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02629-scuole-a-rischio

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-31/08/2018-06:00
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Scuole a rischio sisma e incendi dal Nord al Sud Italia

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Ritorno in aula senza sicurezza: una su due non è a norma
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Se tutti i sindaci decidessero di prendere posizione come il sindaco di Messina che ha firmato ordinanze di chiusura a raffica sule scuole non avendo la certezza della sicurezza degli edifici, sarebbe la paralisi per oltre la metà del sistema di istruzione italiano dato una su due non è a norma,
Secondo i dati presentati nell'Anagrafe dell'Edilizia Scolastica realizzata dal Miur, circa il 58% delle scuole non è a norma sotto il profilo della normativa antincendio e circa il 53% sotto il profilo dell'agibilità.
Il campione significativo illustrato nell’ultimo Rapporto di Cittadinanzattiva non è più confortante: soltanto un quarto degli immobili ha l'agibilità statica, poco meno della metà ha il collaudo. In poco più di un quarto (27%), invece, è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro si trovano il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e il 4% quelle che sono state adeguate).
Queste emergenze sono confermate anche dall'ultimo Rapporto Ecosistema Scuola prodotto da Legambiente: oltre il 41% degli edifici scolastici (pari a 15.055) si trova in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti; il 43% di questi risale a prima del 1976, e cioè a prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica; soltanto il 12,3% delle scuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successiva mente alle tecniche di costruzione antisismica. Sempre secondo Legambiente, circa una scuola su due non possiede il certificato di idoneità statica, di collaudo statico, di agibilità e di prevenzione incendi. Gli enti locali che hanno risposto al questionario dichiarano la necessità di interventi di manutenzione urgenti per il 43,8% del totale nazionale un dato che è in crescita rispetto allo scorso anno; l'emergenza rispetto a questa necessità aumenta sensibilmente nei territori del Sud (56%) e nelle Isole (50%).
Analizzando le linee di finanziamento degli ultimi quattro anni, vediamo che solo il 3,5% degli interventi ha riguardato l'adeguamento sismico delle aree a rischio (532 interventi per 15.055 edifici), con una tempistica tale da permettere il raggiungimento dell'obiettivo sicurezza in quelle aree solo tra 113 anni. Per programmare risorse e interventi sarebbe necessario avere un'anagrafe scolastica affidabile. Ma, nonostante siano stati impiegati quasi due decenni per pubblicare i primi dati e le diffide nei confronti di chi ancora non ha inviato nulla, l'anagrafe è tuttora incompleta (mancano all'appello ben 6315 edifici, il 15% del totale) e imprecisa (ci sono 14.711 istituti registrati due volte); inoltre, riporta una zonizzazione del rischio vecchia, sostituita nel 2003 dall'attuale, complicando in tal modo la lettura dei bisogni reali.
I fondi messi a disposizione per il miglioramento dell'edilizia scolastica da parte dell’ex governo Renzi sono 9,5 miliardi dal 2014, ma solo 4 miliardi sono stati finanziati per la realizzazione di 12.271 interventi, di cui però risultano conclusi solo la metà. L'investimento ha inciso pochissimo sulle riqualificazioni necessarie, con solo 437 nuove scuole e pochi interventi finalizzati all'efficientamento energetico e alle energie rinnovabili (9% del totale pari a 1054 sui 12.271 totali), e solo 505 interventi di adeguamento sismico (4%). Il maggior numero degli interventi ha riguardato parti non strutturali degli edifici.
Malgrado i comuni del Sud e delle Isole abbiano maggiormente beneficiato, anche grazie a misure dedicate solo a queste aree, di fondi nazionali per l'edilizia scolastica, resta un notevole divario fra la capacità di investimento e di spesa degli enti locali di queste aree rispetto al resto d'Italia. La media di investimento in manutenzione straordinaria annua per singolo edificio, degli ultimi 5 anni, infatti, vede una media nazionale di 20.535 euro, con una forbice che va dai 28.536 euro degli edifici del Nord Italia ai 3.397 del Sud.

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02619-alunno-ipovedente

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-30/08/2018-06:00
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Alunno ipovedente senza testi scolastici!

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La scuola con i suoi fondi che fa? Boh, alla faccia della legge sull'integrazione scolastica!
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Accade in quel di Padova dove a dieci giorni dall'inizio della scuola viene comunicato alla famiglia che i libri per il figlio, autistico e ipovedente, non potranno essere "ingranditi" come di consueto perché mancano i soldi. Con una laconica mail inviata dall'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, alla famiglia è stato comunicato che "a causa di mancanza di risorse economiche dovuta alla ristrettezza del finanziamento previsto, la trascrizione dei testi richiesti per l'alunno è stata bloccata, in attesa di eventuali ulteriori finanziamenti".
E la scuola con i suoi fondi che fa? Boh, alla faccia della legge sull'integrazione scolastica! L’alternativa è che se facciano carico i genitori, pena l’esclusione per  uno studente di scuola primaria.

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02609-seconda-ora-strumento-musicale

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-29/08/2018-06:00
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Seconda ora di strumento musicale:
a quando l’applicazione della legge?

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Una domanda legittima ma alla quale non sembra che il responsabile
del dicastero sia disposto a rispondere
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Pasquale Almirante sulla testata La Tecnica della Scuola (www.tecnicadellascuola.it) si chiede quando sarà restituita agli studenti ed ai professori la seconda ora di strumento musicale in applicazione della legge.
Almirante si chiede: «Mentre il ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, sulla sua pagina Fb segnala le interviste rilasciate ai giornali, i docenti di strumento musicale dei Licei e gli alunni gli chiedono: caro ministro, quando intende dare una risposta concreta in merito al ripristino della seconda ora di strumento?
Una domanda legittima ma alla quale non sembra che il responsabile del dicastero sia disposto a rispondere, dopo le scarne parole pronunciate al Senato durante l’audizione: attendiamo il parere dell’Avvocatura dello Stato.
Che appare una dichiarazione attendista, in opposizione a quanto questo Governo, che si definisce del cambiamento, ha fin dal suo insediamento garantito: l’applicazione della legge.
Di che si tratta ormai è noto.
Dopo la cancellazione di una delle due ore di strumento musicale, previste invece nel curriculo, gli alunni, i professori e pure i sindacati si sono rivolti al Tar del Lazio che ha dato ragione ai ricorrenti: togliere un’ora di strumento al Liceo musicale è illegittimo.
Dello stesso parere anche il Consiglio di Stato, che ha dunque confermato la diverse pronunce del Tar del Lazio.
Dunque, faceva supporre il buon senso, a breve, e in ogni caso prima dell’inizio della scuola, il Miur disporrà quanto la Legge ha disposto. E invece ancora nulla di nulla, mentre gli interessati stanno pensando a una manifestazione a Roma, con sit-in davanti al ministero.
Nella nostra Nazione è forse ormai costume, abitudine, consuetudine, tradizione, o chissà che cosa, occupare le piazze e fare baccano per ottenere solo ed esclusivamente l’applicazione della Legge, che non è un favore né una soverchieria, ma solo un diritto garantito dalla Costituzione
».

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02599-docenti-volontari

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-28/08/2018-06:00
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I docenti “volontari” ed i Ds “vittime” di Bussetti

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Sovvertita ogni logica di dimensionamento/razionalizzazione della rete scolastica
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La ricettina del ministro Marco Bussetti per risolvere i problemi della scuola è molto semplice: da un lato auspica la presenza di insegnanti volontari che possano operare nelle aree a rischio per ridurre il fenomeno della dispersione scolastica, forse secondo un modello catechistico-parrocchiale, dall’altro vuole ridurre le reggenze accorpando le scuole secondo una logica becero-imprenditoriale con un Ds manager di terz’ordine, ovviamente senza risorse e sempre senza contratto!
Così facendo viene sovvertita ogni logica di dimensionamento / razionalizzazione con grande gioia delle Regioni che avrebbero da combattere con meno Ds, ma con gli stessi problemi perché i plessi/sedi/succursali resterebbero uguali.
Quanto ai carichi di lavoro dei Ds chi se ne frega! Forse l’ex docente di educazione fisica, ex provveditore ed ora ministro del MIUR, avendo constatato che a Viale Trastevere non si faccia davvero nulla, forse come a Milano, ha pensato bene che lo stesso facciano i Ds suoi dipendenti.
In proposito sarebbe interessante capre se c’è dialogo, ed a chi livello, tra Bussetti e il taciturno Giuliano, che il dirigente scolastico ha smesso di farlo qualche mese addietro.

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02589-allarme-alcol-sigarette-droga-sale-slot

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-27/08/2018-06:00
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Allarme per alcol, sigarette, droga e sale slot

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Indagini diverse evidenziano il trend davvero pericoloso fra i giovani
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Alcol, sigarette, droga, sale slot e giovani, nuovo allarme. Gli esperti hanno analizzato il comportamento di 2.700 giovani: 1'80% beve, anche se la legge lo vieta. Alcuni le fanno passare per semplici ragazzate, quasi come fossero goliardici e innocenti riti di iniziazione per entrare nel mondo degli adulti. In realtà il binge drinking (le "abbuffate alcoliche " di chi beve diversi bicchieri in rapida successione per stordirsi e ubriacarsi) possono portare a sviluppare una vera dipendenza, soprattutto tra i più giovani. Ad averlo dimostrato è lo studio effettuato presso la fondazione Policlinico universitario Gemelli - Università Cattolica, condotto dai professori Giovanni Addolorato (direttore dell'Unità operativa semplice di area patologie alcol correlate dell'Università Cattolica) e Antonio Gasbarrini e pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports del gruppo editoriale di Nature. «Sta accadendo ciò che è avvenuto negli anni Settanta nel dibattito sui cannabinoidi. Oggi - spiega Addolorato - la comunità scientifica è divisa tra chi sostiene che il fenomeno sia un normale passaggio adolescenziale e chi pensa, invece, che sia un reale pericolo da non sottostimare». Il binge drinking è una modalità di assunzione di alcolici che nell'ultimo decennio si è notevolmente diffusa in Italia. Consiste nel bere oltre 4-5 unità alcoliche in un'unica occasione e in breve tempo, lontano dai pasti e per avvertire gli effetti psicotropi del cosiddetto "sballo". Una unità alcolica, pari a 12,5 grammi di etanolo, corrisponde a 125 millilitri di vino a media gradazione - quindi un bicchiere - o 330 ml di birra - una lattina o una bottiglia - o 30 mi di super alcolici - un bicchierino da bar.
II fumo di sigaretta fa sempre breccia tra i giovanissimi, e in Europa, dagli anni '90 ad oggi, si è osservata addirittura una crescita del 50% di fumatori, sia maschi che femmine, nei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni. Lo afferma una ricerca dell'Università di Verona nell'ambito del progetto Alee (Ageing lungs in european cohorts) grazie al finanziamento europeo «Horizon 2020». Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Píos One, è stato coordinato da Deborah /am'sdel National heart and lung institute dell'Imperial College of London. Ne è emerso, spiega Alessandro Morcón, docente dell'ateneo scaligero, che i Paesi colpiti dal fenomeno sono quelli del sud Europa, Italia compresa, Vanno decisamente meglio nelle statistiche le nazioni del Nord del continente, ma non tanto grazie a prevenzione ed educazione, bensì per l'alto costo del pacchetto di sigarette (10 euro circa), che fa da deterrente. Anche in Francia il governo sta pensando di agire nello stesso modo. Per quanto riguarda invece il consumo di tabacco nella fascia tra i 14 e i 20 anni il dato è invariato negli anni.
Fumo ed alcol sono diffusissimi in tutte le città, e spesso l’alcol è servito anche in locali impropri, quali piccole botteghe di alimentari allocate nelle periferie della città, dove fanno bella mostra anche tavolini e sedie come in un bar (ma senza licenza!) dove si servono birra e altre bevande alcoliche anche ai ragazzini. Nella fascia 14-16 anni d’età si registra anche il consumo di stupefacenti e droghe leggere che si spacciano a scuola, nei bar, nei luoghi di ritrovo collettivo ed anche nelle sale slot che dovrebbero essere chiuse se troppo vicine alle scuole e alle strutture sanitarie. Ci dovrebbero pensare i Comuni con la polizia municipale che dovrebbe vigilare e che però spesso passa e fa finta di niente. Accade spesso che queste sale siano il bivacco degli studenti che marinano la scuola e spesso vi trascorrono anche il pomeriggio.
E' apprezzabile che siano stati stanziati fondi, pari a 2,5 milioni di euro, per contrastare la diffusione della droga; il progetto coinvolge parecchie città italiane, compreso Catania, Palermo e Messina.

[Fonti diverse da quotidiani e riviste]

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02579-bulli-a-sproposito

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CERIPNEWS NOTIZIE XVIII-25/08/2018-06:00
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Bulli a sproposito sulla pelle dei migranti

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Pesanti prese di posizione contro: Massimo Cacciari, Mario Morcone,
Emma Bonino, Antonio Tajani
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Sul caso dei migranti bloccati sulla nave Diciotti il governo Conte non è a rischio, però ci fa una figura da schifo, poco ma sicuro! Ora che Matteo Salvini, sempre più leader della Lega e sempre più vicepresidente del governo Conte alterni toni rassicuranti a prove muscolari è storia ormai quotidiana tanto da non risultare credibile a nessuno.
Sta di fatto, però, che il premier Conte è nella scomoda posizione di trovarsi tra l'incudine (il Colle e la Ue) e il martello (Salvini), e non sa cosa fare. Adesso perfino l'Onu, con l'agenzia per i rifugiati Unhcr, invoca lo sbarco.
In Italia i commenti anti Salvini non mancano. Il filosofo ed ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari usa parole forti: “
Mi vergogno del mio Paese e chi non s'indigna è un pezzo di m....”.
Parole di fuoco di Cacciari contro la politica immigratoria del governo, in queste ore stanno facendo il giro del web. Il filosofo si chiede anche quanto potrà durare l’alleanza fra i Cinque Stelle di Di Maio e la Lega di Matteo Salvini, ma sa anche che non ci sono alternative, almeno per ora, con FI e Berlusconi “stracotto” e dall'altra parte un PD che non c'è niente, anche se un'alternativa dovrebbe essere elaborata e costruita.
Il direttore del Consiglio italiano rifugiati Mario Morcone, attacca Salvini e la sua politica affermando che il suo diktat è senza fondamento giuridico: è una scelta che contrasta con le norme interne e con gli accordi internazionali. Morcone non dà giudizi sui comportamenti, ma osserva che è una linea politica che non si può condividere in nessun modo. Inoltre nel porto di Catania la responsabilità è della Autorità portuale e della Capitaneria e quindi spetterebbe al ministro delle Infrastrutture Toninelli l'eventuale scelta di impedire lo sbarco e non al ministro dell'Interno, che semmai subentra solo dopo, a sbarco avvenuto. Secondo il diritto penale mi risulta che la nave militare è territorio dello Stato, per cui come ha ricordato l'ex guardasigilli Flick la libertà di movimento può essere limitata solo da un magistrato. L'iniziativa del procuratore di Agrigento dimostra che ci sono elementi che vanno valutati dall'autorità giudiziaria.
Per Emma Bonino, Salvini fa il bullo a sproposito a scapito dei migranti e l’Italia rischia di essere denunciata alla Corte dei diritti umani che già ci ha condannato sui respingimenti collettivi; altro che modello australiano, si tratta di sequestro di persona su una nave italiana!
Claudio Petruccioli, giornalista e politico, ex presidente del Cda Rai, voce autorevole della sinistra riformista commenta la storia incredibile della nave Diciotti, con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli del M5S che autorizza l'attracco e il responsabile del Viminale, il leghista Matteo Salvini, che nega lo sbarco. E così la nave resta congelata, con 150 migranti, nel porto. Segno evidente che il governo Conte non è un'entità unitaria e continua a fare ancora opposizione.
Quanto poi alla sparata dell’altro vicepremier, il pentastellato Di Maio, secondo cui se l’Europa non trova una soluzione l’Italia potrebbe bloccare i fondi italiani (20 miliardi di euro), risponde Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, affermando che il nostro Paese farebbe un autogol e spiega che bloccare i fondi per il bilancio vuoi dire bloccare anche i fondi strutturali per il Sud per l'agricoltura o i prestiti alle imprese. Conclude che si augura che non può esserci una rincorsa al consenso tra Di Maio e Salvini sulla pelle della credibilità italiana.

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02550-a-proposito-di-contenzioso

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-24/08/2018-06:00
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A proposito di contenzioso con l’Amministrazione

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Ordinanze del TAR di Brescia e del Giudice del Lavoro di Trani
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Riportando le due decisioni e constatando le malefatte del MIUR, dei suoi uffici periferici e delle scuole, bisogna dire, come affermiamo noi da sempre, meno male che ci sono i TAR!
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Il TAR Brescia intima al MIUR il pagamento di un supplente per 10 anni per tutti i mesi non pagati!
Sarà l’Ufficio scolastico della Lombardia a calcolare ciò che spetta all’insegnante che ha chiesto 25mila euro di risarcimento – Il pagamento entro 120 giorni
Il Ministero dell’Istruzione è stato condannato dal TAR di Brescia a versare a un professore che per 10 anni ha insegnato come supplente “tutte le mensilità corrispondenti all’interruzione dell’attività lavorativa”.
In sostanza il docente dovrà essere pagato anche per i periodi in cui non lavorava con tanto di relativi contributi, perché, come stabilito dal Giudice del lavoro, quegli anni di supplenza sono assimilabili “alla prestazione di attività lavorativa subordinata”.
Il docente tra il 2003 e il 2012, ha prestato servizio in diversi istituti tecnici a Brescia, Bologna e Catania come 
supplente, e poi è diventato professore di ruolo.
La decisione è arrivata dopo che il professore ha chiesto al TAR l’ottemperanza da parte del MIUR della sentenza del Tribunale di Brescia del 
2016. L’uomo ha fatto presente che al momento gli sono stati versati solo poco più di 700 euro rispetto agli oltre 25mila euro richiesti.
Sarà l’Ufficio scolastico della 
Lombardia a calcolare ciò che spetta realmente all’insegnante, compreso interessi e rivalutazione monetaria.

 

Sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Trani
La carenza di fondi della scuola  non giustifica la mancata corresponsione degli emolumenti per una prestazione effettuata dal docente
Il Giudice del lavoro del Tribunale di Trani, dott. Massimo Brudaglio, ha dato ragione ad un docente di scienze motorie che richiedeva la quota di € 5254,50 per l’incarico svolto per i giochi sportivi dell’Istituto scolastico in cui era titolare. Lo stesso Giudice respinge le motivazioni, addotte dal Dirigente scolastico, di una presunta ed ingiustificata mancanza di fondi che, a dire dello stesso Ds, non erano stati corrisposti dal MIUR.
La causa che era iniziata nel 2012 si è conclusa nel gennaio scorso, con una sentenza favorevole al docente, specificando che la mancanza di fondi, scusa addotta dal Dirigente scolastico per il mancato pagamento, non giustifica la mancanza di corresponsione degli emolumenti per una prestazione effettuata dal docente.

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02539-prelievo-pensioni

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-23/08/2018-06:00
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Prelievo pensioni, compromesso Lega-M5S

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Stop al taglio di quelle “d’oro”, arriva il “contributo di solidarietà” a carico di tutti per 3 anni!
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Accantonata la sbruffonata sul taglio delle “pensioni d’oro” come descritto nel ddl 1071 che giace (verbo più appropriato di questo è difficile trovarlo!) alla Camera e che sembra defunto, arriva la proposta bicolore sull’imposta di solidarietà, un contributo variabile che partirà dagli assegni di 2mila euro lordi al mese con un coefficiente pari allo 0,35%, fino al 15% per quelle definite “d’oro”.
Si tratta di un salasso previsto per 3 anni e che toccherà anche le pensioni deboli, dato che 2mila euro lordi mese al netto sono appena 1.400-1.600 in ragione anche delle variabili tasse comunali e regionali.
Un “cambiamento” del governo Conte che è sintomatico di un diffuso disordine mentale nella gestione della cosa pubblica da parte di questo governo bicolore. E siamo solo all’inizio!

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02519-moodys-giudizio-italia

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-22/08/2018-06:00
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Moody’s, l’agenzia di rating, rinvia il giudizio sull’Italia

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02509-flat-tax-reddito-cittadinanza

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-21/08/2018-06:00
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A proposito di flat tax e reddito di cittadinanza

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Sono misure compatibili e vanno affrontate assieme o non ha senso!
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Flat tax e reddito di cittadinanza sono misure compatibili secondo il responsabile del MEF, Giovanni Tria, 69 anni, già preside della facoltà di Economia a Tor Vergata, Roma e da giugno ministro dell'Economia nel governo Conte, in quanto “non alternativi ma complementari” e quindi le due proposte o si attuano insieme o non si attuano!
La misura di contrasto alla povertà (che si chiami reddito di cittadinanza o reddito minimo) serve a completare, riequilibrandolo sotto il profilo distributivo, il disegno di una imposta personale semplificata e caratterizzata da una/due aliquote. Il problema allora è trovare le risorse e se mancano, come mancano, meglio una revisione delle aliquote che rappresenti, con chiarezza un passo verso l'obiettivo della flat tax.

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-20/08/2018-06:00
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La metafora del ponte e le responsabilità dell’Educatore

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Quando un ragazzo si perde, è come se fosse caduto un pilone, una campata del ponte, e spesso dopo la caduta, non si raccolgono neanche le macerie! – Cosa ha detto il filosofo Massimo Cacciari sul ponte Morandi

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La tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova ha occupato le colonne e stravolto i palinsesti di tutti i social, segnando a lutto il Ferragosto del 2018.
Al doveroso ricordo delle vittime che hanno incontrato la morte in modo inatteso e imprevedibile, si sono aggiunte amare critiche ai costruttori e a quanti hanno il dovere di assicurare la manutenzione diligente e costante.
La verità è che è in pericolo la vita del cittadino, mentre l’incuria imperversa. Da siciliano è doveroso ricordare che anche sotto i piloni del grande ponte di Modica e dell’autostrada Catania-Messina (conosco bene quelli di Letojanni) sono state costruite le case ed il pericolo sarebbe raddoppiato nella conta di eventuali danni, come a Genova, ove l’immane tragedia ha fatto registrare non solo i morti e i feriti, ma anche gli sfollati, perché costretti ad abbandonare le abitazioni.
Camminare sui ponti, sospesi nell’aria tra le valli e i monti, fa sempre tanta paura, eppure si esalta l’ingegno dell’uomo, il genio e l’abilità del progettista che ha saputo costruire questi eccellenti capolavori di architettura.


COSA HA DETTO MASSIMO CACCIARI
Il professore Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, nel commentare il crollo del ponte Morandi di Genova, ha affermato: “L’antipolitica  ha denunciato chi governava in precedenza, eppure non è riuscita ad affrontare e comprendere quel vuoto su cui ha vinto. Adesso sono loro a cercare di sfangarsela, ma mi pare che abbiano idee di riassetto tecnico-amministrativo della baracca molto confuse, come dimostrato a Genova”.In buona sostanza l’accademico veneto ha sostenuto che “la crisi della politica italiana viene da molto lontano e com’era prevedibile è già diventata una crisi addirittura tecnico-amministrativa, lo Stato non funziona, manca un governo effettivo del Paese in grado di fare riforme necessarie che ci trasciniamo dalla fine degli anni Ottanta e questa impotenza, questa inefficienza politica ha generato una caduta di tutti gli apparati”.

Quando i ponti cadono - e in questi anni il fenomeno si ripete - si cercano subito le cause e s’inveisce contro l’imperizia del progettista e le deficienze dell’impresa costruttrice. Si cercano le responsabilità dei diversi attori e si attribuiscono colpe e condanne, ancor prima delle indagini della Magistratura, Si prendono provvedimenti di emergenza, si assegnano sanzioni e si mette in moto la macchina della ricostruzione, recuperando i necessari fondi.
Purtroppo tutto ciò non avviene nel mondo dell’educazione. Il processo educativo e formativo che la scuola svolge è una “grande opera” che vede in azione: docenti progettisti ed educatori, tecnici, amministrativi ed anche operatori diversi.
Se tutto andasse bene, dovremmo essere fieri dei positivi traguardi e delle innovazioni tecnologiche che aiutano la scuola italiana a percorrere il sentiero della qualità.
Quando, invece, un ragazzo si perde (“la scuola, purtroppo, conta gli alunni che perde”, diceva Don Milani), è come se fosse caduto un pilone, una campata del ponte, e, spesso dopo la caduta, non si raccolgono neanche le macerie!
Sono molti i dispersi, i casi di abbandono, ed i ragazzi in crisi che per il mancato successo nello studio si tolgono persino la vita.
Che cosa fa la scuola?  Per alcuni docenti un ragazzo che non frequenta è un “peso in meno”, una naturale selezione, e si trova anche una giustificazione di vantaggio per potersi dedicare meglio agli altri che rendono … . Anche qui le responsabilità ci sono, si possono identificare i colpevoli, ma nessuno è mai intervenuto e/o interviene. (Giuseppe Adernò)

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02489-ricoridamo-rita-borsellino

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-18/08/2018-06:00
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Ricordiamo Rita Borsellino

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Tantissimi giovani presenti alla camera ardente ed ai funerali celebrati ieri nella sua parrocchia
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Rita Borsellino se ne è andata senza ancora saper esattamente chi è stato lo stratega nella strage di via D’Amelio. A chi le chiedeva come avesse vissuto dopo quel 19 luglio 1992 rispondeva che da quella data era cambiata la sua vita, la sua personalità. I tanti che piangevano Paolo Borsellino e gli agenti di scorta trucidati in via D’Amelio, la misero nelle condizioni di capire che il suo non poteva essere un dolore privato, e da timida, quasi introversa, cominciò a rispondere alle richieste di interventi per parlare di Paolo e per dire no alla mafia. Quasi come un dovere: parlando agli altri di Paolo era come se lo facessi rivivere.
Schivando sempre le passerelle, nonostante impegnata politicamente, Rita Borsellino ha saputo incontrare gli altri, scoprire talenti e allevarli finché non fossero in grado di spiccare il volo da soli. Lo dimostrano i tantissimi giovani cresciuti alla sua "scuola" presenti alla camera ardente per un ultimo saluto ed ai funerali celebrati ieri nella chiesa di Don Orione, la sua parrocchia.
E così Rita se ne è andata, ma portatrice di valori sani e inviolabili, come quelli della famiglia, dell'impegno civile e politico e soprattutto della fede, ha anche saputo trasferirli ad altri.
Adesso continua la sua strada assieme a Paolo, a Giovanni e le loro scorte.

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-17/08/2018-06:00
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Dilettanti allo sbaraglio: sulle pensioni il governo litiga!

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La Lega contro M5S: meglio il contributo di solidarietà
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Il provvedimento presentato alla Camera dai capigruppo dei due partiti di maggioranza giallo-verde D’Uva e Molinari, spacca la Lega e Movimento 5 Stelle, con la prima che stoppa la proposta di legge per il taglio degli assegni superiori ai 4 mila euro netti al mese: nella bozza circolata nei giorni scorsi non c'era più il ricalcolo dell'assegno in base ai contributi effettivamente versati nel corso della carriera lavorativa ma un taglio dell'assegno proporzionale all'anticipo del pensionamento rispetto ai 63 anni e 6 mesi, età pensionabile fissata nel 2011.
Una differenza non da poco, perché finirebbe per penalizzare tutte le persone che sono andate in pensione anticipo, anche se hanno tanti contributi perché hanno cominciato a lavorare presto.
Dopo un confronto telefonico Salvini-Di Maio s’è deciso di congelare di nuovo la questione, con buona pace del vicepremier penta stellato che ha corretto il tiro anche nel suo blog in cui precisa che i pensionati coinvolti dovrebbero essere circa 200mila, di cui circa 30mila donne.
Insomma, si toma al ricalcolo contributivo, ma i tempi si allungano in modo esponenziale: fonti dello stesso esecutivo fanno sapere che il calcolo dei contributi versati per tutte le persone che hanno un assegno superiore ai 4 mila euro netti al mese non è semplice e se ne parlerà non prima del mese di gennaio 2019 anche perché nel passato le pensioni si calcolavano a partire non dai contributi ma dallo stipendio.
A meno il M5S non decida di cambiare strada di nuovo, applicando un contributo di solidarietà al di sopra di una certa soglia. Di Maio lo nega, ma la Lega lavora già a un contributo solidarietà che cresce con l'importo dell'assegno.
Altro che dilettanti allo sbaraglio, sembra che il duo Di Maio-Salvini e la correlata compagnia giochino a Risiko non per simulare war game, ma per togliere soldi dalle tasche degli italiani! (n.b.)

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