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03409-pensioni-rispunta-contributo-solidarieta

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-30/10/2018-06:00
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Pensioni, rispunta il contributo di solidarietà

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Le anticipazioni in materia del quotidiano Il Messaggero
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Sulle pensioni “alte”, quelle superiori ai 90 mila euro lordi l’anno, il governo cambia strada. Non ci sarà nessun ricalcolo degli assegni in base ai contributi versati, e nemmeno il complesso meccanismo basato sulla cosiddetta «equità attuariale» e che in pratica finiva per essere un taglio solo in base all’età del pensionamento.
Illustra tutta l’operazione il quotidiano Il Messaggero (www.ilmessaggero.it/pay/edicola/pensioni_prelievi_tagli_ultime_notizie-4068335.html) da cui riportiamo ampi stralci.
La nota Testata precisa che “nell’ultima bozza messa a punto dai tecnici del Movimento Cinque Stelle e della Lega, lo strumento scelto è quello tradizionale del «contributo di solidarietà». Nel documento ci sono due ipotesi di lavoro.
La prima è più draconiana e prevede che il taglio si applichi all’intero importo della pensione applicando delle aliquote differenziate in base a degli scaglioni.
Fino per le pensioni superiori a 90 mila euro, ma inferiori a 130 mila euro, in questa prima ipotesi, il taglio sarebbe dell’8% dell’intero assegno. Che salirebbe al 12% per le pensioni fino a 200 mila euro, al 14% per quelle fino a 350 mila euro lordi annui, per poi passare al 16% per quelle fino a 500 mila euro lordi annui, per arrivare al 20% se la pensione supera la soglia dei 500 mila euro lordi annui.
La seconda ipotesi, pure contenuta nella bozza di provvedimento, invece, prevede che il contributo di solidarietà si applichi soltanto sulla parte di pensione che eccede i 90 mila euro. In questo caso le percentuali che verrebbero applicate sono leggermente più alte. Da 90 a 130 mila euro si pagherebbe il 10%, da 130 mila a 200 mila euro il 14%, fino a 350 mila euro il 16%, fino a 500 mila euro il 18% e, infine, oltre i 500 mila euro si continuerebbe invece a versare il 20%.”.
Per rispettare il dettato della Corte Costituzionale che ha stabilito che il contributo di solidarietà, per essere conforme alla Carta, debba essere temporaneo, viene previsto che il taglio resti in vigore per 5 anni (comunque più dei tre anni del precedente intervento). Tagli che, comunque, non si applicherebbe a chi ha una pensione interamente calcolata con il metodo contributivo. Al momento non c’è, invece, il blocco dell’adeguamento al costo della vita degli assegni.
Anzi, l’articolato prevede che si attuino le normali regole degli scatti legati all’inflazione. C’è invece lo stop al meccanismo più vantaggioso di calcolo della pensione dei sindacalisti. Di fatto viene cancellato il calcolo della cosiddetta «quota A» di pensione, quella determinata sulla base della retribuzione percepita l’ultimo giorno di servizio e quindi soggetta a regole più generose rispetto a quelle applicate dal 1992 in poi per il calcolo della quota B, che considera la media delle retribuzioni percepite in un periodo di tempo più lungo.
“Oltre alle pensioni “alte” su Quota 100 sono invece confermate le indiscrezioni della vigilia. L’età di pensionamento sarà di 62 anni con 38 di contributi, ci saranno 4 finestre per l’uscita (2 per gli statali), e il congelamento dell’età contributiva di vecchiaia a 42 anni e 10 mesi.
Sarà possibile dal 2019 andare in pensione anticipata avendo almeno 62 anni di età e 38 di contributi. I lavoratori privati iscritti all’Inps che avessero maturato i requisiti entro dicembre 2018 potranno uscire il 1° aprile 2019. Se li matureranno dal 1° gennaio 2019 potranno ricevere la pensione «trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti», quindi con una sorta di finestra mobile trimestrale. i lavoratori pubblici che maturano i requisiti per quota 100 entro il 31 dicembre avranno l’assegno pensionistico dal primo luglio, se maturano i requisiti successivamente il diritto alla decorrenza dell’assegno sarà maturato dopo sei mesi. Per il personale della scuola la finestra è annuale.
Resteranno fermi a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne) anche l’anno prossimo (senza l’aumento di cinque mesi previsto) i contributi necessari a lasciare il lavoro a prescindere dall’età ma è prevista una finestra mobile trimestrale anche per chi esce con questa norma. Tramonta invece l’ipotesi di bloccare, fino al 2023, l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia dopo il passaggio, nel 2019, a 67 anni. Quindi l’anno prossimo si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni e si valuterà l’aumento dell’età ogni due anni a seconda degli andamenti della speranza di vita. Resta in vigore anche la cosiddetta «Opzione donna» che permette di uscire con il ricalcolo contributivo con almeno 58 anni e 35 di contributi”.

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03389-discrimiate-scuole-paritarie

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-29/10/2018-06:00
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Discriminate le scuole paritarie

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La denuncia del collega Giuseppe Adernò da Catania
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Il bando per il concorso straordinario riservato ai docenti di infanzia e primaria diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 o laureati in Scienze della formazione primaria con due anni di servizio, parte con il piede sbagliato. Infatti viene riconosciuto e reso valido soltanto il servizio prestato nelle scuole statali e non quello delle scuole paritarie che spesso svolgendo una preziosa attività di supplenza e di integrazione  dei servizi non sempre presenti nelle strutture statali.
La denuncia arriva dal collega Giuseppe Adernò da Catania che osserva che “è strano constatare come viene riconosciuto valido per l’accesso al concorso straordinario il  titolo di abilitazione per infanzia e primaria, conseguito all’estero,  e pagato con cifre a sei zeri  e non il servizio  effettivo svolto con competenza e professionalità da tanti docenti delle scuole laiche e cattoliche, che oggi, purtroppo, sono costrette a chiudere per mancanza di iscritti e per la difficoltà a mantenere le spese per garantire  il regolare servizio scolastico che è pubblico, anche se svolto in strutture non statali".

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03379-scuola-modello-leghista

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-27/10/2018-06:00
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Scuola modello leghista

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La replica dei sindacati CGIL, CISL e UIL e degli studenti
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La proposta di regionalizzazione di docenti e presidi avanzata dal premier Conte e dal ministro Bussetti, in analogia al modello vetero-leghista periodicamente tirato in ballo dal senatore Pittoni, non piace ai sindacati che intravedono lo scardinamento del sistema scolastico nazionale e non piace neppure agli studenti, sia pure per altre motivazioni.
La replica al ministro Bussetti ed al governo è secca da parte della CGIL, della CISL e della UIL che ipotizzano la scuola a più velocità e parlano di furia regionalistica senza un vero impegno su formazione e lavoro e da parte degli studenti che contestano anche il fatto che nella legge di Bilancio non ci sia un vero e proprio capitolo dedicato all’istruzione e alla ricerca

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03369-legge-anti-fannulloni

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-26/10/2018-06:00
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La Bongiorno e la legge anti-fannulloni

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Il percorso è lungo, e per prima cosa bisognerà sentire il Garante della privacy
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La ministra Bongiorno nel proporre il ddl “Provvedimento concretezza” vuole azzerare il cartellino e introdurre la verifica fisica delle presenza degli impiegati pubblici con  riconoscimento facciale per assicurare a tutti di lavorare bene e soprattutto lavorare tutti, almeno sulla carta. Anche perché si può stare sul posto di lavoro senza fare niente, ma questa è  tutta un’altra storia.
Il percorso è lungo, e per prima cosa bisognerà sentire il Garante della privacy.
Nel ddl ci saranno anche nuove regole per i concorsi sulla carta più selettivi e più rigorosi e dotati con criteri unici su scala nazionale. I Comuni virtuosi con i bilanci in regola, avranno maggiore libertà nelle assunzioni, ma sono previste anche misure per quelli in difficoltà con le nuove tecnologie digitali, anche con presenza di tutor.

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03359-italiano-ribalta-mondiale

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-25/10/2018-06:00
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L’italiano alla ribalta mondiale

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Mattarella: L’italiano per l’integrazione
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Nella terza edizione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, s’è confermato che la nostra lingua è oggi la quarta lingua più studiata nel mondo con percentuali di aumento che toccano anche il 22%.
Il presidente della Accademia della Crusca Claudio Marazzini, ha affermato che lo studio dell’italiano non ha mai subito un calo e il prof. Fabio Rossi, ordinario di Linguistica all’Università di Messina, ha sottolineato che la promozione dell’italiano non è sovranismo, perché non difendere l’identità culturale è al contrario provincialismo.
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L’italiano per l’integrazione
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso delle celebrazioni al Quirinale degli Stati Generali della lingua italiana svoltisi alla presenza del ministro Bussetti, del presidente della Società Dante Alighieri Andrea Ricciardi, ha affermato che imparare l’italiano aiuta l’integrazione. Lo studio della lingua anche all’estero, è una pre-condizione per attrarre talenti che contribuiscono a far crescere la competenze e le capacità del nostro Sistema Paese nel suo complesso.
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In coda al “sovranismo” della nostra lingua si registra anche la presa di posizione del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) che considera “l’0uso dell’inglese nelle Aula di Montecitorio “un insopportabile provinciliasmo esterofilo” e rileva che nel Parlamento italiano si deve parlare in lingua italiana, dato che non siamo nella Camera dei Lords. Di conseguenza corregge il testo ufficiale degli interventi sostituendo “prestazioni” a “performance” e quindi  dice basa a termini quali: spending review, fiscal compact, split payment, welfare e così via, sostituendole, quando ci sono, con parole italiane. Inoltre il parlamentare lamenta che nei luoghi di transito sia stato abolito il bilinguismo, con messaggi solo in lingua inglese e commenta che “i turisti sognano di venire in Italia per sentire la nostra lingua e non per visitare una colonia”.
Affondo anche alla Marina Militare italiana che ha scelto di utilizzare l’inglese per due anni consecutivi sulla sua campagna di arruolamento.

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03349-ministro-sindaca-politica

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-24/10/2018-06:00
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Il Ministro, la Sindaca e la Politica

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Bussetti: “Il caso Lodi è una questione locale”. E sbaglia!
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Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti difende la sindaca leghista di Lodi, Sara Casanova, al centro delle polemiche per un regolamento comunale che di fatto esclude buona parte delle famiglie extracomunitarie dalle agevolazioni sul costo mensa a scuola, affermando che la sindaca non abbia fatto altro che applicare la legge e che la questione è locale, ma si è messo “a disposizione per qualsiasi problema”.
E qui sbaglia Bussetti. La questione non è affatto locale è politica e molto più grave di quanto il compiacente Ministro voglia gabellare convinto di parlare ad un popolo di allocchi!
È politica in piena regola aver deliberato nel 2017 l’esclusione dalla retta agevolata delle mensa solo gli immigrati che non possono documentare le proprietà nei paesi d’origine, che peraltro non hanno; è politica quella di infierire solo sui cittadini stranieri non Ue senza dire una sola parola sui tanti comunitari danaros che però documentano Isee da fame; è politica escludere i minori dalla mensa in nome di un rispetto formale di una norma che lo stesso comune leghista ha approvato e che il premier Salvini ha benedetto, con buona pace del suo collega Di Maio che a parole difende i diritti dei bambini.
Quindi, il ministro Bussetti, che sembra abbia dimenticato troppo presto il suo ex ruolo di dirigente Miur, che guarda caso oltre alla burocrazia dovrebbe avere a cura il benessere e le sorti delle leve scolastiche, la smetta di dire che si tratta di una questione locale e narrare che “la scuola non deve essere coinvolta in strumentalizzazioni e battaglie tra fazioni”.

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03329-sindacati-chiedono-incontro

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-23/10/2018-06:00
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I sindacati chiedono incontro sulla Manovra

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Analisi su tutto quello che manca di CGIL, CISL e UIL
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Gli Esecutivi Unitari di CGIL, CISL e UIL hanno chiesto al governo Conte un incontro sui contenuti della manovra economica che si sta mettendo a punto, in una situazione che non può certo definirsi tranquilla. Raggiunta nel Consiglio dei Ministri di sabato una tregua (almeno all’apparenza!) fra i contraenti del "patto di governo", restano alte le tensioni con l’Europa, dopo le pesanti critiche contenute nella lettera della Commissione, mentre non inducono a ottimismo i segnali che provengono dai mercati finanziari, evidenziati dal ritorno dello spread ai livelli di cinque anni fa.

Manca nella manovra una chiara visione strategica che orienti una politica di investimenti a sostegno della crescita e dello sviluppo, il lavoro pare essere il “grande assente” della manovra, proprio quando dovrebbe essere considerato da tutti come emergenza prioritaria del Paese.
Inoltre vanno chiarite  e definite le politiche fiscali, da orientare nel segno dell’equità a partire da azioni chiare ed efficaci di contrasto all’evasione, a misure per aggredire le condizioni di svantaggio del Mezzogiorno, le politiche sociali, il welfare, l’innovazione nella Pubblica Amministrazione e le grandi reti pubbliche del Paese, tra cui l’istruzione, indirizzando in tale direzione anche le politiche contrattuali.
Appare preoccupante che ai contratti pubblici, tutti in scadenza a dicembre, e al loro rinnovo non sia stato fatto fin qui alcun cenno (superfluo ricordare che per la Dirigenza Scolastica è tuttora in corso il negoziato per il triennio 2016-2018).

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03309-senza-scuola-futuro-in-bilico

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-22/10/2018-06:00
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Senza scuola futuro in bilico

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Nel Meridione il rischio maggiore
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L’Italia è al primo posto in Europa per numero di Neet, giovani disoccupati che non studiano ne cercano lavoro (29,5% contro la media Ue del 17,2%. È penultima per numero di laureati tra i 30 e i 34 anni (26,9% contro 39,9% media Ue), è quarta per giovani con la sola licenza media inferiore (14% contro il 10,6 Ue).
Si tratta si dati allarmanti scrive il quotidiano Avvenire, che parla di povertà educativa, anzi di vera e propria “emergenza educativa” che favorisce la trasmissione intergenerazione della povertà economica.
La povertà educativa – osserva ancora la Testata già citata – riguarda in gran parte famiglie colpite dalla tradizionale povertà socio-economica. Situazioni di maggior svantaggio (sia sul fronte dei servizi che delle possibilità individuali) che si registrano proprio nel Mezzogiorno che ha i più alti livelli di povertà assoluta: minore copertura di asili nido, di scuole primarie e secondarie a tempo pieno, percentuale più bassa di bambini che fruiscono di offerte culturali o sportive e contemporaneamente maggiore incidenza dell’abbandono scolastico.
Inoltre si rileva che sul fronte della cittadinanza gli alunni stranieri evidenziano tassi di povertà educativa maggiori rispetto ai loro coetanei autoctoni con un tasso di non ammissione degli stranieri al primo anno di studi pari al 22,9%.

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03279-test-medicina

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-18/10/2018-06:00
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Test Medicina, dopo gli annunci le proposte

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Attesa per il numero dei posti previsti per il prossimo anno accademico
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Dal prossimo anno accademico il ministro Bussetti ha annunciato  nuove modalità di accesso: un nuovo test per Medicina, diverso da quello attuale con le 60 domande in 100 minuti, perché «così ci perdiamo troppi talenti». È la promessa del ministro Marco Bussetti, mentre Conferenza dei rettori ha deliberato per un aumento addirittura del 50% dei posti nel giro di due anni, arrivando a quindicimila matricole nel 2021.
Insomma sull’abolizione del numero chiuso, dopo l’annuncio e la frenata adesso si parla di «tempi medi, anzi lunghi, forse lunghissimi».
Ora c’è da stabilire al più presto quanti posti ci potranno essere l’anno prossimo e quante borse di specializzazione e si parla di 12 mila matricole al posto delle attuali 9.700 (+30%), ma Bussetti frena perché sa che fondi non ce ne saranno e in queste ore è impegnato a evitare che tagli e risparmi immaginati al Mef colpiscano il suo ministero.
A sua volta la Lega, con il sen, Pittoni, per aggirare il numero chiuso, propone la valutazione precoce dei ragazzi alla scuola secondaria, affiancata da un focus sul rendimento all’università.

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03269-vergogna-nostrana

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-17/10/2018-06:00
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Vergogna nostrana

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Sanzionati 700 ragazzi nisseni per uso improprio del bonus cultura
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La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha scoperto che 700 neo diciottenni avevano speso il bonus cultura per acquistare pc, smartphone, chiavette usb e accessori elettronici al posto di utilizzarli per abbonamenti al cinema e ai teatri, accessi ai musei, libri, corso di musica e lingua straniera.
I 700 diciottenni si sono beccati una sanzione amministrativa per avere dichiarato falsamente di avere acquistato i beni e servizi previsti invece di telefonini e iPad: adesso dovranno restituire anche il bonus speso e pagare una sanzione in proporzione a quanto speso in maniera illecita.

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03259-francia-scuola-tre-anni

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-16/10/2018-06:00
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In Francia la scuola per tutti a 3 anni

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In Italia ci spupazziamo con il Progetto 0-6 anni tutto da portare a compimento
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Il ministro dell’Istruzione francese Jean-Michel Lanquer ha presentato al Consiglio Superiore dell’Educazione una riforma scolastica che introduce la scuola dell’obbligo a tre anni e non più da sei. Quindi dalla scuola materna e non dalle elementari. E in Italia? Meglio non parlarne!
Il presidente Macron ne aveva fatto una promessa nel corso della sua campagna elettorale per gettare le basi dell’apprendimento.
In Italia invece ogni tentativo di anticipo della scolarità di un anno è finito prima di nascere. Ci provò l’ex ministro Luigi Berlinguer nel ’93 che cozzò contro le resistenze dei sindacati gli insegnanti; una decina d’anni dopo ci provò l’ex ministra Stefania Giannini ma la riforma fu ritenuta costosa, anche se un anno di anticipo risolverebbe quello dell’età d’uscita dalle superiori; sull’onda dell’innovazione l’ex governo Renzi ha avviato il progetto 0-6 anni per il potenziamento della scuola dell’infanzia, nidi e materne.
In Francia, almeno con Macron, il discorso sull’anticipo fa il paio con le neuroscienze e le teorie cognitivisti che secondo cui la plasticità del cervello prima dei sei anni è particolarmente propizio per assimilare soprattutto i linguaggi; in Italia, invece l’indirizzo socio-psicologico dominante porta pensare che i piccoli fino a  sei anni debbano  giocare ed essere coccolati. (n.b.)

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03249-sindaca-mensa-soluzione-leghista

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-16/10/2018-06:00
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La sindaca, la mensa e la “soluzione” leghista

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Adesso potrà bastare anche l’autocertificazione in “buona fede”
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Ci voleva proprio l’intervento dei due vicepremier per sgonfiare il caso dell’asilo di lodi che nega la mensa e lo scuolabus ai bambini stranieri?
Ci voleva proprio che i duo gialloverde “scoprisse” l’autocertificazione al posto dei formali certificati di nullatenenza all’estero?
Ci voleva una fulminea raccolta di ben 60mila euro per pagare la retta ai figli degli immigrati?
Certo che no!
Alla soluzione della dichiarazione “in buona fede” da parte degli interessati ci poteva arrivare anche l’usciere del comune di Lodi oltre che la sindaca leghista tanto brava e tanto difesa da Salvini.
Alla soluzione della dichiarazione ci poteva arrivare certamente la sindaca anche prima che il vicepremier Di Maio affermasse innanzi tutto il diritto alla tutela dei bambini.
E si poteva evitare di far parlare a vanvera di il ministro della Famiglia (lo sapevano che esiste nel governo Conte anche questo ministero?) secondo cui “con l’immigrazione si diluiscono le identità e avanza l’omologazione”.
Certamente i termini come razzismo o apartheid sono pesanti, ma pesano anche le scelte idiote e la sindaca leghista ci deve ancora spiegare perché basta l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) per i cittadini della Ue, mentre per i cittadini ex comunitari va prodotta la documentazione aggiuntiva che dimostri di non possedere alcun immobile nel Paese d’origine.
E noi continuiamo a ribadire con forza la nostra tesi: cosa facciamo per i cittadini italiani che spacciano Isee in regola per restare nella fasci agevolata e che hanno proprietà, beni e quattrini all’estero? Perché tutti questi non debbono produrre la documentazione aggiuntiva o pagare 5 euro per ogni pasto e 210 euro a trimestre per lo scuolabus ed i figli degli extracomunitari tutti squattrinati sono esclusi dai servizi scontati e debbono pagare la quota più alta?
Non male l’idea di Martina (Pd) per organizzare una manifestazione  antirazzista, ma sarebbe interessante sapere nel 2017 quando il comune di Lodi cambiò la regole pro-contro gli immigrati, dov’era tutta l’opposizione! (n.b.)

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