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01666-senza-governo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/05/2018-06:00
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Senza Governo niente pensione in anticipo?

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Money.it: Ape Sociale ed Opzione Donna a rischio
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Simone Micocci, su Money.it di ieri mattina avanza la preoccupazione che lo stallo politico e istituzionale mette a rischio la conferma dell’Ape Sociale nel 2019, mentre sono in calo le quotazioni della proroga dell’Opzione Donna.
“Con la perdurante crisi politica, scrive Micocci,  non solo è venuta meno la possibilità di una riforma delle pensioni e di una conseguente cancellazione della legge Fornero, ma vacillano anche alcune scadenze importanti che dovrebbero essere affrontate nelle prossime settimane: ad esempio, bisogna decidere cosa ne sarà dell’anticipo pensionistico a costo zero, l’Ape Sociale, in scadenza il 31 dicembre di quest’anno. Allo stesso tempo molte lavoratrici sperano di avere buone notizie dal Quirinale così che il nuovo Governo possa mettersi in moto per una proroga dell’Opzione Donna.
Senza Governo, quindi, ci saranno meno strumenti per andare in pensione in anticipo, con i soli Ape Volontario e Quota 41 per i lavoratori precoci come alternativa alla pensione anticipata. Senza dimenticare poi che quest’ultima subirà una variazione a partire dal prossimo anno quando - a causa dell’adeguamento con le aspettative di vita Istat - per la pensione anticipata saranno necessari 43 anni e 3 mesi di contributi (uomini) e 42 anni e 3 mesi per le donne”.

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01667-professionali-senza-lep

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/05/2018-06:00
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Professionali in attesa dei Lep

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La riforma parte a settembre prossimo!
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Il Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi) ha espresso a maggioranza parere favorevole allo schema di Decreto interministeriale sulla riforma dell'istruzione professionale previsto dal decreto legislativo 61/2017 ritenendo indispensabile i Livelli essenziali delle prestazione (Lep) per dare coerenza ai sistemi dell'istruzione professionale e dell'IeFp (istruzione e formazione professionale) e garantire su tutto il territorio nazionale il diritto costituzionale all'istruzione anche in questo segmento formativo.
Per evitare possibili derive negative sul piano della unitarietà e della omogeneità del sistema nazionale di istruzione, il Cspi «ritiene indispensabile, come peraltro richiamato dalle fonti del decreto stesso, che venga emanato il Regolamento di attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) già previsto dal Dlgs. 226/05».

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01669-mala-scuola-5

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/05/2018-06:00
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La mala scuola / 5

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Le notizie: Prof severi e poco comprensivi: promosso dal Tar alunno bocciato /
Studente condannato ad un anno di carcere per lesioni ad un compagno
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Prof severi e poco comprensivi: promosso alunno bocciato
Sentenza del Tar di Lecce: ministero e istituto condannati a pagare 4mila euro di spese legali
Le troppe assenze da scuola di un alunno di Gallipoli avevano spinto i professori a bocciare un ragazzino di seconda media senza tenere conto delle oggettive difficoltà dell’alunno nel frequentare la scuola. Infatti, non era la pigrizia che spingeva il giovane a non arrivare puntuale in classe, ma gravi problemi familiari a cui non poteva sottrarsi. La scuola, però, non ha badato molto a cosa accadeva al ragazzino nella sua vita extrascolastica perché, dopo tutto, quando era presente e veniva interrogato si mostrava preparato, e le risposte ai compiti scritti andavano bene. La sua pagella era buona, tutti i voti ben sopra la sufficienza. Solo che alla resa dei conti quelle assenze, appena sopra il limite dei tre quarti previsto dalle disposizioni ministeriali, hanno scattare al consiglio di classe il diavoletto della burocrazia sopra le riga, e con molta semplicità ha decretato la bocciatura dell’alunno, a giugno dello scorso anno, piuttosto che ammettersi a maggioranza con i poteri di consiglio stesso!
Il Tar di Lecce, invece, oltre a valutare le assenze dall’alunno hanno vagliato tutti i risvolti del caso e le vicende che costringevano il dodicenne senza colpe a non frequentare con regolarità le lezioni e da qui la promozione dell’alunno rinviando al mittente quella bocciatura troppo precipitosa, fondata sui numeri e non sulla valutazione delle cause e dei processi.
La scuola e Miur sono stati condannati a risarcire le spese legali, circa 4mila euro.
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Studente condannato ad un anno di carcere per lesioni ad un compagno
Deve risarcire 5mila euro alla parte offesa da versare entro 7 mesi da quando la pena
diventerà definitiva
Il giudice ha condannato un giovane studente di un I.S. di Varese ad un anno di carcere per lesioni ad un compagno, gli aveva spaccato il naso.
Il fatto è accaduto nel 2014 e l’allora 19enne, dopo un litigio sembra per via di alcune ragazze, andò fuori da una classe per colpire il rivale con una potente testata al naso. Prognosi 30 giorni.
Ai provvedimenti disciplinari sono seguiti quelli giudiziari nonostante la difesa avesse offerto alla vittima un risarcimento monetario.
Il giudice ha deciso la pena di un anno di carcere, con la sospensione condizionale, a patto che l’imputato risarcisca in 5mila euro la parte offesa entro sette mese da quando la condanna diventerà definitiva.

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01655-sipario-strappato

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-30/05/2018-06:00
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Il sipario strappato

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Le carte e i discorsi cominciano a venire fuori e spunta la vera verità
sul governo che non è mai nato
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Mentre passano le ore emergono le cialtronate del duo Salvini-Di Maio e le manovre sul Colle, col pretesto di non demordere sui nomi di alcuni ministri, che oggi si scopre sono stato un patetico paravento alla luce della perverse manovre  leghiste a cui s’è prestato (forse ingenuamente, ma non ci credo!) anche il leader pentastellato fino ad arrivare alla proposta di impeachment che non ha fondamento giuridico alcuno, con buona pace di M5S-Lega e FdI, emersi dall’ombra per la circostanza!
Ha ragione il costituzionalista Michele Ainis, quando afferma ieri sul quotidiano “Il Mattino” (“Ainis: il Quirinale non ha deragliato piuttosto ha concesso troppo tempo”, che si tratta di una drammatica crisi di sistema piuttosto che di una crisi istituzionale! A Mattarella al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà semmai si può contestare di aver dato troppo spago ai due esponenti giallo-verde che speravano di ricattarlo imponendo proposte e candidati.
Dopo tutto l’incipit s’era già visto prima delle elezioni del 4 marzo quando sprovvedutamente l’esponente pentastellato aveva sperato di accreditare la sua lista dei ministri presentandosi al Quirinale.
Da quella data in poi il feeling Di Maio-Mattarella ed i suoi più stretti collaboratori, semmai ci fosse stato prima, non c’è stato più! Insomma, si è cercato un pretesto per far saltare la XVIII legislatura appena nata e, a tutti i costi, lo si è voluto trovare, contando sulla mancata e/o inadeguata intelligenza del popolo italiano e, forse, compromettendo anche i loro portafogli, pur di portare a casa la vittoria a colpi di slogan e facilonerie sulla Unione Europea!
Se una colpa hanno i consiglieri di Mattarella è stata quella di avergli suggerito dare tempo ai due pseudo vincitori della tornata elettorale, senza prenderli a calci nel sedere davanti al primo imbarazzante incontro!
Il governo tecnico si doveva e si poteva fare quando lo ha anticipato Mattarella, e forse allora avrebbe avuto maggiori possibilità di successo e consensi politici che ora non ci sono più!
Dirlo noi è poca cosa, ma lo afferma il costituzionalista Ainis: “Mattarella ha concesso ai partiti molto tempo e due mandati esplorativi, accettando infine da loro il nome del premier sebbene tale scelta secondo la Carta sarebbe di sua esclusiva competenza. Ha fatto sapere che su alcune caselle voleva essere ascoltato, ma ne ha accettale 19 su 20. E sul ministero dell'Economia ha chiesto che gli venisse fatto un altro nome”.
Ne consegue quindi che l’indignazione sul veto posto su Savona con la richiesta di una diversa designazione, però non accettata dal perfido due giallo-verde è stato un pretesto, anzi, la cronaca annunciata di un fallimento programmato e progettato da tempo!
“La moral suasion del Quirinale per poter esser esercitata ha bisogno di riserbo – continua Ainis – e quindi appare paradossale che il leader leghista abbia rifiutato il suo braccio destro Giorgetti (sic!), come ci sono molte cose paradossali, per esempio le dichiarazioni iniziali di Lega e M5S secondo cui “i ministri sarebbero stati scelti da Conte e Mattarella”.
Quanto all'impeachment del Presidente chiesto da Di Maio, il costituzionalista è chiaro: “i presupposti giuridici non esistono (…), non si può assolutamente parlare di alto tradimento, ma nemmeno di attentato alla Costituzione per cui dovrebbe aver violato un principio fondante della Carta”.
In termini politici, però, M5S-Lega-FdI possono fare spettacolo per tutta questa lunga e calda campagna elettorale, anche a colpi di menzogne elargite agli allocchi buoni solo a credere a tutte le bufale che diranno per mesi Salvini-Di Maio e Meloni, senza leggere documenti e carte ufficiali per poi fare un’analisi attenta e oggettiva dei fatti storicamente certi!
Rincara la dose Marco Tarquinio sul quotidiano “Avvenire”di ieri (“Attentato all’intelligenza”) quando afferma che appare alquanto strano che “quegli stessi leader si lancino all’attacco contro un Presidente che ha dimostrati con i fatti, e che per questo è stato ripetutamente lodato anche da loro, di concepire il proprio ruolo con grande senso del limite e della funzione arbitrale della suprema magistratura della Repubblica”.
“È sotto gli occhi dell’intera opinione pubblica, anche di quella ora eccitata all’insulto e perfino alla vergognosa minaccia paramafiosa oltre che alla ‘marcia su Roma’ il 2 giugno, che per consentire il risultato della nascita di un governo politico, il governo gialloverde appunto, Mattarella ha concesso ai giocatori penta stellati e leghisti tutti i ‘tempi supplementari’ che essi gli hanno via via richiesto, dilatando a livello record la durata della crisi di avvio della XVIII Legislatura”.
Quanto ai due leader giallo-verde appare del tutto evidente che Salvini (col suo 17% di consensi) è riuscito a imporre a Di Maio (32%) la sua leadership non solo nella pretesa egemonica nell’attuale Parlamento, ma anche per il leitmotiv della prossima campagna elettorale, da aggiungere agli slogan suggestivi, quanto irrealizzabili, sulla flat tax al 15%, euro-sì-euro-no, riforma Fornero, reddito di cittadinanza e altro ancora.
Oggi il premier incaricato Carlo Cottarelli, salirà al Colle e si saprà se ci sono le condizioni minime per varare il governo tecnico, ovvero se rinuncerà all'incarico facilitando così il voto estivo; ovviamente salvo sorprese ulteriori, come quelle a cui abbiamo assistito dal dopo il 4 marzo scorso ad oggi.
(n.b.)

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01656-riconoscimeto-servizio-pre-ruolo-ata

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/05/2018-06:00
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Riconoscimento servizio pre-ruolo agli Ata

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Interessante decisione del Tribunale di Milano (Sentenza n. 972 del 26-04-2018)

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Anche ai collaboratori scolastici spetta l'integrale riconoscimento del servizio pre-ruolo prestato a favore dell'Amministrazione. Lo ha deciso il Tribunale di Milano con la sentenza n. 972 del 26 aprile 2018. Ne dà notizia la testata ItaliaOggi di ieri con un lungo articolo di Francesca De Nardi che illustra il caso di tre collaboratori scolastici che, dopo aver svolto servizio e attività alle dipendenze del Ministero con diversi contratti a tempo determinato, erano stati assunti a tempo indeterminato nel 2011. Gli interessati, scrive la De Nardi nel suo lungo articolo, avevano lamentato di aver subito, nella ricostruzione della propria carriera, una discriminazione rispetto agli insegnanti di ruolo e così hanno proposto ricorso chiedendo ai fini della progressione stipendiale e dell'anzianità di servizio, l'integrale riconoscimento del servizio pre-ruolo e che il Miur venisse condannando al pagamento delle differenze tra quanto percepito e quanto spettante per l'effetto dell'anzianità di servizio.
Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso affermando che la diversità di trattamento tra il personale assunto a termine e quello assunto a tempo indeterminato potrebbe essere giustificata solo da ragioni oggettive, non ravvisabili nel caso di specie. Anzi, mediante la loro prestazione di servizio pre-ruolo i ricorrenti hanno acquistato professionalità e competenza pari a quella raggiunta dai colleghi con pari anzianità, assunti a tempo indeterminato e il meccanismo retributivo previsto dai contratti collettivi nazionali applicabili non ha altra funzione che di parametrare il trattamento retributivo alla progressiva acquisizione di una maggiore professionalità e competenza del lavoratore, come conseguenza del protratto svolgimento di una determinata mansione.  La disparità di trattamento sotto il profilo retributivo è pertanto una palese violazione della norma di cui all'art. 6 del Decreto legislativo n. 368/2001.
Interessante è segnalare come il giudice abbia ritenuto applicabile il termine più lungo di prescrizione decennale trattandosi della violazione del principio di non discriminazione nell'ambito dei doveri scaturenti dal rapporto di lavoro ed essendo l'importo liquidabile a titolo risarcitorio da inadempimento contrattuale.

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01654-stima-rispetto-mattarella

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-29/05/2018-10:00
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Stima e rispetto per il Presidente Mattarella

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La lettera di Cgil Cisl Uil:"Servono urgenti decisioni per l'economia ed il lavoro"

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“Caro Presidente, desideriamo manifestarle la nostra viva preoccupazione per il perdurare di una crisi politica e istituzionale che ha pochi precedenti nella storia della nostra Repubblica. Intendiamo ribadire con forza il nostro impegno a difesa della Costituzione che fissa con chiarezza ruolo e prerogative del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni democratiche”.
È quanto si legge in una lettera inviata oggi dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Se è pienamente legittimo - prosegue la missiva - avere ed esprimere opinioni e valutazioni politiche differenti, va senza alcuna incertezza difeso e riaffermato il diritto e il dovere del Presidente della Repubblica di esercitare, in trasparenza ed autonomia, le proprie funzioni costituzionali”.
“Ci permettiamo, inoltre - aggiungono i tre segretari - di sottolineare l’urgenza di decisioni rapide per l’economia e il lavoro. C’è un Paese reale che ancora soffre per le conseguenze della crisi economica degli ultimi dieci anni. Per questo pensiamo che le attese e gli interessi di lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati debbano essere messe al primo posto nell’agenda istituzionale e politica del Paese”.
“Con rinnovato e deferente senso di stima e rispetto Le giunga, Signor Presidente, il nostro saluto e l’augurio sincero di
buon lavoro”, conclude la lettera.

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01636-aggiornamento-decreto-legislativo-81-2008

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-29/05/2018-06:00
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Decreto Legislativo n. 81/2008

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Il testo aggiornato (Maggio 2018)

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Pubblichiamo la versione aggiornata (Maggio 2018) del Testo Unico Sicurezza Lavoro (TUSL – D. Lgs n. 81/2008), coordinata con i più recenti dispositivi legislativi, relative modifiche e interpelli a cura del Ministero del Lavoro.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL TESTO UNICO:  2018-05-29-testo-unico-decreto-legislativo-81-2008.pdf

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01637-anno-scolastico

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-29/05/2018-06:00
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L'anno scolastico sta per concludersi

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Corsa contro il tempo per recuperare e/o migliorare la media
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Sta per scattare il countdown per gli esami dei I e del II ciclo e di conseguenza è partita la corsa contro il tempo per recuperare le ultime insufficienze e cercare di salvare il salvabile, quando non l’intero anno scolastico. Ma c’è anche la corsa per le eccellenze per coloro che contano sulle ultime interrogazioni per migliorare la media.
Certo è che tra poche settimane scatterà il nuovo esame di terza media, che a differenza dell'esame di Stato non ha una data omogenea per tutti, ma che deve concludersi, con scrutini già finiti e risultati esposti, entro il 30 giugno.
Anticipando gli Invalsi ad aprile, le prove scritte dell'esame di terza media saranno più leggere: italiano, matematica e lingua straniera. La traccia di italiano avrà il compito di accertare la padronanza della lingua, la capacità di espressione personale e la coerente e organica esposizione del pensiero degli studenti, e sarà decisa dalle tenute a proporre ai ragazzi più tracce per ciascuna delle tre tipologie base: testo narrativo o descrittivo, testo argomentativo, comprensione e sintesi di un testo. La prova di matematica verterà su geometria solida; geometria analitica o calcolo delle probabilità e statistica; algebra; fisica, scienze o tecnologia.
Per gli studenti che devono sostenere gli esami di Stato finali, dopo aver superato lo scoglio dell’ammissione alle prove, il via sarà dato con la prima prova scritta di italiano fissata per il 20 giugno, il 21 giugno sarà la volta della seconda prova scritta, nella materia d'indirizzo. La terza prova scritta, il test pluridisciplinare, con domande su più materie si terrà il 25 giugno.
Slitta al 2019, salvo ulteriori cambi di decisione, il nuovo esame di maturità con i progetti di alternanza tra scuola e lavoro quali parte integrante della prova.
Quanto agli orali inizieranno dal 27 giugno, ma ciascuna scuola decide i tempi, e i più si prendono alcuni giorni di stacco tra gli scritti e gli orali.

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01638-stipendi-docenti

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-29/05/2018-06:00
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Gli stipendi dei docenti italiani sono più bassi d’Europa

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I prospetti comparativi tra alcuni Paesi Ue (inizio e fine carriera)

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Nonostante il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca, lo stipendio degli insegnanti italiani è ancora molto lontano da quello dei colleghi del resto d’Europa.
Non è un segreto per nessuno che lo stipendio di un insegnante italiano – della scuola dell’infanzia, primaria,
mediasuperiore e dell’Università -
sia tra i più bassi d’Europa. Neppure il nuovo CCNL Istruzione e Ricerca da poco in vigore, s’è avvicinato a  colmare questo divario. Money presenta alcune tabelle commentata abbastanza indicative (Leggi:  https://www.money.it/quanto-guadagna-insegnante-rinnovo-stipendio-Italia-Europa?utm_source=Money.it&utm_campaign=835e6b1c05-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-835e6b1c05-302853101 ).
Quando si parla di stipendio di un insegnante bisogna ricordare che questo dipende anche dagli anni di anzianità del servizio. Quindi, da più anni si ricopre una cattedra di ruolo e più lo stipendio è alto. Inoltre, bisogna distinguere in base alla categoria della scuola in cui si insegna.
Ecco una tabella con tutti gli stipendi tabellari degli insegnanti italiani aggiornati con le novità introdotte dal rinnovo del contratto 2016/2018:
 

Tipologia Insegnante

Anzianità di servizio

Importo lordo dal 1° gennaio 2018

Scuola dell’infanzia e primaria

0-8

19.996,27€

 

9-14

22.198,06€

 

15-20

24.136,06€

 

21-27

26.030,66€

 

28-34

27.888,89€

 

oltre i 35

29.275,99€

Scuola secondaria di I grado

0-8

21.693,22€

 

9-14

24.260,75€

 

15-20

26.511,29€

 

21-27

26.949,63€

 

28-34

22.869,87€

 

oltre i 35

32.444,07€

Scuola secondaria di II grado

0-8

21.693,22€

 

9-14

24.890,51€

 

15-20

27.319,69€

 

21-27

30.414,95€

 

28-34

32.444,07€

 

oltre i 35

34.052,17€

Come possiamo vedere dalla tabella, non c’è molta differenza tra lo stipendio di un insegnante delle medie rispetto a quello delle superiori. Gli insegnanti della scuola primaria sono la categoria più “svantaggiata”, al pari degli insegnanti della scuola dell’infanzia.
A queste retribuzioni poi bisogna aggiungere i 500€ annui del bonus insegnante, contributo che però può essere speso solamente per determinati acquisti, e gli eventuali compensi del bonus merito, il premio per i docenti che si sono contraddistinti nel corso dell’anno per la qualità del loro lavoro e che con il nuovo CCNL è stato parzialmente “scaricato” sul salario (70%) e il 30% assegnato a Ds.
Nell’Università un ricercatore percepisce uno stipendio di circa 2.000€ lordi al mese, mentre per un professore ordinario si attesta a circa 5.000€ (ma molto dipende dalle ore di lezione e dall’anzianità).
Ma quanto guadagnano gli insegnanti nel resto d’Europa?

Ecco una tabella che mette a confronto gli stipendi degli insegnanti in Italia con quelli dei colleghi europei, dove è possibile notare la netta differenza tra le varie retribuzioni.
 

Paese

Scuola infanzia/primaria (inizio e fine carriera)

Scuola secondaria di I grado (inizio e fine carriera)

Scuola secondaria di II grado (inizio e fine carriera)

Anni occorrenti per la retribuzione massima

Italia

19.996/27.292

21.693/32.444

21.693/34.052

35

Germania

38.395/51.168

42.873/56.864

46.374/63.944

35

Francia

20.649/39.385

23.029/41.898

23.219/42.107

28

Spagna

30.061/42.625

33.662/47.190

33.662/47.190

34

Austria

26.426/50.738

29.074/61.181

29.074/61.181

34

Belgio

25.120/43.333

25.120/43.333

31.423/54.974

27

Portogallo

25.758/52.441

25.758/52.441

25.758/52.441

34

Finlandia

25.617/33.317

27.666/35.983

29.338/38.843

16

MEDIA UE

25.249/42.599

26.852/45.280

27.582/46.745

24


Giusto per fare quattro conti, le differenze tra il salario italiano e quello della media europea ad inizio (prima cifra) e fine carriera (seconda cifra), è il seguente:

 

Scuola infanzia/primaria

Scuola secondaria I grado

Scuola secondaria II grado

Italia

19.996/27.292

21.693/32.444

21.693/34.052

Media europea

25.249/42.599

26.852/45.280

27.582/46.745


DIFFERENZA


5.253/15.307


5.159/12.836


5.889 / 12.693

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01639-ds-guerra-ria

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-29/05/2018-06:00
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I Ds in guerra per la R.I.A.

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Nuovo filone di contenzioso individuale da parte di alcuni dirigenti scolastici
discriminati sul piano salariale
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Una dirigente scolastica, ex docente vincitrice del concorso ordinario di categoria, aveva chiesto il riconoscimento del suo diritto a vedersi attribuita e corrisposta la Retribuzione Individuale di Anzianità (R.I.A.) maturata nella carriera di docente e il giudice le ha dato ragione!
La disparità di trattamento è stata introdotta già dal primo CCNL per il personale dell’Area V della Dirigenza scolastica, relativo al biennio 2000/2001, che, all’art. 39, ha espressamente abolito la progressione economica per posizioni stipendiali, riconoscendo, però, solo ai vecchi Ds quanto già maturato a livello individuale, appunto la R.I.A.
L’ingiustizia è stata perpetuata dal secondo CCNLper il quadriennio 2002-2005, che all’art 58 ha istituito il cosiddetto assegno ad personam per gli ex presidi incaricati, ovvero una voce retributiva che, seppur diversa dalla R.I.A., consiste ugualmente in un riconoscimento dell’anzianità maturata nella carriera docente.

In sostanza, a parità di ruolo e funzioni, s’è determinato uno scarto economico di circa 350-380 euro sulla retribuzione mensile dei Ds penalizzati, oltre, ovviamente, alle conseguenti ripercussioni sul piano contributivo.
Il giudice partenopeo, in aderenza anche ad altre pronunce di merito, ha ritenuto che esiste una sola figura di Dirigente scolastico e pertanto, la sperequazione contrattuale appare incongrua e contraria a norme di legge, in particolare in relazione al principio costituzionale di eguaglianza, nonché ai principi di cui agli articoli 36 e 97 della Costituzione, potendo il contratto collettivo, quale strumento di tutela e di garanzia dei lavoratori, derogare alla legge solo in meglio e non in peggio!
Nella caso di specie il giudice ha anche condannato il Miur al pagamento della somma di 22.253,08 euro, a titolo di R.I.A. maturata a far data dalla immissione in ruolo (dal 01-09-2009), oltre accessori come per legge.

La sentenza certamente aprirà un nuovo filone di contenzioso individuale con l’Amministrazione che certamente sarà puntualmente soccombente!

[Fonte: https://www.orizzontescuola.it/dirigenti-scolastici-udir-gli-anni-da-docente-utili-alla-ria/]

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01640-istat-aumentano-occupati

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-29/05/2018-06:00
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Istat, aumentano gli occupati

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Livello vicino al 2008, ma lontano dall’Europa
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Dal recente Rapporto annuale 2018 dell’Istat si evince che la crescita dell’occupazione nel 1° trimestre 2018 è in aumento, sia pure in misura lieve, interessando la componente giovanile e maschile.
Nel 2017 gli occupati hanno superato i 23 milioni e il tasso di occupazione è salito al 58%, attestandosi a 9 punti in meno rispetto alla media europea.
Secondo l’Istituto il 2017 è stato caratterizzato anche per un incremento del lavoro a termine che ha interessato principalmente i residenti nelle regioni centro-settentrionali e i giovani fino a 34 anni.
Risulta ridimensionata la crescita degli occupati part-time che nel 2017 hanno superato i 4,3 milioni, con una incidenza stabile sul totale.

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01607-riconoscimento-automatico

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-28/05/2018-06:00
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Riconoscimento automatico dei titoli di studio nei Paesi Ue

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Proposte per accelerare la costruzione dello “Spazio europeo dell’istruzione”
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La Commissione europea gioca la carta dell’istruzione per rafforzare l’Unione proponendo il riconoscimento automatico dei titoli di studio in tutti i Paesi dell’Unione e promette di cancellare le difficoltà che i cittadini oggi trovano nel farsi riconoscere un titolo di studio in un Paese diverso dal proprio o a iniziare a lavorare vedendosi riconosciuta una determinata qualifica.
Nel tentativo di sincronizzare le opportunità di istruzione negli Stati membri e migliorare la mobilità e le opportunità di apprendimento per i giovani di tutto il blocco, i commissari Ue hanno chiesto che il Consiglio acceleri il «riconoscimento reciproco automatico dei diplomi e dei periodi di studio all’estero come «simbolo visibile dell’identità studentesca europea» e l’adozione di una «card europea per studenti», che stimoli la mobilità per motivi di studio e riduca gli oneri e costi per studenti e agenzie formative.

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01608-protezione-dati-personali

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-28/05/2018-06:00
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Protezione Dati Personali, attacco dell’ANP al MIUR

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Denunciate le difficoltà che incontrano i Ds nella gestione di processi complessi e senza soldi

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Il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP) ha inviato una  al Garante per la Protezione dei Dati Personali evidenziando l’assenza di supporto operativo alle scuole da parte del MIUR. Il presidente Giannelli ha, inoltre, denunciato le conseguenti difficoltà che incontrano i Dirigenti nella gestione di processi complessi in realtà – come quelle scolastiche – caratterizzate ormai da una cronica limitatezza di risorse umane e finanziarie.

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01609-dress-code-divide-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-28/05/2018-06:00
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Il dress code divide la scuola

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Prese di posizioni pro-contro da Nord a Sud d’Italia
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Si può andare a scuola indossando microgonne, minicanotte super scollate, bermuda e infradito, jeans tutti bucati o sandali da spiaggia?
Impazzano le circolare dei Ds in merito, e l’opinione pubblica si divide e c’è anche chi arriva ad invocare un intervento del MIUR!
Vediamo cosa ne pensano Margherita Oggero, scrittrice, che censura certi eccessi, Giuseppe Fioroni, ex ministro dell’Istruzione, che dice no sul settimanale Sette del Corriere della Sera (24-05-2018, pag. 29 – Duello d’opinioni), e il presidente dell’ANP, Antonello Giannelli, sulle pagine del settimanale “il Venerdì di Repubblica” (18 maggio 2018, pag. 45).
 

Margherita Oggero (scrittrice)
Se i sindaci possono vietare di andare in giro a torso nudo o in costume da bagno nella loro città, è legittimo che alcuni Ds prendano provvedimenti analoghi, anzi dovrebbero essere molti di più. Come si fa ad accettare indumenti come jeans strappati, infradito, canottiere? È una forma di garbo e di buon senso, tempi a cui peraltro la scuola dovrebbe educare. Si potrebbe pensare che oggi l mondo della scuola abbia altre priorità, però è partendo dalle piccole cose che si possono aggiustare quelle più grandi. Un abbigliamento più rispettoso può aiutare a ricordare che la classe è un luogo importante, e magari anche spingere a studiare un po’ di più.

 

Giuseppe Fioroni (ex ministro Istruzione)
Non vedo problemi nell’indossare jeans strappati in classe. Guardando al mondo della scuola, sinceramente ci sono molti altri tempi che mi preoccupano assai più dell’abbigliamento, come ad esempio, l’uso del cellulare in classe. Certo un minimo di decoro è auspicabile, ma non si può pensare di compilare un decalogo di ciò ch è ammesso e ciò che non lo è. A scuola si va imparare, e chi dice che un pantalone sia più adatto ad un altro per raggiungere l’obiettivo? E poi, una volta che vengono proibiti certi capi di vestiario, chi ci dice che il giorno dopo qualche ragazzo non ci presenti con qualche nuova idea? Non mi pare che i divieti possono rappresentare una soluzione (…), piuttosto che dei vestiti, preoccupiamoci di questioni più sostanziali: il bullismo appunto, l’abuso dello smartphone, come studiare meglio.

Antonello Giannelli (ANP)
Il vestire fuori luogo è mancanza di rispetto verso il docente e verso l’istituzione scolastica. E la scuola deve essere il luogo del rispetto. Quindi: libertà sì, tolleranza sì, ma con dei limiti. E magari un pizzico di buonsenso. A Reggio Calabria e a Courmayer le condizioni climatiche non saranno mai uguali (…), ogni istituto in base alle singole esigenze, affronterà la questione in autonomia, coinvolgendo la famiglia in nome del Patto di corresponsabilità educativa. In ogni caso, no secco a direttive calate dall’alto.

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01610-compilazione-portpolio-ds

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-28/05/2018-06:00
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Compilazione portfolio da parte dei Ds

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L’USR Sicilia pubblica i nuclei e l’assegnazione dei Ds soggetti a verifica – No secco dell’ANP
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L’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha diramato il Piano regionale di valutazione per l’anno 2017/2018 con l’indicazione da valutare  e dei nuclei di valutazione sulle cui competenze, fatte le dovute eccezioni, s’intende, è bene stendere un velo pietoso (sic!) che devono gestire un meccanismo né semplice né trasparente che porta spesso ad una valutazione poco equa e sempre ingiusta rispetto al lavoro ingrato che i Ds svolgono giorno dopo giorno che certamente sconoscono alcuni soggetti presenti nei Nuclei, alcuni dei quali da anni felicemente imboscati negli uffici ovvero in quiescenza, che senza tenere conto delle loro malefatte quando erano in servizio (sic!) adesso azzardano valutazioni general-generiche, scopiazzando qua e là giudizi da modelli preconfezionati, peraltro abborracciati e non in stretta relazione con le proposte e le attività presentate nei Piani da parte dei Ds in servizio.
Ovviamente non generalizzo, sto solo parlando solo della nostra Regione, dove guarda caso ci conosciamo tutti e bene e di alcuni protagonisti sappiamo di tutto e di più!
Estendendo la questione su scala nazionale, invece, ad alcuni Direttori Generali Regionali va ricordata la recente sentenza del Tribunale di Catanzaro che ha censurato gli incarichi “fiduciari conferiti a dirigenti tecnici” senza regole chiare e trasparenti, spesso senza bando e senza comparazione dei curricoli!
Sulla questione valutazione registriamo anche la protesta dell’ANP al MIUR per il richiamo ad una maggiore puntualità – del tutto inopportuno – che gli USR stanno inviando ai colleghi che, aderendo allo stato di agitazione proclamato, non hanno compilato il portfolio di valutazione per l’anno scolastico 2016/2017.
L’ANP ricorda anche all’Amministrazione che la valutazione dei Ds è stata del tutto snaturata dall’Accordo del 30 marzo con le altre sigle sindacali ed è derubricata a “formazione” e “misura di accompagnamento”. Pertanto, non essendo più una “prestazione lavorativa” i Ds  non possano essere obbligati!
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  2018-05-28-piano-regionale-valutazione.pdf

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01611-fondo-biblioteche

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-28/05/2018-06:00
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Fondo biblioteche: il decreto in G.U.

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Il 30% alle scuole per la promozione della lettura, la tutela
e la valorizzazione del patrimonio librario
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E’ stato pubblicato in G.U. il decreto del 23 marzo 2018 sui criteri di riparto del Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario.

La somma, pari a 1 milione di euro annui a decorrere dal 2018, è destinata alla promozione della lettura, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio librario, alla riorganizzazione e all’incremento dell’efficienza dei sistemi bibliotecari, è così  ripartita:  70% per il sostegno ai sistemi bibliotecari provinciali e comunali e 30% per il sostegno delle biblioteche scolastiche.

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01596-allarme-smartphone

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-26/05/2018-06:00
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Allarme smartphone in Sicilia, le novità sul web

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I guai per le scuole per l’applicazione del nuovo Regolamento generale per la protezione dei dati (Gdpr) / Il caso: A Savona, 50 studenti senza cellulare, ma quando lo hanno a disposizione che uso ne fanno?
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Preoccupa in Sicilia il fenomeno delle dipendenze dalle nuove tecnologie. Il Giornale di Sicilia di ieri (pag. 6) riporta alcuni dati interessanti desunti da un sondaggio dell’Associazione Di. Te. (Dipendenze tecnologiche, gap e cyber bullismo).
Il 59% dei ragazzi siciliani (rispetto al 51% della media nazionale) tra i 15 e i 20 anni controlla lo smartphone 95 volte al giorno; il 12% lo fa fino a 150 volte al giorno. Inoltre emerge anche che i giovani e i giovanissimi non riescono a staccarsi dallo smartphone e altri device; in particolare hanno ammesso di non riuscire a prendersi una pausa da questi dispositivi di almeno 3 ore nel 70% dei casi (rispetto al 79% del dato nazionale e che il bisogno di chattare non li abbandona neppure di notte!
 

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A Savona, 50 studenti senza cellulare,
ma quando lo hanno a disposizione che uso ne fanno?
Cinquanta studenti del Liceo Chiabrera Martini di Savona si sono sottoposti all’esperimento di trascorrere tre giorni nell'entroterra di Savona, a Osiglia, senza cellulare, o meglio, senza campo! I ragazzi così hanno scoperto che "disconnettersi" dal proprio smartphone voleva dire riconnettere i rapporti sociali: con i compagni, ma anche con se stessi. Da un sondaggio scolastico condotto nell’istituto si è appreso che il 100% dei ragazzi intervistati possiede uno smartphone già da quando aveva 10 anni e usano lo telefonino con contattare gli amici, ascoltare musica, vedere video su You Tube o giocare on-line. All’ultimo posto l’uso scolastico con buona pace della ministra uscente Valeria Fedeli e dell’ex sottosegretario Davide Faraone che proprio in materia aveva spezzato più di una lancia.  


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Intanto da ieri è in vigore il Regolamento generale per la protezione dei dati (Gdpr) che tra le tante novità introduce i limiti di età per i minori per l’uso dei social da Wahtsapp a Facebook.
I Garanti della privacy acquisiscono un ruolo centrale di controllo e sanziona mento e i cittadini potranno rivolgersi ai Garanti in caos di violazione.
Aziende e Pubblica amministrazione dovranno dotarsi di un esperto che gestisca i dati e come sempre nelle peste ci sono le scuole!
Con una circolarina di qualche giorno addietro (leggi Ceripnews: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#01456-regolamento-generale-dati ), il Miur ha sbolognato alle scuole ogni onere sulla gestione dei dati, limitandosi a suggerire appena la designazione di un responsabile per le scuole in rete, mandando al diavolo le proposte di alcuni sindacati che proponevano di individuare il responsabile a livello regionale e/o nazionale!
Il tutto è diventato operativo pur in assenza di una decreto formale di recepimento della norma europea, anche se dal web si propone, proprio per questo motivo, una proroga al 31 agosto per mandare a regime il nuovo Regolamento.
PER LEGGERE E/O SCARICARE LA NOTA:  2018-05-24-regolamento-protezione-dati.pdf

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01597-bimbi-no-vax

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-26/05/2018-06:00
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Bimbi “no vax” fuori dalla scuola

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La Procura assolve il Ds, il Comune e i vertici dell’Asl
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Si è chiusa con l’archiviazione la prima inchiesta torinese sull’obbligatorietà dei vaccini a scuola e conseguente espulsione degli alunni non in regola. A seguito di denuncia di un genitore “no vax”, appoggiato dal Condacons, la Procura ha ritenuto che l’allontanamento dalla classe di un bambino non vaccinato non rappresenti abusi d’ufficio, ma solo applicazione della legge.
Il caso è quello che s’è verificato in un asilo nido intercomunale a Torre Pelice (To).
Il Pm, oltre che assolvere il Ds, il Comune e i vertice della Asl, ha trasmesso a Roma, per una questione di competenza territoriale, un esposto del M5S che aveva impugnato la circolare n. 119 del 31-07-2017 applicativa del decreto-legge n. 73 del 07-06-2017.
Anche sulla vicenda vaccini e legge Lorenzin il prossimo governo bicolore giallo-verde dovrà dire la sua e ne vedremo delle belle! Chissà se il Codacons che ha difeso il genitore “no vax”, in caso di soppressione e/o apertura della maglia sulle vaccinazioni obbligatorie interverrà anche a tutela dei milioni di alunni che potrebbero essere danneggiati nella salute per colpa di altri “non vax” confusi nel gregge?

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01456-trattativa-fondo-unico-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-25/05/2018-06:00
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Trattativa sul Fondo unico di scuola

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Definita la somma pari a 820 mln/euro (Bonus docenti: 131 mln + Vecchio MOF: 689 mln/euro)
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Avviato al Miur il tavolo per la definizione del CCNI relativo al nuovo MOF per il 2018/2019  previsto dall'articolo 40 del CCNL 19/4/2018 che prevede un unico Fondo composto da vecchio MOF, bonus docenti e risorse per la valorizzazione dei docenti stanziate dalla legge di bilancio per il 2018.
Bonus docenti: 131  milioni
Vecchio MOF: 689  milioni
TOTALE: 820 milioni
Relativamente alle giacenze del bonus 2016/2017 il Miur sta sollecitando la Ragioneria Generale dello Stato perché li riaccrediti al più presto sui POS delle singole Istituzioni scolastiche.

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01457-graduatorie-ata-terza-fascia

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-25/05/2018-06:00
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Graduatorie ATA III fascia

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Pubblicato il calendario di apertura/chiusura delle funzioni
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Il Miur ha comunicato il calendario dell'apertura delle funzione per la  gestione dei dati relativi alle graduatorie di istituto di III fascia del personale ATA.
* Gli aspiranti potranno verificare su istanze on line, fino al 13 giugno 2018 la  loro collocazione in graduatoria e il punteggio attribuito.
* La prenotazione massiva delle graduatorie provvisorie è prevista dal  15 giugno p.v.
* I reclami eventuali potranno essere presentati entro 10 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie  e saranno esaminati e convalidati dalle istituzioni scolastiche entro il 7 luglio.
* Le graduatorie definitive saranno pubblicate da parte di ciascun ufficio provinciale dal 9 luglio 2018.
* La prenotazione massiva delle graduatorie definitive per gli UST che non hanno provveduto autonomamente  avverrà dal 20 luglio 2018.
Eventuali situazioni e incongruenze circa il non puntuale inserimento degli aspiranti da parte delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimenti al codice fiscale, saranno verificate a cura dei referenti informatici degli USR.

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01458-usr-sicilia-incarichi-reggenza

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-25/05/2018-06:00
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USR Sicilia, conferimento incarichi di reggenza

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Avviso per la copertura degli ATP Caltanissetta-Enna e Trapani
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L’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha diramato l’Avviso relativo alla procedura per il conferimento di incarichi di reggenza di uffici dirigenziali non generali dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia poiché a far data da oggi, 25 maggio 2018, si renderanno disponibili, per scadenza degli incarichi di reggenza, i seguenti posti di funzione dirigenziale non generale dell’Ufficio Scolastico Regionale:
UFFICIO VI (Ambito territoriale di Caltanissetta e Enna) pos. retr. B
UFFICIO XI (Ambito territoriale di Trapani) pos. retr. D
I dirigenti di seconda fascia (area I) con funzioni amministrative o tecniche in servizio presso l’USR Sicilia interessati ad assumere la reggenza di uno o più dei predetti Uffici dovranno presentare la propria manifestazione di disponibilità compilando il modello e il curriculum vitae dettagliato, aggiornato e sottoscritto, entro il 28 maggio 2018, al seguente indirizzo di posta elettronica: drsi.ufficio1@istruzione.it
L’oggetto dell’e-mail dovrà contenere la seguente dicitura: Incarichi dirigenziali USR – (Cognome e
Nome).
Il Direttore Generale Regionale, nell’adottare i provvedimenti, terrà conto della natura, della complessità e degli obiettivi previsti per le strutture interessate nonché dei seguenti criteri:
- attitudini e capacità professionali del dirigente;
- risultati conseguiti nell’amministrazione e relativa valutazione;
- specifiche competenze organizzative possedute;
- esperienze di direzione maturate in strutture simili a quella oggetto di incarico.

L’incarico di reggenza, conferito secondo quanto previsto dall’art. 61, del CCNL Area I, sottoscritto in data 21 aprile 2006, avrà durata non oltre il 31/12/2018, fatti salvi i casi di collocamento a riposo o determinati da altre procedure previste dalla normativa vigente.

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01463-storia-di-mala-scuola-4

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-25/05/2018-06:00
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Storie di mala scuola / 4

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Le notizie: Con il coltello in classe / Botte ai bimbi, maestre arrestate Parma, Udine e Catania / Padre picchia il professore / Prof spericolato e fortunato / Numero chiuso illegittimo alla Statale
di Milano
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* Con il coltello in classe - L'ultimo allarme arriva da una scuola primaria di Napoli che si trova tra San Giovanni a Teduccio e Barra. Qui sono intervenuti i poliziotti del locale commissariato per identificare un bimbo di appena 10 anni che andava a scuola armato. Gli agenti hanno sequestrato un coltello in possesso del minorenne, dopo aver raccolto la nota radio della centrale operativa della Questura che segnalava l'allarme di un bambino armato in classe. I poliziotti hanno ascoltato la preside ed una docente, le quali hanno dichiarato che un alunno di 10 anni, della quinta classe, aveva nascosto all'interno dello zaino un coltello di 15 centimetri con una lama di quasi sette centimetri, che, alla richiesta della maestra, lo stesso scolaro ha poi consegnato. Convocati in commissariato i genitori: il padre ha dichiarato che il coltello rinvenuto nello zaino del figlio fa parte del materiale che egli stesso conciatore di pelli utilizza abitualmente. L'arma è stata sequestrata, e un'informativa è stata inviata per eventuali decisioni ai magistrati della Procura per i minori di Napoli.
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* Botte ai bimbi, maestre arrestate Parma, Udine e Catania  - Tre casi di maltrattamenti a scuola rispettivamente in una scuola materna di Colorno, in provincia di Parma, dove due insegnanti sono state fermate dai carabinieri con l'accusa di violenze fisiche e psicologiche su bambini tra i 3 i 5 anni, un’educatrice di un asilo nido privata di Udine è stata allontanata dalla struttura dopo essere stata allontanata dalla struttura dopo essere stata indagata per maltrattamenti continuati su bimbi tra i 10 e i 22 mesi; ad Aci Catena, nel Catanese, invece, una maestra di scuola primaria è stata sospesa per dodici mesi dal Gip che l'ha indagata per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate.
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* Padre picchia il professore - A Taranto un papà bullo ha picchiato il professore di una scuola media che aveva osato proporre la sospensione del figlio per cinque giorni perché aveva dato fastidi e alzato le mani conto alcuni compagni di scuola. Il genitore dell’alunno dapprima ha aggredito verbalmente il docente poi è passato alle vie di fatto con schiaffi e pugni; uno schiaffo è stato così violento che il prof ha sbattuto la testa al muro. L’intervento di alcuni docenti e dei collaboratori scolastici ha salvato il malcapitato docente dall’ira del genitore e ricoverato in ospedale.
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* Prof spericolato e fortunato - Un docente livornese ha azzardato di aprire una finestra manualmente piuttosto che avvalersi di un braccio meccanico come facevano i collaboratori scolastici e scavalcando la ringhiera per raggiungere il ballatoio non praticabile e interdetto al calpestio, come riportato nei cartelli, è precipitato per tre metri al piano sottostante. Il docente è stato prontamente soccorso e ricoverato in ospedale.
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* Numero chiuso illegittimo alla Statale di Milano - Il Tar del Lazio ha confermato l’ordinanza con cui, a settembre 2017, il numero chiuso alla facoltà di studi umanistici dell’Università Statale era stato dichiarato illegittimo. Il ricorso era stato presentato dall’Unione degli Studenti Universitari. In conseguenza della odierna decisione del Tar l’Ateneo deve sciogliere la riserva nei confronti degli ammessi in forza della prima sentenza.

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01456-regolamento-generale-dati

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-24/05/2018-06:00
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Regolamento Generale sulla Protezione dei dati

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Prime indicazioni per le Istituzioni scolastiche
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Come annunciato nei giorni scorsi, il Miur con nota n. 563 del 22 maggio u.s. ha dettato le prime indicazioni per le Istituzione scolastiche relative all’applicazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE/2016/679) – Responsabile della protezione dei dati personali (DPO, Data Protection Officer).
PER LEGGERE E/O SCARICARE LA NOTA:  2018-05-24-regolamento-protezione-dati.pdf

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01457-utilizzazioni-assegnazioni-provvisorie

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-24/05/2018-06:00
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Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie

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Incontro ancora interlocutorio con l’Amministrazione, restano alcune questioni aperte

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L'ultimo incontro su utilizzazioni e assegnazioni provvisorie non ha portato alla conclusione della trattativa perché restano ancora da sciogliere due nodi relativi ad altrettante questioni che le OO.SS. avevano posto fin dall'avvio del confronto: la richiesta di eliminare l'obbligo della convivenza per poter chiedere l'assegnazione provvisoria per ricongiungimento al genitore e la possibilità di consentire assegnazioni provvisorie interprovinciali sul sostegno anche ai docenti privi del titolo di specializzazione ancorché limitatamente ad una quota dei posti  ed entro e non oltre una determinata data al fine di garantire il regolare avvio dell'anno scolastico.
In considerazione della situazione di stallo, la Gilda degli Insegnanti ha abbandonato il tavolo negoziale per protesta!
È stata accolta dall’Amministrazione la richiesta di ripristinare tra i motivi per poter chiedere l'assegnazione provvisoria, il ricongiungimento a parenti e affini purché conviventi, e la precisazione che è sufficiente indicare una sola scuola del comune di ricongiungimento prima di indicare scuole di altri comuni.
Le OO.SS. hanno infine proposto di recuperare la possibilità di nuove utilizzazioni sui licei musicali (eliminata lo scorso anno) in coda a tutte le altre operazioni previste dall'articolo 6/bis.

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01458-calano-giorni-malattia

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-24/05/2018-06:00
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P.a., calano a -10,6% i giorni di malattia

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Articolo di Pasquale Almirante su La Tecnica della Scuola
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La testata La Tecnica della Scuola in un articolo di Pasquale Almirante, sottolinea che si riducono del 10,6% in un anno i giorni di malattia nella Pubblica amministrazione, soprattutto per il calo delle assenze brevi di un giorno.

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01446-settantamila-studentesse-studenti

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/05/2018-06:00
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Settantamila studentesse e studenti insieme contro le mafie

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Il XXVI anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio dedicato agli uomini e donne
delle scorte “angeli” di Falcone e Borsellino
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È nel nome degli ‘angeli’ del passato e del presente, degli uomini e delle donne delle scorte che hanno rischiato e rischiano quotidianamente la vita per proteggere servitori dello Stato come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che quest’anno si commemora il XXVI anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio in cui persero la vita i giudici Paolo BorsellinoGiovanni FalconeFrancesca Morvillo e gli agenti delle loro scorte Agostino CatalanoWalter Eddie CosinaRocco DicilloVincenzo Li MuliEmanuela LoiAntonio MontinaroVito SchifaniClaudio Traina.
La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica.
Oltre 70.000 ragazze e ragazzi saranno coinvolti oggi in tutta Italia nelle iniziative di #PalermoChiamaItalia promosse dal Miur e dalla Fondazione Falcone.
Nella giornata di ricordo e riflessione della strage di Capaci migliaia di studentesse e studenti delle scuole e delle università ricorderanno il sacrificio dei servitori dello Stato morti per mano criminale.  Le celebrazioni istituzionali si terranno nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra. Sono previste, poi, attività nelle piazze e nelle scuole della città.
A Palermo ci saranno le studentesse e gli studenti siciliani, ma anche gli oltre mille ragazze e ragazzi che stanno per arrivare stamattina la Nave della Legalità che è partita ieri pomeriggio dal porto di Civitavecchia, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
A bordo della Nave anche un “equipaggio” speciale composto da 50 giovani dell’Università degli Studi di Milano accompagnati dal loro docente, il professore Nando Dalla Chiesa, che parteciperanno a momenti di riflessione e attività sul tema della lotta alla criminalità organizzata. Il Prefetto Filippo Dispenza, vertice della struttura che assiste i familiari delle vittime di mafia e terrorismo della Polizia di Stato, illustrerà alle studentesse e agli studenti progetti sul tema della legalità. Sulla nave dibatterà con le ragazze e i ragazzi anche Claudia Loi, sorella di Emanuela Loi, agente della scorta di Borsellino.
Il viaggio è stato possibile grazie alla collaborazione con Grandi Navi Veloci (GNV), società del Gruppo MSC, che mette a disposizione una delle sue navi.
Il “no” alle mafie verrà rilanciato oggi in 10 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana e Umbria) da migliaia di studentesse e studenti in una sorta di “staffetta” a distanza.
«Il 23 maggio e il 19 luglio, date delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, sono anniversari importanti del nostro calendario civile – ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli - in cui ricordiamo donne e uomini che hanno perso la vita a causa del potere mafioso, mentre con profondo senso del dovere servivano lo Stato. Celebrare queste date è importante per rammentare a tutte e tutti noi come sia cambiata la vita civile e democratica del Paese dopo quella primavera e quell’estate del 1992. Farlo con le nuove generazioni è imprescindibile: ogni anno migliaia di studentesse e studenti, pur non avendo avuto esperienza diretta di quei terribili anni che hanno insanguinato l’Italia, mostrano apertura, curiosità, interesse, protagonismo e responsabilità e raccolgono la chiamata di Palermo a mostrare la loro opposizione alle mafie – a tutte le mafie – e alla criminalità organizzata. Queste giovani e questi giovani che, attraverso la scuola, diventano cittadine e cittadini attivi e consapevoli sono il miglior modo per onorare la memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e dei loro 'angeli', le loro scorte, per non disperdere i loro insegnamenti e il valore del loro impegno, per proseguire la loro battaglia per la legalità, la democrazia e la libertà».
«Quest’anno – ha spiegato la presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone - dedichiamo la ricorrenza del 23 maggio agli agenti di scorta caduti negli attentati di Capaci e via D’Amelio. Giovanissimi, spesso poco più che ragazzi, hanno questo in comune: erano uomini e donne dello Stato morti per aver fatto con coscienza il loro lavoro, così duro e pericoloso, fondamentale nella lotta alla mafia. Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Agostino Catalano - gli 'angeli delle scorte', come amiamo chiamarli - sono da tutti noi ricordati per quel grande senso del dovere che li accomuna a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino. È questo l’insegnamento che viene dal loro sacrificio: l’antimafia, quella vera, esige che ciascuno agisca, quotidianamente, con onestà e onore. Il loro esempio è un monito per tutti noi, adulti e giovani, perché nessuno può considerarsi esente da questo imperativo morale».
La commemorazione onorerà tutte le donne e tutti gli uomini delle Forze dell’Ordine che hanno sacrificato la vita nella lotta alle mafie. Questo anche attraverso la speciale collaborazione fra il MIUR, la Fondazione Falcone e la Polizia di Stato che nei mesi scorsi hanno bandito due concorsi dedicati agli “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria” per le scuole d’Italia e quelle di Palermo e provincia.
«La vera battaglia contro la Mafia non è solo combattere contro un'organizzazione criminale particolarmente pervasiva. È la battaglia per riaffermare i nostri diritti e le nostre libertà - afferma Franco Gabrielli, capo della Polizia - perché a volte pensiamo che i diritti e le libertà possano essere limitati soltanto da un oppressore straniero o da un'occupazione armata, ma ci sono forme di dipendenza e di soggezione molto più subdole e molto più invasive ma non per questo meno preoccupanti per la democrazia. Credo che il modo migliore per ricordare chi è morto nel nome di questi ideali e per questi valori, perché erano dei grandi giudici e dei grandi poliziotti, sia quello di avere coscienza di tutto questo».
Nel pomeriggio partiranno i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia, che vedono protagoniste le scuole ma che saranno aperti a tutta la città: il primo si muoverà alle ore 15.30 da via D’Amelio, il secondo alle ore 16 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci. La giornata si concluderà in serata con una messa, alle ore 19, presso la Chiesa di San Domenico, in ricordo delle vittime di mafia. La celebrazione sarà seguita da un concerto della banda della Polizia di Stato, al Teatro Massimo.
Per il secondo anno consecutivo, inoltre, verranno presentati a Palermo i progetti delle “Università della Legalità”, i 23 atenei che hanno aderito al Protocollo d’intesa siglato il 23 maggio del 2016 tra il MIUR, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) e la Fondazione Falcone, con l’obiettivo di promuovere la cultura della memoria e dell’impegno attraverso un percorso di sensibilizzazione e formazione del mondo accademico.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/05/2018-06:00
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Bonus merito, meno soldi per ogni insegnante

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OrizzonteScuola.it: da 600 euro ai 207 lordi dell’a.s. 2016/17

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Bonus merito: si allarga la platea e scende la quota insegnante destinatario del fondo!  Lo scrive la testata online OrizzonteScuola.it ( www.orizzontescuola.it ) precisando che se nell’anno scolastico 2015/2016 la somma per docente premiato era di 600 euro infatti, nell’anno scolastico 2016/2017 la somma è scesa a 207 euro, a finanziamento invariato.

Nell’anno scolastico 2016/2017 ogni istituto ha ricevuto 17.775 euro, con importi diversi da scuola a scuola in relazione ad alcune variabili. Se il finanziamento è rimasto invariato – 200 milioni – il fatto che la cifra si sia abbassata così tanto fa pensare ad una erogazione ad una platea molto più vasta.

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01448-miur-radio-network

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-23/05/2018-06:00
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Nasce «Miur Radio Network», la web radio delle scuole

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Un progetto didattico innovativo che nasce nell’ambito del Piano Scuola Digitale;
si può ascoltare su www.miurradionetwork.it

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È nata «Miur Radio Network», la voce della scuola, la web radio voluta dal Miur per raccontare notizie, eventi, curiosità sul e dal mondo della scuola, in collaborazione con le migliori esperienze radiofoniche delle istituzioni scolastiche.

«Miur Radio Network» che si può ascoltare su www.miurradionetwork.it, è un progetto didattico innovativo che nasce nell’ambito del Piano Scuola Digitale per dare spazio al talento e alla creatività dei ragazzi che già fanno radio nelle loro scuole e per raccontare insieme a loro cosa accade dentro e intorno al mondo dell’istruzione.

Ad animarla saranno studenti con approfondimenti, interviste, interazioni per capire di più e meglio come sta cambiando la scuola, quali sono le migliori pratiche, quali sono gli eventi in programmazione e le opportunità da cogliere. Pur nella cornice istituzionale, la radio avrà, grazie alla collaborazione con le scuole, un punto di vista inedito e dal basso. Fra gli obiettivi, accorciare le distanze fra chi la scuola la vive e le istituzioni, raccontare passo passo cosa “bolle in pentola” nel mondo scuola, con un linguaggio semplice e diretto.
Nella prima fase sono previste due ore di programmi, dalle 14:30 alle 16:30 che saranno preceduti e seguiti da musica.
La radio punta poi a diventare un vero e proprio network e nei prossimi mesi saranno costruite nuove collaborazioni per aumentare la programmazione.
[Fonte: Il Sole 24 Ore del 22-05-2018]

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01449-assegni-nucleo-familiare

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/05/2018-06:00
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Nuovi importi degli assegni del nucleo familiare

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Nuovo indice: +1,1 per cento (Circolare Inps n. 68 dell’ 11 maggio 2018)
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Con circolare n° 68 dell’ 11 maggio scorso, l’Inps ha comunicato i nuovi importi per gli assegni per il nucleo familiare.
L’Inps precisa che la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo calcolata dall’Istat tra l’anno 2016 e l’anno 2017 è pari a +1,1%. Sono stati, quindi, rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni al nucleo familiare, in vigore per il periodo 1° luglio 2018 – 30 giugno 2019 con il predetto indice.
Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

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01428-test-invalsi

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-22/05/2018-06:00
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Test Invalsi: domande senza risposte e tanti strafalcioni!

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A che serve un monitoraggio nazionale più o meno valido,
se poi non si fa nulla per cambiare le cose?
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Nonostante le recenti prese di posizioni in Usa sulla validità delle prove oggettive e le stesse posizioni “critiche” dell'Invalsi sulla piena validità delle provettine, come le chiamiamo noi, l’Istituto sforna ogni anno prove da somministrare agli alunni di ogni ordine e grado, fatte soprattutto di test a crocette e qualche domanda a risposta aperta, per la verità molto aperta!
Lo scopo sarebbe quello di valutare lo stato generale della scuola e di conseguenza (Forse! Ma chi?) proporre rimedi e sviluppi. Il tutto della baracca coinvolge milioni di studenti con spesa di milioni di euro!
Gianfranco Lauretano su Il Sussidiario.net del 20 maggio u.s. (http://www.ilsussidiario.net/mobile/Educazione/2018/5/20/SCUOLA-Prove-Invalsi-le-6-domande-che-attendono-risposta/821695/ ) in un lungo articolo afferma: “passi che la valutazione riguardi solo alcune materie, a cui quest’anno s’è aggiunto l’inglese maldestramente, perché questa materia ha da verificare un importante livello orale per cui occorrerebbero strumenti informatici che le aule informatiche spesso scalcagnate e pezzenti delle scuole si sognano; passi che le prove stesse contengono sempre degli errori, passi per le domande di equivoca correzione, ma proprio per vere e proprie stecche culturali (quest'anno nella prova di matematica di quinta primaria si chiedeva di calcolare la cronologia della vita di Cleopatra che assieme ad Antonio sarebbe stata sconfitta, per i cervelloni dell'Invalsi, ad Anzio: ma hanno sbagliato guerra e il conto di quasi due secoli, perché ad Anzio, località sulle coste del Lazio, sono sbarcati gli alleati nella seconda guerra mondiale, mentre la battaglia navale in cui Ottaviano Augusto ha battuto la regina d'Egitto è Azio... poco credibile la giustificazione dell'Invalsi secondo cui si sarebbe trattato di un refuso tipografico. Questo è un refuso culturale!), ma tant'è, ci siamo abituati, anche alla Maturità ci aspettiamo degli errori, come sempre negli ultimi anni, il che ci fa chiedere come li assumano gli ‘esperti’ a Roma, Miur o Invalsi che sia”.
“ Passi pure – continua l’autore - che nella terza parte delle prove di quest'anno, quella con le domande statistiche la cui intenzione è di ricavare il quadro socio-familiare degli studenti, avesse (nella scuola primaria!) domande che suonano come "che lavoro speri di trovare da grande", o "quanti soldi speri di guadagnare", o anche "speri di averne abbastanza" che, più che statisticamente, sembrano voler indirizzare i bambini, se non plagiare, verso un preciso ideale di vita, diciamo, material-consumistico, consumatori insomma, e massa lavoro, altro che cittadini consapevoli, democratici e critici, come strombazzano i programmi; passi che le competenze verificate nei test siano pochissime, rispetto alla mole di lavoro che si fa nelle scuole, perfino all'interno delle discipline considerate, tipo l'italiano, quindi scarsamente indicative alla fine, e inoltre schiacciate appunto sulle competenze e non sulle conoscenze (...), passi che, appunto, noi che stiamo sempre a inseguire modelli culturali anglosassoni (da cui abbiamo preso anche i test a crocette mentre nella nostra scuola continua pur tra mille pericoli a sopravvivere, per fortuna, l'insegnamento come relazione educativa), dovremmo sapere che il corrispondente americano dell'Invalsi ha scoperto che le conoscenze non hanno poi così scarsa importanza e sta tornando indietro rispetto al punto in cui siamo impantanati noi; passi che tutto il baraccone dei test si regge sul lavoro volontario degli insegnanti, che passano ore non pagate a preparare la somministrazione e a correggere le prove, dimostrando ancora una volta che la schiavitù antica, dei tempi di Cleopatra, la servitù della gleba medievale e la scuola italiana odierna sono i tre principali ambiti della storia umana in cui sembra normale chiedere alla gente di lavorare senza compenso (sindacati! Se ci siete, battete un colpo: non vi meravigli poi se l'indice di gradimento del vostro operato sia attualmente al 17 per cento dei lavoratori italiani); passi tutto questo e altre amenità”. 
“Ma ammettiamo che funzioni - scrive Lauretano nel suo articolo - ammettiamo che una valutazione oggettiva e generale della situazione scolastica italiana da queste folate di test sia effettivamente venuta fuori: e adesso? Che succede? Cosa è successo dopo ogni anno? Dove vanno a finire quei dati? Chi li usa? Chi propone rimedi? Chi procede di conseguenza? Questa, alla fine, è la beffa maggiore in un paese che, non servirebbe ricordarlo, non solo non ha ancora un ministro dell'Istruzione, ma neppure un governo, il che non è peggio rispetto al ministro/governo precedente, almeno. Tutto qui: non sarebbe nulla lavorare, valutare onestamente e oggettivamente, avere strumenti di conoscenza della situazione per migliorare le cose. Ma in questa situazione, il dubbio è davvero questo: cui prodest?
PS: per gli "esperti" dell'Invalsi: casomai voleste tornare a parlare di Cleopatra, Azio, il luogo dove fu sconfitta la regina d'Egitto, non è in Egitto, ma in Grecia”.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-22/05/2018-06:00
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Contratto Ds, ottimismo mal riposto!

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Troppi problemi sul tappeto, da quello salariale a quello gestionale e alla valutazione
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L’avvio della trattativa all’Aran sul contratto dei Ds fa sprizzare ottimismo alle OO.SS. confederali della dirigenza scolastica. Ma è un ottimismo mal riposto perché l’equiparazione con la dirigenza statale è lontana e difficile da raggiungere non solo sul tabellare, ma anche e soprattutto sulla retribuzione di posizione parte fissa che, se tutto andrà bene, toccherà circa 300 euro netti più al mese.
Resta poi la questione delle reggenze da rivalutare, perché è chiaro che alle condizioni attuali non c’è da stare allegri; inoltre, se si pensa al doppio carico di lavoro, spesso estremamente impegnativo e con oneri e responsabilità maggiori rispetto alla scuola di titolarità vada ridefinito in modo sostanzioso, dato che una reggenza, facendo una media fra le fasce di complessità, oscilla da 300 a 500 euro circa. 
Ma la vertenza contratto non è solo salariale, bisognerà mettere mano a tutte quelle disposizioni normative complesse a cui i Ds devono far fronte e che spesso implicano competenze giuridico-amministrative che non tutti possiedono!
Insomma, bisogna ridefinire il profilo del Dirigente scolastico e le responsabilità che gravano sul suo capo: dalla sicurezza degli edifici scolastici con il Ds equiparato a datore di lavoro alla privacy e alla responsabilità su trattamento/conservazione dei dati sensibili; dal contenzioso diffuso, con l’Avvocatura dello Stato spesso assente e/o latitante e USR e UAT privi di un vero e proprio ufficio di consulenza amministrativo-legale piuttosto che di mero contenzioso, ai complessi rapporti con gli EE.LL. in ordine alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili; si pensi ai problemi di staticità, alla prevenzione incendi, ecc.
Un altro aspetto da ridefinire è la valutazione dei Ds strutturata in modo alquanto complesso e finora affidata ai Nuclei di valutazione degli USR (sulle cui competenze è bene stendere un velo pietoso!) attraverso un meccanismo né semplice né trasparente che porta spesso ad una valutazione poco equa e sempre ingiusta rispetto al lavoro ingrato che i Ds svolgono giorno dopo giorno che certamente sconoscono gli stessi soggetti presenti nei Nuclei, alcuni dei quali da anni felicemente imboscati negli uffici ovvero in quiescenza, che senza tenere conto delle loro malefatte quando erano in servizio (sic!) adesso azzardano valutazioni general-generiche, con modelli preconfezionati, dei Ds in servizio. Ovviamente non generalizzo, sto solo parlando della Regione Sicilia, dove guarda caso ci conosciamo tutti e bene! (ninni bonacasa)

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01430-la-nuova-buona-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-22/05/2018-06:00
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La nuova ”buona scuola” targata giallo-verde

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Il cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento” poche luci e tante ombre:
oltre alla scuola, giovani assenti, disoccupazione under 30, agenda digitale e innovazione!
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Mentre l’Italia intera è in attesa delle decisioni di un comitato politico che al di fuori del Parlamento, sulla base di due capipartito, definisce il nuovo governo e la sua durata, ma soprattutto l’esecutore delle loro decisioni (ovviamente se ci sta!), vale la pena chiedersi cosa sta succedendo o succederà alla scuola italiana. Il contratto concordato dal M5S-Lega sulla scuola presenta notevoli punti di debolezza e imprecisioni politico-gestionali che lasciano trasparire una valenza da campagna elettorale mai finita, con tante affermazioni di principio e nessuna concretezza.
Le questioni aperte:
- Affermare che “l’istruzione deve tornare al centro del sistema Paese” è esaltante, ma siccome non ci sono soldi per gli investimenti, di che cosa stiamo parlando?
- Sostenere, sempre a parole, che la scuola deve essere formativa “deve fornire strumenti adeguati” e pertanto bisogna partire dalla formazione dei docenti “che deve essere continua” e che la Buona Scuola renziana ha mostrato tutta la sua insufficienza, è solo un proclama! Non c’è uno straccio di esempio concreto che ci faccia capire se e quando si potrà avviare un programma formativo, che comporta investimenti copiosi, per rinforzare le competenze professionali e costruire una scuola moderna, dinamica attuale centrata su metodologia-didattica adeguata e accattivante per gli alunni d’oggi! Il futuro governo giallo-verde si affiderà ancora alla card del docente e peraltro ignorare tutto il restante personale della scuola per garantire la formazione?
- Parlare di eliminare le “classi-pollaio”, compreso quelle in cui sono inseriti alunni disabili, senza affrontare la questione degli organici è tutto una presa in giro infiocchettata per i non addetti ai lavori che ci possono credere e non per il personale della scuola che questa roba subisce anno dopo anno.
- Affermare che bisogna intervenire sull’edilizia scolastica (ai Ds resta solo di diffidare gli EE.LL. per limitare i danni e inchiodare i responsabili di Comuni, Province e Città metropolitane al loro ruolo istituzione!), trovare una soluzione per gli insegnanti diplomati (che continuano il loro presidio permanente davanti al Miur!), sul funzionamento del sistema scolastico eliminando la precarizzazione, intervenendo sul reclutamento dei docenti e sulla mobilità Sud-Nord (chiodo fisso della Lega!) significa scrivere il libro dei sogni perché non si fa i conti con il dato di realtà: investimenti, politiche del personale e sul personale, ecc. non si concretizzano solo a parole, servono investimenti, e soprattutto, una politica scolastica di lungo respiro pluriennale  che questo governo, se nasce e quando nasce, non può assicurare, perché durerà fino a quando il signor Tizio di turno non deciderà di scattare la spina o ne riceverà l’ordine.
- Può stare anche bene cancellare la cosiddetta “chiamata diretta” dei docenti da parte del Ds, che non è certo l’unica “perla” della Buona Scuola renziana con i connessi decreti attuativi della Fedeli (si propone di eliminare/modificare il sistema di Alternanza Scuola Lavoro, ma non si parla degli altri decreti attuativi della legge 107/2015, forse i tecnici ingaggiati da Salvini e Di Maio non li conoscono!) ma non funziona affermare solo a parole che bisogna garantire l’inclusione assicurando un docente unico per l’intero ciclo scolastico e l’introduzione di docenti con competenze specifiche, anche per ridurre il fenomeno della dispersione scolastica! Significa non conoscere come funziona il sistema scolastico ed i profili professionali degli insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di I grado e secondaria di II grado, compreso le rispettive aree d’intervento.
In ultima analisi, dato che tutte le promesse e le ipotesi di intervento esigono investimenti importanti che l’assoluta genericità delle affermazioni rende azzardata ogni stima.
Lo afferma la testata Dirigenti News della Cisl Scuola (n. 19 del 21-05-2018): di cui riportiamo ampi brani, ringraziando la Testata per la gentile concessione. «Il riferimento alla buona qualità dell’insegnamento come “condizione indispensabile per la corretta formazione dei ragazzi”, concetto in sé ovvio e scontato, sottende una  nutrita serie di implicazioni sulle quali sarebbe davvero interessante capire qualcosa di più: quale percorso per formare gli insegnanti, quali modalità di selezione e reclutamento, quali strumenti per sostenerne la formazione in servizio e l’aggiornamento. Temi sui quali non mancano qua e là gli accenni, ma sempre – e forse inevitabilmente, in un documento del genere – piuttosto vaghi e generici.
Si allude alla necessità di rivedere “graduatorie e titoli per l’insegnamento” (problema che, come è noto, apre a diverse e infinite soluzioni), si assume come problema di valenza generale “il precariato nella scuola dell’infanzia e della primaria”, indicando come meritevole di “particolare attenzione” la questione dei diplomati magistrali, della cui complessità, oltre che urgenza, ci auguriamo vi sia piena consapevolezza, indispensabile per chiunque voglia favorire una soluzione politica che tenga conto in modo equilibrato dei tanti interessi e diritti in gioco in quella vicenda».
«Il tema reclutamento ritorna qualche riga più avanti, rafforzando l’impressione di un testo scritto a più mani e collazionato in modo un po’ sbrigativo: dopo aver ribadito che “una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema scolastico è rappresentata dal personale scolastico”, indicando come punti fondamentali da affrontare “l’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti”, si afferma la necessità di “assicurare … anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti”. Sarebbe anche in questo caso interessante avere qualche lume in più sul modo in cui verrebbe condotta tale revisione; lo stesso dicasi per gli “strumenti” con cui affrontare “all’origine il problema dei trasferimenti”, tenendo conto del “legame dei docenti con il loro territorio”, espressioni di cui non è difficile cogliere la paternità politica».
Molto esplicita, scrive ancora la Testata già citata, anche se formulata in termini apodittici, la posizione assunta sulla chiamata diretta dei docenti, definita strumento inutile e dannoso, dunque da superare. Altrettanto esplicitamente viene affermata la necessità di garantire agli alunni con disabilità “lo stesso insegnante per l’intero ciclo”.
È tutto da decifrare il senso del paragrafo conclusivo, dedicato all’A-S-L: almeno per come è scritto, osserva Dirigenti News «non vi si coglie un’opposizione di principio al modello dell’ASL (di cui si dice che avrebbe dovuto essere “strumento efficace di formazione”), quanto piuttosto una critica alle modalità con cui lo si è attuato. Viene da pensare che con la garanzia di un efficace controllo sulla qualità delle attività svolte e sulla loro attinenza (e non “attitudine”, come impropriamente troviamo scritto anche nel testo definitivo) con i percorsi di studio lo strumento dell’alternanza potrebbe meritare un giudizio diverso da quello che gli viene impietosamente riservato in chiusura del capitolo».
La chiusura dell’articolo di Dirigenti News di Cisl Scuola è tutta politica: la Testata si pone un interrogativo di non poco conto.
Il cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento” «non offre alcun indizio da cui far discendere una possibile risposta: quale spazio il costituendo Esecutivo vorrà riservare al dialogo e al confronto (con le parti sociali, ma non solo) nei percorsi che necessariamente dovrà intraprendere per la definizione degli atti normativi con cui mettere mano alle questioni evocate nel documento programmatico.  La storia recente ha dimostrato che molte delle criticità riscontrabili nella sovrabbondante produzione di provvedimenti in materia di istruzione e formazione degli ultimi vent’anni sono dovute anche alla sostanziale autoreferenzialità con cui governi e maggioranze pro tempore hanno proceduto nella fase della loro elaborazione (…)Non sappiamo se il governo che potrebbe nascere nei prossimi giorni, per il contesto in cui si troverebbe ad agire e per le modalità con cui viene composto, sarà nelle condizioni di poter mettere mano a un progetto del genere, che naturalmente non si improvvisa richiedendo al contrario tempi congrui di preparazione. Ma non sarebbe male sapere, almeno in linea di principio, che cosa ne pensa chi ambisce a “governare il cambiamento”».
Il quotidiano “Il Mattino” di ieri sferra un affondo notevole sul Contratto sottoscritto da Salvini e Di Maio precisando che i giovani sono assenti nel contratto, non c’è nessuna misura per l’occupazione under 30, l’agenda digitale e l’innovazione. Ne fa un’attenta analisi Francesco Pacifico sulla Testata già richiamata, il qual afferma che «nonostante quasi la metà degli under 30 italiani abbia votato il 4 marzo per questi due partiti (Lega-M5S, ndr) e nonostante le promesse fatte nel “Contratto” non c’è una parola sul taglio del cuneo fiscale che avrebbe visto coinvolti “soprattutto sui lavoratori più giovani”. Invece nel contratto non c’è nulla di tutto questo: non ci sono misure dirette ad aggredire la disoccupazione giovanile in Italia al 32,8%, così’ come si sono perse le tracce di decontribuzioni previste dal Job Act oppure di un nuovo pilastro pensionistico (…) per garantire una pensione a chi oggi ha meno di 40 anni e tra quasi trenta non avrà i contributi sufficienti per capitalizzare un assegno.»
Sul tema lavoro, continua ancora Francesco Pacifico sulla Testata già citata, c’è un accenno soltanto quando si annuncia di voler “favorire investimenti in imprese giovani, innovative e tecnologiche”. Principio, osserva l’articolista, che cozza con l’assenza sempre nel “Contratto” di una qualsiasi forma di proposta sullo sviluppo dell’agenda digitale e sull’innovazione tecnologica. Né sembrano destinati specificatamente ai giovani neppure le due misure più famose del futuro governo giallo-verde: flat tax e reddito di cittadinanza perché «il prossimo sistema fiscale garantirà risparmi soprattutto a chi ha stipendi alti e finirà molto probabilmente per assorbire tutte le detrazioni di reddito destinate a quelli che, come i giovani, hanno salari più bassi. Il reddito di cittadinanza invece è sia un sostegno al reddito sia uno strumento per il reinserimento del mondo del lavoro, che però guarda indistintamente a tutte le età. E che, sempre stando al contratto, sarà finanziato che anche le dotazioni del Fondo Sociale Europeo, che la Ue ha sempre ribadito di voler utilizzare contro la disoccupazione giovanile come dimostra l’impegno in Youth Guarantee.»

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01416-o-m-date-maturita

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-21/05/2018-06:00
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Date Maturità anno 2018

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L’O.M. completa sul sito del Miur
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15 maggio 2018: elaborazione del documento per le commissioni
18 giugno 2018: prima riunione plenaria della commissioni
20 giugno 2018: prima prova Maturità
21 giugno 2018: seconda prova Maturità
25 giugno 2018: terza prova Maturità 
28 giugno 2018 – quarta prova Maturità (per gli indirizzi in cui è prevista).
Sul sito del Miur, l’O.M. completa: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/-maturita2018-fedeli-firma-l-annuale-ordinanza

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01417-pon-da-rifiutare

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-21/05/2018-06:00
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PON da rifiutare per le troppe incombenze

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Gestione dei progetti complessa e senza compensi adeguati

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I sindacati Anp e Flc Cgil hanno avanzato rimostranze relativamente alla gestione dei progetti PON. La gestione dei progetti implica una fitta serie di adempimenti che gravano sulle scuole, già in deficit di risorse umane  (basti pensare alle reggenze di Dirigenti scolastici e Dsga ormai dilaganti su quasi tutto il sistema scolastico) e gli impegni presi dall’Amministrazione in materia di semplificazione sono stati del tutto disattesi.

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01418-contro-fake-news

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-21/05/2018-06:00
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Contro le fake news serve un’educazione digitale

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Il saggio: “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future”
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Nel mare di notizie vere e false che circolano nel web occorre un’educazione digitale per non credere alle fake news. È il senso del saggio “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future” curato da Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano che raccoglie tanti contributi interessanti.
Non siamo soliti pubblicizzare libri e iniziative culturali, ma in questo caso facciamo un’eccezione perché i "punti cardinali" sembrano davvero interessanti: autoregolamentazione, legislazione, educazione digitale. Per ottenere ciò servono scelte coraggiose e politiche illuminate che coinvolgano tutti gli attori in campo, assicurare la crescita sociale ed economica del mondo dei media e un corretto funzionamento della web democrazia, nell’interesse degli utenti.

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01402-p-a-piani-triennali

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/05/2018-06:00
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P.a.: i piani triennali vanno calibrati sui principi
di legalità e trasparenza

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Le novità, delle linee di indirizzo sul personale firmate dal ministro Marianna Madia
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La ministra per la semplificazione e la P.a., Marianna Madia, ha sottoscritto un decreto che definisce le linee d’indirizzo volte ad orientare le P.a. nella predisposizione dei piani dei fabbisogni di personale.
Le linee guida tratteggiano la metodologia operativa che le amministrazioni dovranno armonizzare in sede applicativa: la pianificazione dei fabbisogni di personale deve essere coerente, oltre che con i principi generali di legalità, con la disciplina in materia di anticorruzione e tener conto che, nella programmazione e nell'esecuzione delle procedure di reclutamento, occorre applicare normativa e pratiche di prevenzione della corruzione.
L'obiettivo è una definizione dei fabbisogni di competenze professionali idonee ad una P.a. evoluta, rispettosa dei principi di merito, trasparenza e imparzialità.

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01403-specializzazioi-mediche

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/05/2018-06:00
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Specializzazioni mediche, il 17 luglio la prova nazionale

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Per il 2017/2018 sono 6.200 i posti finanziati dal Miur a cui vanno aggiunti quelli finanziati
con risorse regionali - A
partire da venerdì 25 maggio 2018 sarà possibile effettuare
le operazioni di iscrizione al concorso
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[Comunicato Miur] - È stato pubblicato il bando per l’ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2017/2018.
Il testo è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, su www.universitaly.it.
La prova nazionale si terrà il prossimo 17 luglio.
contratti di formazione medica specialistica finanziati con risorse statali per il 2017/2018 sono 6.200, a questi andranno aggiunti i posti finanziati con risorse regionali, con risorse di altri enti pubblici e/o privati, i posti riservati alle categorie previste dal Decreto legislativo n. 368/1999.
Con un successivo provvedimento il Miur indicherà, una volta definito il fabbisogno dei medici specialistici per il triennio 2017/2020, i posti disponibili per ciascuna Scuola di specializzazione attivata.
Per la definizione del fabbisogno è infatti necessario acquisire l’accordo della Conferenza Stato-Regioni, che non è ancora stato raggiunto in quanto nella seduta dello scorso 10 maggio le Regioni hanno chiesto il rinvio su questo punto.
Nel frattempo, a partire da venerdì 25 maggio 2018 sarà possibile effettuare le operazioni di iscrizione al concorso del 17 luglio, esclusivamente on line, accedendo al portale www.universitaly.it.
La prima parte della procedura di iscrizione si chiuderà alle ore 15:00 di martedì 5 giugno 2018. Sarà poi possibile perfezionare il pagamento del relativo bollettino fino a una settimana dopo la pubblicazione del decreto integrativo contenente la suddivisione dei posti per scuola. Così come, sempre successivamente alla pubblicazione del decreto integrativo, le candidate e i canditati che vogliono concorrere per i posti finanziati con contratti aggiuntivi regionali o di altri enti che prevedono requisiti ad hoc dovranno attestarne il possesso. A questo scopo sarà aperta un’apposita finestra di dialogo nell’area della domanda di concorso.
La prova d’esame si svolge in modalità informatica, è la stessa su tutto il territorio nazionale e consiste in una prova scritta che prevede la soluzione, in un tempo di 3 ore e 30 minuti, di 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque possibili risposte. I quesiti riguardano argomenti caratterizzanti il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e argomenti legati ai settori scientifico disciplinari di riferimento delle diverse tipologie di scuola.
Per lo svolgimento della prova, candidate e candidati avranno a disposizione computer non connessi a internet, sui quali sarà possibile operare esclusivamente attraverso un mouse, con una procedura di autenticazione che renderà lo svolgimento attribuibile unicamente alla candidata o al candidato.
Il punteggio complessivo attribuito a ciascuna candidata e a ciascun candidato (massimo 147 punti) è stabilito in relazione alla somma del punteggio attribuito ai titoli (massimo 7 punti) e al punteggio conseguito nella prova (massimo 140 punti). Il punteggio relativo ai titoli si compone di: voto di laurea (massimo 2 punti), curriculum (massimo 3 punti), altri titoli (massimo 2 punti).

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01404-notte-musei

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-19/05/2018-06:00
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La «Notte europea» dei musei

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Oggi apertura serale e ingresso a un euro
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Torna oggi la «Notte europea dei musei» che prevede tre ore di apertura straordinaria serale al costo simbolico di un euro nei principali luoghi della rete nazionale dei musei, dalla Calabria alla Lombardia, passando per il Lazio, la Toscana e la Campania.

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01405-concorso-24-mesi-ata

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-19/05/2018-06:00
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Concorso 24 mesi ATA: scelta sedi I fascia

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Presentazione dell’Allegato G dal 7 al 27 giugno
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Disponibili le funzioni delle graduatorie permanenti provinciali ATA per il nuovo anno scolastico 2018/19. È possibile cancellare il personale immesso in ruolo nella stessa provincia e nello stesso profilo, cancellare chi ha raggiunto l’età di 66 anni e tre mesi, spostare il punteggio dei titoli nei punteggi precedenti, inizializzare le posizioni in graduatorie, inizializzare i titoli soggetti a scadenza. Inoltre dal 7 al 27 giugno sarà disponibile su Istanze on line l’allegato G per la scelta delle sedi per la prima fascia.

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01406-privacy-25-maggio-nuovo-regolamento

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-19/05/2018-06:00-08:00
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Privacy, dal 25 maggio nuovo Regolamento

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L’avv. Barone su OrizzonteScuola: Ma le scuole pronte? Occhio al registro elettronico! /
Lunedì dal Miur chiarimenti in materia
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L’avvocato Marco Barone su OrizzonteScuola.it (www.orizzontescuola.it ) pone l’accento sul Regolamento (UE) 2016/679 (“Regolamento generale sulla protezione dei dati”) che si applicherà a partire dal 25 maggio 2018 ma che riporta la data del 2016.
L’avvocato Barone osserva che in due anni di tempo, da quando è stato redatto, come sempre, in Italia, ci si è ridotti tutti all’ultimo momento!

Le norme più delicate sono due: quella che in base all’articolo 37, paragrafo 7, del Regolamento vuole che i soggetti pubblici e privati comunichino al Garante per la protezione dei dati personali il nominativo del Responsabile della Protezione dei dati, se designato, e chi dovrà esercitarla nella scuola, e l’altra questione, assolutamente delicata, è quella che riguarda quando un trattamento può comportare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone interessate (a causa del monitoraggio sistematico dei loro comportamenti, o per il gran numero dei soggetti interessati di cui sono magari trattati dati sensibili, o anche per una combinazione di questi e altri fattori), il Regolamento 2016/679 obbliga i titolari a svolgere una valutazione di impatto prima di darvi inizio, consultando l’autorità di controllo in caso le misure tecniche e organizzative da loro stesse individuate per mitigare l’impatto del trattamento non siano ritenute sufficiente – cioè, quando il rischio residuale per i diritti e le libertà degli interessati resti elevato.
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Privacy, lunedì dal Miur chiarimenti in materia
A seguito dell’incontro svoltosi ieri (venerdì 18 maggio) al Miur con le OO.SS. Scuola relativo alle modalità di applicazione del “Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali” la dott.ssa Palumbo, Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, ha informato che il Miur fornirà istruzioni nella giornata di lunedì prossimo, invitando gli USR ad assumere un ruolo di coordinamento per consentire l’individuazione e designazione di uno stesso RPD su ambiti territoriali ampi (provinciali o sub-provinciali). 
La nota conterrà indicazioni sulle procedure di nomina e sulle modalità di coordinamento degli USR. Sarà annunciato anche il rilascio di un modello per il Registro dei trattamenti.
Entro due settimane sarà resa disponibile un’iniziativa di formazione “on line” di 9 ore, alla quale seguirà una formazione in presenza (grazie all’impiego di fondi PON-FSE) con il coinvolgimento della rete dei poli formativi già utilizzata per quella legata ai temi PNSD. La formazione in presenza dovrebbe coinvolgere Dirigenti scolastici e Dsga.
Si tratta di procedure complesse ed appare alquanto singolare che il Miur  solo dopo la nota unitaria dei sindacati inviata il 26 aprile scorso, abbia affrontato la questione, insieme al fatto che non sono stati previsti fondi dedicati e che ancora non è definito il testo ufficiale del decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale.
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Ma la valutazione di impatto a scuola è necessaria? Il problema neanche a dirlo – osserva l’avvocato Barone sulla Testata già citata - si pone con lo strumento più controverso introdotto nella scuola. Dal 2012 il registro elettronico che è diventato anche uno strumento di controllo nei confronti del lavoratore: ad esempio le famiglie possono controllare se i voti vengono tempestivamente inseriti nel registro elettronico dopo una verifica, se ci sono stati procedimenti disciplinari perché ciò non è accaduto, a cause di rimostranze esercitate da genitori, o che dire di provvedimenti disciplinari partiti perché il lavoratore non ha firmato in tempo reale il registro elettronico?

Tale valutazione, quella d’impatto, che è molto impegnativa, è richiesta in particolare quando è necessaria una valutazione sistematica e globale di aspetti personali relativi a persone fisiche, basata su un trattamento automatizzato, compresa la profilazione, e sulla quale si fondano decisioni che hanno effetti giuridici o incidono in modo analogo significativamente su dette persone fisiche.
Il DL n. 95 del 2012 – osserva anche l’avv. Barone - prevedeva l’attuazione di un piano di dematerializzazione che mai è avvenuto nella scuola, ma tutto rischia di mutare dal 25 maggio 2018 perché quello che ci si chiede è se le scuole sono pronte alla nuova normativa, se sono state messe nelle condizioni di garantire il trattamento dei dati in modo lecito, sicuro e conforme al nuovo Regolamento e se il registro elettronico sarà conforme alla nuova normativa o meno ed in caso, cosa aspetta il Garante ad intervenire?

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01382-report-istat

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/05/2018-06:00
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Report Istat su istruzione e cultura

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Pericolosa inattività culturale negli adulti, si salvano i bambini e i giovani entro i 24 anni
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Per gli italiani arte, patrimonio e, in generale, cultura hanno poco appeal e superato il periodo scolastico si abbandonano a mano a mano che avanza l'età. Nel 2016, il 66,3% della popolazione (da 6 anni in poi) ha dedicato il proprio tempo, almeno una volta nei 12 mesi precedenti, a intrattenimenti e spettacoli fuori casa; il 40,5 per cento si è dedicato alla lettura di libri (per motivi non strettamente scolastici o professionali) e il 43,9 per cento ha letto quotidiani almeno una volta alla settimana.
La quota di cittadini che, nello stesso periodo, non ha svolto alcuna attività culturale, neppure semplice e occasionale, è del 18,6%; la quota di non partecipazione delle donne è più alta di quella degli uomini (21,5 contro 15,5 per cento). 
Il fenomeno è molto legato all'età: l'inattività culturale totale, minima tra i giovani, è considerevolmente più frequente tra gli adulti, già a partire dai 25 anni, anche se il crollo della partecipazione avviene dopo i 75 anni, quando tocca il 43,5 per cento, in misura molto più elevata per le donne (49,7 per cento) che per gli uomini (34,0 per cento).
L'esclusione culturale colpisce soprattutto le famiglie a basso reddito con stranieri e quelle degli operai in pensione, tra le quali più della metà delle persone non svolge nessuna forma di attività culturale, per quanto limitata e occasionale.
Le biblioteche e i musei costituiscono, secondo l'Istat, «reti di servizi diffusi capillarmente, ma se la prima ha una rete altamente strutturata, quella dei musei non presenta ancora caratteristiche di sistema. Peraltro il panorama dei frequentatori delle biblioteche in Italia non è consolante: l'Istat rileva che sono frequentate di più dai bambini, dagli adolescenti e dai giovani fino a 24 anni, mentre casalinghe e non lavoratori non sembrano avvalersi di questo servizio culturale. In dettaglio: nel 2015 - rileva sempre l'Istat - il 15,1% degli italiani è stato in biblioteca almeno una volta in 12 mesi.
Alla fine del 2016 risultano attive circa 14 mila biblioteche, pubbliche per oltre l'81%. Rispetto al numero di abitanti, i valori più alti sono in Valle d'Aosta (42 biblioteche ogni centomila abitanti), Trentino-Alto Adige, Sardegna e Molise (dove si superano le 37 unità per centomila residenti). In Puglia e Campania non si arriva a 20 biblioteche ogni centomila abitanti.

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01383-its-stanziati-fondi

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/05/2018-06:00
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ITS, stanziati 10 milioni di euro per gli indirizzi 4.0

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Assegni agli istituti destinatari di fondi premiali a seguito di valutazioni di qualità effettuate nel 2017 e 2018
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[Comunicato Miur] - In arrivo 10 milioni di euro per il rafforzamento degli Istituti tecnici superiori (ITS) 4.0, quelli destinati a formare le professionalità del futuro, legate all’innovazione tecnologica e organizzativa. Il finanziamento, previsto dall’ultima legge di bilancio, mette gli ITS 4.0 al centro di un vero e proprio piano di sviluppo, in coerenza con il Piano nazionale Impresa 4.0, che porterà ad un incremento dei corsi dedicati alla formazione di competenze altamente specializzate e molto ricercate.
Le risorse saranno distribuite agli ITS che sono stati destinatari di fondi premiali a seguito delle valutazioni di qualità effettuate nel 2017 e nel 2018
 e consentiranno, anche grazie all’accordo raggiunto a tal riguardo con le Regioni, di avviare ai nuovi percorsi 2.000 studentesse e studenti in più.

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01388-storie-di-mala-scuola-3

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/05/2018-06:00
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Storie di mala scuola / 3

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Le notizie: Supplente minacciata in classe / Schiaffo all’insegnante / Ai lavori sociali l’alunno che sfregiò la prof / Insegnante condannato per abusi sessuali a scuola / Leghista pugliese contro legge Lorenzin
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Supplente minacciata in classe - Una docente è stata minacciata in classe e presa a parolacce in un I.S. romano, a Serpentara per la precisione, e come da copione tutto è stato registrato in un video che è stato poi diffuso sui social network! Un episodio talmente grave che adesso tutta la classe nella quale sono avvenuti gli insulti e le minacce all'insegnante adesso rischia di essere bocciata.  Il video incriminato è finito in mano agli agenti del commissariato di Fidene. La docente, che insegna Tecnologia, doveva interrogare un ragazzo, ma l'alunno si è spacciato per un altro e tutta la classe ha iniziato a ridere e a sbeffeggiare l'insegnante, che alla fine si è accorta che gli alunni la stavano prendendo in giro, oltre che insultarla e bestemmiare in classe.  Il «finto» studente è stato invitato dall'insegnante a uscire dall'aula, ma ha fatto resistenza ed ha iniziato a urlare, insistendo per essere comunque interrogato, finendo con il minacciare la supplente: «Tanto mia mamma pippa e spaccia la coca». Poi è saltato su una sedia e se ne è andato dall'aula prendendo la porta a calci. Tutte scene che uno studente ha registrato con il cellulare per poi postarle sui social.
Schiaffo all'insegnante - Un alunno tredicenne ha sferrato uno schiaffo all’insegnante che è finita per terra battendo la testa. Ricoverata all’ospedale è stato diagnostica un trauma cranico! È successo tra le mura di un I.C. di Miano, alla periferia settentrionale di Napoli. Si sarebbe trattato di un gesto inconsulto dell’alunno che è stato sospeso fino alla fine dell'anno scolastico.
Ai lavori sociali l’alunno che sfregiò la prof - Il 17enne che nel mese di febbraio scorso aggredì un'insegnante in classe dell’istituto per meccanici a Santa Maria a Vico (provincia di Caserta) tagliandole la faccia con un coltello è stato assegnato ad una comunità per minori napoletana dopo essere stato arrestato per lesioni gravi.  Sarà il Gup del Tribunale per i minori di Napoli a dover decidere, a ottobre, sulle sorti dello studente; per ora il processo resta  congelato; se il Gup dovesse accogliere la richiesta, la comunità dove il ragazzo alloggia dopo aver lasciato i Colli Aminei, disporrà un programma di reinserimento che potrebbe constare di lavori socialmente utili o di percorsi di accompagnamento per persone diversamente abili o, ancora, l'impiego in altri settori come quello ambientale. Solo al termine del periodo di messa alla prova, il ragazzino sarà riesaminato e, se il giudice riterrà che avrà superato il percorso di recupero traendone profitto, il reato sarà considerato estinto senza ripercussioni sulla fedina penale del giovane.
Insegnante condannato per abusi sessuali a scuola - Un insegnante di chitarra che lavora in una scuola media di Portci (Napoli) è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione per atti sessuali con minorenni. La quinta sezione penale del Tribunale di Napoli ha ritenuto che il docente, classe 1972, sposato, con due figli, impegnato nel mondo della scuola da vent'anni, fosse colpevole dell'accusa mossagli da alcune sue ex studentesse, che all'epoca dei fatti contestati erano appena dodicenni e che oggi studiano tutte in scuole superiori. L'insegnante è stato interdetto temporaneamente dai pubblici uffici e in via perpetua «da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatale e all'amministrazione di sostegno e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori» ai sensi dell'articolo 609 nonies del Codice penale, che prevede sanzioni aggiuntive per chi abbia compiuto abusi facendo leva sul suo ruolo di educatore.
Leghista pugliese contro legge Lorenzin - Un neo parlamentare pugliese della Lega, tale Rossano Sasso, accertato che alcuni bambini non vaccinati erano stati esclusi dalla scuola dell’infanzia, ha annunciato che protesterà vibratamente con la Ds che avrebbe osato applicare rigorosamente la legge Lorenzin, ed afferma che «si recherà personalmente nella scuola di Trani per spiegarle che la legge non la obbliga a tenere fuori i bimbi!»
Il leghista pugliese ritiene che «l'autorità scolastica si sia spinta ben oltre quanto previsto dalla norma stessa che consente alle famiglie di documentare l'avvenuta vaccinazione entro la fine dell'anno scolastico e non in maniera perentoria entro il 10 maggio». Inoltre tiene a precisare che la Lega ha recentemente depositato alla Camera (che non funziona, però!) una proposta di legge  che cancella l'esclusione dalla scuola dell'infanzia dei bambini non in regola con i vaccini!  In conclusione: proposta presentata = legge violata! E ancora il governo giallo-verde non s’è fatto, pensate a tutto quello che potrà succederà dopo! Imparare gente, imparate!

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01389-usr-sicilia-esami-di-stato

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-18/05/2018-06:00
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USR Sicilia - Esami di Stato II ciclo, designati i nuclei di supporto

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Assistenza e vigilanza ispettiva  per l’anno scolastico 2017-2018
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In vista del prossimo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di II grado nelle scuole statali e paritarie per l’anno scolastico 2017/2018, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha comunicato la composizione ed i relativi recapiti dei gruppi di lavoro istituiti presso l’USR e presso gli Ambiti Territoriali della Sicilia.
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  2018-05-18-nota-usr-sicilia..pdf

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01372-pensioni-piu-alte

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/05/2018-06:00
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Pensioni più alte dal 2019, torna la rivalutazione

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Il 1° gennaio 2019 entreranno in vigore le nuove regole per la rivalutazione
dei trattamenti previdenziali
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Dal 1° gennaio 2019 entreranno in vigore le nuove regole per la rivalutazione dei trattamenti previdenziali, lo strumento con cui gli importi delle pensioni vengono adeguati all’aumento del costo della vita rilevato dall’ISTAT. Conseguentemente i trattamenti pensionistici torneranno ad essere adeguati all’aumento eventuale dell’inflazione, così da mantenere inalterato il potere di acquisto dell’assegno con il passare degli anni. Adeguamento che però non riguarderà i trattamenti superiori a sei volte il minimo, come sentenziato dalla Corte Costituzionale.
Ne dà ampio resoconto il sito QuiFinanza (www.quifinanza.it/pensioni-piu-alte-dal-2019-torna-la-rivalutazione/189655/ ).
Come scrive la Testata già citata, torna in funzione lo strumento della ‘perequazione’, che era stato bloccato dalla riforma Fornero del 2011 per essere poi reintrodotto dalla legge 174/2013, che ha previsto una fase transitoria con scadenza nel 2016, poi prorogata fino al 2018.
Nella pensione, dal 1° gennaio del 2019, scaduta la fase transitoria (che prevedeva 5 fasce di reddito), saranno reintrodotte le percentuali previste dalla legge 388/2000, nella quale sono indicate solo 3 fasce di reddito:
- rivalutazione al 100% per pensioni inferiori a 3 volte il trattamento minimo;
- rivalutazione al 90% per pensioni comprese tra 3 e 5 volte il trattamento minimo;
- rivalutazione al 75% per pensioni superiori a 5 volte il trattamento minimo.
Giova ricordare che la mancata rivalutazione delle pensioni superiori a sei volte il minimo è legittima come ha stabilito la Corte Costituzionale ribadendo che con la norma sul blocco delle pensioni il legislatore ha bilanciato, nel corretto esercizio della sua discrezionalità, le esigenze finanziarie e l’interesse dei pensionati, tutelandone il potere di acquisto attraverso l’attuazione dei principi di adeguatezza e di proporzionalità: “con la scelta non irragionevole di riconoscere la perequazione in misure percentuali decrescenti all’aumentare dell’importo complessivo del trattamento pensionistico, sino a escluderla per i trattamenti superiori a sei volte il minimo INPS, destinando, così, le limitate risorse finanziarie disponibili, in via prioritaria, alle categorie di pensionati con i trattamenti più bassi”.
La scelta legislativa di privilegiare i trattamenti pensionistici di modesto importo: “soddisfa un canone di non irragionevolezza che trova riscontro nei maggiori margini di resistenza delle pensioni di importo più alto rispetto agli effetti dell’inflazione”.
Il blocco è stato limitato ai trattamenti di importo medio-alto: “i quali, proprio per la loro maggiore entità, presentano margini di resistenza all’erosione del potere di acquisto causata dall’inflazione, peraltro di livello piuttosto contenuto negli anni 2011 e 2012”.

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01373-alternanza-obbligo

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/05/2018-06:00
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Alternanza: dal 2019 l'obbligo delle ore d'attività

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Cosa succederà dal prossimo anno scolastico ai maturandi -
Continua a far discutere il D.A. sul calendario scolastico della Regione Siciliana
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Manca meno di un mese e poi le scuole chiuderanno e rimarranno aperte solo per i maturandi, primi reduci d'un triennio all'insegna della Buona Scuola, la legge 107 del 2015 che ha introdotto il progetto d'Alternanza Scuola-Lavoro (A-S-L) e se per quest’anno il mancato assolvimento è stato “graziato” dalla ministra uscente Valeria Fedeli, dal prossimo incombe la minaccia della mancata ammissione agli esami in caso di carenza di ore svolte.
La nota della Fedeli del 24 aprile u.s. emanata al fine di «eliminare alcuni dubbi interpretativi», recita: «Ai fini dell'ammissione dei candidati interni all'esame di Stato si osserva che, per l'anno scolastico 2017/2018, la normativa nulla dispone circa l'obbligo di aver svolto un monte ore minimo d'attività d'Asl Quanta fatica per qualcosa di facoltativo. Era solo un "elemento di valorizzazione del curriculum dell'allievo", null'altro. L'eventuale mancanza d'ore "non deve costituire in alcun modo elemento di penalizzazione"».
Per la Sicilia resta un problema abbastanza complesso legato al calendario scolastico 2018/2019. Se è vero, come è vero che i prossimi maturandi, devono completare le ore di stage prima dell’ammissione agli esami, è altrettanto vero che per il biennio precedente gli studenti grazie ad una discutibile e/o poco felice e/o affatto chiara frase collocata entro parentisi nel decreto assessoriale, si guarderanno bene dall’accettare stage a tempo pieno e/o intensivi per ridurre l’assenza dalle lezioni frontali in classe, con buona pace dell’assessore Lagalla e dello staff di consiglieri che, a quanto pare, non sanno cosa significa e come si articola l’A-S-L- e della stessa ministra uscente Valeria Fedeli che ha pervicacemente voluto un decreto attuativo della legge 107/2015 alquanto opinabile, peraltro al pari degli altri! (n.b.)

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01374-integrazione-graduatorie-istituto

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/05/2018-06:00
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Integrazione graduatorie di istituto personale docente

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D.D.G. n. 784 dell’11 maggio 2018 – Attuazione del D.M. 03-06-2015, n. 326
e del D.M. 23-04-2018, n. 335
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Con nota prot. n. 22975 del 14-05-2018 il Miur ha inviato agli Uffici Scolastici Regionali e agli Ambiti Territoriali Provinciali il D.D.G. n. 784 dell’11 maggio 2018 – Attuazione del D.M. 03-06-2015, n. 326 e del D.M. 23-04-2018, n. 335 avente per oggetto: Integrazione graduatorie di istituto del personale docente, in attuazione del D.M. 03-06-2015 e del D.M. 23-04-2018, n. 335.
PER LEGGERE E/O SCARICARE LA NOTA:  2018-05-17-nota-miur

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01375-sindacati-fisco-equo-no-flat-tax

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/05/2018-06:00
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Sindacati: fisco equo, no a flat tax

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Occorre riduzione povertà e disuguaglianze sociali e territoriali, assicurare la piena
e buona occupazione a partire da un Piano straordinario per la creazione di lavoro
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I sindacati bocciano la flat fax e rilanciano la richiesta di un intervento fiscale in chiave redistributivo, con un rafforzamento della progressività. Secondo i sindacati, in audizione davanti alle Commissioni speciali congiunte di Camera e Senato sul Def operando in questo modo «si va nella direzione sbagliata, occorre invece affrontare i nodi strutturali del Paese: riduzione di povertà e disuguaglianze sociali e territoriali, la piena e buona occupazione a partire da un Piano straordinario per la creazione di lavoro».
Sulle pensioni, secondo le OO.SS. serve «un'operazione verità sui conti previdenziali, una corretta rappresentazione della spesa assistenziale e di quella pensionistica» che è condizione previa per procedere all'analisi della stabilità del sistema.

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01377-storie-di-mala-scuola-2

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-17/05/2018-06:00
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Storie di mala scuola/2

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Le notizie: A casa per curare la madre, ma va a Dubai /
Bullismo e violenza davanti a una scuola di Castelbuono (Pa)
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A casa per curare la madre, ma va a Dubai
Bidella ha usato i permessi della 104 per un viaggio di piacere!
Una bidella di Longone al Segrino (Co) ha sfruttato la legge 104 per l’assistenza all'anziana madre, malata e disabile, per recarsi in vacanza, assieme a marito e figlio, a Dubai. Siccome l’iniziativa era stata sfacciatamente annunciata ai colleghi, questi non sono stati al gioco e così la segnalazione è giunta alla Guardia di Finanza che, dopo le verifiche, l'ha denunciata alla Procura per truffa aggravata ai danni dello Stato.
La GdF ha bussato alla porta di alcune agenzie turistiche dell'Erbese per controllare se a nome suo fossero stati venduti pacchetti con destinazione Dubai ed effettivamente la donna è risultata acquirente di una crociera nel corso dell'ultima settimana di marzo con base nell'emirato arabo che si affaccia sul Golfo Persico. I militari hanno accertato che la donna, «a cui sono stati riconosciuti sia permessi che congedi straordinari allo scopo di assistere l'anziana madre, stava partecipando, con il proprio nucleo familiare, ad un viaggio organizzato a Dubai, proprio in un periodo in cui era assente dal lavoro beneficiando di tali istituti agevolativi».
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Bullismo e violenza davanti a una scuola di Castelbuono (Pa)
Denunciati 4 ragazzi che agivano fuori delle mura scolastiche
Uno studente della scuola media di Castelbuono (Palermo) ha denunciato sette mesi di vessazioni subiti da parte di quattro baby bulli fuori dalla scuola che quotidianamente lo insultavano e lo schiaffeggiavano fino a costringerlo ad arrivare tardi a scuola per paura di subire i continui soprusi.
Lo studente, denunciando il caso di bullismo ai militari dell’Arma della stazione di Castelbuono, ha raccontato che le violenze sarebbero iniziate nell'ottobre 2017 e sono continuate fino al mese di aprile, quando il minore ha rotto il silenzio parlandone con i genitori, rivelando le violenze che aveva subito sempre fuori dell'edificio scolastico.
Le indagini sono ancora in corso per trovare ulteriori riscontri agli episodi di bullismo raccontati dal ragazzino, sulla cui identità e su quella dei quattro «bulli» i militari dell'Arma e gli inquirenti della Procura per i minorenni di Palermo mantengono il massimo riserbo.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/05/2018-06:00
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L’Agenda della legalità

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Sarà presentata a Cuneo dal capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli
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Il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia, giovedì pomeriggio nella scuola elementare “Einaudi” di corso Galileo Ferraris presenterà «Il mio diario», un'agenda della legalità destinata a 50 mila alunni di quarta classe della scuola primaria di tutta Italia, con protagonista Geronimo Stilton, celebre topo investigatore di libri per ragazzi.

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/05/2018-06:00
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Tutto Dirigenza scolastica

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Contratto, primo incontro all’Aran / Incarichi dirigenziali a.s. 2018/2019
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Contratto, primo incontro all’Aran
Il secondo incontro entro 10 giorni
Primo incontro all’Aran per il rinnovo del CCNL dei Dirigenti dell’Area "Istruzione e Ricerca". Il nuovo contratto sostituirà il CCNL Area V, la cui stipula risale al 15 luglio 2010.
Il testo contrattuale vigente necessita di radicali rifacimenti rispetto agli impegni professionali assunti dai Ds, ma va anche avviato il confronto sull’equiparazione retributiva della Dirigenza scolastica.

Per il presidente Gasparrini ci sono tutte le condizioni per avviare e concludere rapidamente il negoziato.
Le OO.SS. hanno sottolineato la necessità che il contratto intervenga in tema di valutazione, formazione e conferimento e mutamento degli incarichi e delle reggenze.

Il secondo incontro è stato programmato a breve (entro 10 giorni) e il primo tema in discussione sarà quello relativo alle relazioni sindacali e all’articolazione della struttura del contratto che per la prima volta unifica la disciplina delle ex aree dirigenziali quinta e settima.
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Incarichi dirigenziali a.s. 2018/2019
Conferme, mutamenti, mobilità interregionale
Incontro di informativa al Miur - Ufficio II della Direzione generale per il personale, avente per oggetto le operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali (conferme, mutamenti, mobilità interregionale).
Il testo illustrato ricalca quello degli anni precedenti; le OO.SS. hanno chiesto che vi fosse un riferimento esplicito ai possibili esiti del rinnovo in atto del CCNL, principalmente in relazione alle aliquote da destinare alla mobilità interregionale. 

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01365-storie-di-mala-scuola

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CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-16/05/2018-06:00
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Storie di mala scuola

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Le notizie: Rapporto Istat sul bullismo / Regioni in allarme sull’inizio della scuola a rischio
per il pasticcio dei maestri non laureati / Ricatti & Ritorsioni / L’ecomostro a scuola /
Strage mancata a Fermo
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Rapporto Istat sul bullismo che fotografa la situazione al 2014: l’età
più a rischio quella fra 11 e i 17 anni
In Italia un ragazzo su due è vittima di un atto di bullismo. L'età a rischio è quella compresa fra 11 e i 17 anni, anche se il periodo più critico è quello fra 11 e 13: prima parolacce e insulti, poi derisione per l'aspetto fisico ed infine botte, calci e pugni.
È quanto emerge da uno studio dell'Istat, che fotografa la situazione nel 2014.
Secondo la presidente dell'AGE, l’Associazione Genitori Italiani, bisogna che i docenti si riapproprino del proprio ruolo, come le famiglie, che spesso prese da ritmi frenetici, riducono il dialogo coi figli quando non affidano ad altri i propri compiti.
Bisogna puntare sulla corresponsabilità educativa, sollecitando una serie di iniziative di confronto e dialogo tra genitori e scuola, perché non venga meno l'alleanza tra questi due attori centrali.

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Regioni in allarme sull’inizio della scuola a rischio per il pasticcio dei maestri non laureati
Il prossimo anno scolastico potrebbe partire davvero male se gli insegnanti non laureati dovessero perdere la cattedra. L'allarme è stato lanciato nel corso della Conferenza Stato-Regioni, con invito ai presidenti di Camera e Senato – in assenza di un governo con pieni poteri - perché venga trovata una soluzione politica alla vicenda degli insegnanti a rischio licenziamento.
La ministra Fedeli, titolare uscente del dicastero dell'Istruzione, ha sostanzialmente scelto la tattica del temporeggiamento, prima attendendo il parere dell'Avvocatura dello Stato sulle modalità di applicazione della decisione dei magistrati di Palazzo Spada, e poi sbolognando questa patata bollente al nuovo esecutivo che riteneva pronto ed operativo! Invece la complessità delle trattative politiche (sic!) ha sparigliato le carte, lasciando emergere l'inadeguatezza dei vertici di viale Trastevere, incapaci di trovare il bandolo della matassa anche in via amministrativa, come proposto dal Pd, prospettando un piano di assunzioni ad hoc destinato ai docenti diplomati con almeno tre anni di servizio negli ultimi otto anni scolastici.

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Ricatti & Ritorsioni

La decisione di una Dirigente scolastica di Napoli che ha deciso di punire gli alunni che rifiutavano le prove Invalsi togliendo loro il diritto di partecipare ad una prova teatrale, sa di ricatto e di ritorsione, e comunque è patetica!
Intanto s’è buscata una denuncia da parte dei genitori, con intervento dei poliziotti che hanno acquisito gli atti della vicenda ed ascoltata la Ds che si sarebbe limitata ad affermare che si è trattato di “una scelta educativa” contro i genitori no Invalsi, che però punisce solo i bambini!
Il fatto - La maggioranza degli alunni si è assentata proprio il giorno dello svolgimento delle prove Invalsi e la Ds ha deciso di sospendere la prova generale in programma a teatro, secondo il progetto previsto dal PTOF, il piano triennale di offerta formativa approvato dal Consiglio d'istituto. Un’attività peraltro sovvenzionata dai genitori e tanta delusione da parte dei bambini!

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L’ecomostro a scuola
Da anni due piani in cemento incombono nel giardino di una scuola milanese senza che si sblocchi la definizione della costruzione che doveva essere destinata ad ospitare auditorium, biblioteca, laboratori, aule e garage mentre gli alunni passano pericolosamente a fianco di cavi e tubi del cantiere abbandonato!
Alla scuola Feltrinelli, da appena 20 anni aspettano che il cantiere di due piani dello scheletro di cemento, grigio, con i cavi di metallo scoperti, che occupa il cortile venga ultimato; il tutto intorno un prato con erbacce che arrivano al ginocchio.
Che fa la Città metropolitana per trovare una soluzione al problema e dare all’istituto sovraffollato ed a caccia di nuove aule (oltre 1.200 alunni) quanto previsto nel progetto iniziale di appena 20 anni addietro?


 

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Strage mancata a Fermo

Studenti salvi perché il crollo di un soffitto è avvenuto alle 7:15 invece che in orario di lezione. Se fosse successo un'ora dopo? Meglio non pensare alle conseguenze del crollo di trenta metri quadrati di soffitto in un'aula affollata di studenti.
È accaduto in una scuola di Fermo, peraltro ristrutturata e consolidata nel 2016, ma poteva capitare ovunque stante la situazione precaria dell’edilizia scolastica a livello nazionale,  e siccome i casi nel corso di quest’anno sono stati almeno una trentina, forse sarebbe il caso che si mettesse seriamente mano ad un piano serio di edilizia scolastica, magari rinunziando agli imbellettamenti di facciate e ringhiere, in nome di una scuola pseudo bella e certamente poco sicura!
Sul caso di Fermo è iniziato il rimpallo delle responsabilità: a chi toccava occuparsi delle perizie? Alla scuola, al Comune, alla Provincia, alla Regione? A chi
unque tocchi certo è che i  nostri figli e nipoti hanno diritto di studiare senza correre il rischio che cadano loro in testa il tetto dell'istituto nel quale passano gran parte delle loro giornate.
L'ultimo dossier Ecosistema Scuola di Legambiente ricorda che «oltre il 41% delle scuole (15.055) si trova in zona sismica i e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti» che il 43% di questi edifici «risale a prima del 1976, e cioè a prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica», che «solo il 12,3% delle scuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche antisismiche».
«Negli ultimi quattro anni solo il 3,5% degli interventi ha riguardato l'adeguamento sismico delle aree a rischio: 532 interventi per 15.055 edifici». Al punto che, avanti così, «il raggiungimento dell'obiettivo sicurezza in quelle aree arriverà tra 113 anni».
Prende posizione sulla sicurezza degli edifici scolastici Paolino Marotta, presidente nazionale dell’ANDiS che ha scritto alla ministra Valeria Fedeli, alla dott.ssa Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per le risorse, alla dott.ssa Simona Montesarchio, Direzione Generale per l’edilizia scolastica, sottolineando che la notizia del crollo di un soffitto in una scuola ha riportato all’attenzione dei dirigenti scolastici e dell’opinione pubblica l’annosa questione della mancata messa in sicurezza delle scuole.
«Anche questa volta è stata sfiorata la tragedia, scrive Paolino Marotta, ovviamente tiriamo tutti un sospiro di sollievo, ma l’incolumità di otto milioni di alunni e di ottocentomila addetti non si può affidare ai miracoli. Troppi e troppo frequenti negli ultimi anni i casi di crolli in scuole di ogni ordine e grado, eventi a volte annunciati se non addirittura ripetuti, altre volte assolutamente imprevedibili».

L’ANDiS – scrive il presidente Marotta - ancora una volta protesta per la condizione di abbandono in cui da anni sono stati lasciati i Dirigenti scolastici, a fronte delle criticità dell’edilizia scolastica: «Individuati dalla legge quali datori di lavoro, i Ds sono stati chiamati in questi anni ad esercitare responsabilità esclusiva riguardo l’utilizzazione dei locali, l’organizzazione del lavoro, le attrezzature e gli arredi, le sostanze utilizzate, l’uso dei dispositivi di protezione individuale, la gestione delle emergenze, la sorveglianza sanitaria, la formazione e l’informazione dei lavoratori. Di fronte alla frequente latitanza degli Enti locali, i dirigenti scolastici avvertono tutta la drammaticità della situazione attuale, consapevoli dell’impossibilità di garantire appieno la salute e la sicurezza degli studenti e dei lavoratori in servizio presso i loro istituti».

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