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02630-comitato-valutazione

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/08/2018-06:00
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Il Comitato di valutazione va rinnovato

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Triennio 2018/2019-2020/2021
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Il comma 129 della legge n. 107/2015 ha novellato il Comitato per la valutazione dei docenti, prima disciplinato dall’articolo 11 del D.Lgs. n. 297/1994. Il Comitato per la  valutazione dei docenti, che dura in carica 3 anni, dovrà essere rinnovato per il triennio 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, essendo terminato nel 2017/2018 il triennio di vigenza.

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02631-dirigenti-statali

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/08/2018-06:00
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Dirigenti statali, si cambia: rotazioni e ingressi dal basso

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II governo Conte rilancia la riforma della Pubblica amministrazione
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Con la leadership Bongiorno per i "capi" pubblici toma l'ipotesi della rotazione degli incarichi (con una stretta sulla durata del mandato e proroghe contingentate), la separazione netta con i vertici politici e la possibilità di bandire concorsi riservati ai dipendenti che si sono distinti per il lavoro svolto negli anni nelle Pubbliche amministrazioni e che aspirano a salire di grado. Queste tre sono le direttrici contenute nel primo testo che i tecnici di Palazzo Vidoni hanno messo appunto nelle scorse settimane. Una bozza che è già in fase di ritocco.

P.A., la Cisl pronta al confronto col ministro Bongiorno
Per la Cisl il provvedimento sulla pubblica amministrazione, battezzato come "decreto concretezza" sarà un altro importante banco di prova per il governo Conte e il ministro Giulia Bongiorno. La Cisl auspica un confronto con la Bongiorno rispetto ad un'idea di Pubblica amministrazione da intendere come investimento per il Paese e non come un fardello e quindi come un costo da imporre ai contribuenti.

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Il riordino delle norme sulla dirigenza era uno degli ultimi tasselli che mancava alla riforma della P.a. avviata dal Governo Renzi, ma dopo che la Corte Costituzionale ha messo in discussione l'intero impianto della legge Madia approvata nel 2015 non se n'è fatto più nulla.
Come detto sarà il ministero di Giulia Bongiorno a mettere di nuovo mano al tema, con una delega all'Esecutivo che avrà probabilmente un anno di tempo per scrivere il decreto attuativo.

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02632-tagli-pensioni

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-31/08/2018-06:00
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Tagli alle pensioni: scontro Di Maio – Salvi

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Oltre allo scontro politico si registra anche il contrasto fra i tecnici dei due schieramenti
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La Lega frena il piano M5S di tagliare le pensioni d'oro e Di Maio attacca Salvini accusandolo di non voler rispettare i patti sottoscritto nel contratto del cambiamento. Insomma si ha la sensazione che Di Maio cavalca il taglio delle pensioni d'oro per contrastare Salvini che ha fatto dell’emigrazione il suo cavallo di battaglia.
Certo è che sulla proposta di legge del capogruppo D'Uva che vuole tagliare gli assegni sopra 4.000 euro nette sono piovute critiche tecniche e politiche compreso lo studio Brambilla, esperto di pensioni vicino a Salvini, nel quale si mettono in evidenza i problemi della proposta.
Secondo lo studio Brambrilla il taglio delle pensioni M5S, che è retroattivo, non è un ricalcolo della parte retributiva delle pensioni, ma una decurtazione basata sull'età del pensionamento, finirebbe per penalizzare il Nord: il 70% dei tagli si concentrerebbe nelle regioni settentrionali, dove viene erogata la maggior parte delle pensioni di anzianità a tutto vantaggio del Sud. E questo non va giù a Salvini. Peraltro il ministro Giovanni Tria non dice una sola parola, ma la proposta di legge difficilmente troverà una sponda al MEF visto che il taglio delle pensioni porterà pochissimo alle casse dello Stato, mentre le altre misure in cantiere come le «pensioni di cittadinanza» potrebbero costare fino a sei miliardi, un punto di criticità non indifferente anche perché la Ragioneria generale dello Stato in questi giorni ha fatto arrivare al Governo messaggi allarmanti sulle pensioni. Anche a  ritoccare marginalmente il sistema in vigore, compreso l'adeguamento dell'età anagrafica e dell'assegno alle aspettative di vita, significherebbe mettere a rischio il sistema.
Il sistema proposto da Brambilla invece è un contributo di solidarietà progressivo, che partirebbe dagli importi della pensione superiori a 2.000 euro nette ed a differenza di quello proposto dal M5S segue le indicazioni già date dalla Corte Costituzionale quando bocciò il blocco dell'adeguamento delle pensioni all'inflazione.
Claudio Borghi, presidente della commissione Finanze della Camera afferma però che nessuno è contrario al taglio delle pensioni da 5mila euro, come previsto dal contratto di governo. Per l'economista della Lega per i trattamenti sopra i 5mila e non coperti da contributi l'obiettivo è riportarli al montante contributivo, come previsto ed ha smentito la tassazione a partire dai 2mila euro (tesi Brambilla) che però ha incassato il parere favorevole della Cida, la confederazione dei dirigenti, secondo cui il ricalcolo contributivo è «giuridicamente insostenibile».

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02620-scuola-calendario-esami

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/08/2018-06:00
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Scuola, il calendario delle festività e degli esami
per il prossimo anno scolastico

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Il 5 settembre la ripresa delle lezioni in provincia di Bolzano; il 19 giugno 2019 la prima prova della Maturità per la quale si annunciano modifiche a settembr

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Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è disponibile l’Ordinanza ministeriale firmata dal Ministro Marco Bussetti che fissa il calendario delle festività nazionali e degli Esami per l’anno scolastico 2018/2019. All’Ordinanza è allegato anche il calendario con l’inizio e la fine delle lezioni per ciascuna Regione.
Il nuovo anno scolastico è ormai alle porte: i primi a partire, il 5 settembre, e anche gli ultimi a lasciare i banchi, il 14 giugno prossimo, saranno i ragazzi della provincia di Bolzano. Qualche giorno di vacanza in più e, da lunedì 10 settembre, la campanella suonerà a mano a mano anche per le studentesse e gli studenti di tutte le altre Regioni. I primi ad andare in vacanza a giugno prossimo? Gli alunni dell’Emilia Romagna, con le lezioni che termineranno venerdì 7. I calendari scolastici sono fissati dalle Regioni. Ciascuna scuola può poi fare piccoli adattamenti, nell’ambito del proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa.
L’Ordinanza del Ministro fissa anche la data di inizio del prossimo Esame di Maturità: la prima prova scritta è calendarizzata per il 19 giugno 2019, dalle 08:30. Gli Esami conclusivi del I ciclo si svolgeranno nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2019, secondo i calendari definiti dalle commissioni.
Le prove scritte a carattere nazionale Invalsi si dovranno tenere per gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di I grado e per gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di II grado, tra il 1° e il 18 aprile 2019. Intanto il Ministro ha annunciato le modifiche agli esami di Stato per il prossimo mese di settembre.
PER LEGGERE O.M.-FESTIVITA'-ESAMI

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02621-conferimento-supplenze

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/08/2018-06:00
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Conferimento supplenze al personale docente, educativo ed ATA

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La nota prot. 0037856 del 28 agosto 2018 della Direzione generale per il personale scolastico
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Il MIUR, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione – Direzione generale per il personale scolastico ha diramato ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali e al Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione la nota prot. 0037856 del 28 agosto 2018 che detta istruzioni e indicazioni in materia di supplenze al personale docente, educativo ed ATA.

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02622-nota-aran-merito

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-30/08/2018-06:00
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Nota Aran su bonus merito

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Anche quest’anno occorre attivare la contrattazione d’istituto
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L’Aran con nota n. 15209/2018 avente per oggetto la contrattazione integrativa sui criteri generali per la determinazione del bonus merito, a rettifica della nota n° 13929 del 13/07/2018, ha chiarito che anche per l’anno scolastico 2017/2018 occorre attivare la contrattazione d’istituto.
PER LEGGERE LA NOTA CLICCA QUI

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02610-scuole-siciliane-sicurezza

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-29/08/2018-06:00
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Scuole siciliane sotto i riflettori per la sicurezza

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Le certezze di Lagalla: Le scuole, comunque, apriranno il 12 settembre!
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Vertice sulle scuole per la sicurezza alla presenza del governatore Musumeci dei sindaci delle Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, dei commissari straordinari dei Liberi consorzi di Comuni di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani, il presidente dell'Anci Sicilia, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale e il dirigente regionale del dipartimento Istruzione e formazione professionale.
La Regione affronta il tema della sicurezza nelle scuole, anche alla luce delle sollecitazioni dei comuni e di alcuni deputati regionali che hanno sottolineato con interrogazioni e mozioni che molte scuole necessitano di interventi. 
L'assessore Lagalla ha confermato che le scuole in Sicilia riapriranno il 12 settembre nonostante sia stata presentata un'interrogazione all'Assessore «perché verifichi che tutti i Comuni siciliani abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica, approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per conoscerne le reali condizioni di sicurezza, chiedere la realizzazione degli interventi richiesti ove siano già noti gli esiti di tali verifiche, e progettare eventuali interventi da effettuare grazie ai fondi della nuova programmazione triennale 2018-2020».

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02611-piano-contro-droga

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-29/08/2018-06:00
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Il piano contro la droga sta stretto all’UdS

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Pronti fondi per 2,5 milioni - Più controlli davanti alle scuole - Il 12 ottobre l'UdS scenderà in piazza nella Giornata di mobilitazione nazionale studentesca per rivendicare scuole aperte ed inclusive
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Il Piano straordinario per combattere lo spaccio della droga davanti alle scuole riguarderà le principali città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina, Padova e Trieste.
A disposizione un fondo complessivo da 2,5 milioni per incrementare i controlli, assumere agenti della polizia locale a tempo determinato, coprire i costi degli straordinari o installare impianti di videosorveglianza.
Non ci sta l’Unione degli studenti (Uds): «Utilizzare questi soldi per installare telecamere e circondare le scuola da agenti di polizia non solo è inutile ma dannoso: le scuole vengono private del loro ruolo educativo e si alimenta un clima di paura e pregiudizio invece che un confronto aperto ed informato sulle droghe.
In tal senso l’UdS chiede ai Comuni di non accedere ai fondi, anzi di dirottarli sul diritto allo studio, includendo invece che escludere chi è ai margini dei luoghi d'istruzione o ne rimane fuori.
Il 12 ottobre – conclude l'Unione degli Studenti – scenderà in piazza nella Giornata di mobilitazione nazionale studentesca per rivendicare scuole aperte ed inclusive.

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02601-pensioni-torna-a-galla-quota-100

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-28/08/2018-06:00
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Pensioni - Torna a galla Quota 100, ma quando e come non si sa –
Lo scippo pentastellato!

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Non si vuole smentire il contratto di governo, ma i soldi non ci sono - La proposta choc del M5S per tagliare gli assegni: la soglia di 80mila euro è al lordo delle addizionali

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Torna a galla Quota 100, ma quando
e come non si sa
Non si vuole smentire il contratto di governo, ma i soldi non ci sono
II governo Conte, ma a guida Salvini-Di Maio, prepara Quota 100, opzione donna e il contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche.
Dopo tutto nel contratto per il governo del cambiamento, firmato da M5S e Lega , scrive ItaliaOggi Sette, si prevede l'abolizione della legge Fornero, l'introduzione di una Quota 100 e la proroga di «opzione donna» che permette alle lavoratrici con 57-58 anni di età e 35 anni di versamenti contributivi di andare in pensione subito con un regime integralmente contributivo. Si prevedeva anche l'introduzione di una pensione di cittadinanza di 780 euro mensili.
Da allora gli esponenti più autorevoli di governo hanno sempre ribadito l'intenzione di tener fede a questi impegni, solo che mancano i soldi, e non si troveranno certamente nelle prossime settimane!
Secondo i dati dell'Osservatorio conti pubblici, la spesa previdenziale italiana è già una delle più alte d'Europa: uno studio dell'Ufficio parlamentare di bilancio ha calcolato che le uscite per prestazioni previdenziali, che nel 2015 valevano il 15,7% del Pil, potrebbero arrivare fino al 20,5% nel 2040, per poi ridursi progressivamente fino a toccare, nello scenario più favorevole, il 13,1% nel 2070.
Già da questi pochi numeri è evidente che non è nemmeno lontanamente immaginabile che si possa aumentare la percentuale di risorse drenate dal sistema previdenziale; anzi, è abbastanza logico ipotizzare che, più il governo insisterà a promettere il paese dei balocchi, meno i mercati finanziari saranno disponibili a prestarci i soldi che ci servono, banalmente, per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici o le pensioni e più lo spread è destinato ad aumentare. Negli ultimi quattro mesi è già aumentato di 150 punti e questo significa che, se le cose non peggiorano ulteriormente, l'anno prossimo il servizio del debito avrà un costo di 5 miliardi in più.
Il tutto grazie solo alle dichiarazioni poco ponderate dei nostri governanti! Non è un caso se il Tesoro stia studiando le possibili vie d'uscita da un eccesso di aspettative, che consentano ai due vicepremier di salvare almeno la faccia.
L'ipotesi al momento più plausibile è quella di una Quota 100 mitigata con opportuni correttivi, come il limite minimo di età pensionabile di 64 anni e l'applicazione integrale del sistema contributivo.  A queste condizioni il costo della Quota 100 dovrebbe aggirarsi intorno ai 4 miliardi, con il rischio però che chi vuole anticipare il ritiro dal mondo del lavoro si trovi con assegni molto penalizzati. Lo stesso vale per «opzione donna», che si trasformerà in molti casi in assegni da fame, a causa del sistema contributivo, quasi sempre penalizzante.

 

Pensioni
e lo scippo
pentastellato!
La proposta choc del M5S per tagliare gli assegni: la soglia di 80mila euro è al lordo delle addizionali
Tra le proposte sulle pensioni d'oro quella targata M5S è messa nero su bianco in un disegno di legge firmato dal capogruppo pentastellato alla Camera dei deputati Francesco D'Uva.
In sintesi, il disegno di legge dei propone di ricalcolare le pensioni «pari o superiori agli 80mila euro». Il titolo della proposta è «Disposizioni per favorire l'equità del sistema previdenziale attraverso il ricalcolo contributivo dei trattamenti pensionistici superiori a 4.000 euro mensili».
Ma le due cifre non tornano, osserva Antonio Signorini su “Il Giornale” (
http://www.ilgiornale.it/news/politica/bastano-3700-euro-mese-scippo-pensione-1568135.html ) e leggiamo perché.
«Chi ha una pensione di 80mila euro ha un reddito inferiore ai 4.000 euro. A fare chiarezza sulla reale soglia è il Cosmed, associazione di dirigenti e medici pensionati. Gli 80mila euro annui lordi «equivalgono con le addizionali comunali e regionali ad assegni da 3.780 a 3.922 euro netti per 13 mensilità». Quindi compare una nuova soglia prima sconosciuta: i 3.700 euro. La quarta da quando si parla di tagliare le pensioni d'oro. Prima era 10.000 euro, poi 5.000, ora i 4.000, che sono però al lordo delle addizionali.
In generale, lamenta il segretario Cosmed Giorgio Cavallero, «sta passando un principio di retroattività delle leggi incostituzionale ed inquietante, devastante per lo stato di diritto e per la credibilità di un sistema previdenziale pubblico nel quale i lavoratori hanno investito per gran parte della loro vita fino al 33% delle proprie retribuzioni».
Uno dei nodi di fondo l'ha messo in risalto Cesare Damiano, esponente Pd ed ex ministro del Lavoro. C'è una differenza fondamentale tra gli annunci del vicepremier e la proposta del capogruppo. «Di Maio continua a ripetere che si agirà sul ricalcolo retroattivo dei contributi, mentre D'Uva ha presentato un disegno di legge che fa riferimento al ricalcolo retroattivo dell'età di andata in pensione. Due cose profondamente diverse».
In sostanza il ricalcolo della pensione per chi ha una assegno superiore alla soglia, non avverrà sulla base dei contributi versati, ma dall'età di pensionamento. Tanto più sarà lontana da quella in vigore, tanto più alto sarà il taglio. Una scelta del passato, la data del ritiro dal lavoro, avrà effetti sul reddito di oggi.
Sicuramente in questo modo si riesce a fare cassa meglio. Perché gli assegni più alti già oggi sono quelli che corrispondono maggiormente ai contributi versati, anche se sono stati calcolati con il metodo retributivo. Il coefficiente di trasformazione è meno favorevole per gli assegni più alti.
In ogni caso, spiega Damiano, «è sbagliato il principio di retroattività, anche se fosse basato su un ricalcolo dei contributi». Per questo secondo l'ex ministro Pd, è sbagliata anche la proposta del suo partito, firmata a suo tempo da Richetti. «Sono invece assolutamente d'accordo con il contributo di solidarietà proposto dalla Lega», aggiunge a sorpresa Damiano.
Nella proposta della Lega i tagli partono da una soglia più bassa rispetto a quella del M5s. Ma sono proporzionali all'entità della pensione. Poi non c'è un ricalcolo dell'assegno, ma un contributo di solidarietà.
La Corte costituzionale si è già pronunciata contro tagli alle pensioni anche meno drastici di quelli proposti dal Movimento 5 stelle. I giudici hanno invece dato via libera ai contributi di solidarietà a patto che non siano tributari, che siano temporanei e che i risparmi restino dentro il sistema, meglio se destinati alle pensioni più basse.
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02590-incontro-miur-oo-ss

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-27/08/2018-06:00
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Incontro MIUR-OO.SS. su avvio anno scolastico e legge di bilancio

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Calendarizzato il primo incontro per mercoledì 29 agosto, alle ore 10:00
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Il  ministro Marco Bussetti  ha calendarizzato una serie di confronti tecnici con le OO.SS. Scuola che ci saranno a partire dalla prossima settimana, sia per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, sia per affrontare i temi più generali e specifici del mondo della scuola.
Il primo dei previsti incontri si svolgerà mercoledì 29 agosto alle ore 10:00, con il seguente ordine del giorno: avvio anno scolastico 2018/2019 e legge di bilancio 2019
Considerato che per il rinnovo del CCNL sono necessarie le risorse per mantenere gli aumenti stipendiali ottenuti, ossia il cosiddetto elemento perequativo, è probabile che si avvii la discussione anche sul prossimo Contratto.

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02591-dichiarazioe-isee

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-27/08/2018-06:00
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Dichiarazione ISEE precompilata, prorogata al 2019, come funziona

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Dalla Redazione di OrizzonteScuola – www.orizzontescuola.it
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Il decreto legislativo n. 147/2017 ha introdotto una novità relativa all’ISEE. A partire dal 1° settembre 2018, l’INPS precompila la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica, che conterrà i dati già definiti del contribuente), cooperando con l’Agenzia delle entrate.
La DSU, che sarà disponibile sul sito dell’INPS, può essere accettata o modificata dal cittadino, fatta eccezione per i trattamenti erogati dall’INPS e per le componenti già dichiarate a fini fiscali, per le quali è assunto il valore a tal fine dichiarato.
Il decreto Milleproroghe ha rinviato l’entrata in vigore della succitata misura al 2019.
La data precisa di avvio della DSU precompilata e della relativa sperimentazione in materia sarà stabilita da un decreto del Ministero del Lavoro.

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02592-lettori-scrivono

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-27/08/2018-06:00
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I lettori ci scrivono

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La questione reggenze non si vuole risolvere

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Gentile dott. Bonacasa, direttore di Ceripnews,

desidero intervenire in merito al grave tema delle scuole in reggenza nel sistema scolastico italiano prendendo spunto dall'articolo "Il superpreside veneto con 8 istituti e 2.800 studenti" (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#02580-superpreside-veneto ).

Già alla fine dello scorso mese di aprile, ANCODIS ha voluto sollevare il tema delle reggenze nelle scuole prive di DS titolare o sottodimensionate. 

Parlavamo a chiare lettere di Caos reggenze consapevoli - perché molti di noi Collaboratori del DS lavoriamo in queste condizioni - che il problema sarebbe stato particolarmente grave (abbiamo contezza dei numeri!) e di non facile soluzione. Per queste ragioni abbiamo voluto anticipare alla fine del mese di aprile l'apertura della discussione per non arrivare - speranza delusa - alla fine del mese di agosto senza una adeguata e ragionevole soluzione da parte del MIUR. 

Ed invece siamo punto e daccapo… con la solita lamentela dei DS che si devono "accollare" una reggenza sapendo che la stessa creerà un grave nocumento alle loro Istituzioni di titolarità.

Questa battaglia con il MIUR non si è voluta davvero aprire  - se non per estemporanei interventi di qualche illuminato DS e Lei tra questi - con il silenzio assordante delle OO.SS. Area V.
Che dire? Puro sconforto di noi Collaboratori dei DS che ci ritroveremo per un altro anno scolastico con una scuola giuridicamente assegnata al DS reggente ma di fatto affidata al nostro quotidiano servizio, al nostro volontariato, al nostro senso di responsabilità, al nostro sentirci parte determinante di una comunità scolastica. 

E nessuna OO.SS./Associazione dei DS che dichiari pubblicamente che senza di noi la reggenza sarebbe impossibile.... 
Allora lo affermiamo noi di ANCODIS senza incertezze e con lo spirito che ci caratterizza nel nostro lavoro: lealtà, correttezza, professionalità, spirito di servizio. 

Vogliamo ribadire che ci sentiamo fortemente responsabili della governance delle nostre Istituzioni scolastiche, collaboriamo 345 giorni all'anno con i nostri DS, produciamo risultati ben noti, indiscussi ed indiscutibili.

E per cosa? Per un misero riconoscimento economico contrattato sempre al ribasso da parte delle RSU con il silenzio-assenso dei DS e per NESSUN riconoscimento da parte dello Stato italiano al quale DONIAMO il nostro servizio e la nostra professionalità!

E dobbiamo anche sopportare ipocrite domande del tipo "ma chi te lo fa fare? Hai accettato l'incarico ed adesso ti lamenti?" 

E che significa? Che una cosa ingiusta non si deve correggere? Che facciamo finta di niente ed andiamo avanti? Che una possibilità di cambiamento non deve essere possibile per noi?

E' arrivato il momento di alzare la testa con determinazione, di sostenere - senza timore alcuno - queste posizioni, di rivendicare il diritto ad un "onesto" riconoscimento da parte dello Stato, di chiedere ai DS di stare al nostro fianco in questa battaglia che è prima culturale (riconoscendo però che molti privatamente lo fanno!!), di smettere di sostenere quella visione strabica e novecentesca che pone una netta separazione tra corpo docente e DS, di dire a chiare lettere che occorre superare questa dicotomia e pensare rapidamente ad un livello intermedio regolamentato e contrattualizzato che operi in sintonia e sinergia con DS e DSGA per portare avanti la complessa governance della scuola italiana.

ANCODIS, dunque, continua a sostenere con forza che occorre un urgente intervento legislativo per: 

riassegnare alle scuole che ne sono prive una unità di potenziamento consentendo al DS, nell’ambito dell’organico dell’autonomia, di dare il distaccamento ad un suo Collaboratore in TUTTE le scuole. 

E’ data cosi una prima risposta ai ds che si troveranno un collaboratore a tempo pieno.

Purtroppo, oggi non è così: abbiamo molti collaboratori che dovranno assolvere al loro lavoro di docenza in condizioni tali da non potere svolgere la funzione loro conferita e DS che dovranno fare a meno di un collaboratore che assuma a tempo pieno deleghe e carichi di lavoro.
Per la seconda emergenza – le reggenze, ben 1.748 nell'A.S. 2017-2018! – ANCODIS ha una precisa proposta:

nel caso in cui in una I.S. esistesse lo stato giuridico di reggenza, istituire l’incarico di presidenza al 1° Collaboratore fino all’insediamento/rientro del DS titolare (molti Collaboratori ricoprono questo ruolo da diversi anni, sono la memoria storica di una I.S., hanno sviluppato adeguate professionalità e competenze nell’attività di collaborazione con i loro DS).

E’ un istituto al quale è opportuno ed urgente ritornare anche se in maniera diversa dal passato, ovvero affidandolo esclusivamente a quanti potranno certificare un servizio di almeno tre anni al fianco di un DS poiché avranno maturato indubbiamente adeguate professionalità e capacità di organizzazione e di gestione - oltre che didattiche - delle istituzioni scolastiche.

Riteniamo opportuno pensare ad un provvedimento legislativo d’urgenza, limitato al tempo della reggenza, rinnovabile ogni anno, che non lasci le scuole affidate a “formali reggenze”.
Sarebbe un riconoscimento al Collaboratore reggente per una fase limitata e transitoria e si darebbe alle scuole la possibilità di avere una guida stabile a partire dal primo giorno del prossimo anno scolastico. 

Al Collaboratore sarà affiancato un DS con "compiti di tutor" che possa monitorare e valutare periodicamente (mese? bimestre? trimestre? quadrimestre?)  l’operato ed, in caso negativo, proporre tempestivamente la revoca acquisendone di fatto la reggenza ad interim. 

Il provvedimento d’urgenza potrebbe avvenire a costo zero per l’Amministrazione se si assegnasse ai COLLABORATORI INCARICATI REGGENTI l’indennità di posizione (andando così a retribuire la posizione che verrebbero a ricoprire con l’incarico temporaneo) e ai DIRIGENTI TUTOR l’indennità di risultato che attualmente percepiscono, in cambio del lavoro di vigilanza e tutoraggio .

In considerazione dei ristrettissimi tempi all'inizio dell'anno scolastico, a noi sembra una soluzione tempestiva, ragionevole e sostenibile in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali in corso: sono soluzioni che riteniamo coerenti ad un bisogno di governance, che tengono conto dei necessari presupposti di conoscenza delle dinamiche interne specifiche di ogni i.s., dei punti di forza e delle criticità, che conferiscono una riconquistata credibilità ed affidabilità nei confronti di docenti e famiglie, che non danneggiano le Istituzioni di titolarità dei DS.
Con confermata stima, porgo cordiali saluti.
Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-25/08/2018-06:00
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Il superpreside veneto con 8 istituti e 2.800 studenti

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Come poter risolvere la questione delle reggenze
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Il Veneto è la Regione che soffre più di altre della carenza di Dirigenti scolastici. Oggi affrontiamo la vicenda del preside Vittore Pecchini che dirigerà 8 istituti con 2.800 alunni e che ha conquistato le pagine dei quotidiani nazionali, ma già l’anno scorso la reggenza è stata abbastanza complessa.
Affronta la questione reggenze il preside Gianni Zen di Bassano del Grappa (VI), componente della Delivery Unit nazionale che coordina le sperimentazioni delle principali innovazioni organizzative, metodologiche e didattiche degli istituti tecnici, ex parlamentare e membro della Commissione Cultura della Camera, che sulla testata La Tecnica della Scuola (www.tecnicadellascuola.it/dirigenti-scolastici-tre-proposte-per-superare-lemergenza-reggenze)  propone tre opzioni per superare le reggenze:
1) reintrodurre l’incarico di presidenza, senza consentire più, come in casi precedenti, che questo comporti una sorta di diritto ad un concorso-sanatoria, un vero vulnus rispetto ai concorsi ordinari,
2) regionalizzare i concorsi per i presidi, come nel Trentino,
3) reintrodurre la distinzione tra dirigenza degli istituti comprensivi e quella delle scuole superiori, viste le tante situazioni (ma le eccezioni ci sono!) di criticità emerse negli ultimi anni per il passaggio da un ordine all’altro vi dovrebbe essere una “nota di merito” del direttore regionale.
Come sempre saremo lieti di ospitare opinioni a confronto.

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02569-un-clamoroso-buco-nella-acqua

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-24/08/2018-06:00 2ª EDIZIONE
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Un clamoroso buco nell’acqua

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Sulle autocertificazioni vaccinali nessuna responsabilità alle scuole
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L’incontro di ieri delle OO.SS. Scuola e il ministro Bussetti si è concluso con un nulla di fatto o quasi, e il contenuto del comunicato stampa diramato dal MIUR lo lascia trasparire in tutta evidenza.
S’è scoperto solo, guarda caso, che le eventuali dichiarazioni mendaci da parte dei genitori sulle vaccinazioni sono tutte a carico di chi le fa, ma non c’era bisogno dell’incontro per saperlo, dato che lo prevede la legge, ma non s’è capito come assicurare l’immunità di gregge, come garantire gli immonodepressi e il loro diritto allo studio, come garantire gli ambienti/spazi distinti e come e perché non funziona l’anagrafe vaccinale e via di seguito.
In compenso di parole se ne sono dette davvero tante, anche fuori luogo e promesse di incontri periodici per risolvere i problemi della scuola.
Se i prossimi incontri si concluderanno come quello di ieri, sarà bene non farli … perché tanto non si conclude niente.
PER LEGGERE IL COMUNICATO: 2018-08-24-bussetti-sindacati

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02551-milleproroghe-ok-senato

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-24/08/2018-06:00
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Milleproroghe: ok da Senato a norma salva-precari

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Manifestazione Anief a Roma l’11 settembre davanti Montecitorio
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Dopo l’ok del Senato alla norma salva-precari all'emendamento Leu, l’Anief invita i precari a difendere il provvedimento manifestando in piazza l’11 settembre, giorno di ripresa dei lavori nell'altro ramo del Parlamento, in occasione del primo stop dei lavoratori del nuovo anno scolastico.
La norma salva-precari, secondo l’Anief, risulta fondamentale per superare la pessima decisione presa con il “Decreto Dignità” di portare al licenziamento 50 mila maestri con diploma magistrale, di cui 7mila già assunti, all'isolamento di altri 100 mila docenti abilitati e all'introduzione di un concorso straordinario per 12mila posti pure discriminante. Sinora, le due Camere dei deputati non hanno colto l'opportunità fornita dal Consiglio dei ministri di congelare per 120 giorni l'effetto dell'Adunanza plenaria del dicembre 2017 e quindi diventa fondamentale l'appuntamento che ha la Camera con il decreto Milleproroghe.
Con la manifestazione di piazza, in coincidenza del primo sciopero del nuovo anno scolastico,vogliamo sensibilizzare gli onorevoli a non rivedere quanto stabilito dai colleghi del Senato -sottolinea l’Anief - in modo da salvare i precari abilitati all'insegnamento dalle supplenze a vita e la scuola italiana da sicuro caos che ne deriverebbe qualora si desse invece effetto alla sentenza del Consiglio di Stato, con cui si intendono svuotare le GaE non assumendo in ruolo chi c'è dentro o per confermare i 7mila maestri assunti con anno di prova svolto, ma per far ritornare i precari di lungo corso nelle graduatorie d'istituto, dove potranno svolgere supplenze di breve durata in non più di 15-20 istituti.

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02552-nuovo-servizio-noipa

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-24/08/2018-06:00
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Nuovo servizio NoiPA

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Si potrà verificare l’importo netto relativo all’ultima rata elaborata,
in anticipo rispetto alla pubblicazione del cedolino
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[Comunicato NoiPA] – NoiPA sta lavorando su un nuovo servizio che permetta di visualizzare l’importo netto dei propri stipendi. Questo servizio consentirà a tutti gli amministrati di verificare anche l’importo netto relativo all’ultima rata elaborata, in anticipo rispetto alla pubblicazione del cedolino.
Il servizio, che sarà rilasciato nel corso del mese di settembre, e che  è attualmente in fase di sperimentazione, è stato già utilizzato da alcuni utenti che hanno avuto modo di verificarne le funzionalità, anche se in modalità non definitiva, utilizzando “Consultazione ordini di pagamento”.
La fase in corso dell’attività di realizzazione del nuovo self service, rende ora necessaria la sospensione della possibilità di utilizzare tale servizio nella modalità attuale; pertanto i contenuti finora visualizzabili tramite la funzionalità “Consultazione ordini pagamento”, saranno resi temporaneamente inaccessibili per gli amministrati appartenenti a comparti diversi dalla scuola.
Per il personale del comparto scuola rimane invece disponibile il self service “Contratti scuola a tempo determinato” per la verifica dello stato dei contratti relativi a supplenze brevi, Indennità di maternità su supplenze, incaricati di religione cattolica e indennità di maternità conseguenti a incarichi di religione.

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CERIPNEWS NOTIZIA XVIII-24/08/2018-06:00
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Graduatorie personale all’estero

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Disponibile anche il decreto di rettifica delle stesse
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Sul sito del MAECI (https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani/opportunita/al_mae) nella apposita sezione riservata alle scuole sono disponibili le graduatorie aggiornate del personale docente, lettore ed ata per il personale all'estero. E' inoltre disponibile il decreto di rettifica delle stesse.

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02540-bussetti-meeting-rimini

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-23/08/2018-06:00
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Il ministro Bussetti al Meeting di Rimini

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I temi: vaccini, sicurezze scuole, legge 107, parità, assunzioni
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La confortevole platea al Meeting di Rimini ha permesso al ministro Bussetti di fare il punto sulla scuola:
1) Vaccinazioni: oggi nell’incontro con le OO.SS. Scuola si definiranno le strategie d’intesa con il ministro della Salute Giulia Grillo.
2) Sicurezza scuole: prioritaria la messa a norma degli edifici scolastici in termini di documento di valutazione dei rischi, certificazioni di impianti elettrici e termici.
3) Legge 107: si cambia “senza strappi”, a cominciare dagli esami di Stato.
4) Parità: le scuole paritarie “fanno parte del nostro sistema di istruzione” dice il Ministro; il sostegno (e non il finanziamento!) andrà a chi effettivamente produce qualità in termini di offerta formativa.
5) Assunzioni: garantite quelle per 57.322 docenti (43.980 su posto comune e 13.342 su sostegno), 46 personale  educativo, 212 Ds prelevati da graduatorie di precedenti concorsi, 9.838 personale Ata. La procedura concorsuale per il nuovo reclutamento dei Ds è avviata (2.452 posti) e dovrebbe completarsi entro l’anno 2018/2019. A settembre dovrebbero partire i concorsi della scuola per docenti e segretari di scuola.

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02541-statali-sblocco-turnover

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/08/2018-06:00
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Statali, sblocco del turnover

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450.000 assunzioni dal 2019 al 2021

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Il Ministero della Pubblica amministrazione, guidato da Giulia Bongiorno, sta studiando un maxi piano di reclutamento - tramite concorso pubblico - che anticiperebbe al prossimo anno le assunzioni previste per il triennio 2019-2021 con lo sblocco totale del turnover.
Una manovra che, se andrà in porto,  porterà secondo le prime stime, circa 450mila nuovi ingressi nei ranghi dello Stato e che, nei fatti, diverrebbe una grande staffetta generazionale, tra le uscite di chi va in pensione da una parte, e la rispettiva entrata di nuove leve dall’altra.
Il governo Conte sta studiando la fattibilità del programma che sarà inserito nel disegno di legge - già ribattezzato “Concretezza” - in preparazione a Palazzo Vidoni.

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02542-bando-servizio-civile

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/08/2018-06:00
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Bando servizio civile per 53mila posti

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Destinato ai giovani tra 18 e 28 anni – Scadenza: 28 settembre p.v.
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Sono 53.363 i posti disponibili per i giovani tra i 18 e 28 anni che vogliono diventare volontari di servizio civile. Fino al 28 settembre 2018 è possibile presentare domanda di partecipazione a uno dei 5.408 progetti che si realizzeranno tra il 2018 e il 2019 su tutto il territorio nazionale e all'estero. Lo rende noto il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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02543-veliero confiscato

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/08/2018-06:00
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Il veliero confiscato agli scafisti diventa barca-scuola

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L'imbarcazione di 12 metri è stata donata alla Lega navale di Castellammare;
è stata ribattezzata col nome «Ad Astra»
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II veliero confíscato agli scafìsti ora ribattezzata “Ad Astra” diventa una barca-scuola e da ieri è affidata alla sezione della Lega navale di Castellammare, presieduta da Giuseppe Stabile, che per le sue molteplici attività può utilizzare una barca a vela di 12 metri.
La barca che è stata assegnata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, era stata sequestrata agli scafisti. Era stata intercettata sulle coste orientali della Sicilia con 50 migranti a bordo e scortata sino al porto di Augusta.
Autorità civili, militari e religiose hanno partecipato alla cerimonia della benedizione tenutasi presso la Lega navale di Castellammare ed è stata presieduta da monsignor Antonino Raspanti, alcamese, vescovo di Acireale.
Alla barca – come già  detto - è stato dato il nome «Ad Astra» tratto dalla citazione in latino «per aspera ad astra», «attraverso le difficoltà della vita, fino alle stelle».

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02544-centro-borsellino

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-23/08/2018-06:00
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Il Centro studi Paolo Borsellino intitolato anche alla sorella Rita

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Il Centro studi fu fondato il 6 ottobre 2011 per recuperare e valorizzare quanto sviluppato
dopo le stragi del ’92
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Con decisione del Consiglio direttivo del Centro studi Paolo Borsellino, da oggi viene intitolato anche alla sorella Rita.
La nuova denominazione è dunque “Centro studi ricerche e documentazione Sicilia/Europa Paolo e Rita Borsellino”.
Il Centro studi fu fondato il 6 ottobre 2011 per recuperare e valorizzare quanto sviluppato dopo le stragi del ’92 nel campo della antimafia sociale, della crescita di cittadinanza attiva, dei processi di partecipazione e potenziamento della coscienza civica.

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02520-riforma-pensioni

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-22/08/2018-06:00
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Riforma pensioni, tra incertezze e delusioni

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Verso Quota 100 (64 anni di età e 36 di contributi)
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La promessa riforma delle pensioni che dovrà essere il primo atto di questo Governo cammina lentamente, zoppicando e non è detto che si riuscirà ad inserirla nella prossima Legge di Bilancio, a meno che da settembre non si prendere decisioni univoche fra i partiti giallo-verde.
Nonostante i dubbi sulla tenuta dei conti pubblici sollevati da più parti e nonostante la discussione sull’effettiva utilità della misura (leggi: http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#02509-flat-tax-reddito-cittadinanza ) per averne un’idea, sembra probabile che il Governo targato M5S-Lega decida di puntare sulla Quota 100 (64 anni di età e 36 anni di contributi) dato che appare più difficile Quota 41, che è invece la misura richiesta a gran voce dai lavoratori precoci.
Secondo il vicepremier leghista Matteo Salvini “si deve mantenere l’impegno sacro preso con milioni di italiani di smontare quell’infamia che è la legge Fornero che sta rovinando la vita a milioni di italiani”,ma così facendo delude tutti i lavoratori precoci che da tempo si battono affinché venga estesa a tutti la Quota 41, ossia la possibilità di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati, indipendentemente dal requisito anagrafico.
Un problemaccio non risolvibile facilmente senza soldi in cassa e con una spada di Damocle pari a oltre 12 miliardi di euro da trovare subito per scongiurare l’aumento dell’Iva.

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02521-illegittimo-badge

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-22/08/2018-06:00
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Illegittimo il badge e la firma di controllo

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I docenti hanno l’onere di firmare il registro di classe, che adesso è elettronico
e registra quindi giorno e ora
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In vista dell’inizio del nuovo anno scolastico 2018/2019 con connessa diatriba tra chi sostiene che i docenti hanno l’obbligo di firma o del badge all’entrata del servizio e chi invece sostiene che si tratta di atti illegittimi, interviene Lucio Ficara sulla testata La Tecnica della Scuola, per fare alcune puntualizzazioni.
Ringraziando l’Autore e la Testata per la gentile concessione, riportiamo il testo:
«Bisogna sapere che l’unico obbligo che ha il docente per attestare la sua effettiva presenza a scuola è la firma sul registro di classe, non esistono, almeno per ora, obblighi di firmare altri fogli di presenza o addirittura di utilizzare il badge come il personale Ata. Nel CCNL scuola 2006/2009 e in quello 2016/2018 del 19 aprile 2018, l’obbligo di adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze è previsto per il solo personale Ata, invece per i docenti la rilevazione della presenza è formalizzata con la firma sul registro di classe e nel caso di attività collegiali con il verbale, in cui sono rilevate presenze e assenze. Il D.lgs. 150/2009 e quello 75/2017 non hanno modificato nulla riguardante il modo di rilevare la presenza del docente a scuola. Anche l’introduzione del registro elettronico, utilizzato da molte scuole, non modifica le norme sull’attestazione della presenza del docente a scuola. Quindi il docente che all’inizio di ogni ora effettua l’accesso nel registro elettronico e spunta il suo nominativo, la materia e l’orario, sta già attestando la sua effettiva presenza in classe e il suo regolare orario di servizio.
La sentenza n. 11025/2006 della Corte di Cassazione è entrata nel merito del controllo dell’orario di lavoro dei dipendenti pubblici. Infatti per i dipendenti pubblici l’obbligo di adempiere alle formalità prescritte per il controllo dell’orario di lavoro deve discendere da un’apposita fonte normativa di tipo legislativo o di tipo contrattuale. Per i docenti l’unico sistema di rilevazione della presenza in servizio previsto è la firma sul registro di classe in corrispondenza del giorno e dell’ora del proprio turno di servizio, oggi con i registri elettronici tra l’altro la rilevazione è rilevabile istantaneamente e in tempo reale da famiglie e Dirigente scolastico. Bisogna ricordare che per norma contrattuale, art.29 comma 5 del CCNL 2006/2009, il docente ha l’obbligo di trovarsi in classe cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni.
Depositare la firma sul libro delle firme in sala professori, molto in uso nelle scuole, non è un atto obbligatorio per i docenti, che invece potrebbero entrare direttamente nelle classi e firmare immediatamente il registro di classe cartaceo o digitale.
Illegittimo è anche, sempre che non ci siano precise delibere del Consiglio di Istituto che regolamentano il controllo delle firme di entrata dei docenti, l’obbligo del badge per i docenti.
In buona sostanza, così come specifica la suddetta sentenza della Corte di Cassazione, non esistendo fonti normative e contrattuali che istituiscono l’obbligo del badge o di firma che non sia quella sul registro di classe, il docente non è soggetto a firmare in fogli libri posti in Presidenza o in sala insegnanti, a strisciare il badge, ma ha come unico obbligo la firma sul registro della classe dove entra a prestare servizio».
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Fin qui l’articolo di Ficara, a cui aggiungiamo una perla tutta palermitana, che riportiamo così come ci è pervenuta a fine anno scolastico: il sodalizio nefasto Ds+Vicario di una certa scuola ha previsto anche un controllo random delle presenze con fogli di carta, peraltro senza intestati (sic!) che il collaboratore scolastico di turno ha fatto firmare ai docenti interrompendo la lezione! Qualche docente s’è rifiutato di firmare senza ordine scritto, e le storie non sono mancare! Si tratta di una ricognizione illegittima, patetica e squallida che non solo non si dovrebbe fare, ma si dovrebbe censurare da parte del competente USR, dato che certamente non siamo solo noi Cerip a saperlo! Però il silenzio è  stato tombale; evidentemente in Sicilia ci sono presidi intoccabili e altri meno! (n.b.)

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02522-scuola-studenti-recupero

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-22/08/2018-06:00
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Scuola, il 22,4% degli studenti deve recuperare

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Nel primo grado aumentano i promossi
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[COMUNICATO MIUR] - Meno bocciati agli scrutini di giugno nella scuola secondaria di II grado, ma aumentano studentesse e studenti che devono recuperare almeno una insufficienza per essere ammessi alla classe successiva. In crescita i promossi nel l primo ciclo. È la fotografia che emerge dalle rilevazioni sugli esiti degli scrutini finali delle scuole secondarie di I e II grado e degli Esami conclusivi del I ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2017/2018.
La secondaria di I grado
Promossi in aumento: gli ammessi alla classe successiva sono il 98,1%, contro il 97,7% del 2016/2017. A livello regionale, il tasso di ammissione alla classe successiva più elevato si registra in Basilicata (99,1%) e, a seguire, in Puglia e nel Molise (entrambe con il 98,7%). Aumentano anche gli ammessi all’Esame di Stato: negli scrutini di giugno sono stati il 98,4%, contro il 98% di un anno fa. In calo, invece, studentesse e studenti che hanno conseguito la licenza: sono il 99,5% quest’anno, contro il 99,8% del 2016-2017. 
La secondaria di II grado
Nelle scuole secondarie di II grado il 7,1% delle studentesse e degli studenti dovrà ripetere l’anno scolastico. Una lieve flessione rispetto all’anno scolastico passato, il 2016/2017, quando i non ammessi alla classe successiva sono stati il 7,5%. Il calo è pressoché omogeneo tra tutti i percorsi di studio, anche se resta confermato il maggior picco di ripetenze negli Istituti professionali (con l’11,9% dei non ammessi) e negli Istituti tecnici(con il 9,5%). Il primo anno di corso è quello che sembra presentare le maggiori criticità con la percentuale più alta di non ammessi alla classe successiva (l’11,2%).
Gli scrutini di fine anno nella secondaria di II grado fanno emergere anche un incremento delle sospensioni di giudizio: alunne e alunni che devono recuperare almeno un’insufficienza sono il 22,4%, contro il 21,7% del 2016/2017. Sardegna e Lombardia, rispettivamente con il 28,6 e il 26,2% di studentesse e studenti con giudizio sospeso, sono le regioni con le percentuali più alte. Puglia e Calabria quelle con le più basse (con 16 e 16,8%). Negli Istituti tecnici la percentuale maggiore di alunne e alunni con insufficienze da recuperare (il 26,8), subito dietro gli Istituti professionali(con il 24%) e quindi i Licei (con il 19,2%).
Risultano al momento ammessi alle classi successive (in attesa delle verifiche finali per chi ha un giudizio sospeso) il 70,5% delle studentesse e degli studenti. Nei Licei il picco dei promossi, con il 76,7% del totale degli alunni. Una percentuale che è del 64,1% negli Istituti professionali e del 63,7 negli Istituti tecniciUmbria (con il 78,2%), Calabria (con il 77,6%) e Puglia(77,3%) risultano essere le regioni con la più alta percentuale di alunni che hanno superato l’anno scolastico. Sardegna Lombardia quelle con la più bassa.
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02525-scuola-docenti-laureati-contro-diplomati

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-22/08/2018-06:00
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Scuola, docenti laureati contro diplomati

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Diffida contro le maestre venete da parte del Comitato docenti precari delle GaE infanzia
e primaria laureati in Scienze della formazione e dei vincitori dell'ultimo concorso
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Il civilissimo Veneto ha cambiato pelle e cultura: i docenti laureati si sono schierati contro i docenti diplomati ed hanno diffidato l’USR Veneto a procedere al reclutamento, perché il diploma non basta!
La diffida è stata consegnata nel bel mezzo delle immissioni in ruolo per la scuola dell'infanzia e la primaria dei docenti inseriti nelle GaE e gli Uffici scolastici territoriali del Veneto hanno ricevuto una copia dell'atto contro l'attribuzione degli incarichi agli insegnanti in possesso del solo titolo del diploma magistrale. A chiedere che venga rispettata la sentenza del Consiglio di Stato, che considera illegittima l'assegnazione dei posti ai diplomati, è il Comitato docenti precari delle GaE infanzia e primaria laureati in Scienze della formazione ed i vincitori dell'ultimo concorso.
Quindi, per la Gilda, che appoggia il Comitato nessun posto ai diplomati; si chiede che venga rispettata la sentenza del Consiglio di Stato, altrimenti si ledono i diritti dei laureati e dei vincitori di concorso che si vedono sottrarre il posto dai diplomati.

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02526-cattedre-sparite

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-22/08/2018-06:00
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Il mistero siciliano delle cattedre sparite

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Una docente che nel 2017 è stata proclamata vincitrice dopo avere atteso oltre un anno una nomina a tempo indeterminato, teme di non coronare mai il suo sogno
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In Sicilia va in onda il mistero delle cattedre sparite nel nulla. Una beffa per centinaia di vincitori del concorso 2016 messi in panchina dal MIUR in attesa di salire in cattedra. Che fine hanno fatto quasi 400 posti messi in palio per il concorso a cattedra della scuola primaria nell’Isola e mai assegnati? A chiederselo è una docente che nel 2017 è stata proclamata vincitrice di una selezione molto severa e che, dopo avere atteso oltre un anno una nomina a tempo indeterminato, teme di non coronare mai il suo sogno. 
A spiegare come sono spariti i posti è 
Graziamaria Pistorino, segretaria generale della Flc Cgil siciliana.
“I posti non assegnati ai vincitori di concorso sono l’ulteriore beffa della legge 107 in Sicilia. 
A causa di un algoritmo errato molti docenti titolari al Nord, mediante il ricorso al Giudice del lavoro, hanno ottenuto legittimamente il trasferimento nella provincia di residenza in esubero rispetto all’organico provinciale, assorbendo anche le quote accantonate per il concorso. I nostri legali stanno già verificando la possibilità di tutelare i colleghi vincitori, delusi nella legittima aspettativa del posto messo a concorso e faticosamente conquistato con concorso pubblico”.
A complicare le cose anche la mobilità straordinaria, che nel 2016 consentì a centinaia di siciliani trasferiti al Nord con la Buona scuola di fare rientro in Sicilia. Mentre la decurtazione del contingente per le assunzioni, che quest’anno doveva essere di 133 posti, per via delle tantissime sentenze dei tribunali che hanno dato ragione ad altrettanti docenti siciliani che non hanno ottenuto il trasferimento nell’Isola per le vie ordinarie, ha fatto perdere 34 dei 133 posti assegnati per le immissioni in ruolo dal concorso: un taglio netto del 25 per cento che taglia anche le speranze di coloro che attendono pazientemente di essere assunti.
In Sicilia non solo non avanzano i posti non assegnati col concorso ma ne mancano all’appello diverse centinaia. Perché “ad agosto 2017 vennero assunte solamente 83 persone, quest’anno appena 99: 182 assunzioni in due anni”, continua la docente. La graduatoria è invece scorsa, per via delle rinunce di alcune insegnanti che, avendone la possibilità, hanno preferito scegliere il sostegno o altre classi di concorso, fino alla posizione 241.
Restano in attesa dell’agognata cattedra in 467 e il tempo stringe. La Buona Scuola, che ha lanciato questo concorso, aveva infatti previsto l’immissione in ruolo di tutti i vincitori entro un triennio poi prorogato di un anno a causa per protrarsi del concorso di 12 mesi. Entro l’anno 2020/2021 occorrerà quindi assumere tutti i 708 vincitori. Ma al ritmo attuale sembra quasi impossibile che questo possa accadere. “Mi chiedo, ma al MIUR come pensano di assumere 467 vincitori nell’arco dei due soli anni? Sono estremamente preoccupata”. Perché l’insegnante in questione si trova alla posizione numero 651 e prima che arrivi il suo turno occorrerà scorrere la graduatoria di oltre 400 piazze. “Attenderò fino allo scadere del quarto anno e successivamente sarò costretta a procedere per vie legali”, fa sapere.

[
FONTE: FLC SICILIA]

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02527-ata-sicilia

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-22/08/2018-06:00
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ATA Sicilia, distribuzione posti O.D.F. a.s. 2018/2019

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Assegnati 403 posti, la ripartizione per provincia e per tipologia
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Di seguito il totale dei posti ripartiti per tipologia:
AA: 99
AT: 67
CS: 230
AAA: 7
Totale: 403
PER LEGGERE LA RIPARTIZIONE ANALITICA:  2018-08-22-ata-sicilia

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02510-vaccini-giovdi-incontro

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--> CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-21/08/2018-06:00
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Vaccini: giovedì 23 i sindacati incontrano il Ministro

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Al centro del confronto non solo la questione vaccini, ma più in generale la situazione in avvio
del prossimo anno scolastico
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Come richiesto dalle organizzazioni sindacali, si terrà giovedì prossimo, 23 agosto, un incontro al MIUR con la presenza del ministro Bussetti.  Al centro del confronto non solo la questione vaccini, ma più in generale la situazione in avvio del prossimo anno scolastico.
Sarà l'occasione per una discussione ad ampio raggio su una situazione in cui non mancano le emergenze e la necessità di individuare le priorità di intervento, che le OO.SS. Scuola hanno da tempo rappresentato alle forze politiche e allo stesso Ministro.

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02511-sicilia-a-rischio-3-scuola-su-4

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-21/08/2018-06:00
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Sicilia: a rischio 3 scuole su 4

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Ma i soldi per i lavori restano ancora bloccati
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In Sicilia sono a rischio 3 scuole su 4 e scoppia il caso: soltanto il 26% degli istituti è costruito con moderni criteri antisismici ed il 78% delle strutture è stato costruito in zone a rischio sismico! Ma l'assessore Lagalla conferma che le scuole in Sicilia riapriranno il 12 settembre. La maxi progettazione triennale da 272 milioni di euro varata da Palazzo d'Orléans, senza il decreto di cofinanziamento della porzione incombente sulla Regione - 82 milioni dal Po Fesr 2014/2020 – è bloccata, ma l'assessore all'Istruzione Roberto Lagalla rassicura che il ritardo sarà solo di qualche settimana e giù subito a sottolineare che “in sette mesi abbiamo colmato su progettazione e stanziamenti vuoti ultradecennali”. Staremo a vedere che cosa succederà appresso!
Intanto il deputato Udc all'Ars Vincenzo Figuccia, ha lanciato la provocazione di tenere i portoni delle scuole chiusi “per il semplice fatto che il 73% degli edifici è inagibile” come affermato dal Codacons e lancia la campagna “Scuole sicure in Sicilia”, con l'invito a famiglie e associazioni ad una campagna nazionale di controllo di base sull'avanzamento degli interventi in concreto.
I numeri: solo il 26% delle scuole siciliane sono costruite secondo criteri antisismici; le scuole edificate in aree sismiche sono il 78,3%; gli istituti con certificato di collaudo statico sono attualmente il 29,3%, quelle con il certificato di agibilità il 34,7%, con impianti elettrici a norma il 52,5%.

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02512-strumento-musicale

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-21/08/2018-06:00
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Strumento musicale, il taglio delle ore è illegittimo!

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Il ministro Bussetti, dopo la sentenza del TAR Lazio non ha scelta, deve intervenire
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La nuova sentenza emanata nei giorni scorsi dal TAR Lazio annulla definitivamente la nota n. 16041/2018 del MIUR in cui si stabiliva anche per il 2018 il taglio della seconda ora di esecuzione per il primo strumento nei licei musicali ritenendola illegittima perché emanata in violazione della normativa primaria.
Come è noto la nota MIUR sugli organici 2018 prevedeva una sola ora di esecuzione per il primo strumento nei licei musicali, con sostituzioni di un’ora di ascolto.
Il ministro Marco Bussetti, dopo la sentenza del TAR Lazio, non ha scelte:  deve intervenire al più presto per aggiustare la nota sugli organici che riguarda i docenti di strumento musicale.
Ora il cosiddetto “Governo del cambiamento”, non può più tergiversare, né tacere, deve applicare la legge.

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02491-nuovi-tfa-sostegno

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/08/2018-06:00
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Nuovi TFA per il sostegno

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Il Ministro ha chiesto al MEF di stabilizzare 13mila docenti di sostegno
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Gli attuali organici sul sostegno sono insufficienti a coprire la domanda nazionale: a fronte di 254mila studenti con disabilità ci sono 139mila docenti di sostegno.  All’interno di questo contingente 88mila sono di ruolo e 51mila a tempo determinato, inclusi i circa 40mila in deroga che vengono attivati sulle ore aggiuntive rispetto al tetto nazionale di un docente ogni due studenti.
Il problema di tutti i governi, incluso quello attuale, è trovare le giuste proporzioni ora che ci si è messa di mezzo anche la Corte dei Conti che ha invitato il MIUR a “rivedere i criteri con i quali si fa ricorso al sostegno in deroga” che, in parole povere può significare solo due cose: tagliare le ore ai bambini ed ai ragazzi (sic!), per chi pensa male,ovvero, ridurre i contratti a tempo determinato e fare assunzioni anche attraverso l’istituzione di nuovi TFA, che auspicano i più positivi.
L’orientamento della dott.ssa Anna Maria Novelli del MIUR andrebbe verso questa ipotesi: avviare nuovi percorsi di specializzazione per soddisfare le esigenze dell’utenza scolastica.
Il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, intanto, ha chiesto al MEF la stabilizzazione di 13mila docenti di sostegno ed ha confermato la volontà dell’Amministrazione di voler bandire un nuovo ciclo di 5mila Tirocini formativi attivi (Tfa).

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/08/2018-06:00
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La sicurezza nelle scuole è una priorità da tutelare

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La sicurezza nelle scuole non può gravare solo sui Ds ritenuti alla pari dei datori di lavoro senza avere però né risorse economiche a disposizione, né strumenti normativi tali da assolvere in piena responsabilità il ruolo di veri datori di lavoro
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L'iniziativa del sindaco di Messina che ha disposto la chiusura delle scuole per valutare con i suoi tecnici quali rilasciare, previo verifiche, ripropone una vexata quaestio che tocca tutti in tema di sicurezza e che richiama l'importante art. 18 del Decreto Legislativo 9 aprile del 2008 n°81 sulla responsabilità dei Dirigenti scolastici in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Una questione non da poco, visto che individua il capo d’istituto come primo responsabile di situazioni che possono rivelarsi di grave danno fisico per alunni e personale impegnati nelle diverse attività didattiche e amministrative.
Da più parti viene ricordato che il problema della sicurezza nelle scuole deve trovare una decisa attenzione in fatto di sensibilità politica. I primi segnali sono arrivati dal nuovo sottosegretario all'istruzione Salvatore Giuliano già preside di un istituto superiore e quindi diretto osservatore delle tante difficoltà con le quali i presidi devono continuamente fare i conti, richiamati come sono a garantire la sicurezza nelle proprie scuole. Ma dalle parole si deve passare ai fatti, con modifiche normative chiare e precise.
Se la sicurezza nelle scuole è una priorità da tutelare, essa non può gravare solo sui presidi ritenuti alla pari dei datori di lavoro senza avere però né risorse economiche a disposizione, né strumenti normativi tali da assolvere in piena responsabilità il ruolo di veri datori di lavoro.
Una situazione anomala, quella del Decreto Legislativo n. 81/2008 che ha messo al riparo solo gli amministratori locali da precise responsabilità ed esposto i capi d'istituto a pesanti conseguenze anche di natura penale.
Per fortuna, forse, il clima sta cambiando, almeno da quando la Corte di Cassazione ha dato ragione alla Procura di Grosseto che aveva posto sotto indagine il sindaco di Rocastrada per «omissioni di atti d'ufficio» per essersi rifiutato di chiudere un plesso scolastico per mancanza di inidoneità sismica.
Anche a livello politico qualcosa sta cambiando: le parlamentari Serena Pellegrino e Mara Carocci sono autrici di una proposta di legge in tema di sicurezza degli edifici scolastici e di responsabilità dei Dirigenti scolastici in materia di sicurezza. Proposta che la fine della precedente legislatura ha rimandato ad altra data per l’approvazione.
La novità principale è che i Dirigenti scolastici saranno esonerati ''da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione, necessari per assicurare la sicurezza da locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza".
Rimangono, invece, responsabili per i "rischi connessi alle attività che si svolgono in presenza di alunne e alunni o del personale scolastico o, comunque, inserite nel Piano triennale dell'offerta formativa".
Il ministro Marco Bussetti ha sollecitato la ripresa del cammino parlamentare della proposta di legge Pellegrino-Carocci che punta a meglio distribuire le responsabilità tra presidi e politici, ma che soprattutto libera i presidi da certe incaute, illegittime ed illogiche decisioni.

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02493-prescrizione-contributi-pensioni

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-20/08/2018-06:00
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Prescrizione contributi pensioni

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L’Inps chiarisce: comunicazioni anche dopo il 1° gennaio 2019

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L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è intervenuto per fornire un chiarimento in merito alla prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche, confluite nell’INPS che a sensi dell’articolo 3, commi 9 e 10, della Legge 8 agosto 1995, n. 335, ha previsto la riduzione del termine di prescrizione  dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche da 10 a 5 anni.

Nella circolare INPS n. 169 del 15/11/2017, che ha prorogato i termini di prescrizione dei contributi al 31/12/2018, inizialmente fissati al 31 dicembre 2017, sono anche fornite istruzioni in merito alla verifica del proprio “estratto conto INPS/INPDAP”, per controllare se sia aggiornato con tutti i contributi previdenziali versati.

L’Inps chiarisce adesso che la posizione assicurativa potrà essere sistemata anche dopo il 1° gennaio 2019.

Ciò che cambia – osserva la testata OrizzonteScuola.it -  è che a partire dalla succitata data, l’Amministrazione – datrice di lavoro non avrà più la possibilità di regolarizzare i versamenti mancanti, cosa possibile sino al 31 dicembre 2018; dovrà  sostenere l’onere del trattamento di quiescenza, riferito a periodi di servizio per i quali è intervenuta la prescrizione.

I dipendenti, pertanto, potranno chiedere la variazione della propria posizione assicurativa anche dopo il 31 dicembre 2018. Inoltre si precisa che la prescrizione dei contributi non influirà sulla pensione, considerato che, per i  contributi prescritti, provvederà l’amministrazione.

Per verificare la propria posizione assicurativa, si deve visionare il proprio estratto conto contributivo.

A fine suddetto, si deve accedere all’area riservata (MyINPS) con le proprie credenziali (codice fiscale, PIN o SPID), Area prestazioni e servizi/Fascicolo previdenziale del cittadino/Posizione assicurativa/Estratto conto.

In caso di contributi mancanti, si deve segnalare, con domanda on-line RVPA (richiesta variazione posizione assicurativa), eventuale contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.

Per l’istanza RVPA non è fissato alcune termine perentorio.

L’Estratto conto riporta i dati anagrafici del lavoratore e, riassunti in una tabella, i versamenti previdenziali suddivisi in: periodo di riferimento; tipologia di contributi (da lavoro dipendente, artigiano, commerciate, servizio militare ecc.); contributi utili espressi in giorni, settimane o mesi, sia per il calcolo della pensione che per il raggiungimento del diritto; retribuzione o reddito; riferimenti del datore di lavoro; eventuali note riportate alla fine dell’Estratto.

La data del 1° gennaio 2019, come data ultima per la verifica e la segnalazione di eventuali contributi mancanti, interessa invece gli insegnanti delle scuole primarie paritarie (pubbliche e private), gli insegnanti degli asili eretti in enti morali e delle scuole dell’infanzia comunali.
PER LEGGERE IL COMUNICATO INPS:  2018-08-20-comunicato-inps

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02490-autonomia scolastica-successo-formativo

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-18/08/2018-06:00
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L'autonomia scolastica per il successo formativo

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Il Decreto Dipartimentale n. 476 del 24/05/2017
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Con Decreto Dipartimentale n. 479 del 27 maggio 2017, è stato istituito un gruppo di lavoro presso il Dipartimento per il sistema educativo d’istruzione e formazione con il compito di individuare, sia in ambito organizzativo che metodologico-didattico, strategie di innovazione, ricerca e sperimentazione proprie dell’autonomia scolastica per il successo formativo di tutti e di ciascuno. Il dossier in allegato sintetizza i lavori del gruppo e mette in evidenza la possibilità di utilizzare scelte strategiche organizzative che consentano di progettare curricoli inclusivi per personalizzare i percorsi, valorizzando le potenzialità di ogni studente ponendo la valutazione come una fondamentale leva di processo per innescare il cambiamento.
Documenti Allegati: dd_479_24-5-2017-zip
PER LEGGERE IL DOCUMENTO:  http://www.miur.gov.it/web/guest/-/l-autonomia-scolastica-per-il-successo-formativo

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02470-dl-dignita-licenziamenti-concorso

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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Dl dignità, fra licenziamenti e concorso

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7mila maestri travolti dalla pronuncia contraria dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato
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Marco Nobilio, sul quotidiano ItaliaOggi mette a nudo i guai di 7mila docenti da licenziare e le pecche del Dl dignità.
Scrive Marco Nobilio sulla Testata già citata:

«Licenziati per effetto delle sentenze della magistratura e riassunti per legge, ma con contratti di supplenza. È la sorte che subiranno i diplomati magistrali che sono stati inclusi nelle GaE, per effetto di provvedimenti cautelari emessi in prima battuta dai giudici amministrativi e che, poi, per effetto delle sentenze emesse dagli stessi giudici, sono stati licenziati o stanno per esserlo.
Il governo con il decreto dignità, convertito in legge, legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto scorso, ha disposto che questi soggetti saranno ripescati con contratti a termine e poi potranno partecipare a un concorso loro riservato che dovrebbe rimettere, gradualmente, le cose a posto. Il problema non si pone per i docenti che sono stati inclusi nelle graduatorie a esaurimento per effetto di sentenze passate in giudicato, dunque non più appellabili dall’amministrazione perché definitive e che, grazie a tale inclusione, sono stati immessi in ruolo, che non saranno licenziati ed i restanti, in ogni caso, se ancora precari, conserveranno il diritto a permanere nelle GaE e nelle graduatorie di I fascia dalle quali derivano.
La questione riguarda, invece, i destinatari di sentenze negative o coloro il cui ricorso non sia ancora giunto a sentenza: circa 7mila persone, il cui esito, peraltro, è scontato, per effetto di una pronuncia contraria dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato e resta il fatto che lo Stato è stato chiamato ad applicare una sentenza del Consiglio di Stato che non ha confermato il loro inserimento in ruolo e nelle graduatorie ad esaurimento».
La soluzione non soddisfa tutti, anche se il senatore Mario Pittoni (Lega), presidente della Commissione Istruzione del Senato, afferma che è stato in massimo possibile: contratto a tempo determinato che dispiega effetti nell’immediato, e poi concorso straordinario che rimetterà buona parte di loro in carreggiata. Un’affermazione che non convince molti che già si chiedono quanti docenti resteranno fuori dal regime di contratto fino al 30 giugno 2019; a quanto pare, secondo l’Anief, sarebbero ben quattro su cinque.

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02472-vaccini-sindacati-scuola-chiedono-chiarezza

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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Vaccini, i sindacati della scuola chiedono chiarezza

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Cgil, Cisl e Uil: Occorre eliminare dubbi e incertezze, subito un tavolo di confronto –
Difficoltà per i bambini immunodepressi – Di Maio: A scuola con la legge Lorenzin
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Meglio tardi che mai! Dopo aver lasciato la piazza mediatica all’Associazione nazionale presidi (Anp) sui vaccini e la scuola, sono scesi in campo Cgil, Cisl e Uil che hanno scritto una nota al ministro Marco Bussetti definendo inaccettabile l’attuale confusione e incertezza sui vaccini e ribadiscono l’esigenza di fare rapidamente chiarezza, eliminando ogni dubbio interpretativo delle norme e degli indirizzi amministrativi a poche settimane dalla ripresa delle lezioni.
I segretari generali e i rappresentanti dell’Area V delle OO.SS. confederali (Sinopoli-Cgil, Fanfarillo-Cgil, Gissi-Cisl Fsur, Serafin-Cisl Fsur, Turi-Uil Rua, e Cirillo-Uil Rua) ritengono indispensabile che ogni disposizione organizzative che pone oneri e responsabilità in capo ai Ds e alle segreterie delle scuole debba essere oggetto di informazione e chiedono di essere convocati al più presto.
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Di Maio: a scuola con legge Lorenzin

ROMA Per l'anno scolastico in arrivo non ci sarà nessun cambiamento sull'obbligo vaccinale. Il vicepremier Di Maio conferma che la legge Lorenzin per ora è ancora in vigore mentre cerca di frenare le fughe in avanti "No Vax" nel M5S: idee malsane contro i vaccini, dice.
Dichiarazioni che però non placano la levata di scudi del mondo della scuola e della medicina, mentre sul web la petizione “IoVaccino” ha superato le 250mila firme.
Di Maio critica anche la mamma che si è vantata di aver falsificato l'autocertificazione e l’ammonisce che rischia fino a due anni di carcere. La legge va applicata, perché non si gioca con la salute. E aggiunge: «Voglio mettere a tacere qualche idea malsana contro i vaccini. Da quando sono capo politico del Movimento non siamo mai stati contro, noi vogliamo che si facciano,a prescindere dall’obbligo per la frequenza scolastica»
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I firmatari, inoltre, osservano che “né le scuole, né le famiglie possono restare nella confusione e necessitano di indicazioni chiare e disposizioni giuridicamente fondate”, mentre “il tema delle vaccinazioni e l’accesso alla scuola pubblica continua ad essere utilizzato per l’ennesima polemica ed è oggetto di pesanti strumentalizzazioni”. In chiusura della nota i sindacati aggiungono che “il rispetto al diritto allo studio e la buona gestione delle soluzioni non devono e non possono essere a carico delle scuole”.
Insomma, bisogna fare chiarezza su: iscrizioni, certificati vaccinali, autocertificazioni, la tutela dei bambini immunodepressi e anche lo steso gregge dei vaccinati, senza soluzioni fantasiose e spericolate quali l’ipotesi delle aule e spazi separati, e soprattutto senza che la scuola torni a diventare – come in un passato lontano, con la legge 107/2015! – un terreno di disputa ideologica e di polemica politica becera, strattonandola da tutte le parti. La scuola è scuola e nella scuola si fa educazione; essa non può diventare un ospedale o neppure un’aula parlamentare! (n.b.)

 

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02473-insegnante-registro-elettronico-assicurazione

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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L’insegnante che usa il registro elettronico deve essere assicurato

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Risposta Inail pubblicata dalla testata OrizzonteScuola.it
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La testata OrizzonteScuola.it nei giorni scorsi ha pubblicato un’interessante risposta dell’Inail al quesito se l’insegnante di scuola pubblica che utilizza il registro elettronico di classe è tutelato contro un infortunio o malattia professionale?
Al riguardo, come riportato dalla nota Testata on line, l’Istituto ha risposto:
Sì. In coerenza con quanto previsto dalla circolare 28/2003 sussiste l’obbligo assicurativo degli insegnanti se per lo svolgimento della loro attività fanno uso di macchine elettriche (videoterminali, computer, fotocopiatrici, videoregistratori, mangianastri, proiettori ecc.) ovvero se frequentano un ambiente organizzato ove sono presenti le suddette macchine. Tuttavia, ai fini della tutela, è necessario che tale attività sia svolta dal lavoratore in modo abituale e non occasionale e ciò si verifica proprio nel caso in cui l’insegnante provvede sistematicamente ad elaborare il registro elettronico di classe, mediante l’utilizzo del personal computer (sentenza Cassazione S.U. n. 3476/94). La progressiva estensione dell’utilizzo della tecnologia informatica consentirà in proseguo la generalizzazione dell’obbligo assicurativo e della conseguente tutela contro infortuni e le malattie professionali agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado (L. 135/12).
Il registro elettronico oramai è diffuso ovunque, come è noto il DL 95 del 2012 prevedeva l’attuazione di un piano di dematerializzazione che mai è avvenuto nella scuola. Uno strumento che ovviamente viene utilizzato in modo abituale e non occasionale nonostante le incertezze in materia di privacy. Il Garante per la Privacy sulla pagella elettronica si era così espresso nel 2012: In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.

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02474-bonus-80-euro

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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Bonus 80 euro eliminato? No, trasformato in sconto fiscale!

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Le “colpe” di oggi e di ieri sui benefit al personale della scuola
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Come è noto il bonus di 80 euro varato dal governo Renzi dal 1° gennaio 2018 in favore dei dipendenti statali e che interessa particolarmente i dipendenti della scuola con reddito tra 24.600 e 26.600 euro, potrebbe diventare uno sconto fiscale, come ha anticipato il ministro del MEF Giovanni Tria, che ha parlato di “revisione anche per ragioni di riordino tecnico” per le complicazioni che produce ogni anno con il cambio di platea, ma ha assicurato sfrontatamente che nessuno perderà nel passaggio dal vecchio al nuovo regime”!
In verità i soldi si tolgono! Che poi si trasformeranno come riduzione fiscale è da vedere! Insomma Tria limita i danni come  esborso. Un’operazione gattopardesca simile a quella adottata dal governo Renzi quando per arginare l’emorragia di denaro con la Card del Docente, invece dei quattrini liquidati tutti assieme a tutti i docenti con il cedolino mensile, ha trasformato la Card in “borsellino elettronico” con spalmatura dei rimborsi su un intero anno!

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02475-universita-modificato-costo-standard

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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Università, modificato il costo standard

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Sostegno alle realtà in cui gli studenti partono da condizioni più svantaggiate
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[Comunicato MIUR] - Cambia il costo standard per studente, il parametro utilizzato dal 2014 per assegnare una parte del Fondo di finanziamento degli atenei (oltre 1 miliardo di euro) con lo scopo di superare il meccanismo basato sulla spesa ‘storica’ delle università e di tenere maggiormente conto delle differenze fra atenei in termini di offerta formativa e domanda di formazione, nonché dei diversi contesti infrastrutturali e territoriali in cui operano le Università.
Il decreto pone maggiore attenzione ai diversi contesti in cui operano le università, introducendo, all’interno del costo standard, due importi perequativi, frutto anche del lavoro congiunto sui dati fatto da MIUR e ISTAT. Il primo importo è utilizzato per ‘graduare’ il costo standard di ateneo in base al reddito medio familiare della Regione dove ha sede l’università e alla capacità contributiva effettiva degli iscritti. Si va così incontro alle realtà in cui gli studenti partono da condizioni più svantaggiate. Il secondo importo è utilizzato per incrementare il costo standard degli atenei in funzione dell’accessibilità: si tiene conto della rete dei trasporti e dei collegamenti in modo da compensare le università che logisticamente sono più difficili da raggiungere. Per il triennio 2018-2020 il costo standard rappresenta il modello per ripartire rispettivamente il 22%, il 24% e il 26% (tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro) del Fondo di finanziamento ordinario delle università in base a parametri dimensionali oggettivi che tengono anche conto degli specifici contesti.
Il via libera al nuovo modello del costo standard consente anche lo sblocco del decreto ministeriale relativo alla distribuzione del Fondo di finanziamento ordinario 2018 agli atenei che, complessivamente, si attesta a 7,327 miliardi di euro. La parte di Fondo distribuita secondo la spesa storica si attesta a 2,949 miliardi euro. La quota premiale pesa per il 24%, come previsto dalla normativa vigente (1,693 miliardi di euro). Il costo standard vale 1,380 miliardi di euro. Per le Istituzioni AFAM statali il decreto firmato dal Ministro ripartisce circa 14 milioni di euro. I decreti sui finanziamenti saranno quindi inviati alla Corte dei Conti e, a seguito di registrazione, pubblicati sul sito del MIUR.
Adottato anche il provvedimento con i nuovi valori-soglia per la tornata dell’Abilitazione scientifica nazionale 2018-2020 (ASN). Il decreto sui valori-soglia è stato adottato su proposta dell’ANVUR e a seguito di parere del CUN e contiene gli indicatori che saranno utilizzati per la formazione delle Commissioni e per la valutazione dei candidati per la I e II fascia di professore universitario dei 190 settori concorsuali esistenti. In particolare, da domani, 9 agosto, e fino al 25 settembre, sarà possibile presentare la domanda per aspirante Commissario. Il bando candidati sarà adottato con Decreto Direttoriale entro questa settimana e quindi inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione prevedendo l’apertura delle domande dal 10 settembre prossimo. 
PER LEGGERE IL DM CON  I VALORI DI SOGLIA:
http://www.miur.gov.it/web/guest/normativa/-/asset_publisher/wIOs09toYIrf/content/determinazione-dei
-valori-soglia-degli-indicatori-di-cui-agli-allegati-c-d-ed-e
-del-d-m-7-giugno-2016-n 120?inheritRedirect=false&redirect=http%3A%2F%2F

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02476-imminente-bando-concorso-dsga

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CERIPNEWS  NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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Imminente il bando di concorso per i Dsga

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Contabilità, inglese e tirocinio, i pezzi forti
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Per il prossimo mese di settembre è prevista la pubblicazione del bando di concorso pubblico per l'assunzione di poco più di 2mila Direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) da assegnare agli uffici di segreteria delle istituzioni scolastiche statali che ne saranno privi dall'inizio dell'anno scolastico 2019/2020.
Potranno partecipare al concorso i soggetti in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, sociali o amministrative, economia e commercio, di alcuni diploma di laurea specialistica (LS) o di lauree magistrali (LM); vi potranno  partecipare, anche se non in possesso dei predetti requisiti culturali, gli assistenti amministrativi di ruolo in servizio nelle scuole statali che, alla data del 1° gennaio 2018 possono fare valere almeno tre interi anni di servizio negli ultimi otto nelle mansioni di Direttore dei servizi generali e amministrativi.
Con Regolamento si stabiliranno natura delle prove concorsuali e  modalità di svolgimento delle stesse, tuttavia è ipotizzabile
- una prova preselettiva articolata con domande a risposta multipla il cui numero (100 o 200) in ragione delle domande di partecipazione,
- una prova scritta relativa al diritto amministrativo a quello pubblico, alla contabilità di Stato e la contabilità degli istituti scolastici,
- una prova orale tesa a verificare il grado di conoscenza da parte dell'aspirante Dsga del Regolamento di contabilità, del decentramento amministrativo, del rapporto di lavoro del personale del comparto scuola, delle norme di sicurezza, del nuove codice della privacy, ma anche la conoscenza di una lingua stranieri (inglese) e il grado di competenza nell'uso delle apparecchiature delle applicazioni informatiche di ultima generazione,
- possibile anche il tirocinio sul campo.

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02477-barriere-architettoniche-fuori-legge-scuole

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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Barriere architettoniche, fuori legge 10.380 scuole

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Un quarto del totale non risulta adeguato alla normativa in materia
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Bisogna abbattere le barriere architettoniche nelle scuole italiane: lo scorso anno scolastico 2017/18, solo il 73,95% degli edifici scolastici risultava adeguato alla normativa in materia. All'appello mancano ben 10.380 scuole, oltre un quarto del totale.
Il dato, proveniente dall'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica, è quello che la Direzione generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica del MIUR ha fornito alla Corte dei Conti, a fine maggio, per la relazione dei magistrati contabili sull'integrazione scolastica degli alunni disabili. Su un totale di 39.847 edifici scolastici attivi, in cui cioè si svolge attività scolastica, 29.467 risultano in regola con la normativa sulle barriere architettoniche. Resta, però, un 26,05% non a norma! Pur se il dato è in lenta evoluzione in positivo, è rilevante la raccomandazione della Corte dei Conti di «accelerare la messa a punto dell'anagrafe in questione».
Come è noto, fino al 24 maggio scorso, i magistrati contabili non potevano esprimere una valutazione della situazione dell'edilizia scolastica per il suo adeguamento ai bisogni delle persone disabili, poiché mancano valori di base come il numero complessivo di istituti scolastici italiani e una loro diversificazione per ogni ordine di istruzione.

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02478-sicilia-prof-rimpatriata

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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Sicilia, la prof rimpatriata

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Una docente non trasferita ottiene il rientro: è madre di una figlia di 3 anni!
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Ancora errori sulla mobilità che hanno conquistato le pagine della stampa quotidiana locale e web: con propria ordinanza il Tribunale di Roma, che potrebbe costituire un precedente, ha disposto il trasferimento definitivo con rientro in Sicilia, a Capo d’Orlando, per la precisione, di una docente madre di una bambina di tre anni, che aveva fatto opposizione alla mobilità 2017/2018.
L'ordinanza emessa dal Tribunale romano, Sezione Lavoro, è di particolare interesse perché sancisce il riconoscimento del diritto della ricorrente, madre di una bambina di tre anni, all'assegnazione temporanea triennale in una sede scolastica vicina al luogo di residenza della famiglia e della figlioletta, per la rilevata sussistenza di errori nelle procedure di mobilità relative all'anno scolastico 2017/18.
La ricorrente era stata assunta nell'anno scolastico 2015/2016 ed era stata sottoposta a mobilità obbligatoria l'anno successivo, in fase C, con trasferimento nella regione Lazio. La docente nell'anno scolastico 2017/2018 si era nuovamente sottoposta a mobilità interprovinciale, senza però ottenere il trasferimento richiesto.
L'insegnante, opponendo resistenza, è riuscita a dimostrare – grazie al suo legale - delle illogicità e dei vizi posti in essere dal MIUR, dovuti ad un'errata applicazione del disposto di cui all'art. 8, commi 6, 7, 8 e 9 del contratto 2017. In particolare, sono state dimostrati numerosi errori nelle procedure di trasferimento e che varie sedi disponibili nell'organico di diritto provinciale per l'anno scolastico 2017/2018 non erano state destinate a mobilità, ma erano rimaste vacanti al termine delle procedure, sebbene espressamente richieste dalla stessa nella domanda presentata.
Il Tribunale di Roma, in forza di quanto sopra, ha censurato il mancato riconoscimento da parte del Ministero del diritto all'assegnazione temporanea, che spetta a tutti i genitori dipendenti di amministrazioni pubbliche con figli fino a tre anni di età, ed ha accolto integralmente il ricorso del legale ella ricorrente disponendo il trasferimento definitivo della stessa in una scuola della provincia di Messina, nell'Ambito 0016, o più vicina, nel rispetto del punteggio dovuto e per ricongiungimento familiare, con diritto anche all'assegnazione temporanea.

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02479-usr-sicilia-elenco-posti-disponibili-dirigenza

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-17/08/2018-06:00
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USR Sicilia, elenco posti disponibili di dirigenza

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Pubblicato l’elenco analitico distinto per provincia a.s. 2018/2019
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Sono 149 i posti di dirigenza disponibili per l’anno scolastico 2018/2019 in Sicilia. L’Ufficio Scolastico Regionale ha diramato l’elenco analitico per provincia, indicando le sedi sottodimensionate destinate solo a reggenza e le sedi con incarico nominale per reggenza o incarico di presidenza.
PER LEGGERE IL FILE:  2018-08-17-posti-dirigenza.pdf

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