico eventuali notizie di reato di cui siano venuti a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni”.

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02241-slitta-decreto-dignita

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-26/07/2018-06:00
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Slitta il Decreto Dignità: in Aula il 30 luglio

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Emendamento per il diplomati del magistrale
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La maggioranza di governo ha presentato un emendamento all’articolo 4 del Decreto Dignità, teso alla salvaguardia della continuità didattica per l’anno scolastico 2018/2019 dei docenti in possesso del diploma magistrale in ruolo con riserva e dei docenti che avranno contratto al 31 agosto 2019.
Per quanto riguarda i docenti assunti in ruolo dalle GaE a tempo indeterminato con riserva in possesso di diploma magistrale abilitante, dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno 2019).
Analogamente i docenti che per l’anno scolastico 2018/2019 abbiano avuto una supplenza al 31 agosto 2019 vedranno il loro contratto trasformato in supplenza con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019.
Intanto il Decreto Dignità ha subito un rinvio per il suo approdo in Aula, ora previsto per il 30 luglio, a seguito dell'esame a rilento nelle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera. Il via libera definitivo è atteso per il 2 agosto e l'esame del Senato è programmato per la settimana successiva, dal 6 al 10 agosto.

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02242-sicilia-ipotesi-contrattazione-regionale

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-26/07/2018-06:00
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Sicilia, Ipotesi di contrattazione regionale

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Utilizzazioni del personale docente, educativo ed ATA per l’a.s. 2018/2019
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Giorno 24 luglio u.s. presso l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (Via G. Fattori, 60 – Palermo) la delegazione di parte pubblica ed i rappresent5anti delle OO.SS. rappresentative Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Gilda Unams hanno sottoscritto l’Ipotesi contrattuale regionale sulle utilizzazioni del personale docente, educativo ed ATA per l’anno scolastico 2018/2019.

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02243-mibac-6mila-nuovi-posti-di-lavoro

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-26/07/2018-06:00
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MIBAC: 6mila nuovi posti di lavoro entro il 2020

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Le selezioni avverranno tramite scorrimento delle graduatorie in essere e attraverso pubblicazione di nuovi bandi di concorso

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Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato un piano straordinario di assunzioni da attuare entro il 2020 con l’assunzione di ben 6mila risorse. La creazione di nuovi posti di lavoro ha come obiettivo quello di colmare l’attuale carenza dell’organico ministeriale e di fornire ricambio ai pensionati che si prevedono essere molti nel prossimo triennio.
Il nuovo personale sarà selezionato o tramite lo scorrimento di graduatorie in essere o per mezzo di nuovi concorsi: prevista a breve la pubblicazione dei bandi.

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02231-tempo-di-fis-e-controversie

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-25/07/2018-06:00
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Tempo di Fis e controversie

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Illegittimo pagare il terzo collaboratore del Ds
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Interessante articolo di Lucio Ficara pubblicato sulla testata on line La Tecnica della Scuola (www.tecnicadellascuola.it/illegittimo-pagare-il-terzo-collaboratore-del-ds-con-il-fis ) relativamente al pagamento di altri collaboratori oltre il secondo, con il Fis.
L’argomento è di scottante attualità e il richiamo giuridico-normativo di Ficara appare molto opportuno.
Ringraziando l’Autore e la Testata sopra richiamata, riportiamo l’articolo.
«
Un Ds può avere anche più di due docenti collaboratori, infatti ai sensi del comma 83 dell’art.1 della legge 107/2015 può individuare fino al 10% di docenti che lo coadiuvano, ma, con il FIS, ne può pagare solo due.
La normativa di riferimento è l’art.88 del CCNL scuola 2006/2009, prorogata ai sensi del comma 10 art.1 del CCNL scuola 2016-2018. Il suddetto art.88 stabilisce indennità e compensi a carico del fondo di Istituto. Nel comma 2 lettera f) di tale articolo contrattuale è disposto che i compensi da corrispondere al personale docente ed educativo, non più di due unità, della cui collaborazione il dirigente scolastico intende avvalersi nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e gestionali. Tali compensi non sono cumulabili con il compenso per le funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa di cui all’art.33 del presente CCNL.
Bisogna sapere che la legge 107/2015 non ha in alcun modo abrogato quanto contenuto nell’art.88 comma lettera f), semmai la legge sulla Buona scuola ha limitato, rispetto al passato, le collaborazioni di docenti con il Ds ad un massimo del 10% dei docenti dell’organico dell’autonomia.
Infatti il comma 83 dell’art.1 della legge 107/2015 dispone che il dirigente scolastico può individuare   nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di  supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica. Dall’attuazione delle disposizioni del suddetto comma, è riportato nella legge 107/2015, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Questo significa che il Ds può senza ombra di dubbio avvalersi di un terzo collaboratore e nel caso di un organico dell’autonomia di 80 docenti, il Ds potrebbe avvalersi fino ad un massimo di 8 docenti collaboratori, ma soltanto due di questi potranno essere retribuiti con il FIS (Fondo di Istituto).
Pagare il terzo collaboratore del Dirigente scolastico con il fondo di Istituto non è solo una violazione del contratto collettivo nazionale, ma è anche una violazione della legge 107/2015. Utilizzare una risorsa economica destinata al pagamento di altre funzioni e destinarla ad altri scopi non previsti dalle norme, si configura come un vero e proprio danno erariale».

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02232-fp-sicilia-svolta-positiva

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-25/07/2018-06:00
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Fp Sicilia: svolta positiva

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Previsto il rapido avvio dei corsi e il reclutamento del personale
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Dopo anni di stallo si registra una positiva convergenza di intenti tra parti datoriali e sindacali per la formazione professionale in Sicilia, che permetterà il rapido avvio dei corsi e il reclutamento del personale.
Oltre all’assessore regionale Lagalla anche gli enti Cenfop, Forma, Assofor, Anfop, Asef, Iform e i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Ugl dichiarano il loro compiacimento per il lavoro svolto.
L’accordo prevede:
- l’aggiornamento dell’Albo che contiene circa 5.300 persone;
- il possibile inserimento del personale anche nella filiera dell’obbligo di Istruzione professionale,
- l’impegno per la fuoriuscita e l’accompagnamento di coloro che sono vicini alla pensione.
Resta però ancora in alto mare la questione degli ex sportellisti e la loro utilizzazione.

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02234-un-gatto-in-casa-fa-bene-ai-bimbi-autistici

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-25/07/2018-06:00
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Un gatto in casa fa bene ai bimbi autistici

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Recenti studi americani lo dimostrano senza ombra di dubbio – La storia di Fraser e di Billy
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Uno studio condotto dalle Università Davis in California e della Mizzou nel Missouri testimonia che la presenza di un micio in casa è di grande aiuto per i bimbi affetti da forme lievi o moderate di autismo. I ricercatori hanno appurato che i benefici dati dal contatto e interazione con il gatto sono davvero importanti per i bambini e adolescenti autistici, dichiarando: «II loro contributo nell'aiutare i bambini ammalati risulta considerevole, migliorano le loro capacità di relazionarsi con gli altri, la percezione del mondo esterno, acquistando autostima, empatia e fiducia in se stessi».
L'autismo è un grave disturbo del neurosviluppo che colpisce in tenera età, distinto da apparente carenza di interessi e relazioni con gli altri, indifferenza emotiva agli stimoli, tendenza all'isolamento o al contrario, ipereccitabilità; sfiducia verso gli altri e se stessi.
II mondo interiore dei piccoli affetti da autismo è disturbato da ansia, tristezza, paure, e alterato da notevole diffidenza verso il mondo che li circonda, visto come incoerente, portatore di angosciose frustrazioni; si ritrovano spesso soli in un ambiente nel quale non si sentono capiti e accettati e ciò li conduce sempre più alla chiusura.

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PER RIFLETTERE

La storia di Fraser, un bimbo inglese di cinque anni affetto da autismo, che fino a poco tempo fa non riusciva neppure a fare le cose più semplici, come bere un bicchiere d'acqua o aprire un libro, conferma le recenti teorie americane. Ora la sua vita è cambiata, Fraser è rinato, grazie a Billy, un gatto randagio trovato nel gattile. Il bimbo e il gatto si sono scelti da soli e da allora sono inseparabili. Billy ha completamente trasformato la vita di Fraser, ed ora in casa è tornata la felicità. Ogni volta che Fraser si arrabbia lui sbuca dal nulla e lo rassicura, sono sempre vicini e si coccolano a vicenda. Billy riesce a capire e captare i desideri e le emozioni di Fraser; e quando c'è qualcosa che lo turba si siede sempre su di lui per stare più vicino possibile.
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Ebbene la presenza di un micio rompe questi schemi. Sarà che un animale non ha pregiudizi nei riguardi delle persone e accetta ogni umano in modo spontaneo e incondizionato, il suo approccio lineare e confortevole li aiuta a sviluppare rapporti più equilibrati verso il mondo esterno. Il gatto riesce ad interagire con loro, capire i loro bisogni e desideri, facendogli diminuire la sofferenza interiore e regredire rabbia e collera, ma pure altri sintomi.
Un'altra ricerca recente conferma questi risultati: a Tucson in Arizona è partito il progetto "Le fusa per l'autismo", promosso da Autism Society of Southern Arizona, che consente ai bimbi autistici di visitare regolarmente un gattile locale ed interagire con i mici. I risultati positivi e sorprendenti hanno esteso l'iniziativa anche agli adolescenti con la stessa sindrome. Il beneficio è doppio: i bambini sono più socievoli e si relazionano meglio attraverso il gatto, i mici trovatelli sono felici di ricevere coccole, in più si abituano al contatto umano che li aiuterà ad inserirsi in famiglie pronte ad adottarli.

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02212-dl-dignita-emendamento-salva-precari

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-24/07/2018-06:00
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Dl Dignità, emendamento salva precari e diplomati magistrali

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Possibile modifica alla legge 107/2015 per i 36 mesi –
Emendamento in favore dei diplomati del Magistrale
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Possibile modifica alla legge 107/2015
per i 36 mesi
Presentato in Parlamento un emendamento al Dl Dignità con il quale si intende superare il tetto massimo di mesi di supplenza su posti vacanti e disponibili anche per le immissioni in ruolo, previsto dalla legge 107/2015. Il divieto introdotto dalla La Buona Scuola decorre dal 1° settembre 2016 e quindi l’anno scolastico 2017/2018 è da considerare già il secondo anno di vigenza.
L’emendamento al Dl Dignità presentato dalla maggioranza cancella il limite ai 36 mesi, previsto da settembre 2016, per i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili con buona pace della legge 107/2015 che aveva recepito il dictat europeo.

 

Emendamento in favore dei diplomati del Magistrale
Con un emendamento presentato da MDP-LU al Decreto Dignità, si chiede la riapertura delle GaE per sanare la situazione in sospeso dei diplomati del Magistrale ante anno scolastico 2001/2002.
L’emendamento chiede di iscrivere “a pieno titolo nelle GaE del personale docente tutti i docenti muniti di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, i laureati in Scienze della Formazione e quanti hanno conseguito una abilitazione tramite TFA.

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02213-vaccinazioni-via-obbligo-dove-copertura-suffiiente

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-24/07/2018-06:00
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Vaccinazioni, via l'obbligo solo dove la copertura è sufficiente

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Sistema on-off, pardon “flessibile”, per i vaccini, ma il nodo vero è l'anagrafe
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La linea della ministra della Salute Giulia Grillo sulle vaccinazioni punta su un “sistema flessibile”, eliminando l’obbligo dove la copertura è già sufficiente. Insomma s’impone la linea Zaia!
Fatta la circolare, che ha esteso al prossimo anno scolastico il regime di autocertificazione introdotto in fase di avvio dalla legge Lorenzin, è in arrivo un ddl per intervenire di nuovo sui vaccini a scuola, a quanto pare con un accordo giallo-verde più per necessità che per adesione convinta, dato ch l’obiettivo politico è solo quello di scardinare la legge Lorenzin, come promesso in campagna elettorale, quanto meno nella parte sanzionatoria ed escludente dei minori dalla scuola.
La linea Grillo prevede una correzione di rotta non facile da mettere in pratica, almeno per tre buoni motivi:
1) la dichiarazione sostitutiva anche per l'anno scolastico 2018/2019 a carico delle famiglie implica, infatti, la responsabilità di autocertificare una vaccinazione, magari non avvenuta, configurando il reato di falso in atto pubblico, per non parlare delle responsabilità in capo ai Dirigenti scolastici;
2) con livelli di copertura non ottimali in alcune Regioni ed i sistemi di anagrafe regionale incompiuti e non dialoganti, questa la linea morbida sull'obbligo potrebbe nuocere alla tutela della salute collettiva dei minori; ma solo disponendo di un quadro certo e aggiornato, puntuale e dettagliato della situazione territoriale, si otterrà nel tempo quell'automatismo nel conoscere chi è vaccinato e chi non lo è» che a regime consentirà al ministero di mettere in campo gli interventi mirati e graduati come prevede il nuovo ddl.
3) il «significativo innalzamento delle coperture» ottenuto con la legge Lorenzin - quasi 4,5 i punti percentuali recuperati per il morbillo, che però resta al di sotto della soglia Oms del 95% necessaria per la «copertura di gregge» non consente flessibilità, semmai va potenziata l'informazione alle famiglie con comunicazione affidata a medici e campagne nazionali.
Sono queste le vere condizioni per poter modificare la legge Lorenzin senza compromettere la salute dei minori e proprio per questo motivo serve una banca dati perfettamente funzionante per assicurare una base di coperture vaccinali adeguata.

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02200-sconforto-diplomati-magistrale

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/07/2018-06:00
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Sconforto fra diplomati del Magistrale
e laureati di Scienze della formazione primaria

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La richiesta è una sola: prospettare soluzioni eque, concrete ed urgenti
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Affondo dei diplomati
del Magistrale
La soluzione non è il rinvio di 120 giorni per avere un piano che prospetti soluzione eque, concrete ed urgenti
Il Coordinamento DM (Diplomati del Magistrale) di Pisa ha rotto gli indugi scrivendo al ministro Luigi Di Maio ringraziandolo per il sogno che ha regalato qualche giorno fa comunicando il nome del Decreto Dignità, che, guarda caso, quando dal titolo si è passati alla lettura del Decreto, il sogno è andato in frantumi, trasformandosi nuovamente nell’incubo che vivono i DM soprattutto da dicembre ad oggi.
I Diplomati Magistrali, rivolgendosi a tutto il governo in carica, chiedono rispetto della loro dignità, dato che da anni sono  vittime di un “pasticcio” normativo che vede una discriminazione di trattamento fra diplomati magistrali con giudizio passato in giudicato ed altri, con medesimo titolo, con giudizio negativo.
Per questo motivo chiedono a tutte le forze politiche, di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale in tempi celeri, dato che dicevano di conoscere bene la situazione e di aver pronti i piani precisi. E certamente la soluzione non è il rinvio di 120 giorni per avere un piano che prospetti soluzione eque, concrete ed urgenti.

 

Le richieste del Coordinamento SFP
L’articolo 4 del Decreto dignità rischia di compromettere il regolare avvio del prossimo anno scolastico e non dà risposta alcuna ai docenti laureati in Scienze della formazione primaria
Il Coordinamento Scienze della formazione primaria (SFP) scende in campo sulla questione dei diplomati del Magistrale e chiede che sia fatta chiarezza ripartendo dal sistema di reclutamento dei docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria che coinvolge bambini, famiglie, insegnanti e facoltà universitarie. Anche i diplomati magistrali ante 2001/2002 hanno diritto ad essere inseriti nelle GI poiché il titolo conseguito è considerato a tutti gli effetti abilitante, e quindi sia i diplomati sia i laureati in SFP possono ottenere le supplenze e partecipare al concorso che consente di accedere al ruolo. Questo secondo le disposizioni di legge.
L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha pronunciato una sentenza che ha chiarito in via definitiva che “il possesso del solo diploma magistrale, anche se conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento (GAE)”.
Tale pronunciamento è intervenuto quindi a chiarire una delle situazioni più complesse che la scuola abbia affrontato negli ultimi anni: quella relativa al reclutamento del personale nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, ma nel frattempo, 2mila insegnanti sono stati assunti con sentenza passata in giudicato e resteranno al loro posto; altri 7mila circa sono stati assunti a tempo indeterminato con un contratto che prevede una clausola risolutiva (e la maggior parte di essi si trova al Nord). I più numerosi (43mila docenti circa) sono entrati in GaE in seguito a sentenza cautelare e attendono la sentenza individuale di merito. Altri 27mila docenti circa sono stati inseriti negli anni, a seguito del conseguimento dell’idoneità tramite concorso o corso riservato, e non rischiano di essere esclusi dalle GaE.
La questione rimane ancora in attesa di una soluzione vera perché con l’articolo 4 del Decreto dignità, è stata inserita una disposizione che “concede all’amministrazione un termine di 120 giorni per dare esecuzione alle sentenze. Tale intervento normativo consente, pertanto, all’amministrazione di usufruire dei tempi necessari per porre in essere tutti gli adempimenti amministrativi conseguenti all’esecuzione delle sentenze, senza che ciò possa mettere in pericolo l’ordinato avvio del prossimo anno scolastico”.
In realtà, si tratta semplicemente di un rinvio che, da una parte, rischia di compromettere il regolare avvio del prossimo anno scolastico e, dall’altra, non dà risposta ma penalizza molti docenti (laureati in Scienze della formazione primaria, docenti iscritti alle GaE e vincitori di concorso) che attendono che la politica sani questo vulnus.

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02201-quello-che-zunino-non-sa

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/07/2018-06:00
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Quello che Zunino non sa

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Cose serie e meno serie sull’ultima Maturità
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Corrado Zunino su “la Repubblica” di ieri (22 luglio 2018) commentando i record di 100 e lode della recente Maturità, evidenziando il divario Nord-Sud, cita il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (Anp) che etichetta “capo dei presidi”, affermando che “al Nord i prof sono troppo severi, mentre al Sud sono più indulgenti, il che è umanamente comprensibile”.
Premesso che il presidente dell’Anp coordina solo gli iscritti alla stessa Associazione e, quindi, non è il “capo dei presidi”, ma questo Zunino non lo sa, e comunque ignora tutti gli altri coordinatori dell’Area V ( e sono tanti!) iscritti a Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Dirscuola e Anief, giova ricordare che al Sud ci sono davvero studenti bravi e al Nord meno, a prescindere dalle variabili territoriali tirate in ballo per l’occasione.
In ogni caso,  diplomati con lode sono stati 6.004, con punte di eccellenza abbastanza interessanti:

Puglia: 1066

 

Toscana: 224

Campania: 860

 

Abruzzo: 168

Lazio: 574

 

Umbria: 147

Sicilia: 560

 

Liguria: 117

Lombardia: 419

 

Sardegna: 99

Emilia Romagna: 403

 

Friuli Venezia Giulia: 73

Veneto: 343

 

Basilicata: 44

Calabria: 322

 

Trentino Alto Adige (solo Trento): 35

Marche: 269

 

Molise: 21

Piemonte: 260

 

Valle d’Aosta (dato non disponibile)

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È scontato anche che il confronto, se proprio si vuole fare per forza, non va fatto sul dato regionale dell’anno in corso, ma sul dato degli anni scolastici precedenti, magari chiedendosi perché ci sono situazioni di stallo o di criticità.
In ogni caso, riteniamo che in ogni parte d’Italia ci sono studenti bravi e meno bravi, ma se tale è la situazione, la causa non va ricercata semplicisticamente nel differente metro di valutazione, quanto piuttosto sullo scarso impegno culturale del sistema scuola in alcune Regioni, sulla scarsa motivazione ad apprendere degli alunni, su una variabile di insegnamento che spesso non collima né col curricolo, né, tanto meno, con le prove d’esame.

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02202-pensioni-niente-rivalutazione-assegni

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/07/2018-06:00
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Pensioni, niente rivalutazione degli assegni

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La Corte di Strasburgo ha dichiarato legittimo lo stop alla perequazione delle pensioni
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La Corte di Strasburgo ha dichiarato legittimo lo stop alla perequazione delle pensioni a seguito della crisi economica
Il decreto Poletti non ha violato i diritti dei pensionati: è questa la motivazione con la quale la Corte di Strasburgo ha ritenuto non ammissibile il ricorso presentato da oltre 10.000 pensionati italiani contro lo stop alla perequazione delle pensioni risultati penalizzati dal blocco delle rivalutazioni sulle pensioni nel 2012 e 2013 introdotta dal decreto Salva Italia del 2011.
Lo scrive Anna Maria D’Andrea su Money (
www.money.it/pensioni-bocciato-ricorso-decreto-poletti-strasburgo-perequazione-rivalutazione-assegni?utm_source=Money.it&utm_campaign=109fd3f608-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-109fd3f608-302853101) precisando che la misura introdotta dall’allora governo Monti, fortemente penalizzante per le pensioni degli italiani, era stata dichiarata incostituzionale e la Corte Costituzionale obbligò lo Stato a restituire ai pensionati l’importo della mancata rivalutazione.
Nel 2015, l’allora Ministro del Lavoro Poletti stabilì con decreto che la restituzione per mancata perequazione della pensione non dovesse essere uguale per tutti ma proporzionata all’importo dell’assegno: maggiore per gli assegni inferiore e minore per le pensioni più elevate.
Per la Corte europea dei diritti dell’uomo, scrive ancora la D’Andrea, il decreto Poletti non viola i diritti dei pensionati e la mancata rivalutazione delle pensioni è motivata dalla difficile situazione economica alla quale era sottoposta l’Italia, di conseguenza il ricorso presentato da oltre 10mila pensionati contro il Decreto Poletti è stato glissato come “irricevibile” dalla Corte di Strasburgo.
Come si ricorderà il Decreto Poletti ha predisposto un calcolo sul rimborso anche per il biennio 2012-2013 da effettuarsi secondo il seguente modello:

Rapporto rispetto
alla pensione minima

Percentuale
di rivalutazione

Fino a 3 volte (1.405,05 euro)

100%

Da 3 a 4

40%

Da 4 a 5

20%

Da 5 a 6

10%

Oltre 6 volte (2810.1 euro)

Nessuna

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02203-scontro-sulla-flat-tax

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/07/2018-06:00
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Scontro sulla flat tax

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Attacco forzista al governo Conte e a Salvini
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affermato che la tassa piatta il suo governo non la farà, con buona pace dei discorsi elettorali e tanti mal-di-pancia da parte da parte dei forzisti che incalzano il governo su 4 proposte di legge: flat tax, abolizione dell'Imu sui capannoni industriali, inversione dell'onere della prova sempre a carico dell'amministrazione finanziaria, compensazione dei debiti con i crediti.
Scontato l'attacco alla Lega che non rispetta «gli impegni presi con gli elettori», come dice Mariastella Gelmini, capogruppo dei deputati azzurri, mentre Renato Brunetta ricorda al vicepremier leghista Matteo Salvini, nonché alleato di centrodestra nella tornata elettorale, che la Lega ha ottenuto il 17% dei voti e l'intero centrodestra oltre il 37%, e ha vinto le elezioni, è perché gli italiani hanno votato il programma dei 10 punti, che indicava come priorità la flat tax, tassa piatta al 23% con un'unica aliquota per l'intero sistema Paese, per famiglie e imprese, per 40 milioni di contribuenti e non con 2 aliquote come propone adesso la Lega con una sola limatura per le imprese.
La finestra post feriale diventa così strategica: o il governo vara la flat tax o salta tutto.

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02204-fp-sicilia-ex-sportellisti

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/07/2018-06:00
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Fp Sicilia e la sorte degli ex sportellisti

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Cadute nel vuoto le richieste d’incontro e le proposte concrete avanzate
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L’incontro di oggi dell’assessore alla Famiglia e al Lavoro della Regione Siciliana, Mariella Ippolito, sul futuro degli ex sportellisti, con il ministro del Lavoro Luigi Di Maio avrà un domani? Forse no, anche perché “l’assessore non ha idea di come ricollocare questi lavoratori”.
Lo affermano Graziamaria Pistorino, segretaria generale della Flc Cgil Sicilia, Francesca Bellia, segretaria generale della Cisl Scuola Sicilia e Claudio Parasporo, segretario generale della Uil Scuola Sicilia che rincarano la dose affermando che sugli ex sportellisti il 23 aprile scorso hanno consegnato nelle mani dei dirigenti regionali concrete proposte che l’Assessore, a quanto pare, non ha neanche letto mentre il governo regionale - continuano i tre sindacalisti - non ha illustrato una proposta sulle politiche attive e più in generale sui servizi per il lavoro; le code presso i Centri per l’impiego continuano, 80.000 famiglie in stato di povertà che fruiscono del Reddito di inclusione rischiano di perderlo e i lavoratori ex sportellisti restano disoccupati.
Questa è la triste sintesi di un’azione di governo che si può definire fallimentare dato che “le nostre richieste d’incontro – affermano i tre segretari generali siciliani – sono cadute nel vuoto ed il tavolo per discutere del rapido avvio di azioni che utilizzino fondi europei, statali e regionali, esistenti e disponibili, non è stato attivato dal Presidente della Regione”.

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02189-rinnovo-contratto-ds

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-21/07/2018-10:00 2ª EDIZIONE
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Rinnovo contratto Ds

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Martedì 24 luglio convocazione delle OO.SS. all’Aran
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L’Aran ha convocato i sindacati per martedì 24 luglio alle ore 10:00 per la ripresa del negoziato sul rinnovo del contratto dei dirigenti scolatici.
Tra i vari aspetti da affrontare, nell’ambito del negoziato, quello degli aumenti stipendiali, relativamente ai quali sono state già stanziate apposite risorse nella legge di Bilancio (n. 205/2017): 7 milioni di euro per il 2018, 41 mln di euro per il 2019, 96 a regime dal 2020.

L’aumento, che riguarderà circa 8mila dirigenti scolastici,  sarà a pioggia, dato che ad essere interessata è la retribuzione di posizione parte fissa.

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02190-assunzioni-non-bastano

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-21/07/2018-10:00 2ª EDIZIONE
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Le assunzioni che non bastano!

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Le assunzioni in ruolo, se autorizzate, e i posti vacanti di docenti di sostegno e Ata 
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Le annunciate 67.372 nuove immissioni in ruolo non ridurranno le supplenze ed i posti vacanti: resteranno scoperte decine di migliaia di cattedre per il sostegno, migliaia di uffici di presidenza e di posti da direttore amministrativo.
Come è noto, per settembre il Miur ha chiesto al Ministero dell’Economia 57.322 assunzioni per i docenti (circa 44mila posti comuni e 13mila circa al sostegno) e 9.838 posti per gli ausiliari, tecnici, amministrativi e 212 posti per i Dirigenti scolastici (idonei delle precedenti tornate concorsuali e vincitori di contenzioso). Nonostante questi numeri, anche quest’anno arriveranno in cattedra decine di migliaia di supplenti a cominciare dal sostegno, dato che i posti sono molti di più dei 13 mila previsti, mentre il fabbisogno sfiora o supera quota 40mila, con pesanti conseguenze sulla “continuità didattica” e  per i docenti!
Non meno pesante la situazione degli Ata. Secondo una elaborazione della Flc Cgil su dati Miur, i posti liberi su scala nazionale, dopo i trasferimenti, sarebbero i seguenti, salvo variazioni locali:
Direttore servizi generali e amministrativi: 2.170
Assistenti amministrativi: 3.926
Assistenti tecnici: 1.303
Collaboratori scolastici: 9.244
Addetti aziende agrarie: 79
Infermiere: 29
Cuoco: 119
Guardarobiere: 79
per un totale complessivo pari a: 16.949 posti.
La situazione siciliane, ovviamente salvo variazioni a livello locale è la seguente:
Direttore servizi generali e amministrativi: 81
Assistenti amministrativi: 169
Assistenti tecnici: 71
Collaboratori scolastici: 676
Addetti aziende agrarie: 2
Infermiere: 0
Cuoco: 2
Guardarobiere: 3
per un totale complessivo di n. 1.004
che le OO.SS. Scuola siciliane devono attenzionare non appena si conoscerà il riparto regionale dei posti.

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02180-prof-condannata

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-21/07/2018-06:00
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Prof condannata per un ceffone all'alunno

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Docente veronese condannata a 10 giorni di carcere e 600 euro di risarcimento
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Dieci giorni di carcere e 600 euro di risarcimento: per il Tribunale di Verona è questo il prezzo di un gesto violento commesso a scuola da un'insegnante nei confronti di un proprio studente. Uno schiaffo sul volto, che fece volare a terra anche gli occhiali del ragazzo, alunno certo vivace e poco accomodante con una professoressa "vecchio stampo", che però una volta a casa ha raccontato tutto ai genitori. L'insegnante di matematica, di un istituto superiore di Verona, si è giustificata con il giudice sostenendo che quel gesto fatto con il braccio era stato «involontario», e che non sarebbe stata sua intenzione colpire l'adolescente.
I fatti risalgono al 16 maggio 2014, in un istituto superiore di Verona, come già detto, mentre erano giorni di verifiche orali in vista della fine dell'anno. La professoressa aveva più volte ripreso il quattordicenne, che disturbava durante le varie interrogazioni fino a cacciarlo dalla classe, mandandolo in corridoio. Una volta rientrato, l'aveva fatto spostare col banco accanto alla cattedra, per controllarlo meglio. Anche qui niente; lo studente, irrequieto, si era avvicinato alle spalle della prof, mentre questa metteva i voti sul registro elettronico. E' stato in questo frangente che la donna avrebbe alzato la mano, colpendo in viso lo studente e facendogli cadere gli occhiali. A parte il caso di specie, non si può però negare come negli ultimi tempi, il rapporto tra genitori-alunni-insegnanti sia cambiato in maniera spesso fuorviante facendo perdere i punti di riferimento e, soprattutto, facendo venir meno l'autorità che, una volta, era gestita dagli insegnanti alla pari con i genitori. Oggi, tutto sembra essersi capovolto, e i giovanissimi, affiancati dalle loro "armi", telefonini, smartphone e social network, mettono in piazza gesti e fatti compiuti in danno di ragazzi, ma anche a scapito degli stessi prof che risultano spogliati della loro autorità.

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02160-incontro-aran

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/07/2018-06:00
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Incontro all’ARAN sulla responsabilità disciplinare dei docenti

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I sindacati chiedono modifiche alla legge Madia
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Si è svolta presso l’ARAN la trattativa concernente la sequenza contrattuale sulla responsabilità disciplinare dei docenti, così come previsto dall’art. 29 del CCNL del 19/04/2018 data l’impossibilità, durante la trattativa per il rinnovo del CCNL, di trovare una soluzione condivisa tra ARAN e OO.SS. .
Nel corso dell’incontro le OO.SS. presenti al tavolo hanno ribadito la totale indisponibilità a definire la materia qualora dovesse permanere il vincolo della legge Madia, previsto peraltro solo nel comparto scuola, che assegna al Dirigente scolastico la competenza ad irrogare la sanzione della sospensione fino a 10 giorni, mentre in tutti gli altri comparti pubblici l’irrogazione di tale sanzione è affidata a un apposito ufficio per i procedimenti disciplinari. Al riguardo le OO.SS. hanno proposto alle controparti di predisporre in sede di conversione in legge del “Decreto Dignità” le necessarie modifiche alla Legge Madia, dato che in assenza di un quadro normativo di riferimento coerente con il profilo della docenza, rimane la totale indisponibilità alla definizione di una norma contrattuale che non dia ampie garanzie di libertà didattica – educativa a chi esercita la funzione docente.
Con l’occasione, i sindacati hanno chiesto di avviare con la massima urgenza la trattativa per il rinnovo del CCNL dei Dirigenti scolatici, non essendo giustificati, né tollerabili ulteriori ritardi, e di convocare le Commissioni - previste dal CCNL Istruzione e Ricerca - per la revisione degli ordinamenti professionali delle diverse sezioni (Scuola, Università e Ricerca).
L’ARAN prendendo atto delle posizioni espresse, ha rilevato la difficoltà a procedere nella trattativa stante le richieste sindacali e in assenza di una preventiva modifica del quadro normativo che consenta di intervenire sulla procedura disciplinare oltre che sulla tipologia delle infrazioni e relative sanzioni.
Ne consegue pertanto che per il momento per i docenti in materia di sanzioni disciplinari resta in vigore quanto previsto dal D.Lgs. n. 297/1994 così come indicato all’art. 29 del CCNL/2018.

L’ARAN ha comunicato che il tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto dei Dirigenti scolastici sarà convocato prima della pausa estiva e che per quanto riguarda la costituzione e convocazione delle diverse Commissioni previste dal contratto si procederà al più tardi entro i primi giorni di settembre.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL FILE:  2018-07-20-documento-oo-ss

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02161-crescono-prezzi-libri.scuola-primaria

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/07/2018-06:00
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Crescono, immotivatamente, i prezzi dei libri di testo
nella scuola primaria

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Aumenti pari all’1,7% dalla prima alla quinta classe 

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I libri di testo per la scuola primaria costeranno l’1,7% in più. A tanto ammonta l’inflazione programmata di cui il Miur deve tenere conto nel fissare annualmente il tetto di spesa per le primarie.
Per effetto del decreto ministeriale pubblicato nei giorni scorsi si andrà da un importo minimo di 22 euro in prima classe (11,81 euro; 7,25 per religione e 3,57 per la lingua straniera) ai circa 49 euro per la quinta classe della scuola primaria.
Una domanda nasce spontanea: che fine hanno fatto le edizioni librarie miste (volume+cd) e gli e-book?

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02162-educazione.civica-a-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/07/2018-06:00
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Educazione civica a scuola: da oggi la raccolta firme

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Saranno allestiti banchetti e gazebo nelle piazze d’Italia
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Da oggi, 20 luglio, tutti in piazza per la raccolta firme per la proposta di legge sostenuta da Anci per introdurre l'ora di Educazione alla cittadinanza, come materia curricolare, nelle scuole di ogni ordine e grado.
L’appello è stato lanciato
dal sindaco di Firenze Dario Nardella, invitando all’iniziativa i sindaci italiani, con il sostegno dell’Anci, per introdurre l’ora di Educazione alla cittadinanza, come materia curricolare, nelle scuole di ogni ordine e grado.
Anche il movimento associativo dei Docenti di Discipline Giuridiche  Economiche (APIDGE) ha aderito alla proposta, avendo già inviato una lettera al Ministro Marco Bussetti per chiedere che siano presenti in ogni scuola i docenti di Diritto per fare lezione di Costituzione e Cittadinanza.
In questi anni l’Educazione civica è stata subordinata al grado di sensibilità dei singoli docenti o dei Ds, o peggio ancora alla disponibilità di tempo o al temporaneo svolgimento di un progetto legalità, in occasione delle ricorrenze storiche delle stragi mafia.
L’ora di Educazione alla cittadinanza, oltre a far conoscere i principi costituzionali, investirà su un aumento di consapevolezza rispetto ai beni di tutti e rispetto alle norme comportamentali, contribuirà a far crescere nelle nuove generazioni il senso di appartenenza alla comunità che è la base del vivere civile e solidale.
Nelle piazze italiane saranno allestiti banchetti e gazebo per la raccolta delle firme, con eventi, declinati città per città, per coinvolgere quanta più gente possibile: genitori e giovani, chiunque senta il bisogno di contribuire a questa battaglia di civiltà.
(giuseppe adernò)

 

FIRMA LA LEGGE

INIZIATIVA POPOLARE PER L’
EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA COME MATERIA AUTONOMIA
NELLE SCUOLE

PARTIAMO DAI BANCHI
DI SCUOLE PER FORMARE
“BUONI CITTADINI”


Studio della Costituzione
Studio del principio di eguaglianza
Educazione alla legalità
Educazione al rispetto dell’altro
Educazione ambientale
Educazione digitale
Educazione alimentare


Il testo completo e i materiali: www.anci.it

Informazioni: educazione civica@anci.it

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02163-summit-a-roma

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/07/2018-06:00
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Summit a Roma sulla responsabilità dei presidi

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Il sottosegretario Giuliano: «Priorità sicurezza!»
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Il tema della sicurezza degli edifici scolastici e la responsabilità dei Ds, sono una priorità. Lo ha affermato il sottosegretario all'istruzione Salvatore Giuliano, nel corso di un incontro con i Dirigenti scolastici tenutosi  a viale Trastevere.
Al centro dell'incontro l'annosa questione della responsabilità dei Ds in materia di sicurezza ed edilizia scolastica. Il sottosegretario Giuliano, in servizio da Ds fino alla sua nomina al Miur, ha ascoltato le argomentazioni mostrando grande sensibilità sulla materia della sicurezza che per lui è sicuramente una priorità da sanare con la revisione del decreto legislativo 81 del 2008, che riconosce nel Dirigente scolastico il datore di lavoro, assegnandogli obblighi, che invece dipendono dall'ente proprietario e da risorse inesistenti.

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02164-piu-tempo-portfolio

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/07/2018-06:00
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Più tempo per il Portfolio? No, grazie!

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Ribadita la protesta “NO PORTFOLIO” proclamata dall’ANP
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L’ANP si stupisce per la decisione assunta dal MIUR e comunicata con nota 12106 del 16/07/2018, di prorogare al 31 agosto 2018 la chiusura delle funzioni per la compilazione del Portfolio del Dirigente scolastico.
Il sindacato autonomo dei presidi, tuttavia, si compiace del fatto che in un documento ministeriale, finalmente, si prenda atto dei “numerosi adempimenti che impegnano i Dirigenti scolastici nella parte conclusiva dell’anno scolastico”. È un passo avanti che ci induce a sperare che il MIUR possa davvero comprendere  che le incombenze che ricadono sulla vita dei colleghi sono ormai umanamente sproporzionate!
In merito alla compilazione del Portfolio l’ANP nega che i Ds abbiano avanzato richieste di dilazione, mentre afferma che tantissimi hanno deciso di aderire alla protesta “NO PORTFOLIO” proclamata dall’ANP.

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02165-proposta-istituzione-middle-management

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/07/2018-06:00
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Proposta di istituzione del middle management nella scuola italiana

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Delegazione A.N.Co.Di.S. incontra esponenti della  VII Commissione della Camera

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Una delegazione dell’Associazione Nazionale dei Collaboratori dei Dirigenti Scolastici (A.N.Co.Di.S.) ha incontrato a Palazzo Montecitorio alcuni componenti del M5S della VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera.
I rappresentanti di A.N.Co.Di.S. – si legge nel comunicato stampa rilasciato ieri (19 luglio 2018) hanno presentato una proposta per il riconoscimento dello status giuridico dei Collaboratori dei DS in una visione moderna della struttura organizzativa delle Istituzioni Scolastiche.
Considerato il ruolo, le mansioni e le responsabilità in ciascuna Istituzione Scolastica autonoma si propone un inquadramento intermedio (middle management scolastico) tra la figura del Dirigente e quella del corpo docente.

L’Associazione ritiene non più rinviabile una risposta istituzionale al quotidiano contributo offerto dai Collaboratori del Ds riconoscendo loro un inquadramento giuridico in merito alla carriera, alla retribuzione ed alla valutazione anche e soprattutto alla luce di una “patologia di sistema” in almeno 2.000 scuole italiane (ci sono casi di Collaboratori che operano in scuole da almeno 10 anni  in condizione di reggenza, con tanti plessi in diversi comuni e senza esonero!)!

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02150-nessuna-emergenza-pensioni

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-19/07/2018-06:00
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Nessuna emergenza per le pensioni

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Rassicurazione Miur-Inps per il personale della scuola
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Nessun allarme in materia di pensionamento del personale della scuola. La rassicurazione arrivata dal Miur e dall’Inps dovrebbe rasserenare i tanti docenti e Ata ancora incerti sul loro pensionamento. Miur e Inps hanno confermato di essere al lavoro per affrontare le singole situazioni in cui, ad oggi, si registrano incertezze che risultano percentualmente in diminuzione rispetto al 2017, nonostante le richieste di pensionamento siano cresciute del 30%. Si tratta di 4.580 casi su cui Inps e Miur stanno portando avanti puntuali verifiche dei diritti acquisiti o meno.
Va avanti inoltre il lavoro congiunto del tavolo per accompagnare il passaggio di competenze sulle pratiche di pensionamento dagli Uffici territoriali del Miur a quelli dell’Inps; inoltre è stato avviato un progetto specifico per rendere più rapido il passaggio di dati e informazioni fra Miur e Inps che consentirà di lavorare con anticipo e maggiore velocità sulle pratiche future.

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02151-snals-confsal-respinto-ricorso

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-19/07/2018-06:00
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Snals Confsal, respinto ricorso

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Decreto di rigetto del Tribunale di Roma
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Il giudice dott.ssa Francesca Romano Pucci del Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso prodotto dallo Snals Confsal ex art. 700 c.p.c. sciogliendo la riserva assunta all’esito della Camera di consiglio del 03/07/2018. Il ricorso verteva sul fatto che il sindacato non avendo sottoscritto il CCNL non era stato ammesso alla trattativa sul CCNI in tema di utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale scolastico per l’anno 2018/2019.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL DECRETO DI RIGETTO:  2018-07-19-decreto-rigetto.pdf

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02152-statali-primo-incontro

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-19/07/2018-06:00
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Statali, primo incontro con la Bongiorno

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Convocati i sindacati per venerdì 27 luglio p.v.
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Il Ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno ha convocato i sindacati degli statali per venerdì 27 luglio p.v. per un primo incontro.

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02145-proroga-complilazione-portfolio

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/07/2018-06:00
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Compilazione Portfolio del Ds, nuova scadenza: 31 agosto 2018

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Il Direttore generale Maria Assunta Palermo ha disposto la proroga della chiusura delle funzioni

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Con nota n. 0012106 del 16-07-2018 il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione formazione del Miur ha prorogato al 31 agosto p.v. la chiusura delle funzioni per la compilazione del Portfolio del Dirigente scolastico il cui termine era stato fissato al 31 luglio p.v.
Il Direttore generale Maria Assunta Palermo, in sostanza ha accolto la richiesta formale avanzata dalla segretaria generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi, che il 14 luglio scorso (leggi:
http://www.ceripnews.it/notizie.htm#02112-rinviare-compilazione-portfolio) aveva richiesto il rinvio a seguito dei numerosi impegni assunti da parte dei Dirigenti scolastici in questo periodo.
PER LEGGERE E/O SCARICARE LA NOTA MIUR:  2018-07-18-proroga-portfolio.pdf

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02140-dirigenza-scolastica

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/07/2018-06:00
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La dirigenza scolastica che non c’è!

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Circa 2mila reggenze previste per quest’anno
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Mentre la macchina concorsuale per il reclutamento dei nuovi Ds gira a ritmo frenetico e si prepara ad affrontare la prima e più difficile prova di tenuta con la preselezione del 23 luglio prossimo, conti alla mano, se sommiamo le 1.700 reggenze di quest’anno ai circa 300 pensionamenti dl 1° settembre prossimo, arriviamo a circa 2mila reggenze da conferire nell’anno scolastico 2018/2019, con il Mef che continua da anni a fregarsi le mano per il risparmio secco annuo che ha capitalizzato.
Per cogliere la portata di questa affermazione basta leggere quanto appresso: nel corrente anno scolastico 1.700 Ds con 6mila euro di mensile lordo sarebbero costati almeno 10.200.000, altrettante reggenze con una media mensile lordo di 800 euro sono costate 1.360.000, meno sì, più no, con un risparmio netto annuo di € 8.840.000; nel prossimo anno scolastico, 2mila reggenze costeranno 1.600.000 euro meno sì, più no, mentre 2mila stipendi di 6mila lordo/mese costerebbero 12.000.000 euro mentre altrettante reggenze costeranno appena 1.600.000 con un risparmio del Mef pari a € 10.400.000.
Inoltre, se si pensa anche che le scuole nel tempo sono state ampiamente dimensionate (in Sicilia, per esempio, i è passati da 1.200 a 850!) è scontato che l’unico che ci abbia guadagnato è il Mef, a scapito della qualità del servizio scolastico, dato che la reggenza implica fatica, impegno, stress professionale, al prezzo medio, come già detto, di 800 euro lordo/mese! Davvero molto poco per assicurare, al di là di ogni buona intenzione, presenza, testimonianza e servizio assiduo per un Ds che vive a scavalco due realtà distinte, anche di ordine diverso.
Mentre tutto ciò accade serenamente, non mancano i tentativi di tanti ricorrenti, già dal concorso 2011 in poi, che a colpi di impugnative, sentenze, ricorsi in appello e contrappello e atti ingiuntivi all’Amministrazione vogliono conquistare una presidenza anche attraverso una leggina ad hoc (dopo tutto siamo abituati anche a questi giochini!), mentre altri, come l’A.N.Co.Di.S. tornano a cavalcare la proposta degli incarichi di presidenza da conferire agli idonei dei concorsi precedenti ed ai Collaboratori scolastici che hanno assolto la funzione di vicepresidi, sperando invano anche in un possibile benefit in ipotesi di una riproposizione, molto improbabile, di un provvedimento sugli incarichi di presidenza.
Tali incarichi, che dovrebbero avere natura essenzialmente temporanea, dovrebbero servire a coprire giuridicamente una situazione di fatto, cioè il quasi totale affidamento delle istituzioni in reggenza ai Collaboratori scolastici che assolvano, di fatto, alla funzione di vicepresidi.

Nulla contro la proposta, si badi bene, ma se il nostro teorema sui risparmi del Mef è fondato, allora ogni altra ipotesi non sarà facile realtà!
Intanto dal Miur si fa sapere che il Ministro ha chiesto anche la possibilità di 200 ingressi di Ds con prelievo dalle precedenti graduatorie.

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02141-decreto-dignita-in-g-u

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-18/07/2018-06:00
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Decreto dignità in G.U.

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Il provvedimento è entrato in vigore il 14 luglio scorso
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Pubblichiamo il testo del decreto n. 872018 – Decreto dignità, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 luglio e quindi è entrato in vigore il 14 luglio scorso.
Il mondo della scuola è ovviamente interessato all’art. 4 che riguarda i diplomati magistrali e all’evoluzione possibile in fase di dibattito parlamentare.
Per quanto riguarda le pensioni, dopo lo scontro tra Governo e Inps, nato dopo le polemiche sulla Relazione tecnica al decreto, i rapporti Di Maio-Boeri si sono raffreddati ed il taglio delle pensioni più elevate ha subito un rallentamento, anche se il secondo continua ad affermare che “la questione va ancora chiarita”.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL TESTO:  2018-07-18-decreto-dignita.pdf

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02142-assunzioni-personale-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/07/2018-06:00
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Assunzioni personale della scuola

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Chiesti 57.322 immissioni di docenti e 9.836 di Ata  - Concorso Dsga per 2004 posti
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Il ministro dell'istruzione, Marco Bussetti, ha inviato al collega dell'economia, Giovanni Tria, la richiesta di autorizzazione ad assumere per settembre 57.322 docenti a tempo indeterminato e 9.836 Ata per coprire non solo i pensionamenti del 2018/2019 ma anche un pezzo di posti vacanti e disponibili negli organici. Il Ministro Marco Bussetti avrebbe anche formalizzato con la Funzione pubblica la richiesta per sbloccare il concorso per 2.004 Dsga, i direttori dei servizi generali amministrativi. Un contingente sufficiente a coprire quasi tutti i posti vuoti in organico (se ne contano 2.160 da settembre), dando una boccata di ossigeno alle segreterie da anni in sofferenza.
Al concorso per Dsga potranno partecipare non solo i laureati in specifiche discipline, ma anche quanti negli ultimi otto anni di servizio ne hanno svolti almeno tre nelle funzioni previste, ma intanto va avanti il concorso.

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02143-bonus-bebe-dimezzato

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/07/2018-06:00
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Bonus bebè dimezzato dal 2019?

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La Commissione Bilancio del Senato propone il dimezzamento del bonus bebè
che dal 2019 passerebbe da 80 a 40 euro mensili con validità di un anno
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Il bonus bebè dal 2019 verrà ridotto alla metà, ossia a 480 euro annui fino al 2020, in sostanza il bonus viene dimezzato da un emendamento presentato a Palazzo Madama, passando da 80 euro al mese a 40 euro/mese e solo per un anno!
L’emendamento non è ancora definitivo ma se passasse le mensilità assegnate a chi usufruisce di questa agevolazione resterebbero invariate solo per l’anno in corso per il quale si manterrebbe la cifra di 80 euro al mese. È utile fare un esempio: un bambino nato o adottato a ottobre 2018 si vedrà riconoscere un bonus mensile di 80 euro per 3 mesi residui del 2018, mentre a partire da 1° gennaio e fino a ottobre del 2019, quindi per i restanti nove mesi, ne riceverà solo 40.
parametri ISEE utili al riconoscimento del bonus non cambieranno e potranno quindi continuare a beneficiarne tutte le famiglie con reddito inferiore a 25.000 euro.
Il bonus mantiene la validità, come in precedenza, anche per i bambini adottati da famiglie che rientrano sempre nella stessa fascia di reddito annuo.
Anche la gestione dell’agevolazione rimarrà la stessa: a procedere al controllo dei requisiti e al versamento del bonus sarà sempre l’Inps che invierà relazioni puntuali al ministero del Lavoro.

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02130-ata-itp-ex-enti-locali

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/07/2018-06:00
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ATA-ITP ex Enti Locali al Governo: no alla temporizzazione

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Proposte per superare il meccanismo che non permette il riconoscimento per intero
dell’anzianità di servizio pregressa 
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Il Comitato Nazionale ATA-ITP ex Enti Locali ha inviato delle proposte al nuovo Esecutivo per superare il meccanismo della temporizzazione che, nel passaggio dagli Enti Locali allo Stato, non permette il riconoscimento per intero dell’anzianità di servizio pregressa. 
Dal sito OrizzonteScuola.it (
www.orizzontescuola.it/ata-itp-ex-enti-locali-al-governo-no-alla-temporizzazione-le-proposte/) riportiamo le proposte del Comitato Nazionale ATA-ITP.
Il testo del documento
«Ricapitoliamo le vicende legislative e processuali della nostra categoria, per proporre una soluzione equa.
1) L’art. 8 della legge 124/1999 ha stabilito che il personale ATA (Assistenti Tecnici, Amministrativi e Collaboratori Scolastici) e ITP (Insegnanti Tecnico Pratici), dipendente dagli Enti Locali (Comuni e Province), che lo fornivano allo Stato, venisse trasferito alle dipendenze del MIUR, continuando a lavorare negli Istituti Scolastici in cui già prestava servizio a fianco dei colleghi già dipendenti del MIUR.
La norma aveva lo scopo di porre tutto il personale ATA e ITP alle dirette dipendenze dei Dirigenti Scolastici, nel nuovo sistema dell’Autonomia Scolastica.
Il comma 2 del suddetto art. 8, disponeva, saggiamente, che al personale trasferito venisse riconosciuta, ai fini economici e giuridici, l’anzianità maturata fino alla data del trasferimento, a conferma della continuità del rapporto di lavoro.
2) Malgrado la chiarezza cristallina della norma, la procedura del trasferimento del personale ATA-ITP dagli Enti Locali allo Stato, che doveva essere attuata mediante appositi decreti ministeriali, ha violato la legge.
Infatti, con l’accordo stipulato il 20/7/2000 tra ARAN e CGIL-CISL-UIL-SNALS in attuazione del D.M.  184/1999 e con il successivo D.M. 5 aprile 2001, che ha recepito l’accordo medesimo, al personale ATA e ITP ex EE.LL., che era stato trasferito alle dipendenze del MIUR dall’1/1/2000, non è stata riconosciuta l’anzianità maturata fino al 31/12/1999 alle dipendenze degli Enti locali, ma è stata imposta un’anzianità fittizia, costruita mediante il complesso meccanismo della “temporizzazione” di una parte della retribuzione complessiva goduta nel 1999 presso l’Ente Locale di provenienza.
“Temporizzazione” significa trasformazione di una determinata retribuzione, percepita alle dipendenze degli Enti Locali, in anzianità di servizio da valere presso il MIUR dall’1/1/2000.
L’attribuzione di una determinata anzianità di servizio era ed è particolarmente importante nel Comparto Scuola, ove i dipendenti godono della progressione stipendiale in base all’anzianità maturata, passando dalla posizione stipendiale inferiore a quella superiore (le posizioni erano 0-2 anni di anzianità; 3-8; 9-14; 15-20; 21-27; 28-35; oltre 35 anni).
3) Il risultato pratico di questa violazione della legge è stato il peggioramento sostanziale della condizione retributiva dei dipendenti trasferiti: invero, la “temporizzazione”parziale della loro retribuzione complessiva annua (non dell’intera retribuzione, essendo escluso il computo di elementi contrattuali molto rilevanti, quali l’indennità per la produttività individuale e collettiva) li poneva – automaticamente – in una condizione retributiva inferiore a quella goduta fino al 31/12/1999. Inoltre, il meccanismo della “temporizzazione”, così come attuato dall’Accordo ARAN-OO.SS, aveva l’effetto di riconoscere alla massima parte degli ATA e ITP trasferiti un’anzianità inferiore, spesso molto inferiore, a quella effettivamente maturata.
4) Dal 2001 al 2005 furono proposte migliaia di cause per affermare il diritto del personale ATA e ITP al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata fino al 31/12/1999, superiore a quella “fittizia e temporizzata” in base all’Accordo ARAN-OO.SS. Quasi tutti i giudici di merito e soprattutto la Corte di Cassazione – con tutte le sue sentenze emanate nel 2005 - accolsero i ricorsi dei lavoratori e condannarono il MIUR a riconoscere loro la maggiore anzianità di servizio e le relative posizioni stipendiali e differenze.
5) Con la Legge Finanziaria per il 2006 (L. 266/2005, art. 1, c. 218) il governo Berlusconi impose una norma “interpretativa”, in realtà assolutamente innovativa, dell’art. 8, c. 2, della L. 124/1999, allo scopo di dare forza di legge al metodo della “temporizzazione”introdotto contra legem dall’Accordo ARAN-OO.SS e dal D.M. 5 aprile 2001 che lo aveva recepito.
6) A seguito del “comma 218” della finanziaria 2006, lo Stato, che era parte in causa in migliaia di processi e li stava inesorabilmente perdendo, ha rovesciato le carte in tavola, riuscendo a vincere tutti i procedimenti decisi fino al 2011.
7) Il comportamento dello Stato Italiano è stato sanzionato dalle Corti europee. Infatti, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con le sentenze “Agrati” del 2011 e 2012 e altre in seguito, ha stabilito che il “comma 218” dell’art. 1 della L. 266/2005 era in contrasto sia con i principi della parità delle armi e dell’equo processo (art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) che vieta al potere governativo/legislativo di interferire nelle cause in cui lo Stato è parte processuale, sia con l’art. 1 del protocollo 1 alla suddetta Convenzione, che tutela la proprietà (diritto acquisito e fondata aspettativa di ottenerlo). Dal canto suo, la Grande Sezione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza “Scattolon” pronunciata il 6/9/2011, a seguito di rimessione della questione da parte del Giudice del Lavoro di Venezia, dichiarava che il trasferimento del personale ATA-ITP dagli Enti Locali era assimilabile al ”trasferimento d’azienda,con le conseguenti tutele per i diritti retributivi dei lavoratori trasferiti, a sensi della Direttiva 77/187/CE e dall’art. 2112 cod. civ.
8) Le due sentenze delle Corti Europee contraddicevano in toto le tesi sostenute dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione italiane, che avevano affermato con le sentenze emanate nel 2007, 2009 e 2010 che: a) il “comma 218” non violava la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo; b) che il trasferimento del personale ATA-ITP dagli EE.LL. allo Stato non ricadeva nella sfera d’applicazione della Direttiva 77/187/CE sul “trasferimento d’azienda”, con la conseguente mancanza di tutela per i lavoratori, la cui retribuzione poteva quindi peggiorare a causa del trasferimento.
9) A questo punto, lo Stato Italiano avrebbe dovuto adeguarsi alle sentenze europee, ma non lo ha fatto.
Avrebbe potuto e dovuto abrogare il “comma 218” e ripristinare il testo originario dell’art. 8, L. 124/1999, riconoscendo al personale ATA-ITP l’anzianità effettivamente maturata fino al 31/12/1999.
Oppure, avrebbe potuto applicare correttamente la sentenza “Scattolon”, cui si era subito uniformata la Corte di Cassazione dalla fine del 2011 in avanti, riconoscendo ai lavoratori trasferiti il diritto a non subire un “peggioramento retributivo sostanziale”, come quello loro imposto dall’Accordo ARAN-OO.SS del 20/7/2000, che “temporizzava” una parte sola della loro retribuzione e non la retribuzione complessiva.
Tra l’altro, il“comma 218”prevede proprio la“temporizzazione della retribuzione complessiva annua”,come riconosciuto dalla stessa Corte di Cassazione, che dal 2011 si è adeguata alla sentenza Scattolon della Corte di Giustizia dell’Unione Europea: si trattava, quindi, di una dovuta applicazione della legge in vigore.
10) Lo Stato, tuttavia, non ha fatto né l’una né l’altra cosa. Ha mantenuto l’inquadramento del personale ATA-ITP nei ruoli del MIUR, a far data dall’1/1/2000, in base ai decreti emanati dai Dirigenti Scolastici che avevano fatto applicazione dell’Accordo ARAN-OO.SS. (peraltro dichiarato a più riprese nullo dalla Corte di Cassazione). Di più – sempre in base a tale Accordo nullo – ha preteso il rimborso delle differenze retributive a suo tempo corrisposte al personale che aveva vinto, in primo o secondo grado, le cause promosse tra il 2001 e il 2005.
11) Per tutti questi motivi, in tutti questi anni, il personale ATA-ITP ex EE.LL. si è sentito umiliato e preso in giro: sia perché abbiamo subito un metto peggioramento retributivo (circa il 7-10% della nostra retribuzione annua 1999 è stato perso) sia perché – a parità di anzianità e di professionalità con i colleghi provenienti dallo Stato – ci siamo visti riconoscere un’anzianità fittizia e inferiore, con conseguenze economiche e normative peggiorative e la concreta sensazione di essere considerati – all’interno del MIUR – come personale di Serie B.
12) A questo punto, per “rimettere le cose a posto”, noi – in rappresentanza del personale ATA-ITP ex Enti locali chiediamo al Parlamento di porre fine a questa quasi ventennale ingiustizia.
13) Proponiamo a questo scopo che, in applicazione delle “sentenze Agrati” e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, venga abrogato il “comma 218”che aveva (falsamente) “interpretato” l’art. 8, c. 2, della L. 124/1999, con la conseguente ricostruzione delle carriere in base all’anzianità da noi maturata effettivamente alla data del 31/12/1999.
14) Alternativamente, proponiamo che la Camera affermi che il “comma 218”deve essere applicato rispettando l’art. 2112 del Cod. Civ. e la direttiva 77/187/CE “sul trasferimento d’azienda”, senza peggioramenti retributivi per il personale trasferito alle dipendenze del MIUR, e quindi effettuando la“temporizzazione” della retribuzione complessiva annua goduta alle dipendenze dell’Ente Locale prima del nostro trasferimento al MIUR e non solo la “temporizzazione” di una parte della retribuzione, come previsto dall’Accordo ARAN-OO.SS.»

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02131-giovani-sostegno-neet

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CERIPNEWS
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Giovani, sostegno ai Neet

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Pubblicato il Programma operativo complementare "Sistemi di politiche attive per l'occupazione"
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In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Programma operativo complementare "Sistemi di politiche attive per l'occupazione", che mette a disposizione oltre 600 milioni di euro per il rafforzamento delle politiche attive del lavoro, in particolare a sostegno dei giovani Neet (non occupati, ne impegnati in percorsi di formazione), e la concessione di incentivi all'assunzione.
Nello specifico, oltre 302 milioni di euro sono destinati agli incentivi per le assunzioni di persone disoccupate da parte di datori di lavoro privati effettuate nel corso del 2018 con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato.
Con circa 300 milioni euro saranno invece attivate azioni di accompagnamento a favore dei giovani Neet in transizione istruzione-lavoro.

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02132-card-a-rischio

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/07/2018-06:00
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Card a rischio?

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Il bonus da 500 euro rischia di sparire! Spendere tutto entro il 31 agosto

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I quotidiani La Repubblica e Libero avanzano l’ipotesi che il bonus da 500 euro possa sparire e suggerisce di spenderlo tutto entro il 31 agosto. Secondo le Testate già citate, i rappresentanti dei lavoratori temono, com’è già avvenuto lo scorso anno con 20 milioni non spesi, che si usi quel che resta dei 380 milioni di euro stanziati per fare quadrare i conti pubblici.
Dal Miur, pur ammettendo che attualmente le cose stanno in questo modo, rassicurano i 760mila docenti che da tre anni percepiscono il bonus da 500 euro all’anno non dovrebbero avere problemi, anzi precisano che su mandato del Ministro stanno lavorando per rendere disponibili le somme residue anche per il prossimo anno scolastico.
Come si ricorderà il primo anno di attuazione della Card del docente, le somme furono accreditate direttamente sul conto corrente dei docenti ma andavano rendicontati. Dal 2016/2017 in poi, per limitare il dissanguamento delle casse statali,  ogni docente è diventato possessore di un “borsellino elettronico” in cui il Ministero ha versato i 500 euro più le somme non spese nell’anno precedente. Una maniera, come un’altra, per fare cassa e limitare lo svuotamento dello stanziamento in unica soluzione!

Il grosso del budget previsto dalla legge 107 è stato speso per l’acquisto di computer e tablet, anche perché negli ultimi tre anni il registro elettronico si è diffuso in quasi tutti gli ordini e gradi e per gestirlo è più comodo avere un supporto informatico da portare in classe: un portatile o un tablet.
I sindacati temono che al governo giallo-verde possano fare gola i 380 milioni di euro destinati, anche perché in campagna elettorale, vari esponenti dei due schieramenti politici che adesso sono al governo si sono pronunciati in vario modo sul tema.

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02122-pensioni-quote-superamento-fornero

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-16/07/2018-06:00
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Pensioni, quote e superamento della Fornero - Quota 100, ovvero i conti che non tornano!

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A parte i proclami ed i discorsi quotidiani, perché Di Maio non convoca i sindacati? -
L’Inps risponde a Di Maio sul presunto varo della riforma
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Facendo a gara a chi ottiene maggiore presenza mediatica fra i due vicepremier Salvini e Di Maio, quest’ultimo parla a ruota libera di quota 41 o 42, di superbonus del 30% per chi sceglie di rimanere a lavoro dopo aver maturato i requisiti e di minime portate a 780 euro, mentre i sindacati Cgil, Cisl e Uil sbottano: "Necessario passare dalle parole ai fatti, il governo ci convochi! Sulle pensioni si continua a girare attorno al problema senza esplicitare in che modo si vuole intervenire, e più passano i giorni più sembra affievolirsi, nelle intenzioni del Governo, la possibilità di una vera riforma che superi strutturalmente la legge Fornero".
Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Di Maio ha rilanciato l’idea di dare una spallata definitiva alla Fornero con l'introduzione della quota 100 e l'aumento delle pensioni minime a 780 euro (misure che sarebbero finanziate almeno in parte dai tagli alle pensioni d'oro sopra i 4.000 euro), nelle ultime ore accanto alla quota 41 si ipotizza uno slittamento a quota 42 per far tornare i conti.
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Quota 100, ovvero i conti che non tornano!
L’Inps risponde a Di Maio sul presunto varo della riforma
Sul sito dell’Inps sono state presentate alcune simulazioni su quota 100 con oneri da 4 miliardi di euro l’anno che salirebbero ad oltre 14 miliardi a seconda della varie combinazioni da adottare.
Stando ai dati Inps la scelta meno onerosa sarebbe quota 100 con 64 anni minimi di età e il mantenimento delle norme attuali per quanto riguarda l’anzianità (quindi niente 41 anni). Il primo anno si spenderebbero 4,6 miliardi in più fino ad arrivare a 8 miliardi nel 2028.
Nell’arco dei dieci anni il maggior numero di pensioni stimato da 258mila alle 450mila l’anno. I numeri lievitano nel caso di ripristino della pensione di anzianità con 41 anni di contribuzione e quota 100 con 64 anni di età minima. Nel 2019 l’onere sarebbe di 11,6 miliardi di euro per un totale di 596mila in più fin anno. Se lo sbarramento fosse a 65 si risparmierebbero circa 2 miliardi l’anno.
Uno scenario con quota 100 senza vincoli di età comporterebbe invece un esborso di quasi 14,4 miliardi già in partenza, per sfiorare i 21 miliardi annui di euro nel 2028. Nei dieci anni considerati nello studio dell’Inps si spenderebbero oltre 190 miliardi di euro.

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02123-accuse-gratuite-complotti-fasulli

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-16/07/2018-06:00
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Accuse gratuite e complotti fasulli!

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Il vicepremier Di Maio incassa critiche da FI e PD per le sue affermazioni a ruota libera
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A completare l’opera sul Dl Dignità, che per la verità ne ha pochina, arriva l’accusa del vicepremier Di Maio che sembra affetto da una forma di berlusconismo acuto, quando al governo accusava tutti di complotto. Il leader pentastellato e vicepremier (e non dovrebbe dimenticarselo mai assieme al suo collega Salvini, più leghista che vicepremier!) accusa la Ragioneria dello Stato di aver manipolato i dati con calcoli fasulli sui licenziamenti e perdenti posto.
Incredibile, ma vero! Insomma, secondo l’esponente del M5S (che annuncia che per le prossime volte farà “scortare” il testo!) una mano stupida quanto inopportuna, avrebbe ritoccato il “testo sacro” pentastellato a tutto danno della sua immagine.
Ci sarebbe stato, quindi, una sorta di “complotto dei ragionieri” del Mef che, su ordine di chi non si sa (sic!), avrebbero inquinato = manipolato il testo introducendo dati sul precariato tanto compromettenti da far saltare la credibilità del decreto legge.
Insomma, Di Maio, piuttosto che riconoscere le sue debolezze politiche, anche di fronte ai dictat di Tria, accusa altri di scorrettezza istituzionale e minaccia il repulisti al Mef.
C’è proprio da essere preoccupati: quello che doveva essere il primo decreto pentastellato della riscossa, potrebbe risultare un clamoroso autogol e diventare il decreto della prima disfatta.
In materia l’ex cavaliere Berlusconi, che a quanto pare non ha niente a che fare con questo governo di destra, con Salvini in testa, pur essendo stato il leader della coalizione costruita ad hoc per le elezioni, attacca a testa bassa il Dl Dignità ritenendolo confuso e contraddittorio, con provvedimenti dannosi sia per le aziende, sia per i lavoratori. Con questo decreto – dice Berlusconi – i pentastellati “hanno dimostrato di essere del tutto incapaci di governo e di essere prigionieri delle vecchie ideologie della sinistra”.
A sua volta, la sinistra, o quasi, con il segretario PD Martina, commentando l’accusa di complotto ai danni del decreto Di Maio, afferma :”Macché complotto è il ministro dello Sviluppo contro il ministro del Lavoro. Di Maio contro Di Maio”.

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02120-istat-diploma

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-16/07/2018-06:00
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Istat, il 60,9% degli italiani ha un diploma superiore

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La media europea è però del 77,5% - Il livello di istruzione delle donne risulta più elevato di quello maschile. Il 14% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha abbandonato gli studi, il 18,5% al Sud

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Nel 2017, in Italia, il 60,9% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha un titolo di studio secondario superiore. In base ai dati dell'Istat, però il valore italiano è molto al di sotto della media europea, che si attesta al 77,5%.
Nel 2017 la quota di 30-34enni in possesso di titolo di studio terziario (laurea, Afam e post laurea) è pari al 26,9% , mentre la media Ue si attesta al 39,9%.
Il livello di istruzione delle donne risulta più elevato di quello maschile: il 63% ha almeno un titolo secondario superiore (contro 58,8% degli uomini) e il 21,5% ha conseguito un titolo di studio terziario (contro 15,8% degli uomini). Inoltre, i livelli di istruzione femminili stanno aumentando più velocemente di quelli maschili.
 L'Istat ha poi evidenziato come nel 2017 la quota di 18-24enni che hanno abbandonato precocemente gli studi si stima pari al 14%; per la prima volta dal 2008 il dato non ha registrato un miglioramento rispetto all'anno precedente. Le differenze territoriali negli abbandoni scolastici precoci sono molto forti - 18,5% nel Mezzogiorno, 10,7% nel Centro, 11,3% nel Nord - e non accennano a ridursi.
Sono 2 milioni e 189 mila, pari al 24,1%, in Italia i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet (Neither in employment nor in education and training).
Il dato Istat, nel Rapporto 2017 sui livelli di istruzione, presenta una condizione minima tra i 15-19enni, in gran parte ancora studenti (11,9%), ma che arriva al 31,5% tra i 25-29enni.
La quota di Neet in Italia resta la più alta tra i 28 Paesi dell'Unione europea ed è decisamente superiore non solo alla media Ue (13,4%) ma anche a quella dei più grandi Paesi europei: anzi, rispetto a questi ultimi, il differenziale è aumentato.

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02124-funzione-pubblica-risorse

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-16/07/2018-06:00
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Funzione pubblica, la Bongiorno a caccia di risorse

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Merito, premialità e incrementi stipendiali, ovviamente trovando le coperture finanziarie!
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Il Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, è  intervenuta sul tema della dirigenza pubblica, parlando di valutazione, premi e incrementi stipendiali, nel quadro del rinnovo contrattuale, ha affermato che si batterà affinché vengano stanziate le risorse necessarie che verrebbero a mancare dal 2019.
Secondo ambienti del Ministero, la proposta per gli aumenti stipendiali della dirigenza pubblica dovrebbe essere di: 200 euro lordi per i dirigenti di I fascia; di 150 euro lordi per quelli di II fascia.
Relativamente alla valutazione ipotizza addirittura un triplice organismo di valutazione. Ne sapremo di più quando convocherà i sindacati per presentare il suo progetto.

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