-

-

-

CERIPNEWS ®   
Gli eventi scolastici più rilevanti pubblicati nella Testata
ARCHIVIO LA NOTA

- -
- -

-

-

-

 

 

--
01151-scuola-tribunale

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-30/04/2018-06:00
--

La scuola non può diventare un tribunale

-
Agli insegnanti occorrono competenze di gestione dei conflitti
-
Fa davvero effetto vedere le immagini di un adolescente che si accanisce in classe contro un insegnante (pistola giocattolo puntata contro il prof a Pisa, spray al peperoncino contro prof e compagni a Cesena, accendino acceso contro il prof a Lecce, oppure l’accanimento di compagni contro i compagni, sempre con uso di videoripresa tramite cellulare e subito postato in Rete sui social di ogni tipo. Sconvolge l’ultimo fatto consumato nei giorni scorsi in un istituto tecnico leccese (per i fatti già menzionati, sembra una città ad alto rischio!) in cui, al termine di una lite per delle patatine ad uno studente è stata asportata la milza danneggiata a seguito di uno spintone contro un banco da parte di un compagno di classe. Bullismo? Incidente? Staremo a vedere!
Vuoi che i tanti fattacci agli onori della cronaca riguardino gli alunni ovvero i docenti, si ha la sensazione – come osserva il pedagogista  Daniele Novara (autore del libro “I bulli non sanno litigare”) dalle colonne del quotidiano Avvenire del 27 aprile u.s. - che la nostra scuola sia sotto attacco; anzi che ci sia una vera e propria guerra in corso fra studenti e studenti, fra studenti e insegnanti e fra genitori, studenti e insegnanti.
“Su questa base teorica sbagliata, scrive ancora Daniele Novara, certa opinione pubblica e certa parte del personale della scuola è spinta ad atteggiamenti di criminalizzazione di una certa fetta di alunni, quasi che non fossero più ragazzi e ragazze con tutta la loro problematicità adolescenziale, ma unicamente criminali da punire e condannare una volta per tutte. Così si invocano misure sempre più coercitive, non basta la sospensione di pochi o tanti giorni, ci vuole la bocciatura (come imprudentemente ha affermato la ministra Fedeli! [nota Ceripnews]) e non basta la bocciatura, ci vuole l'allontanamento definitivo dalle scuole italiane e non basta neppure questo: bisogna rinchiuderli in comunità per la loro rieducazione!”
E la scuola (per gli alunni) e il sistema (per il personale) che dovrebbe educare e gestire i conflitti a tutti i livelli, che fa? Conoscere la materia da insegnare (sempre che si conosca a fondo e la sia sappia insegnare!) fa diventare docenti ed educatori, fa diventare competente nella gestione dei conflitti e delle complesse dinamiche che si determinano in una classe? Certamente no!
Allora, è bene censurare e sanzionare le nefandezze di alunni e docenti, ma sarebbe opportuno ricominciare a parlare di comunicazione-relazione-interazione e di gestione delle dinamiche mettendo mano ad una vera e concreta formazione del docente, che va oltre la conoscenza della materia; significa – come scrive ancora Daniele Novara – “avere competenze per organizzare la classe come entità sociale, come gruppo, nella gestione dei conflitti con gli alunni e fra gli alunni e fra alunni e insegnanti”, e poi – ma solo dopo! - costruire processi di apprendimento che coinvolgano gli alunni nelle loro interazioni, nelle loro dinamiche relazionali e nei processi di imitazione reciproca. Insomma, prima di saper spiegare Dante, Verga, Pirandello o il teorema di Pitagora, bisogna saper comunicare, bisogna saper evitare inutili provocazioni, bisogna saper gestire i momenti iniziali dei conflitti prima che si scatenino da parte di tutti e contro tutti.
Una scuola di qualità aiuta i ragazzi a maturare, a crescere, a gestire le contrarietà, a sviluppare le proprie risorse all'interno di metodologie pedagogiche efficaci che guardano con fiducia alle potenzialità degli alunni stessi prima di condannarli come se fosse semplicemente un tribunale.
Così come abbiamo scritto nell’edizione di sabato 28 aprile (leggi: http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#01141-scuola-in-balia) dispiace che nei programmi dei partiti che hanno vinto le elezioni ben poco compaia sulla necessità di costruire un nuovo investimento sociale sulla scuola e se ne parla ognuno la pensa in modo diametralmente opposto; però lasciare questa istituzione ai margini dell'interesse comune o peggio limitarsi ad effettuare “ritocchi” e “maneggiamenti” per dovere elettorale, più che per convinzione culturale e consapevolezza politica, rischia di trasformarla in un’arena senza confini per chi ci lavora e per chi dovrebbe ricavarne beneficio con lo studio.
Infine una considerazione non secondaria. Per esorcizzare bullismo, violenza e aggressività di vario genere, si tenta di risolvere la questione con la riproposizione dell’insegnamento dell’educazione civica (avanzata dal sindaco di Genova Giorgio Gori) ignorando che già s’insegna, anche se ha cambiato nome, spettro e portata: Costituzione Italiana, Educazione ambientale, Educazione alimentare, stradale e Educazione sanitaria. (ninni bonacasa)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01141-scuola-in-balia

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-28/04/2018-06:00
--

La scuola in balia di M5S e Pd

-
Il personale della scuola e l’opinione pubblica come vede questo strano sodalizio?
-
La possibile, presunta, auspicabile ma non troppo, intesa tra M5S e Pd potrebbe sfasciarsi sul nascere proprio sulla questione scuola, altro che sul job act, legge Fornero e garanzie giovani, reddito di cittadinanza, articolo 18, rimpatri, blin trust per gli uomini di governo, ius soli e nuove regole europee, o conflitto di interesse dell’ex cavaliere Berlusconi.
Se per tutte le questioni sopra accennate le posizioni sono divergenti, sulla scuola le distanze sono abissali!
Il Pd, difende a spada tratta la riforma Renzi-Giannini-Fedeli, compreso i decreti attuativi; il M5S, invece, vuole smantellare la Legge n.107/2015 per azzerare il principio di scuola-azienda con i super-poteri ai Dirigenti scolastici, la chiamata diretta dei docenti, il bonus premiale e la card che doveva servire per formazione dei docenti.
Ora, come si fa a pensare ad un’intesa con questi presupposti? Vero è che nel tempo la politica ci ha fatto vedere più di un trasformismo, ma in questo caso si dovrebbe parlare di miracolo pattizio oltre ogni immaginazione, come è quasi impossibile collimare e vedere realizzati provvedimenti condivisi partendo da presupposti tanto diversi come quelli sostenuti in campagna elettorale ed anche adesso, sia da parte dei vincitori che da parte dei perdenti nella recente tornata elettorale e che, da subito, si erano autoconfinati all’opposizione. (ninni bonacasa)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01131-incredibile-ma-vero

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-27/04/2018-06:00
--

Incredibile, ma vero, le ferie prima del dovere!

-
L’AT di Palermo “scopre” che i Ds devono fruire tutte le ferie a norma di contratto
-
L’Ambito Territoriale per la provincia di Palermo scrivendo ai Dirigenti scolastici proclama, adesso, che “le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile” e eventuali deroghe “per esigui periodi (…) non goduti a causa di motivati ed indifferibili impegni di lavoro” rivestono carattere di eccezionalità!
Insomma, giusto per dire le cose come stanno, per l’AT di Palermo le ferie vanno prese sempre e comunque. Forse esattamente come fanno i suoi dipendenti, che però non hanno una o più scuole da mandare avanti, hanno solo carte posate sul tavolo che possono giacere là dove si trovano (ma verbo è stato più esatto!) e quindi  possono dare priorità alle ferie, legittime peraltro!
Per i Ds le cose vanno diversamente però! Va bene ed è giusto ricordare il CCNL dell’Area V della Dirigenza scolastica, è giusto ricordare i diritti dei lavoratori, è giusto tutto; quello che è meno giusto, e che anzi fa ridere anche chi non ne ha voglia, è un piccolo particolare: poiché nessuno Ds ama starsene in presidenza incrociando i pollici in piena estate (ma quando, poi, fra adozione dei libri di testo, scrutini, esami di Stato, organici da definire ed anno scolastico da avviare, ecc.) se il Dirigente dell’AT di Palermo ne è convinto a pieno, come pare, sarebbe stato opportuno, quanto meno, che firmasse la nota nella qualità di vice-direttore dell’USR Sicilia, anzi meglio sarebbe stato se tale nota fosse stata diramata dal Direttore Generale dell’USR Sicilia, invitando tutti i Ds a mettersi in ferie quasi coatte, mandando così in malora tutte le attività e tutti gli impegni di fine anno scolastico.
Dopo tutto sarebbe un ordine; quanto alla scuola, chi se ne frega, l’importante è rispettare le disposizioni, sempre in nome di una becera burocrazia!
Credo che i Ds – che spesso ci perdono decine di giorni di ferie annualmente perché non ci riescono stante i diffusi e complessi impegno d’ufficio! - siano invece molto saggi ed illuminati e, fermo restando il dovere di aderire all’invito (per non definirlo provocazione!) dell’AT di Palermo fin dove è possibile, sappiano regolamentare le loro ferie a prescindere che debbano/possano essere consumate entro e comunque il 31 agosto prossimo e sappiano anche motivare sempre bene e dettagliatamente i motivi ostativi della mancata fruizione. (ninni bonacasa)
PER LEGGERE E/O SCARICARE IL PDF:  2018-04-27-rinvio-ferie

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01112-scuola-minacciata

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-26/04/2018-06:00
--

La scuola è minacciata dai bulli, ma gli italiani ci credono ancora / L’Anp toscana critica le sospensioni agli alunni

-
Indagine Demos: il fenomeno viene considerato un problema serio secondo 1/4 degli intervistati e i 2/3 ne danno la colpa ai social che non solo amplificano l’evento, ma rendono popolari sia le vittime che gli artefici!
-
Malgrado l’emergenza bullismo amplificata dai social, la scuola è ritenuta dagli italiani un’istituzione credibile e che va protetta soprattutto in un nazionale che si guarda bene dall’investire in cultura!
Insomma i tanti casi che quasi quotidianamente vengono denunciati dalla stampa cartacea e online, non sembrano aver scalfito la credibilità del nostro sistema scolastico, dato che gli episodi di bullismo risultano circoscritti e limitati e così nel Rapporto su “Gli italiani e lo Stato”, condotto da Demos (da oltre vent’anni), la scuola pubblica statale si conferma l’istituzione che suscita maggiore fiducia fra i cittadini: è “stimata” positivamente da circa il 53% della popolazione intervistata e da quasi il 65% degli studenti sentiti da Demos-Coop!
-

L’Anp toscana critica le sospensioni ai bulli
Sono un premio invece di una punizione!
Se uno studente a scuola non ci vuole andare o non ci vuole stare, la sospensione può diventare un premio; meglio i lavori socialmente utili.
Una voce fuori dal coro quella del presidente toscano dell’Anp, Alessandro Artini, che contro la linea punitiva ad oltranza da parte di tanti, ritiene che un servizio alla Caritas per fare magazzinaggio o dare una mano alla mensa dei poveri, funziona meglio di una sospensione. Dopo tutto la scuola è un istituto educativo e non può diventare para-giudiziario!
Compito della scuola è educare al rispetto dell’autorità e poi basta lezioni frontale ex cathedra, bisogna insegnare ai docenti a gestire psicologicamente la classe, bisogna stimolare l’attenzione dei ragazzi, ma il tutto può avvenire solo se il prof ha una specifica preparazione.
D’accordo con il collega preside. Certamente sì, meno con tutta l’Associazione per le sue posizioni assunte sui più recenti caso di bullismo e soprattutto il silenzio tombale – che vale come assenso – alle parole della Ministra dalla bocciatura facile.
Certo nessuno ha titolo a salire in cattedra con un becero moralismo di facciata o un pedagogismo facile e fuori misura, ma dopo lo sdegno, è il caso – come abbiamo scritto più volte in questi giorni (leggi ultimo articolo: http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#01045-bulli-da-bocciare-o-educare)  – che tutti si rimbocchino le maniche ed offrano modelli culturali, sociali, economici, politici e soprattutto educativi veramente diversi e alternativi.
(n.b.)


-
Il “bullismo” viene considerato un problema serio secondo 1/4 degli intervistati e i 2/3 ne collegano l’amplificazione per colpa della diffusione dei social network che non solo amplificano l’evento, ma rendono popolari sia le vittime che gli artefici del bullismo.
La soluzione resta in un sano, corretto, franco e leale rapporto educativo che coinvolge docenti, alunni, famiglie, sociale organizzato, volontariato, la chiesa, la parrocchia e tutte le altre agenzie che operano organizzando il tempo libero dei giovani nella consapevolezza che se fallisce un solo elemento di questo sistema complesso sistema di relazioni-interazioni, hanno perso tutti! (ninni bonacasa)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01097-poco-buono-ds

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-24/04/2018-06:00
--

Il poco buono dirigente scolastico e l'aspirante tale!

-
Le notizie: Il potere fasullo del Ds - Assegna otto classi ad un docente e 3-4 ai colleghi della stessa disciplina … e perde in Tribunale / Concorso Ds, oggi il giorno della verità - Stucchevole ed inopportuna petizione che chiede la conferma della data o il rinvio a settembre della preselezione
-

Il potere fasullo del Ds
Assegna otto classi ad un docente e 3-4 ai colleghi della stessa disciplina … e perde in Tribunale

Un Giudice del Lavoro ha sospeso il provvedimento di assegnazione delle classi di un Ds e condannato l’Amministrazione scolastica alle spese di giudizio, circa 2.000 euro, ritenendo iniquo il provvedimento con il quale il Ds aveva assegnato 8 classi ad un solo docente mentre altri 4 docenti della stessa disciplina ne hanno avute assegnate 3-4.
Il tutto – come riporta la testata OrizzonteScuola (leggi: https://www.orizzontescuola.it/dirigente-scolastico-assegna-otto-classi-ad-un-docente-e-quattro-ai-colleghi-della-stessa-disciplina-perde-in-tribunale/ ) - senza aver acquisito il formale parere da parte del Collegio dei docenti e senza rispondere né formalmente, né informalmente alle richieste del docente di essere messo a conoscenza dei criteri posti alla base del provvedimento.
Nonostante i “poteri” discendenti dalla Legge n. 107/2015, lo sanno i Ds che restano inalterati compiti e prerogative degli organi collegiali che non possono essere calpestati da Ds che si ritengono “legibus soluti”?
-
Concorso Ds, oggi il giorno della verità
Stucchevole ed inopportuna petizione che chiede la conferma della data o il rinvio a settembre della preselezione!
Oggi in Gazzetta Ufficiale si avranno le ultime notizie sul prossimo concorso per dirigenti scolastici. Leggendo alcuni siti web apprendiamo che alcuni docenti iscritti alla prova preselettiva del concorso di cui al D.M. 908 del 15/11/2017, avendo avuto notizie dalla stampa che il Miur si appresterebbe a posticipare la data della prova preselettiva prevista per il 29 maggio 2018 ad una data per la fine del mese di luglio 2018, con una petizione chiedono di non spostare la data prevista del 29 maggio 2018, ma nella eventualità che dovesse essere necessario lo spostamento della data prevista, chiedono di fissare una nuova data dal mese di settembre 2018, in periodo di normale attività didattica (sic!).
A pretesto gli esami di Stato delle scuole di secondo grado, il servizio per le verifiche dei recuperi dei debiti formativi, il diritto alle ferie!
Petizione stucchevole, quanto inopportuna, per più motivi:
1) Un’ora e mezza di impegno in un giorno della terza settimana di luglio è davvero tanto gravoso?
2) Che c’entrano gli esami di Stato che si concludono sempre entro il 15 luglio?
3) Che c’entra tirare in ballo i corsi di recupero che si svolgono a fine agosto?
4) Che c’entra il diritto alle ferie a fronte di uno slittamento che sballa tutto il cronoprogramma del Miur?
5) Si rendono conto costoro che, da un rinvio all’altro, rischiano di non essere in servizio da Ds  il 1° settembre 2019?
Infine, ma non certo ultimo punto in ordine di importanza, la minaccia di azioni legali!
Cominciano davvero male i futuri aspiranti e speranzosi dirigenti scolastici della scuola italiana!  Ora, siccome nessuno ha puntato loro la pistola contro per obbligarli a presentare la domanda di partecipazione al concorso, a che titolo minacciare?
Questa gente che ha già l’Io ipertrofico ed appalesa un tasso di litigiosità evidente, spera di cominciare così una nuova carriera? Ma la scuola non ha bisogno di questo tipo di dirigenza! (ninni bonacasa)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01065-rapporto-giovani-2018

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-23/04/2018-06:00
--

Rapporto Giovani 2018

-
Indagine curata dall’Istituto Toniolo
-

È in uscita in tutte le librerie il Rapporto Giovani 2018 (RG2018) curato dall’Istituto Toniolo con il sostegno della Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. Dal RG2018 emerge come le nuove generazioni vogliono vagliare criticamente e valorizzare il patrimonio ricevuto ed anche conquistare un ruolo da protagonisti. Ci sono anche elementi di rassegnazione, disillusione e distacco, ma emerge l’energia con la quale il 73,8% degli intervistati ritiene che sia ancora possibile impegnarsi in prima persona nella società.
Dal RG2018 emerge, inoltre, la visione disomogenea dei giovani nei confronti della politica: solo il 35,1% del totale è vicino ad un partito; il 24,2% non esprimono interesse; il 40,7% sono  disaffezionati, tuttavia il 73,8% si dichiara convinto che sia ancora possibile impegnarsi in prima persona per cercare di far funzionare meglio le cose in Italia.
La vita nella Rete è un altro grande tema indagato dal RG2018: i giovani sono sempre connessi, ma in maniera autonoma e attenta e con una chiara tendenza a rifiutare ogni forma di violenza e di odio. Gli intervistati ritengono che l’odio in Rete sia collegato, in qualche modo, alle tensioni che circolano all’interno della società.
Il Rapporto evidenzia anche che i nostri giovani (40,7%) hanno sì aspirazioni professionali definite, ma non sanno se riusciranno a realizzarle. I nostri giovani indecisi sono in buona compagnia con gli spagnoli (35,3%) ed i francesi (33,6%), molto lontani gli inglesi (16,8%).
Più preoccupante è la situazione dei disorientati, quelli che non hanno alcuna idea rispetto a un possibile percorso professionale o che non ci vogliono nemmeno pensare: gli italiani sono il 26,8%, i francesi il 25,4% e i britannici il 23,4 per cento.

PER LEGGERE IL RAPPORTO: 2018-04-23-rapporto-giovani

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01045-bulli-da-bocciare-o-educare

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-21/04/2018-06:00
--

Bulli da bocciare o da educare?

-
Perché non mi convince la dichiarazione della ministra uscente, Valeria Fedeli, nella quale si liquida la partita con una battuta categorica, quanto discutibile
-
Dopo il caso del prof minacciato e umiliato in classe da un alunno, mentre altri tre riprendevano la scena (sic!) tempestivamente finita su social, la pietosa vicenda della ragazza di San Donato che è si gettata dalla finestra della scuola perché era finita nell’inferno delle baby-bulle (sic, sic!) di abbiamo dato ampio resoconto ieri (leggi: http://www.ceripnews.it/notizie.htm#01037-studenti-bulli ), compreso l’inserto pubblicato su: "Bufera social: under 15 e Facebook post liberi solo con l’ok dei genitori", la cronaca riporta anche il caso di un’insegnante campana che per sedare una lite tra compagne in classe ha rischiato grosso perché un’alunna ha lanciato contro di lei banco e sedia, tra bestemmie e parolacce!
Mi chiedo, a questo punto, se sospendere o bocciare abbia senso, ed ecco perché non mi convince la dichiarazione della ministra uscente, Valeria Fedeli, nella quale si liquida la partita con una battuta categorica quanto discutibile: “I responsabili non vanno ammessi agli esami!” riscuotendo il consenso di autorevoli esponenti di Anp, come si è tutto si potesse risolgere “con una linea rigorosa nelle sanzioni”.
Ma si risolve così il problema di una poco sana relazione educativa? Personalmente la penso diversamente!
Poter fare tutto quello che si vuole a scuola non paga e va sanzionato, certamente, ma bisogna innanzi tutto:
- bisogna capovolgere, come un calzino, quella cultura permissiva e narcisistica che, a partire dalla famiglia, spinge a dare sempre ragione ai giovani anche quando hanno torto, forse per timore del peggio o forse per convenienza, che però alimenta quel senso di onnipotenza spesso alimentato ancora di più da smartphone e Rete, che dovrebbe stimolare verso il bene e che spesso indirizza verso il male;
- occorre definire un Codice etico di disciplina che sia chiaro e uguale per tutti;
- bisogna cercare di contenere la diffusione dei social senza lasciar correre, magari con la scusa di evitare guai peggiori (sic!);
- occorre rifondare, in chiave pedagogica, il rispetto dell’istituzione scuola e dei suoi operatori (Ds, docenti personale Ata) a livello di famiglia, territorio e società. Insomma, bisogna ricomporre la frattura esistente tra giovani, famiglie e insegnanti. I bulli si arginano solo mettendo in pratica nuovi metodi d’insegnamento tali da rispondere ai diversi e mutevoli bisogni degli alunni, superando la lezione frontale, la cattedra, il registro e la lavagna, ma soprattutto costruire una nuova gestione della classe con adozione di modelli efficaci a prevenire comportamenti inopportuni;
- occorre dare garanzie a tutto il personale della scuola anche in termini salariali. In questi anni lo Stato si è permesso di trasformare i docenti nella categoria di laureati peggio pagata; ma anche i Ds non stanno meglio! Quello che sarà corrisposto al personale della scuola sono bruscolini! Un solo esempio per tutti: in nome dell’austerità di bilancio - che però ha salvato molte spese inutili – si è lasciato invecchiare e deperire il corpo docente (in Germania a fine carriera un professore della scuola secondaria guadagna 74.538 euro, in Italia 39.304); quanto al corpo dirigente, i 7mila presidi in servizio attendono il rinnovo del contratto e gli adeguamenti stipendiali previsti dalla legge di bilancio: 350 euro mensili da qui al 2020.  Come scriviamo in altra  pagina, l'Atto di indirizzo integrativo che dovrebbe dare il via al negoziato per l'integrazione economica dei dirigenti scolastici è ancora fermo al Mef e non è detto che tale lunga giacenza non sia per effetto della mancanza di un Esecutivo con pieni poteri! In ballo ci sono le risorse stanziate dalla scorsa legge di Bilancio per armonizzare progressivamente la retribuzione di posizione di parte fissa a quella prevista per le altre figure dirigenziali del comparto Istruzione e Ricerca, circa 37 milioni di euro per il 2018, 41 milioni per il 2019 e 96 milioni per il 2020 che toccherà alla contrattazione collettiva distribuire insieme alla dote prevista a suo tempo dalla Buona Scuola: 46 milioni per il 2016 e 14 milioni per il 2017 da corrispondere a titolo di retribuzione di risultato una tantum.
Quanto poi a certi casi di bullismo, ovvero a situazioni di pseudo-bullismo, che è sempre esistito, bisogna fare chiarezza. I casi in esame, ancorché isolati, più che essere etichettati come bullismo vanno definitivi come soprusi esercitati da giovani tra pari e contro gli adulti, in un inedito ribaltamento dei ruoli dato che è destituita la legittimità dei padri, delle madri ed anche della scuola, e se quest’ultima non recupera l’autorità necessaria, non se ne esce più! (ninni bonacasa)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01036-lingua-controversa

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-20/04/2018-06:00
--

La lingua controversa

-
Polemica a distanza tra la ministra Fedeli e l’Accademia della Crusca
-
L'Accademia della Crusca, come riporta R.it Scuola, ha strigliato il Miur sul Sillabo programmatico, pubblicato a marzo e dedicato alla promozione dell'imprenditorialità nelle scuole statali secondarie di secondo grado per l’eccessivo anglicismo nella nostra lingua. Secondo la Crusca “il documento testimonia l'abbandono dell'italiano, da parte del Miur, in favore di un sovrabbondante e non di rado inutile ricorso all'inglese”.
Ma ministra Fedeli però non ci sta e sottolinea che nel Sillabo "la presenza di alcuni termini inglesi, all'interno di un documento di 11 pagine e composto da 3.124 parole, difficilmente potrebbe sorreggere un intero modello linguistico-concettuale" e ribadisce come "l'utilizzo di termini stranieri si rivela funzionalmente necessario quando il prestito consente una funzione designativa del tutto inequivoca, specie se si accompagna all'introduzione di nuove cose, nuovi concetti e delle relative parole".
Il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, ha definito la reazione della Ministra “spropositata”, nemmeno avesse scritto lei il Sillabo! D’accordo che ci sono parole che non possono essere tradotte (p.e.: mouse o wireless) ma banalità come vision, mission, team building, pitch day e design thinking si potevano evitare!
Per la Ministra, invece, il Sillabo, irto di parole inglesi, dovrebbe dare robustezza e compiutezza di concetti nuovi ma poco definiti nella nostra lingua. Insomma per la Ministra Valeria Fedeli e il suo staff, una lingua sostanzialmente povera di parole, come è l’inglese, dovrebbe “sorreggere” la ricchissima lingua italiana che solo chi non la conosce, non sa usare appropriatamente! (n.b.)

--  --  --  --  --
Il quotidiano La Repubblica di ieri, che riporta la polemica Marazzini-Fedeli (pag. 21), pubblica anche la guida all’inglese superfluo: 2018-04-20-guida-inglese-superfluo 

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
01005-dibattito-anticipo

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-19/04/2018-06:00
--

Dibattito sull’anticipo dell’obbligo

-
Ma la situazione francese non è quella italiana!
-
Da quando il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron e il ministro dell'Istruzione JeanMichel Blanquer, hanno annunciato agli esperti dell'infanzia riuniti a Parigi per le Assises de la maternelle, l'età dell'obbligo scenderà dai 6 ai 3 anni, se ne parla anche in Italia, ma non da parte dei politici nostrani, oggi tutti impegnati a dare un governo al Paese e, quindi, trovare una comoda poltrona per loro.
In Francia la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola materna fin dai tre anni e quindi l'annuncio è apparso a qualcuno soltanto «simbolico» e senza ricadute pratiche, se non secondarie, in Italia, invece, dove non tutti i bambini accedono alla scuola dell’infanzia pubblica statale dai 3 anni, anzi, in certe realtà è una fortuna assicurare loro appena l’ultimo anno di scolarità nella del’ingresso alla scuola primaria, il principio, esternato da Macron e dal suo ministro, è di notevole importanza perché si afferma che la scuola dell’infanzia, in quanto “momento fondante del percorso scolastico, deve essere per tutti”!
E in Italia? Ridurre l'obbligo d'istruzione rimodulando i curricoli scolastici è un tema nostrano ricorrente già dagli Anni '90, da quando il  ministro Luigi Berlinguer tentò di anticipare l'accesso alla scuola primaria (elementare, allora!) al compimento del 5° anno di età, anticipando anche l'ingresso alla scuola dell’infanzia (materna, allora!). La fine della legislatura, però, fece venire meno ogni ipotesi di cambiamento.
Nel corso dell'ultima riforma (Legge 107/2015) si è parlato di rendere obbligatorio l'ultimo anno della scuola dell'infanzia, ma i decreti attuativi della legge della Buona Scuola si sono limitati a varare il Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni nel tentativo solamente teorico di rendere organico il mondo nido-infanzia con aggancio a quello della primaria.
Applicare una misura come quella francese sarebbe utile, oltre che auspicabile, a condizione che il prossimo governo decida di occuparsi seriamente di scuola come sistema di istruzione e formazione, impegnandosi a rimodulare tutto il curricolo scolastico, proprio a partire dalla scuola dell’infanzia, piuttosto che assecondare le velleità del liceo breve in chiave pseudo-sperimentale come fortemente voluto dal trittico Renzi-Giannini-.Fedeli e che ha determinato solo l’amputazione dell’ultimo anno dei licei a curricolo immutato!
Parlare di anticipo della scolarità non significa insegnare a leggere e a scrivere a 3, 4 o 5 anni, piuttosto preparare i bambini a essere in grado di gestire gli apprendimenti, attraverso attività specifiche: psicomotricità, socializzazione, creatività, educazione musicale, educazione allo sport e alla motricità, ecc.; significa anche mettere in discussione le Indicazioni vigenti dando spazio alle attività (e no lezioni!) non strutturate che sviluppino la creatività.
A differenza della Francia, in Italia l’abbondanza degli scuole dell’infanzia private e in parte paritarie, esige anche un ripensamento di tutto il sistema educativo-formativo pubblico, statale e non statale con l’obiettivo di assolvere essenzialmente al ruolo educativo della scuola che diventa sinergico a quello, principale della famiglia. Ovviamente l'obbligatorietà potrà funzionare solo a patto che lo Stato contribuisca seriamente con la legge sulla parità scolastica soprattutto adesso, alla luce del Rapporto della Fondazione Agnelli (leggi nostri articoli: http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#0947-crisi-scuola  - http://www.ceripnews.it/la_nota.htm#0958-tra-crisi-e-opportunita) che prevede per i prossimi dieci anni il crollo demografico che  imporrà il taglio di 55mila insegnanti in Italia.

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
0989-cieco-cacciato-da-liceo

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-18/04/2018-06:00
--

Un cieco cacciato dal liceo

-
La denuncia di un 34enne di Alghero che non ha potuto entrare a scuola con il suo cane-guida
-
Pasta, un labrador dolcissimo, è un cane-guida per ciechi che accompagna sempre un 34enne che ha perso la vista da bambino, insomma sono i suoi occhi! Eppure al giovane è stata vietata la permanenza in un liceo scientifico di Alghero presso cui chiedeva informazioni su un corso di informatica per disabili.
Il cane, e quindi il giovane, sono stati respinti dal vice-preside perché “i peli del cane possono arrecare allergie agli studenti” ed inoltre perché “il regolamento comunale di Alghero che vieta l’ingresso di cani e gatti negli istituti scolastici”.
Certamente sì, ma non per i cani-guida che accompagnano i non vedenti!
Insomma, i cani che accompagnano i ciechi possono entrare ovunque, dalle banche ai ristoranti, sui mezzi pubblici, sui treni, sugli aerei, negli ospedali di promuove la pet therapy per alleviare le cure e rendere la degenza dei pazienti un po' meno dolorosa, ma a Pasta ed al suo padrone è stata negata ogni solidarietà.
Il centralinista della scuola, anch’egli non vedente e presidente della sezione di Sassari dell'Unione italiana ciechi, ha scritto al Provveditorato agli studi, al ministro dell'Istruzione e alla Presidenza della Regione per denunciare l’accaduto, che, stando così le cose, è una poco bella pagina di intolleranza. (n.b.)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
0967-protesta-licei-musicali

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-17/04/2018-06:00
--

Protesta nei Licei Musicali per la riduzione dell’offerta formativa

-
Una decisione assurda e incomprensibile adottata dalla ministra Fedeli ancora in carica!
-

Anche per il prossimo anno scolastico il Miur ha confermato la decisione, già assunta nell’anno scolastico 2017/2018, di modificare, mediante atti amministrativi, il piano orario e l’ordinamento del Liceo Musicale previsto dal DPR 89/10, istituendo nel primo biennio l’attività di ascolto partecipativo  a scapito di un’ora di lezione frontale del primo strumento.
Si tratta di una decisione incomprensibile adottata dalla ministra Fedeli, ancora in carica, che non solo depaupera l’offerta formativa erogata agli studenti, ma riduce le cattedre dei docenti di strumento musicale. Anche questa operazione di basso profilo è frutto della cosiddetta Buona Scuola di Renzi, Giannini e Fedeli! (n.b.)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -
--
0958-tra-crisi-e-opportunita

- -
CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-16/04/2018-06:00
--

Tra crisi e opportunità

-

In un mondo in cui la Politica si occupasse veramente del futuro del Paese ci si metterebbe intorno a un tavolo per definire strategie di sistema: una di esse è quella di trasformare la situazione di criticità in opportunità / Calo demografico: sindacati poco interessati, almeno per ora / Ecco cosa è detto, in merito, la Ministra

-

Dario Braga, Direttore dell’Institute of Advanced Studies Alma Mater Studiorum University of Bologna, interviene sul quotidiano Il Sole 24 Ore di sabato sul Rapporto della Fondazione Agnelli che segna la drastica diminuzione della popolazione scolastica diminuirà nei prossimi anni e, quindi, il nostro Paese avrà meno giovani, meno studenti, meno diplomati e meno forze intellettuali fresche!
Sforzandoci di sintetizzare il pensiero di Dario Braga, ecco alcune soluzioni:
1) supportare la maternità, che non si risolve solo negli incentivi finanziari, più o meno una tantum, ma che richiede una diversa struttura del lavoro femminile e una ben diversa organizzazione scolastica, a cominciare dagli asili per arrivare alle scuole medie; si pensi solo al tempo pieno, praticato da noi in maniera disomogenea;
2) studiare la ricaduta del ridotto fabbisogno di insegnanti nei diversi ordini scolastici.

In un mondo in cui la Politica si occupasse veramente del futuro del Paese e non del fabbisogno immediato di posizioni di potere (o del mantenimento di promesse elettorali insostenibili) – osserva categoricamente il Direttore Braga - ci si metterebbe intorno a un tavolo per definire strategie di sistema ed una di esse è certamente quella di trasformare questa situazione di potenziale crisi in opportunità, anche alla luce dell’altro dato inquietante, e sempre presente, del basso numero di laureati nel nostro Paese.
 

Calo demografico: sindacati poco interessati, almeno per ora
Il vicedirettore della testata online La Tecnica della Scuola, Reginaldo Palermo, osserva che il tema del calo demografico e delle sue conseguenze sul sistema scolastico nazionale sembra interessi poco, anzi nulla, le organizzazioni sindacali e scrive. «Provate a fare una ricerca con le parole chiave “calo demografico sindacati” e non troverete praticamente niente. O meglio troverete qualche link (neppure molti, per la verità) ad articoli giornalistici richiamati nelle rassegne stampa dei siti sindacali. Niente di più».
Sembra quasi che la prospettiva di un ridimensionamento epocale del sistema scolastico (un milione di alunni in meno nei prossimi 10 anni) sia una variabile del tutto ininfluente e che non vale la pena prendere in considerazione.
«Al contrario, scrive Reginaldo Palermo, a noi sembra che quello del calo demografico sia “il” problema principale che la scuola italiana dovrà affrontare nei prossimi, molto più importante – ci sia consentita una osservazione forse impopolare – del bonus premiale e della carta del docente che sono stati invece al centro del dibattito politico e sindacale degli ultimi mesi».


C’è poi il problema di quanti entrano oggi, o entreranno nei percorsi universitari: molti di loro saranno i docenti del prossimo decennio e in un quadro di decrescita, come indicato dalla Fondazione Agnelli, bisogna fare una seria riflessione sul rapporto tra lauree e sbocchi professionali attraverso un piano dei fabbisogni di docenza dei prossimi anni costruito sulla base dei trend di trasformazione della popolazione studentesca da indicare alle Università – come viene fatto per altri corsi di studio – per programmare il numero di laureati da avviare alla docenza nei vari gradi scolastici.

Ovviamente non ci si può fermare solo a questo, conclude Dario Braga, occorre anche il coordinamento delle sedi universitarie, l’ammodernamento e il potenziamento dei laboratori scientifici puntando anche ad aumentare il numero di studenti che si dirigerà verso indirizzi di studio scientifici e tecnologici, dove è più marcato il differenziale rispetto ai Paesi europei in termini di numeri di laureati.
Inoltre, agendo sui tempi di presenza a scuola si potrà mantenere alto il fabbisogno di docenti, diminuire le situazioni di affollamento, aumentare il numero di studenti che prosegue con successo, ridurre l’impatto della tempistica media scolastica di oggi sulla organizzazione delle famiglie.
Non basta, ovviamente, ma i dati della Fondazione Agnelli devono spingere a “produrre politica” – non slogan – né misure una tantum.
Fin qui l'intervento del Direttore Braga, a cui ha risposto tempestivamente la ministra Valeri Fedeli ancora in carica, dichiarando alla stampa:
«Se si vuole affrontare in modo efficace il valore cruciale per il Paese dell’istruzione, tema fondamentale per il futuro delle nuove generazioni, bisogna sempre avere una visione strategica. Lavorare e investire costantemente per l’inclusione e per l’innalzamento della qualità del sistema, partendo da ciò che già abbiamo oggi, in un’ottica di costante miglioramento. Se entro i prossimi dieci anni ci saranno un milione di studentesse e studenti in meno [Rif.to: Studio pubblicato dalla Fondazione Agnelli “Scuola, orizzonte 2028”], non possiamo non essere preoccupati per il calo demografico che si sta verificando nel nostro Paese, con un conseguente progressivo invecchiamento della popolazione e dobbiamo da subito avere, per il settore Istruzione, uno sguardo lungo, riflettere nella cornice di un piano strategico, funzionale a una sempre maggiore qualità della formazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e del sistema educativo». (La Redazione)

--

--

CARTA  DEL  DOCENTE  -  ACQUISTA I NOSTRI PRODOTTI EDITORIALI: LIBRI E CD-ROM

-

--

TORNA  AL SOMMARIO VAI  A NOTIZIE VAI A LA NOTA VAI A  IN EVIDENZA
-
VAI A ARCHIVIO LA NOTA VAI  A ARCHIVIO NOTIZIE  VAI A ARCHIVIO IN EVIDENZA
-

-Stampa questa notizia solo se lo ritieni necessario (carta A4 f.to orizzontale) // Per la riproduzione totale o parziale dell'Agenzia è obbligatorio citare la fonte  //  Per corrispondere:  info@ceripnews  // nbonacasa@ceripnews.it // nbonacasa@pec.ceripnews.it


- -
- -

 In caso di riproduzione    
totale o parziale dell'Agenzia,     è obbligatorio citare la fonte

 CERIPNEWS ® è un dominio 
        registrato (Italian Network 
        Information Center)

  Testata registrata presso 
     il Tribunale di Palermo 
    il  26/10/2001 al n° 23/2001